{"id":6542,"date":"2017-10-01T00:34:02","date_gmt":"2017-09-30T22:34:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6542"},"modified":"2020-10-27T13:59:00","modified_gmt":"2020-10-27T12:59:00","slug":"le-commerce-come-strumento-per-linternazionalizzazione-dellimpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/le-commerce-come-strumento-per-linternazionalizzazione-dellimpresa\/","title":{"rendered":"L&#8217;e-commerce come strumento per l&#8217;internazionalizzazione dell&#8217;impresa"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019<em>e-commerce<\/em> \u00e8 indubbiamente uno degli strumenti pi\u00f9 adatti per intraprendere o potenziare un processo di internazionalizzazione in un\u2019azienda, soprattutto se PMI.<\/p>\n<p>Uno dei motivi principali \u00e8 che ormai si sta consolidando in tutto il mondo\u00a0l\u2019abitudine tra i consumatori all\u2019acquisto online, con alcuni mercati, Germania e USA in primis, ove l\u2019 <em>e-commerce<\/em> \u00e8 il principale canale di acquisto. Questo vale soprattutto nell\u2019ambito di alcune specifiche categorie merceologiche quali la moda\/abbigliamento, i prodotti tecnologici, i mobili, i trasporti, i libri, l\u2019agro-alimentare.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Alcuni dati<\/span><\/strong><\/p>\n<p>In\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Europa<\/span>\u00a0il canale <em>e-commerce<\/em> ha raggiunto un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro (dati 2012), con una crescita del 22% rispetto all\u2019anno precedente, con picchi del + 25 % e + 30% nei mercati in espansione dell\u2019Est Europa (Polonia, Rep. Ceca, Repubbliche baltiche). Continuano a crescere anche i tre mercati pi\u00f9 maturi come\u00a0Germania\u00a0(+25%),\u00a0Francia\u00a0(+20%) e\u00a0Gran Bretagna\u00a0(10-15%) che insieme rappresentano il 70% delle quote di <em>e-commerce<\/em> in Europa.<\/p>\n<p>A livello mondiale, Stati uniti e Canada\u00a0guidano la classifica con una quota di mercato del 35,5% (dati 2012). Nei prossimi anni \u00e8 prevista una crescita esponenziale anche dei paesi dell\u2019area\u00a0asiatica\u00a0(Cina, Giappone, India, Corea del Sud, Indonesia) che, con un aumento stimato del 30%, raggiungeranno volumi complessivi pari a 409 miliardi di dollari, un terzo del totale mondiale.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La situazione italiana<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Per le aziende italiane <em>l\u2019e-commerce<\/em>\u00a0 rappresenta uno strumento ideale per l\u2019export, pi\u00f9 che per le vendite nazionali, dal momento che il mercato italiano viene ancora ad oggi considerato \u201cin via di sviluppo\u201d, per la scarsa propensione degli Italiani ad affidarsi ad Internet per i propri acquisti, oltre che per una cultura tecnologica non ampiamente diffusa tra la popolazione.<\/p>\n<p>Per le nostre aziende\u00a0vendere all\u2019estero tramite il canale <em>e-commerce<\/em> \u00e8 una grande opportunit\u00e0, poich\u00e9 i margini di crescita sono molto elevati (ad oggi, il fatturato export delle nostre aziende derivante da tale canale costituisce solo il 27% del totale).<\/p>\n<p>Tuttavia, sbaglia chi pensa che vendere all\u2019estero in questo modo sia pi\u00f9 semplice. Il mercato su cui si compete \u00e8 un mercato globale. La concorrenza \u00e8 potenzialmente infinita e soprattutto non controllabile. Internet \u00e8 un canale di clientela enorme, raggiunge un numero di clienti difficilmente calcolabile ma la differenza, anche in questo caso, viene fatta dalla capacit\u00e0 di competere sul piano della qualit\u00e0 di quello che si vende. Pertanto, servono strategie di marketing ad hoc quali, ad esempio:<\/p>\n<p>&#8211; un sito di appeal multilingue (una lingua per ogni mercato in cui si vende, l\u2019inglese non \u00e8 sufficiente);<\/p>\n<p>&#8211; la presenza di un partner in loco (capace di captare in tempo reale i trend, i gusti ed i cambiamenti nelle scelte della popolazione locale);<\/p>\n<p>&#8211; un magazzino\/centro di logistica in loco (per ridurre al minimo i tempi di consegna al cliente finale);<\/p>\n<p>&#8211; un ottimo servizio di <em>customer care<\/em> ed assistenza post-vendita (non \u00e8 sufficiente vendere, il cliente estero deve sapere di poter contare su una rete affidabile di assistenza in caso di resi\/danni\/problematiche varie).