{"id":2654,"date":"2014-01-01T00:40:25","date_gmt":"2013-12-31T23:40:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2654"},"modified":"2014-03-05T08:55:19","modified_gmt":"2014-03-05T07:55:19","slug":"la-pietas-di-j-j-rousseau-possibile-fondamento-della-condivisione-di-koki-tanaka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-pietas-di-j-j-rousseau-possibile-fondamento-della-condivisione-di-koki-tanaka\/","title":{"rendered":"La pietas di J. J. Rousseau: possibile fondamento della soggezione rispetto alle norme e della &quot;condivisione&quot; di Koki Tanaka"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Francesco Zappia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di <i>Catastrofe<\/i> \u00a0trattato il mese scorso ne <i>\u201cL\u2019Umanista\u201d <\/i>, ma in questa sede inteso per come rivisitato dall\u2019arte quale idonea forma espressiva degli effetti che un vero e proprio evento catastrofico possa far gravare sull\u2019uomo e sulla collettivit\u00e0, assume il carattere di premessa rispetto ai comportamenti che gli individui pongono in essere se colpiti, ad esempio, da un fenomeno calamitoso.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto di riferimento \u00e8 il Giappone colpito dal terremoto dell\u201911 marzo 2011 di cui tutti noi abbiamo conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della 55ma Biennale d\u2019Arte di Venezia, l\u2019artista giapponese <i>Koki Tanaka<\/i> ha inscenato, presso il padiglione Giapponese, <i>\u201cIl dialogare astratto \u2013 condividere azioni indeterminate e collettive\u201d<\/i>, una serie di progetti collettivi (<i>precarious tasks<\/i>)<i>,<\/i> tutti audiovisivi e rappresentativi di come creativamente pi\u00f9 individui condividono il medesimo atto o fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una delle rappresentazioni, <i>\u201cA pottery produced by 5 potters at once (silent attempt)\u201d,<\/i> la nota dell\u2019artista riporta:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cSe la nostra vita fosse messa a soqquadro da un disastro naturale o da altri eventi al di fuori del nostro controllo, ci ritroveremmo con l\u2019opzione di scegliere tra assumere decisioni individuali a nostro personale vantaggio e cercare invece di sopravvivere attraverso l\u2019aiuto reciproco con chi ci sta vicino. Credo che la collaborazione tra individui sia un tema fondamentale della nostra societ\u00e0. Le nostre vite si basano sul lavoro svolto da altri individui; hanno come fondamenta l\u2019accumulazione di svariate forme di collaborazione tra persone diverse. Quando andiamo in ufficio o in fabbrica, oppure anche quando incontriamo i nostri vicini, collaboriamo, patteggiamo e negoziamo. La collaborazione \u00e8 il nostro quotidiano. Per questa serie di progetti ho voluto identificare alcuni momenti \/ processi puramente collaborativi nell\u2019ambito delle nostre attivit\u00e0 quotidiane. Ho ritenuto che essi possano essere rilevabili soprattutto in atti come tagliare i capelli, suonare il piano, scrivere poesie e produrre ceramiche. Lavorare la ceramica \u00e8 un processo che si svolge in silenzio\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conclude, poi, scrivendo:<i> \u201cIn questo processo, gli uni e gli altri si dimenticano di s\u00e8 stessi. Nel luogo in cui si svolge l\u2019azione, ognuno si concentra su un solo gesto: un momento di azione cooperativa\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 del contenuto e dello spessore\/valore artistico, ci\u00f2 che appare evidente \u00e8 la modalit\u00e0 secondo cui un popolo (giapponese, nella fattispecie) possa riuscire ad autocontrollarsi ed autogovernarsi in determinate situazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sapere come comportarsi, l\u2019osservanza di precise regole e, dunque, l\u2019assumere individualmente un comportamento che nel complesso rispetti l\u2019ordine sociale (anche e soprattutto