{"id":11794,"date":"2025-07-01T10:20:09","date_gmt":"2025-07-01T08:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11794"},"modified":"2025-07-01T10:20:09","modified_gmt":"2025-07-01T08:20:09","slug":"turetta-e-le-75-coltellate-quando-la-crudelta-non-e-ancora-giuridica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/turetta-e-le-75-coltellate-quando-la-crudelta-non-e-ancora-giuridica\/","title":{"rendered":"Turetta e le 75 coltellate: quando la crudelt\u00e0 non \u00e8 (ancora) giuridica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Una sentenza che fa discutere<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente sentenza nel caso dell\u2019omicidio di Giulia Cecchettin ha sollevato una domanda difficile: quando il numero dei colpi smette di essere solo un dato e diventa una misura del male?<br \/>\nLa decisione della Corte d&#8217;Assise di Venezia ha suscitato un ampio dibattito giuridico e sociale. La Corte ha condannato Turetta all&#8217;ergastolo, riconoscendo l&#8217;aggravante della premeditazione, ma escludendo quelle della crudelt\u00e0 e dello <em>stalking<\/em>. Una scelta che, soprattutto sul piano emotivo, ha colpito l\u2019opinione pubblica: \u00e8 possibile infliggere 75 coltellate e non essere considerati &#8220;<em>crudeli<\/em>&#8221; secondo la legge?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premeditazione s\u00ec, crudelt\u00e0 no<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte ha riconosciuto l&#8217;aggravante della PREMEDITAZIONE, indicando che Turetta avrebbe PIANIFICATO l&#8217;omicidio con ANTICIPO. Secondo la giurisprudenza, la premeditazione richiede un intervallo di tempo sufficiente tra l&#8217;ideazione e l&#8217;esecuzione del delitto, durante il quale l&#8217;autore mantiene ferma la decisione criminosa. (Art. 577, comma 1, n. 3 c.p. \u2013 che prevede l\u2019ergastolo per l\u2019omicidio aggravato da premeditazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversa \u00e8 la valutazione sull\u2019aggravante della crudelt\u00e0. Secondo la Corte di Cassazione (sent. n. 44989\/2018), questa sussiste solo quando il reo infligge alla vittima sofferenze gratuite e non necessarie, eccedendo ci\u00f2 che serve per causare la morte. L&#8217;esclusione dell&#8217;aggravante della crudelt\u00e0, nonostante le 75 coltellate inferte alla vittima, pu\u00f2 apparire CONTROINTUITIVA. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha stabilito che il numero di colpi non \u00e8 di per s\u00e9 determinante per configurare tale aggravante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019art. 61, n. 1 c.p. configura una circostanza aggravante comune quando il reato \u00e8 stato commesso \u201c<em>con crudelt\u00e0 verso le persone<\/em>\u201d.<br \/>\nLa giurisprudenza di legittimit\u00e0 \u2013 in particolare Cass. pen., sez. I, sent. n. 44989\/2018 \u2013 ha chiarito che la crudelt\u00e0 consiste nell&#8217;infliggere alla vittima SOFFERENZE GRATUITE E NON NECESSARIE alla realizzazione dell&#8217;evento lesivo.<br \/>\nSecondo la Cassazione, l&#8217;aggravante della crudelt\u00e0 sussiste &#8220;<em>quando l&#8217;autore del reato infligge sofferenze aggiuntive e gratuite alla vittima, eccedendo ci\u00f2 che \u00e8 necessario per causarne la morte&#8221;<\/em>.<br \/>\nIn altre parole, \u00e8 necessaria la volont\u00e0 di infliggere un dolore superfluo e non strettamente funzionale all\u2019omicidio. Se i colpi sono stati inferti con l&#8217;unico scopo di causare la morte, senza un intento aggiuntivo di crudelt\u00e0, l&#8217;aggravante non sussiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso Turetta, la Corte ha escluso l\u2019aggravante, ritenendo \u2013 con riferimento a precedenti conformi \u2013 che le 75 coltellate non fossero manifestazione di un INTENTO SADICO, ma strumentali all\u2019omicidio, e dunque non qualificabili come \u201c<em>crudelt\u00e0 giuridica<\/em>\u201d. La quantit\u00e0 dei colpi non basta: ci\u00f2 che rileva \u00e8 la volont\u00e0 aggiuntiva di far soffrire, di trasformare l\u2019esecuzione in tortura. In termini giuridici, quindi, la crudelt\u00e0 non \u00e8 configurabile.