{"id":5677,"date":"2014-11-01T00:03:43","date_gmt":"2014-10-31T23:03:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5677"},"modified":"2024-01-08T12:29:47","modified_gmt":"2024-01-08T11:29:47","slug":"la-crudelta-e-le-sue-molteplici-cause","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-crudelta-e-le-sue-molteplici-cause\/","title":{"rendered":"La &#8216;crudelt\u00e0&#8217; e le sue molteplici cause"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Maciej Szostak<\/strong><strong><\/strong><strong>[i] &#8211; <\/strong>traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe opportuno iniziare il presente intervento con la definizione della \u201ccrudelt\u00e0\u201d o almeno provare a delinearne il concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa possiamo definire come crudelt\u00e0 e che cosa non \u00e8 definibile con questo termine?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella logica formale quando non esiste la possibilit\u00e0 o quando non esistono le competenze per fornire una definizione, la delimitazione dell\u2019oggetto viene formulata attraverso la sua definizione per contrasto. Cos\u00ec potremmo fare anche nel nostro caso, comunque cerchiamo di avanzare l\u2019argomento della crudelt\u00e0, senza anticipare i tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente la crudelt\u00e0 \u00e8 legata con il concetto del male e non del bene, \u00e8 certamente qualcosa di dannoso al livello sociale, quindi si verifica nella societ\u00e0 umana e non animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema della crudelt\u00e0 degli animali \u00e8 interessante, tuttora aperto e pieno di incertezze, poich\u00e9 finora non siamo in grado di rispondere alla domanda se gli animali possono essere crudeli. Non sappiamo se i loro comportamenti naturali (cio\u00e8 le torture che noi troviamo senza senso), accadono per il bisogno della lotta per sopravvivenza, per il dominio nel branco o per acquistarsi i favori del rappresentanti del sesso opposto. Ma molto probabilmente il comportamento crudele non appartiene agli animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo la crudelt\u00e0 bisognerebbe valutarla come comportamento tipicamente umano \u2013 come prodotto umano, astratto dal bisogno di sopravvivenza e dai condizionamenti, come concetto non caricato da nessuna azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora che abbiamo precisato che la crudelt\u00e0 \u00e8 connessa al male, poniamoci la domanda: \u201cche cosa \u00e8 il male?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cultura europea \u201dil male\u201d secondo i pi\u00f9 antichi sistemi filosofici del V e IV secolo a.C., \u00e8 semplicemente una mancanza del bene e con questa caratteristica viene considerato da Socrate nel suo sistema dell\u2019intellettualismo etico, come anche da Platone e Aristotele. Il male e le concezioni del male sono conosciute, probabilmente, dai tempi delle origini dello stesso male. Intendo dire che la concezione del male trova il principio nelle culture con il dominio delle religioni politeistiche, come per esempio nell\u2019Antica Roma, nella cultura babilonese o nell\u2019Egitto (in queste culture e religioni esistevano i dei responsabili per il male oppure identificati con il male), invece le concezioni del male presenti nella forma scritta delle riflessioni dei primi pensatori, ovvero dei filosofi della Grecia Antica citati in alto, nascono pi\u00f9 tardi (dalla nostra prospettiva della storia della filosofia), ovvero verso il VI e V secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma n\u00e9 questi, n\u00e9 prossimi sistemi filosofici (etici) dell\u2019antichit\u00e0, come per esempio epicureismo, stoicismo o neoplatonismo risolvono il nostro problema, anche se probabilmente ci avvicinano alla sua soluzione. Sappiamo gi\u00e0 che la crudelt\u00e0 non pu\u00f2 essere messa in rapporto con il bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Medioevo, nei tempi in cui nascono i grandi sistemi teologici, cio\u00e8 il sistema di san Agostino e di san Tommaso, il fenomeno dello \u201csviluppo dell\u2019epoca