{"id":2293,"date":"2013-11-14T19:15:20","date_gmt":"2013-11-14T18:15:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2293"},"modified":"2016-07-31T20:36:57","modified_gmt":"2016-07-31T18:36:57","slug":"criminologia-e-criminalistica-tributaria-i-nuovi-strumenti-di-contrasto-dellevasione-e-dellelusione-fiscale-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/criminologia-e-criminalistica-tributaria-i-nuovi-strumenti-di-contrasto-dellevasione-e-dellelusione-fiscale-internazionale\/","title":{"rendered":"\u201cCriminologia e criminalistica tributaria\u201d: i nuovi strumenti di contrasto dell\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale internazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Claudio Melillo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni lo scenario riguardante l\u2019azione di contrasto dell\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale posta in essere in ambito internazionale dalle Autorit\u00e0 fiscali dei vari Paesi si \u00e8 evoluto sensibilmente. Grazie all\u2019impulso degli organismi internazionali e, in particolare, dell\u2019OCSE, \u00e8 emersa una sana e lucida consapevolezza \u2013 a lungo sottovalutata dai singoli Stati \u2013 del dilagare di una pericolosa distorsione comportamentale che, se in passato, poteva riguardare teoricamente solo alcune organizzazioni multinazionali di rilevante dimensione oggi pu\u00f2 essere ricondotta anche a quei contribuenti piccoli e medi che si rivolgono ai mercati esteri mediante operazioni di delocalizzazione complesse e forme\u00a0di pianificazione fiscale particolarmente aggressive. \u00c8\u00a0il caso di\u00a0quei soggetti \u2013 siano essi persone fisiche che imprese \u2013 che, pur essendo inseriti nel tessuto economico e produttivo nazionale, elaborano fantasiose strategie di riorganizzazione su base transfrontaliera o transnazionale, apparentemente giustificate da ragioni\u00a0economiche, ma in realt\u00e0 finalizzate a sfruttare vantaggi fiscali talvolta assai significativi, a danno dell&#8217;Erario nazionale oltre che dei loro\u00a0<em>competitors.<\/em>\u00a0Si tratta di un fenomeno che prende le mosse evidentemente dal generale e irrefrenabile desiderio di ottenere un risparmio fiscale con metodi pi\u00f9 o meno leciti ma che assai frequentemente sfocia in comportamenti patologici di tipo \u201c<em>criminale<\/em>\u201d e, dunque, punibili sotto il profilo\u00a0penale, come testimoniano i dati raccolti ogni anno dalla Guardia di Finanza e dell\u2019Agenzia delle Entrate. Tali\u00a0comportamenti sono ormai oggetto di attenzione e analisi da parte di tutti gli organi istituzionali preposti alla tutela delle entrate erariali; inoltre, la loro dimensione \u00e8 tale da giustificarne l\u2019inclusione tra i fenomeni criminali\u00a0veri e propri. \u00c8 il caso di molti Stati, tra cui l\u2019Italia, ove esiste una specifica disciplina (D.Lgs. n. 74\/2000) che prevede sanzioni di natura penale a fronte di talune condotte ben definite. Considerata la particolare rilevanza del danno prodotto da siffatti comportamenti in termini di <em>base erosion and profit shifting<\/em> (per usare un\u2019espressione utilizzata dall\u2019OCSE) e sussistendo la reale necessit\u00e0 di arginare gli effetti devastanti dell\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale internazionale \u00e8\u00a0opportuno avviare progetti di ricerca e studio \u2013 magari in seno alle universit\u00e0 \u2013 in materia di \u201c<em>criminologia e criminalistica tributaria nazionale e internazionale<\/em>\u201d. \u00c8 giunto cio\u00e8 il momento di trattare con un approccio scientifico i fenomeni di devianza sociale che portano l\u2019individuo a compiere attivit\u00e0 che configurano, a determinate condizioni, illeciti tributari di natura penale. In tal senso si pu\u00f2 definire la \u201c<em>criminologia e criminalistica tributaria<\/em>\u201d, come quel settore delle scienze criminologiche rivolte tipicamente allo studio delle principali tematiche di diritto e procedura penale che interagiscono con il diritto tributario e con la tecnica della verifica fiscale. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di descrivere e ed analizzare scientificamente gli aspetti criminologici legati ai fenomeni dell\u2019evasione fiscale (nazionale e internazionale), ponendo particolare attenzione agli effettivi contributi, in termini di prevenzione, che tale disciplina pu\u00f2 fornire oggi all\u2019interno del nostro sistema giudiziario e penal-tributario. Per ottenere un approccio efficace al problema occorre evidentemente essere esperti del settore e possedere una formazione interdisciplinare che spazia dalle nozioni economico-giuridiche di base alle competenze specialistiche di criminologia, criminalistica, diritto penale, procedura penale, psicologia, sociologia economica e cos\u00ec via. Questo consente agli operatori di agire al meglio e con cognizione di causa nel complesso contesto degli illeciti tributari aventi rilevanza penale, nell\u2019ambito del quale, a determinate condizioni, i principi propri della &#8220;<em>criminologia<\/em>&#8221; trovano concreta applicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 dotata di potenzialit\u00e0 enormi sotto questo profilo in quanto le professionalit\u00e0 e le competenze sopra descritte gi\u00e0 esistono. La Guardia di Finanza ne \u00e8 un esempio concreto in quanto, oltre ad essere un Corpo militare, \u00e8 anche un importante organo di polizia tributaria e giudiziaria, preposto ad operare nel settore tributario a tutto campo, anche quando le condotte dei contribuenti sfociano in comportamenti patologici aventi rilievo penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito del contrasto all\u2019evasione e all\u2019elusione fiscale internazionale, l\u2019Amministrazione finanziaria italiana, come \u00e8 noto, definisce ogni anno gli obiettivi principali della sua azione, fissando le linee guida da seguire nell\u2019attivit\u00e0 di verifica fiscale. Negli ultimi anni, l\u2019attenzione del Fisco italiano si \u00e8 spostata in maniera evidente sulle operazioni a carattere transfrontaliero e transnazionale, in quanto ritenute a maggior rischio dal punto di vista fiscale. Questo differente orientamento rispetto al passato \u00e8 stato indotto dal dibattito avviato dagli organismi internazionali e comunitari che si occupano, tra l\u2019altro, di questioni tributarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, ad esempio, in occasione dell&#8217;incontro del G20, svoltosi a Mosca il 19 e il 20 luglio 2013, l\u2019OCSE ha presentato il cosiddetto <em>Action Plan on Base Erosion and Profit Shifting<\/em> (BEPS), un ambizioso e lungimirante progetto di contrasto dell\u2019evasione fiscale internazionale, condiviso da numerosi Paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia che si \u00e8 reso necessario per la crescente consapevolezza, da parte dei singoli Stati, che l&#8217;erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti, trovano la loro ragion d\u2019essere nelle asimmetrie esistenti tra i vari sistemi tributari, generando quei fenomeni di \u201c<em>doppia non imposizione<\/em>\u201d che consentono a taluni soggetti di ottenere indebiti vantaggi fiscali, talvolta, attraverso condotte punibili con sanzioni di natura penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, assume particolare importanza la cooperazione internazionale tra diverse Autorit\u00e0 fiscali per lo scambio di informazioni o per lo svolgimento di verifiche simultanee. A titolo esemplificativo (e non esaustivo) \u00e8 importante segnalare il recente accordo denominato <em>Foreign Account Tax Compliance Act<\/em> (FATCA), adottato dall\u2019Italia e da altri Paesi per favorire, in base al principio di reciprocit\u00e0, lo scambio automatico di informazioni bilaterale finalizzato a favorire la<em> tax compliance<\/em> a livello internazionale e l\u2019applicazione di una legislazione condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia, sotto il profilo operativo assume notevole rilevanza anche e soprattutto l\u2019attivit\u00e0 investigativa e repressiva della Guardia di Finanza. In particolare, il \u201c<em>Nucleo Speciale Entrate<\/em>\u201d del Corpo ha messo a punto un&#8217;azione di contrasto all&#8217;evasione fiscale internazionale denominata &#8220;<em>Planet<\/em>&#8220;, che mira a colpire diverse forme di evasione perpetrate attraverso articolate e, talvolta, complesse e artificiose strutture societarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201c<em>Planet<\/em>\u201d, attualmente in corso, si pone l\u2019obiettivo di sviluppare una efficace lotta a fenomeni quali:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">la sottrazione di redditi imponibili al regime fiscale nazionale, attraverso la cosiddetta esterovestizione societaria e le residenze fiscali fittizie delle persone fisiche;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">le stabili organizzazioni \u201c<em>occulte<\/em>\u201d, materiale e personale;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il ricorso ai paradisi fiscali per erodere materia imponibile che, altrimenti, sarebbe tassata in Italia;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019uso e l\u2019abuso delle agevolazioni previste dalle direttive comunitarie \u201c<em>madre figlia<\/em>\u201d e \u201c<em>interessi e canoni<\/em>\u201d e dalle convenzioni contro le doppie imposizioni (<em>i.e.