{"id":5615,"date":"2014-10-01T00:31:54","date_gmt":"2014-09-30T22:31:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5615"},"modified":"2014-10-01T00:31:54","modified_gmt":"2014-09-30T22:31:54","slug":"le-sette-distruttive-come-problema-della-patologia-della-vita-sociale-in-polonia-la-problematica-metodologico-criminalistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/le-sette-distruttive-come-problema-della-patologia-della-vita-sociale-in-polonia-la-problematica-metodologico-criminalistica\/","title":{"rendered":"Le sette distruttive come problema della patologia della vita sociale in Polonia. La problematica metodologico-criminalistica."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Maciej Szostak<strong>[i]<\/strong><\/strong> <strong>&#8211; Traduzione dalla lingua polacca a cura di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>\u201c (&#8230;) Sali quass\u00f9, <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>ti mostrer\u00f2 le cose che devono accadere in seguito\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Apocalisse di San Giovanni (4, 1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione della sicurezza pubblica dopo la modifica del sistema politico in Polonia nel 1989 e dopo l\u2019introduzione del \u201clibero mercato ideologico e religioso\u201d, \u00e8 per la Polonia una grande sorpresa ma nello stesso tempo anche un grande enigma. L\u2019onda del terrorismo che \u00e8 stata preannunciata dagli esperti e che di solito si origina insieme con la comparsa delle nuove frazioni politico-ideologiche, finora ha evitato la Polonia, tuttavia il nostro paese \u00e8 stato travolto da un\u2019onda diversa, ovvero quella delle nuove idee religiose, giunta con una forza gigantesca in tutte le sue forme. Il mercato ideo-religioso in Polonia risulta un ottimo luogo per le attivit\u00e0 delle religioni nuove e per le attivit\u00e0 delle istituzioni finora sconosciute in Polonia, proclamanti le nuove forme di attivit\u00e0 religiose che, purtroppo, con tali attivit\u00e0 non hanno niente in comune. Il territorio polacco \u00e8 divenuto quindi una copertura perfetta per l\u2019esercizio di tantissime organizzazioni criminali, che sotto la copertura di idee religiose celano il loro vero carattere e per tale motivo, in queste condizioni, la legge polacca sembra sostenerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo ragione la problematica delle attivit\u00e0 dei \u201cnuovi movimenti religiosi\u201d e dei nuovi tipi di \u201csette\u201d, chiese, culti, unioni di fede, associazioni religiosi ecc., suscita sempre pi\u00f9 emozioni e crea un problema sociale sempre pi\u00f9 discusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Polonia riscontriamo quindi la seguente situazione: da una parte esiste una sorta di \u201cpanico sociale\u201d, rifiuto e pregiudizio nei confronti delle nuove sette religiose, che di solito vengono alimentate dalle notizie sensazionali dei mass media forniteci frequentemente sulle attivit\u00e0 criminose e fortemente distruttive, informando per esempio che l\u2019attivit\u00e0 delle sette religiose d\u00e0 origine al pi\u00f9 grave pericolo della nostra epoca. Dall\u2019altra parte, fino al 1998, dal punto di vista delle regolamentazioni, non \u00e8 stato fatto nulla per diminuire o per fermare l\u2019alto grado dei danni sociali causati dai comportamenti di questo tipo di gruppi. Soltanto nel mese di marzo del 2000, presso il Ministero degli Interni e dell\u2019Amministrazione, \u00e8 stato fondato il Gruppo Interministeriale per i Riconoscimenti dei Pericoli Connessi con le attivit\u00e0 delle <em>Sette<\/em> e degli <em>Altri Nuovi Movimenti Religiosi<\/em>, cui il lavoro \u00e8 stato concluso con un rapporto sui pericoli che presentano questi gruppi sociali, pubblicato in quell\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La novelizzazione del decreto sulle garanzie della libert\u00e0 di coscienza e di fede del maggio 1998, non ha frenato in grado sufficiente il processo di sviluppo delle sette (gi\u00e0 abbastanza avanzato), ma ha determinato solamente la variazione della sua forma, cio\u00e8 ha provocato una maggiore segretezza, eliminando soltanto alcune e poco pericolose attivit\u00e0 dei gruppi, che non necessariamente avevano per obiettivo lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 criminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo di questa riflessione \u00e8 quindi l\u2019analisi e il riconoscimento del problema e un tentativo di fornire un\u2019eventuale risposta alla domanda se le sette religiose, con la particolare considerazione di quelle che funzionano sul territorio polacco, presentano un pericolo sociale o no. Se non lo presentano, quali sono fattori che fanno nascere il \u201cpanico sociale\u201d? Invece se lo presentano, in che cosa esso sussiste?