{"id":5149,"date":"2014-05-01T00:17:31","date_gmt":"2014-04-30T22:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5149"},"modified":"2014-05-01T00:17:31","modified_gmt":"2014-04-30T22:17:31","slug":"perche-e-quando-ricorrere-al-private-equity","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/perche-e-quando-ricorrere-al-private-equity\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 e quando ricorrere al Private Equity?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Giuseppe Pepe)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la recente crisi finanziaria che attanaglia il sistema economico, le imprese trovano sempre maggiori difficolt\u00e0 nel finanziarsi. Anche il sistema bancario concede sempre meno liquidit\u00e0, a causa delle applicazioni legislative imposte da Basilea II e III, che mirano a rafforzare l\u2019assetto regolamentare internazionale in materia di patrimonio e liquidit\u00e0, con l\u2019obiettivo di promuovere un sistema bancario pi\u00f9 robusto. Tutto ci\u00f2 comprime l\u2019erogazione al credito e le imprese si trovano in difficolt\u00e0 nel reperire i finanziamenti necessari per le loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, si inserisce la figura sempre pi\u00f9 preponderante del <strong><em>private equity(PE)<\/em><\/strong>. Nel contesto europeo, nonch\u00e9 quello italiano, esso \u00e8 regolamentato dal TUF ed \u00e8 equiparato ad un fondo chiuso di investimento. Gli attori coinvolti sono essenzialmente due: gli <em>investitori<\/em> e <em>AMC<\/em>(Asset Management Company); i primi depositano il loro denaro nel fondo di investimento(che non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 legale) che sar\u00e0 gestito dalla AMC, la quale decider\u00e0 come e in quale societ\u00e0 target investire. Solitamente, la durata dell\u2019investimento dura circa dieci anni, al termine dei quali la somma investita con il capital gain, si spera, verr\u00e0 restituita agli investitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quali sono i motivi principali per cui un\u2019azienda ricorrere al PE?<br \/>\nAl suo utilizzo sono connessi una serie di benefici, che si possono articolare in quattro differenti categorie:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Knowledge effect:<\/strong> l\u2019azienda target chiede l\u2019aiuto del PE non solo per finanziare i propri progetti, ma anche per le competenze che il fondo pu\u00f2 apportare. Per esempio, nel caso in cui la target volesse compiere un operazione di M&amp;A in un mercato estero di cui non ha conoscenza, potr\u00e0 rivolgersi ad un PE che opera in quel mercato.<\/li>\n<li><strong>Financial effect:<\/strong> usufruendo della disponibilit\u00e0 finanziaria messa a disposizione del PE, l\u2019azienda potr\u00e0 ridurre il suo rapporto di Debito\/Equity e di conseguenza anche il costo del debito, nonch\u00e9 migliorare il proprio rating, giungendo nella condizione ottimale per poter chiedere ed ottenere altro debito.<\/li>\n<li><strong>Network effect:<\/strong> probabilmente il beneficio pi\u00f9 importante, poich\u00e9 permette all\u2019impresa di poter avvalersi del network del fondo. Indiscusso \u00e8 il suo utilizzo nel caso di un\u2019azienda che cerca di espandere il proprio mercato, passando da un raggio d\u2019azione nazionale ad uno internazionale.<\/li>\n<li><strong>Certification effect:<\/strong> il fondo nel momento in cui investe nella target certifica la sua qualit\u00e0, avvalorando la sua strategia di creazione di valore.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni per cui le imprese hanno bisogno di denaro, quindi del PE, sono differenti e legate ai differenti stadi di vita delle stesse, che sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Development<\/strong>: l\u2019azienda ancora non esiste, c\u2019\u00e8 solo l\u2019inventore che cerca un aiuto economico per sostenere la propria business idea;<\/li>\n<li><strong>Start up<\/strong>: l\u2019impresa inizia a prendere forma e necessita di un sostegno finanziario per dotarsi delle infrastrutture necessarie per poter lavorare;<\/li>\n<li><strong>Early growth<\/strong>: l\u2019impresa affronta la prima vera crescita sul mercato in cui opera;<\/li>\n<li><strong>Expansion:<\/strong> la societ\u00e0 inizia la fase di espansione in altri business o in altri mercati;<\/li>\n<li><strong>Mature:<\/strong> l\u2019azienda \u00e8 satura ed al massimo delle proprie capacit\u00e0 produttive e commerciali;<\/li>\n<li><strong>Decline<\/strong>: in ultimo, affronta la fase di declino. In tal caso ha due possibilit\u00e0: cercare di ricominciare il circolo virtuoso con un\u2019innovazione del proprio prodotto oppure diversificare il proprio portafoglio prodotti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono identificare sei cluster, ognuno dei quali determina un fabbisogno finanziario che nasce da differenti ragioni legate ai diversi stadi in cui si trova l\u2019impresa. Quindi, distinguiamo:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Seed financing<\/strong>: \u00e8 il finanziamento della business idea, non dell\u2019azienda, per generare un output che potr\u00e0 essere trasformato in un prodotto commercializzabile sul mercato. Normalmente, gli equity provider in tale fase sono i <em>family and friends<\/em> e <em>business angel<\/em>, mentre il PE coopera con loro come advisor, in quanto il rischio \u00e8 molto elevato. In tal modo se l\u2019idea sar\u00e0 vincente, il private equity sar\u00e0 pronto ad investire su di essa negli stadi successive.