{"id":1900,"date":"2013-08-01T00:20:36","date_gmt":"2013-07-31T22:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=1900"},"modified":"2014-03-10T22:11:49","modified_gmt":"2014-03-10T21:11:49","slug":"da-dove-deriva-il-male-le-teorie-criminologiche-sulleziologia-dei-comportamenti-criminali-e-la-loro-genesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/da-dove-deriva-il-male-le-teorie-criminologiche-sulleziologia-dei-comportamenti-criminali-e-la-loro-genesi\/","title":{"rendered":"\u201cDa dove deriva il male?\u201d: le teorie criminologiche sull\u2019eziologia dei comportamenti criminali e la loro genesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Maciej Szostak*<\/strong><br \/>\n<strong>(Traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni)<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cLa conoscenza delle cause \u00e8 la conoscenza del problema\u201d \u2013 G. Bacon<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;interrogativo che riguarda i comportamenti criminali, quindi del perch\u00e9 le persone compiono azioni riconosciute come socialmente negative e dannose, accompagna l\u2019uomo dal momento della fondazione della societ\u00e0, riconosciuta come una struttura organizzata e unitaria. Certamente il problema in s\u00e8 \u00e8 stato posto molto prima, ma \u00e8 diventato una questione comune soltanto nel XVIII secolo, soprattutto per merito di importanti filosofi, giuristi e uomini di Stato.<!--more--> Le domande sul fenomeno della criminalit\u00e0, sulle norme penali, sulle cause e sul loro sviluppo, da sempre sono state oggetto di interesse per gli scienziati. Probabilmente non sono esistiti filosofi che non si siano soffermati su tali questioni senza porsi la domanda sulle cause dei comportamenti asociali, autodistruttivi o socialmente patologici. La problematica delle cause dei comportamenti associali (che ancora non si possono definire criminali), i quali fuoriescono dall\u2019ambito delle norme e delle regole sociali e di conseguenza sono contrari alla legge, incontrava interesse gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0. Implicitamente questa problematica \u00e8 stata considerata dai classici del pensiero antico greco (per esempio Platone ed Aristotele) e romano (Marco Aurelio, Seneca). Un punto di svolta nello sviluppo delle ricerche e nella direzione dello sviluppo epistemologico degli orizzonti della conoscenza riguardante l\u2019eziologia dei comportamenti asociali, \u00e8 stata la concezione dell\u2019origine del \u201cmale\u201d, formata nell\u2019epoca del Medioevo sulle fondamenta delle Sacre Scritture del Nuovo Testamento. Le Sacre Scritture in modo significativo hanno identificato l\u2019origine e l\u2019insorgenza del male personificando la sua essenza con la figura del \u201cSatana-Lucifero\u201d. Ovviamente la sua influenza veniva interpretata a seconda dei gruppi e delle classi sociali<a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa concezione ha indicato il percorso di sviluppo delle ricerche sulla genesi della criminalit\u00e0 per alcune centinaia di anni; ci\u00f2 quale conseguenza naturale della concezione teocentrica dello sviluppo del mondo e della vita sociale. Soltanto dopo la rottura del paradigma teocentrico a beneficio della concezione pro-sociale, paradossalmente pro-individuale e pro-umana dell\u2019antropocentrismo, \u00e8 avvenuta una svolta nella concezione del male e nella sua identificazione con il comportamento criminale, ossia socialmente atipico. Si \u00e8 iniziata l\u2019identificazione delle ragioni dei comportamenti \u201ccattivi\u201d, cio\u00e8 asociali, non tanto con un movente dominante e trascendente, quanto mediante induzione delle diverse cause responsabili di questi tipi di contegno. Soltanto nell\u2019epoca del Rinascimento e poi dell\u2019Illuminismo sono stati intrapresi tentativi per descrivere le cause della criminalit\u00e0 prendendo in considerazione i fattori ambientali<a title=\"\" href=\"#_edn2\">[ii]<\/a> e biologici. Questi elementi furono di un grande valore conoscitivo, poich\u00e9 in modo essenziale influirono sul cambiamento del paradigma del pensiero sul criminale e sul crimine, ci\u00f2 di conseguenza nei secoli successivi port\u00f2 al cambiamento sul paradigma del dogma del diritto penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019influenza maggiore sullo sviluppo del pensiero criminologico, che in modo essenziale ha inciso sul paradigma del diritto e della pena nell\u2019epoca dell\u2019Illuminismo e sull\u2019abbandono degli schemi comuni nella ricerca delle cause della criminalit\u00e0, oltre che alla realt\u00e0 nel mondo trascendentale, si deve alle concezioni filosofiche notevolmente progressive del diciottesimo secolo. Un\u2019influenza particolare sullo sviluppo del pensiero criminologico hanno esercitato in quelle epoche le concezioni di Moneschio, di Baccarria, e pi\u00f9 tardi di Lombroso e di Garafolo.\u00a0 Cos\u00ec per esempio secondo Monteschio, il sistema delle punizioni basato sulla crudelt\u00e0 sconsiderata provocava, invece della paura, inselvatichimento della societ\u00e0<a title=\"\" href=\"#_edn3\">[iii]<\/a>. Una posizione simile ha assunto C. Baccaria, biasimando il sistema delle punizioni fisiche crudeli, accentuando la necessit\u00e0 della lotta contro le cause della criminalit\u00e0 e non contro i suoi risultati, mediante la formulazione di norme di legge che potessero essere comprese e di conseguenza accettate, e nello stesso tempo presentassero ed esprimessero un monito rispetto alla loro violazione<a title=\"\" href=\"#_edn4\">[iv]<\/a>. Lo sviluppo del pensiero libero, dell\u2019Illuminismo del XVIII secolo, ha comportato anche lo sviluppo di diversi concetti che, basandosi sulla critica del sistema feudale, coglievano la causa del male sociale, della povert\u00e0 e del crimine nella divisione scorretta delle classi sociali, e perci\u00f2 nell\u2019ineguaglianza delle opportunit\u00e0 della vita e negli impedimenti nello sviluppo dell\u2019educazione. Tali concetti, in modo pi\u00f9 o meno unitario e logico, venivano espressi fra l\u2019altro da Wolter, Merelly, Mably, Bentham, Godwin e altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 rischiare la tesi che proprio l\u2019epoca dell\u2019Illuminismo presenta una delle tappe storiche pi\u00f9 preziose dello sviluppo della riflessione sul fenomeno dell\u2019eziologia del crimine. In epoca illuministiuca sono stati formati i fondamenti del paradigma moderno sui quale sono state poggiate le norme della legge penale. Per questo, in senso egualitario, l\u2019Illuminismo \u00e8 stata un\u2019epoca nella quale ebbe l\u2019inizio il formarsi delle \u201cscuole\u201d e degli \u201cindirizzi\u201d che furono il principio delle riflessioni sulle cause della criminalit\u00e0. Eppure