{"id":6632,"date":"2015-07-01T00:03:37","date_gmt":"2015-06-30T22:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6632"},"modified":"2020-10-25T16:43:09","modified_gmt":"2020-10-25T15:43:09","slug":"salumi-italiani-piu-facile-lexport-verso-gli-u-s-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/salumi-italiani-piu-facile-lexport-verso-gli-u-s-a\/","title":{"rendered":"Salumi italiani: pi\u00f9 facile l&#8217;export verso gli U.S.A."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati Uniti rappresentano il primo partner commerciale Extra-Ue delle aziende italiane produttrici di salumi ed insaccati. Nel 2014 le nostre esportazioni verso il Paese hanno registrato un aumento, in termini di fatturato, di oltre il 18%, raggiungendo quota 86,8 milioni di euro. Un risultato che, se da un lato sorprende in considerazione delle numerose restrizioni con le quali i nostri produttori hanno dovuto da sempre confrontarsi (su tutte il provvedimento <strong><em>100% reinspection<\/em><\/strong>), dall\u2019altro fa ben sperare in un ulteriore miglioramento delle performance di export verso il mercato statunitense, a seguito delle novit\u00e0 introdotte dalle autorit\u00e0 americane con il mese di maggio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Export del settore.<\/span><\/strong><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esportazioni italiane di salumi stanno registrando un aumento costante ormai da diversi anni, sia in termini di volumi che di fatturato. Il 2014 ha di fatto confermato questo trend positivo: 148.830 tonnellate (+4,7%) per un fatturato record di 1,260 miliardi di euro (+6,3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno della <strong>UE<\/strong>, un contributo positivo \u00e8 arrivato in termini di fatturato da tutti i principali partner commerciali italiani (<strong>Germania<\/strong>, <strong>Regno Unito<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Austria<\/strong>\u00a0in particolare). La <strong>Germania<\/strong> si conferma il mercato pi\u00f9 importante per i nostri salumi con un fatturato export di 280 milioni di euro, derivante principalmente dalla vendita di prosciutti crudi, salami, pancette e insaccati cotti. Ottimo 2014 anche per le esportazioni verso il\u00a0<strong>Regno Unito<\/strong>\u00a0(+10,7% in valore per 141,9 mln di euro), grazie agli incrementi di domanda di tutte le principali categorie di salumi con l\u2019unica eccezione dei salami.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto bene anche l\u2019\u00a0<strong>Austria<\/strong>\u00a0(+8,4% per 72,3 mln di euro),\u00a0la <strong>Croazia<\/strong>\u00a0(+20,2% per 19,5 mln di euro) e\u00a0la <strong>Spagna<\/strong>\u00a0(+12,8% per 20,3 mln di euro). Fra i mercati pi\u00f9 piccoli da evidenziare gli incrementi a 2 cifre di\u00a0<strong>Paesi Bassi<\/strong>\u00a0(+33,4%) e\u00a0<strong>Slovenia<\/strong>\u00a0(+37,5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito <strong>Extra-UE<\/strong>, si sono registrati aumenti di fatturato export a doppia cifra con <strong>Giappone<\/strong>\u00a0(+17,8%), <strong>Canada<\/strong>\u00a0(+18%), <strong>Repubblica Sudafricana<\/strong>\u00a0(+17,8%) e\u00a0<strong>Norvegia<\/strong>\u00a0(+7,3%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unica nota dolente la <strong>Russia<\/strong>: &#8211; 42,7% in quantit\u00e0 e &#8211; 32,1% in valore per 12,7 milioni di euro, a causa dell\u2019embargo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Export verso gli Stati Uniti. <\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il mese di maggio 2015 sono state introdotte due importanti novit\u00e0 destinate a modificare (in meglio) le relazioni commerciali tra Italia e Stati Uniti per quanto concerne i salumi ed i prodotti insaccati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, le Autorit\u00e0 statunitensi hanno da un lato revocato il provvedimento denominato <strong><em>100% reinspection<\/em><\/strong> (ovvero il controllo sistematico di tutte le partite di salumi provenienti dall\u2019Italia che arrivavano in dogana) e, dall\u2019altro, rinnovato la possibilit\u00e0 per il ministero della Salute di abilitare nuove aziende italiane all\u2019esportazione negli Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il provvedimento <strong><em>100% reinspection<\/em><\/strong> , introdotto nel settembre 2013 a causa della mancata corrispondenza normativa tra UE e USA per quanto riguarda la tolleranza di\u00a0<em>Listeria Monocytogenes<\/em> (patogeno per il quale negli Stati Uniti vige la regola della \u201ctolleranza zero\u201d), ha causato notevoli disagi alle aziende italiane esportatrici, le quali hanno subito una vera e propria perdita di competitivit\u00e0 rispetto a produttori di altri Paesi concorrenti (Messico in primis\u2026). Le aziende italiane hanno dovuto sopportare un aumento dei costi di sdoganamento, ma anche uno slittamento dei tempi di consegna al cliente americano (i salumi italiani erano costretti a stazionare molti giorni presso i magazzini doganali prima di essere campionati ed autorizzati alla vendita).