{"id":2628,"date":"2014-01-01T00:30:08","date_gmt":"2013-12-31T23:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2628"},"modified":"2014-03-05T08:56:02","modified_gmt":"2014-03-05T07:56:02","slug":"il-rischio-di-lungo-termine-della-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/il-rischio-di-lungo-termine-della-disoccupazione\/","title":{"rendered":"Il rischio di lungo termine della disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Alessio Rombolotti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo sei anni di crisi quelle che erano le peggiori aspettative si sono rivelate pi\u00f9 ottimistiche della realt\u00e0, se la ripresa proseguisse di questo passo l\u2019Europa torner\u00e0 alla normalit\u00e0 fra dieci anni, se tutto va bene.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto in Italia ci sono le premesse di una disoccupazione giovanile cronica. \u00c8 risaputo che un mero ritardo nell\u2019ingresso del mondo del lavoro far\u00e0 sentire a lungo i suoi effetti sulla vita professionale di una persona, in termini di minor guadagno e inferiore livello di qualificazione professionale, pensiamo quindi quale danno possa produrre una disoccupazione di lungo e lunghissimo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per diversi motivi in Italia abbiamo sempre tenuto delle alte barriere contro i giovani, ma mentre prima del 2008 una ragazza o un ragazzo potevano delineare comunque il loro percorso lavorativo, oggi appare impossibile pianificare la propria carriera. I rischi che incombono sui giovani disoccupati sono di varia natura, dalla mancanza di soldi, alla depressione, alle condizioni di disagio che affliggono intere comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi sulla disoccupazione e i suoi effetti sono abbastanza unanimi nell\u2019identificare sia le condizioni per la disoccupazione, sia le sue conseguenze, specialmente quando il lavoro manca per un lungo periodo. Seguendo la classificazione dell\u2019Urban Institute di Washington abbiamo considerato sette classi di rischio, a cui di seguito diamo una caratterizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">Declino dei Consumi<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente i livello di consumi dipende principalmente dal proprio stipendio o guadagno e dipende anche dal supporto finanziario di cui un soggetto pu\u00f2 disporre, tipicamente questo supporto arriva dalla famiglia. I nostri comportamenti sono molto influenzati anche dalle attese sul futuro e la perdita del posto di lavoro produce una riduzione dei consumi sia per effetto della mancanza di una fonte di reddito sia per effetto del timore sul futuro. Studiando le famiglie appare evidente l\u2019effetto sui consumi di un membro disoccupato, anche nelle famiglie numerose multi-reddito, ma mediamente la diminuzione dei consumi \u00e8 inferiore alla riduzione del guadagno, anche perch\u00e8 i consumi sono sostenuti da prestiti chiesti agli amici e parenti, dalla sospensione dei pagamenti rateizzati e dall\u2019utilizzo dei risparmi. All\u2019inizio si cerca di mantenere il proprio tenore di vita attingendo alle fonti disponibili, ma quando la disoccupazione si protrae nel tempo la famiglia cambia i propri comportamenti di consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. Declino del Guadagno <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando un disoccupato trova un nuovo impiego il suo stipendio sar\u00e0 sensibilmente inferiore rispetto allo stesso lavoro svolto da una persona non proveniente dalla disoccupazione. Infatti mentre una persona occupata spesso cambia posto a condizione di guadagnare di pi\u00f9, un disoccupato \u00e8 propenso ad accettare uno stipendio ridotto. Il grado di riduzione aumenta con la lunghezza del periodo di disoccupazione e spesso questa condizione di essere sotto-pagato rispetto alla media si trascina nel tempo e non sono rari i casi in cui permane fino al ritiro definitivo dalla vita lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi diventa disoccupato \u00e8 anche soggetto ad un rischio di disoccupazione futura maggiore rispetto a chi ha sempre lavorato. Questo rischio ha diverse spiegazioni, per esempio ogni nuovo lavoro richiede il superamento di un periodo di prova, un\u2019altra motivazione \u00e8 che un disoccupato \u00e8 disposto ad accettare i lavori pi\u00f9 precari, i lavori difficilmente sopportabili, i lavori offerti da soggetti inaffidabili, inoltre un periodo di disoccupazione sul proprio curriculum \u00e8 una delle ragioni per non essere nemmeno chiamati al primo colloquio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Diminuzione