gli interrogativi sulle cause di un fenomeno specifico possono sorgere soltanto dopo aver osservato le sue conseguenze. Bisognerebbe quindi, facendo le domande sulle cause, giungere alle origini delle riflessioni sull\u2019argomento criminalit\u00e0 e iniziare a caratterizzare le prove della sua prevenzione nel passato. Tuttavia, il problema e le questioni che lo stesso implica sono molto ampi e non \u00e8 possibile formulare le risposte univoche, poich\u00e9 tali risposte dovrebbero considerare tutte le posizioni, tutti gli aspetti connessi con l\u2019eziologia della criminalit\u00e0. Certamente, non siamo in grado di farlo avendo la consapevolezza della pluralit\u00e0 e della complessit\u00e0 della nostra conoscenza. La domanda dunque riguarda non soltanto gli aspetti sociologici, psicologici o culturali, ma soprattutto penali e legali, criminologici, vittimologici, e attualmente, grazie alle conquiste della conoscenza moderna sul corpo umano, anche medici e biologico-chimici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena di sottolineare che le riflessioni riguardanti l\u2019eziologia del crimine sul principio delle scienze penali (cio\u00e8, per esempio, della criminologia) e sociali, ovvero: sociologia, psicologia o la filosofia, hanno una tradizione relativamente giovane. Prima, cio\u00e8 dall\u2019inizio del XVIII secolo, le riflessioni di questo tipo avrebbero costituito una parte immanente della scienza della legge penale; tuttavia anche oggi la situazione si presenta in modo simile. Da una parte, del problema di ricerca delle origini del male, ovvero della criminalit\u00e0, si occupa la legge penale, analizzando le cause e formulando le regole della legge penale aventi per l\u2019obiettivo di limitare e di impedire totalmente il processo del suo sviluppo, dall\u2019altra, la legge penale moderna non \u00e8 in grado di cavarsela senza le azioni \u2013 ricerche empiriche &#8211; che vengono intraprese per esempio a livello di criminologia, sociologia oppure di psicologia e delle altre scienze sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai tempi dell\u2019Illuminismo sono nati dunque diversi concetti che spiegavano, oppure che tentavano di spiegare, le cause della criminalit\u00e0. Nonostante le diverse posizioni e le proposte, che attualmente ampliano piuttosto l\u2019orizzonte della conoscenza, non si pu\u00f2 dare una risposta univoca alla domanda che sembrerebbe semplice: quale \u00e8 la causa della criminalit\u00e0. La stessa categoria di criminalit\u00e0, come il concetto di causa, rappresenta per le scienze sociali moderne, un autentico problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I pionieri, i pensatori, che per primi intrapresero la problematica della criminalit\u00e0 expicite, furono gli eccellenti filosofi dell\u2019epoca dell\u2019Illuminismo, che inaugurarono i fondamenti delle prime codificazioni penali, nelle quali fu esposto il loro contributo nella forma di regole come conseguenza di un determinato accordo sociale, avente per obiettivo la tutela della societ\u00e0 dai comportamenti patologici, ovvero dannosi per essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, sorgono le domande: le norme della legge penale in se stesse possono essere considerate come la prima prova di prevenzione dei comportamenti criminosi? Le cause di tali comportamenti consistono nella loro costruzione errata, nell\u2019inadeguatezza e nella non correttezza, che rendevano pi\u00f9 difficile, e non pi\u00f9 facile, la convivenza sociale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure, magari la causa \u00e8 da riconoscersi negli stessi criminali e non \u00e8 il risultato della non precisione delle norme che regolano la correttezza\u00a0 della vita sociale, ma appartiene al criminale, come sua esclusiva caratteristica individuale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O invece, infine, il comportamento criminoso \u00e8 il risultato e la conseguenza di una serie dei condizionamenti sociali e\u00a0 costituisce l\u2019esemplificazione della realt\u00e0 sociale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio, fino ad oggi, la genesi delle teorie eziologiche della criminologia trova origine nelle concezioni del XVIII e del XIX secolo, che indirizzano su due fondamentali fonti eziologiche: 1\/ la concezione bio-psichica e 2\/ sociologica. Tuttavia in una gran parte dei criminologi che si occupano del fenomeno dell\u2019eziologia della criminalit\u00e0, prevale l\u2019opinione che l\u2019uomo come l\u2019essere sociale costituisce il conglomerato degli elementi sociali, biologici e psicologici<a title=\"\" href=\"#_edn5\">[v]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le teorie dell\u2019eziologia della criminalit\u00e0 si pu\u00f2 dividerle quindi in seguente concezioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ biologico-psicogiche, sociologiche, miste e cosiddette situazionali. La loro comprensione esige in esaminare tutte le proposte separatamente, bens\u00ec senza omettere la loro direzione dello sviluppo essenziale, storico e metodico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La moderna molteplicit\u00e0 e la quantit\u00e0 delle teorie chiarificanti le cause della criminalit\u00e0, e soprattutto la loro multicasualit\u00e0 e molteplicit\u00e0 degli aspetti impossibili da sintetizzare, genera contese metodologiche riguardanti la difficolt\u00e0 nella loro classificazione complessiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di trovare un criterio metodico ed adeguato per la loro classificazione, sembra un problema tanto essenziale in quanto esso segna la direzione dello sviluppo delle ricerche criminologiche nell\u2019ambito eziologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio H. J. Schneider<a title=\"\" href=\"#_edn6\">[vi]<\/a>\u00a0 ha distinto quattro principali direttrici di ricerca: 1\/ criminale-biologico, 2\/ dei sistemi multifattoriali, 3\/ psicologica, 4\/ sociologica e sociopsicologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J. Pinatel<a title=\"\" href=\"#_edn7\">[vii]<\/a> ha distinto nella storia della criminologia quattro epoche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ di Lombroso (1876-1913), 2\/ della reazione anti Lombroso (1913-1934), 3\/ della conciliazione e della sintesi (1934-1960), 4\/ moderna (dal 1960).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece R. Gassin ha distino gli indirizzi criminologici in:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Le cosiddette \u201cScuole principali\u201d;<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ la scuola antropologica di C. Lombroso,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\/ la scuola dell\u2019orientamento sociologico (in quel ambito la scuola: cartografica A Quetelet, A. M. Guerry, sociologica di inclinazioni di K. Marks e di F. Engels, dell\u2019ambito sociale di Lacassagne, di interpsicologica di G. Tarde, di sociologia di E. Durkheim.