{"id":2285,"date":"2013-11-03T17:40:06","date_gmt":"2013-11-03T16:40:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2285"},"modified":"2014-03-10T22:35:59","modified_gmt":"2014-03-10T21:35:59","slug":"dal-se-a-gli-altri-dal-self-interest-allorchestra-smithiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/dal-se-a-gli-altri-dal-self-interest-allorchestra-smithiana\/","title":{"rendered":"Dal \u201cs\u00e9\u201d a \u201cgli altri\u201d: dal self-interest all\u2019orchestra Smithiana."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Francesco Zappia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019articolo pubblicato nel numero di agosto de <i>\u201cL\u2019umanista\u201d<\/i>\u00a0 ho gi\u00e0 citato la categoria pi\u00f9 saggia di uomini, quella de \u201cgli antichi\u201d, per fare un espresso richiamo alla fondamentale esigenza, da me ravvisata, di individuare un valido punto di partenza dal quale iniziare il difficoltoso tentativo di analizzare le dinamiche di una societ\u00e0.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali dinamiche traducono una serie, per non dire un\u2019infinit\u00e0, di interazioni tra gli individui che la compongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai lo sappiamo: la societ\u00e0 \u00e8 un\u2019entit\u00e0 molto ampia e pu\u00f2 essere concepita come un sistema di cose e di persone definibile secondo molteplici accezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle pi\u00f9 affascinanti e \u201cglobalizzanti\u201d \u00e8 quella che conduce all\u2019analisi sociologica del \u201csistema uomo\u201d orientato nella direzione di offrirsi un\u2019organizzazione al fine di raggiungere scopi collettivi: cio\u00e8, obiettivi che ogni singolo uomo solo non avrebbe potuto raggiungere. Dalla nascita dell\u2019uomo, si arriva, insomma, all\u2019esigenza di condividere valori, culture, credenze ed interessi;\u00a0 tutto ci\u00f2 unendosi spontaneamente e \u00a0fondando, cos\u00ec, luoghi in cui condividere la quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andando oltre si arriva alla formazione di aggregazioni sempre pi\u00f9 eterogenee e complesse, sempre meno armonizzabili senza l\u2019istituzione di un adeguato apparato politico e governativo atto ad individuare e realizzare \u00a0le scelte vantaggiose per la societ\u00e0 costituita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomo, societ\u00e0 e civilt\u00e0 sono tre termini molto differenti tra loro ma che costituiscono un percorso univoco che si \u00e8 sviluppato nell\u2019arco di secoli \u201cdalla base all\u2019altezza\u201d, un crescendo fenomenico che, come potrebbe apparire, ha ridotto il ruolo del \u201cs\u00e9\u201d, del singolo uomo che a poco a poco \u00e8 diventato \u201cnoi\u201d, fino a valorizzare ed istituzionalizzare l\u2019identit\u00e0 generale degli \u201caltri\u201d attraverso l\u2019armonizzazione e l\u2019integrazione; due processi, questi, \u00a0anche culturali, che hanno certo inciso sul valore e sull\u2019accezione\u00a0 dell\u2019 \u201cidentit\u00e0\u201d del singolo fino a creare quella del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iter storico-sociale \u00e8 molto affascinante! Ed ha interessanti sfaccettature, se si considera che dalle basi storico-sociali sono sorti i due pi\u00f9 importanti \u201csottosistemi\u201d organizzati provenienti dalla societ\u00e0 (genericamente intesa) e, cio\u00e8, la societ\u00e0 civile ed economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo \u00e8 da sempre stato considerato un <i>\u201canimale sociale\u201d<\/i> (\u201cPolitica\u201d, Aristotele IV sec. A.C.) tendente, per sua natura, ad aggregarsi con gli altri uomini per poi fondare la societ\u00e0. Gi\u00e0 da <i>nomade <\/i>del Paleolitico (primo <i>step<\/i> dell\u2019 \u201cet\u00e0 della pietra\u201d) egli tendeva ad aggregarsi con altri della sua specie impiegando principalmente il proprio tempo per il raggiungimento della sopravvivenza. Passando attraverso il periodo Mesolitico (secondo periodo dell\u2019\u201det\u00e0 della pietra\u201d) si arriva al Neolitico (ultimo periodo) pieno di innovazioni tra cui l\u2019uso dell\u2019agricoltura e, dunque, l\u2019affermazione sempre crescente delle tecniche di coltivazione e di allevamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed infatti \u00e8 proprio in questa fase che si accende la <b>rivoluzione agricola<\/b> in cui iniziano a formarsi le prime comunit\u00e0 stabili. Ad esse va riconosciuta una connotazione fortemente economico-sociale (se si considera tale sviluppo funzionale alla soddisfazione dei bisogni umani), sebbene ancora non fossero dotate di un\u2019organizzazione politico-governativa e sebbene al loro interno non si fosse ancora manifestato lo <i>utility maximising behaviour<\/i>, comportamento che avrebbe portato (per dirlo alla maniera dei giorni nostri) all\u2019ottimo sociale, principio fondamentale per lo schema neoclassico dell\u2019economia razionale che si basa sulla divisione del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 a questo punto della storia possiamo prendere spunto da diversi elementi per rivolgerci qualche domanda sull\u2019uomo che \u201cavanza\u201d verso la societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto mi chiederei, facendo un bel balzo in avanti nella storia, se l\u2019uomo, nel muovere i primi passi verso l\u2019aggregazione in gruppo, fosse mosso da <i>self-interest, <\/i>(visione simile all\u2019 <i>homo omini lupus <\/i>del filosofo Thomas Hobbes, <i>al lupus est homo homini <\/i>del commediografo Plauto ed al <i>Homo<\/i> <i>homini aut deus, aut lupus <\/i>degli Adagia dell\u2019umanista Erasmo da Rotterdam) oppure dal <i>self-love, l\u2019amor di s\u00e9 \u00a0<\/i>di Adam Smith, padre della micro economia politica ed autore della \u00a0\u201cTeoria dei sentimenti morali\u201d e della \u201cRicchezza delle nazioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre George Joseph Stigler, premio Nobel per l\u2019economia nel 1982, risponderebbe a favore del <i>self-interest, \u201cil pi\u00f9 persistente, il pi\u00f9 universale e quindi il pi\u00f9 affidabile dei moventi umani\u201d<\/i>, Adam Smith andrebbe a favore del <i>self-love <\/i>fondato sulla <i>sympathy<\/i>, sulla <i>fellow-feeling<\/i>, \u00a0come passione cui consegue una favorevole aggregazione tra uomini nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, <i>\u201cper quanto egoista lo si possa supporre<\/i> \u2013 scrive con profonda e commovente passione Smith nella \u201cTeoria dei sentimenti morali\u201d \u2013 <i>l\u2019uomo ha evidentemente nella sua natura alcuni principi che lo inducono a interessarsi alla sorte degli altri e che gli rendono necessaria la loro felicit\u00e0\u201d; <\/i>ed ancora nei suoi scritti ci illumina su come l\u2019uomo <i>\u201cdesidera naturalmente non solo di essere amato, ma di essere amabile; ossia quella cosa che \u00e8 il naturale ed appropriato oggetto d\u2019amore. Teme naturalmente non solo di essere odiato, ma di essere odioso; ossia di essere quella cosa che \u00e8 il naturale e appropriato oggetto di odio\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 importante condurre un\u2019indagine sulla visione di Smith che guarda all\u2019uomo ed alla societ\u00e0 come il risultato di un\u2019azione o una serie di azioni cooperative, solidali svolte dai singoli uomini in grado di \u201cauto giudicarsi\u201d (importante sarebbe approfondire in questo senso l\u2019immagine che Smith ci trasmette dello <i>\u201cspettatore imparziale\u201d <\/i>che approva o disapprova la condotta dell\u2019uomo immerso nella societ\u00e0); azioni che poi sfociano nell\u2019equilibrio sociale passando attraverso il c.d. <i>accomodation<\/i>, un continuo processo di aggiustamento che porta all\u2019equilibrio stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 chiaro: la societ\u00e0 che raggiunge l\u2019equilibrio, una misura auspicabile in ogni \u201csettore sociale\u201d, \u00e8 salubre e non \u00e8 difficile