{"id":5765,"date":"2014-12-01T00:09:19","date_gmt":"2014-11-30T23:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5765"},"modified":"2014-12-01T00:09:19","modified_gmt":"2014-11-30T23:09:19","slug":"ecb-stress-test-results-un-ottimismo-forse-di-facciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/ecb-stress-test-results-un-ottimismo-forse-di-facciata\/","title":{"rendered":"ECB stress test results: un ottimismo forse di facciata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Gianluca Bogialli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la recente pubblicazione da parte della <em>Banca Centrale Europea <\/em>dei risultati sugli <em>stress test <\/em>condotti sui <em>130 <\/em>istituti bancari dell\u2019Euro zona, si inizia a percepire una ventata di ottimismo sulla solidit\u00e0 del sistema bancario. Questo sentore potrebbe per\u00f2 essere poco adeguato se si vanno ad analizzare i risultati nel dettaglio: con tutte le premesse del caso, gli istituiti bancari che escono positivamente da questo test farebbero bene a non dormire sugli allori, in quanto questo non \u00e8 altro che uno degli N controlli che da qui in poi verranno effettuati sul sistema bancario del vecchio continente. Idealmente, infatti, i suddetti controlli all\u2019avvicinarsi dell\u2019ipotetico \u201cworst scenario(1) \u201d economico ipotizzato da <em>ECB<\/em>, cresceranno in rigidit\u00e0 ed in frequenza;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La meccanica di svolgimento del test segue un processo volto a cogliere le vulnerabilit\u00e0 del sistema, colpendo l\u2019economia con uno shock di 260 punti base il \u201ccommon equity\u201d (CET anche chiamato common equity tier 1) degli istituti bancari, ovvero la parte di capitale sociale pi\u00f9 rilevante, la pi\u00f9 \u201csenior\u201d, facendo decrescere il parametro da 11.1% a 8.5% in 3 anni. I principali driver(2) colpiti sono le perdite da rischio di credito e l\u2019aumento dell\u2019esposizione al rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito il link al report sugli stress test, consultabile dal sito di EBA (European Banking Authority): https:\/\/www.eba.europa.eu\/-\/eba-publishes-2014-eu-wide-stress-test-results<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se pur con esito positivo, i risultati hanno messo in luce solamente un aspetto del rischio connesso al settore bancario, facendo un focus sul rischio sistemico nell\u2019Area Euro, quello quindi non diversificabile, delineando comunque una <em>Black-list <\/em>di banche che ad oggi non raggiungono tutti requisiti patrimoniali dettati dagli standard internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apparentemente questo ottimismo \u201cforzato\u201d e di facciata, sembra mettere in secondo piano quello che probabilmente i risultati non evidenziano adeguatamente; a tal riguardo la maggior parte dei governatori delle banche nazionali elogia il lavoro svolto dai propri <em>controller <\/em>nel monitorare i rischi nelle loro diverse tipologie, oltre che lo sviluppo implementativo dei sistemi di <em>auditing(<\/em><em>3) <\/em>delle banche commerciali da essi promosso. Vengono quindi messi il luce dei risultati che, per gli esperti del settore erano potenzialmente noti da tempo, essendo semplicemente una estrapolazione dei <em>rating <\/em>dei singoli paesi e delle banche stesse, pesati per il rischio sistemico dell\u2019Area Euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sopracitati istituti bancari appartenenti alla <em>black-list <\/em>sono comunque una parte del sistema bancario che, cumulati, rappresentano un <em>Gap <\/em>in termini di requisiti patrimoniali pari a circa \u20ac 9,5 mld, su un totale complessivo di fabbisogno finanziario del sistema che si aggira intorno ai \u20ac 25 mld. Il deficit risulta distribuito su 25 istituti bancari, solo 13 dei quali rientrano appunto nella <em>black-list<\/em>, avendo i 12 istituti rimanenti, nel corso del 2014, gi\u00e0 provveduto ad effettuare operazioni di rifinanziamento straordinario, volte a raggiungere una posizione finanziaria stabile entro il prossimo esercizio. Potenzialmente per\u00f2 questi 13 istituti i potrebbero, una volta collassati, trascinare con s\u00e9 anche gli altri istituti risultati sicuri nell\u2019analisi (o peggiorarne progressivamente la posizione finanziaria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito \u00e8 riportata la classifica dei peggiori 13 istituti bancari classificati per Gap in fabbisogno finanziario ed un grafico a torta sull\u2019esposizione relativa del Gap, considerando la residenza delle banche a rischio analizzate:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"5766\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/ecb-stress-test-results-un-ottimismo-forse-di-facciata\/snag-14113015552400\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?fit=513%2C575&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"513,575\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Fig1-2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?fit=267%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?fit=513%2C575&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5766\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?resize=513%2C575\" alt=\"Fig1-2\" width=\"513\" height=\"575\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?w=513&amp;ssl=1 