{"id":1975,"date":"2013-08-31T23:56:08","date_gmt":"2013-08-31T21:56:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=1975"},"modified":"2014-03-10T22:21:06","modified_gmt":"2014-03-10T21:21:06","slug":"lo-stress-lavoro-correlato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lo-stress-lavoro-correlato\/","title":{"rendered":"Lo stress lavoro-correlato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Ivana Colombo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. Definizione normativa<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A far data dall\u2019aprile 2008, con il D.lgs. n. 81\/08 (1), \u00e8 stata ufficialmente inserita nell\u2019ordinamento italiano la definizione legale di stress causato da problemi connessi alla condizione lavorativa, descritta come la percezione di disequilibrio tra le richieste provenienti dall\u2019ambiente di lavoro e le capacit\u00e0 di risposta del lavoratore,<!--more--> tenuto conto delle condizioni ambientali nelle quali si trova ad operare, intendendo con ci\u00f2 sia le pressioni dell\u2019ambiente circostante, sia le interrelazioni tra pari grado e superiori gerarchici, peso del tipo di organizzazione aziendale e necessit\u00e0 di risposta alla competizione generata dalle recenti e pressanti accelerazioni riguardanti l\u2019ambiente di lavoro a tutti i livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare \u00e8 stata posta attenzione alle regole di valutazione e gestione dello stress delle situazioni di lavoro, ambito in continua evoluzione, soggetto a cambiamenti gestionali e comportamentali di portata mai verificatasi finora. Di particolare rilevo l\u2019obbligo delle aziende di provvedere all\u2019analisi dei rischi psicosociali (cd. \u201cNuovi rischi\u201d) (2) a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, in recepimento dell\u2019Accordo Europeo del 2004, nel quale sono introdotti i concetti di rischio psicosociali e di stress lavoro-correlato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a questi interventi normativi si \u00e8 stabilito che la salute psicofisica, e quindi la salute dei lavoratori, possono essere messe a rischio non solo dai fattori ambientali ormai pi\u00f9 noti, quali sostanze nocive, pericolosit\u00e0 delle attrezzature usura e fatica connesse allo svolgimento della mansione, ma anche da fattori di natura psicosociale, gestionale e organizzativa (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. Fattori di rischio in tema di stress lavoro-correlato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valutazione del rischio stress lavoro-correlato ha come obiettivo primario quello di individuare le possibili fonti di stress o fattori di stress, quegli aspetti relativi all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa che possono provocare stress lavorativo. Con la recente normativa anche l\u2019Italia si allinea con altri paesi europei (4), da tempo maggiormente impegnati a definire strategie di azione e istituzionalizzazione dei servizi per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, salute e occupazione nelle aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi Paesi ne sono nati accordi e responsabilit\u00e0 condivise tra datori di lavoro e rappresentanze dei lavoratori, in Italia, nonostante l\u2019istituzione della Commissione permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, ad opera dell\u2019art. 6 del D.Lgs. n. 81\/08, molto resta ancora da definire e in particolare molto dipender\u00e0 dal tipo di reazioni, di coinvolgimento e di rilevazione posti in essere dalle singole aziende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente e persistente crisi economica ha inoltre contribuito sensibilmente al peggioramento delle condizioni ambientali dei luoghi di lavoro in generale, fattore che porter\u00e0 all\u2019accentuare le cause e i sintomi sorgenti dallo stress lavoro correlato (fusioni, incorporazioni, cessioni di ramo di azienda e conseguenti frequenti <i>turnover<\/i>), la prima delle quali sembra risultare, dai primi dati analizzati, la crescente precariet\u00e0 dei posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Principali fattori indicatori di stress<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito lavorativo il concetto di controllo si riferisce al grado per il quale il lavoratore ha la possibilit\u00e0 di prendere decisioni riguardo al proprio lavoro: quando, come e in che misura dedicarvisi e con quale grado di concentrazione, in equilibrio con le esigenze produttive. Risultano altrettanto rilevanti i conflitti connessi alla gestione dei ruoli e alla divisione dei compiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito nel dettaglio la rilevazione di alcuni aspetti temporali della giornata di lavoro e dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa che consente di stabilire come e quanto \u00e8 gestita la prevenzione in ambito aziendale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; lavoro a turni, in particolare turni a rotazione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; lavoro straordinario indesiderato o numero &#8220;eccessivo&#8221; di ore;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; lavoro a cottimo in