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a03\/ La scuola della sintesi multifattoriale (nel suo ambito le scuole di E. Ferri, antropologico-tedesca di F. von Liszt).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Le cosiddette \u201cScuole moderne\u201d :<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ la scuola eziologica dei fattori con gli indirizzi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-biologico \u2013 psicologico (biotipologia di N. Penck, E. Dupre, sociologica di E.O. Wilson)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; psicologico-sociale (marxismo-leninismo, teorie ecologiche di U. Shaw, H. Mckay, E. Sutherland, la teoria dell\u2019insegnamento sociale di R. I. Akers, la teoria dei gruppi di riferimento di R.K. Merton, la teoria del conflitto di Th. Sellin, la teoria delle subculture criminose di A. K Cohen, la teoria dell\u2019integrazione culturale diversificata di D. Szabo, la teoria dei fattori sociali condizionanti il rispetto della legge di H. s. Becker e di T. Hirsch, la teoria della neutralizzazione di G.M. Sykes e di D. Matza),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-psicologico \u2013 morale (le concezioni psicoanalitiche, le teorie della frustrazione e dell\u2019agressione di J. Dollard, la teoria della personalit\u00e0 criminosa di E. De Greff, la teoria dell\u2019agressione di J. Pinatel),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-sintetizzante (la teoria dell\u2019alienazione sociale di C. R. Jeffery, la teoria di subculture delle violenze di P. Wolfgang e di F. Ferracuti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La Scuola della criminologia dinamica dell\u2019azione criminosa, attiva negli anni 1940-1960 ed attualmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la teoria della criminologia dinamica aggiornata (il modello generale di A.K Cohen, il modello con l\u2019accentuazione della personalit\u00e0: oggettive \u2013 O. Konberg e J. Pinatel, e soggettive di E De Greff\u00a0 e D. Matza; i modelli con l\u2019accentuazione della situazione \u2013 G. Heyuer, i modelli delle fasi di passaggio all\u2019azione di E. De Greff e di H. s. Becker),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; le teorie dinamiche autonome\u00a0 (la teoria delle barriere, delle analisi economica, strategica ed altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. La Scuola delle reazioni sociali \u2013 negli anni 60 e negli successivi dieci anni ebbe l\u2019influenza sullo sviluppo ulteriore della criminologia:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la concezione interazionistica (la teoria della designazione di E. M. Lemert, H.s. Becker)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; criminologica organizzativa, esaminante l\u2019uso e l\u2019ideazione della legge penale e la funzionalit\u00e0 delle istituzioni connesse con la legge penale, ovvero della polizia, delle magistrature, istituti penali e riformatori,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la concezione radicale (la suola di Francoforte).<a title=\"\" href=\"#_edn8\">[viii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Le concezioni vittimologiche (1975-1980).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece un\u2019altra distinzione delle teorie criminologiche propone la possibilit\u00e0 di utilizzo delle seguenti classificazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ Le teorie demonologiche, 2\/ Classiche e postclassiche teorie della scelta volizionale, 3\/ le teorie positivista individualistiche (t. biologiche, t. psicoanalitica della personalit\u00e0, t. di Eysenck), 4\/ teorie positivista-sociologiche (t. ecologiche, t. della tensione strutturale, t. subculturale), 5\/ teorie del processo sociale, t. di apprendimento, di neutralizzazione delle relazioni sociali e del controlli, t. dell\u2019interazionismo, della designazione e delle relazioni sociali, t. del costruzionismo sociale), 5\/ teorie critiche (t. conflittuali, anarchistiche, marxiste, t. femministe, t. postmoderniste.<a title=\"\" href=\"#_edn9\">[ix]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa prospettiva la descrizione di ognuna delle teorie soprannominate sembra un compito problematico e impossibile da realizzare in maniera sintetica e nello stesso tempo abbastanza adeguata. Per questo motivo sembra legittimo rappresentare lo sviluppo della concezione dell\u2019eziologia della criminalit\u00e0 dal punto di vista della sua importanza, per comprendere\u00a0 il senso, inteso modo ampio, della dogmatica penale-legale, in considerazione della cronologia storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi nel novero delle prime codificazioni penali, il cui principale compito era la soluzione del problema della criminalit\u00e0, senza considerarne l\u2019estensione e le manifestazioni, bisogna includere: il codice penale della Rivoluzione Francese, deliberato nel 1791, il codice penale toscano (cosiddetto Leopoldino) del 1786, e il codice penale austriaco del 1787 (cosiddetto Giuseppino).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei primi indirizzi nello sviluppo della riflessione sulla criminalit\u00e0, cui conseguenze si possono trovare nelle soprannominate codificazioni, era cosiddetto l\u2019indirizzo progressivo \u2013 umanitario del XVIII, cui rappresentati furono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Charles de Montesquieu, l\u2019ideatore fra l\u2019altro delle Lettere persiane (1971), \u201cLo spirito delle leggi\u201d (1748), Jan Jacques Rousseau, l\u2019ideatore de \u201cIl contratto sociale\u201d (1762); Cesare Beccaria, l\u2019ideatore dell\u2019opera molto popolare in quei tempi: \u201cDei delitti e delle pene\u201d (1766); Denis Diderot, il redattore de \u201cl\u2019Enciclopedia\u201d (1751-1772); Claude Adrien Helvetius, l\u2019ideatore fra l\u2019altro delle opere \u201cDello spirito\u201d (1758),\u00a0 \u201cDell\u2019uomo\u201d (1773); Paul Henry Holbach, l\u2019autore de: \u201cIl sistema della natura\u201d (1770)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece nell\u2019ambito polacco: Teodor Ostrowski, che ha tradotto l\u2019opera rivoluzionaria di William Blackston: \u201cCodice Criminale dell\u2019Inghilterra\u201d (1786) e Jozef Szymanowski, l\u2019autore de: \u201cIl pensiero al prospetto della legge criminale\u201d. <a title=\"\" href=\"#_edn10\">[x]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in quel periodo si sono formate le fondamenta per le norme della legge penale, basate sui postulati rivoluzionari del contratto sociale dell\u2019Illuminismo, dell\u2019epoca in cui