513w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/SNAG-14113015552400.jpg?resize=267%2C300&amp;ssl=1 267w\" sizes=\"(max-width: 513px) 100vw, 513px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Un punto di riflessione importante \u00e8 quello legato al rischio di liquidit\u00e0 connesso al rischio di default: pi\u00f9 il \u201cworst scenario\u201d utilizzato da ECB per il calcolo dello stress test si avvicina, pi\u00f9 queste banche faranno fatica a scambiare sull\u2019interbancario generando un ipotetico rischio di blocco della liquidit\u00e0 del sistema. Non essendo gli operatori dell\u2019interbancario a conoscenza di quanto gli istituti nello specifico siano coinvolti a vicenda con le banche identificate dalla black list, si registrer\u00e0 un netto calo nella propensione allo scambio di liquidit\u00e0, anche a livello overnight(4), in quanto , potenzialmente, il capitale reperito potrebbe essere impiegato per chiudere delle posizioni in essere che le banche potrebbero detenere avendo come contropartita proprio questi istituti della Black-list, (probabilmente sotto forma di debito strutturato, al fine di celare l\u2019identit\u00e0 della banca detentrice del debito reale), i quali, fallendo renderebbero insolvente anche il creditore inconsapevole.<br \/>\nOltre a questa problematica c\u2019\u00e8 il classico esempio del \u201cbank run(5)\u201d, ovvero la corsa agli sportelli: queste banche infatti registreranno un evidente aumento del loro rischio reputazionale e saranno costrette a rivedere i propri modelli comportamentali per i depositi a vista, per tenere in considerazione il maggior rischio di perdita di capitale circolante (lato raccolta nel breve termine), dettato dal peggioramento in termini di tale rischio.<br \/>\nUn\u2019altra evidenza che questi risultati mettono in luce, non \u00e8 altro che lo scontato esito degli stessi, gi\u00e0 incorporato per la maggior parte nei prezzi dei titoli prima dell\u2019uscita dei risultati; era infatti lampante che i 13 istituti risultati non in linea con i requisiti minimi imposti, gi\u00e0 da tempo non avevano una situazione di bilancio tale per cui si potesse pensare ad un esito differente, motivo per il quale, una buona parte di questi ultimi, nel corso del 2014 ha intrapreso manovre per migliorare la propria posizione finanziari in termini di capitale, sia in prospettiva di futuri controlli, sia in ottica Basilea 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ESPOSIZIONE ITALIANA AL PROBLEMA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia gli istituti che mostrano carenze in termini di capitale sono:<br \/>\n&#8211; Mps: \u20ac 2.11 mld di Gap<br \/>\n&#8211; Banca Carige: \u20ac 0.81 mld di Gap<br \/>\n&#8211; Banca popolare di Vicenza: \u20ac 0.22 mld di Gap<br \/>\n&#8211; BPM: \u20ac 0.17 mld di Gap<br \/>\nPer le ultime due aziende i deficit sono gi\u00e0 stati coperti da operazioni straordinarie diverse dall\u2019aumento di capitale (rientrando quindi nelle 12 banche salvate dalla black-list), mentre le prime due dovranno strutturare dei contingent plan(6), per ovviare ai deficit osservati, rientrando di fatto nel gruppo degli istituti a rischio.<br \/>\nDa un\u2019analisi approfondita condotta su Mps, si evince che l\u2019istituto si trova in una posizione poco favorevole, detenendo una esposizione di deficit che \u00e8 la pi\u00f9 grande tra le 13 banche che non hanno superato il test, oltre che avendo gi\u00e0 effettuato una ricapitalizzazione nell\u2019estate 2014 per \u20ac 5 mld, le alternative pi\u00f9 realistiche sono uno spin-off(7) di parte dell\u2019azienda o il coinvolgimento di un altro partner bancario, ragionevolmente estero, che copra il fabbisogno di capitale.<br \/>\nSecondo l\u2019A.D. di Mps gli esiti del test non avranno alcun impatto sulla gestione ordinaria della banca, in quanto la solidit\u00e0 della stessa \u00e8 stata a suo tempo confermata dall\u2019asset quality review di inizio esercizio, che fotografa la qualit\u00e0 dell\u2019attivo di bilancio dell\u2019istituto, ricordando quanto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto da due anni e mezzo a questa parte per riportare in auge la banca.<br \/>\nQuello che probabilmente non viene adeguatamente considerato \u00e8 che il mercato \u00e8 inflessibile, non considera infatti quanto di buono \u00e8 stato fatto; qualora sorgesse il sentore che Mps potesse risultare insolvente, pochissime controparti vorrebbero intraprendere rapporti d\u2019affari con la stessa e i clienti provvederebbero subito a ritirare il proprio capitale sia sotto forma di deposito, sia di Bond.<br \/>\nA peggiorare la situazione ci sono le voci che parlano del prelievo forzoso sui conti correnti in casi estremi di rischi di collasso bancario, per gli istituti SIFI, ovvero le banche che trainano l\u2019economia dell\u2019euro zona, un\u2019ipotesi che non solo violerebbe la tutela del fondo interbancario sui depositi a garanzia fino a 100 mila euro, ma anche evidenti regole di etica e del rapporto cliente-banca; qualora questo scenario dovesse concretizzarsi non farebbe altro che accentuare il rischio di bank run e mettere in difficolt\u00e0 gli istituti bancari di tutta Europa, non soltanto i 13 della black list.