<br \/>\n\u00c8 una decisione tecnicamente corretta e coerente con l\u2019attuale assetto normativo. Tuttavia, ci\u00f2 non significa che non sia discutibile sul piano etico e simbolico. Questa interpretazione, seppur tecnicamente fondata, si presta a critiche sul piano assiologico: la reiterazione dell\u2019offesa pu\u00f2 costituire un indicatore di disumanizzazione dell\u2019altro, che \u2013 pur non configurando <em>ex<\/em> se l\u2019aggravante \u2013 merita forse un ripensamento in chiave evolutiva del dato normativo, questo s\u00ec, posso essere d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La legge parla, ma ascolta? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Dov&#8217;\u00e8 giustizia, se non nella verit\u00e0?<\/em>\u201d, direbbe Manzoni. Ma la verit\u00e0, per essere giusta, deve saper parlare anche alla coscienza, non solo al Codice. E quando le coltellate diventano numeri, forse \u00e8 il momento per il diritto di tornare a farsi anche linguaggio morale.<br \/>\nPur condividendo la fondatezza giuridica della decisione, si ritiene legittimo chiedersi se il diritto penale non debba iniziare a recepire, con maggiore sensibilit\u00e0, le forme pi\u00f9 intense e reiterate di violenza.<br \/>\nPur riconoscendo la forza emotiva che certi casi suscitano nell\u2019opinione pubblica, da giurista non posso che condividere l\u2019impostazione della Corte: la decisione \u00e8 tecnicamente corretta, coerente con una nozione consolidata di crudelt\u00e0 giuridica, che esige un <em>QUID PLURIS INTENZIONALE<\/em>, una volont\u00e0 sadica di far soffrire.<br \/>\nLe 75 coltellate, per quanto scioccanti, non bastano da sole a integrare l\u2019aggravante, se sono strumentali alla realizzazione dell\u2019omicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno sguardo oltre il Codice\u00a0<\/strong><br \/>\nTuttavia, resta legittimo \u2013 e forse necessario \u2013 interrogarsi sul piano sociale e culturale: perch\u00e9 la reiterazione dell\u2019offesa tocca corde profonde nella coscienza collettiva, e spinge a chiederci se il diritto debba o meno evolvere nel suo modo di riconoscere e nominare la violenza.<br \/>\nIn fondo, come ricordava Dostoevskij, \u201c<em>il grado di civilizzazione di una societ\u00e0 si misura <\/em><em>dalle sue prigioni<\/em>\u201d. Ma forse, oggi, si misura anche da quanto il diritto riesce a farsi linguaggio morale, senza smarrire la sua coerenza logico-giuridica.<br \/>\nPerch\u00e9 \u2013 direbbe Hannah Arendt \u2013 \u201c<em>quando il male si fa banale, \u00e8 al diritto che spetta <\/em><em>restituirgli il suo vero nome<\/em>\u201d.<br \/>\n\u00c8 tempo di chiederci se il diritto penale, pur restando fedele alla sua logica, debba iniziare a riconoscere anche quei segni della violenza che parlano alla coscienza prima ancora che al Codice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sentenza che fa discutere La recente sentenza nel caso dell\u2019omicidio di Giulia Cecchettin ha sollevato una domanda difficile: quando il numero dei colpi smette di essere solo un dato <\/p>\n","protected":false},"author":6119,"featured_media":11796,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[21,11,1590,37,2663,5,2701,1,41,51,2639],"tags":[],"class_list":["post-11794","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-avvocati","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-penale","category-rassegna-di-giurisprudenza","category-italia","category-fascicoli","category-n-144-07-2025","category-news","category-rassegna-di-giurisprudenza-penale","category-penalisti","category-sentenza"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/sagome-di-mani-terrificanti-studio-1-scaled.jpg?fit=2560%2C1708&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-34e","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11794","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6119"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11794"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11794\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11797,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11794\/revisions\/11797"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11794"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11794"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11794"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}