{"id":1729,"date":"2013-07-01T00:08:38","date_gmt":"2013-06-30T22:08:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=1729"},"modified":"2014-03-10T22:10:06","modified_gmt":"2014-03-10T21:10:06","slug":"considerazioni-relative-agli-effetti-di-basilea-iii-sul-funds-transfer-pricing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/considerazioni-relative-agli-effetti-di-basilea-iii-sul-funds-transfer-pricing\/","title":{"rendered":"Considerazioni relative agli effetti di Basilea III sul Funds Transfer Pricing"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Alessio Rombolotti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. Introduzione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica del <i>transfer pricing<\/i> \u00e8 nata negli anni \u201970 per gestire il rischio di tasso d\u2019interesse della banca. Le imprese non bancarie o finanziarie gestiscono i prezzi di trasferimento soprattutto in funzione degli obblighi documentali fiscali ma in realt\u00e0 l\u2019architettura per gestire i prezzi intra-gruppo \u00e8 un sistema di <i>risk management<\/i>, di misurazione dei risultati delle linee di <i>business<\/i> e di allocazione del capitale. <!--more-->Il riferimento normativo dei paesi europei per quanto concerne il <i>transfer pricing<\/i> dei servizi finanziari \u00e8 contenuto nel <i>Report on the Attribution of Profits to Permanent Establishments<\/i>, pubblicato dall\u2019OECD nel luglio del 2008. Nel 2015 entreranno in vigore le nuove disposizioni di governo del rischio delle banche, prodotte dal <i>Basel Committe on Banking Supervision <\/i>(BCBS) e note col nome di Basilea III (da qui in avanti il <i>Dispositivo<\/i>). In questo articolo esamineremo gli effetti dei due indici quantitativi contenuti nel Dispositivo, il <i>Liquidity Coverage Ratio<\/i> (LCR) e il <i>Net Stable Funding Ratio<\/i> (NSFR), sul <i>funds transfer pricing<\/i> (FTP).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. <em>Funds Transfer Pricing<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <i>funds transfer pricing<\/i> \u00e8 il sistema di attribuzione dei prezzi alle transazioni di fondi interni alla banca. Per illustrare la struttura del <i>pricing<\/i> interno consideriamo una banca che svolga le funzioni a) di raccolta di fondi, tramite depositi <i>retail<\/i> e provvista sul mercato monetario e interbancario, e b) di finanziamento ai clienti tramite <i>business units<\/i> (BU), per esempio <i>retail<\/i> e <i>corporate<\/i>. I fondi e i depositi raccolti sono utilizzati per le operazioni di finanziamento ma spesso hanno un profilo temporale differente dai finanziamenti accordati (<i>maturity mismatch<\/i>), questa incongruenza fa sorgere un rischio di liquidit\u00e0 che \u00e8 gestito dalla tesoreria centrale. I fondi sono quindi trasferiti dalle unit\u00e0 di raccolta alle <i>business units<\/i> oppure dalle <i>business units<\/i> in surplus a quelle in deficit, la tesoreria deve quindi avere un sistema interno di attribuzione dei prezzi ai fondi trasferiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Immagine1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1731\" alt=\"Figura1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Immagine1.jpg?resize=700%2C395\" width=\"700\" height=\"395\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura che descrive i prezzi di trasferimento \u00e8 la curva di costo dei fondi, che si basa sui tassi di mercato riferiti alle diverse scadenze temporali. I prezzi di trasferimento sono attribuiti abbinando il profilo temporale dei flussi di cassa dell\u2019operazione al <i>transfer price<\/i> che corrisponde alle scadenze definite sulla curva di costo dei fondi. Per esempio, se vengono trasferiti fondi provenienti da un deposito con scadenza a due anni, il prezzo relativo sar\u00e0 basato sul tasso di mercato ( p.e. <i>libor, swap, euribor<\/i>) a due anni. Dopo aver definito il prezzo vengono aperte delle posizioni fittizie (<i>mirroring<\/i>) nel <i>transfer pricing book<\/i>, dove oneri finanziari e interessi sono registrati rispettivamente nelle attivit\u00e0 e passivit\u00e0 delle BU.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Immagine3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1732\" alt=\"Figura2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Immagine3.jpg?resize=700%2C433\" width=\"700\" height=\"433\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo di <i>transfer pricing<\/i> descritto si chiama <i>matched maturity<\/i>, si differenzia dal <i>pooling approach<\/i> per la definizione di curve di <i>pricing<\/i> in funzione di scadenze temporali. Questo sistema ha il pregio di controllare il rischio di liquidit\u00e0 che si pone quando fonti e impieghi hanno profili temporali diversi. Il costo dei fondi \u00e8 solitamente composto dal tasso offerto ai depositi oppure dal tasso interbancario pi\u00f9 i costi di provvista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Basilea III<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dispositivo di Basilea III \u00e8 un\u2019aggiornamento