{"id":1887,"date":"2013-08-01T00:20:38","date_gmt":"2013-07-31T22:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=1887"},"modified":"2014-03-10T22:14:33","modified_gmt":"2014-03-10T21:14:33","slug":"cittadino-o-stato-giusto-per-non-sbagliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/cittadino-o-stato-giusto-per-non-sbagliare\/","title":{"rendered":"Cittadino o Stato? Giusto per non sbagliare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Zappia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cittadino o Stato? Chi \u00e8 il responsabile?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, bisogna quantomeno domandarselo perch\u00e8 nel &#8220;Caos&#8221;, nella fretta di attribuire a qualcuno la propria responsabilit\u00e0, si rischia di fare ulteriore confusione, qualificando come succubi i colpevoli e viceversa.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cittadino o Stato? Diseducazione civica o Potere incapace?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 come pretendere di capire se sia nato &#8220;prima l&#8217;uovo o la gallina&#8221;. Ed infatti, intervenuto il Caos, il responsabile appare succube ed il succube pu\u00f2 essere anche confuso con il vero responsabile! Tanto che alla fine, per non sbagliare, tutto viene di fatto &#8220;spersonalizzato&#8221; e la colpa, la responsabilit\u00e0, va presto attribuita proprio al Caos!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 &#8220;Lui&#8221; la causa del nostro male, della nostra incertezza del presente e del futuro, della diatriba tra uomini e tra uomini ed istituzioni!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra proprio che la situazione generale sia un po&#8217; sfuggita di mano: chi doveva obbedire, chi doveva rispettare le leggi, i ruoli, chi doveva godere dei diritti, chi assoggettarsi ai doveri; chi doveva controllare, chi doveva farsi controllare&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai chiunque si trova sulla stessa barca condotta dalle correnti imprevedibili ed incontrollabili del &#8220;Fiume Caos&#8221; che conduce alla deriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 palese che questo comodo <i>modus cogitandi <\/i>\u00e8 solo utile per evitare di domandarsi se sia davvero possibile che nessuno (individui, classi sociali, \u00e9lite, Istituzioni, societ\u00e0) confessi la propria responsabilit\u00e0, sia essa totale &#8211; come appare molto improbabile &#8211; sia comunque parziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, come sosteneva un certo ed influente gruppo di uomini, c.d. &#8220;Gli antichi&#8221;- ultima categoria di individui saggi capaci di divulgare perle e non altro &#8211; per non sbagliare \u00e8 sempre meglio guardare prima in casa propria; e siccome apprezzo il principio secondo cui prima di cercare il colpevole da punire, prima di attribuire la colpa a qualcuno (o, peggio, a qualcosa come nel caso del Caos), \u00e8 bene analizzare il tutto partendo da s\u00e8 stessi e dal proprio contesto, &#8220;fazione&#8221; di appartenenza, proceder\u00f2, quanto meglio potr\u00f2, con l&#8217;analisi dell&#8217;individuo, dell&#8217;uomo, del cittadino e della societ\u00e0 in generale intesa come <i>habitat <\/i>da individui, da uomini costituito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In modo tale da scagliare la prima pietra una volta appurata la certezza di essere senza peccato!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo sarebbe innanzitutto utile &#8220;decodificare&#8221; il concetto di societ\u00e0 (sia essa concepita dal un punto di vista sociologico, economico, etc.), onde evitare di commettere l&#8217;errore di approfondire in modo inefficace questioni su un &#8220;macro apparato&#8221;, in fin dei conti costituito da singole &#8220;parti&#8221; da cui in parte dipende il suo funzionamento globale. Non \u00e8 certo da dimenticare, secondo un approccio che definirei &#8220;micro sociale&#8221;, che sono stati gli stessi individui ad essersi riuniti per conseguire obiettivi collettivi dando vita alla c.d. <i>societas (da socius, dunque, &#8220;compagno, alleato&#8221;)<\/i> che poi pu\u00f2 dimensionalmente essere individuata in una comunit\u00e0 organizzata piu o meno ristretta (come la famiglia, il quartiere, la piccola comunit\u00e0 la cui organizzazione si circoscrive), in un territorio pi\u00f9 ampio come lo Stato (in cui si comincia a perdere una dimensione ristretta nella quale inizia a farsi strada il concetto di societ\u00e0) oppure in un contesto pi\u00f9 globale in cui vive la c.d. Comunit\u00e0 umana, la pi\u00f9 ampia, sostanzialmente coincidente con l&#8217;intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune differenze caratterizzanti l&#8217;analisi delle relazioni tra individui e comunit\u00e0 nelle proprie differenti estensioni, stanno nei modi di interazione tra gli stessi individui e, ad esempio, la loro piccola comunit\u00e0 di appartenenza pi\u00f9 immediata (appunto, la famiglia, il quartiere) oppure tra essi e societ\u00e0 pi\u00f9 estesa ( lo Stato), intesa quest&#8217; ultima quale dimensione pi\u00f9 allargata che espone l&#8217;uomo a differenti rischi e vantaggi come, ad esempio, una maggiore autonomia nelle proprie facolt\u00e0 di sviluppare le proprie capacit\u00e0 (magari progredendo nella cultura, nei risultati, nelle scelte); oppure come un maggior rischio di allontanarsi da un contesto, s\u00ec ristretto, ma caratterizzato da un maggior grado di protezione in termini di condivisione di scopi e di solidariet\u00e0 (a tal proposito si veda <i>Ferdinand Tonnies, &#8221; Comunit\u00e0 e Societ\u00e0&#8221;<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disparate discipline scientifico &#8211; sociali hanno prodotto vari approfondimenti sull&#8217;individuo contestualizzato nella societ\u00e0 (soprattutto, andando sempre pi\u00f9 nello specifico, la c.d. Societ\u00e0 civile) costituita per soddisfare fondamentali necessit\u00e0 di dotarsi di un&#8217;organizzazione i cui diversi ambiti sono stati approfonditi, appunto, dall&#8217;economia, dalla psicologia, dalla sociologia, e dalla scienza politica. Quest&#8217;ultima, in particolare, ha cercato di approfondire la qualit\u00e0 dei rapporti tra individuo ed autorit\u00e0 e tra individuo ed apparato politico\/amministrativo. In tale ampio contesto gli individui nella propria societ\u00e0 hanno da sempre giocato un ruolo chiave nella scelta di dar vita ad istituzioni capaci di governarli e di organizzare la vita comune, gestire la cosa pubblica nella maniera pi\u00f9 armonica possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;istituzione &#8220;creata&#8221; dagli individui sarebbe stata pi\u00f9 o meno capace di applicare modelli organizzativi orientati ad andare oltre la visione razionale della societ\u00e0 intesa come un semplice aggregato di individui riuniti al solo scopo di raggiungere obiettivi che da soli non avrebbero potuto raggiungere; il tutto nel rispetto degli auspici di una certa dottrina istituzionalista (si veda <i>Giuseppe Bonazzi,\u00a0 &#8220;Storia del pensiero organizzativo&#8221;, 2000 &#8211; Franco Angeli Editore<\/i>). Ma piuttosto la stessa istituzione avrebbe dovuto avere il fondamentale ruolo di controllare e guidare gli individui nei comportamenti sociali, nelle interazioni reciproche e nei modi di acculturarsi e di concepire il rapporto con il mondo all&#8217;interno dello stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto dell&#8217;individuo aggregato e perfettamente amalgamato, nell&#8217;ambito della condivisione di cultura, identit\u00e0, religione e, perch\u00e9 no, di economici interessi, \u00e8 sempre stato e resta uno spunto di analisi &#8220;affascinante&#8221; non sfuggito alla teologia secondo aspetti e chiavi di lettura che spero in futuro di poter correttamente approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il ruolo dell&#8217;individuo nella scelta della propria istituzione rappresentativa \u00e8 fondamentale, proprio perch\u00e8 egli deve poi assoggettare la propria vita sociale e civile alle regole impartite dalla stessa istituzione atta anche a condizionare, per il bene collettivo, il comportamento dello stesso individuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A scanso di possibili conflitti tra governati e governanti, \u00e8 bene che sia chiaro che, quanto pi\u00f9 corretta risulta la scelta della guida (l&#8217;istituzione, appunto, retta da uomini capaci, responsabili ed ispirati da una forte cultura della buona gestione della cosa pubblica), tanto pi\u00f9 &#8220;piacevole&#8221; ed apprezzabile sar\u00e0 la capacit\u00e0 di farsi orientare, di essere assoggettati rispetto alla potest\u00e0 tipica del potere dello Stato, capace di rispettare, non calpestare, diritti soggettivi ed interessi legittimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto odierno \u00e8 palese che ci si trovi di fronte ad una sorta di &#8220;inghippo&#8221; sociale ed istituzionale, che forse passa anche da un &#8220;inghippo&#8221; morale inficiante ogni rapporto tra individui e tra essi ed istituzioni. Ed \u00e8 proprio in questo paradigma, alla luce di quanto sino ad ora \u00e8 stato trattato,\u00a0 che risulta corretto chiedersi se la responsabilit\u00e0 vada attribuita ad una sorta di &#8220;mostro&#8221;, appunto al Caos, oppure vada individuata una vera, tangibile e determinata identit\u00e0 (uno o pi\u00f9 attori sociali corresponsabili, un gruppo, un&#8217;\u00e9lite, etc.) che ancora fa fatica a prendere atto di una serie di errori commessi nel corso della storia e probabilmente, insistentemente, nel tempo attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giusto per non sbagliare, giusto per iniziare da &#8220;casa propria&#8221;, per non rischiare di scagliare &#8220;la prima pietra&#8221; da responsabili, o meglio da &#8220;peccatori&#8221; (come voleva il pi\u00f9 celebre tra i &#8220;saggi&#8221;).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Zappia Cittadino o Stato? Chi \u00e8 il responsabile? 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