del Capitale Umano e Sociale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi perde l\u2019impiego, specialmente per lunghi periodi, \u00e8 soggetto a una progressiva perdita di competenza e di contatti. Soprattutto chi lavora in settori ad elevata innovazione, gi\u00e0 dopo un anno potrebbe non essere in grado di occupare la posizione che occupava in origine. In relazione a questa obsolescenza del capitale umano i lavoratori che svolgono mansioni di basso livello sono meno svantaggiati. In generale la permanenza in disoccupazione produce una svalutazione delle proprie conoscenze professionali che diminuisce il proprio capitale professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perdita del lavoro provoca anche la riduzione dei contatti sociali e spinge una persona a vivere in un ambiente meno aperto. Frustrazione, mancanza di soldi, ansia, sono alcune delle motivazioni che producono un cambiamento dell\u2019ambiente frequentato. Ovviamente questo \u00e8 un fattore che diminuisce la probabilit\u00e0 di trovare un nuovo impiego, specialmente in un paese come l\u2019Italia, dove i contatti e le conoscenze hanno grande importanza in ambito professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">4. Distacco dal Mondo del Lavoro<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo appena detto che i disoccupati di lungo periodo tendono a cambiare l\u2019ambiente che frequentano e in un certo senso tendono a isolarsi dal mondo del lavoro. Col passare del tempo nello stato di disoccupazione l\u2019ambiente in cui si muove un disoccupato avr\u00e0 sempre meno elementi in comune con l\u2019ambiente professionale, fino ad esserne completamente, o quasi, disgiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I meccanismi di queste dinamiche non sono chiari, ma \u00e8 evidente la ricerca di modi diversi di ritrarsi e ritirarsi dal mondo del lavoro, per esempio potendo usufruire di una pensione, oppure di un\u2019invalidit\u00e0 e quando possibile si cerca di affidarsi a genitori e parenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">5. Impatto sulla Salute Fisica e Mentale<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perdita del posto di lavoro influisce significativamente sulla propria salute mentale e fisica. Questo effetto \u00e8 anche confermato dal beneficio osservato quando il posto di lavoro viene recuperato. Addirittura \u00e8 stato osservato che nel primo anno di disoccupazione le persone hanno una maggiore probabilit\u00e0 di morte e la speranza di vita dei disoccupati diminuisce di circa 1.5 anni. Le cause dirette non sono identificate con chiarezza, ma sicuramente la minor disponibilit\u00e0 finanziaria determina un peggioramento dell\u2019assistenza sanitaria alla persona e all\u2019intera famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata osservata un\u2019elevata correlazione fra depressione, perdita del posto di lavoro e livello di guadagno, mentre la durata del periodo di disoccupazione non sembra che peggiori le condizioni sanitarie dell\u2019individuo, anche se sono stati osservati gruppi in cui la disoccupazione di lungo termine \u00e8 apparsa come un significativo fattore di rischio di suicidio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 importante distinguere fra l\u2019<i>evento<\/i> della perdita del posto di lavoro e lo <i>stato<\/i> di essere disoccupati. Il primo provoca un deterioramento della salute mentale, ma col passare del tempo l\u2019individuo si adatta alla nuova realt\u00e0 e in alcuni casi \u00e8 stato osservato un miglioramento sanitario attribuibile ad una maggior disponibilit\u00e0 di tempo libero. Quindi non ci sono evidenze sufficienti per sostenere che essere disoccupati, di per s\u00e9, causi patologie mentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">6. Effetti sulla Famiglia e sui Figli<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da un lato la perdita del lavoro paterno provoca chiari effetti negativi sui figli e sulla famiglia, dall\u2019altro i meccanismi di formazione di questi effetti non sono ben conosciuti. Fra gli effetti osservati, senza distinzione di sesso, c\u2019\u00e8 la riduzione del peso alla nascita dei figli, il rendimento scolastico e il livello di istruzione raggiunto.