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini di export \u00e8 quindi realistico aspettarsi un ulteriore miglioramento delle performance di fatturato nel mercato, dal momento che verr\u00e0 data la possibilit\u00e0 di accedere al mercato statunitense ad un numero sempre maggiore di aziende ma, soprattutto, verr\u00e0 resa finalmente possibile l\u2019esportazione di tutti quei prodotti di salumeria a breve stagionatura (quali salami, coppe, pancette), ufficialmente autorizzata gi\u00e0 dal maggio 2013, ma di fatto resa impossibile a seguito dei controlli imposti dal provvedimento <strong><em>100% reinspection<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La revoca di tale provvedimento \u00e8 un chiaro segnale di distensione tra le Autorit\u00e0 americane ed il Sistema Istituzionale italiano (in conclusione, viene considerato degno di fiducia il sistema dei controlli italiano). Il risultato \u00e8 stato raggiunto a seguito di un\u2019intensa trattativa sviluppatasi nel 2014 con l\u2019impegno di pi\u00f9 parti (Ministero della Salute, Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Ambasciata d\u2019Italia negli USA, servizi veterinari regionali, associazioni industriali di settore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione \u00e8 arrivata a seguito del completamento della valutazione dei risultati di un Audit condotto sulle strutture produttive italiane da parte di alcuni ispettori del <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">FSIS<\/span> <\/strong>(<em>Food Safety and Inspection\u00a0Service<\/em>), l&#8217;agenzia americana per la sicurezza alimentare. In particolare, l&#8217;Amministratore del FSIS,\u00a0Alfred Almanza, ha comunicato ufficialmente che e\u2019 stata\u00a0sbloccata\u00a0la\u00a0lista\u00a0degli\u00a0impianti autorizzati\u00a0ad\u00a0esportare\u00a0negli\u00a0Stati Uniti\u00a0e che i\u00a0controlli ispettivi\u00a0ai punti di ingresso (POE) in USA saranno dimezzati\u00a0immediatamente, per poi essere\u00a0riportati allo stato pre-crisi di controlli a campione, in assenza di casi di positivit\u00e0 entro 45 giorni ai punti di entrata nel Paese (POE)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Come esportare salumi negli Stati Uniti: documentazione ed autorizzazioni richieste.<\/span><\/strong> <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><br \/>\nCon la revoca del provvedimento <strong><em>100% reinspection<\/em><\/strong> vengono ristabilite le condizioni e le regole in vigore dal maggio 2013 (periodo a partire dal quale si \u00e8 attuata la reale apertura del mercato americano alle carni crude stagionate italiane). Dal 28 maggio 2013 \u00e8 difatti permessa negli Stati Uniti l\u2019importazione dell&#8217;alta salumeria italiana prodotta in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e nelle province di Trento e Bolzano (l\u2019importazione di prosciutti crudi, prosciutti cotti e mortadelle era, invece, gi\u00e0 ammessa da tempo). Tali territori sono stati considerati dall\u2019<em><a href=\"http:\/\/www.aphis.usda.gov\/\">Animal and Plant Health Inspection Services<\/a><\/em>\u00a0(<strong>APHIS<\/strong>) a rischio basso per quanto riguarda la malattia vescicolare del suino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che di una vera e propria \u201capertura\u201d del mercato si dovrebbe per\u00f2 parlare di una serie di \u201cconcessioni all\u2019importazione\u201d, dal momento che le regole imposte dalle Autorit\u00e0 americane continuano ad essere molto restrittive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I salumi italiani destinati all\u2019esportazione negli USA devono infatti possedere le seguenti caratteristiche:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>provenire solo dastabilimenti che siano stati preventivamente autorizzati dalle autorit\u00e0 statunitensi (l\u2019impianto di macellazione degli animali non deve essere venuto a contatto con animali o carni provenienti da Regioni nelle quali la malattia vescicolare del suino sia ancora presente, ovvero che carni e\/o animali non abbiano attraversato Regioni non indenni);<\/li>\n<li>essere provvisti di uno specifico certificato sanitario e di attestazione veterinaria;<\/li>\n<li>essere a base di carne cotta e sottoposti a trattamento termico che raggiunga i 69\u00b0C al cuore del prodotto, oppure sterilizzati (cotechino), oppure a base di carne cruda (con stagionatura superiore a 400 giorni), oppure essere carni a bassa stagionatura (dal 28 maggio 2013).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La documentazione richiesta per l\u2019export dei prodotti ammessi (identificati con il codice doganale tariffa armonizzata SA 0210 \u201c<em>meat and edible meat offal, salted, in brine, dried or smoked; edible flours and meals of meat or meat offal <\/em>\u201d) \u00e8 la seguente:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Registrazione di stabilimento alimentare<\/span><em>. <\/em>Documento attestante che lo stabilimento o gli stabilimenti in cui \u00e8 stata effettuata la produzione, trasformazione, confezionamento e conservazione di alimenti destinati al consumo per il mercato statunitense \u00e8\/sono stati registrati presso la Food and Drug Administration (FDA). La normativa americana ammette anche aziende che, pur non operando presso uno stabilimento autorizzato, si sono avvalse, per la produzione di salumi a proprio marchio, dello stabilimento di un\u2019altra azienda il cui impianto sia stato autorizzato, previo accordo commerciale tra le parti.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Licenza per la fauna selvatica<\/span><em>.