{"id":2839,"date":"2014-02-01T00:07:08","date_gmt":"2014-01-31T23:07:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2839"},"modified":"2014-03-05T08:48:31","modified_gmt":"2014-03-05T07:48:31","slug":"costi-di-transazione-e-efficienza-del-mercato-dellarte-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/costi-di-transazione-e-efficienza-del-mercato-dellarte-contemporanea\/","title":{"rendered":"Costi di transazione e efficienza del mercato dell&#8217;arte contemporanea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di\u00a0 Marco Guenzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3682\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/costi-di-transazione-e-efficienza-del-mercato-dellarte-contemporanea\/arte-contemporanea\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?fit=500%2C333&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,333\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"arte-contemporanea\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?fit=300%2C199&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?fit=500%2C333&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignright size-medium wp-image-3682\" style=\"border: 1px solid black;\" alt=\"arte-contemporanea\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea-300x199.jpg?resize=300%2C199\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?resize=300%2C199&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?resize=100%2C65&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nel primo articolo di questa rubrica, studiando le caratteristiche dell\u2019arte in quanto bene di scambio, si \u00e8 avuto modo di vedere come l\u2019opera d\u2019arte (visiva) si differenzi dalle altre forme artistiche per cui vige il diritto d\u2019autore (come ad esempio la musica, la letteratura, il cinema, il teatro) per due sue propriet\u00e0 intrinseche, e cio\u00e8 per il fatto di essere: a) un bene unico (tranne nel caso di opere riproducibili come stampe, fotografia e video, che per\u00f2 hanno in genere un numero limitato di copie); b) un bene durevole (fanno eccezione le performance e talune installazioni)<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> e in quanto tale forma di investimento soggetta allo scambio non solo in un mercato primario, ma anche in uno secondario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio per queste sue caratteristiche di unicit\u00e0 e durevolezza l\u2019opera d\u2019arte, sempre restando in un ottica di tipo economico, pu\u00f2 essere accostata ai beni immobiliari. Ma il parallelismo non si ferma qui. Sia l\u2019arte che gli immobili posseggono una doppia natura: infatti, da una parte consistono in un bene di consumo (<i>art service\/housing service<\/i>), fruibile da parte di chi ne fa uso (lo spettatore\/l\u2019inquilino); dall\u2019altra possono essere considerati anche come forme di investimento, in quanto conservano un valore scambiabile sul mercato (<i>art stock\/housing stock<\/i>) che fa capo alla propriet\u00e0 del bene<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. <i>Art service<\/i> e <i>art stock<\/i> non necessariamente devono far capo allo stesso soggetto: se i collezionisti detengono l\u2019<i>art stock <\/i>e nello stesso tempo utilizzano l\u2019<i>art service <\/i>per se stessi, i musei invece possono essere al limite visti come dei proprietari che \u201caffittano\u201d il bene arte<i> <\/i>agli spettatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo parallelismo diventa interessante se andiamo a paragonare le strutture dei due mercati. Un importante indice per valutare il grado di trasparenza e di efficienza di un mercato \u00e8 rappresentato dal livello dei costi di transazione<a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, quei costi cio\u00e8 che sorgono nel far funzionare il mercato stesso, e che possiamo ricondurre, in gran parte, ai costi di mediazione<a title=\"\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si va ad esaminare in Italia il livello dei costi di transazione per un immobile, bench\u00e9 essi siano notevolmente pi\u00f9 alti della media degli altri paesi OCSE<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>, questi si aggirano per le spese di mediazione intorno al 6% del valore dell\u2019immobile (3% a carico di ogni controparte), pi\u00f9 i vari oneri notarili e imposte di registro, ipotecarie e catastali: generalmente il totale dei costi di transazione immobiliari non supera il 12% del valore della contrattazione. Nel mercato dell\u2019arte invece, la quota del prezzo di compravendita pattuito spettante alla mediazione delle gallerie sul mercato primario non \u00e8 raro che arrivi al 50%, e in alcune occasioni persino al 70%<a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>, mentre nel mercato secondario