{"id":5772,"date":"2014-11-30T16:29:34","date_gmt":"2014-11-30T15:29:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5772"},"modified":"2014-12-01T00:12:36","modified_gmt":"2014-11-30T23:12:36","slug":"la-crisi-delle-altre-imprese-il-regime-iva-per-cassa-e-le-procedure-concorsuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-crisi-delle-altre-imprese-il-regime-iva-per-cassa-e-le-procedure-concorsuali\/","title":{"rendered":"La crisi delle altre imprese. Il regime iva per cassa e le procedure concorsuali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Paolo Ceresa e Francesco Zappia)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. Fonti normative<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime di iva per cassa \u00e8 stato introdotto con l\u2019art. 7 del D.L. 29\/11\/2008 n. 185 convertito nella legge 28\/01\/2009 n. 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale regime, inizialmente previsto per i soggetti passivi con volume d\u2019affari non superiore a 200.000,00 euro, \u00e8 stato esteso ai soggetti con volume d\u2019affari non superiore a 2.000.000,00 di euro con l\u2019art. 32 bis del D.L. 22\/06\/2012 n. 83 convertito dalla legge 7 agosto 2012, 134\u00a0\u00a0 e con le successive norme attuative emanate con il D.M. 11\/10\/2012 del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. La normativa e le procedure concorsuali<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019articolo di recente pubblicato in questa rubrica sono state riassunte le disposizioni Iva in materia di emissione delle note di variazione Iva in caso di applicazione di una procedura concorsuale al debitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si intende qui analizzare il caso relativo alla posizione del cedente del bene o del prestatore del servizio in regime Iva per cassa che non introita la fattura emessa in quanto il suo debitore viene assoggettato a procedura concorsuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va preliminarmente ricordato che nel regime iva per cassa l\u2019emittente della fattura beneficia della esigibilit\u00e0 differita dell\u2019imposta in base alla quale l\u2019obbligo di versamento nasce non in relazione al mese o trimestre di appartenenza della fattura ma in base al periodo di incasso della stessa, fermo restando il limite massimo previsto di un anno da conteggiarsi dall\u2019esecuzione dell\u2019operazione, alla scadenza del quale l\u2019imposta va comunque versata anche nel caso in cui la fattura non dovesse ancora essere stata pagata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nulla questio<\/em> nel caso di assoggettamento a procedure concorsuali dei debitori intervenute dopo l\u2019anno citato. In tal caso l\u2019iva da parte del cedente o prestatore del servizio \u00e8 gi\u00e0 stata liquidata e versata e il creditore viene a trovarsi esattamente nella stessa posizione del cedente che non applica il regime dell\u2019Iva per cassa e che dovr\u00e0 usare l\u2019accortezza di insinuarsi nella Procedura e attendere per l\u2019emissione della nota di variazione Iva i termini richiesti dalla normativa per dare certezza (cfr. circolare ministeriale n. 77\/E de 17\/04\/2000) alla irrecuperabilit\u00e0 del tributo (e, quindi, dalla scadenza del termine per proporre osservazioni al decreto di esecutivit\u00e0 del riparto finale -art 110 L.F.- o dalla scadenza del termine per il reclamo del decreto di chiusura del fallimento per insufficienza di attivo prima della formulazione dello stato passivo (art. 102 L. F.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se, invece, la procedura interviene prima della scadenza dell\u2019anno il creditore potr\u00e0 beneficiare di un effetto per cos\u00ec dire \u201callungato\u201d dell\u2019Iva per cassa, rimanendo l\u2019esigibilit\u00e0 sospesa fino allo incasso per esecuzione del riparto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso in cui, in sede di riparto, il creditore non trovasse soddisfazione, cos\u00ec come avviene alla scadenza dell\u2019anno sopra citata nel caso del debitore <em>in bonis<\/em>, la sospensione cesser\u00e0 e l\u2019iva diverr\u00e0 esigibile per l\u2019Erario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferma rimane in tal caso, comunque, la normativa di cui all\u2019art. 26 del Dpr. 633\/72 in base alla quale potr\u00e0 essere emessa nota di variazione per il recupero dell\u2019Iva non incassata dalla procedura e, per evitare il suo versamento, dovr\u00e0 essere emessa nel medesimo periodo di liquidazione in cui si inserisce il debito Iva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va ricordato, infine, che il termine ultimo per l\u2019emissione della nota di credito rimane quello previsto nell\u2019art. 19, 1\u00b0 c. del dpr 633\/72 ossia entro il secondo anno successivo a quello nel quale \u00e8 sorto il diritto alla detrazione. Non essendoci infatti un altro termine specifico relativo al diritto di emissione della nota di variazione, quest\u2019ultimo dovrebbe essere quello da prendere come riferimento almeno prudenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito occorre considerare che il Decreto Legislativo recante disposizioni in materia di semplificazioni fiscali (Decreto Semplificazioni 2014) modifica il terzo comma dell\u2019art. 26 del Dpr 633\/72, riconoscendo l\u2019estensione oltre l\u2019anno previsto per le variazioni in diminuzione anche alle ipotesi di accordo di ristrutturazione dei debiti (di cui all\u2019art. 182 bis L.F.) e in caso di piano attestato di risanamento pubblicato presso il Registro delle Imprese (art. 67, 3\u00b0 c., lett. d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va anche per completezza sottolineato che, a causa di un mancato coordinamento del Decreto Semplificazioni citato tra la normativa delle imposte dirette e la normativa Iva (auspicabile nel prossimo futuro), \u00e8 oggi possibile dedurre dal reddito le perdite su crediti derivanti da crediti di modesta entit\u00e0 senza rigorose prove formali (quindi anche in assenza di elementi certi e precisi), ma non \u00e8 possibile recuperare l\u2019Iva su tali crediti, non essendoci in tal caso una normativa <em>ad hoc<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorrer\u00e0, pertanto, anche per tali crediti, sia per i creditori in regime di Iva per cassa sia per i creditori in regime normale, insinuarsi nella Procedura concorsuale al fine di beneficiare del trattamento previsto appunto nel 2\u00b0 c. dell\u2019art. 26 Dpr. 633\/72.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Conclusione per \u201ci non addetti ai lavori\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molta attenzione devono porre, quindi, i creditori, sia in regime di Iva per cassa che in regime normale, ai presupposti essenziali per la recuperabilit\u00e0 del credito iva da rivalsa relativo ad un debitore sottoposto a procedure concorsuali, o ad un accordo di ristrutturazione, o ad un piano attestato di risanamento e, in particolare, occorrer\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 effettuare l\u2019insinuazione al passivo della Procedura concorsuale, indipendentemente dal valore del credito;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 attendere l\u2019evolversi della Procedura in modo tale che diventi definitiva la certezza della irrecuperabilit\u00e0 del credito;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 emettere la nota di credito prudenzialmente entro due anni dalla data in cui sar\u00e0 risultata certa l\u2019irrecuperabilit\u00e0 del credito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Paolo Ceresa e Francesco Zappia) 1. 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