{"id":6238,"date":"2015-04-01T00:41:40","date_gmt":"2015-03-31T22:41:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6238"},"modified":"2015-04-01T00:41:40","modified_gmt":"2015-03-31T22:41:40","slug":"la-valutazione-del-rischio-nella-strategia-ocse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-valutazione-del-rischio-nella-strategia-ocse\/","title":{"rendered":"La Valutazione del Rischio nella Strategia OCSE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Alessio Rombolotti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) nel luglio del 2013 pubblic\u00f2 un documento denominato BEPS (<em>Base Erosion &amp; Profit Shifting<\/em>) in cui ha delineato la sua strategia per combattere l\u2019erosione della base fiscale e il traferimento dei redditi<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Oggi l\u2019Organizzazione deve adattare le proprie linee guida sul <em>transfer pricing<\/em> alla strategia BEPS, in questo articolo presento un estratto del mio intervento al <em>Working Party N.6<\/em>, il Gruppo di lavoro che ha il compito di riscrivere il Capitolo I delle <em>Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em>. Il Gruppo di lavoro ha due punti di riferimento: il rispetto dell\u2019<em>arm\u2019s length principle (ALP)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><strong>[3]<\/strong><\/a> <\/em>e l\u2019allineamento fra allocazione del profitto e allocazione di <em>assets<\/em>, funzioni e rischi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo problema su cui sono intervenuto ha riguardato la difficolt\u00e0 di capire l\u2019entit\u00e0 del rischio. Bisogna premettere che per chi non conosce bene l\u2019argomento il tema del rischio \u00e8 un tema fumoso di per s\u00e9. Si tratta di eventi avversi che potrebbero accadere in futuro, un ambiente pieno di \u201cse\u201d e di \u201cma\u201d. Quando esiste confusione ogni argomentazione \u00e8 valida, i \u201cse\u201d e i \u201cma\u201d possono cambiare posizione e quindi far cambiare i significati. Come nelle altre discipline anche nel <em>transfer pricing<\/em> la nozione di rischio esce dall\u2019ambiguit\u00e0 quando il rischio \u00e8 quantificato con una misura della sua entit\u00e0. Inoltre il rischio \u00e8 uno dei fattori da valutare per capire se due transazioni siano confrontabili oppure sia necessario rettificarle in qualche misura per poterle confrontare, quindi solo la quantificazione del rischio permette che tale fattore sia trattato come stabilito dalle Linee Guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo tema del mio intervento \u00e8 stato il <em>moral hazard<\/em>, se e come utilizzarlo nella determinazione dell\u2019allocazione dei rischi. Il <em>moral hazard<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a><\/em> e il conflitto d\u2019interessi sono situazioni generalmente assenti dalle negoziazioni e dalle transazioni fra parti indipendenti ma non altrettanto assenti dalle transazioni <em>intercompany<\/em>. Un caso frequente \u00e8 l\u2019attribuzione di responsabilit\u00e0 e di rischi a soggetti del gruppo multinazionale che non hanno le capacit\u00e0 o le possibilit\u00e0 operative di gestirli, per esempio lasciare al dettagliante il rischio di merce invenduta quando la strategia di prezzo sia gestita da un altro soggetto. Il <em>moral hazard<\/em>, quando rilevato, indica un significativa possibilit\u00e0 che la transazione o la negoziazione non rispetti l\u2019ALP e quindi \u00e8 necessario una verifica attenta della transazione. \u00c8 questo, a mio parere, un utilizzo pratico del <em>moral hazard<\/em> e del conflitto d\u2019interesse, come indicatori della possibilit\u00e0 di violazioni dell\u2019ALP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo argomento \u00e8 relativo al rapporto fra rischio e rendimento. \u00c8 possibile utilizzare questo indicatore nel transfer pricing e quali sono i suoi limiti ? iniziamo a dire che il rapporto rischo\/rendimento pu\u00f2 essere espresso da indicatori grezzi e semplici da usare cos\u00ec come da funzioni pi\u00f9 sofisticate ma complicate da costruire. Il punto critico, il limite di un tale indicatore, \u00e8 da mettere in relazione con la <em>tested party<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><strong>[5]<\/strong><\/a><\/em>. Il punto \u00e8 che un investimento molto rischioso potrebbe dimunire il rischio totale a cui \u00e8 esposto un investitore con gli investimenti in portafoglio attualmente e un investimento poco rischioso potrebbe aumentare il rischio totale. Quindi \u00e8 possibile che un investimento molto rischioso di per s\u00e9 sia pagato molto perch\u00e9 il rischio effettivo contribuito \u00e8 basso e viceversa un investimento poco rischioso abbia un prezzo basso in quanto il rischio contribuito \u00e8 elevato. Come si spiega questa possibilit\u00e0 ? Il rischio contribuito da un qualsiasi investimento \u00e8 indipendente dal rischio dello stesso investimento come entit\u00e0 isolata, ma dipende dalla correlazione con gli investimenti gi\u00e0 in portafoglio. Per esempio un investimento molto rischioso ma correlato negativamente (il suo valore sale quando scendono i valori degli altri investimenti) al portafoglio esistente abbasser\u00e0 il rischio complessivo dell\u2019investitore. Quindi lo stesso investimento pu\u00f2 avere prezzi molto diversi in funzione della sua correlazione col portafoglio dell\u2019acquirente ed entrambi i prezzi rispetterebbero l\u2019ALP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo punto \u00e8 di particolare interesse perch\u00e9 \u00e8 un esempio reale di come un indicatore utilizzato come misura dell\u2019aderenza all\u2019ALP<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> possa assumere due o pi\u00f9 valori, molto diversi fra loro, tutti definibili \u201cnormali\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, una possibilit\u00e0 non contemplata dalle attuali regolamentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Vedi economiaediritto.com 1 ottobre 2014 sezione <em>Risk Management<\/em>, Arbitraggio Fiscale: La Stategia OCSE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> http:\/\/www.oecd.org\/tax\/transfer-pricing\/transfer-pricing-guidelines.htm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il principio secono il quale le trasazioni fra societ\u00e0 dello stesso gruppo devono avere le caratteristiche di quelle fra soggetti indipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Nel <em>transfer pricing<\/em> Il <em>moral hazard<\/em> \u00e8 la possibilit\u00e0 di effettuare transazioni non accettabili sotto l\u2019<em>arm\u2019s length principle<\/em> a causa della mancanza di sanzioni o punizioni previste per il violatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Nel <em>transfer pricing<\/em> la <em>tested party<\/em> \u00e8 il soggetto sotto esame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Nel <em>transfer pricing<\/em> questi indicatori si chiamano <em>profit level indicators<\/em> (PLI).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> In breve il valore \u201cnormale\u201d \u00e8 il prezzo di mercato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Alessio Rombolotti) L\u2019Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OCSE) nel luglio del 2013 pubblic\u00f2 un documento denominato BEPS (Base Erosion &amp; 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