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo \u00e8 necessario conoscere le caratteristiche e il funzionamento delle sette in modo pi\u00f9 oggettivo possibile e soltanto in seguito, in base a queste conoscenze, formulare i giudizi di valore, costruire ed iniziare le eventuali azioni di prevenzione, poich\u00e9 non prendiamo in considerazione <em>ex definitione<\/em>, che le formazioni dei nuovi gruppi di carattere religioso presentano un pericolo sociale. La tesi sulle attivit\u00e0 pericolose di questi gruppi senza un riconoscimento oggettivo non potrebbe entrare nell\u2019ambito della ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presente articolo quindi (prendendo in considerazione tanti aspetti della problematica) dovrebbe comprendere la totalit\u00e0 delle informazioni che si possono avere su questo fenomeno, pertanto si dovrebbe trattarlo in modo interdisciplinare, per esempio nell\u2019aspetto storico, terminologico, metodologico, descrittovo, dottrinale, legale, sociologico, psicologico e fenomenologico, ma soprattutto nell\u2019asspetto che ci interessa di pi\u00f9, cio\u00e8 nell\u2019aspetto criminologico e criminalistico. Non \u00e8 possibile analizzare le caratteristiche di questo problema dal punto di vista criminologico e criminalistico senza averlo analizzato negli aspetti elencati sopra, poich\u00e9 partiamo dal pressuposto che l\u2019analisi di questo fenomeno sul piano della criminologia e della criminalistica, ovvero delle discipline che si occupano dell\u2019analisi dei fenomeni reali della vita sociale di carattere patologico (quindi le scienze empiriche che descrivono lo stato fattibile e reale dei fenomeni sociali di carattere ontologico) ci permette di avvicinare la sua essenza, tuttavia in riferimento alla nostra problematica la questione sembra discuttibile. Non \u00e8 possibile riconoscere questo problema sul piano esclusivamente criminalistico (disciplina di carattere multidisciplinare), non servendosi di conquiste delle altre discipline in riferimento a questo problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione di attivit\u00e0 delle sette religiose, soprattutto in riferimento a cosiddette manipolazione della psiche dell\u2019altro uomo, ci induce a porci le domande se tali attivit\u00e0 possono essere riconosciute nel senso ontologico e se si possono riscontrare al loro interno le caratteristiche di patologia sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi dell\u2019ambito criminologico-criminalistico sembra poter essere d\u2019aiuto durante le azioni concrete di carattere proceduale, particolarmente nella fase di scelta dei metodi e delle forme di riconoscimento dei crimini compiuti da cosidette sette distruttive, ma anche nella fase di identificazione del materiale probatorio durante i procedimenti preliminari ai processi giudiziari, come anche nell\u2019ambito di difesa sociale e nei metodi di prevenzione di questa forma del crimine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00adDa queste riflessioni metodologiche (generali e particolari) riguardanti il riconoscimento dei problemi della ricerca e ostacoli nella modificazione delle ipotesi sui pericoli sociali scaturanti dalle attivit\u00e0 delle sette distruttive, giungiamo alle segenti conclusioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Il riconoscimento del fenomeno delle sette religiose riscontra i seri problemi della ricerca gi\u00e0 al livello semantico. Il termine setta \u00e8 il termine relativo, non sufficientemte chiaro, il suo significato rimane indefinito, e nello stesso momento su di esso grava una divergenza assiologica. Per questo motivo l\u2019utilizzo di questo termine potrebbe comportare gli abusi con le conseguenze nel suo uso in riferimento a diverse forme di attivit\u00e0 sociale, ci\u00f2 potrebbe comportare molti errori nell\u2019ambito della classificazione giudiziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proponiamo quindi l\u2019introduzione della distinzione terminologica consistente in difusione di due termini, cio\u00e8: la <em>setta distruttiva<\/em> e <em>il nuovo movimento religioso,<\/em> come termini assiologicamente