{"id":11717,"date":"2025-04-28T09:46:38","date_gmt":"2025-04-28T07:46:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11717"},"modified":"2025-04-28T10:06:09","modified_gmt":"2025-04-28T08:06:09","slug":"economia-liberista-e-keynesiana-le-due-realta-del-sistema-economico-da-adam-smith-a-karl-marx-arrivando-a-j-m-keynes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/economia-liberista-e-keynesiana-le-due-realta-del-sistema-economico-da-adam-smith-a-karl-marx-arrivando-a-j-m-keynes\/","title":{"rendered":"Economia liberista e keynesiana: le due realt\u00e0 del sistema economico, da Adam Smith a Karl Marx arrivando a J.M. Keynes"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Non \u00e8 certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Noi non ci rivolgiamo alla loro umanit\u00e0, ma al loro egoismo e con loro non parliamo mai delle nostre necessit\u00e0, ma dei loro vantaggi.\u201d <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adam Smith, filosofo ed economista scozzese, \u00e8 considerato il padre dell\u2019economia moderna. Celebre fu la pubblicazione, nel 1776, del suo grande capolavoro<em> \u201cLa ricchezza delle nazioni<\/em>\u201d. Adam Smith, inoltre, \u00e8 il teorico del liberismo economico: secondo l\u2019economista scozzese l\u2019interesse privato produrr\u00e0, a livello sociale, benessere collettivo.<br \/>\nCelebre fu il concetto di \u201c<em>mano invisibile<\/em>\u201d a spiegare come, il sistema economico, possa raggiungere un equilibrio economico generale, se lasciato libero di determinarsi, grazie all\u2019azione della domanda e dell\u2019offerta.<br \/>\nOgni agente economico, infatti, perseguir\u00e0 egoisticamente il proprio interesse e, inconsapevolmente, produrr\u00e0 benessere e prosperit\u00e0 all\u2019interno della comunit\u00e0.<br \/>\nI fautori del liberismo economico, dunque, rimarcano come lo Stato non debba intervenire nel sistema economico ma debba limitarsi a garantire, e tutelare, la giustizia, la difesa e l\u2019istruzione,<br \/>\nIl liberismo economico pone, nella propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione e nella concorrenza tra le imprese, i capisaldi del suo pensiero.<br \/>\nTra i grandi economisti sostenitori del liberismo ricordiamo, oltre ad A. Smith, Hayek, Friedman e Becker.<br \/>\nIl sistema economico liberista \u00e8, tutt\u2019oggi, ampiamente adottato nei Paesi anglosassoni: Stati Uniti e Gran Bretagna su tutti.<br \/>\nIl grande contributo del pensiero liberista \u00e8 quello di porre l\u2019individuo, anche definito agente economico, come fulcro della sua teoria.<br \/>\nGli agenti economici sono, dunque, in grado di realizzarsi autonomamente e liberamente, perseguendo scelte e decisioni che possano condurlo alla felicit\u00e0 e alla sua piena emancipazione come uomo e cittadino.<br \/>\nIl liberismo, come teoria economica, confida nell\u2019abilit\u00e0 del mercato di sapersi regolare, superando ed affrontando autonomamente ed abilmente, <em>shock<\/em> macroeconomici senza la necessit\u00e0 di un intervento esterno da parte dello Stato.<br \/>\nLe teorie economiche liberiste, per\u00f2, subirono profonde critiche ed attacchi durante la Grande Depressione del 1929.<br \/>\nJohn Maynard Keynes, economista inglese di Cambridge, raggiunse l\u2019apice del successo nel 1936 con la pubblicazione del suo capolavoro \u201c<em>Teoria generale dell\u2019Occupazione, dell\u2019Interesse e della Moneta<\/em>\u201d.<br \/>\nKeynes critica fortemente le teorie economiche di Smith poich\u00e9 ritiene come il mercato, nel lungo periodo, non sia in grado di autoregolarsi grazie alla mano invisibile ma necessiti, per raggiungere un equilibrio, dell\u2019intervento dell\u2019autorit\u00e0 pubblica.<br \/>\nCelebre fu la frase di Keynes nel 1923 con cui l\u2019economista britannico critic\u00f2, aspramente e duramente, il liberismo smithiano:<br \/>\n\u201c<em>Ma questo lungo periodo \u00e8 una guida fallace per gli affari correnti. Nel lungo periodo siamo tutti morti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le teorie economiche keynesiane vennero implementate da Franklin Delano Roosevelt, presidente che dovette affrontare, e gestire, la durissima crisi finanziaria che invest\u00ec dapprima gli Stati Uniti, e successivamente l\u2019intero globo, nel 1929.<br \/>\nLe teorie economiche di Keynes, a differenza delle teorie liberiste, non credevano nella capacit\u00e0, da parte del mercato, di autoregolarsi e di raggiungere, spontaneamente, l\u2019equilibrio tra domanda e offerta.