{"id":11832,"date":"2025-10-09T11:32:57","date_gmt":"2025-10-09T09:32:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11832"},"modified":"2025-10-09T11:42:10","modified_gmt":"2025-10-09T09:42:10","slug":"la-dittatura-gentile-delle-app-per-il-controllo-ora-basta-un-click","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-dittatura-gentile-delle-app-per-il-controllo-ora-basta-un-click\/","title":{"rendered":"La dittatura gentile delle app: per il controllo ora basta un click"},"content":{"rendered":"<p><em>L\u2019articolo analizza il sistema pervasivo di sorveglianza e controllo sociale che si cela dietro al colosso digitale WeChat, un\u2019applicazione cinese \u201ctuttofare\u201d che permette agli utenti di svolgere un ampio ventaglio di funzioni. Dopo aver chiarito in che modo la piattaforma, che conta oltre 1,2 miliardi di utenti, applica censure sistematiche su ogni genere di contenuto, viene proposto un confronto fra le normative sulla privacy europea (GDPR) e cinese (PIPL).<\/em><\/p>\n<p><strong><u>WeChat: un\u2019applicazione tuttofare<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Una delle promesse su cui la tecnologia moderna punta di pi\u00f9 al giorno d\u2019oggi \u00e8 quella di semplificarci la vita, rendendo tutto pi\u00f9 veloce, pratico ed accessibile. In questa sfida digitale, nonostante l&#8217;alta competitivit\u00e0, si distingue senza dubbio un vincitore indiscusso: <strong>WeChat<\/strong>, l\u2019<em>app<\/em> cinese universale.<\/p>\n<p>WeChat, rilasciata da Tencent nel 2011, \u00e8 l&#8217;<em>app<\/em> di messaggistica pi\u00f9 grande al mondo, con oltre 1,2 miliardi di utenti attivi mensili in tutto il mondo, la cui quasi totalit\u00e0 vive in Cina. Questa piattaforma si presenta come una fusione tra diverse applicazioni, come Whatsapp, Twitter, Facebook, Instagram e PayPal, ed \u00e8 in grado di offrire a chi ne usufruisce un vastissimo<em> range<\/em> di funzioni, tra cui: inviare messaggi, fare chiamate e videochiamate, giocare ai videogiochi, fare acquisti, pagare le tasse, inviare soldi agli amici e leggere le notizie.<\/p>\n<p><strong><u>Controllo, sorveglianza e censura<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Ma che cosa si cela davvero dietro ad una comodit\u00e0 di cos\u00ec facile (troppo facile) accesso? WeChat, nella sua vera essenza, altro non \u00e8 che un ingegnoso cavallo di Troia digitale al cui interno risiede un obiettivo tutt\u2019altro che benefico per la comunit\u00e0: il <strong>controllo<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo ingegnoso strumento, infatti, maschera una vera e propria \u201c<strong><em>dittatura gentile<\/em><\/strong>\u201d, caratterizzata da un sistema di sorveglianza pervasivo grazie al quale ogni cosa, e persona, \u00e8 tracciata e monitorata. \u00c8 la stessa informativa sulla <em>privacy<\/em> di WeChat a specificare ci\u00f2 che il governo ha il permesso di fare e in che modo tutti gli utenti possono essere sorvegliati. In particolare viene dichiarato che l\u2019applicazione potrebbe dover &#8220;<em>conservare, divulgare e utilizzare<\/em>&#8221; le informazioni degli utenti in risposta alle richieste del governo, il quale, se lo desidera, pu\u00f2 sapere molto sulle persone che hanno lasciato il paese, sulle modalit\u00e0 e i luoghi di incontro tra i civili e anche sugli scambi di denaro.<\/p>\n<p>A questa supervisione della popolazione va aggiunta anche un\u2019opprimente <strong>censura<\/strong>. Nel 2020, il gruppo di ricerca Citizen Lab, con sede a Toronto, ha scoperto che WeChat impone la censura automatica in tempo reale delle immagini e delle <em>chat<\/em> attraverso una combinazione di riconoscimento del testo e visivo, il quale, non appena rilevati contenuti soggetti a restrizioni, impedisce immediatamente a tutti gli utenti la loro divulgazione. Pi\u00f9 precisamente il procedimento di censura funziona cos\u00ec: tutte le regole per la censura si trovano su un <em>server<\/em> remoto gestito da Tencent (la societ\u00e0 madre di WeChat), attraverso il quale passa qualsiasi messaggio inviato da un utente ad un altro e che rileva la presenza di parole chiave incluse nella <em>blacklist<\/em>, permettendo al messaggio di raggiungere il destinatario solo dopo aver superato questo filtro.<\/p>\n<p>WeChat, inoltre, \u00e8 uno dei pochi <em>social media<\/em> cinesi che funziona senza distinzioni sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del paese (TikTok, ad esempio, offre agli utenti stranieri un servizio diverso da quello utilizzato in Cina) trasmettendo questo sistema di controllo anche a chi vive all\u2019estero.