dominava l\u2019intelletto, l\u2019epoca della dominazione dell\u2019antropocentrismo, in vigore in linea di massima fino ad oggi, in forma delle norme del diritto penale<a title=\"\" href=\"#_edn11\">[xi]<\/a>, che determinano le direttive delle ricerche non soltanto nel proprio ambito, ma anche nelle scienze affini, come per esempio la criminologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo indirizzo importante che influ\u00ec sulla forma della consapevolezza legale e penale del XVIIX e del XIX secolo, fu l\u2019indirizzo radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rappresentanti principali di questo indirizzo furono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jan Meslier, l\u2019ideatore de \u201cIl testamento\u201d (1955 \u2013 edizione polacca), Morelly, l\u2019autore de \u201cIl codice della natura\u201d, 1754; Gabriel Mably, l\u2019autore de \u201cLe norme delle leggi\u201d (1776), \u201cLe opere scelte\u201d (1956), Jan Paul Marat, l\u2019autore: de \u201cIl piano della legislazione penale\u201d (1780), Claude Henri Saint-Simon, de \u201cLe systeme industriel\u201d (1823), Charles Fourer , l\u2019autore di \u201cTeorie de l\u2019unite universelle\u201d (1822) e di Robert Owen, l\u2019autore de \u201cOpere scelte\u201d (1959-edizione polacca).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abI rappresentanti dell\u2019indirizzo radicale rivelavano le cause della criminalit\u00e0 nel sistema di allora\u00bb.<a title=\"\" href=\"#_edn12\">[xii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer la colpa delle leggi errate e dei governi inefficienti la gente nasce insidiosa e cattiva, poich\u00e9 le leggi scorrette e le autorit\u00e0 gli permettono di nascere nello sfarzo, fra gli onori vani e nelle ricchezze della terra, fra i quali vogliono poi mantenersi illecitamente, cos\u00ec come sono nati e cresciuti fra essi illecitamente. Gli stessi diritti e le usanze in un certo modo costringono gli altri al misfatto e alla malvagit\u00e0, poich\u00e9 per colpa del sistema quella gente \u00e8 nata nella povert\u00e0 e nella miseria, dalla quale poi, cerca di uscirne ad ogni costo, non scegliendo nei mezzi, poich\u00e9 i mezzi onesti e legali non sempre sono efficienti.\u00bb<a title=\"\" href=\"#_edn13\">[xiii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro importante movimento intellettuale che in modo essenziale influ\u00ec sulla forma del paradigma moderno della legge penale, fu \u201cLa Scuola classica della Legge Penale\u201d, creata nella prima met\u00e0 del XIX secolo dalle seguenti personalit\u00e0:<br \/>\nIn Inghilterra da: Jareme Bentham, l\u2019autore fra l\u2019altro de \u201cL\u2019introduzione ai principi della morale e della legislazione\u201d (1789) e de \u201cLa teoria delle punizioni e dei riconoscimenti\u201d (1818).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia da: Joseph Ortolan, l\u2019autore fra l\u2019altro di \u201cElements de droit penal\u201d (1859).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Germania da Anzelm Feuerbach, l\u2019autore di \u201cRevision der Grundsztze und Grundbegriffe des positiven peinlichen Rects\u201d (1799) e di \u201cStrafe als Sicherrungsmittel\u201d (1800).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Russia il rappresentante della scuola clasica fu Nicolai Stipanovic Tagancev, l\u2019auotore fra l\u2019altro di \u201eRuskoje ugulovnoje pravo\u201c (1867-1870).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece il rappresentante polacco della scuola classica della legge penale fu Edmund Krzymuski \u2013\u00a0 un eccelente legale e filosofo polacco, l\u2019autore di diverse opere dedicate alla concezione di Immanuel Kant, fra l\u2019altro \u201cLa teoria penale di Kant\u201d ed anche \u201cLe lezioni della legge penale con la particolare considerazione dei decreti austriaci\u201d (1885).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrive Witold Swida \u00ab(\u2026) Accanto alle tesi addottate dagli scrittori dell\u2019Illuminismo, ed adottate nella difesa dell\u2019ordine sociale esistente, <i>come nullum crimen, nulla poena sine lege<\/i>, la congruenza della pena alla gravit\u00e0 del crimine, alle pi\u00f9 caratterizzanti la scuola classica, bisogna includere le seguenti presupposti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ il crimine \u00e8 l\u2019espressione di una forte volont\u00e0 dell\u2019uomo indipendente dalle condizioni esteriori (indeterminismo),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\/ la motivazione della pena \u00e8 l\u2019idea di una giusta rivalsa e l\u2019obiettivo \u00e8 l\u2019intimorimento,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\/ il criminale \u00e8 catturato astrattivamente attraverso il crimine, come una specie di homo criminalis, l\u2019equivalente al homo econimicus dell\u2019economia classica\u00bb. <a title=\"\" href=\"#_edn14\">[xiv]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste parole si colgono le idee della concezione di I. Kant molto di moda nel XIX secolo, soprattutto nell\u2019ambito penale \u2013 legale, della teoria della ritorsione penale, che ricorda i principi formulati pure nel codice di Hammurabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nella concezione di un grande idealista tedesco, Gorg Wilhelm Fridrich Hegel, i cui principi della filosofia della legge sono formulati nella forma astratta del pensiero, si colgono le idee dei suoi rappresentanti. I principi cardine della scuola classica in riferimento alle norme della legge penale, in particolare che riguardano la formale definizione del crimine, le norme della colpa, il significato e il senso della pena, non soltanto ritrovarono la loro espressione nelle codificazioni del XIX secolo, nelle quali si possono includere: il codice penale francese del 1810, il codice penale bavarese del 1813, elaborato da uno dei pi\u00f9 eccellenti giuristi e dei filosofi della legge di quel periodo, Anzelm Feuerbach, il codice penale prussiano del 1851 e il codice penale generico tedesco del 1871, ma anche nei codici penali moderni, per esempio nei codici penali moderni tedesco, austriaco oppure nel codice penale polacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola successiva, che ebbe una grande influenza sulla forma delle riflessioni moderne riguardanti la criminalit\u00e0, \u00e8 la scuola antropologica (cosiddetta scuola positiva in criminologia). Le idee annunciate dai rappresentanti di questa scuola e soprattutto di uno dei suoi creatori, Cesare Lombroso (1836-1909) divennero presumibilmente uno dei problemi pi\u00f9 discussi e pi\u00f9 controversi nell\u2019ambito sociale, che riguardano le problematiche della criminalit\u00e0. La forza dell\u2019idea di Lombroso ebbe l\u2019influenza cos\u00ec notevole che fino ad oggi le