<br \/>\nRoosevelt, per fronteggiare la crisi finanziaria, diede vita al New Deal, ovvero il piano economico di rilancio, e stimolo, all\u2019economia americana implementando le teorie economiche keynesiane.<br \/>\nLe politiche economiche di Keynes prevedevano:<br \/>\n&#8211; Intervento dello Stato nell\u2019economia con un forte sostegno alla domanda attraverso la spesa pubblica;<br \/>\n&#8211; Ricorso all\u2019indebitamento, tramite incremento del debito pubblico, attraverso politiche economiche di <em>deficit spending<\/em>.<br \/>\nTipicamente nei periodi di crisi economica, ricordiamo su tutti la crisi finanziaria globale del 1929 e la crisi economica del 2008, le autorit\u00e0 pubbliche intervengono, attraverso piani di intervento e spesa pubblica, nel sistema economico per assorbire gli <em>shock<\/em> economici esogeni.<br \/>\nI decisori politici, o <em>policy makers<\/em> per utilizzare la terminologia anglosassone, nel coordinare le politiche economiche del Paese dovrebbero, dunque, attuare modelli economici di stampo liberista e keynesiano, quest\u2019ultimi indispensabili nel breve periodo per mitigare gli effetti della crisi finanziaria.<br \/>\nNel lungo periodo, generalmente, l\u2019economia tende a raggiungere un equilibrio di pieno impiego delle risorse produttive ma, nel breve periodo e a fronte di<em> shock<\/em> economici esogeni di difficile previsione iniziale, i decisori politici devono essere abili nel mitigare, e ridurre, gli effetti e le conseguenze della recessione.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 importante, e cruciale, da sottolineare \u00e8 che, affinch\u00e9 il sistema economico possa persistere e prosperare nel lungo periodo, \u00e8 necessario che i costi, sociali oltre che economici, della crisi vengano affrontati tempestivamente e rapidamente.<br \/>\nE\u2019 la durata, oltre agli effetti sociali e finanziari, della recessione a creare sospetti e preoccupazioni tra i decisori politici.<br \/>\nQualora lo Stato, ovvero l\u2019amministrazione pubblica, non intervenisse nel sistema economico per risanare gli effetti della crisi, l\u2019economia potrebbe ritornare all\u2019equilibrio dopo molto tempo e gli effetti, sul fronte occupazionale e del reddito, potrebbero essere devastanti.<br \/>\nLe politiche economiche keynesiane, dunque, vengono tipicamente varate nel breve periodo, con un forte intervento pubblico, sia sul fronte della riduzione dell\u2019imposizione fiscale che sull\u2019incremento della spesa pubblica, poich\u00e9 nel lungo periodo la capacit\u00e0 del mercato, grazie ai meccanismi di domanda e offerta descritti dalle politiche economiche liberiste, sar\u00e0 in grado di ricondurre il sistema all\u2019equilibrio auspicato.<br \/>\nOltre al New Deal, implementato da F.D. Roosevelt negli Stati Uniti alla fine degli anni \u201820, ricordiamo anche il Quantitative Easing varato da Mario Draghi, allora presidente della Banca Centrale Europea, ad inizio novembre 2010 per sostenere l\u2019economia europea in seguito alla crisi finanziaria dei mutui subprime e del debito sovrano tra il 2008-2012.<br \/>\nLe politiche economiche liberiste, confidando nella totale abilit\u00e0 del mercato di ricondurre il sistema all\u2019equilibrio, oltre a confidare in una crescita economica duratura e stabile che generi ricchezza e prosperit\u00e0, causano molto spesso crisi di sovrapproduzione e crollo dell\u2019attivit\u00e0 economica generale.<br \/>\nIl sistema economico, affinch\u00e9 possa operare in modo efficiente, necessita che le forze di libero mercato (pensiero liberista) si relazionino con le autorit\u00e0 pubbliche governative (pensiero keynesiano).<br \/>\nIl sistema economico, tipicamente adottato dalla stragrande maggioranza dei Paesi sviluppati, \u00e8 quello ad economia mista: libera iniziativa privata del mercato ed intervento pubblico nel sistema economico per assorbire shock esogeni avversi.<br \/>\nLa maggioranza degli economisti, inoltre, ritiene come il mercato, se lasciato libero di operare, raggiunga risultati, ed output, di gran lunga superiori rispetto al caso in cui, ad esempio, lo Stato partecipi, ed intervenga, attivamente nel sistema economico.