<\/p>\n<p>Un esempio pratico che aiuti a comprendere il modus operandi con cui viene gestito questo sistema risale al 13 ottobre 2022, due giorni prima del XX Congresso del Partito Comunista, quando i manifestanti hanno appeso striscioni di protesta su un cavalcavia di Pechino, con sopra scritte frasi come &#8220;rimuoviamo il dittatore e traditore nazionale Xi Jinping&#8221;. Secondo il MIT <em>Technology Review<\/em> WeChat ha immediatamente bloccato la ricerca di contenuti che includessero parole come &#8220;Pechino&#8221; e &#8220;ponte&#8221;, facendo capire immediatamente agli utenti dell\u2019applicazione che se avessero pubblicato foto o commenti relativi all&#8217;evento sarebbero stati soggetti ad un ban permanente.<\/p>\n<p><strong><u>Il meccanismo dell\u2019inganno<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Se non si rispettano le linee guida imposte \u00e8 possibile essere <strong>banditi <\/strong>in vari modi, in maniera temporanea o anche definitivamente, il che significa avere accesso bloccato ai servizi digitali associati ai propri account per interi giorni o persino settimane.<\/p>\n<p>In buona parte dei casi, per\u00f2, il governo non deve neanche \u201c<em>sporcarsi le man<\/em>i\u201d, dal momento in cui i cittadini, ben indottrinati, si gestiscono personalmente con un\u2019<strong>autocensura<\/strong> che gli garantisce la propria sopravvivenza digitale. La tecnologia si fa persuasiva e dietro alla maschera del \u201c<em>servizio<\/em>\u201d viene nascosta la deprivazione di alcuni diritti fondamentali, dando vita al cosiddetto \u201c<strong><em>chilling effect<\/em><\/strong>\u201d (raffreddamento del dissenso), ovvero la riluttanza e la refrattariet\u00e0 ad esercitare un proprio diritto per paura di sanzioni legali.<\/p>\n<p>A conferma di questo meccanismo ingannevole, basta mettere a confronto la <strong>normativa sulla privacy <\/strong>europea con quella cinese, rispettivamente dette GDPR e PIPL.<\/p>\n<p>A differenza del GDPR, che si impegna a garantire trasparenza nella protezione dei dati personali e soprattutto autonomia delle autorit\u00e0 di controllo, il PIPL obbliga le aziende a collaborare con le autorit\u00e0 statali, le stesse che svolgono le attivit\u00e0 di protezione dei dati.\u00a0 Mentre la normativa europea separa nettamente le operazioni delle autorit\u00e0 pubbliche da quelle private, infatti, quella cinese consente agli organi statali di accedere ai dati anche senza il consenso dei diretti interessati, garantendo dunque una <strong>privacy pi\u00f9 teorica che reale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><u>Conclusione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019era digitale trovare un giusto equilibrio fra innovazione e sicurezza, soprattutto dei diritti umani, sembra un\u2019ardua impresa, visto il graduale snellimento della linea di confine che esiste tra libert\u00e0 e controllo.<\/p>\n<p>WeChat, che rappresenta un caso estremo, non \u00e8 l\u2019unica applicazione che mette a rischio la <em>privacy<\/em> degli utenti, dal momento in cui anche piattaforme apparentemente pi\u00f9 sicure come TikTok, Facebook e Instagram raccolgono enormi quantit\u00e0 di dati personali.<\/p>\n<p>In uno scenario che sembra \u201c<em>peggiorare<\/em>\u201d sempre di pi\u00f9 bisogna dunque chiedersi se le leggi dei paesi democratici siano sufficienti a garantire salvaguardia alla popolazione e se un\u2019<strong>educazione alla libert\u00e0<\/strong> non sia pi\u00f9 necessaria di un\u2019educazione alla tecnologia.<\/p>\n<p><strong><u>Bibliografia<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Herman, A. (2023, 3 febbraio). <em>WeChat: China&#8217;s Other Trojan Horse<\/em>. Forbes.<\/p>\n<p>Human Rights Watch. (2020, 14 agosto). <em>WeChat Is a Trap for China&#8217;s Diaspora<\/em>. Human Rights Watch.<\/p>\n<p>Kenyon, M. (2020, 7 maggio). <em>WeChat Surveillance Explained<\/em>. The Citizen Lab. The Citizen.<\/p>\n<p>Wikipedia contributors. (s.d.). <em>Chilling effect<\/em>. Wikipedia.<\/p>\n<p>Il Sole 24 Ore \u2013 NT+ Diritto. (2021, 19 ottobre). <em>Il GDPR e il PIPL: similitudini e differenze<\/em>.<\/p>\n<p>Sigmar. (2025, 28 marzo). <em>GDPR e PIPL: il grande divario nella tutela della privacy tra UE e Cina. Sigmar. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo analizza il sistema pervasivo di sorveglianza e controllo sociale che si cela dietro al colosso digitale WeChat, un\u2019applicazione cinese \u201ctuttofare\u201d che permette agli utenti di svolgere un ampio ventaglio <\/p>\n","protected":false},"author":2099,"featured_media":11836,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,5,48,2681,2705,2297],"tags":[],"class_list":["post-11832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-fascicoli","category-marketing","category-mass-media","category-n-146-09-2025","category-notizie"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/donna-che-mostra-un-icona-di-wechat-scaled.jpg?fit=2560%2C2104&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-34Q","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2099"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11832"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11834,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11832\/revisions\/11834"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}