l\u2019onorario delle case d\u2019aste si attesta tra il 20 e il 35%<a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. Sulle transazioni sul mercato secondario inoltre grava a carico degli acquirenti anche il diritto di seguito (o <i>droit de suite<\/i>), un\u2019applicazione del diritto d\u2019autore a favore degli artisti, con percentuali che vanno dallo 0,25 al 4% a seconda degli importi<a title=\"\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si fa un parallelo con l\u2019altro grande mercato degli investimenti, quello finanziario, decisamente pi\u00f9 trasparente ed efficiente poich\u00e9 basato essenzialmente su tecnologie telematiche, lo scarto \u00e8 ancora pi\u00f9 forte: sul mercato azionario ad esempio per la mediazione di compravendita di un\u2019azione la commissione in genere non supera sul mercato secondario lo 0,2% del valore della transazione. Nel computo dei costi di transazione per i titoli in valuta diversa (su <i>FOREX, Foreign Exchange Market<\/i>) si deve aggiungere il differenziale tra prezzi vendita (<i>ask <\/i>o lettera) e di acquisto (<i>bid<\/i> o denaro) praticati dagli intermediari, che pu\u00f2 andare dallo 0,1% fino a importi decisamente pi\u00f9 elevati (a seconda del <i>broker<\/i>, della valuta o del titolo). Il differenziale si applica anche per i titoli acquistati fuori dai mercati regolamentati (su <i>OTC<\/i>, <i>Over The Counter Market<\/i>), in sostituzione per\u00f2 delle commissioni di compravendita. Mediamente l\u2019insieme complessivo dei costi di transazione per una compravendita azionaria \u00e8 decisamente inferiore all\u20191%<a title=\"\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. Sul mercato primario il livello di tali costi, che nella fattispecie corrispondono alle spese di quotazione di un titolo in borsa, \u00e8 considerevolmente pi\u00f9 alto, comprendendo l\u2019onorario di un <i>global coordinator<\/i>, di un <i>financial advisor<\/i>, le spese legali, i costi di comunicazione e le imposte e i <i>fee<\/i> istituzionali. Esso comunque \u00e8 per lo pi\u00f9 compreso tra il 3,5 e il 7% del valore della quotazione<a title=\"\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a>. Rispetto a tali dati non si discostano per ordine di grandezza quelli relativi ai titoli obbligazionari, ai fondi di investimento, e alle altre attivit\u00e0 finanziarie<a title=\"\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alto livello dei costi di transazione \u00e8 un fenomeno negativo per il mercato dell\u2019arte contemporanea: esso oltre ad essere indice dell\u2019inefficienza e della poca trasparenza del mercato, ha come diretta conseguenza quella di gravare sui ricavi degli artisti, erodendoli, e sui prezzi di vendita pagati dai collezionisti, aumentandoli<a title=\"\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a>. Inoltre abbassa il numero di scambi tra le controparti, rendendo l\u2019investimento in arte particolarmente illiquido e quindi, <i>ceteris paribus<\/i>, pi\u00f9 rischioso e meno appetibile rispetto ad <i>asset <\/i>alternativi. Si rende quindi auspicabile un intervento pubblico che vada nella direzione di sanare questa situazione<a title=\"\" href=\"#_ftn13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cosa \u00e8 dovuto allora un livello cos\u00ec elevato dei costi di intermediazione in rapporto agli altri mercati? In parte questo fenomeno forse pu\u00f2 venire a dipendere dalle maggiori spese (in relazione al volume d\u2019affari) delle gallerie e case d\u2019aste rispetto ad agenti immobiliari e intermediari finanziari. Sicuramente infatti l\u2019attivit\u00e0 di mediazione sul mercato dell\u2019arte risulta pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 ampia, includendo competenze organizzative e culturali<a title=\"\" href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>. Tuttavia questa spiegazione da sola non risulta essere pienamente convincente: probabilmente la maggiore causa di tale livello dei costi di transazione risiede nella struttura intrinseca dei diversi mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuando con il parallelo fra immobili e opere d\u2019arte per quanto riguarda il loro aspetto di beni unici ed eterogenei, se si vanno a considerare le caratteristiche di un edificio che ne determinano il valore (al metro quadro), si trova in primo luogo la sua collocazione geografica (<i>location<\/i>). Per quanto riguarda un\u2019opera d\u2019arte la caratteristica che <i>in primis<\/i> ne determina il valore \u00e8 sicuramente data dall\u2019artista che l\u2019ha eseguita<a title=\"\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo porta a differenti conseguenze: mentre la collocazione geografica \u00e8 una caratteristica di facile identificazione da parte della domanda (il compratore sceglier\u00e0 