della crudelt\u00e0\u201d sembra vivere la sua estensione. Oggi tutto ci\u00f2 ci sembra paradossale: nei tempi del pi\u00f9 grande dominio religioso e delle sue influenze, nascono i pi\u00f9 insensati e i pi\u00f9 crudeli modi di applicare la sofferenza alle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma prima di passare alle riflessioni sul ruolo della cosiddetta Santa Inquisizione nella storia della crudelt\u00e0, vorremmo tentare di rispondere ancora una volta alla domanda \u201cche cosa \u00e8 la crudelt\u00e0\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Ren\u00e9 Guyon, celebre studioso di questa problematica e professore della filosofia, la crudelt\u00e0 \u00e8 un\u2019intenzionale e consapevole applicazione della sofferenza ad un essere vivente in grado di avvertire gli stimoli. La crudelt\u00e0 \u00e8 un piacere per colui che l\u2019applica \u2013 dice Ren\u00e9 Guyon \u2013 \u00e8 il piacere pi\u00f9 disgustoso che si possa immaginare, poich\u00e9 quel piacere nella sua essenza \u00e8 una vigliaccheria, poich\u00e9 consiste nel torturare esclusivamente una creatura pi\u00f9 debole e indifesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crudelt\u00e0 prova, secondo Guyon, la mancanza d\u2019intelligenza e di carattere. Non si pu\u00f2 parlare d\u2019intelligenza l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 la comprensione e la compassione nel penetrare l\u2019animo altrui: l\u2019intelligenza \u00e8 il bene e non il male. Che cosa vale la vita, se l\u2019esperienza non ci insegna di essere buoni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Una posizione simile l\u2019assumeva Socrate, nella sua concezione dell\u2019intellettualismo etico sosteneva che l\u2019uomo intelligente non si comporter\u00e0 mai male, <em>crudelmente<\/em>, ci\u00f2 significa che il male e la crudelt\u00e0 trovano l\u2019origine nell\u2019inconsapevolezza dell\u2019uomo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i crimini e gli omicidi il primo posto detiene la crudelt\u00e0. Guyon afferma che la crudelt\u00e0 \u00e8 un istinto raffinato delle rotture e della distruzione, poich\u00e9 il suo istinto si origina dalla vita e distruggendola vogliamo che la creatura alla quale si toglie la vita soffra a pi\u00f9 lungo possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, guardando il passato, ma anche il presente, sembra che la crudelt\u00e0 sia una specie di \u201carte\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sviluppatasi in tutte le epoche e quasi in tutte le nazioni e non \u00e8 possibile stabilire a chi appartiene il primato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici sostengono che il record della crudelt\u00e0 \u00e8 da conferire all\u2019Assiria. Nella sua cultura l\u2019uomo svelava un talento particolare di applicare la sofferenza con i pi\u00f9 strani strumenti di torture. A titolo di esempio vorrei citare la tortura con \u201cil cuscino di paglia\u201d molto popolare in India. Essa consisteva in \u201clavoro\u201d del boia che con l\u2019utilizzo dei martelli di pietra, non troppo grandi, spezzava le ossa del condannato in piccoli pezzettini, senza togliergli la pelle. In seguito girava il corpo tenendolo per i capelli e comprimeva la massa del corpo formandone il cosiddetto cuscino. Si pensa che gli indonesiani dimostravano una capacit\u00e0 altrettanto alta nelle torture che nelle riflessioni metafisiche (torture che ovviamente non avevano nulla a che fare con gli insegnamenti del Buddha).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale considerazione trova il riflesso nelle parole di Helbing, secondo cui <em>l\u2019Asia non \u00e8 soltanto la culla della religione, ma indubbiamente l\u00ec trova l\u2019origine anche la tortura<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tortura oltre ad essere diffusa in Assiria e in altri paesi dell\u2019Asia, era conosciuta anche in Egitto. Ma sembra che proprio la tortura asiatica sia stata a invadere anche le terre europee. Infatti dall\u2019Asia la tortura \u00e8 passata alla Grecia e i greci si sono dimostrati dei bravi allievi. La loro crudelt\u00e0 