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">UNA RIFLESSIONE TECNICA SULL\u2019ESPERIMENTO CONDOTTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la tecnicit\u00e0 del test condotto, risulta utile fare una semplice considerazione sulle correlazioni tra i gruppi bancari, poco valorizzate nei risultati, per poter comprendere fino in fondo la validit\u00e0 degli output forniti. Si \u00e8 infatti ipotizzato uno scenario particolarmente avverso all\u2019economia, con un teorico peggioramento costante per tutti i suoi driver; quello che per\u00f2 non \u00e8 stato messo in rilevo adeguatamente sono i possibili impatti derivanti dalle correlazioni tra i singoli istituti, diretta conseguenza dei rapporti di business tra le banche stesse. Questi dati, evidentemente strategici, non sono reperibili e calcolabili ex-ante come fatto con il sopracitato stress test.<br \/>\nQuello che quindi \u00e8 possibile desumere dai risultati degli stress test \u00e8 che 117 banche sulle 130 analizzate, sarebbero in grado di affrontare uno scenario di crisi, il quale, seppur poco probabile, \u00e8 comunque possibile, evidenziando di fatto una generale solidit\u00e0 del sistema bancario, al netto di tutte le assunzioni e delle variabili endogene disponibili oggi.<br \/>\nIl vero problema \u00e8 che le crisi tipicamente sopraggiungono in modo inaspettato e ci colpiscono dove siamo pi\u00f9 sicuri di essere solidi, spesso smontando i modelli proprio nelle assunzioni o identificando variabili non considerate precedentemente, rendendo inaffidabili stress test come quello condotto.<br \/>\nStar\u00e0 ora alle banche effettuare un\u2019adeguata due diligence(8) sui propri asset , cercando di strutturare dei piani di emergenza efficaci per affrontare scenari di questo tipo. Scenari improbabili ma non impossibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) worst scenario: \u00e8 lo scenario particolarmente avverso all\u2019economia utilizzato da ECB per calcolare la situazione di crisi nella quale la ipotetica banca potrebbe trovarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)driver: fattori macroeconomici che muovono (trainano l\u2019economia), oppure i fattori chiave (economici), colpiti da uno shock economico, determinanti per la determinazione dello scenario economico nel periodo successivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Sistemi di auditing: sistemi di controllo interni agli istituti bancari, volti a verificare la correttezza delle metriche e le tecniche utilizzate per il calcolo dei fattori di rischio e le esposizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4)Tassi overnight: \u00e8 i tasso che remunera le operazioni svolte con cadenza giornaliera, spesso tasso di riferimento per operazioni sul mercato interbancario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5)Bank Run: fenomeno della corsa agli sportelli: quando i correntisti o in generale i clienti di una banca, vengono a conoscenza del probabile default della stessa, tendono a voler ritirare la propria ricchezza presso l\u2019istituto, fino ad esaurimento del denaro: potenzialmente gli ultimi clienti che si presenteranno presso la banca, potrebbero non trovare abbastanza ricchezza per poter riavere il proprio denaro, generano panico e quindi una vera e propria corsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6) Continget plan: letteralmente piani di emergenza; le banche devono strutturali per poter dimostrare che in caso di economia particolarmente avversa, sarebbe in grado di non fallire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7) Spin off: cessione di parte degli asset (sportelli) ad un altro istituto bancari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8) Due diligence: controllo capillare su tutti i conti dell\u2019azienda volto a cercare eventuali problematiche ed imprecisione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Gianluca Bogialli) Dopo la recente pubblicazione da parte della Banca Centrale Europea dei risultati sugli stress test condotti sui 130 istituti bancari dell\u2019Euro zona, si inizia a percepire una <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5770,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,5,1173,1,53],"tags":[117,135,1186,1187,1188],"class_list":["post-5765","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-fascicoli","category-numero-di-dicembre-2014","category-news","category-risk-management","tag-banca","tag-black-list","tag-ecb","tag-stress-test","tag-worst-scenario"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/1201127_36694024.jpg?fit=1980%2C1746&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1uZ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5765","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5765"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5765\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5798,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5765\/revisions\/5798"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5765"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5765"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5765"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}