un immobile in base alle sue esigenze, ad esempio in modo da raggiungere facilmente il luogo di lavoro), la scelta di apprezzare un artista piuttosto che di un altro \u00e8 oggi, nella maggioranza dei casi, una scelta intermediata dal \u201csistema dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il \u201csistema dell\u2019arte\u201d (e con questo termine si intende principalmente l\u2019attivit\u00e0 di un piccolo gruppo di influenti gallerie, case d\u2019aste, musei, curatori, critici, artisti, collezionisti e investitori) che determina la visibilit\u00e0 e il valore del lavoro di un artista sul mercato. Il mercato dell\u2019arte risulta essere dunque \u201cintermediato\u201d (e quindi non trasparente), in quanto non vi vige propriamente la legge della domanda e dell\u2019offerta, ma \u00e8 pilotato nelle sue scelte dagli operatori professionisti che vi operano. Al contrario di campi come la letteratura, la musica, il teatro, il cinema, dove vige un principio \u201cdemocratico\u201d del successo, determinato dal giudizio diretto del pubblico, nel settore delle arti visive invece quest\u2019ultimo \u00e8 quasi ininfluente, evidentemente non ritenuto capace (o all\u2019altezza) di capire gli sviluppi dell\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tale aspetto, e cio\u00e8 sul fatto che sia giustificabile che un circoscritto numero di individui, seppur profondi conoscitori della materia (ma purtroppo anche con interessi sia di parte sia di casta), determinino le scelte e condizionino i gusti del pubblico, si pu\u00f2 aprire un ampio dibattito, che per\u00f2 non si intende al momento affrontare in questa sede. E\u2019 lecito per\u00f2 domandarsi: perch\u00e9 \u00e8 nato e come funziona questo sistema? Come \u00e8 connesso con l\u2019altissimo livello dei costi di transazione e la scarsa trasparenza del mercato dell\u2019arte? E quale \u00e8 l\u2019influenza che esso ha sull\u2019andamento dei prezzi di un\u2019opera? Di queste questioni ci si occuper\u00e0 in dettaglio negli articoli a seguire.<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Nel caso delle performance e di installazioni temporanee non trasportabili (si pensi ai lavori di Christo), ci\u00f2 che assume valore ed \u00e8 scambiabile sul mercato non \u00e8 l\u2019opera d\u2019arte in s\u00e9, ma tutto ci\u00f2 che la rappresenta o ne \u00e8 testimone (un disegno,una fotografia, un video, un oggetto o materiale utilizzato..).<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Per quanto riguarda i beni immobili cfr. Olsen, E.O. (1969), A competitive theory of the housing market, <i>American Economic Review<\/i>, Vol. 59, pp. 612\u2013622.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Williamson O.E. (1987), <i>Le istituzioni economiche del capitalismo. Imprese, mercati, rapporti contrattuali<\/i>, Milano, Franco Angeli.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Pi\u00f9 specificatamente i costi di transazione fanno riferimento alle attivit\u00e0 di ricerca delle informazioni per la ricerca della controparte, di negoziazione della compravendita e della messa in atto della transazione da un punto di vista legale.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> OECD (2011), Housing and the Economy: Policies for Renovation, in<i> Economic Policy Reforms 2011, Going for Growth<\/i>, OECD Publishing, http:\/\/www.oecd.org\/newsroom\/46917384.pdf.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Tra artista e gallerista \u00e8 inevitabile vi sia un conflitto di interessi legato alla spartizione del valore dell\u2019opera. La rilevanza delle commissioni di intermediazione in genere dipende dal potere contrattuale delle controparti. Gli artisti ai loro esordi in genere sono obbligati a sottostare alle condizioni imposte dalle gallerie, pur di trovare qualcuno che li rappresenti. Gli artisti di successo invece riescono a spuntare alle gallerie condizioni pi\u00f9 favorevoli, che possono scendere in rari casi anche sotto il 30%. Diverso tuttavia \u00e8 il caso in cui le gallerie si impegnino a comprare (senza mandato) all\u2019artista l\u2019opera ad un prezzo pattuito e la rivendano successivamente; oppure la circostanza in cui esse paghino una sorta di stipendio in cambio dell\u2019attivit\u00e0 produttiva dell\u2019artista, fissata contrattualmente. In tal caso le gallerie si assumono per intero il rischio di vendita: non si tratta quindi di una commissione di mediazione (e quindi un costo di transazione), ma di un utile per attivit\u00e0 di commercializzazione, che \u00e8 normale sia di una certa consistenza.