si rispecchia nella mitologia, dalla quale, a titolo di esempio, vorrei ricordare alcuni frammenti pi\u00f9 popolari: Prometeo incatenato alla roccia; Marzio spellato da Apollo; la camicia infuocata di Dejanira; il letto di Procruste, il re Issione che fu condannato da Zeus, dio degli dei e degli uomini, all\u2019inferno e alle sofferenze eterne nella ruota della tortura per aver corteggiato la sua moglie Giunone. Oppure il mito del pastore Melanhias, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di costringere qualcuno di parlare con l\u2019ausilio delle torture risale alle origini del mondo e si potrebbe dire che \u00e8 innata nell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, con l\u2019esperienza secolare alle spalle, vale la pena porci la domanda se le informazioni acquisite durante le torture possono essere considerate vere? Sicuramente no. Nonostante ci\u00f2, i numerosi esempi della storia dimostrano che la vigliaccheria prevaleva sulla riflessione e logica. La tortura \u00e8 un \u201cprivilegio\u201d della civilizzazione. Le stirpi germaniche ostrogoti, visigoti, e franchi l\u2019hanno assunta dai romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia e nell\u2019ambito puramente tedesco, la tortura \u201cgiudiziaria\u201d non era conosciuta, almeno non veniva utilizzata metodicamente, principalmente veniva sostituita da cosiddetta ordalia, cio\u00e8 dal tribunale divino. In Germania la tortura viene affermata soltanto con l\u2019introduzione del diritto romano, che fu diffuso dagli imperatori tedeschi. Con questo fatto nel popolo tedesco si sviluppa e dilaga la finzione (ma qualche vota forse anche la credenza) di essere i legittimi successori degli imperatori romani, che gli \u201cgiustifica\u201d di utilizzare la tortura come una pratica comune nel procedimento penale in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle pi\u00f9 terribili carte nella storia della crudelt\u00e0 e nello stesso momento la pi\u00f9 buia carta nell\u2019esercizio della Chiesa \u00e8 sicuramente rappresentata dall\u2019attivit\u00e0 della Santa Inquisizione, sorta nel XIII secolo. Un impulso fondamentale al suo sviluppo fu l\u2019origine di cosiddetto catarismo, eresia manichea che principalmente conquist\u00f2 quasi tutto il sud della Francia, avanzando sempre pi\u00f9 al sud. La Chiesa di fronte alla paura di perdere il proprio dominio decise di utilizzare i mezzi particolari della spietata severit\u00e0 e della crudelt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime condanne degli eretici furono eseguite nel 1022 in Orleans, con la morte sul rogo di tredici persone. Da quel momento tali esecuzioni furono sempre pi\u00f9 frequenti. I roghi con gli eretici bruciavano in ogni luogo dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda carta della crudelt\u00e0 \u00e8 costituita dai processi alle streghe e agli stregoni. L\u2019accanimento con cui venivano sterminate soprattutto le streghe (uno stregone su dieci streghe) \u00e8 il risultato delle<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">pi\u00f9 profonde delle superstizioni, quindi dell\u2019ignoranza che crea la paura e propaga la morte. La morte purificatoria, quindi particolarmente sofferta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima carta buia nella storia della crudelt\u00e0, ma purtroppo sempre attuale, \u00e8 l\u2019eterna relazione con gli animali. Su questo problema vorrei soffermarmi un po\u2019 di pi\u00f9. Secondo Roman Zdziechoeski, famoso filosofo polacco e grande conoscitore della crudelt\u00e0, il fattore comune che unisce tutte le creature viventi sulla terra \u00e8 proprio la sofferenza e il dolore. Da questo fattore comune a noi tutti si potrebbe trarre una semplice conclusione, che in base alla conoscenza della propria sofferenza, ogni creatura dovrebbe saper comprendere un altro essere vivente, perci\u00f2 non applicargli il dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ogni giorno della nostra esperienza umana dimostra che la situazione \u00e8 totalmente opposta. L\u2019uomo, essere \u201cpensante\u201d, ha causato lo squilibrio nelle proporzioni