{"id":5354,"date":"2014-07-01T02:02:22","date_gmt":"2014-07-01T00:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5354"},"modified":"2014-07-01T02:02:22","modified_gmt":"2014-07-01T00:02:22","slug":"la-violazione-acclarata-di-norme-tributarie-relative-al-pagamento-di-imposte-e-tasse-preclude-sempre-la-partecipazione-ad-una-gara-di-appalto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-violazione-acclarata-di-norme-tributarie-relative-al-pagamento-di-imposte-e-tasse-preclude-sempre-la-partecipazione-ad-una-gara-di-appalto\/","title":{"rendered":"La violazione (acclarata) di norme tributarie relative al pagamento di imposte e tasse preclude sempre la partecipazione ad una gara di appalto?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Debora Mirarchi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una interpretazione letterale dell\u2019art. 38, lett. g) del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 condurrebbe ad una risposta positiva alla domanda, ovvero l\u2019aver commesso una violazione, definitivamente accertata, consistente nell\u2019omesso versamento di tributi dovrebbe comportare l\u2019esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento di appalti di lavori, forniture e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, in realt\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec e forse \u00e8 il caso di dire, fortunatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La disciplina generale in tema di appalti pubblici \u00e8 contenuta nel D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 c.d. Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive n. 2004\/17\/CE e n. 2004\/18\/CE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019art. 38 il citato decreto prevede i \u201c<em>Requisiti di ordine generale<\/em>\u201d ovvero una serie di cause ostative la cui sussistenza preclude la partecipazione a gare di appalto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le cause di esclusione vi \u00e8, senza stupore, anche quella avente natura fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi dell\u2019art. 38 lett. g) del Codice <em>de quo,<\/em> sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, i soggetti \u201c<em>che hanno commesso <strong>violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse<\/strong>, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In primis<\/em> occorre chiarire che dal tenore delle disposizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici per violazione \u201cgrave\u201d deve intendersi un omesso versamento di tributi per un importo superiore a \u20ac 10.000,00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 sottacersi che l\u2019applicazione della norma citata, in origine, abbia destato qualche perplessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rigidit\u00e0 dell\u2019ampio divieto, non soggetto neppure a limitazioni temporali, ha preoccupato gli operatori del settore. Basti pensare a societ\u00e0 di medie &#8211; grandi dimensioni per le quali una contestazione circa l\u2019omesso versamento di una imposta per un importo superiore a \u20ac 10.000,00 non pu\u00f2 considerarsi una \u201cmacchia\u201d indelebile tale da precludere la partecipazione alle future procedure per l\u2019aggiudicazione di appalti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019interpretazione della citata circostanza preclusiva si \u00e8 espressa l\u2019Agenzia delle Entrate che con due circolari, emesse rispettivamente nel 2007 e nel 2010, ha chiarito l\u2019ambito di applicazione della norma <em>de qua<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la circolare del 25 settembre n. 2007, n. 34\/E l\u2019Agenzia delle Entrate ha precisato che sussiste il requisito della \u201c<em>regolarit\u00e0 fiscale richiesta dal Codice dei contratti pubblici <\/em>[\u2026] <em>quando risulti <\/em>[\u2026] <em>che l\u2019Amministrazione finanziaria non abbia contestato al contribuente una qualsiasi violazione di obblighi in materia di tributi amministrati dall\u2019Agenzia delle entrate, mediante atto che sia reso definitivo per effetto del decorso del termine di impugnazione ovvero qualora sia stata proposta impugnazione, del passaggio in giudicato della pronuncia giurisdizionale. Si ritiene, inoltre, che l\u2019irregolarit\u00e0 fiscale viene meno qualora, alla data rispetto alla quale viene richiesta la certificazione, la pretesa dell\u2019Amministrazione finanziaria sia stata soddisfatta, anche mediante definizione agevolata.<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la circolare test\u00e9 citata l\u2019Agenzia delle Entrate ha, quindi, stabilito che la violazione di un obbligo di versamento di tributi \u00e8, in linea generale, causa di irregolarit\u00e0 fiscale ai fini della partecipazione alle gare di appalto, salvo il soddisfacimento della pretesa impositiva mediante pagamento di quanto in precedenza omesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In buona sostanza, quindi, il pagamento degli importi un tempo omessi, soddisfacendo la pretesa erariale, sana l\u2019irregolarit\u00e0 fiscale e consente l\u2019ammissione del soggetto alle procedure per l\u2019aggiudicazione di appalti di lavori, forniture e servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interpretazione <em>de qua<\/em> \u00e8 stata confermata, a distanza di pochi anni, con la circolare del 3 agosto 2010, n. 41\/E con cui la Direzione Centrale Normativa ha ribadito che il requisito della regolarit\u00e0 fiscale, ai fini della partecipazione a gare di appalto, sussiste ogniqualvolta \u201c<em>il contribuente abbia soddisfatto la pretesa dell\u2019amministrazione finanziaria<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lettura garantista porta a ritenere che il pagamento delle imposte o delle tasse comporti il venir meno dell\u2019originaria irregolarit\u00e0 fiscale anche nelle ipotesi in cui la violazione di obblighi di versamento sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, ci\u00f2 che rileva \u00e8 che alla data di presentazione della richiesta di certificazione il soggetto abbia provveduto al pagamento degli importi richiesti indipendentemente dal fatto che la pretesa del Fisco sia diventata definitiva per effetto della omessa impugnazione dell\u2019atto impositivo o della sentenza divenuta irrevocabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 non manifestare l\u2019apprezzamento per una simile interpretazione che, di fatto, riesce a contemperare opposte esigenze: da un lato garantire il rispetto di obblighi tributari posti a garanzia del gettito erariale e, dall\u2019altro, evitare che l\u2019omesso versamento di tributi e tasse per un importo, peraltro, non particolarmente importante, sia sufficiente a giustificare l\u2019esclusione, per un tempo indefinito, dalle procedure di aggiudicazione di appalti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Debora Mirarchi) Una interpretazione letterale dell\u2019art. 38, lett. g) del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 condurrebbe ad una risposta positiva alla domanda, ovvero l\u2019aver commesso una violazione, definitivamente 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