sue opinioni suscitano numerose polemiche e sono l\u2019origine di diverse discussioni. Vale la pena anche di ricordare che proprio la concezione di C. Lombroso ha contribuito nello sviluppo di una disciplina autonoma e nuova per quei tempi, che si occupava del fenomeno del crimine nell\u2019ampio senso, come un settore ausiliario per la legge penale \u2013 la criminologia, dando l\u2019inizio alle ricerche autonome di questa scienza. Per primo questo concetto probabilmente fu adottato dal legale Raffaelo Garafolo, l\u2019allievo e il continuatore delle concezioni di Lombroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i principali rappresentanti della scuola antropologica, oltre a gi\u00e0 menzionato italiano Cesare Lombroso, psichiatra e professore della medicina giuridica, creatore due delle famose opere \u201cL\u2019uomo criminale\u201d (1876) e \u201cIl crimine, causa e rimedi\u201d (1899), bisogna includere Enrico Ferri, l\u2019autore della \u201cSociologia criminale\u201d (1893) e gi\u00e0 menzionato Raffaello Garafolo, l\u2019autore de \u201cLa criminologia\u201d (1885), e il medico giuridico italiano e il criminalistico \u2013 Ottolenghi. Un altro appassionato continuatore dell\u2019idea di Lombroso fu\u00a0 il suo allievo, Di Tullio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ricerche di Lombroso hanno rivoluzionato gli studi sull\u2019eziologia della criminalit\u00e0. L\u2019autore, tra i primi, cercava le cause dei crimini, non nei condizionamenti sociali astratti, ma nella struttura dell\u2019organismo dell\u2019uomo, nelle sue predisposizioni innate. La principale tesi delle ricerche di Lombroso fu costituita in una delle sue opere pi\u00f9 importanti: \u201cL\u2019uomo criminale\u201d e riguardava l\u2019idea che il criminale costituisse un tipo distinto, antropologico dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Secondo Lombroso a tale uomo si possono attribuire le propriet\u00e0 antropologiche determinate, sia anatomiche che fisiologiche \u2013 caratterizzanti la persona come delinquente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono queste caratteristiche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In che modo possiamo analizzarle?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quali mezzi si serv\u00ec lo stesso Lombroso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Piotr Horoszowski:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe prime ricerche di Lombroso si riferivano alle configurazioni dei teschi dei soldati, i quali furono qualificati da lui come disonesti. Quei teschi venivano confrontati con i teschi preistorici. Servendosi (nella prima fase delle sue ricerche) del materiale complessivo di circa 400 teschi di delinquenti, egli constat\u00f2 diverse anomalie, aventi a quanto pare il carattere atavico. Le ricerche successive sui circa 6000 delinquenti l\u2019hanno indotto ad adottare l\u2019esistenza di il cosiddetto tipo delinquente, distinto in base alle manifestazioni della sindrome da almeno sei caratteristiche anomale nella struttura del corpo, soprattutto della testa. La sindrome di queste caratteristiche \u00e8 costituito soprattutto da: fronte ritirata indietro, deformazione e il modesto volume del teschio, sviluppo ampio delle mascelle e le loro deformazioni (per esempio il prognatismo ovvero una notevole sporgenza delle mascelle in avanti), sviluppo ampio delle ossa delle gote, orecchie grandi e staccate, barba rada (negli uomini), capelli scuri e folti, anomalie nella dentatura, sviluppo inadeguato degli organi interiori e sessuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sono, a quanto pare, le caratteristiche fisiche che si possono riscontrare nell\u2019uomo primitivo, ovvero le caratteristiche ataviche. Con esse vanno di pari passo le caratteristiche di natura funzionale e psicofisiologica, soprattutto una eccessiva eccitabilit\u00e0 nervosa e mancinismo; una manifestazione frequente doveva essere una bassa sensibilit\u00e0 dei sensi (soprattutto agli stimoli di dolore) che si trasformava pi\u00f9 volte in una totale mancanza di sensibilit\u00e0, ovvero analgesia. Alle caratteristiche psichiche ataviche dovrebbero appartenere soprattutto: crudelt\u00e0, vendicativit\u00e0, superficialit\u00e0, menzogna, frivolezza, inerzia affettiva, inerzia morale.\u201d<a title=\"\" href=\"#_edn15\">[xv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella convinzione di Lombroso, sulla base delle caratteristiche sopradescritte si poteva rappresentare il tipo antropologico del delinquente (il tipo criminale) possibile da riconoscere in base alla sua fisionomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo delle ricerche di Lombroso consisteva nella ricezione della concezione della scienza positiva, iniziata da Augus Comt \u2013 creatore delle tesi del positivismo. Nella convinzione di Lombroso, l\u2019uomo che possedesse quelle caratteristiche ataviche \u2013 delittuose, non \u00e8 in grado di cambiare le proprie tendenze. Ne \u00e8 totalmente determinato dal suo organismo biologico, che lo costringe di essere il delinquente e il suo destino \u00e8 certo a tal punto che egli rimarr\u00e0 un delinquente, come la stessa certezza della nascita e della morte. Nessuna l\u2019attivit\u00e0 sociale, nessuna forma delle condizioni esteriori sono in grado di mutare le sue tendenze innate. Questi personaggi bisogna quindi eliminarli duramente dalla societ\u00e0 per il bene della stessa, attraverso l\u2019applicazione della morte, dell\u2019ergastolo o dell\u2019espulsione in terre disabitate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la concezione di Lombroso si sia procurata numerosi sostenitori e altrettanti avversari, essa \u00e8 stata ed \u00e8 finora, una delle concezioni pi\u00f9 \u201cderise\u201d nella storia della criminologia. Nonostante il suo carattere controverso, o forse proprio per questo motivo, essa trov\u00f2 e trova finora i diversi propagatori, ci\u00f2 viene comprovato per esempio dagli ultimi esiti delle ricerche sui serial killer, condotte dal gruppo dei criminologi e dei medici negli Stati Uniti, confermanti le determinati predisposizioni biologiche dell\u2019uomo alle alcune deviazioni, che in conseguenza possono comportare alla realizzazione del crimine. In riferimento alla proposta di Lombroso, vale la pena di osservare anche che egli per primo ha considerato che le origini dei comportamenti bisogna cercarle non tanto nelle sfere astratte, cio\u00e8 per esempio nel sistema sociale oppure nella propriet\u00e0 privata, come cercavano di farlo per esempio i sostenitori dell\u2019indirizzo radicale, per esempio Morelly o Meslier, ma nello stesso uomo, nella sua struttura biologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo in considerazione i risultati delle ricerche mediche