{"id":5905,"date":"2015-01-01T02:00:21","date_gmt":"2015-01-01T01:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5905"},"modified":"2015-01-01T02:00:21","modified_gmt":"2015-01-01T01:00:21","slug":"i-depositi-iva-dopo-la-sentenza-equoland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/i-depositi-iva-dopo-la-sentenza-equoland\/","title":{"rendered":"I depositi IVA dopo la sentenza Equoland"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Debora Mirarchi)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Premessa<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Istituiti al fine di evitare disparit\u00e0 di trattamento fra beni comunitari e beni extracomunitari, i depositi IVA sono luoghi fisici all\u2019interno dei quali sono introdotte le merci oggetto di scambio e, al contempo, agevolazioni fiscali che consentono il differimento del pagamento dell\u2019IVA all\u2019atto di estrazione dei beni per <strong>l\u2019immissione in consumo degli stessi nel territorio dello Stato.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La norma di riferimento del regime agevolativo in parola \u00e8 contenuta all\u2019art. 50-<em>bis<\/em> del D.L. n. 331\/1993 che al primo comma prevede che \u201c<em>sono istituiti, ai fini dell&#8217;imposta sul valore aggiunto, speciali depositi fiscali, in prosieguo denominati &#8220;depositi IVA&#8221;, per la custodia di beni nazionali e comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto nei locali dei depositi medesimi<\/em> [\u2026] <em>Sono altres\u00ec considerati depositi IVA: a) i depositi fiscali di cui all&#8217;articolo 1, comma 2, lettera e), del testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni per i prodotti soggetti ad accisa;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>b) i depositi doganali di cui all&#8217;articolo 525, secondo paragrafo, del regolamento (CEE) n. 2454\/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, e successive modificazioni, compresi quelli per la custodia e la lavorazione delle lane di cui al decreto ministeriale del 28 novembre 1934, relativamente ai beni nazionali o comunitari che in base alle disposizioni doganali possono essere in essi introdotti\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019applicabilit\u00e0 del regime in parola si \u00e8, di recente, pronunciata la Corte di Giustizia che, con la nota sentenza 17 luglio 2014, C- 272\/13 ha, finalmente, risolto l\u2019annosa<em> querelle <\/em>sorta in relazione all\u2019irrilevanza dell\u2019introduzione fisica delle merci nei depostivi IVA.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong><em> Sulla ormai pacifica irrilevanza della introduzione fisica della merce nei depositi IVA<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irrilevanza del presupposto meramente formale dell\u2019introduzione fisica dei beni ai fini dell\u2019applicabilit\u00e0 del regime del deposito Iva, \u00e8 stata dapprima affermata con norma di interpretazione autentica dall\u2019art. 8, comma 21 <em>bis<\/em>, decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44 (con cui \u00e8 stato inserito nel <em>corpus<\/em> dell\u2019art. 16, comma 5<em>-bis<\/em>, decreto legge 29 novembre 2008, n. 185).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La norma <em>de qua<\/em> chiarisce che \u201c<em>l<\/em><em>a lettera h) del comma 4 dell\u2019<\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol.pl?cmd-doc=014094\"><em>articolo 50-bis<\/em><\/a><em> del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, si interpreta nel senso che le prestazioni di<\/em><em> servizi ivi indicate, relative a beni consegnati al depositario, costituiscono ad ogni effetto introduzione nel deposito Iva senza tempi minimi di giacenza n\u00e9 obbligo di scarico dal mezzo di trasporto. L\u2019introduzione si intende realizzata anche negli spazi limitrofi al deposito Iva, senza che sia necessaria la preventiva introduzione della merce nel deposito. Si devono ritenere assolte le funzioni di stoccaggio e di custodia, e la condizione posta agli <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol.pl?cmd-doc=302731\"><em>articoli 