{"id":5133,"date":"2014-05-01T00:09:33","date_gmt":"2014-04-30T22:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5133"},"modified":"2014-05-01T00:09:33","modified_gmt":"2014-04-30T22:09:33","slug":"suicidio-un-impercepito-grido-daiuto-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/suicidio-un-impercepito-grido-daiuto-prima-parte\/","title":{"rendered":"Suicidio: un impercepito grido d&#8217;aiuto (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La suicidologia \u00e8 il ramo della psichiatria che si occupa dei suicidi e dei tentati suicidi. Il compito essenziale di questa disciplina \u00e8 la prevenzione dei suicidi, accanto alla cura dei pazienti che hanno tentato il suicidio e alle ricerche sulle cause di questo fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suicidio non pu\u00f2 essere soltanto considerato come morte tragica della persona che si \u00e8 arresa di fronte alle difficolt\u00e0 della vita, ma anche come una manifestazione della disintegrazione sociale e personale. Il sociologo Emil Durkhem, nella sua opera \u201cIl suicidio\u201d del 1897, ha dimostrato che anche l\u2019atto cos\u00ec personale come suicidio \u00e8 condizionato socialmente. L\u2019autore ha coniugato l\u2019osservazione e le riflessioni creando la teoria e indicando gli indirizzi di future ricerche sui legami e le relazioni sociali determinanti le tendenze suicida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suicidio non \u00e8 il fenomeno spiegabile con la semplice definizione di \u201cattentato alla propria vita\u201d. Molti studiosi di diverse discipline hanno sollevato questa problematica, concordando sul fatto che il suicidio appartiene al genere della morte volontaria, tuttavia il principio di tale morte trova diverse spiegazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella psicologia classica, Sigmund Freud, sostiene che la morte suicida sia determinata dall\u2019istinto della morte ovvero dalla tendenza della vita organica di ritornare allo stato inorganico, dal quale essa \u00e8 stata originata. Secondo Freud, l\u2019istinto distruttivo rimane in uno stato di equilibrio con la libido. L\u2019inefficacia dei meccanismi di difesa e la personalit\u00e0 strutturata in modo errato possono manifestarsi con l\u2019aggressione contro gli altri, ma anche contro se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gregory Zilboorg spiega la morte suicida con l\u2019inimicizia inconscia associata con l\u2019incapacit\u00e0 di amare. Secondo la concezione di quest\u2019ultimo, la tendenza suicida risulta dallo stesso istinto di sopravivenza, in forma di aberrazione di questo istinto sotto l\u2019influenza della depressione che libera nell\u2019uomo il sentimento di inimicizia verso se stesso. Teoricamente il suicida tende alla immortalit\u00e0 immaginata[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella letteratura psicologica riguardante il suicidio, fra i criteri pi\u00f9 validi degli atti suicidi, si considera l\u2019intenzione di applicarsi la morte. Dorpat e Boswell in base a questo criterio rivelano lo sviluppo della tendenza di morire, dai gesti agli atti suicidi, distinguendo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i gesti suicidi, minacce, comportamenti dimostrativi con basso pericolo di morte;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i tentativi di suicidio ambivalenti, quando esiste la possibilit\u00e0 di una fine tragica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i tentativi \u201cpotenzialmente mortali\u201d, nei quali la possibilit\u00e0 di sopravvivenza \u00e8 poco probabile\u201d[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualche modo questa concezione trova corrispondenza con la concezione della psicologa polacca, Zenona P\u0142u\u017cek, che cerca di percorrere le fasi della morte suicida rilevando lo sviluppo delle tendenze dai pensieri sempre pi\u00f9 insistenti all\u2019atto stesso della morte. L\u2019autrice divide i suicidi