in condizioni di collettiva difficolt\u00e0), son tutti elementi grazie ai quali \u00e8 possibile ottenere una via di uscita da qualsiasi emergenza (posto che le regole da seguire siano quantomeno funzionali alla soluzione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, la decisione individuale infallibile \u00e8, per l\u2019<i>insieme<\/i> sociale, quella di rispettare pedissequamente le regole di condotta, cos\u00ec da poter essere partecipi di un\u2019identit\u00e0 collettiva che abbia come base fondamentale la cooperazione tra singoli individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto, concentrarsi <i>\u201csu un solo gesto: un momento di azione cooperativa\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive il <i>Prof. Alessandro G. Gervini<\/i> (Letteratura giapponese, Waseda University &#8211; Tokyo) in <i>\u201cI giapponesi giudicano se stessi e gli altri in base alle categorie di <\/i><i>&lt;&lt; <\/i><i>autocontrollo<\/i><i>&gt;&gt;<\/i><i>\u00a0 e <\/i><i>&lt;&lt; <\/i><i>autogoverno<\/i><i>&gt;&gt;<\/i><i>: \u201cIn un Paese in cui l\u2019identit\u00e0 nazionale si forma soprattutto attraverso il gruppo, piuttosto che il singolo, anche in situazioni di emergenza estrema \u00e8 importante non uscire dai propri spazi, rispettare le regole. Soltanto cos\u00ec \u00e8 possibile mantenere l\u2019ordine sociale e conservare la propria identit\u00e0\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, una condizione di emergenza \u00e8 un fatto topico per la generazione della necessaria consapevolezza dell\u2019uomo di dover riconoscersi in un\u2019identit\u00e0 collettiva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Jean Jacques Rousseau<\/i> (Ginevra, 28 giugno 1712 \u2013 Ermenonville, 2 luglio 1778), nella sua opera <i>\u201cDiscorso sull\u2019origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini\u201d <\/i>, \u201cdecostruisce\u201d l\u2019<i>uomo sociale, <\/i>a ritroso, dunque, ricavando l\u2019<i>uomo naturale<\/i> e analizzandolo, se si pu\u00f2 dire, sin dalla sua fase di isolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli mette in evidenza come, sebbene l\u2019<i>uomo naturale <\/i>vivesse agiatamente nella sua condizione, appunto, naturale (nello stato di natura), rest\u00f2 comunque soggetto alla progressiva necessit\u00e0 di avvicinamento ai suoi simili:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cimmaginate una primavera perpetua sulla terra; immaginate ovunque acqua, bestiame, pascoli: immaginate gli uomini, uscenti dalle mani della natura, dispersi in un mondo come questo: non vedo come essi avrebbero mai rinunciato alla loro libert\u00e0 primitiva e abbandonato la vita isolata e pastorale cos\u00ec conveniente alla loro indolenza naturale, per imporsi, senza necessit\u00e0, la schiavit\u00f9, i lavori, le miserie inseparabili dallo stato sociale\u201d\u2026\u201dIn questa et\u00e0 felice, ove nulla scandiva le ore, nulla obbligava a contarle; il tempo non aveva altra misura che il divertimento e la noia. All&#8217;ombra di vecchie querce, trionfanti degli anni, un&#8217;ardente giovinezza dimentic\u00f2 gradualmente la propria ferocia, ci si familiarizz\u00f2 a poco a poco gli uni con gli altri; sforzandosi di farsi capire, si impar\u00f2 a spiegarsi. Qui si fecero le prime feste; i piedi saltellavano di gioia, il gesto sollecito non bastava pi\u00f9, la voce l&#8217;accompagnava con toni appassionati, il piacere e il desiderio, confusi insieme, si facevano sentire a loro volta\u201d <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli uomini \u2013 lasciandosi alle spalle <i>autoconservazione e piet\u00e0 <\/i>(tratti comuni che legano l\u2019<i>uomo naturale <\/i>all\u2019animale) ed anche colpiti\u00a0 da eventi naturali, straordinari e catastrofici \u2013 si avvicinano e fondano le prime societ\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cCos\u00ec, per quanto gli uomini fossero