<\/em>, <em>treaty shopping<\/em>);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">la delocalizzazione dei redditi in Paesi a ridotta fiscalit\u00e0, attraverso societ\u00e0 controllate e\/o collegate (<em>i.e.<\/em>, <em>Controlled Foreign Companies<\/em>);<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">l\u2019utilizzo distorto dei <em>trust<\/em>;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">il trasferimento di utili tra societ\u00e0 ubicate in Paesi diversi e appartenenti al medesimo gruppo, attraverso politiche aggressive di <em>transfer pricing<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201c<em>Planet<\/em>\u201d \u00e8 di particolare attualit\u00e0 non solo perch\u00e8 riguarda tematiche prioritarie nelle politiche fissate dal Ministro dell\u2019Economia e delle finanze nell\u2019atto di indirizzo del 2013 ma soprattutto perch\u00e9, in un momento caratterizzato da una grave congiuntura economica come quella attuale, non risulta agevole distinguere i soggetti che, legittimamente, attuano politiche virtuose di <em>tax governance<\/em> da quelli che invece intraprendono strategie speculative di aggressive <em>tax planning<\/em> a danno dello Stato e dei loro <em>competitors<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fenomeni sopra elencati sono estremamente insidiosi in quanto non emergono evidentemente\u00a0ad una prima verifica della documentazione contabile. Ci\u00f2 impone ai verificatori di andare oltre le apparenze, interpretando gli indizi ed effettuando numerosi riscontri. Ne consegue la necessit\u00e0 per le imprese pi\u00f9 esposte al rischio di controllo\u00a0\u2013 vale a dire quelle che operano con l\u2019estero (o che intendano farlo) \u2013 di adottare idonee politiche di <em>tax governance<\/em> e di <em>tax risk management<\/em>, dotandosi strumenti di\u00a0gestione e controllo del rischio fiscale (es., <em>tax control framework<\/em>) idonei a garantire\u00a0la <em>tax compliance, <\/em>vale a dire\u00a0il pieno rispetto\u00a0delle norme fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione non \u00e8 di poco conto se si pensa che le verifiche fiscali in materia di esterovestizione, o di <em>transfer pricing<\/em>, tanto per fare esempi concreti, conducono spesso a rettifiche significative del reddito dichiarato, tali da far assumere alla condotta sottostante una rilevanza penale. Ci\u00f2, naturalmente, non implica in senso assoluto che tutte le imprese che subiscono\u00a0una rettifica significativa del reddito in ragione &#8211; per esempio &#8211;\u00a0di una presunta esterovestizione\u00a0abbiano\u00a0effettivamente evaso le imposte, poich\u00e9, data la complessit\u00e0 della disciplina fiscale dei rapporti internazionali, pu\u00f2 ben accadere che talvolta vengano adottate, sia da una parte che dall\u2019altra, decisioni fuorvianti in ragione della notevole\u00a0discrezionalit\u00e0 cui si prestano le valutazioni relative ai\u00a0predetti temi. Risulta, tuttavia, indubbio che il profilo penalistico e\u00a0criminologico insorge quando il contribuente ha la possibilit\u00e0, grazie politiche di pianificazione fiscale aggressiva, di ottenere grandi vantaggi in termini di abbattimento di imposte. Appare altres\u00ec evidente come per un contribuente spregiudicato che non teme la responsabilit\u00e0 penale sia molto pi\u00f9 facile ricorrere a\u00a0soluzioni sofisticate che producano effetti in diverse\u00a0giurisdizioni, piuttosto che agire mediante i tradizionali artifici evasivi (ben noti al Fisco) che non garantiscono vantaggi rilevanti e che possono essere agevolmente individuati dai verificatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, la \u201c<em>criminologia tributaria<\/em>\u201d potrebbe