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Start up financing<\/strong>: identifica il finanziamento dell\u2019impresa affinch\u00e8 essa possa procurarsi le infrastrutture per produrre il proprio bene. Il livello di rischio \u00e8 abbastanza elevato poich\u00e9 non si sa se i flussi di cassa riusciranno a generare un capital gain. In questa fase, sia il PE sia l\u2019imprenditore hanno bisogno l\u2019uno dell\u2019altro: l\u2019imprenditore deve curare lo sviluppo del business, mentre il PE deve finanziare il progetto. Per questo si utilizzano dei meccanismi di protezione, ovvero i <em>covenants<\/em> come il <em>Look up<\/em>, che non permette agli shareholder di vendere le proprie azioni per un certo periodo (<em>Look up period<\/em>).<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Early growth financing<\/strong>: \u00e8 il finanziamento del \u201cgiorno dopo\u201d. Il denaro \u00e8 utilizzato per colmare il gap tra le strategie pianificate nel business plan e l\u2019outcome dell\u2019azienda.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Expansion financing<\/strong>: \u00e8 il finanziamento della crescita dell\u2019azienda che vuole consolidare la sua posizione sul mercato. In questo cluster si possono identificare due differenti tipi di espansione: <strong>1)Interna<\/strong>: il cui obiettivo \u00e8 di aumentare il volume d\u2019affari con investimenti in capacit\u00e0 produttiva, in tal caso il PE svolge lo stesso ruolo di una banca nel momento in cui quest\u2019ultima concede un prestito;<strong>2)Esterna<\/strong>: la tipica operazione di M&amp;A, in cui il PE ha un approccio <em>hands on<\/em> ovvero subentra nelle decisioni finanziarie e di governance dell\u2019azienda. Naturalmente, in entrambi i casi \u00e8 evidente come il ruolo del PE \u00e8 necessario all\u2019impresa non solo per il finanziamento che concede, ma anche e soprattutto per i benefici, sopra citati, che pu\u00f2 elargire. Si pensi ad esempio all\u2019operazione di M&amp;A e all\u2019importanza del network del PE.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Replacement financing<\/strong>: \u00e8 il finanziamento delle aziende mature che hanno bisogno di risorse per cambiare la loro strategia, governance e assetto finanziario. All\u2019interno del cluster si possono distinguere: <strong>a)<em> Buyout (LBO)<\/em><\/strong>: operazione caratterizzata da due attori, la <strong>target<\/strong> e la <strong>SPV<\/strong>. Il PE possiede al 100% la SPV che potr\u00e0 utilizzare il debito per acquisire la target, i cui requisiti sono gli alti cash flow e basso livello di debito. In tal modo il PE investendo poco equity e utilizzando il debito tramite la SPV potr\u00e0 puntare ad ottenere un ritorno maggiore. L\u2019obiettivo finale non \u00e8 quello di gestire l\u2019azienda target, bens\u00ec quello di comprarla ad un prezzo pi\u00f9 basso possibile per poi rivenderla e realizzare il capital gain. <strong>b)<em>PIPE(Private Investment in Public Equity)<\/em><\/strong>: PE investe in aziende quotate. Attualmente, molti fondi sono pronti ad investire in banche quotate, che hanno bisogno di liquidit\u00e0. La possibilit\u00e0 di realizzo del capital gain \u00e8 legata alla possibilit\u00e0 di trading della governance. <strong>c)<em>Turnaround<\/em><\/strong>: il PE deve gestire la successione dell\u2019azienda. Il fondatore dell\u2019impresa decide di vendere al fondo il quale dovr\u00e0 occuparsi di riorganizzare la governance dell\u2019impresa.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Vulture financing<\/strong>: \u00e8 il finanziamento di un\u2019impresa in crisi o in declino. Si possono distinguere due differenti situazioni: <strong>1) Restructuring<\/strong>: l\u2019impresa \u00e8 in crisi, ma riesce ancora a lavorare, quindi ha bisogno di risorse per cambiare la strategia e ripagare i debiti. Abitualmente il PE preferisce essere un advisor; <strong>2)Distressed<\/strong>: l\u2019azienda \u00e8 in crisi e dichiara il default. Questa situazione attira molti fondi che sono interessati ad acquisire gli asset dell\u2019impresa(es.brand, macchinari specializzati\u2026) per poi rivenderli singolarmente ad un prezzo maggiore sul mercato.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Giuseppe Pepe) Con la recente crisi finanziaria che attanaglia il sistema economico, le imprese trovano sempre maggiori difficolt\u00e0 nel finanziarsi. 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