moderne, la tesi di Lombroso in riferimento alle alcune personalit\u00e0 sembra non essere priva di senso, omettendo ovviamente alcune sue idee radicali. Tuttavia, attualmente sarebbe difficile accettare la tesi che in base all\u2019aspetto fisico di un uomo saremmo in grado di attuare la caratterizzazione e la valutazione delle sue eventuali azioni sociali. La tesi di questo tipo costituisce indubbiamente la violazione di tutte quante norme della buona convivenza sociale e della principale regola dell\u2019uguaglianza di tutte le persone, che sono state costituite nella coscienza sociale gi\u00e0 nell\u2019epoca dell\u2019Illuminismo. I continuatori delle ricerche originate da Lombroso furono i suoi allievi che svilupparono le idee del maestro a tal punto che di fronte a tale concezione sorse un consistente gruppo degli avversari concentrati esclusivamente su questa critica, ai quali bisogna includere per esempio: Goring, Hooton, Tarde, Van Kan, Bonger ed altri. Nell\u2019ambito della criminologia polacca la critica della concezione antropologica ha condotto soprattutto fra l\u2019altro Adam Ettinger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare Goring, che ha condotto ed ha annunciato i risultati delle proprie ricerche svolte su circa 3000 prigionieri \u2013 recidivisti, una vasta quantit\u00e0 degli studenti, dei soldati e dei pazienti degli ospedali, ritenne che \u201c(\u2026) non esistono le prove dell\u2019esistenza fisica del tipo criminale\u201d. <a title=\"\" href=\"#_edn16\">[xvi]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Nonostante che Goring ritenesse che non esista il tipo fisico del criminale, egli stesso riconosceva la tesi di Lombroso sui determinanti biologici ed ereditari della criminalit\u00e0, essendo il sostenitore della cosiddetta diatesi criminale (criminal diathesis) ovvero dei fattori costituzionali, favorevoli nel diventare il criminale.<a title=\"\" href=\"#_edn17\">[xvii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante una forte critica delle opinioni della scuola antropologica, il problema toccato da essa divent\u00f2 vivo a tal punto che ancora oggi esso rimane uno degli argomenti cardinali della criminologia moderna. Certamente le ricerche odierne sull\u2019organismo umano sono insolitamente avanzate e si concentrano sulla psiche, come sulla funzione coordinante le azioni dell\u2019uomo. Il quesito moderno sul determinante responsabile per le azioni criminose \u00e8 un quesito automatico che riguarda il meccanismo del pensiero umano. Quindi l\u2019interrogativo posto da Lombroso \u00e8 diventato odiernamente decisamente attuale. Di fronte alle conquiste della medicina del XX secolo, in particolare della genetica e della neurofisiologia, la risposta sulla domanda se la tesi sull\u2019esistenza dei determinanti biologici della criminalit\u00e0 possa essere univoca, ancora oggi comporta la perplessit\u00e0 degli scienziati. Le ricerche condotte sui 22 serial killer negli Stati Uniti hanno dimostrato l\u2019atrofia delle funzioni di una parte della corteccia cerebrale frontale nel 75% di questi personaggi, ci\u00f2 potrebbe confermare questo determinante, poich\u00e9 dal punto di vista medico, proprio nell\u2019ambito del lobo frontale si trovano le strutture corticali che controllano i comportamenti impulsivi, aggressivi.<a title=\"\" href=\"#_edn18\">[xviii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia tali riflessioni rimangono sempre soltanto una pura speculazione, non confermata con le ricerche effettive, poich\u00e9 come sostiene una gran parte degli scienziati, non ancora \u00e8 possibile condurne in riferimento dell\u2019organo qual \u00e8 il cervello umano, in cui sicuramente si cela la risposta sulla domanda\u00a0 che tormenta l\u2019uomo e che riguarda i suoi limiti psichici. Quindi le moderne ricerche genetiche riguardanti le origini della criminalit\u00e0, tuttora suscitano le emozioni di curiosit\u00e0 degli scienziati, non meno rilevanti da quelle che suscit\u00f2 la pubblicazione di \u201cL\u2019uomo criminale\u201d di Cesare Lombroso, ottenendo sempre molti sostenitori ed ancor pi\u00f9 grande gruppo degli oppositori, grazie a ci\u00f2 la problematica dell\u2019eziologia della criminalit\u00e0 rimane sempre il problema principale, non della sola criminologia e della legge penale, ma anche delle scienze ausiliari, come per esempio: psicologia, sociologia o medicina.<a title=\"\" href=\"#_edn19\">[xix]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In riferimento alle azioni aventi per l\u2019obiettivo il ritrovamento dei determinanti della criminalit\u00e0, le ricerche condotte nell\u2019ambito delle scienze sociali sembrano meno controverse. Vale la pena ricordare che le ricerche di questo tipo furono iniziate gi\u00e0 nel XIX secolo, e sviluppate con un gran successo nel XX secolo, in forma di cosiddetto indirizzo sociologico, i cui principali rappresentanti nei terreni di Belgio furono: Adolf Prins, l\u2019autore fra l\u2019altro de \u201cLa defense sociale el les transformations du droit penal\u201d (1910);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia: Emil Durkheim, l\u2019autore fra l\u2019altro de \u201cLe norme del metodo sociologico\u201d (1968 \u2013 ed. polacca), \u201cLe suicide\u201d (1898); Jean Lacassagne (la redazione) \u201cArchives d\u2019antropologie criminelle\u201d (1886-1913); Gabriel Tarde (1843-1904): \u201cLa philosophie penale\u201d (1890); \u201cLa criminalite comparee\u201d (1899);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Olanda: Gerard Anton van Hamel;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Germania: Franz\u00a0 von Liszt, l\u2019autore di \u201cStrafrechtliche Aufsatze und Vortrage\u201d (1905);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Russia: Ivan Jakovic Fijnicki;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Polonia: Juliusz Makarewicz: \u201eEinfuhrungin die Philosophe des Strafrechts\u201c (1906); \u201eLa legge penale\u201c (1924); Waclaw Makowski: \u201eI fondamenti della filosofia del diritto penale\u201c (1917), Bronislaw Wroblewski: \u201ePenologia\u201c (1926); \u201eGli studi dell\u2019ambito della legge e dell\u2019etica\u201c (1934).<a title=\"\" href=\"#_edn20\">[xx]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conquista della scuola sociologica \u00e8 stata la considerazione del fatto che la criminalit\u00e0 accanto alle cause collegate alla personalit\u00e0 specifica dell\u2019individuo, ha le cause anche nelle condizioni sociali.