alternativa alla retribuzione oraria (ritmo di lavoro condizionato dal sistema di retribuzione);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; ritmo di lavoro accelerato, soprattutto in presenza di richieste pressanti da parte del personale addetto alla sorveglianza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; tempo insufficiente per rispettare le scadenze di lavoro;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; programmazione dei cicli di lavoro e di riposo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; variazioni della quantit\u00e0 di lavoro assegnata;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; interruzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione del fenomeno risulta insufficiente soprattutto nelle aziende pi\u00f9 grandi. Il 41% dei lavoratori in Europa dichiara che lo stress non viene gestito in modo adeguato nel luogo di lavoro e, fra questi, il 15% ritiene che sia gestito in modo \u201cdel tutto inadeguato\u201d. In Italia il 55% dei lavoratori ritiene comuni i casi di stress legati all\u2019impiego, ma il 60% sostiene che il problema \u00e8 gestito bene sul posto di lavoro, rispetto al 34% che pensa che il fenomeno non sia adeguatamente controllato. Questa percentuale, per\u00f2, varia sensibilmente in base alle dimensioni delle imprese: in quelle che impiegano pi\u00f9 di 10 lavoratori, infatti, i lavoratori che bocciano la gestione dello stress sono pi\u00f9 di quattro su dieci, mentre nelle realt\u00e0 produttive pi\u00f9 piccole lo stesso dato scende al 26%. \u00c8 stato poi calcolato (5) che i costi diretti e indiretti dello stress lavoro correlato arrivano ad ammontare, in alcuni Paesi Europei, fino al 10% del PIL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">4. Formazione degli addetti alla sicurezza<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo alla formazione specifica sullo stress prevista per le figure aziendali coinvolte, \u00e8 necessario verificare se:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u201cgli RLS sono stati formati ai sensi dell\u2019art. 37, D. Lgs. n. \u00a081\/08;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; l\u2019RSPP \u00e8 stato formato in modo specifico sul tema stress lavoro-correlato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il medico competente ha documentato partecipazione a corsi specifici sullo stress lavoro-correlato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; il management (datore lavoro, dirigenti\/preposti) ha effettuato corsi sul rischio da stress lavoro-correlato\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; sono state effettuate \u201ciniziative di sensibilizzazione ed informazione preliminare dei lavoratori sul rischio stress lavoro-correlato e sulla necessit\u00e0 di effettuare il percorso di valutazione\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sottolinea infine che \u201cnelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in luogo dei predetti strumenti di valutazione approfondita, il datore di lavoro pu\u00f2 scegliere di utilizzare modalit\u00e0 di valutazione (es. riunioni affidate a RSPP e\/o medico competente e\/o specialisti) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono riconosciute ormai da tempo le condizioni di bassa soddisfazione legate ai casi di svolgimento di attivit\u00e0 a velocit\u00e0 imposte dalle macchine, l\u2019incidenza che possono avere a livello psicosomatico, quali aumento o perdita di peso, fatica cronica, disturbi dermatologici, mal di testa cronico, coliti, gastriti, ma pi\u00f9 recentemente \u00e8 stato messo in relazione un maggior grado di correlazione dello scarso controllo con altri e numerosi disturbi cardiovascolari tra i quali l\u2019infarto al miocardio (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5. Ruolo delle caratteristiche individuali<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 ormai dimostrato che Il sovraccarico di lavoro, in caso di esposizione prolungata, ha un impatto deleterio sulla salute, indipendentemente dagli altri fattori di rischio che possano sommarsi ad esso, ma anche il sottocarico di lavoro per converso pu\u00f2 dare luogo a manifestazioni di disturbo comportamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rosa delle caratteristiche individuali pu\u00f2 dare luogo a differenti reazioni, che possono sfociare in comportamenti negativi come aumento rilevante del consumo di sigarette e alcool, eccessivo consumo di farmaci, comportamento aggressivo, isolamento, assenteismo, ridotta efficacia professionale, comportamenti che arrivano ad avere conseguenze significative in termini di produttivit\u00e0 sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di richieste da parte del mondo esterno \u00e8 stato ipotizzato che possa esservi per alcuni soggetti la tendenza a dar libero sfogo a nevrosi, fuori dal recinto mentale della disciplina imposta dai ritmi e dai luoghi di lavoro, fenomeno definito dagli psicoanalisti \u201csindrome della domenica\u201d. Al contrario un orario di lavoro flessibile consente certamente una migliore gestione del tempo di vita e di lavoro, anche se oltre il 50% dei lavoratori europei dichiara di non avere nessuna voce in capitolo