ai:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; reali \u2013 quando la persona si sente impotente, inutile, di basso valore, prendendo la fredda decisione di suicidarsi, senza vedere la possibilit\u00e0 di risolvere il conflitto, senza disturbare gli altri, quando la morte le sembra una soluzione migliore,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; presunti \u2013 quando il suicida \u00e8 accompagnato dai sentimenti ambivalenti, incolpando per la difficile situazione in cui si \u00e8 trovato una volta se stesso e altre volte l\u2019ambiente. L\u2019obiettivo dell\u2019azione suicida \u00e8 la soluzione del problema e non la perdita della vita, la persona desidera di volgere l\u2019attenzione su se stessa per ottenere i risultati positivi, fuggendo dal problema<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; dimostrativi \u2013 quando il suicidio \u00e8 accompagnato dal sentimento di nemicizia verso l\u2019ambiente, con l\u2019obiettivo di incaricare sugli altri i problemi e di punirli anche a costo della vita, \u00e8 una specie di manipolazione degli altri[3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente nessuna di queste teorie \u00e8 esauriente e universale, in quanto ogni morte suicida \u00e8 segnata dalla vita unica e irrepetibile e dalle situazioni irrepetibili. Di conseguenza le cause dei suicidi possono essere diverse, ma anche le loro tipologie sono diverse. Nella psicologia vengono distinti i suicidi immediati (ovvero l\u2019atto estremo unico), mediati (prolungati nel tempo, come per un graduale avvelenamento oppure nei casi delle malattie lasciandosi morire senza cure), suicidi causanti la morte sicura (armi da fuoco, impiccagione, ecc.) e suicidi causanti la morte probabile (tentati suicidi, lasciandosi nelle mani del destino, utilizzando le \u201etecniche\u201d di morte lenta \u2013 avvelenamento con i farmaci o con il gas, ecc.). I tentativi dei suicidi, quindi, si iscrivono nella dimensione pi\u00f9 ampia di quelle descritte dalle statistiche e nelle ricerche psicologiche. Molto spesso l\u2019atto del suicidio \u201ematura\u201d attraverso diversi stimoli, ma non sono isolati i casi dell\u2019attentato alla propria vita in risposta ad uno stimolo unico, come l\u2019insuccesso nel superamento di una prova importante, un tradimento inaspettato o il senso di perdita. Le molteplicit\u00e0 delle circostanze e stimoli, che potrebbero causare la morte suicida sono state distinte da Erwin Stengel in quattro livelli di pericolosit\u00e0 per la vita: i comportamenti suicida relativamente pericolosi, molto pericolosi, relativamente innocui e totalmente innocui. Questi comportamenti si coniugano con le intenzioni suicida, di cui distinguiamo tre livelli: intenzioni serie, mediamente serie e lievi.Secondo questo autore il suicidio viene compiuto da quella persona che decide terminare la propria vita o che agendo sotto l\u2019impulso uccide se stesso, scegliendo il modo pi\u00f9 efficace dopo essersi rassicurato di non essere disturbato da nessuno[4].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i dati di WHO il livello dei suicidi aumenta ogni anno in quasi tutti i paesi europei. Ogni giorno al mondo si tolgono la vita circa 1500 persone e circa 20.000 tentano il suicidio. Ci\u00f2 significa che uno su 14 tentati suicidi termina con la morte, ovvero ogni 14 secondi qualcuno si toglie la vita[5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito di suicidologia sono state svolte diverse ricerche sulle cause dell\u2019attentato alla propria vita. Alcune di queste venivano condotte in riferimento alla pressione dell\u2019aria, ai fattori biologici ed ereditari, ai giorni della settimana, allo stato di salute, ecc. Le ricerche dimostrano diverse atteggiamenti suicidali in diverse epoche, paesi, condizioni sociali ed economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I metodi della ricerca sono essenzialmente due. Il primo consiste nell\u2019analisi statistico-sociologica, avente