diversi con i valori di estremit\u00e0 opposte, quindi con i significati diversi. Nel caso contrario, senza una precisazione dei significati (anche se questa precisazione si basa sulle associazioni sociali emotivo-intuitive, per esempio per una addizione dell\u2019aggettivo <em>distruttiva<\/em> al sostantivo <em>setta<\/em>), non si potra avere, secondo noi, una divisione efficace dei termini <em>setta<\/em> e <em>il<\/em> <em>nuovo movimento religioso<\/em>. L\u2019eliminazione del termine <em>setta <\/em>e l\u2019introduzione al suo posto del termine <em>il nuovo movimento religioso<\/em> (per indicare tutte le nuove forme delle attivit\u00e0 connesse con la sfera religiosa), \u00e8 un\u2019operazione puramente formale, che non prende in considerazione il significato \u201csetta\u201d al livello socio-emotivo. Di conseguenza \u00e8 una operazione condannata all\u2019insuccesso e che causa soltanto il caos dei termini. Eppure il termine \u201csetta\u201d non in tutte le societ\u00e0 e non in tutte le culture esprime connotazioni negative. Tuttavia attualmente la situazione \u00e8 analoga anche in riferimento al termine <em>il<\/em> <em>nuovo movimento religioso<\/em>, e riguarda almeno una parte dei documenti giuridici (soprattutto delle relazioni di carattere racomandativo) <em>ex definitione<\/em> che possiedono il carattere di prevenzione, nei quali gli autori stessi commettono incoerenze semantiche, concentrando l\u2019attenzione esclusivamente sulle forme patologiche dei comportamenti connessi con le attivit\u00e0 di cosidetti <em>i nuovi movimenti religiosi<\/em>, eppure esiste un gran numero di questi movimenti religiosi nei quali questo tipo di comportamenti non \u00e8 stato verificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto la trasformazione del termine <em>setta<\/em> (rinunciandone del tutto) a favore del termine <em>il nuovo movimento religioso<\/em>, non ci sembra un\u2019idea che potesse comportare i risultati attesi. Pertanto, in questa situazione non si pu\u00f2 tenere in poco conto le emozioni sociali scaturienti dai termini precisi. Secondo la nostra opinione, proprio attraverso l\u2019utilizzo della sfera emotiva del significato della lingua comune, \u00e8 possibile influire sulle emozioni sociali e dare l\u2019inizio al tentativo di controllarle in senso positivo, avendo per obiettivo quello di formare un quadro oggettivo dei fenomeni sociali controversi. In questo modo \u00e8 possibile realizzare la precisazione dei termini, con un successivo riassestamento del fenomeno nell\u2019aspetto semantico-assiologico, che secondo noi \u00e8 utile sia al livello empirico, sia al livello teorico delle riflessioni scientifiche. Riassumendo, bisogna sottolineare ancora una volta che il problema delle <em>sette distruttive<\/em> \u00e8 soprattutto il problema di natura semantica, quindi il suo riassestamento al livello semantico costitusce un fondamento per le future ricerche di questo fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Le attivit\u00e0 delle sette distruttive bisogna classificarle fra i fenomeni di carattere sociale. Tuttavia il problema di questa classificazione riguarda le concrete discipline scientifiche, poich\u00e9 non \u00e8 ammissibile la constatazione che le attivit\u00e0 di questi gruppi costituiscono l\u2019infrazione della legge (di una loro disciplina concreta), prima di aver esaminato se tale infrazione ha realmente avuto luogo. Pertanto non basta utilizzare i soli strumenti di ricerca delle scienze penali, incluso la criminologia, per un serio problema metodologico, poich\u00e8 l\u2019utilizzo di questi strumenti \u00e8 possibile nel caso dell\u2019infrazione concreta della legge e non dell\u2019infrazione ipotetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi il problema principale riguarda la sistematizzazione di questo fenomeno su un determminato livello di riflessione e contemporaneamente la designazione di una disciplina scientifica nell\u2019ambito della quale questo fenomeno potrebbe essere riconosciuto in modo universale. Come abbiamo gi\u00e0 ribadito, il problema presentato necessiterebbe la classificazione fra i fenomeni sociali, bench\u00e9 la sua specificit\u00e0 consiste nell\u2019intraprendere delle azioni all\u2019interno delle sette distruttive che ovviamente sfuggono alla classificazione dei comportamenti delle norme sociali, ci\u00f2 sicuramente implica un serio problema metodologico. Non \u00e8 nemmeno possibile classificarlo in modo univoco fra i