1766<\/em><\/a><em> e seguenti del codice civile che disciplinano il contratto di deposito. All&#8217;estrazione della merce dal deposito Iva per la sua immissione in consumo nel territorio dello Stato, qualora risultino correttamente poste in essere le norme dettate al comma 6 del citato <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol.pl?cmd-doc=014094\"><em>articolo 50-bis<\/em><\/a><em> del decreto-legge n. 331 del 1993, l&#8217;imposta sul valore aggiunto si deve ritenere definitivamente assolta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irrilevanza della introduzione meramente fisica ai fini dell\u2019applicabilit\u00e0 del regime di agevolazione ha trovato ulteriore conforto nel dettato normativo dell\u2019art. 34, comma 44, D.L. n. 179\/2012 (c.d. Decreto crescita <em>bis<\/em> \u2013 convertito dalla legge 19 dicembre 2012, n. 222) con cui \u00e8 stato apportato un ulteriore emendamento alla norma di interpretazione autentica di cui all\u2019art. 16, comma 5-<em>bis,<\/em> L. 2 del 2009, in base al quale \u201c<strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">l\u2019introduzione s\u2019intende realizzata anche negli spazi limitrofi al deposito Iva, senza che sia necessaria la preventiva introduzione della merce nel deposito<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale interpretazione ha trovato l\u2019avallo nella giurisprudenza di merito che, in pi\u00f9 occasioni, ha affermato che \u201c<em>rientra nella disciplina dell\u2019art. 50 bis, D.Lgs. del 1993, anche il caso in cui la merce raggiunga gli spazi limitrofi al deposito Iva senza l\u2019introduzione fisica in quest\u2019ultimo. Sulla base della normativa sopra richiamata non \u00e8 necessario n\u00e9 l\u2019ingresso effettivo nella struttura, n\u00e9 lo scarico dei beni dal mezzo di trasporto perch\u00e9 si applichi la disciplina del deposito Iva e pertanto la Societ\u00e0 contribuente ha usufruito legittimamente dei benefici derivanti dal deposito Iva<\/em>\u201d (Comm. trib. reg. Genova, sez. XIII, 13 giugno 2013, n. 64).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal senso si era espressa, la Corte di Cassazione che in materia di contrabbando doganale realizzato mediante omesso pagamento dell\u2019Iva all\u2019importazione, aveva affermato che l\u2019IVA all\u2019importazione \u201c<em>costituisce un tributo interno, che, secondo i principi del Trattato CE, \u00e8 dovuto allo Stato al momento dell\u2019ingresso delle merci, <\/em><em>al pari della normale Iva sugli scambi nazionali, e non un diritto di confine<\/em> (Cass. pen., sez. III, 4 maggio 2010, n. 16860).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Suprema Corte, in pi\u00f9 occasioni, aveva anticipato il principio sancito dalla Corte di Giustizia affermando che \u201c<em>l\u2019Iva all\u2019importazione non pu\u00f2 farsi rientrare tra i diritti di confine, infatti il rinvio alle disposizioni delle leggi doganali, relative ai diritti di confine di cui all\u2019art. 70, primo comma, d.p.r 633 del 1972, avviene <span style=\"text-decoration: underline;\">soltanto <\/span><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">quod poenam<\/span><em>, mentre l\u2019imposta sul valore aggiunto ha natura di tributo interno ed \u00e8 comunque dovuta anche nell\u2019ipotesi di abolizione dei dazi doganali<\/em>\u201d (Cass. pen., sez. III, 12 luglio 2012, n. 34256; conformi, Cass. pen., sez. III, 9 gennaio 2013, n. 1172; Cass. pen., sez. III, 15 gennaio 2013, n. 1863).