per obiettivo la spiegazione di sviluppo delle tendenze suicida, il secondo analizza le cause individuali dei suicidi, attraverso lo studio delle personalit\u00e0 dei soggetti che hanno tentato il suicidio e i fattori ambientali che hanno potuto determinare i comportamenti autodistruttivi. All\u2019analisi vengono sottoposti i diari, le lettere d\u2019addio, ma anche la corrispondenza privata degli anni precedenti con l\u2019intenzione di rilevare dalle frasi dei frammenti che in qualche modo avrebbero potuto segnalare i stati depressivi, i pensieri e le immaginazioni suicida, con l\u2019intenzione di ricostruire quella sofferenza interiore, mai rivelata chiaramente, o quella condizione psichica, che ha portato la persona al gesto estremo di togliersi la vita. Accanto agli studi linguistici e psicologici dei testi scritti, vengono svolti anche gli studi grafologici che studiano il gesto grafico come espressione della totalit\u00e0 psico-neurofisiologica con l\u2019intenzione di evidenziare quei segni di disagio, di malessere, di sofferenza, di depressione che avrebbero potuto sviluppare l\u2019inclinazione e il desiderio di morire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre allo studio dei testi scritti si svolgono le ricerche sulle fotografie e sui filmati, con l\u2019intenzione di catturare da essi quei \u201cframmenti\u201d degli atteggiamenti e quelle caratteristiche che avrebbero potuto rivelare la sofferenza interiore della persona, sviluppandosi nel desiderio e nell\u2019atto di autodistruzione. Un importante elemento delle ricerche \u00e8 presentato dalle interviste con l\u2019ambiente pi\u00f9 vicino del suicida, soprattutto con la famiglia, tuttavia tale tipo di ricerca non \u00e8 facile, soprattutto per la sofferenza dei famigliari che ovviamente necessit\u00e0 il massimo rispetto, e non sempre pu\u00f2 comportare i risultati oggettivi.<br \/>\nNelle ricerche sulle persone che sono sopravissute all\u2019attentato alla propria vita, l\u2019attenzione degli studiosi viene concentrata direttamente sulla persona, sulle sue caratteristiche e sui condizionamenti autodistruttivi nell\u2019ambito sociologico e medico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le cause pi\u00f9 frequenti del suicidio si elencano: le malattie psichiche, conflitti familiari, una malattia degenerativa, condizioni economiche, delusioni d\u2019amore, improvvisa perdita di mezzi di sostentamento, morte di una persona cara, problemi a scuola, l\u2019invalidit\u00e0 permanente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti tentativi di suicidio si registrano anche nelle unioni matrimoniali infelici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni settanta del secolo scorso la prof. Maria Jarosz ha distinto in Polonia i gruppi professionali con il fattore pi\u00f9 alto dei suicidi. Il fattore pi\u00f9 a rischio \u00e8 stato nei gruppi degli operai industriali (il tasso pi\u00f9 alto fra i minatori), muratori e agricoltori[6]. L\u2019Invece negli anni 90, con il cambiamento del quadro sociale, la pi\u00f9 alta percentuale dei suicidi si denotava fra i disoccupati, praticamente un suicida su cinque risultava disoccupato. Molti di loro erano divorziati o vedovi, licenziati, molti erano giovani disoccupati senza prospettive lavorative[7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia le statistiche pi\u00f9 recenti dimostrano che le mancanze di prospettive occupazionali non sembrano essere il principale fattore di suicidio, anche se possono costituire uno stimolo determinante nella decisione di togliersi la vita, nelle condizioni di mancanza di appoggio delle persone care e di prospettive di irrealizzabilit\u00e0 dei progetti di vita. Le condizioni di mancanza di appoggio, abbandono e le sensazioni di irrealizzabilit\u00e0 dei propri progetti, sembrano gravare anche sui lavoratori vedovi e divorziati, che quattro volto pi\u00f9 frequentemente degli altri tentano di togliersi la vita, soprattutto nel primo