pensare (tornando questa volta molto indietro nella storia) \u00a0alle prime comunit\u00e0 agricole del Neolitico come entit\u00e0 non troppo organizzate, ma costituite da uomini in cui incubati erano i presupposti del <i>self-love <\/i>di Smith collegabile, come detto, alla propensione di costituirsi in gruppo, al processo di aggiustamento verso l\u2019equilibrio sociale da cui dipende quello economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dalla <b>rivoluzione agricola<\/b> del Neolitico (passando dalla <b>rivoluzione urbana <\/b>che ha principio<b> <\/b>nel VI millennio A.C.) arriviamo ai giorni nostri, assistiamo ad un qualcosa di straordinario se pensiamo che <i>\u201cAlcuni aspetti che caratterizzano la maggior parte delle organizzazioni sociali odierne, come la propriet\u00e0 privata, la divisione in gruppi sociali, la presenza di un centro di potere politico emergono gi\u00e0 proprio a partire dal Neolitico e con la rivoluzione urbana\u201d<\/i> (fonte istitutobosco.it).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La straordinariet\u00e0 sta nel fattore di continuit\u00e0 che accomuna passato e presente sia da un punto di vista storico-sociologico che psicoevolutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, amalgamando i dati storico-sociologici e, contemporaneamente assumendo come infallibile l\u2019approccio <i>self-love<\/i> di Adam Smith come passione tipica dell\u2019uomo nel mercato ma prima ancora dell\u2019uomo nel gruppo sociale costituito, non solo assistiamo al processo di formazione della comunit\u00e0 umana, ma soprattutto all\u2019<i>excursus passionale <\/i>che ha portato a quella che a me ancora oggi, temerariamente, piace definire una tra le pi\u00f9 grandi opere dell\u2019uomo: appunto, la societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo recuperato nella complessit\u00e0 filosofica della <i>sympathy o fellow-feeling<\/i> ha un valore magnifico, lirico ma trova anche spazio nell\u2019empirica ricerca di una disciplina di indiscutibile fascino che \u00e8 la <i>\u201cneuroeconomia\u201d<\/i> una giovane scienza che, utilizzando il metodo della risonanza magnetica funzionale, osserva le risposte neuronali degli individui posti di fronte a determinate condizioni ed alla necessit\u00e0 di prendere delle decisioni economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esperimenti del filosofo ed economista Matteo Motterlini confermano la validit\u00e0 della teoria del <i>fellow-feeling<\/i> osservando <i>i<\/i> c.d. \u201c<i>neuroni-specchio\u201d<\/i> attivi nel cervello di un soggetto che sta assistendo all\u2019espressione emotiva di un altro soggetto sconfitto dopo avere scommesso e perso del denaro; e, dunque, in preda al proprio rimorso. Nei due soggetti si attivano le stesse aree celebrali atte a gestire il rimorso, cos\u00ec che il rimorso del soggetto perdente diviene il rimorso dell\u2019osservatore (sympathy).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di solidariet\u00e0, sorprendente \u00e8 anche il paradossale risultato di un altro esperimento neuroeconomico che ha dimostrato che l\u2019uomo beneficia di un vera e propria sensazione di ricompensa quando trasferisce il proprio denaro, anche se non lo fa volontariamente e se il trasferimento \u00e8 finalizzato, ad esempio, al rispetto degli obblighi fiscali (Sacha Gironde, <i>\u201cLa Neuroeconomia\u201d<\/i> \u2013 <i>Il Mulino, 2010).