dell\u2019ambiente naturale, nella natura, uccidendo o per il guadagno materiale oppure comunque senza un motivo giustificabile. L\u2019uomo, sotto questo punto di vista, \u00e8 l\u2019unica creatura capace di uccidere per cause diversi dalla fame, traendo spesso il piacere dalla stessa percezione della sofferenza altrui, dunque a contrario degli animali: un leone sazio o uno squalo non attaccano mai per un solo piacere di uccidere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il panico dell\u2019uomo di fronte agli squali, ha causato le uccisioni di massa di questa specie che, come confermano le ultime ricerche, \u00e8 molto vicina ai mammiferi. Tali uccisioni sono completamente inspiegabili, poich\u00e9 le statistiche dimostrano che su tremila affogamenti, solo uno \u00e8 provocato dall\u2019attacco dello squalo. Invece l\u2019uomo incapace di nuotare non ha paura di sfidare l\u2019acqua; il panico si crea al momento dell\u2019incontro con lo squalo nel suo habitat naturale, attribuendo a questa creatura l\u2019immagine di un essere spietato e assassino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro problema che riguarda i nostri simili, cio\u00e8 i mammiferi marini, tocca le bestiali uccisioni dei delfini, la cui intelligenza \u00e8 stata pi\u00f9 volte apportata all\u2019intelligenza dell\u2019uomo (non per caso le leggende antiche citano i delfini come uomini dell\u2019Atlantide). Vale la pena di osservare in questo luogo, che esistono le ricerche psicologiche che misurano l\u2019intelligenza rapportando la lunghezza della spina dorsale alla superficie della corteccia cerebrale dell\u2019animale. Dunque: nei casi dei delfini tale rapporto \u00e8 quasi identico ai risultati ottenuti nella specie dell\u2019homo sapiens. Tuttavia, nonostante l\u2019affinit\u00e0 che l\u2019uomo condivide con il delfino, nonostante la conosciuta fiducia e la sollecitudine dei delfini nei confronti della nostra specie, questi animali affascinanti e amichevoli vengono uccisi con la singolare ferocia e spietatezza proprio dall\u2019uomo. In questo luogo vorrei citare soprattutto le crudelt\u00e0 dei pescatori delle Isole delle Pecore, che ogni anno svolgono la caccia a questo mammifero, giustificandola con l\u2019antica tradizione. In questo tipo di \u201cfesta\u201d durante la quale i delfini catturati e intrappolati fra le barche dei pescatori vengono uccisi a colpi degli arpioni, partecipano le famiglie intere: padri, madri e figli, tramandando ulteriormente la crudele usanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La misura del rapporto umano con gli animali, secondo Guyan, \u00e8 rappresentata dalla lingua. L\u2019uomo attraverso la parola \u201canimale\u201d esprime il sinonimo di nullit\u00e0 e di vigliaccheria, eppure molto spesso al posto di parole <em>crudelt\u00e0<\/em> o di <em>spietatezza<\/em> viene usato il termine <em>bestialit\u00e0<\/em>. Considerando queste mie riflessioni dal punto di vista della crudelt\u00e0 dell\u2019uomo verso gli animali, giungo alla conclusione che gli animali pi\u00f9 di qualcun altro avrebbero il pieno diritto di utilizzare il termine \u201c<em>uomo<\/em>\u201d come il sinonimo di <em>spietatezza <\/em>e di<em> vigliaccheria<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine ancora una riflessione che riguarda probabilmente le basi delle radici della crudelt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena di chiedersi: quali sono i principi della tortura applicata come atto di riparazione del torto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo atto legale in questo ambito sembra essere il codice di Hammurabi (circa 1700 a.C.) chiamato \u201cgiusto\u201d e da cui deriva la regola \u201c<em>occhio per occhio, dente per dente<\/em>\u201d. Secondo me questo codice sta alle basi di arrogarsi il diritto di fare la giustizia sociale, secondo il proprio senso di giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia gi\u00e0 360 anni prima del codice Hammurabi esisteva il primo codice scritto dall\u2019uomo, si tratta del codice del re dei summeri UR-nammu, che affermava che non si pu\u00f2 fare del