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Nel caso delle case d\u2019aste la commissione a carico dell\u2019acquirente \u00e8 pubblica e dipende dal valore del bene. In genere le commissioni d\u2019acquisto (meglio chiamate premi) variano dal 10-15% (per importi molto consistenti) fino al 25% (per piccole cifre) (Thomson D. (2009), <i>Lo Squalo Da 12 Milioni Di Dollari: La Bizzarra E Sorprendente Economia Dell&#8217;arte Contemporanea<\/i>, Milano, Mondadori). Per un riferimento sulle commissioni d\u2019asta dal 1975 al 2009 cfr. Horovitz N. (2011), <i>Art of the Deal, Contemporary Art in a Global Financial Market<\/i>, pp. 172-173, Princeton, Princeton University Press \u00a0e O. Ashenfelter &#8211; K. Graddy (2011), Art Auctions, in R. Towse (a cura di), <i>A handbook of Cultural Economics<\/i>, Cheltenham, Edward Helgar. Le commissioni a carico del venditore invece sono contrattabili e si aggirano in genere intorno al 10% (sebbene questi dati non siano mai ufficiali). E\u2019 da notare che nel caso delle gallerie il costo della mediazione \u00e8 completamente a carico del venditore, mentre per le case d\u2019aste esso grava maggiormente su chi compra.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Cfr. Pirrelli M. &#8211; Barril\u00e0 S. (2011), Dove conviene comprare? Confronto del tax rate in 20 paesi del mondo, in <i>ArtEconomy24, Plus24<\/i>, supplemento de <i>Il Sole 24Ore<\/i> del 29 gennaio 2011.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Secondo la <i>transaction cost analysis<\/i>, ITG (2013), <i>ITG Peer analysis<\/i>, <i>Global cost review Q1\/2013, <\/i>ITG Publishing<i>, <\/i>http:\/\/www.itg.com\/marketing\/ITG_GlobalCostReview_Q12013_20130725.pdf<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> C. Berretti &#8211; F. Di Massa &#8211; A. Farina &#8211; E. Orsini &#8211; E. Pellizzoni (2002), <i>Attivit\u00e0, tempi e costi del processo di quotazione: un\u2019analisi per il periodo 1999-2001<\/i>, Borsa Italiana,<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.borsaitaliana.it\/old\/pdf\/it\/servizi\/pubblicazioni\/costiquot6027.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Click to access costiquot6027.pdf<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Cfr. www.borsaitaliana.it<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> I costi di transazione vanno incidere sulla domanda e sull\u2019offerta in misura diversa in base alla misura della loro elasticit\u00e0 rispetto al prezzo.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Per una disamina di come abbassare i costi di transazione per mezzo di politiche economiche e fiscali cfr. M. Guenzi (2013), Il mercato dell\u2019arte contemporanea: politiche economiche, fiscali e diritto di seguito, in G. Negri-Clementi &#8211; S. Stabile<i> <\/i>(a cura di)<i>, Il diritto dell\u2019arte, La circolazione delle opere d\u2019arte<\/i>, Ginevra-Milano, Skira.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> E\u2019 giusto che il contributo del gallerista sia remunerato se questo \u00e8 volto alla valorizzazione dell\u2019artista e delle sue opere, poich\u00e9 egli investe in reputazione e quindi crea un valore aggiunto. Ci\u00f2 giustifica i maggiori margini di mediazione delle gallerie rispetto alle case d\u2019aste, nonostante queste abbiano comunque funzioni accessorie alla vendita quali la promozione dell\u2019evento, il trasporto, lo stoccaggio e la consegna, la verifica dell\u2019autenticit\u00e0 della provenienza delle opere nonch\u00e9 della solvibilit\u00e0 degli acquirenti (Thomson D. (2009), <i>op. cit.<\/i>).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Velthuis O. (2005), <i>Talking Prices: Symbolic Meanings of Prices on the Market for Contemporary Art<\/i>, Princeton, Princeton University Press. In secondo luogo ci\u00f2 che maggiormente determina il prezzo di un\u2019opera \u00e8 la sua dimensione (e non invece la sua qualit\u00e0); successivamente la tecnica utilizzata e il prezzo di vendita ad un museo.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 Marco Guenzi Nel primo articolo di questa rubrica, studiando le caratteristiche dell\u2019arte in quanto bene di scambio, si \u00e8 avuto modo di vedere come l\u2019opera d\u2019arte (visiva) si differenzi <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":3682,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,34,768],"tags":[127,226,428,454,611],"class_list":["post-2839","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-economia-dellarte","category-numero-di-febbraio-2014","tag-bene-durevole","tag-costo-di-transazione","tag-mercato","tag-opera-darte","tag-sistema-dellarte"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/arte-contemporanea.jpg?fit=500%2C333&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-JN","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2839"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3729,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2839\/revisions\/3729"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}