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019irrilevanza dell\u2019introduzione fisica dei beni all\u2019interno dei depositi IVA \u00e8 stata definitivamente affermata dalla Corte di Giustizia, che con la sentenza del 17 luglio 2014, C-272\/2013, ha chiarito che, ai fini dell\u2019applicabilit\u00e0 del regime <em>de quo<\/em>, <strong>\u00e8 del tutto irrilevante l\u2019introduzione fisica dei beni nel deposito IVA<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i giudici europei \u201c<em>l\u2019articolo 16<\/em><em>, paragrafo 1, della sesta direttiva 77\/388\/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari \u2013 Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva 2006\/18\/CE del Consiglio, del 14 febbraio 2006, nella sua versione risultante dall\u2019articolo 28 quater della sesta direttiva, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che subordini la concessione dell\u2019esenzione dal pagamento dell\u2019imposta sul valore aggiunto all\u2019importazione, prevista da tale normativa, alla condizione che le merci importate e destinate a un deposito fiscale ai fini di tale imposta siano fisicamente introdotte nel medesimo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo il principio di diritto sancito dalla citata sentenza: <strong>l\u2019introduzione fisica dei beni all\u2019interno del deposito costituisce un mero obbligo di natura formale che, in quanto tale, non pu\u00f2 precludere l\u2019applicabilit\u00e0 del regime del deposito Iva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019Agenzia delle Dogane non ha potuto che recepire tali chiarissimi principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la circolare 20 ottobre 2014, n. 16\/D l\u2019Agenzia delle Dogane ha affermato che \u201c<em>l\u2019<\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_Articolo.aspx?IdLegge=2816&amp;IdArticolo=39944&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes\"><em>art. 50-<\/em>bis<\/a><em> del D.L. n. 331\/93, convertito dalla L. n. <\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_leggi.aspx?IDLegge=1070&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes\"><em>427\/93<\/em><\/a><em>, \u00e8 coerente con le disposizioni previste dal diritto dell&#8217;Unione europea. Considerato che la pronuncia della Corte di Giustizia \u00e8 stata emanata con riferimento a fatti intervenuti nel 2006, occorre tenere altres\u00ec conto delle modifiche normative successivamente intervenute, con particolare riferimento a quelle introdotte dall&#8217;<\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_Articolo.aspx?IdLegge=7429&amp;IdArticolo=108333&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes#Comma5-bis\"><em>art. 16 <\/em><\/a><em>, comma 5-bis, del D.L. n. 185\/2008, convertito dalla legge 28.1.2009, n. <\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_leggi.aspx?IDLegge=7564&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes\"><em>2<\/em><\/a><em>, come modificato dall&#8217;<\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_Articolo.aspx?IdLegge=11198&amp;IdArticolo=260538&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes#Comma43\"><em>art 34<\/em><\/a><em>, comma 43, D.L. n. 179\/2012, convertito dalla legge n. <\/em><a href=\"http:\/\/www.eutekne.it\/Servizi\/BancaDati\/Recensione_leggi.aspx?IDLegge=11353&amp;Codice_Materia=&amp;testo=&amp;ReLink=Yes\"><em>221\/2012<\/em><\/a><em>, relativamente alla nozione di \u00abintroduzione fisica\u00bb connessa alle prestazioni di servizi rese sui beni consegnati al depositario anche in spazi limitrofi al deposito Iva<\/em>\u201d.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong><em> IVA interna e IVA all\u2019importazione: unica imposta<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019IVA interna e l\u2019IVA all\u2019importazione costituiscono due modalit\u00e0 applicative della medesima imposta che, quindi, pu\u00f2 essere regolarmente assolta mediante autofatturazione. \u00c8 questo l\u2019ulteriore punto chiarito dai giudici comunitari che, con la sentenza in parola, hanno affermato che \u201c<em>non ha comportato, perlomeno nel procedimento principale, il mancato pagamento dell\u2019Iva all\u2019importazione poich\u00e9 questa \u00e8 stata regolarizzata nell\u2019ambito del meccanismo dell\u2019inversione contabile applicato dal soggetto passivo<\/em>\u201d (Corte Giust., 17 luglio 2014, C-272\/13, <em>Equoland)<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema del <em>reverse charge<\/em>, secondo la Corte di Giustizia<em>,<\/em> rappresenta l\u2019unico mezzo per nazionalizzare i beni comunitari, poich\u00e8 l\u2019imposta viene corrisposta nella misura pari a quella che sarebbe stata