\u00a0 In media le mamme perdono la loro serenit\u00e0 quando il marito perde il posto di lavoro e i livelli di ansia e stress aumentano in tutti i membri della famiglia, provocando stati depressivi e difficolt\u00e0 di interazione fra gli individui. Altri effetti famigliari riportati in diversi studi sono la diminuzione dei tassi di fertilit\u00e0 e l\u2019aumento di separazioni e divorzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">7. Effetti sulla Comunit\u00e0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando alti tassi di disoccupazione si protraggono nel tempo possono distruggere comunit\u00e0 intere per effetto dei cambiamenti nei comportamenti dei membri della comunit\u00e0, cambiamenti indotti dalle attese sul futuro. I soggetti che rimangono disoccupati a lungo tendono a intrattenere rapporti con persone che stanno vivendo la stessa situazione, in questi contesti le strutture famigliari sono sottoposte a forte stress ed \u00e8 facile che le tipologie di relazioni che tradizionalmente tengono insieme i diversi membri della famiglia si dissolvano. Tutti hanno sotto gli occhi le immagini di alcuni quartieri periferici di grandi citt\u00e0, un quartiere in cui \u00e8 presente un\u2019elevata disoccupazione diventa esso stesso un fattore di povert\u00e0 persistente, in altri termini una persona che nasce e cresce in questi ambienti \u00e8 una persona soggetta a molte delle condizioni che determinano precariet\u00e0 e arretratezza professionale ed economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati fatti numerosi studi per identificare le conseguenze della disoccupazione, specialmente quella di lunga durata. Gli effetti discussi in questo articolo sono stati spesso confermati e alcune volte sono stati smentiti, ovviamente le risposte e i comportamenti dipendono dagli specifici contesti e quindi \u00e8 logico che vi siano casi in cui la disoccupazione di lungo termine non abbia prodotto gli effetti riscontrati in altre situazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data questa avvertenza mi sento di sostenere che quando si rimane disoccupati ci si rende conto che l\u2019uomo \u00e8 fatto per lavorare. Il lavoro non \u00e8 solamente un\u2019attivit\u00e0 di sostentamento, ma per un essere umano \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 quasi fisiologica e parlando del rischio che pone la disoccupazione il mio primo pensiero \u00e8 rivolto ai singoli individui. Prima della comunit\u00e0 o della popolazione sono le persone, nella loro solitudine, che subiscono le conseguenze drammatiche della mancanza di lavoro. Ma il rischio pi\u00f9 grave per una nazione che mantiene un\u2019alta disoccupazione cronica, soprattutto giovanile, \u00e8 rappresentato dal tempo necessario a tornare ai livelli di occupazione definibili <i>normali<\/i>. Mentre la disoccupazione congiunturale si risolve creando lavoro, quindi lungo l\u2019arco di un biennio le condizioni lavorative possono migliorare sensibilmente, la disoccupazione cronica fa perdere progressivamente i contatti e le competenze adeguate per poter lavorare in un modello di economia in continua evoluzione, e anche chi riesce ad uscire da questa condizione sar\u00e0 sempre, o quasi, in una posizione precaria. Se l\u2019economia italiana mantenesse ancora per qualche anno un tasso di crescita vicino allo zero e le barriere per i giovani restassero alte, un gran numero di ragazzi potrebbero trovarsi ad assumere il loro primo vero impiego ben oltre i trent\u2019anni di et\u00e0. Questi ragazzi subiranno gli effetti di lungo periodo che li manterranno in una condizione di arretratezza professionale, economica e sociale. Ora, possiamo chiederci cosa farebbe una nazione se per ipotesi una grande porzione della propria forza lavoro non fosse adatta all\u2019attuale modello economico. Ecco, abbiamo tanti esempi e tanti gradi di emarginazione di intere classi sociali, i giovani italiani disoccupati di oggi hanno davanti a loro questa eventualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessio Rombolotti Dopo sei anni di crisi quelle che erano le peggiori aspettative si sono rivelate pi\u00f9 ottimistiche della realt\u00e0, se la ripresa proseguisse di questo passo l\u2019Europa torner\u00e0 <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,769,53],"tags":[150,200,270,349,564,581],"class_list":["post-2628","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-economiche","category-numero-di-gennaio-2014","category-risk-management","tag-capitale-umano","tag-consumi","tag-disoccupazione","tag-guadagno","tag-rischio-di-lungo-termine","tag-salute"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-Go","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2628"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2628\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4087,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2628\/revisions\/4087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}