della regolamentazione denominata Basilea II, sar\u00e0 progressivamente attivato dal 2015 e il suo scopo \u00e8 fornire agli istituti di credito delle linee guida vincolanti per controllare e gestire il rischio di liquidit\u00e0. Fra il 2007 e il 2008 il mercato interbancario si congel\u00f2, a molte banche venne a mancare una primaria fonte di liquidit\u00e0, Basilea III \u00e8 disegnato anche per impedire che possa nuovamente verificarsi una situazione di quel tipo. La parte quantitativa del Dispositivo coinvolge due standard di liquidit\u00e0: 1. Il <i>Liquidity Coverage Ratio<\/i> (LCR), che agisce sul profilo di rischio di liquidit\u00e0 di breve termine, garantendo la disponibilit\u00e0 di attivit\u00e0 liquide durante 30 giorni di forte stress e 2. il Il <i>Net Stable Funding Ratio<\/i> (NSFR), che controlla il profilo di rischio di liquidit\u00e0 lungo un arco temporale pi\u00f9 lungo, garantendo la disponibilit\u00e0 di fondi con un profilo temporale di medio termine anche in condizioni avverse. Analiticamente, il LCR e il NSFR hanno le seguenti espressioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dispositivo richiama anche un documento pubblicato nel 2008 dal <i>Basel Committee on Banking Supervision<\/i> (BCBS) denominato <i>Principles for Sound Liquidity Risk Management and Supervision<\/i>, in cui sono dettati 17 principi di gestione del rischio di liquidit\u00e0. Il principio No.4 fa espressamente riferimento al <i>transfer pricing<\/i> (<i>internal pricing<\/i>) e sancisce che i prezzi di trasferimento debbano incorporare i costi per la liquidit\u00e0, i benefici e i rischi. Si tenga conto che al di l\u00e0 di espliciti riferimenti ai prezzi di trasferimento la tecnica del <i>transfer pricing<\/i> coinvolge molti spetti quantitativi e qualitativi della dinamica operativa bancaria, per cui l\u2019influenza di una regolamentazione come Basilea III sui prezzi interni \u00e8 pi\u00f9 estesa di quanto possa apparire in questo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">4.\u00a0Effetti degli Indici LCR e NSFR sui Prezzi di Trasferimento <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per semplicit\u00e0 di esposizione procederemo seguendo un esempio. Ipotizziamo una banca che finanzi i prestiti effettuati con depositi <i>retail<\/i> oppure con fondi interbancari il cui costo sia <b>r<sub>i<\/sub><\/b>. In funzione del volume dei depositi e dei fondi acquisiti la banca dovr\u00e0 costituire una riserva di titoli altamente liquidi (con rendimento <b>r<sub>t<\/sub><\/b>) per rispettare l\u2019indice LCR. In generale dovremo costituire una riserva che possa assorbire una quota <b>y<sub>d<\/sub>%<\/b> dei depositi, che potrebbero essere ritirati dai clienti, e una quota <b>y<sub>i<\/sub>%<\/b> dei fondi interbancari. Ipotizzando una maggior stabilit\u00e0 dei depositi <i>retail<\/i> rispetto ai fondi interbancari porremo \u00a0<b>y<sub>i<\/sub>% &gt; y<sub>d<\/sub>%. <\/b>I titoli che costituiscono la riserva di liquidit\u00e0 (specificati per tipologia nel Dispositivo) devono essere altamente liquidi per poter essere venduti oppure utilizzati come garanzia in caso di necessit\u00e0 e sono acquisiti utilizzando fondi idonei ad essere inclusi nell\u2019altro indice del Dispositivo, il NSFR, ad un costo <b>r<sub>f<\/sub><\/b>. Rappresentiamo le posizioni descritte nella seguente tabella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/h\u00e8.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1739\" alt=\"Figura3\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/h\u00e8.jpg?resize=640%2C360\" width=\"640\" height=\"360\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>Zt = y<sub>d<\/sub>% \u00b7 Y<sub>d<\/sub> + y<sub>i<\/sub>% \u00b7 Y<sub>i<\/sub><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>Z<sub>t<\/sub> = Z<sub>f<\/sub><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ogni euro impiegato il costo dei fondi \u00e8 composto dal tasso dei depositi interbancari pi\u00f9 il costo della riserva di liquidit\u00e0, pari alla differenza fra il tasso <b>r<sub>f<\/sub><\/b> e il rendimento dei titoli <b>r<sub>t<\/sub><\/b>. Un nuovo impiego sar\u00e0 finanziato con uno specifico <i>mix<\/i> di depositi e fondi interbancari e il prezzo di trasferimento dovr\u00e0 riflettere il costo marginale dei fondi definito dal <i>mix<\/i> adottato. La banca utilizzer\u00e0 due prezzi di trasferimento, uno per i finanziamenti e uno per i depositi, in considerazione del fatto che attrarre nuovi depositi \u00e8 pi\u00f9 difficoltoso di acquisire nuovi fondi interbancari \u00e8 logico porre il <i>transfer price<\/i> dei finanziamenti pari al costo marginale di nuovi fondi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>FTP Finanziamenti = r<sub>i<\/sub> + y<sub>i<\/sub>% \u00b7 (r<sub>f<\/sub> &#8211; r<sub>t<\/sub>)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove il primo addendo \u00e8 il costo dei fondi interbancari. Per ogni extra euro di impieghi dovremo incrementare proporzionalmente la riserva di liquidit\u00e0 al costo