{"id":11722,"date":"2025-05-02T09:27:39","date_gmt":"2025-05-02T07:27:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11722"},"modified":"2025-05-02T09:36:57","modified_gmt":"2025-05-02T07:36:57","slug":"lavoro-emotivo-ed-emozionale-nei-servizi-per-il-cliente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lavoro-emotivo-ed-emozionale-nei-servizi-per-il-cliente\/","title":{"rendered":"LAVORO EMOTIVO ED EMOZIONALE NEI SERVIZI PER IL CLIENTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019articolo vuole evidenziare le differenze tra lavoro emotivo e lavoro emozionale, descrivendone le caratteristiche e i contesti in cui vengono messi in atto. Svolge un focus sul lavoro di tipo emozionale, sottolineando gli ambienti di lavoro in cui viene messo in atto e cosa comprende. Si sottolinea anche le difficolt\u00e0 che comporta la gestione delle proprie emozioni, concludendo con proposte per migliorare l\u2019ambiente di lavoro. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista sociale anche le emozioni, come i comportamenti, vengono accettati o meno dalle societ\u00e0. Essa determina cosa pu\u00f2 essere considerato positivo e cosa no, come esprimere le proprie emozioni, chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2 esprimerle, quali etichette linguistiche usare per definirle. Tutto questo varia da societ\u00e0 a societ\u00e0. Il contesto in cui si cresce, la famiglia, le istituzioni di cui si fa parte e si frequentano sono luogo di influenza per le emozioni che si provano. La societ\u00e0 norma le <strong>emozioni<\/strong> da provare e da non provare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le emozioni quotidiane sono delineate attraverso precise microespressioni facciali universali, ma ci\u00f2 non implicata il fatto che in ogni aggregato sociale sia ugualmente permesso a tutti e in qualsiasi circostanza manifestarle: al contrario, ogni societ\u00e0, nello specifico i suoi valori e cultura, influenza largamente le reazioni comportamentali che conseguono a tali emozioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo decidere se i sentimenti provati sono accettabili pu\u00f2 essere ritrovato in particolare nel mondo del lavoro. Se nella vita viene richiesto un lavoro <strong><em>emotivo<\/em><\/strong> quotidiano, in determinati impieghi viene richiesto un lavoro <strong><em>emozionale<\/em><\/strong>. Ma cosa sono esattamente e cosa richiedono? Il lavoro <em>emotivo<\/em> si riferisce allo sforzo che una persona compie per gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, spesso in relazione al lavoro o ad altre situazioni sociali quotidiane. Il lavoro <em>emozionale<\/em> riguarda l&#8217;impegno richiesto per regolare le proprie emozioni, in particolare in contesti lavorativi dove si interagisce frequentemente con il pubblico, con l&#8217;obiettivo di mantenere un certo comportamento o una certa postura emotiva, nascondendo il pi\u00f9 possibile, fino ad arrivare ad eliminarle, le emozioni negative. La principale differenza tra i due \u00e8 nel <strong>contesto<\/strong> in qui viene applicato: il primo pu\u00f2 essere applicato in qualsiasi ambito di vita comune, il secondo solo nel contesto lavorativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lavoro emozionale <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in quali impieghi lavorativi viene richiesto un lavoro <em>emozionale<\/em> e cosa comprende? La maggior parte dei lavori che lo richiedono sono quelli ai servizi dei <strong>clienti<\/strong> e del pubblico. Alcuni esempi possono essere l\u2019impiego da barista o cameriere, cassiere, addetto alle vendite, animatori, ecc.: lavori del <strong>settore terziario<\/strong>. Sono tutti impieghi che esigono un interscambio diretto con il cliente, cosa che si traduce con la necessit\u00e0 di mostrarsi gentili, educati e sempre disponibili alle domande dei clienti, dunque uno sforzo per regolare costantemente le proprie emozioni in quel contesto. In casi in cui un acquirente si comporti in maniera maleducata e irrispettosa, per esempio, nei confronti del lavoratore, quest\u2019ultimo deve mantenere un atteggiamento regolato e composto, trattenendosi. Queste regole imposte dalla societ\u00e0, ma anche dal datore di lavoro, sono chiamate <em>display rules<\/em>, e fanno esplicitamente parte dei requisiti per poter svolgere un dato impiego.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grandey e Sayre hanno analizzato la letteratura a proposito del lavoro <em>emozionale<\/em>, con lo scopo di comprendere le strategie da utilizzare per regolare le proprie emozioni sul lavoro e quali effetti abbiano sia per lavoratori che per clienti. L\u2019impiegato pu\u00f2 assumere due strategie principali: la <strong>recitazione profonda<\/strong>, anche chiamata <em>deep acting,<\/em> e la <strong>recitazione superficiale<\/strong>, vale a dire <em>surface acting<\/em>. La prima sta nel modificare realmente i propri atteggiamenti ed emozioni, la seconda comporta il mostrare un\u2019emozione in maniera superficiale, senza provarla realmente. Ma entrambe le recitazioni hanno delle ripercussioni: per i lavoratori attuare il <em>deep acting<\/em> pu\u00f2 portare ad esaurimenti e problemi di salute mentale, ma pu\u00f2 portare anche maggiore soddisfazione a livello lavorativo e personale; quella superficiale potrebbe condurre a <em>brunout<\/em> e momenti di crollo emotivo. Quest\u2019ultima richiede un