fornire risposte utili a spiegare, in termini scientifici, i meccanismi che inducono il contribuente a porre in essere taluni comportamenti <em>contra legem<\/em> aventi rilevanza penale. Ci\u00f2 consentirebbe, altres\u00ec, di programmare ogni anno una pi\u00f9 efficace azione di contrasto dell\u2019evasione fiscale internazionale, a beneficio degli esperti della Guardia di Finanza che operano nell\u2019ambito del progetto \u201c<em>Planet<\/em>\u201d e dei futuri progetti antievasione. Risulta, infatti, fondamentale per gli operatori del Fisco avere a disposizione adeguati strumenti teorici ed applicativi per operare nell&#8217;ambito criminologico e criminalistico tributario, sulla scorta di tecniche investigative aggiornate e adeguate competenze nelle metodiche riguardanti la sicurezza e la prevenzione degli illeciti tributari di natura penale, anche in ragione del fatto che, ormai, i fenomeni dell\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale non sono pi\u00f9 limitati ai rapporti interni ad un singolo Stato ma travalicano i confini nazionali e si intersecano con una complessa articolazione di flussi di difficile individuazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto \u201c<em>Planet<\/em>\u201d \u00e8 la prova di come l\u2019Amministrazione finanziaria sia in grado di calibrare efficacemente l\u2019azione investigativa e repressiva in base ad un\u2019attenta analisi del livello di rischio fiscale attribuibile a ciascuna categoria di contribuenti e ai diversi comportamenti posti in essere da questi ultimi. Di conseguenza, considerate le fattispecie evasive ed elusive pi\u00f9 diffuse, \u00e8 ragionevole pensare che i rapporti con l\u2019estero saranno sempre pi\u00f9 oggetto di interesse in sede di verifica fiscale. In questo contesto, alla luce della profonda crisi che attanaglia le imprese italiane, \u00e8 opportuno, da un lato, che i contribuenti pongano in essere politiche trasparenti <em>di tax governance<\/em> basate su adeguati modelli di <em>tax compliance<\/em> e, dall\u2019altro, che il Fisco adotti un atteggiamento equilibrato, basato sull\u2019analisi preventiva del rischio fiscale, in modo da operare preliminarmente una netta distinzione tra le diverse categorie di soggetti passivi d\u2019imposta: gli onesti, gli evasori e i criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">****<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il presente\u00a0articolo, prende il via\u00a0un ambizioso progetto di ricerca del Centro Studi di Economia e Diritto &#8211; Ce.S.E.D. sul tema della &#8220;<em>Criminologia Tributaria<\/em>&#8220;, coordinato e diretto dal sottoscritto, che trover\u00e0 spazio nell&#8217;omonima Rubrica di questa Rivista, oltre che\u00a0su un sito dedicato (<a title=\"Criminologia e Criminalistica Tributaria\" href=\"http:\/\/www.criminologiatributaria.it\" target=\"_blank\">www.criminologiatributaria.it<\/a>), e sar\u00e0 oggetto di riflessione e studio sia in ambito nazionale che internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono ammessi a partecipare al progetto, previa selezione per titoli e colloquio:<\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-size: 13px;\">Docenti, ricercatori, dottori di ricerca e laureati<\/span><span style=\"font-size: 13px;\">;<\/span><\/li>\n<li>Dipendenti della Guardia di Finanza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La richiesta di partecipazione pu\u00f2 essere redatta su carta libera e trasmessa a mezzo posta elettronica, all&#8217;indirizzo:<\/p>\n<p><a href=\"mailto:%20ricerca@economiaediritto.it\" target=\"_blank\">ricerca@economiaediritto.it<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Claudio Melillo<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Direttore Scientifico del Ce.S.E.D.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Coordinatore del progetto di ricerca sulla &#8220;<em>Criminologia Tributaria<\/em>&#8220;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"mailto:%20cmelillo@economiaediritto.it\" target=\"_blank\">cmelillo@economiaediritto.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Claudio Melillo) Negli ultimi anni lo scenario riguardante l\u2019azione di contrasto dell\u2019evasione e dell\u2019elusione fiscale posta in essere in ambito internazionale dalle Autorit\u00e0 fiscali dei vari Paesi si \u00e8 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