anno dopo la perdita della persona cara. Altri fattori importanti del suicidio costituiscono malattie gravi, solitudine, delusioni d\u2019amore. Tali conclusioni si traggono dai risultati di una ricerca svolta in Polonia nel 2001, dove il tasso pi\u00f9 alto dei suicidi si osserva fra gli operai (25,6%), seguito dai disoccupati (14,9%) agricoltori (10%), liberi professionisti (3,2%), pensionati (10,5%). Purtroppo, risulta molto alto anche il tasso dei suicidi degli studenti, soprattutto delle scuole superiori (29,6%), medie ed elementari (5.4%), mentre la percentuale fra gli studenti universitari \u00e8 pi\u00f9 bassa (0,8%), ci\u00f2 potrebbe essere spiegato dal fatto di poter scegliere e realizzare gli studi di proprio interesse, costruendo in questo modo la fiducia nel futuro e nelle proprie risorse[8].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte suicida del bambino o del ragazzo \u00e8 sempre un evento molto toccante e tragico, che pone innumerevoli punti interrogativi, sensi di colpa per non aver percepito il disagio e il grido di aiuto del giovane. Di solito l\u2019atto suicida dei minorenni \u00e8 il risultato di sempre pi\u00f9 frequente sensazione di isolamento, di mancanza di tempo dei genitori, di indebolimento delle relazioni familiari e ambientali, incapacit\u00e0 di accettazione delle situazioni di vita in risultato delle difficolt\u00e0 a scuola oppure di una delusione d\u2019amore. Molti giovani di oggi, maturano nelle condizioni affettivamente insoddisfacenti, negli ambienti che non condannano l\u2019autodistruzione, anzi in molti casi sembrano incoraggiarla, come nei casi di alcoolismo o di uso di stupefacenti, che vengono diffusi come atto di coraggio o di eroismo e propagati come uno stile di vita moderno. I suicidi dei bambini e dei ragazzi sono senz\u2019altro espressione di mancanza di adattamento sociale e dei disturbi nel processo di socializzazione nella famiglia e nella scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due psicologhe polacche MariaSusu\u0142owska e Dorota Sztompka si sono occupate particolarmente del fenomeno dei suicidi fra i giovani, provando di spiegare e di rilevare i comportamenti d\u2019allarme, indicano soprattutto i comportamenti aggressivi, con le caratteristiche di inimicizia e di inquietudine, rivolti contro se stessi[9]. Secondo le autrici i giovani vengono attratti dalle tematiche del suicidio per il fatto che sempre pi\u00f9 giovani tentano di togliersi la vita. Tali tentativi nel maggior parte dei casi devono essere trattati come il grido di aiuto, al contrario dei cosiddetti tentativi di suicidio per il bilancio della propria vita, sullo sfondo psicotico delle persone adulte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Condizionamenti al suicidio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le numerose ricerche dimostrano che i bambini e i ragazzi con tendenze suicide si distinguono per una maggiore angoscia e il senso di pericolo (53%). La sensazione pi\u00f9 frequente del pericolo \u00e8 connessa con la preoccupazione per il proprio futuro, paura della guerra, aggressioni, odio fra le persone, tuttavia i motivi diretti dei suicidi sono soprattutto: la morte di una persona cara (44%), delusione d\u2019amore (43%), insuccessi a scuola (43%) e conflitti con i genitori (37%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La casa e la scuola sono due ambienti pi\u00f9 vicini ai bambini e ai ragazzi. Le relazioni con questi ambienti sono fondamentali nella vita dei giovani. Le relazioni scorrette nella famiglia oppure nella scuola stanno spesso all\u2019origine dei disturbi comportamentali, che alla loro volta diventano l\u2019origine dei pensieri suicida, che di conseguenza si sviluppano nelle immaginazioni, desideri e purtroppo molto spesso, negli atti. Tuttavia gli atti di attentati alla propria vita si verificano anche negli ambienti funzionanti in modo corretto, dove i fattori principali del desiderio e successivamente del atto