{"id":6224,"date":"2015-04-01T00:48:45","date_gmt":"2015-03-31T22:48:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6224"},"modified":"2015-04-01T00:48:45","modified_gmt":"2015-03-31T22:48:45","slug":"la-forte-ripresa-delleconomia-irlandese-una-speranza-per-leurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-forte-ripresa-delleconomia-irlandese-una-speranza-per-leurozona\/","title":{"rendered":"La forte ripresa dell&#8217;economia irlandese: una speranza per l&#8217;Eurozona"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"6225\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-forte-ripresa-delleconomia-irlandese-una-speranza-per-leurozona\/ei-map\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif?fit=328%2C353&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"328,353\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"ei-map\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif?fit=279%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif?fit=328%2C353&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6225\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif?resize=328%2C353\" alt=\"ei-map\" width=\"328\" height=\"353\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Irlanda, piccola ma moderna Economia dell\u2019Eurozona che per diversi anni ha potuto beneficiare di una crescita del PIL costante ed importante (in media il 6% nel decennio 1997-2007), dal 2008 \u00e8 entrata in una pesantissima recessione, conseguenza della bolla immobiliare e della crisi del settore creditizio. Dal loro picco del 2007, i prezzi medi delle case sono scesi del 47%. Sulla scia del crollo del settore delle costruzioni, si \u00e8 poi verificata una crisi dei consumi interni e degli investimenti anche esteri delle imprese, riportando l\u2019Irlanda ad una forte dipendenza dalle esportazioni, dominato dalle multinazionali straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2009, nell\u2019ambito dei continui sforzi per stabilizzare il settore bancario e rilanciare l\u2019Economia, il governo irlandese ha introdotto una serie di misure di \u201cAusterity\u201d, comprensive di tagli trasversali alla spesa pubblica, riduzioni salariali per tutti i dipendenti pubblici, istituzione di una <em>Agenzia nazionale Asset Management <\/em>(NAMA), con il fine ultimo di acquisire nuove propriet\u00e0 commerciali a rischio. Nonostante tali misure, nel 2010 il deficit di bilancio ha raggiunto il 32,4% del PIL &#8211; il pi\u00f9 grande deficit del mondo, in percentuale del PIL \u2013 anche e soprattutto a causa del massiccio sostegno pubblico aggiuntivo per il salvataggio del settore bancario del Paese, profondamente turbato. Alla fine del 2010, l&#8217;allora governo COWEN ha quindi approvato un pacchetto di prestiti di 92 miliardi dollari da parte dell&#8217;UE e del FMI per aiutare Dublino a ricapitalizzare il fragile settore bancario ed evitare inadempienze sul suo debito sovrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, dal marzo 2011, il governo KENNY ha intensificato le misure di austerit\u00e0 per cercare di soddisfare gli obiettivi di disavanzo nel quadro del programma UE-FMI. L&#8217;Irlanda \u00e8 cresciuta lentamente dal 2011, ma \u00e8 riuscita a ridurre il deficit di bilancio al 7,2% del PIL nel 2013 tanto che, alla fine del 2013, l&#8217;Irlanda \u00e8 formalmente uscita dal programma di risanamento UE-FMI, beneficiando della sua stretta aderenza agli obiettivi di riduzione del deficit e del successo nel rifinanziamento di una grande quantit\u00e0 di debito legato al banking.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, l\u2019Economia irlandese ha avuto miglioramenti sempre pi\u00f9 consistenti, che ora iniziano a dare frutti anche sull\u2019occupazione. A febbraio 2015, la produzione manifatturiera irlandese ha raggiunto il livello pi\u00f9 alto degli ultimi 15 anni, con una conseguente creazione di nuovi posti di lavoro che, nel settore manifatturiero, non si registrava dal 1998. Tutto ci\u00f2 sta naturalmente trainando anche la domanda interna, con una crescita dei consumi interni molto importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019aumento della produzione manifatturiera interna, associata al calo della disoccupazione, all\u2019aumento dei consumi interni ed al buon andamento dei servizi erogati internamente fa prevedere che l\u2019Economia irlandese sar\u00e0 quella a pi\u00f9 rapida crescita nella UE nel 2015 (outlook 2015: + 3,1% PIL), ma anche quella che dipender\u00e0 di meno dall\u2019export<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">I FATTORI CRITICI DI SUCCESSO<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A determinare la ripresa dell\u2019Economia negli ultimi due anni \u00e8 stata anche la volont\u00e0, da parte del Governo irlandese, di continuare nella politica di sostegno ai redditi di impresa ed agli IDE (investimenti diretti esteri), attraverso un sistema di incentivi fiscali sotto forma di<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><em>regime favorevole dell\u2019imposta sui redditi societari<\/em><\/strong> = aliquota unica del 12,5% (tra le pi\u00f9 basse al mondo), applicabile su tutti i profitti delle societ\u00e0 residenti in Irlanda e sui profitti delle filiali irlandesi di societ\u00e0 non residenti in Irlanda. Per le societ\u00e0 start-up, sono previste esenzioni fiscali e contributi a fondo perduto erogati dall\u2019agenzia governativa \u201cEnterprise Ireland\u201d.