r<sub>f<\/sub> &#8211; r<sub>t<\/sub>, per cui il secondo addendo \u00e8 dato dal costo di tale riserva. Per determinare il prezzo interno dei depositi faremo un analogo ragionamento, ogni extra euro di deposito permetter\u00e0 alla banca di ridurre i fondi interbancari e quindi di ridurre anche la riserva di liquidit\u00e0 proporzionalmente al fattore\u00a0 y<sub>i<\/sub>% &#8211; y<sub>d<\/sub>%, che permetter\u00e0 di ottenere un surplus di liquidit\u00e0, per cui possiamo fissare il transfer price dei depositi come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>FTP Depositi = r<sub>i<\/sub> + (y<sub>i<\/sub>% &#8211; y<sub>d<\/sub>%) \u00b7 (r<sub>f<\/sub> &#8211; r<sub>t<\/sub>)<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5. Il Rischio di Liquidit\u00e0 nei Prezzi di Trasferimento<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comitato di Basilea fa notare come una migliore gestione del rischio di liquidit\u00e0 debba prevedere di includere nei prezzi tutti i possibili obblighi che possano generare uscite di cassa. Alla base di questa pratica vi \u00e8 il concetto di verosimiglianza delle uscite di cassa aleatorie (<i>drawdown factor<\/i>), stimabile dai dati storici e con modelli comportamentali. Esempi di uscite di cassa aleatorie sono i prelievi sui depositi <i>retail<\/i>, livelli di utilizzo delle linee di credito, richiesta da parte delle controparti di incrementare le garanzie a fronte di specifiche operazioni (<i>margin e collateral calls<\/i>), quindi non parliamo di rischio di credito ma di possibili uscite di cassa che potrebbero verificarsi perch\u00e9 previste nei contratti stipulati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tasso addebitato per i casi descritti \u00e8 dato dalla seguente espressione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>disponibilit\u00e0 % attuale x drawdown factor x costo della riserva di liquidit\u00e0.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio consideriamo una linea di credito di 100\u20ac non ancora utilizzato, un <i>drawdown factor<\/i> del 50% e un costo della riserva di liquidit\u00e0 del 2%, il costo da addebitare per l\u2019aleatoriet\u00e0 delle uscite sarebbe pari a:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><i>100% x 50% x 2% = 1% \u2192 1% x 100\u20ac = 1\u20ac<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la linea di credito fosse gi\u00e0 utilizzata al 20% il costo da addebitare sarebbe invece:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">80% x 50% x 2% = 0.8% <i>\u2192 0.8% x 100\u20ac = 0.8\u20ac.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">6. Conclusioni<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di un efficiente sistema di <i>funds transfer pricing<\/i> \u00e8 stata indicata come una delle principali cause dei dissesti delle banche durante la crisi finanziaria. Il Comitato di Basilea supporta l\u2019adozione e lo sviluppo di sistemi di <i>pricing<\/i> interno che quantifichino il rischio di liquidit\u00e0 e che siano gestiti dalla tesoreria centrale nell\u2019ambito delle proprie funzioni di <i>asset\/liability management<\/i>. La liquidit\u00e0 \u00e8 stata spesso concepita come un bene gratuito e sempre disponibile, il Dispositivo di Basilea III e un\u2019appropriata politica di <i>transfer pricing<\/i> hanno lo scopo di dare un prezzo <i>arm\u2019s length<\/i> ai fondi utilizzati dagli istituti di credito. Il metodo promosso dal Comitato \u00e8 il <i>matched maturity<\/i>, in cui il prezzo di trasferimento \u00e8 pari al costo marginale dei fondi e dove l\u2019impiego a medio\/lungo termine di fondi ha un adeguato costo della liquidit\u00e0 utilizzata, di converso \u00e8 riconosciuto un premio alla provvista di fondi di medio\/lungo termine (<i>stable funding<\/i>), disincentivando quindi la diffusa pratica di finanziare investimenti a lungo termine con debiti a breve scadenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Bibliografia<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Bank for International Settlements, Financial Stability Institute \u2013 <i>Liquidity Transfer Pricing: a Guide to Better Practice<\/i>, Dicembre 2011.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">J. Dermine &#8211; <i>Fund Transfer Pricing for Deposits and Loans, Foundation and Advanced<\/i>, Ottobre 2011.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Bank for International Settlements, Basel Committee on Banking Supervision \u2013 <i>Basel III: International Framework for Liquidity Risk Measurement, Standards and Monitoring<\/i>, Dicembre 2010.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Bank for International Settlements, Basel Committee on Banking Supervision \u2013 <i>Principles for Sound Liquidity Risk Management and Supervision<\/i>, Settembre 2008.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessio Rombolotti 1. Introduzione La tecnica del transfer pricing \u00e8 nata negli anni \u201970 per gestire il rischio di tasso d\u2019interesse della banca. 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