<a title=\"\" href=\"#_edn21\">[xxi]<\/a> Vale la pena di sottolineare che nonostante che la scuola sociologica si differenzi nominalmente in modo principale dalla scuola antropologica, essa assume la posizione simile in riguardo al trattamento del crimine e del criminale come i reali fenomeni sociali, e non come astratti concetti legali (come per esempio nei rappresentarti della scuola classica). La differenza essenziale risulta dal trattamento del crimine non come il fenomeno esclusivamente individuale e connesso esclusivamente con una sola persona \u2013 artefice, ma come un fenomeno sociale \u2013 di massa. L\u2019indirizzo sociologico, come scrive W. Swida:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab(\u2026) non negando il significato dei fattori individuali nella genesi della criminalit\u00e0, il ruolo decisivo attribuiva alla societ\u00e0 e, precisamente, alle condizioni che la societ\u00e0 predispone all\u2019unit\u00e0 che o, permane nell\u2019ambito criminale gi\u00e0 dalla prima infanzia, oppure gi\u00e0 come persona adulta viene rigettata dalle normali carreggiate della vita e respinta al margine della societ\u00e0\u00bb.<a title=\"\" href=\"#_edn22\">[xxii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi secondo i rappresentanti di questo indirizzo si pu\u00f2 effettuare una distinzione dei criminali per i motivi dei criteri sociali. Il primo tipo dei delinquenti, sono \u00ab(\u2026) i delinquenti occasionali, casuali, per i quali la criminalit\u00e0 \u00e8 un episodio passeggero nella vita e cui i principali fattori nella genesi del crimine sono gli elementi esteriori (esogeni), sono i personaggi non aventi il bisogno dell\u2019azione educativa, oppure coloro che si possono educare in modo facile. Il secondo tipo \u00e8 totalmente diverso, sono i criminali cronici, induriti; il crimine \u00e8 per loro un\u2019espressione caratteristica della vita nella societ\u00e0. Esso viene provocato almeno in modo uguale dalle propriet\u00e0 individuali dell\u2019artefice (i fattori endogeni) e dai fattori esterni\u00bb.<a title=\"\" href=\"#_edn23\">[xxiii]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L. Gardocki invece sostiene che, in riferimento alla scuola sociologica \u00e8 avvenuto lo spostamento degli accenti dall\u2019azione al suo artefice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon l\u2019azione, ma il suo artefice verr\u00e0 punito\u00bb.<a title=\"\" href=\"#_edn24\">[xxiv]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In riferimento a ci\u00f2 \u00ab(\u2026) Liszt divideva gli artefici in tre categorie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1\/ gli artefici per consuetudine, nei confronti dei quali la pena dovrebbe essere la loro eliminazione, poich\u00e9 essi non si possono pi\u00f9 correggere;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2\/ gli artefici che si possono correggere, nei confronti dei quali bisogna adottare le pene non necessariamente congruenti alla gravit\u00e0 del crimine, ma quelle che potrebbero stimolare una correzione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3\/ degli artefici casuali, che non esigono la correzione, ma soltanto un avvertimento tramite una punizione.\u00bb<a title=\"\" href=\"#_edn25\">[xxv]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le moderne ricerche sociologiche si dirigono verso una descrizione approssimativa dei pericoli sociali. Il loro obiettivo \u00e8 la prognosi, ma non sempre appropriata. L\u2019obiettivo delle ricerche moderne dei socio-criminologi si indirizza verso la verifica, in forma della statistica delle alcune dipendenze, per costruire il modello che permetterebbe di formulare le prognosi in base alle quali si potrebbe valutare il rischio di avvicinarsi di un membro concreto alla strada del crimine. Bisogna per\u00f2 porsi la domanda se i postulati di questo tipo sono realizzabili. Eppure l\u2019organismo vivo qual \u00e8 la societ\u00e0, \u00e8 sottoposto all\u2019autosviluppo, quindi la descrizione delle tendenze di qualsiasi tipo (nel nostro caso la valutazione di un\u2019eventuale scala ed estensione della criminalit\u00e0 potenziale), sembra soltanto un postulato, irrealizzabile in questa fase dello sviluppo della coscienza sociale.<a title=\"\" href=\"#_edn26\">[xxvi]<\/a><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>* L&#8217;autore \u00e8 titolare della Cattedra di Criminalistica della Facolt\u00e0 di Legge, Amministrazione ed Economia, Universit\u00e0 di Wroclaw<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref1\">[i]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Holyst B. (1994), <i>Kryminologia<\/i>, Wydawnictwa Prawnicze PWN Warszawa, p. 379<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref2\">[ii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per esempio T. Morus come uno dei primi pensatori intraprese la prova di dimostrare che il crimine costituisse la manifestazione delle relazioni sociali scorrette, delle disuguaglianze delle classi, la cui uniformit\u00e0 potrebbe risolvere il problema. Cfr. Morus T. (1947), <i>Prawdziwie zlota ksiazeczka o najlepszym urzadzeniu Rzeczypospolitej i o nowej wyspie utopii<\/i>,. Altri utopisti come per esempio P. della Mirandola o T. Campanella osservavano le connessioni essenziali fra lo sviluppo del crimine e le condizioni socio-economiche.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref3\">[iii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Monteschio C.L. (1748), <i>O duchu praw<\/i>, (<i>De l&#8217;esprit des lois)<\/i> edizione del 1777.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref4\">[iv]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Baccaria C., (1953). <i>O przestepstwach i karach 1764<\/i>, l\u2019ultima edizione polacca, Warszawa.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref5\">[v]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Firkowska A., Mankiewicz (1970), Znaczenie czynnikow biologicznych w przestepczosci, <i>Prawnicy, socjologowie i psychologowie o przestepczosci i jej zwalczaniu, <\/i>Warszawa,.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref6\">[vi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi. Schneider H.J.,(1974), <i>Kriminologie, Standpunkte und Problem<\/i>, Berlin, pp. 359-360<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref7\">[vii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pinatel J., Lombroso C., (1977) La criminology, <i>Revue de Sience Criminelle ed le Droit Penal Compare<\/i>,. n 3 (in) Tyszkiewicz L. (1991), <i>Od materializmu do humanizmu w kryminologii<\/i>, Katowice\u00a0 p. 28.