al riguardo (7). Ancora, il D.Lgs. n. 81\/08 richiede di tenere presenti le caratteristiche individuali nella rilevazione dei rischi da stress lavoro-correlato, con particolare riferimento a genere, et\u00e0, provenienza da altri Paesi, elementi soggettivi e caratteristiche professionali che possano avere un effetto pi\u00f9 forte nel determinare la salute dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">7. Questioni di genere tra le cause di stress lavoro-correlato<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo le rilevazioni (Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2003) gli uomini riportano pi\u00f9 spesso incidenti sul lavoro mentre le donne mostrano maggiormente problematiche con caratteristiche di lavoro stress-correlato. Tra le possibili cause riscontrate, oltre al sovraccarico di lavoro derivante dal doppio impegno casa\/famiglia e il minor potere nelle relazioni sociali, dovuto anche al minore inserimento nelle reti di conoscenze, pare emergere nelle donne un diverso approccio alle problematiche lavorative e alle reazioni messe in campo, ovvero strategie centrate sulle emozioni, tendenza a rimuginare sulle esperienze negative sperimentate, maggiore empatia di cui sono capaci, mentre gli uomini mettono in atto strategie centrate sul problema; l\u2019Inail propone in questo senso una valutazione dei rischi in un\u2019ottica di genere, al fine di verificare se nell\u2019esposizione ai fattori di rischio vi siano differenze significative tra uomini e donne, con l\u2019intento di predisporre eventuali interventi preventivi mirati (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">8. Giustizia organizzativa<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percezione di giustizia sul lavoro proviene dal concetto di equit\u00e0, dal senso di coerenza delle misure adeguate in azienda per regolare i processi di retribuzione, considerazione, distribuzione dei benefit, carico di lavoro, possibilit\u00e0 di crescita, formazione e promozione, ma anche fiducia, considerazione, ampiezza dell\u2019ambito di delega e relativa autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni. Occorre applicare costantemente coerenza negli interventi correttivi in caso di atteggiamenti negativi o controproducenti, quali mancanza di impegno, assenteismo opportunista, attribuirsi risultati altrui, privilegi ingiustificati da nient\u2019altro che appartenere al gruppo dominante e non al merito, ma pi\u00f9 di tutto conta il rispetto delle regole di educazione, correttezza e rispetto della persona da parte di tutti, qualunque ordine e grado ricoprano nell\u2019organizzazione (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1) \u00a0Ispels (2000), <i>Ricerca sullo stress lavoro correlato<\/i>, Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2) \u201cIn realt\u00e0 alcuni di essi erano gi\u00e0 ben conosciuti, almeno dagli anni \u201960 dello scorso secolo [Kahn et. Al. 1964], sebbene le evidenze pi\u00f9 robuste per ci\u00f2 che concerne gli effetti siano pi\u00f9 recenti\u201d, Fraccaroli F., Balducci C. (2011), <i>Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni<\/i>, Bologna, Il Mulino, nota a p. 13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(3) \u00a0Secondo la definizione dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, lo stress lavoro-correlato pu\u00f2 essere descritto come l\u2019interazione tra contenuto del lavoro, modo in cui \u00e8 organizzato e competenze, risorse e bisogni dei lavoratori. Oms, 2010, <i>Health impact of psihosocial hazards at work: an overview<\/i>, in <i>http:\/\/whqlibdoc.int<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(4) (2007), <i>Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro<\/i>, disponibile in <i>www.eurofound.europa.eu<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(5) \u00a0Cartwright S., Cooper C. L. (1996), <i>Public policy and occupational health psychology in Europe<\/i>, in \u201cJournal of occupational Health Psichology\u201d, 1, 4, pp. 349-361.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(6) \u00a0Avallone F., Paplomatas A., 2005, <i>Salute organizzativa<\/i>, Milano, Cortina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(7)\u00a0 <i>Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro<\/i>, cit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(8)\u00a0 Inail (2009), <i>Genere e stress lavoro correlato: due opportunit\u00e0 per il \u201cTesto Unico\u201d<\/i>, in<i> www. inail.it<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(9) \u00a0\u201c[\u2026] La percezione di ingiustizia genera stati emotivi negativi che innescano risposte comportamentali di diverso tipo, quali ad esempio comportamenti controproduttivi [Fox, Spector e Miles, 2001]. Allo stesso modo vi sono evidenze che legano la percezione di giustizia alla numerosit\u00e0 delle assenze per malattia e a disturbi psichiatrici di lieve entit\u00e0 [Elovainio, Kivimaki e Vahtera 2002]. [\u2026]\u201d, Fraccaroli F., Balducci C., 2011, <i>Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni<\/i>, cit. p. 49.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ivana Colombo 1. 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