fenomeni appartenenti alla patologia sociale, poich\u00e9 tale operazione esigerebbe l\u2019indicazione delle caratteristiche specifiche di tale patologia e la realizzazione di questo compito (prendendo in considerazione che il problema della patologia suscita numerose controversie) ci sembra un\u2019operazione puramente nominale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.Il tema presentato implica soprattutto i problemi di natura metodologica ed \u00e8 connesso con la scelta dei metodi di ricerca universali, permettenti il riconoscimento oggettivo di tale fenomeno. Secondo noi, il metodo idoneo \u00e8 il metodo di analisi fenomenologica, cio\u00e8 la descrizione diretta dei fenomeni sociali, senza loro influenze assiologiche e senza attribuizione di nessun giudizio, possibile da utilizzare in ambito di diverse discipline scientifiche, per esempio nelle scienze sociali, empiriche o penali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Il problema dell\u2019attivit\u00e0 delle sette distruttive che necessit\u00e0 un\u2019attenta considerazione e riflessione, consiste nella questione di prelevamento delle informazioni credibili da parte dei membi o degli ex membri di questo tipo di gruppi, e dalle persone che sono legate con loro in modo indiretto (per esempio da parenti, amici, vicini di casa). Come sappiamo, tali informazioni possiedono un basso valore di oggettivit\u00e0. Per la specificit\u00e0, misteriosit\u00e0 ed elemento sensazionale che caratterizza l\u2019attivit\u00e0 di queste strutture, il problema delle sette distruttive presenta un ricco alimento per i mass media, che sotto le influenze di varie denunce (molto spesso basate sulle fantasie), creano un quadro falso di questo fenomeno, non conforme alla realt\u00e0. La causa di ci\u00f2 consiste, secondo noi, nell\u2019insufficienza del riordinamento di questo fenomeno, sia al livello sociale, sia a quello scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 d\u2019infomazione dei media presenta talvolta un serio problema di ricerca, poich\u00e8 sulla base delle informazioni comunemente raggiungibili (anche se non conformi alla verit\u00e0) viene creato un quadro sociale di questo fenomeno, cui la verifica ed una eventuale trasformazione, risulta impossibile. Tali informazioni iniziano a formare una correlazione sociale emotiva ai quei tipi di gruppi, di solito basata sulle informazioni non confermate. Questi comportamenti presentano un fattore sociale molto dannoso, poich\u00e9 formano l\u2019opinione pubblica errata, antagonizzando la societ\u00e0 per esempio in simpatizzanti ed aversari degli alcuni <em>nuovi movimenti religiosi<\/em>. Lo spezzamento di questo tipo di influsso delle informazioni non vere, presentate in forma di sensazione, pu\u00f2 avvenire attraverso l\u2019elevazione della coscienza sociale, avente per obiettivo l\u2019autoselezione dei comportamenti irresponsabili dei mass media, proteggendo in questo modo la societ\u00e0, ma anche i membri dei nuovi movimenti religiosi, dagli abusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Per la specificit\u00e0 del fenomeno di sette distruttive, lo svolgimento delle ricerche quantitative con l\u2019utilizzo dei metodi e delle tecniche sociologiche o empiriche, non comporta i risultati attesi. Le tecniche tradizionali di ricerche sociologiche, basate sulla \u201ccollaborazione\u201d e sulla \u201cbuona volont\u00e0\u201d della persona esaminata con l\u2019ausilio dei metodi come: questionario, inchiesta, conversazione o analisi dei documenti di diverso tipo, non permettono, secondo noi, di ricostruire un quadro reale di questo fenomeno, visto che il problema delle ricerche sulle sette distruttive \u00e8 connesso con le barriere psichiche dei membri di questi gruppi, che influiscono sui contatti con il mondo esterno. Da qui deriva un serio problema sul piano psicologico e metodologico che consiste in entrare in contatto con la persona osservata, che di solito rimane isolata dal mondo esterno. Invece le informazioni ottenute da persone terze contengono un grado di errore molto alto e di conseguenza la loro credibilit\u00e0 \u00e8 molto bassa, ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla sensazione e di elementi immaginari presenti nelle relazioni dei testimoni, creati ed amplificati per chiusura e misteriosit\u00e0 di questi ambienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dinamica di sviluppo di questo fenomeno origina una grande divergenza dei risultati quantitativi