divenuti meno tolleranti, e la piet\u00e0 naturale avesse gi\u00e0 sofferto qualche alterazione, questo periodo dello sviluppo delle facolt\u00e0 umane, tenendo un giusto mezzo fra l&#8217;indolenza dello stato primitivo e la petulante attivit\u00e0 del nostro amor proprio, <\/i>[dovette esser l&#8217;epoca pi\u00f9 felice e durevole]<i>. Pi\u00f9 ci si pensa, pi\u00f9 si trova che questo stato era il meno soggetto a rivoluzioni, il migliore per l&#8217;uomo, <\/i>[che ha dovuto uscirne solo per qualche funesto caso]<i>, che per l&#8217;utilit\u00e0 comune non avrebbe dovuto mai sopravvenire\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta della metallurgia, addirittura, fu probabilmente possibile solo grazie alla <i>\u201ccircostanza straordinaria di qualche vulcano che, vomitando materie metalliche in fusione, avr\u00e0 dato agli osservatori l&#8217;idea di imitare questa operazione naturale\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importante \u00e8 comprendere come una simile ricostruzione, che delinea il passaggio dall\u2019<i>uomo naturale <\/i>all\u2019<i>uomo sociale<\/i>, veda il proprio principio attivo nella passione generata dalla <i>necessit\u00e0<\/i> dell\u2019uomo di sopravvivere, dalla reazione ingenerata dall\u2019insorgere di difficolt\u00e0 estreme derivanti, ad esempio, da fenomeni naturali che inevitabilmente portano l\u2019uomo stesso a doversi ingegnare e partorire idee e passione per \u00a0l\u2019avvicinamento agli altri simili. Per poi, passo dopo passo, confrontarsi con essi sino a sviluppare empatia e riconoscimento di un codice di condotta vantaggioso per la sicurezza e l\u2019ordine collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 sempre meno distanti, cos\u00ec, dalla formazione del valore\/dovere del rispetto delle regole all\u2019interno di un gruppo costituito paragonabile, anche se certamente ancora troppo \u201cpreistorico\u201d, alla <i>gemeinschaft <\/i>del sociologo tedesco Ferdinand T\u00f6nnies.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La virt\u00f9 della collaborazione tra individui, auspicata da <i>Koki Tanaka<\/i> quale <i>\u201ctema fondamentale della nostra societ\u00e0\u201d<\/i>, \u00e8 strettamente connessa alla presenza, nell\u2019essenza umana, del <i>sintomo della necessit\u00e0<\/i> (evidentemente individuale, se ci riferiamo allo stato di isolamento dell&#8217;uomo) connaturata allo stato <i>naturale<\/i>\u00a0 dell\u2019uomo di <i>Rousseau<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 caratterizza l\u2019essenza umana gi\u00e0 nello <i>stato di <\/i><em>natura<\/em>, dunque in epoca antecedente rispetto alla successiva fase durante la quale si assiste alla generazione ed evoluzione della moralit\u00e0 dell\u2019uomo stesso (l\u2019<i>uomo naturale<\/i> di <i>Rousseau<\/i>, sebbene <i>perfettibile<\/i> e dissociato dal regno animale, non diviene socievole, morale, <i>\u201cun animale ragionevole, il re degli altri animali e l&#8217;immagine di Dio sulla terra\u201d<\/i>, se non grazie alla \u201c<i>mutua frequentazione\u201d <\/i>con altri individui durante la quale sviluppa \u201c<i>le pi\u00f9 sublimi facolt\u00e0\u201d, \u201cil canto e la danza, le idee della stima e dell&#8217;onore e con queste i primi elementi della persona sociale\u201d<\/i> ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valore della collaborazione, dunque, scaturente da una sorta di <i>deja vu<\/i> (forse qui termine improprio) che \u201cconnette\u201d l\u2019uomo sociale al suo stato naturale (dunque, pre-sociale) in cui alberga l<i>\u2019amor di s\u00e9 stesso <\/i>che, pur essendo tipico dello <i>stato di natura<\/i> (a differenza dell\u2019<i>amor proprio <\/i>che \u00e8 tipico dell\u2019<i>uomo sociale<\/i>), travalica questo stesso stato perch\u00e9 <i>\u201cdiretto <\/i>[l\u2019amor di s\u00e9 stesso] <i>nell&#8217;uomo dalla ragione e modificato dalla piet\u00e0, produce l&#8217;umanit\u00e0 