di morte suicida, nasce dall\u2019eccessivo rigore dei genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fragilit\u00e0 dell\u2019et\u00e0 giovane, mancanza di sostegno, inconsapevolezza delle proprie risorse interiori, necessarie nel superamento di ogni difficolt\u00e0 sono fattori principali, che rendono i ragazzi di oggi molto vulnerabili e indifesi, impreparati e inesperti a far fronte anche alle minime difficolt\u00e0 della vita. I dati sulle tendenze suicida dei giovani sono preoccupanti e allarmanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle inchieste svolte dagli studenti della Scuola Universitaria di Pedagogia Speciale di Varsavia risulta che 90% dei ragazzi come motto della vita ha scelto la frase \u201ela morte \u00e8 la salvezza\u201d. I tentati suicidi si verificano soprattutto nei ragazzi pi\u00f9 deboli, ripetenti in et\u00e0 attorno a 14 anni. La causa principale dei tentati suicidi nel gruppo di ragazzi fra 15-20 anni sono insuccessi nella scuola (oltre 50%). Un ragazzo di 16 anni si \u00e8 impiccato due giorni dopo aver ottenuto il voto sufficiente nella verifica di lingua inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Segue nel prossimo numero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Ho\u0142yst B., <em>Kryminologia<\/em>, LexisNexis, Warszawa 2000, p. 615\u2013620.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Ho\u0142yst B. Interdyscyplinarna problematyka bada\u0144 egiologii zachowa\u0144 suicydalnych, [in] <em>Psychiatria w Praktyce Og\u00f3lnolekarskiej<\/em> , tomo 4 n. 3 Wydawnictwo Medyczne, 2004<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] P\u0142u\u017cek Z.,\u00a0Problemy psychologiczne suicydologii, \u201e<em>Przegl\u0105d Lekarski<\/em>\u201d, 1982, n. 39, pp. 14\u201443<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Stengel E. (1975). <em>Sucide and attempted suicide<\/em>. Penguin Book, in Schiep S. <em>Ryzyko samob\u00f3jstwa i pr\u00f3ba jego diagnozyw \u015bwietle metody Rorschacha<\/em>, Lublin www.kul.pl\/files\/1024\/&#8230;\/RPsych_1998_vol01_188-196_Schiep.pd<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5]<a href=\"http:\/\/www.sfora.pl\/swiat\/Co-40-sekund-ktos-na-swiecie-popelnia-samobojstwo-Polska-w-czolowce-a47266\">http:\/\/www.sfora.pl\/swiat\/Co-40-sekund-ktos-na-swiecie-popelnia-samobojstwo-Polska-w-czolowce-a47266<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Jarosz M., <em>Samob\u00f3jstwa<\/em>, Wydawnictwo Naukowe PWN, Warszawa 1997, p. 194.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Idem,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Jarosz M., <em>Samob\u00f3jstwa, uczieczka przegranych<\/em>, Wydawnictwa Naukowe PWN, Warszawa 2004,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Susu\u0142owska M., Sztompka M. <em>Pr\u00f3ba wyja\u015bnienia m\u0142odzie\u017cowych zamach\u00f3w samob\u00f3jczych<\/em> [in] Psychologia Wychowawcza. \u2013 1968, n. 5-6, pp. 541-564<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni) La suicidologia \u00e8 il ramo della psichiatria che si occupa dei suicidi e dei tentati suicidi. Il compito essenziale di questa disciplina \u00e8 la prevenzione dei <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5135,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[27,11,5,869,1],"tags":[880,270,882,881,645],"class_list":["post-5133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia","category-rubriche-giuridiche","category-fascicoli","category-numero-di-maggio-2014","category-news","tag-aiuto","tag-disoccupazione","tag-freud","tag-isolamento","tag-suicidio"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/818618_17855811.jpg?fit=2937%2C1720&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1kN","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5133"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5136,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5133\/revisions\/5136"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}