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref8\">[viii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Grott K. (2002), <i>Psychospoleczne koncepcje etiologii przestepczosci<\/i>, Wroclaw,. La tesi di laurea non pubblicata, da consultare nella biblioteca della Facolt\u00e0 di Legge, Amministrazione ed Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Wroclaw, pp. 24-26<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref9\">[ix]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cfr. Ibidem, p. 26<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref10\">[x]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Swida W., (1989) <i>Prawo karne<\/i>, Warszawa, p. 32,<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref11\">[xi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fra esse si possono includere:<\/p>\n<p>1\/ la regola dell\u2019uguaglianza,<\/p>\n<p>\u201c(\u2026) il decreto della legge dovrebbe trattare alla pari tutti i cittadini, poich\u00e9 tutti sono uguali di fronte alla legge\u201d;<\/p>\n<p>2\/ la regola: nullum crimen, nulla poena sine lege<\/p>\n<p>(non c\u2019\u00e8 il crimine, non c\u2019\u00e8 la pena senza il decreto)<\/p>\n<p>\u201c(\u2026) il decretto della legge dovrebbe precisamente descrivere il crimine e la punizione, in modo che il giudice potesse essere soltanto l\u2019esecutore fedele del legislatore\u201d,<\/p>\n<p>3\/ la regola che: \u201c(\u2026) il crimine sussiste in un comportamento esteriore e non solo in un pensiero\u201d;<\/p>\n<p>4\/ la regola secondo la quale: \u201c(\u2026) la gravit\u00e0 del crimine \u00e8 il male sociale e non le cattive intenzioni dell\u2019artefice\u201d;<\/p>\n<p>5\/ la regola secondo la quale: \u201c(\u2026) la pena non deve essere una rivincita ceca e crudele, una vendetta per il crimine commesso, ma il mezzo prezioso per combattere il crimine e poi non un solo mezzo unico\u201d;<\/p>\n<p>\u201c(\u2026) l\u2019obiettivo delle punizioni non \u00e8 n\u00e9 torturare ne tormentare l\u2019essere sensibile, n\u00e9 fare inesistente un crimine che \u00e8 gi\u00e0 stato commesso. L\u2019obiettivo della pena \u00e8 ostacolare il colpevole nella realizzazione dei nuovi danni ai concittadini e nell\u2019impedire agli altri di commettere i danni dello stesso tipo\u201d;<\/p>\n<p>6\/ la regola secondo la quale \u201c(\u2026) la pena, per essere efficace nella lotta con il crimine, dovrebbe essere proporzionale alla gravit\u00e0 del crimine.\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 molto importante che i crimini siano valutati secondo le loro proporzioni, poich\u00e9 \u00e8 molto importante che si eviti un delitto grande piuttosto che quello piccolo; ci\u00f2 che sia pericoloso per la societ\u00e0 e non ci\u00f2 che \u00e8 meno pericoloso (\u2026). \u00c8 un gran peccato che la pena per colui che ruba nel cortile sia la stessa che per colui che ruba ed uccide. \u00c8 chiaro che per motivi della sicurezza pubblica si dovrebbe introdurre una differenza nelle punizioni.\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref12\">[xii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Swida W, cit, p. 38<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref13\">[xiii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Swida W in:\u00a0 Meslier J. (1955) , <i>Testament<\/i>, PWN, p. 417<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref14\">[xiv]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Swida W,. cit. p. 40.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref15\">[xv]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Horoszowski P., (1965), <i>Kryminologia<\/i>, Warszawa, p. 148<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref16\">[xvi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibidem, p. 152.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref17\">[xvii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi di pi\u00f9 sull\u2019argomento: Ibidem.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref18\">[xviii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi Wayt Gibbs W. (1995), W poszukiwaniu zrodel przestepczosci, <i>Swiat Nauki (Scienttific American)<\/i> ed. polacca, maggio, n. 5(45) p. 79.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref19\">[xix]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi di pi\u00f9 sull\u2019argomento: fra l\u2019altro in Moir A., Jessel D., (1998)<i>Zbrodnia rodzi sie w mozgu<\/i>, Warszawa,<\/p>\n<p>Raine A., (1993) <i>The Psychopatology of Crime<\/i>, Academic Press,<\/p>\n<p>Oppure sotto l\u2019indirizzo elettronico: gopher\/\/justice2.usdoj.gow:70\/1\/ojp. in Word wide Web<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref20\">[xx]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Swida W., cit., p. 45<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref21\">[xxi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedi: Gardocki L., (1999), <i>Prawo karne<\/i>, Warszawa p. 22.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref22\">[xxii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Swida W. cit. p. 46.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref23\">[xxiii]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibidem.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref24\">[xxiv]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gardocki L. in: Fr. Von Liszt, op. cit. p. 22.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref25\">[xxv]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ibidem<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref26\">[xxvi]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il testo presentato costituisce una forma approfondita dell\u2019articolo di M. Szostak, <i>W poszukiwaniu odpowiedzi. Rozwazania o przestepczosci i jej etiologii<\/i>, (In ricerca della risposta. Le riflessioni sulla criminalit\u00e0 e sulla sua eziologia), Przeglad Prawa i Administracji XLV, (red. Banaszak B.), Acta Universitatis Wratislaviensis No 2271, Wroclaw, pp. 85-94.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maciej Szostak* (Traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni) \u201cLa conoscenza delle cause \u00e8 la conoscenza del problema\u201d \u2013 G. Bacon L&#8217;interrogativo che riguarda i comportamenti criminali, quindi <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[27,11,775],"tags":[184,230,305,355,402,421],"class_list":["post-1900","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-criminologia","category-rubriche-giuridiche","category-numero-di-agosto-2013","tag-comportamento-criminale","tag-criminologia-2","tag-eziologia","tag-illuminismo","tag-legge-penale","tag-lombroso"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-uE","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1900","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1900"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1900\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4306,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1900\/revisions\/4306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1900"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1900"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1900"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}