dovuta al momento dell\u2019importazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto \u00e8 intervenuta la giurisprudenza di legittimit\u00e0 che, nel ribadire il rispetto del principio di neutralit\u00e0 evitando l\u2019imposizione fiscale, laddove siano stati omessi soltanto alcuni adempimenti formali richiesti dalla normativa IVA, ha sancito che \u201c<em>in conformit\u00e0 a quanto stabilito dalla sentenza della Corte di giustizia, cause riunite C- 95\/07 e C-96\/07, nel caso di \u201creverse charge\u201d, l\u2019inosservanza, da parte del contribuente, delle formalit\u00e0 prescritte dalla normativa nazionale, ossia dell\u2019obbligo di emettere autofattura, non pu\u00f2 privarlo del suo diritto alla detrazione, in quanto il principio di neutralit\u00e0 fiscale esige che la detrazione dell\u2019Iva a monte sia accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti, anche se taluni obblighi formali siano omessi dai soggetti passivi<\/em>\u201d (<a href=\"http:\/\/bd44.leggiditalia.it\/cgi-bin\/FulShow?NAVIPOS=1&amp;DS_POS=3&amp;KEY=44MA0002229305&amp;FT_CID=6324&amp;OPERA=44\">Cass. civ., sez. V, 5 maggio 2010, n. 10819<\/a>; conformi, Cass. civ., sez. V, 14 dicembre 2012, n. 8038; Cass. civ., sez. V, 17 agosto 2010, n. 18721; <a href=\"http:\/\/bd44.leggiditalia.it\/cgi-bin\/FulShow?NAVIPOS=1&amp;DS_POS=1&amp;KEY=44MA0002226096&amp;FT_CID=6312&amp;OPERA=44\">Corte giustizia delle Comunit\u00e0 europee, 6 maggio 2010, C-94<\/a>\/09).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale pronuncia ha ribadito il principio affermato dalla Corte di Giustizia nella nota sentenza <em>Ecotrade<\/em> (Corte di Giustizia, 8 maggio 2008, cause riunite, C-95\/07 e C-96\/07), secondo il quale l\u2019azione di recupero dell\u2019IVA, che si fondi sulla contestazione di una mera irregolarit\u00e0 nell\u2019applicazione del regime d\u2019imposta, non idonea a produrre un danno all\u2019Erario, si tradurrebbe nella violazione del principio di neutralit\u00e0 (Corte di Giustizia, 18 giugno 2009, C-566\/07, <em>Staatsecretaris van Financien<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ultimo, con la risolutiva sentenza <em>Equoland<\/em>, la Corte di Giustizia ha definitivamente chiarito che la pretesa della Dogana, di ottenere un nuovo versamento dell\u2019Iva all\u2019importazione, nonostante l\u2019imposta sia gi\u00e0 stata assolta mediante <em>reverse charge<\/em>, \u00e8 certamente illegittima (Corte Giust., 17 luglio 2014, C-272\/13, <em>Equoland<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudici europei hanno ribadito che la mancata introduzione fisica della merce importata nel deposito IVA non legittima l\u2019Agenzia delle dogane a pretendere il pagamento dell\u2019IVA, gi\u00e0 assolta mediante il meccanismo dell\u2019inversione contabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, la Corte ha sottolineato che il <em>reverse charge<\/em> integra una modalit\u00e0 di effettivo assolvimento dell\u2019imposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Debora Mirarchi) Premessa Istituiti al fine di evitare disparit\u00e0 di trattamento fra beni comunitari e beni extracomunitari, i depositi IVA sono luoghi fisici all\u2019interno dei quali sono introdotte le <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5326,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[33,12,5,1210,1],"tags":[164,1225,1226,1227],"class_list":["post-5905","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritto-tributario","category-rubriche-interdisciplinari","category-fascicoli","category-numero-di-gennaio-2015","category-news","tag-cgue","tag-deposito-iva","tag-equoland","tag-reverse-charge"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/1155329_62756779.jpg?fit=4000%2C3000&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1xf","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5905","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5905"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5907,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5905\/revisions\/5907"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}