{"id":2165,"date":"2013-11-01T01:16:58","date_gmt":"2013-11-01T00:16:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2165"},"modified":"2014-03-10T22:34:26","modified_gmt":"2014-03-10T21:34:26","slug":"turchia-la-nuova-frontiera-del-business-per-le-imprese-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/turchia-la-nuova-frontiera-del-business-per-le-imprese-italiane\/","title":{"rendered":"Turchia: la nuova frontiera del business per le imprese italiane"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Sabrina Polato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Turchia_mappa.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2166\" alt=\"Mappa della Turchia\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Turchia_mappa.jpg?resize=700%2C356\" width=\"700\" height=\"356\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI <\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Popolazione<\/b>: 80.694.485 (Luglio 2013) di cui <b>Popolazione urbana<\/b> pari al 71,5% del totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Et\u00e0 media<\/b>: 29,2 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Principali aree urbane (nr.abitanti):<\/b> Istanbul 10.378.000; Ankara (capitale) 3.846.000; \u00a0Izmir 2.679.000; \u00a0Bursa 1.559.000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Moneta<\/b>: Lira Turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Governo: <\/b>Democrazia parlamentare repubblicana<b> <\/b>\u2013 Primo Ministro RECEP TAYYIP ERDOGAN (dal 14 Marzo 2003).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Membro di: <\/b>Consiglio d\u2019Europa, EBRD (European Bank for Reconstruction and Development), WTO, NATO, ONU, OSCE, OIC-OCI (Organization of the Islamic Conference).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tasso di crescita reale PIL<\/b>: + 2,6% (2012), + 5,2% di media negli ultimi 9 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Principali settori industriali<\/b>: tessile &#8211; abbigliamento, cuoio e pellame, lavorazione e trattamento dei cibi, elettronica, industria automobilistica, industria estrattiva mineraria (carbone, rame), acciaio, petrolio, costruzioni, carta, legname.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Export<\/b><b>:<\/b><b> <\/b>abbigliamento, pellame, prodotti alimentari, prodotti in metallo (ferro, acciaio), autoveicoli e mezzi di ricambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Export \u2013 Principali Paesi partner:<\/b><b> <\/b>Germania 8.6%, Iraq 7.1%, Iran 6.5%, UK 5.7%, UAE 5.4%, Russia 4.4%, Italia 4.2%, Francia 4.1% (dati 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Import:<\/b><b> <\/b>macchinari, apparecchiature meccaniche, prodotti chimici, beni semi-lavorati, carburanti, mezzi di trasporto, mobili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Import \u2013 Principali Paesi partner:<\/b><b> <\/b>Russia 11.3%, Germania 9%, Cina 9%, USA 6%, Italia 5.6%, Iran 5.1% (dati 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <i>The World Fact book<\/i> (September 2013) CIA \u2013 Central Intelligence Agency \u2013 USA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">ANALISI ECONOMICA<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;economia di libero mercato della Turchia \u00e8 guidata in gran parte dai settori dell&#8217;industria e dei servizi, anche se il settore agricolo tradizionale rappresenta ancora circa il 25% dell&#8217;occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settore pubblico, un intenso programma di privatizzazione in corso da ormai un decennio ha progressivamente ridotto il coinvolgimento dello Stato in settori strategici di base quali banche, trasporti e comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello industriale, i settori dell\u2019elettronica, dell\u2019automotive, dell\u2019edilizia sono sempre pi\u00f9 rilevanti ed hanno superato il comparto tessile &#8211; abbigliamento all&#8217;interno del mix delle esportazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel comparto energetico, dal maggio 2006 il petrolio ha cominciato a fluire attraverso l&#8217;oleodotto Baku &#8211; Tbilisi \u2013 Ceyhan portando fino a 1 milione di barili al giorno dal Mar Caspio al mercato turco. Diversi impianti di gasdotti si stanno invece realizzando per aiutare il trasporto di gas dall&#8217;Asia Centrale verso l&#8217;Europa attraverso la Turchia (si stima che nel lungo termine la Turchia sar\u00e0 cosi in grado di soddisfare il 97% del suo fabbisogno