<\/p>\n<p>I\u00a0canali<strong>\u00a0<\/strong>attraverso i quali le PMI italiane effettuano <em>l\u2019e-commerce<\/em> sono ad oggi principalmente quattro<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>:<\/p>\n<ol>\n<li>sito Internet aziendale (54%)<\/li>\n<li>portali specializzati per settore (32%)<\/li>\n<li>intermediari (25%)<\/li>\n<li>procedure di negoziazione elettronica (19%).<\/li>\n<\/ol>\n<p>La totalit\u00e0 delle <strong>PMI<\/strong> che vende on-line \u00e8 accumunata dal fatto di aver investito fortemente nella digitalizzazione dei propri processi aziendali. E\u2019 infatti comprovata da numerosi studi l\u2019esistenza di una relazione positiva tra <span style=\"text-decoration: underline;\">digitalizzazione ed internazionalizzazione.<\/span><\/p>\n<p>La percentuale di piccole imprese digitalizzate che intrattengono relazioni con l\u2019estero \u00e8 quattro volte superiore alla percentuale di quelle non digitalizzate. Le piccole imprese digitalizzate che esportano realizzano \u2013 in media \u2013 il 24% del loro fatturato attraverso <em>e-commerce<\/em> diretto estero. A livello di medie imprese, la percentuale di medie imprese digitalizzate che intrattengono relazioni con l\u2019estero cresce di pi\u00f9 del 50% rispetto a quelle non digitalizzate. Le medie imprese digitalizzate che esportano realizzano \u2013 in media \u2013 il 39% del fatturato attraverso <em>e-commerce<\/em> diretto estero<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Purtroppo, ad oggi solo il\u00a040% delle PMI italiane \u00e8 presente on-line\u00a0con un proprio sito Internet. A questo, si aggiunge uno scarso presidio dei social media ed una scarsa attenzione verso i servizi dedicati alla personalizzazione dei prodotti. Infine, appare spesso sottovalutata la necessit\u00e0 di inserire in organico personale specializzato nell\u2019implementazione e gestione degli strumenti di ICT, cos\u00ec come l\u2019importanza di\u00a0integrare le modalit\u00e0 e gli strumenti operativi di Internet in tutta la catena del valore. Come conseguenza, vengono a mancare nelle aziende italiane sia le competenze manageriali, sia le competenze operative<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Appare invece evidente che, se si vuole competere su un mercato internazionale cos\u00ec vasto come quello rappresentato dall\u2019<em>e-commerce<\/em>, saranno sempre di pi\u00f9 l\u2019 <span style=\"text-decoration: underline;\">Eccellenza<\/span> e la <span style=\"text-decoration: underline;\">Competenza<\/span> a fare la differenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fonte: \u201cInternet &amp; Export \u2013 il ruolo della Rete nell\u2019internazionalizzazione delle PMI italiane\u201d \u2013 Doxa Digital \u2013 Ed. Ottobre 2013<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Fonte: \u201cInternet &amp; Export \u2013 il ruolo della Rete nell\u2019internazionalizzazione delle PMI italiane\u201d \u2013 Doxa Digital \u2013 Ed. Ottobre 2013<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Fonte: \u201cInternet &amp; Export \u2013 il ruolo della Rete nell\u2019internazionalizzazione delle PMI italiane\u201d \u2013 Doxa Digital \u2013 Ed. Ottobre 2013<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) L\u2019e-commerce \u00e8 indubbiamente uno degli strumenti pi\u00f9 adatti per intraprendere o potenziare un processo di internazionalizzazione in un\u2019azienda, soprattutto se PMI. Uno dei motivi principali \u00e8 che <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5447,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,5,2074,1],"tags":[],"class_list":["post-6542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-fascicoli","category-numero-di-ottobre-2017","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1279664_10824501.jpg?fit=1288%2C1288&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1Hw","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6542"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6543,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6542\/revisions\/6543"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}