<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argomentazioni supportate dalla scienza che ci dimostrano che l\u2019approccio <i>self-love \u00a0<\/i>smithiano non solo \u00e8 appassionante ma anche corretto perch\u00e9 per l\u2019uomo, simpatizzare \u00e8 naturale come cooperare, contribuire \u00e8, per natura, un atto di puro e semplice altruismo, di inclinazione a realizzare il bene sociale pur senza un ritorno personalistico e materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 smithiana dai profondi tratti lirici (ma anche dalle tante conferme provenienti dalla letteratura neuroeconomica) \u00e8 un\u2019aggregazione di uomini <i>self-lovers, <\/i>ma non solo:<i> <\/i>diviene, poi,\u00a0 <i>un\u2019orchestra<\/i> che grazie al processo di <i>accomodation <\/i>continuamente tende ad accordarsi in un contesto sinergico che si realizza tra musica e passioni a cui Smith attribuisce tanta musicalit\u00e0 a seconda che esse siano sociali, asociali o egoistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive, infatti<i>: &#8220;Quando la musica imita le modulazioni della pena e della gioia ci ispira effettivamente quelle passioni, o almeno un umore adatto a concepirle. Ma quando imita le note della collera, ci ispira timore. La gioia, la pena, l&#8217;amore, l&#8217;ammirazione, la devozione son tutte passioni musicali per natura. I loro toni naturali sono tutti tenui, chiari e melodiosi, si esprimono naturalmente in frasi scandite da pause regolari, e per questo si adattano facilmente al ritorno regolare dei corrispondenti motivi di una melodia. Al contrario, la voce della collera e di tutte le passioni simili a essa \u00e8 stridente e dissonante. Anche le sue frasi sono irregolari, a volte molto lunghe, a volte molto brevi e non scandite da regolari pause. E&#8217; con difficolt\u00e0, perci\u00f2, che la musica riesce ad imitare qualcuna delle passioni asociali e quando vi riesce non \u00e8 delle pi\u00f9 gradevoli. Si pu\u00f2 fare un intero spettacolo, senza alcuna dissonanza, imitando le passioni sociali e piacevoli. Sarebbe al contrario uno strano spettacolo quello che consistesse interamente nell&#8217;imitazione di odio e risentimento.&#8221;<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 \u00e8 un\u2019orchestra e lo \u00e8 stata sin dai propri passi. L\u2019uomo, il <i>self-lover, <\/i>\u00e8 in grado di suonare ed accordarsi con gli altri per amare ed essere amato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo il senso di una societ\u00e0 che mira alla salubrit\u00e0, frutto di un\u2019interpretazione antica quanto oggi pi\u00f9 che mai necessaria, dove l\u2019uomo resta il perno centrale anche se rinuncia alla propria centralit\u00e0 individualista a favore di quella collettiva certamente \u00a0<i>sovrana<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso mi piace concludere citando Vito Mancuso, teologo italiano che nell&#8217;opera <i>\u201cDisputa su Dio e dintorni\u201d<\/i> \u00a0ha scritto: <i>\u201cessere un filo di indumento pi\u00f9 grande: forse \u00e8 questo il senso ultimo del mio essere. Essere me stesso, senza confondere la mia specificit\u00e0 di filo diverso da ogni altro, e insieme, per\u00f2, unirmi agli altri fili, perch\u00e8 un filo ha senso solo se si unisce ad altri fili, come una nota ha senso solo se si unisce ad altre note, come una lettera ha senso solo se si unisce ad altre lettere e cos\u00ec forma parole, e poi frasi, periodi, magari anche racconti, novelle, romanzi, poesie&#8230; Essere se stessi, ma anche legati agli altri: come la \u201ca\u201d rimane \u201ca\u201d, ma se tra due \u201ca\u201d inserisco una \u201cm\u201d ho trovato la possibilit\u00e0 di dire come mia moglie mi pensa, e ho dato un senso a due \u201ca\u201d che altrimenti, da sole, non l&#8217;avrebbero avuto\u201d.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Zappia Nell\u2019articolo pubblicato nel numero di agosto de \u201cL\u2019umanista\u201d\u00a0 ho gi\u00e0 citato la categoria pi\u00f9 saggia di uomini, quella de \u201cgli antichi\u201d, per fare un espresso richiamo alla <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,45,772],"tags":[],"class_list":["post-2285","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-economiche","category-lumanista","category-numero-di-novembre-2013"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-AR","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2285"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4359,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions\/4359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}