energetico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la grave crisi finanziaria nel 2001, la Turchia ha adottato riforme finanziarie e fiscali che hanno permesso di inaugurare un&#8217;era di forte crescita, con un aumento medio del PIL reale di oltre il 5% negli ultimi 9 anni. Il debito del settore pubblico della Turchia in rapporto al PIL \u00e8 sceso a circa il 40 % . Il valore dello stock degli IDE (investimenti diretti esteri) e\u2019 stato pari a 117 miliardi dollari a fine anno 2012, con una lieve flessione registrata nel periodo 2012-2013 a causa del perdurare della turbolenza economica in Europa, la fonte di gran parte degli investimenti diretti esteri in Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unici elementi di vulnerabilit\u00e0 economica, l&#8217;incertezza relativa alla politica monetaria ed alcuni episodi di disordini politici negli Stati territorialmente vicini alla Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <i>The World Fact book<\/i> (September 2013) CIA \u2013 Central Intelligence Agency \u2013 USA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO <\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi la Turchia, <b>oltre ad avere in vigore dal 1996 un\u2019Unione doganale con l\u2019Unione Europea<\/b> che permette l\u2019azzeramento o comunque l\u2019abbattimento dei dazi doganali per la maggior parte dei beni industriali e dei prodotti agricoli importati, ha siglato accordi bilaterali per favorire l\u2019interscambio commerciale con numerosi Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. EFTA (dal 1992)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Israele (dal 1997)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Macedonia (dal 2000)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Croazia (dal 2003)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Bosnia e Erzegovina (dal 2003)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Palestine A. (dal 2005)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. Tunisia (dal 2005)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. Marocco (dal 2006)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. Siria (dal 2007)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. Egitto (dal 2007)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11. Albania (dal 2008)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12. Giorgia (dal 2008)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13. Montenegro (dal 2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14. Serbia (dal 2010)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15. Cile (dal 2011)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16. Giordania (dal 2011)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">17. Libano (dal 2011)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">OPPORTUNITA\u2019 DI BUSINESS PER LE IMPRESE ITALIANE<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La 18a economia pi\u00f9 grande al mondo e la 7a pi\u00f9 grande fra i Paesi europei (FMI 2011). Un\u2019Unione doganale con l\u2019Unione Europea in vigore dal 1996. Basterebbe questa breve premessa per comprendere le ragioni di un interesse sempre pi\u00f9 crescente nei confronti della Turchia, moderna e strategica terra di confine tra Occidente ed Oriente, partner commerciale privilegiato per lo sviluppo del business italiano oltre i confini europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia si colloca attualmente al 7\u00b0 posto tra i Paesi destinatari delle esportazioni turche ed al 5\u00b0 posto tra i partner fornitori di beni e servizi al mercato turco. In particolare, la Turchia\u00a0rappresenta un potenziale mercato di sbocco per i seguenti settori del Made in Italy:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Macchine ed apparecchi meccanici, elettromeccanici, macchine tessili e macchinari per la produzione di calzature,<\/b> <b>macchine agricole,<\/b> <b>macchine per la lavorazione dei metalli, della plastica, delle pelli e del cuoio, del legno, dei marmi, macchine per l\u2019imballaggio<\/b>. Nel 2012 il comparto della meccanica ha assorbito il 10,46% del totale delle importazioni della Turchia dal mondo, registrando una crescita della domanda locale di beni d\u2019importazione (+17,82) di poco inferiore alla media nazionale (+18,43%). La quota di mercato dell\u2019Italia e\u2019 pari al 12% del totale. L\u2019Italia si colloca infatti tra i principali Paesi fornitori della Turchia nel comparto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni del successo delle aziende