comportando il disorientamento dell\u2019informazione. Prendendo in considerazione la specificit\u00e0 di attivit\u00e0 di varie sette distruttive e la loro diversit\u00e0, secondo noi, le ricerche pi\u00f9 adeguate sono quelle qualitative con la considerazione dell\u2019aspetto psicologico e psicosociologico. Tali ricerche conducono alla conoscenza individuale dei casi concreti e trattano ogni persona esaminata come un\u2019unit\u00e0 individuale. Sono quindi le ricerche volte alla conoscenza dei condizionamenti comportamentali dei singoli membri delle sette in relazione all\u2019ambiente in cui essi vivono, in relazione al gruppo in cui svolgono i determinati ruoli sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, queste ricerche riguardano un raggio d\u2019azione limitato. Di solito sono \u201cgli studi dei casi\u201d in base ai quali non si pu\u00f2 costruire nessuna conclusione di carattere generale. Riassumendo: bisogna affermare che l\u2019analisi del fenomeno delle sette distruttive con i metodi tradizionali sembra molto complessa, difficile e non comporta i risultati di conoscenza attendibili. Per questo motivo sarebbe necessario iniziare un altro tipo di ricerca (e soprattutto cambiare le tecniche di ricerca), cui i risultati potrebbero costituire una base per formulare le conclusioni di carattere generale, come risposta ai bisogni di soluzioni concrete, sia al livello sociale, sia a quello scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. In riferimento alle ricerche qualitative svolte nell\u2019aspetto sociopsicologico, non \u00e8 possibile riconoscere le azioni all\u2019interno delle sette distruttive secondo uno schema metodologico prestabilito, per la specificit\u00e0 e la diversit\u00e0 dei loro sintomi. Le forme di attivit\u00e0 di questi gruppi sono molto diverse, basate di solito sulle relazioni interpersonali intime, di conseguenza il riconoscimento delle intenzioni di diverse sette, per esempio in riferimento alle relazioni interpersonali con i membri nuovi, pone un processo di carattere sociopsicologico, molto serio e complicato. Da questo punto di vista, l\u2019influenza negativa e distruttiva sulla psiche dei membri di questi gruppi, che consiste nell\u2019utilizzo dei metodi di reclutamento non etici, rappresenta la pi\u00f9 grave accusa contro queste organizzazioni. Tuttavia il riconoscimento delle caratteristiche di questi metodi di reclutamento, basati sull\u2019utilizzo delle psicomanipulazioni, rappresenta un problema metodologico molto complicato, poich\u00e8 le conseguenze di questo tipo di azioni si verificano di solito dopo molto tempo dal loro utilizzo, in forma delle azioni concrete, ontologiche, svolte dalle persone che si trovano sotto l\u2019influenza \u201cdell\u2019idottrinazione\u201d, invece l\u2019affermazione dello stato della distruttivit\u00e0 di queste azioni sulla psiche dei fedeli non sembra possibile ad un\u2019osservazione. Per questo motivo \u00e8 molto importante partire dall\u2019introduzione delle azioni di prevenzione, avendo per obiettivo quello di superare le attivit\u00e0 concrete di questi gruppi di carattere distruttivo. Invece sembra impossibile l\u2019affermazione dello stato di distruttivit\u00e0 di tali attivit\u00e0 sulla psiche dei fedeli, in risultato di una osservazione. Per questo motivo \u00e8 molto importante iniziare le azioni di prevenzione con l\u2019obiettivo di precedere le azioni concrete di carattere distruttivo da parte dei gruppi di questo tipo. La separazione dei metodi di influenzamento sociale dalle tecniche di manipulazione psichica, sembra un\u2019operazione teorica molto complicata e nello stesso molto difficile da applicare in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente la risposta a questo problema bisognerebbe cercarla sul piano della psicologia e sociopsicologia tramite l\u2019introduzione delle ricerche concrete, tese a ottenere le informazioni credibili sui modi di influenzamento psicologico che si possono scontrare all\u2019interno delle sette distruttive. Probabilmente non \u00e8 possibile svolgerre una ricerca criminalistica senza prendere in considerazione i risultati di queste analisi. Il problema dei comportamenti che si riscontrano nelle strutture interne delle sette distruttive consiste nelle relazioni interpersonali, ovvero sul piano interpsichico, quindi, secondo noi, l\u2019introduzione delle ricerche socio-psicologiche risulta indispensabile nel tentativo di riconoscimento di questo fenomeno sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. La problematica socio-psicologica implica i seri problemi sul piano delle scienze penali. Si pu\u00f2 rischiare l\u2019affermazione che l\u2019analisi del fenomeno delle sette distruttive, svolta nell\u2019aspetto vittimologico, eziologico o socio psicologico, conduce alla \u201cminiera di particolari problemi della ricerca\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019aspetto vittimologico: il problema delle attivit\u00e0 delle sette distruttive rimane strettamente connesso con gli argomenti della socio-psicologia. Tornando alle domande poste all\u2019inizio delle nostre riflessioni, ci poniamo il problema se le persone soggette alla psicomanupulazione devono essere consapevoli della loro vittimizzazione per essere riconosciute come vittime, oppure non \u00e8 necessario che la persona si renda conto di essere manipolata dagli altri. Sono problemi molto delicati ai quali bisogna tentare le risposte attraverso la loro analisi di natura teorica, complessivamente con il problema di riconoscimento della psicomanupulazione come azione ontologica e di dimostrazione di queste attivit\u00e0 e della loro distruttivit\u00e0 come infrazione della libert\u00e0 della persona, fino ai problemi ancora pi\u00f9 sottili come riflessioni sui suicidi dei membri delle sette apocalittiche e il riconoscimento dell\u2019autosufficienza decisionale nell\u2019autovittimizzazione estrema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019aspetto eziologico vale la pena di iniziare la riflessione su due questioni riguardanti le cause della popolarit\u00e0 delle sette distruttive e le cause della dinamica dello sviluppo di questo tipo di gruppi e cercare di trovarne le risposte (le soluzioni) a questi problemi di ricerca, visto che le cause della popolarit\u00e0 delle sette distruttive costituiscono probabilmente uno degli argomenti pi\u00f9 complessi di multi-casualit\u00e0 in riferimento a questo fenomeno sociale. Saper dare la risposta alla domanda sulle cause di popolarit\u00e0 e di sviluppo delle sette distruttive, comporterebbe le ricerche volte a trovare un antidoto contro le attivit\u00e0 dannose di questi gruppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 molto importante la riflessione sulla prevenzione che mira ai postulati aventi per obiettivo la riduzione dei pericoli da parte di questi gruppi, ma soltanto nel caso di un corretto riconoscimento (quindi corrispondente alla verit\u00e0) di questo fenomeno. Secondo noi, si pu\u00f2 effettuare la ripresa delle azioni metodologiche appropriate sul piano della criminalistica in forma delle cosiddette azioni operativo-distintive, che devono servire ad un riconoscimento oggettivo di questo fenomeno e alla sua classificazione come patologia o come norma sociale. Le ricerche criminalistiche quindi possono contribuire con la fonte d\u2019informazione su forme, metodi e tecniche distruttive dei comportamenti riscontrati nelle sette religiose e descrivere il grado di pericolo di queste sette. Contemporaneamente possono portare un ricco materiale empirico per le riflessioni sul piano teorico (scientifico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riassumendo si pu\u00f2 affermare che la risposta sui pericoli da parte delle sette distruttive rimane sempre una risposta non univoca e aperta. Una risposta univoca, nell\u2019attuale stato della conoscenza, sembra impossibile. L\u2019argomento \u00e8 molto complesso per motivi di mancanza del suo riordinamento sul piano sociale e metodologico nell\u2019ambito delle diverse discipline scientifiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di una giusta lettura della problematica \u00e8 il problema della sua valutazione con l\u2019utilizzo delle relative proporzioni, conformemente all\u2019aspetto in cui esso viene risolto e al livello di riflessioni in cui viene condotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta, quindi, a questo problema dipende dalla ripresa dei provvedimenti adeguati, miranti al suo riconoscimento attraverso la scelta di una disciplina scientifica adeguata e nel suo ambito dei metodi e delle tecniche di ricerca universali, che potrebbero rendere possibile il riconoscimento di questo fenomeno. Il problema di scelta di una disciplina scientifica che disponesse di un adeguato apparato concettuale e contemporaneamente di un adeguato apparato metodologico, cui l\u2019utilizzo permetterebbe di effettuare il riconoscimento dei nuovi fenomeni sociali caratterizzati