impegno a controllare senza interruzione la manifestazione delle proprie emozioni, cosa che comprende la maggior parte delle proprie risorse cognitive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la percezione dei clienti cambia davanti alla recitazione del lavoratore? Secondo uno studio di Groth e colleghi del 2009 non sembra creare una grande differenza in essi se il lavoratore sorride sinceramente o meno. I clienti riconoscono se chi \u00e8 davanti a loro svolge una recitazione profonda sincera e genuina o una superficiale forza. Lo scopo per\u00f2 di questa recitazione viene raggiunto in entrambi i casi, vale a dire la <strong>gentilezza<\/strong> con cui viene trattato l\u2019acquirente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel mondo del lavoro: corsi di formazione e contratti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro <em>emozionale<\/em> viene esplicitamente richiesto dal datore di lavoro, ma fa parte di un pacchetto completo dell\u2019impiego che si andr\u00e0 a svolgere e per cui si \u00e8 stati assunti. Spesso i principali impieghi che richiedono la gestione delle proprie emozioni sono a contratto indeterminato, <em>part-time<\/em>, a progetto, a stagione o di collaborazione. Questo dipende dalle esigenze dell\u2019azienda o dalle preferenze del lavoratore. Secondo uno studio qualitativo svolto dalla sociologa Giovanna Fullin sul lavoro nei settori dei servizi, in particolare sulle dinamiche che coinvolgono i lavoratori a contatto diretto con i clienti, i datori di lavoro controllano direttamente i sentimenti, e la loro gestione, dei dipendenti. Essi vengono addirittura formati attraverso dei <strong>corsi<\/strong> all\u2019inizio dell\u2019assunzione per ottenere un comportamento perfetto nei confronti degli acquirenti. Vengono istruiti sulle <em>feeling rules<\/em>, vale a dire delle regole che guidano il modo in cui le persone dovrebbero sentire determinate emozioni in un determinato contesto, con l\u2019obiettivo di arrivare ad <strong>interiorizzarle<\/strong> completamente e renderle quasi naturali. Inoltre, non basta apprendere queste regole, bisogna saperle integrare alla perfezione al proprio modo di essere e all\u2019attitudine naturale, quindi comportarsi con <strong>spontaneit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>condizioni <\/strong>di lavoro sono spesso faticose. Durante questi impieghi la forza lavoro deve essere flessibile, in modo tale da adattarsi completamente all\u2019andamento discontinuo dei clienti; quindi, sono maggiori le proposte di contratti brevi e preari. Gli orari sono spesso asociali, in quanto richiedono disponibilit\u00e0 la sera, nei <em>weekend<\/em>, nei periodi festivi o estivi, e posso anche essere annunciati con poco preavviso. Il fatto che i ritmi di lavoro siano determinati dall\u2019<strong>afflusso dei clienti<\/strong> crea dei picchi di attivit\u00e0 molto stressanti. Per questo tipo di impieghi sono molto diffusi i contratti di lavoro <em>part-time<\/em>, con una grande variabilit\u00e0 dei turni, per seguire l\u2019andamento del cliente poco prevedibile. Spesso i datori di lavoro usufruiscono di <strong>contratti<\/strong> a tempo determinato limitati ai periodi di maggiore afflusso degli acquirenti, come periodo dei saldi, delle festivit\u00e0 o delle attivit\u00e0 stagionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutto il mondo ormai viene richiesto ai lavoratori di riuscire a mettere completamente da parte le proprie emozioni per poter accontentare al massimo i clienti. Le condizioni in cui lavorano spesso richiedono dei <strong>sacrifici<\/strong>, da parte anche di giovani lavoratori. Diversi studi hanno dimostrato che mettere in atto una recitazione, che sia superficiale o profonda, pu\u00f2 comportare il mettere a <strong>rischio<\/strong> la propria salute mentale. I datori di lavoro ne sono consapevoli di questo, ma come possono migliore l\u2019esperienza lavorativa e limitare i rischi? Una <strong>soluzione<\/strong> sarebbe quella di dare motivazione al lavoratore per rendere soddisfatto il cliente, invece di, per esempio, dare frasi fatte e costruite da ripetere perfettamente, permettendogli, dunque, di scegliere autonomamente come fare. Si potrebbe anche creare un ambiente supportivo rispetto all\u2019espressione delle emozioni, in modo tale da far s\u00ec che tra colleghi ci si aiuti e si riconosca il lavoro <em>emozionale<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Fullin, <em>I clienti siamo noi. Il lavoro nella societ\u00e0 dei servizi<\/em>, 2023, Il Mulino<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/sociologiaclinica.it\/lavoro-emotivo-lavoro-emozionale-una-lettura-sociologica-delle-emozioni\/\">https:\/\/sociologiaclinica.it\/lavoro-emotivo-lavoro-emozionale-una-lettura-sociologica-delle-emozioni\/<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/media.fupress.com\/files\/pdf\/24\/14656\/41052\/\">https:\/\/media.fupress.com\/files\/pdf\/24\/14656\/41052\/<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.stateofmind.it\/2020\/09\/lavoro-emozionale-regolazione-emotiva\/\">https:\/\/www.stateofmind.it\/2020\/09\/lavoro-emozionale-regolazione-emotiva\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo vuole evidenziare le differenze tra lavoro emotivo e lavoro emozionale, descrivendone le caratteristiche e i contesti in cui vengono messi in atto. 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