italiane sono essenzialmente due: una elevata complementariet\u00e0 con il sistema industriale locale (l&#8217;Italia fornisce la tecnologia pi\u00f9 aggiornata che serve per migliorare la produzione nei settori trainanti dell\u2019economia turca);\u00a0 la struttura proprietaria delle imprese turche, molto simile a quella italiana, che vede la coesistenza di pochi grandi gruppi con un numero molto elevato di piccole e medie imprese molto dinamiche nei rispettivi settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Mobili e complementi d\u2019arredo. <\/b>Le imprese italiane sono tra le pi\u00f9 importanti fornitrici delle aziende locali, in particolare per la fascia di mercato media\/media alta. Infatti, la rapida crescita della produzione locale di mobili (in Turchia sono presenti circa 3.000 imprese produttrici, molte attive anche in Russia ed in Asia Centrale) e della domanda di prodotti di alto livello continua a rappresentare un&#8217;interessante opportunit\u00e0 per le imprese italiane. Le principali richieste riguardano accessori e articoli di <b><i>illuminazione<\/i> <\/b>di alto design, mobili ed accessori per <b><i>cucine e bagni<\/i><\/b>, utilizzati non solo nel residenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Prodotti tessili. <\/b>Un discorso simile a quello fatto con il comparto mobili va fatto con il settore tessile. La crescita del reddito procapite disponibile conseguenza del processo di liberalizzazione e di apertura agli investimenti diretti esteri ha aumentato la domanda di capi di abbigliamento di pregio e quindi di tessuti e filati pregiati. L&#8217;Italia e\u2019 il primo fornitore di tessuti e filati della Turchia oltre che uno dei pi\u00f9 importanti clienti (soprattutto per cuoio e pellame). Notevoli sono le opportunit\u00e0 commerciali per le aziende italiane produttrici di <b><i>tessili tecnici<\/i><\/b>, ovvero applicabili in ambiti diversi quali la medicina, l\u2019automotive, l\u2019agricoltura, i tessuti per l\u2019arredamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Prodotti chimici, fibre sintetiche ed artificiali. <\/b>Settore ad altissimo potenziale per le aziende italiane, attualmente collocate al 5\u00b0 posto tra i fornitori della Turchia (al primo posto vi e\u2019 la Germania), non solo perch\u00e9 rappresenta una tra le voci pi\u00f9 importanti delle importazioni della Turchia, ma soprattutto per la sua trasversalit\u00e0 a tutti i settori produttivi tipici dell\u2019industria turca (tessile &#8211; abbigliamento, meccanica strumentale, costruzioni, automobilistico), nonch\u00e9 all\u2019industria collegata alla ricerca scientifica (nanotecnologia \u2013 genetica &#8211; chimica organica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Autoveicoli, altri mezzi di trasporto e componentistica. <\/b>Nel 2012 il comparto ha assorbito il 13% del totale delle importazioni delle Turchia dal mondo, registrando una crescita della domanda locale pari a circa il + 5%. Nonostante una forte contrazione delle esportazioni italiane nel settore (-10% dal 2005), l\u2019Italia resta tra i primi 7 Paesi fornitori del mercato turco, con un particolare interesse nei confronti della <b><i>subfornitura meccanica e della plastica gomma<\/i><\/b>, da impiegare per la costruzione di veicoli e mezzi di trasporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <b>Servizi di informazione e telecomunicazioni.<\/b> La Turchia mira ad accrescere le competenze in questi comparti, incoraggiando la ricerca attraverso la crescente interazione tra aziende e universit\u00e0. Tale orientamento apre notevoli possibilit\u00e0 di BUSINESS soprattutto per le aziende italiane attive nella produzione di: sistemi software, trasmissione dati, telecomunicazioni, sicurezza, biotecnologia industriale, elettronica per la difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Fonte: <i>Ministero degli Affari Esteri<\/i> \u2013 Infomercati Esteri_Turchia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sabrina Polato<\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,772],"tags":[],"class_list":["post-2165","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-numero-di-novembre-2013"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-yV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2165"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2165\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4355,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2165\/revisions\/4355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}