<br \/>\nUno Stato socialista, a differenza di un sistema economico liberista, limita fortemente la libert\u00e0 decisionale degli individui, negando la propriet\u00e0 privata e la libera iniziativa economica. Le teorie economiche socialiste presero piede verso la met\u00e0 del XIX grazie al pensiero di Karl Marx che, nel 1848 con Friedrich Engels, pubblic\u00f2 il celebre \u201c<em>Manifesto del Partito Comunista<\/em>\u201d.<br \/>\nLe teorie economiche comuniste, in economia, non hanno, per\u00f2, portato ai risultati auspicati. Secondo Karl Marx il comunismo nasceva con l\u2019intento di superare, e scardinare, il sistema economico capitalista, evidenziando le incongruenze, strozzature e inefficienze del sistema capitalistico, considerato dallo stesso Marx iniquo nella sua creazione, e distribuzione, della ricchezza prodotta.<br \/>\nKarl Marx aspirava ad una \u201c<em>dittatura del proletariato<\/em>\u201d, con una graduale, ma progressiva, abolizione della propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione e del capitale finanziario.<br \/>\nLe teorie economiche marxiste vennero adottate dapprima in Russia durante la celebre \u201c<em>Rivoluzione d\u2019Ottobre<\/em>\u201d del 1917 quando lo Zar Nicola II Romanov dovette abdicare. Successivamente i bolscevichi, capeggiati da Vladimir Lenin, presero il potere trasformando la Russia in una potenza economica comunista, ma ci\u00f2 port\u00f2 ad una concentrazione del potere nelle mani di pochi uomini che, inevitabilmente, sfoci\u00f2 in regimi politici dittatoriali.<br \/>\nIn politica economica, inoltre, \u00e8 bene prestare attenzione alla differenza tra teoria positiva e teoria normativa:<br \/>\n&#8211; Teoria positiva: analizza e studia gli interventi di politica economica cos\u00ec come si manifestano;<br \/>\n&#8211; Teoria normativa: analizza gli interventi, e gli effetti delle misure di politica economica, come dovrebbero verificarsi nel sistema economico.<br \/>\nL\u2019essere umano, tendenzialmente, come ripreso da Thomas Hobbes, filosofo inglese del Cinquecento, \u00e8 tendenzialmente egoista ed individualista. I modelli economici comunisti, dunque, hanno sviluppato una teoria positiva del funzionamento del processo decisionale dell\u2019essere umano decisamente fuorviante ed erronea, denotando come esso sia fortemente dotato di empatia, generosit\u00e0 ed amore per il prossimo.<br \/>\nUn sistema economico comunista, inoltre, riduce la creativit\u00e0, l\u2019immaginazione e la produttivit\u00e0 dell\u2019intero sistema economico, limitando notevolmente lo sviluppo e il progresso economico della comunit\u00e0, creando inoltre stagnazione e depressione dell\u2019attivit\u00e0 economica.<br \/>\nIl liberismo economico, pensiero chiave e centrale della dottrina economica di stampo capitalistico, consente agli individui di determinarsi, e realizzarsi, socialmente ed economicamente nonostante, ovviamente, permangano frizioni e vincoli tra le differenti classi sociali che, una buona politica, dovr\u00e0 cercare di ridurre senza compromettere il benessere sociale.<br \/>\nCome ribadito da Winston Churchill, primo ministro inglese:<br \/>\n<em>&#8220;Il male del capitalismo \u00e8 l\u2019iniqua distribuzione della ricchezza, i<\/em><em>l bene del socialismo \u00e8 l\u2019equa distribuzione della miseria.<\/em><br \/>\n<em>Compito di una buona, e lungimirante, classe politica e dirigenziale \u00e8 quella di promuovere, e stimolare, la crescita e il progresso economico limando, e contenendo, le disuguaglianze sociali nella comunit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon \u00e8 certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Noi non <\/p>\n","protected":false},"author":2713,"featured_media":11719,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,2623,5,2636,2684,1,2625,2474],"tags":[],"class_list":["post-11717","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-economia-monetaria","category-fascicoli","category-mercato","category-n-141-04-2025","category-news","category-politica-monetaria","category-storia-economica"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/business-concept-with-calculator-close-up-scaled.jpg?fit=2560%2C1440&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-32Z","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2713"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11717"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11720,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11717\/revisions\/11720"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}