e la virt\u00f9\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe infondato, anzi a questo punto diviene necessario, scorgere un diretto collegamento tra il sentimento della <i>pietas<\/i> ed il valore\/dovere (ed auspicabile risultato) della collaborazione tra individui. Il riferimento alla piet\u00e0 \u00e8, dunque fondamentale! Essa \u00e8 per <i>Rousseau<\/i> <i>\u201cun altro principio, che Hobbes non ha scorto, e che, essendo stato dato all&#8217;uomo per mitigare in talune circostanze la ferocia del suo amor proprio <\/i>[tipico dello stato sociale] <i>o il desiderio della conservazione anteriore al sorgere di questo amore, tempera l&#8217;ardore ch&#8217;egli ha pel suo benessere con una ripugnanza innata a veder soffrire il proprio simile\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso di <i>livellamento <\/i>tra uomini che trasmettono sia il costante richiamo alla <i>pietas<\/i>, sia, dunque, il valore attribuito alla <i>necessit\u00e0, <\/i>si traduce in una spontanea disposizione (che diviene, poi, senso civico individuale che a sua volta si cristallizza nella <i>societ\u00e0 <\/i>come macro-contesto) all\u2019assoggettamento alle regole, alle norme, ad un codice di condotta comune, valido e socialmente efficace (per affrontare situazioni catastrofiche e di estrema emergenza, sia per rispettare\/raggiungere quotidianamente il bene comune funzionale al rispetto delle necessit\u00e0 collettive).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente, si pu\u00f2 affermare che il valore e l\u2019efficacia, ad esempio, delle norme che nei disparati ambiti regolano la vita degli uomini ed i loro rapporti, cresce quanto pi\u00f9 elevato \u00e8 il comune riconoscimento, in capo alla norma stessa, della sua capacit\u00e0 di stabilire un comportamento condiviso secondo i valori presenti all&#8217;interno di un gruppo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto passando necessariamente attraverso il riconoscimento della condizione di eguaglianza gli uni rispetto agli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un caso, a mio modo di vedere, se <i>Rousseau<\/i> proprio grazie all&#8217;assenza di nozioni quali <i>tuo<\/i> o <i>mio<\/i> (lo stato <i>pre-sociale<\/i> e tutti relativi\u00a0 valori dell\u2019<i>uomo naturale <\/i>&#8211; la <i>pietas<\/i> per prima &#8211; sono ancora fatti salvi dall\u2019intervento dell\u2019istituzione della propriet\u00e0), ha attribuito alla piet\u00e0 la sua piena funzione moderatrice dell&#8217;istinto conservativo individuale del tutto a favore di quello della specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quale migliore occasione, per considerarsi tutti uguali, se non dinnanzi alla necessit\u00e0 scaturente da un comune disagio? Forse, soprattutto oggi, per l\u2019<i>uomo sociale <\/i>\u00e8 l\u2019unico modo per sviluppare l\u2019attitudine, per dirla alla maniera dell\u2019artista giapponese <i>Koki Tanaka<\/i>, ad un&#8217;infallibile propensione all\u2019 <i>\u201caiuto reciproco con chi ci sta vicino\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed oggi anche <i>Jean Jacques Rousseau<\/i> avrebbe approvato!<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Zappia Il concetto di Catastrofe \u00a0trattato il mese scorso ne \u201cL\u2019Umanista\u201d , ma in questa sede inteso per come rivisitato dall\u2019arte quale idonea forma espressiva degli effetti che <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,45,769],"tags":[],"class_list":["post-2654","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-economiche","category-lumanista","category-numero-di-gennaio-2014"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-GO","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2654"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3917,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2654\/revisions\/3917"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}