{"id":2027,"date":"2013-09-01T09:54:23","date_gmt":"2013-09-01T07:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2027"},"modified":"2014-03-10T22:25:00","modified_gmt":"2014-03-10T21:25:00","slug":"perdite-su-crediti-chiarimenti-sul-nuovo-regime-di-deducibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/perdite-su-crediti-chiarimenti-sul-nuovo-regime-di-deducibilita\/","title":{"rendered":"Perdite su crediti: chiarimenti sul nuovo regime di deducibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Mauro Merola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la circolare n. 26\/E, pubblicata il 1\u00b0 agosto 2013, l\u2019Agenzia delle Entrate ha fornito gli attesi chiarimenti in relazione al nuovo regime di deduzione delle perdite su crediti, introdotto dal D.L. 83\/2012 e applicabile a partire dal periodo d\u2019imposta 2012.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, con le modifiche apportate dall\u2019art. 33 comma 5 del D.L. 83\/2012 al quinto comma dell\u2019art. 101 del TUIR, il legislatore ha introdotto alcune fattispecie, nelle quali \u00e8 possibile portare in deduzione dal reddito d\u2019impresa le perdite su crediti subite, senza la necessit\u00e0 di dimostrare la presenza degli elementi certi e precisi, altrimenti prescritti dalla normativa tributaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento di prassi illustra dettagliatamente le nuove ipotesi e fornisce attuazione ad una norma \u201ca misura di crisi\u201d che consente la deducibilit\u00e0 delle perdite con meccanismi di maggiore automatismo. Infatti, rispetto al passato, la disciplina fiscale ha cercato di semplificare il meccanismo di deducibilit\u00e0 delle perdite su crediti, fornendo dei criteri fortemente oggettivi che limitino la discrezionalit\u00e0 delle Parti coinvolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, la circolare individua quattro ipotesi in cui \u00e8 possibile dedurre le perdite:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>i crediti di modesta entit\u00e0;<\/li>\n<li>\u00a0i crediti prescritti;<\/li>\n<li>\u00a0i casi di ristrutturazione dei debiti;<\/li>\n<li>i crediti cancellati dal bilancio di un soggetto <i>Ias\/Ifrs adopter<\/i>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Relativamente alla prima ipotesi, si considerano di modesta entit\u00e0 i crediti iscritti in bilancio e scaduti da almeno 6 mesi il cui importo non sia superiore a 2.500 euro, ovvero a 5 mila euro per le imprese di pi\u00f9 rilevante dimensione (<i>i.e.<\/i>, quelle con un volume d\u2019affari o di ricavi non inferiore a 100 milioni di euro); il tal senso, vengono forniti dei parametri temporali e quantitativi al fine di rendere agevole la deduzione delle perdite su crediti, evitando ulteriori oneri a carico del contribuente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La suindicata prassi ha il merito di fornire una importante delucidazione relativamente all\u2019individuazione delle predette soglie nel caso in cui sussistano pi\u00f9 posizioni creditorie nei confronti del medesimo debitore. Infatti, ai fini della deducibilit\u00e0 delle perdite sui crediti di modesta entit\u00e0, la valutazione deve essere condotta in relazione al singolo credito corrispondente ad ogni obbligazione posta in essere dalle controparti, indipendentemente dal fatto che, in relazione al medesimo debitore, sussistano, al termine del periodo d\u2019imposta, pi\u00f9 posizioni creditorie. Di conseguenza, nel caso sussistessero rapporti giuridici unitari, bisognerebbe prendere in considerazione il saldo complessivo dei crediti riconducibili al medesimo debitore ed al medesimo rapporto contrattuale<a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di coordinamento con la disciplina dettata dall\u2019art. 106 del TUIR, la circolare fornisce un ulteriore chiarimento, affermando che la deduzione della perdita, oltre alla previa imputazione a conto economico, \u00e8 limitata alla parte eccedente le svalutazioni gi\u00e0 dedotte fiscalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto concerne, invece, il rispetto del principio di competenza (ex. art. 109 del TUIR), si sottolinea che il termine di 6 mesi previsto dalla norma rappresenta il momento a partire dal quale la perdita pu\u00f2 essere fiscalmente dedotta, considerato che la stessa diviene effettivamente deducibile solo nell\u2019esercizio in cui \u00e8 imputata a conto economico, risultando in quel momento realizzato, senza necessit\u00e0 di alcuna ulteriore dimostrazione, il requisito dell\u2019esistenza degli elementi certi e precisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolare chiarisce, infine, che la \u201cmodesta entit\u00e0\u201d deve essere considerata facendo riferimento al valore nominale del credito e prescindendo da eventuali svalutazioni effettuate in sede contabile e fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, per i crediti il cui diritto alla riscossione \u00e8 prescritto (<i>i.e.<\/i>, seconda ipotesi), la perdita pu\u00f2 essere dedotta indipendentemente dalla circostanza che il credito sia di modesta entit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In caso di accordi di ristrutturazione, come gi\u00e0 previsto originariamente dalla norma per le procedure concorsuali (<i>i.e.<\/i>, il fallimento, la liquidazione coatta amministrativa), \u00e8 ammessa la deducibilit\u00e0 della perdita su crediti. La circolare, in particolare, chiarisce che, una volta aperta la procedura, l\u2019individuazione dell\u2019anno in cui dedurre la perdita su crediti deve avvenire nel periodo d\u2019imposta di emanazione del decreto di omologa dell\u2019accordo, previo rispetto delle ordinarie regole di competenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (<i>i.e.<\/i>, soggetti <i>Ias\/Ifrs<\/i>), tenuto conto della previsione contenuta nel D.L. 83\/2012, \u00e8 consentita la deducibilit\u00e0 automatica delle perdite su crediti cancellati dal bilancio in seguito al verificarsi di un evento estintivo. La circolare, a riguardo, si limita a rinviare a quanto previsto dallo IAS 39 in materia di <i>derecognition<\/i> di un\u2019attivit\u00e0 finanziaria iscritta in bilancio. Sulla base di tale principio, si ricorda che la cancellazione pu\u00f2 essere operata a condizione che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalla stessa siano scaduti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) l\u2019impresa abbia trasferito i diritti contrattuali a ricevere i relativi flussi finanziari, realizzando un sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici derivanti dalla propriet\u00e0 dell\u2019<i>asset<\/i>;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) l\u2019impresa, pur mantenendo i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell\u2019attivit\u00e0, assuma un\u2019obbligazione contrattuale a corrispondere i flussi finanziari da essa derivanti ad uno o pi\u00f9 beneficiari, realizzando anche in questo caso un sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la circolare non ha solo il merito di fornire chiarimenti su alcuni punti controversi della nuova disciplina in tema di deducibilit\u00e0 delle perdite su crediti, ma fornisce un\u2019ampia indagine storica del tema in oggetto, ripercorrendo l\u2019evoluzione della relativa disciplina fiscale sin dalle origini.<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref1\">[i]<\/a> Cfr. Circolare dell\u2019Agenzia delle Entrate N26\/E, Roma, 1 agosto 2013.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mauro Merola Con la circolare n. 26\/E, pubblicata il 1\u00b0 agosto 2013, l\u2019Agenzia delle Entrate ha fornito gli attesi chiarimenti in relazione al nuovo regime di deduzione delle perdite <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,33,774],"tags":[77,165,248,480,689],"class_list":["post-2027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-tributario","category-numero-di-settembre-2013","tag-agenzia-delle-entrate","tag-circolare","tag-deducibilita","tag-perdite-su-crediti","tag-tuir"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-wH","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2027","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2027"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4336,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2027\/revisions\/4336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}