da inclinazioni patologiche, presenta un importante problema per le ricerche epistemologiche moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi fondamentali nascono soprattutto per la specificit\u00e0 di questi fenomeni e soprattutto per le loro molteplici cause e per l\u2019interdisciplinarit\u00e0, ci\u00f2 implica le difficolt\u00e0 nel trovare i metodi di ricerca universali cui l\u2019utilizzo permetterebbe di effettuare il riconoscimento di questi fenomeni. Per questo motivo la scelta della criminalistica come scienza con i principi di carattere interdisciplinare, permette una riflessione metodologico-epistemologica in riferimento al problema di ricerca dei fenomeni delle sette distruttive. La criminalistica dispone di metodi adeguati e di mezzi che permettono una riflessione al livello teorico conoscitivo. Questa riflessione \u00e8 basata sui fatti confermati empiricamente mediante le tecniche di ricerca elaborate da questa disciplina, quali le attivit\u00e0 operativo-distintive in forma semplice e complessa. I risultati di queste azioni protocollate a norma di legge, dovrebbero essere trattati come fonte di informazioni credibili e costituire le fondamenta per le ulteriori riflessioni sul piano teorico (scientifico). Tuttavia il problema che sorge dopo lo svolgimento delle attivit\u00e0 operativo-distintive (la raccolt\u00e0 delle informazioni) ci pone davanti alla domanda sulla scelta dell\u2019ambito nel quale dovrebbero essere divulgati i risultati, se tali attivit\u00e0 sono state intraprese come segrete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito delle forze pubbliche \u00e8 il mantenimento e la prevenzione dell\u2019ordine pubblico, quindi la questione appartiene alle competenze di questi organi. In gran parte sono proprio le forze pubbliche a svolgere la distinzione dei nuovi fenomeni sociali di inclinazioni patologiche, mediante le azioni concrete di carattere empirico, che dovrebbero avere l\u2019influenza sulla formazione dell\u2019opinione pubblica sui pericoli sociali connessi per esempio con le attivit\u00e0 delle sette distruttive, sulla base dei risultati ottenuti nelle ricerche condotte da loro (le azioni operativo-distintive).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo delle forze della polizia inteso in questo modo, costituisce la proposta di riordinamento del \u201cdisordine dell\u2019informazione\u201d riguardante questo fenomeno. Il ruolo della criminalistica che per il principio consiste in individuazione dei fenomeni appartenenti alla patologia sociale in riferimento alle sette distruttive, presenta un fattore essenziale di classificazione di questo fenomeno o come norma o come patologia sociale e potrebbe fornire le indicazioni delle caratteristiche di tale patologia, cui l\u2019esplicazione sembra particolarmente difficile. La criminalistica si pu\u00f2 trattarla come un\u2019alternativa teorico conoscitiva, come una disciplina che dispone di un\u2019insieme dei metodi e delle tecniche di ricerca, come per esempio<br \/>\nle azioni operativo-distintive (se l\u2019oggetto di ricerca sono i fenomeni sociali, altrimenti le tecniche sono diversificate) che permettono di distinguere questo fenomeno sociale in forma oggettiva, secondo i prinicipi di verit\u00e0 materiale. I risultati delle ricerche criminalistiche (in questo caso mediante la conduzione delle attivit\u00e0 operativo-distintive concrete) permettono di classifacare questo fenomeno come norma o come patologia sociale, ci\u00f2 sembra avere grande importanza nei processi epistemologici sul piano delle attivit\u00e0 empiriche come anche delle riflessioni teoriche (scientifiche) e presenta un prezioso valore di prevenzione dai potenziali pericoli che risultano la conseguenza delle attivit\u00e0 di questo tipo di gruppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[i] Maciej Szostak \u00e8 il professore straordinario presso la Cattedra di Criminalistica Facolt\u00e0 di Legge, Amministrazione ed Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Wroc\u0142aw e presso l\u2019Istituto di Medicina Legale presso l\u2019Universit\u00e0 Medica dell\u2019Universit\u00e0 di Wroclaw (Polonia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Maciej Szostak[i] &#8211; Traduzione dalla lingua polacca a cura di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni) \u00a0 \u201c (&#8230;) Sali quass\u00f9, ti mostrer\u00f2 le cose che devono accadere in seguito\u201d. 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