<\/em> Si applica nel caso di alimenti in cui, tra gli ingredienti, figurino anche prodotti di animali in via di estinzione. Tale documento attesta che il titolare \u00e8 autorizzato ad esportare specie di fauna selvatica ed \u00e8 necessario per lo sdoganamento e l&#8217;accesso al mercato.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Preavviso di importazione di prodotti alimentari<\/span><em>.<\/em> Altro documento necessario per lo sdoganamento. Pre-annuncia l&#8217;importazione di alimenti alla Food and Drug Administration (FDA). Deve essere presentato, per via elettronica o attraverso la dogana, a: Automated Broker Interface (ABI) &#8211; Sistema Commerciale ACS, solo dopo la registrazione alla lista degli stabilimenti autorizzati. Inoltre, devono essere rispettati dei termini per la presentazione del preavviso (entro 15 giorni prima della data prevista di arrivo, per invii effettuati tramite il PNSI -Prior Notice Systems Interface \u2013 sistema per la richiesta della notifica preventiva &#8211; introdotto nel 2003 a seguito atti di bioterrorismo; entro 30 giorni prima della data prevista di arrivo, per la presentazione fatta attraverso l&#8217;ABI\/ACS).<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Certificato sanitario per i prodotti animali<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span> Documento rilasciato dalla ASL, attestante che i prodotti di origine animale per l\u2019esportazione non sono infetti e non sono portatori di alcuna malattia infettiva. E\u2019 necessario per sdoganamento e accesso al mercato. Deve essere scritto in inglese e presentato in originale.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Certificato di origine.<\/span> Facoltativo, secondo le indicazioni dell\u2019importatore americano. Nel caso venisse richiesto \u00e8 necessario rivolgersi alla CCIAA provinciale dove ha sede il produttore, organo competente per il rilascio.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Codice di Identificazione Produttore (MID).<\/span> Codice che identifica il produttore (non statunitense) di un bene, in conformit\u00e0 con le disposizioni di legge. L&#8217;autorit\u00e0 responsabile \u00e8 la Customs and Border Protection (CBP). Il MID deve essere predisposto dall&#8217;importatore in conformit\u00e0 con le disposizioni di legge statunitense di cui al<a href=\"http:\/\/www.gpo.gov\/fdsys\/granule\/CFR-2012-title19-vol1\/CFR-2012-title19-vol1-part102\/content-detail.html\">19 CFR 102<\/a>. Il\u00a0codice MID\u00a0contiene fino a 15 caratteri senza spazi:<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Codice ISO del paese (due caratteri)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Nome del fabbricante (primi tre caratteri di ciascuno delle prime due parole)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Indirizzo del fabbricante (prime quattro cifre del numero maggiore nel tratto di strada di indirizzo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Nome della citt\u00e0 (prime tre lettere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per articoli aventi pi\u00f9 di un produttore, il codice MID va indicato per ciascun produttore, separatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, va ricordato che tutti i salumi esportati negli Stati Uniti devono avere idonea <span style=\"text-decoration: underline;\">etichettatura<\/span> (rigorosamente in lingua inglese), la quale dovr\u00e0 riportare almeno le seguenti informazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Nome del prodotto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Paese di origine (\u201cMade in\u2026\u201d o \u201cProduct of \u2026\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Nome e indirizzo del produttore<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Peso netto (&#8220;Net content&#8230;\u201c)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Stato fisico del prodotto (intero, in cubetti, porzionato\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Elenco degli ingredienti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Informazioni nutrizionali (calorie, grassi totali, grassi saturi, grassi idrogenati, colesterolo, sodio, carboidrati totali, fibre, zuccheri, proteine, vitamina A, vitamina C, calcio, ferro)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Eventuale presenza di allergeni alimentari (vicino alla lista degli ingredienti va riportata la parola \u201cContains\u201d seguita dal nome dell\u2019allergene).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, in caso di utilizzo di imballaggi in legno\u00a0(casse di legno, gabbie, pallets) questi devono essere trattati e marchiati secondo la normativa fitosanitaria NIMP n. 15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fonte: Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria) \u2013 ed. 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Fonte: Ansa.it \u2013 dichiarazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin del 14 maggio 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Fonte: Monica Perego &#8211; Newsmercati.it \u2013 numero 157\/2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) Gli Stati Uniti rappresentano il primo partner commerciale Extra-Ue delle aziende italiane produttrici di salumi ed insaccati. 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