male all\u2019uomo nella stessa misura che abbia fatto lui, per la sua azione inadeguata, quindi ingiusta. Non bisogna punire la violenza con la violenza, l\u2019omicidio con l\u2019omicidio. Questo codice era conosciuto ai contemporanei del re UR-nammu ma come dimostra la storia, l\u2019uomo, nella sete di sangue, preferiva scegliere il codice Hammurabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la normativa moderna del codice del re UR-nammu ha trovato l\u2019applicazione nel codice penale polacco e in quasi tutta l\u2019Europa, nella cosiddetta umanizzazione della legge, riprendendo anche le teorie di Kant. Kant, creatore delle teorie che fino ad oggi costituiscono un preciso modello per le codificazioni, affermava che l\u2019uomo \u00e8 in grado di raggiungere la pi\u00f9 alta forma della giustizia sociale attraverso l\u2019utilizzo, nella regola, di cosiddetta ritorsione penale cio\u00e8 del codice del Hammurabi. Hegel in questo ambito ha creato un sistema dialettale e nonostante che quel sistema fosse molto valido nelle concezioni, \u00e8 stato utilizzato per i pi\u00f9 spregevoli sistemi che annientavano la dignit\u00e0 umana, quali: marxismo-leninismo, comunismo e nazismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando queste riflessioni pongo un\u2019altra domanda: \u201cla crudelt\u00e0 quindi esiste nella natura umana, \u00e8 una condizione acquisita o innata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse concezioni della psicologia e della filosofia e delle altre scienze sociali che si occupano di questa problematica, si pongono la stessa domanda. Dagli albori della scienza che si occupa del problema degli atti malvagi, gli studiosi sono divisi nelle opinioni sulla crudelt\u00e0 umana: alcuni sono convinti che l\u2019uomo nasce geneticamente appesantito dalle tendenze a compiere gli atti crudeli, gli altri ritengono che la spietatezza \u00e8 una tendenza acquisita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La psicologia moderna afferma che la crudelt\u00e0 \u00e8 l\u2019insieme delle caratteristiche personali acquisite e innate, che si manifestano nei luoghi, nei tempi e nelle condizioni precisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di queste riflessioni vorrei esprimere la speranza che quel che chiamiamo la storia della crudelt\u00e0 rimanga nelle nostri menti soltanto come un triste racconto dei tempi passati, e ci insegni come la storia dovrebbe saper trarre le conclusioni costruttive, quindi giuste, riguardanti la realizzazione della nostra umanit\u00e0, l\u2019umanit\u00e0 buona per noi e per tutta la realt\u00e0 del pi\u00f9 grande fenomeno della natura quale l\u2019intelligenza dell\u2019uomo. Soltanto in questo avremo la possibilit\u00e0 di diventare <em>uomini veramente umani<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[i] Maciej Szostak \u00e8 il professore straordinario presso La Cattedra di Criminalistica della Facolt\u00e0 di Legge, Amministrazione ed Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Wroclaw e di Istituto di Medicina Legale presso l\u2019Universit\u00e0 Medica dell\u2019Universit\u00e0 di Wroclaw (Polonia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Maciej Szostak[i] &#8211; traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni) Sarebbe opportuno iniziare il presente intervento con la definizione della \u201ccrudelt\u00e0\u201d o almeno provare a delinearne il concetto. <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5138,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[27,11,5,2608,1],"tags":[],"class_list":["post-5677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-criminologia","category-rubriche-giuridiche","category-fascicoli","category-n-019-11-2014","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/1360662_61612758.jpg?fit=4288%2C2848&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1tz","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5677"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10831,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5677\/revisions\/10831"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}