{"id":2148,"date":"2013-11-01T01:16:57","date_gmt":"2013-11-01T00:16:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2148"},"modified":"2014-03-10T22:33:14","modified_gmt":"2014-03-10T21:33:14","slug":"le-declinazioni-della-csr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/le-declinazioni-della-csr\/","title":{"rendered":"Le declinazioni della CSR"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Giuseppe Pepe<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il classico binomio strategia &#8211; struttura (Chandler,1962), che prevede una strategia diversa per le diverse forme strutturali organizzative delle aziende, si pu\u00f2 ritenere superato se si prende in considerazione una visione di <em>stakeholder relationship<\/em> che determina innovazioni di sistema tramite l\u2019utilizzo di alleanze e <em>partnership<\/em>. <!--more-->Prendendo come punto di riferimento tale teoria diventa ancora pi\u00f9 evidente che il concetto di CSR non pu\u00f2 essere utilizzato come strumento per realizzare un consenso facile e unanime bens\u00ec pu\u00f2 essere declinato come:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. <em>Driver<\/em> di <em>pattern<\/em> sostenibili di sviluppo a livello locale e globale;<br \/>\n2. Agente differenziale per modelli competitivi superiori;<br \/>\n3. Componente base per le relazioni tra imprese, societ\u00e0 e enti pubblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo di chiarire in maggior dettaglio ciascuno dei punti che seguono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. Driver di pattern sostenibili di sviluppo a livello locale e globale<br \/>\n<\/span>La correlazione tra responsabilit\u00e0 e sviluppo \u00e8 evidente. Infatti, gli imprenditori devono incrementare e sostenere la domanda sviluppatasi nel paese per obiettivi sociali, collaborando con altre forze sociali per risolvere problemi di ordine quotidiano. Nel corso del tempo si sono affermati modelli innovativi di sviluppo locale, evidenziando come le PMI riescano a cooperare con gli enti pubblici e la societ\u00e0 per ottenere coesione sociale e benessere economico, ma tutelando, allo stesso tempo, le risorse naturali. A livello globale, assistiamo ad un ruolo sempre pi\u00f9 imponente delle grandi imprese che con le loro capacit\u00e0 e risorse devono progettare dei pattern di sviluppo globali. Un esempio, \u00e8 il Millennium Development Goals, dichiarazione firmata dagli stati formanti le Nazioni Unite comprendente una serie di punti, tra i quali sradicare l\u2019estrema povert\u00e0, rendere universale l\u2019istruzione, promuovere la parit\u00e0 dei sessi, ridurre la mortalit\u00e0 infantile, tutelare la maternit\u00e0, garantire anche la sostenibilit\u00e0 ambientale e incoraggiare un partenariato mondiale per lo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. Agente differenziale per modelli competitivi superiori<\/span><br \/>\nLa responsabilit\u00e0 sociale, oltre a valorizzare le relazioni con gli stakeholder, deve rendere possibile un\u2019innovazione sostenibile a livello sociale e ambientale. Solo in tal modo le aziende potranno cogliere le crescenti opportunit\u00e0 di mercato nei developed and developing countries. In particolar modo paesi come Brasile, India, Cina e il continente africano rappresentano realt\u00e0 in cui, proponendo soluzioni che coniugano efficienza economica, compattezza sociale e tutela ambientale, si pu\u00f2 pensare di costruire un mercato con elevate prospettive di crescita. La responsabilit\u00e0 e la sostenibilit\u00e0 in tal modo ridefiniscono i mercati, il concetto imprenditoriale, i processi di creazione del valore, i meccanismi di management e di accountability. L\u2019Europa, nel Green Paper, ritiene che \u201cTo become the most competitive and dynamicc knowledge-based economy in the world, capable of sustainable economic growth with more and better jobs and greater social cohesion\u201d (Commissione delle Comunit\u00e0 Europee, 2001). Le driving forces per lo sviluppo, secondo il modello delineato dalla UE, sono la conoscenza e sostenibilit\u00e0, puntando sulla capacit\u00e0 di innovazione e sul capitale umano, culturale, ambientale e sociale. Infatti, l\u2019Europa deve applicare una logica di values-based competition, facendo dell\u2019intelligenza, della conoscenza e della componente valoriale i fattori critici di successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Componente base per le relazioni tra imprese, societ\u00e0 e enti pubblici<\/span><br \/>\nLa CSR \u00e8 il fondamento per collaborazioni e partnership tra soggetti pubblici e privati, tanto che gli attori sociali si assumono impegni sempre pi\u00f9 gravosi cercando di governare il processo di globalizzazione secondo principi di responsabilit\u00e0 e sussidiariet\u00e0 (Velo, 2003). Un ruolo importante \u00e8 quello delle imprese che modernizzano i meccanismi di welfare attraverso soluzioni di welfare mix, che presumono la compartecipazione dei soggetti economici che fanno parte della societ\u00e0, senza imposizioni legislative, in modo da massimizzare le loro performance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bibliografia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chandler A.D. (1962), Strategy and Structure: Chapters in the History of the American Industrial Enterprise, MIT Press, Cambridge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Commissione delle Comunit\u00e0 Europee (2001 b), Green Paper Promoting a European Framework for Corporate Social Responsability, Bruxelles, COM(2001)366final.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Velo D., La responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019impresa nel mercato globale, Sinergie, n.60, 2003, pp.35-49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Pepe Il classico binomio strategia &#8211; struttura (Chandler,1962), che prevede una strategia diversa per le diverse forme strutturali organizzative delle aziende, si pu\u00f2 ritenere superato se si prende <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[26,10,772],"tags":[76,544,628,708,711],"class_list":["post-2148","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-csr","category-rubriche-economiche","category-numero-di-novembre-2013","tag-agente-differenziale","tag-relazioni","tag-sostenibilita","tag-welfare","tag-xsr"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-yE","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2148"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4352,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2148\/revisions\/4352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}