<\/li>\n<li><strong><em>crediti di imposta R&amp;D<\/em><\/strong> = crediti di imposta fino al 30% per nuove o incrementali attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo svolte in Irlanda da societ\u00e0 residenti o da filiali irlandesi di societ\u00e0 estere non residenti, da aggiungersi alla deduzione fiscale del 12,5% gi\u00e0 esistente per le spese di ricerca e sviluppo.<\/li>\n<li><strong><em>propriet\u00e0 intellettuale <\/em><\/strong>= regime favorevole di tutela della propriet\u00e0 intellettuale che rende l\u2019Irlanda particolarmente interessante per le societ\u00e0 che utilizzano brevetti o che li cedono in uso a terzi. Tale regime prevede un sistema di deduzioni fiscali dei costi sostenuti per l\u2019acquisizione o la licenza d\u2019uso di diritti di propriet\u00e0 intellettuale.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, da non trascurare la qualit\u00e0 ed il basso costo (rispetto al resto dell\u2019Eurozona) della forza lavoro irlandese, giovane e di madrelingua inglese, ma soprattutto altamente specializzata, con competenze importanti soprattutto nei settori finanziario, ICT, digitale, chimico-farmaceutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato di queste misure \u00e8 che nel 2014 l\u2019Irlanda ha ottenuto un\u2019ottima posizione nel Ranking dell\u2019Indice <em>Doing Business in the World<\/em> (15\u00b0 posto su 189 Paesi analizzati, ma 3\u00b0 posto in Europa, seconda solo a Svizzera e Danimarca), confermandosi uno dei Paesi dove \u00e8 pi\u00f9 semplice fare business nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">LE CONSEGUENZE PER L\u2019EUROZONA. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forte ripresa dell\u2019Economia irlandese assume un duplice significato, per il Paese Irlanda, ma anche per l\u2019intera Eurozona. Infatti, se da un lato l\u2019uscita dal programma di aiuti a dicembre 2013 ha significato per l\u2019Irlanda la riconquista della propria sovranit\u00e0 in termini di politica economica, dall\u2019altro lato per l\u2019Europa, tanto criticata in questi anni per la gestione della crisi economica, l\u2019Irlanda rappresenta la speranza di poter ricevere a posteriori una legittimazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra la storia di un salvataggio riuscito e del successo della strategia di Bruxelles e, almeno esteriormente, \u00e8 il lieto-fine di cui Bruxelles ha un disperato bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ripresa irlandese deve costituire un esempio da seguire per tutte le altre economie europee in difficolt\u00e0 (in primis, Italia, Portogallo, Spagna, Grecia), come a voler dire che risollevarsi \u00e8 possibile, ripartire \u00e8 necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia da adottare per raggiungere l\u2019obiettivo non \u00e8 poi cos\u00ec complessa: un mix di rigore, rispetto delle regole, riduzione della spesa dell\u2019apparato amministrativo pubblico, accompagnato da una politica di sviluppo industriale interno e da un sistema fiscale semplice ed attraente agli occhi degli Investitori Esteri, capace di attrarre imprenditori ed investitori da tutto il mondo. Irlanda docet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fonte: Infomercati Esteri \u2013 Irlanda \u2013 edizione 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) L&#8217;Irlanda, piccola ma moderna Economia dell\u2019Eurozona che per diversi anni ha potuto beneficiare di una crescita del PIL costante ed importante (in media il 6% nel decennio <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":6225,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,5,1352,1],"tags":[],"class_list":["post-6224","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-fascicoli","category-numero-di-aprile-2015","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/ei-map.gif?fit=328%2C353&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1Co","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6224"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6229,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6224\/revisions\/6229"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6225"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}