{"id":6790,"date":"2015-12-01T00:04:45","date_gmt":"2015-11-30T23:04:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6790"},"modified":"2015-12-01T00:04:45","modified_gmt":"2015-11-30T23:04:45","slug":"lacqua-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lacqua-bene-comune\/","title":{"rendered":"L&#8217;acqua, bene comune"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Nicola Sguera)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero occidentale si origina dall\u2019acqua. Aristotele, il primo \u201cstorico\u201d della filosofia, scrive di Talete, nato a Mileto, una colonia ionica sulle coste dell\u2019Asia minore, e vissuto fra il VII e il VI secolo a.C.: \u00abLa maggior parte dei primi filosofi ritennero che i soli principi di tutte le cose fossero di specie materiale, perch\u00e9 ci\u00f2 da cui tutte le cose hanno l&#8217;essere, da cui derivano e in cui si risolvono, questo \u00e8 da loro chiamato elemento, principio delle cose e perci\u00f2 ritengono che nulla si produca e nulla si distrugga, perch\u00e9 una siffatta sostanza si conserva sempre [&#8230;] Talete, il fondatore di tale forma di filosofia, dice che \u00e8 l&#8217;acqua &#8211; e per questo sosteneva che anche la terra sta sull&#8217;acqua: forse prese quest&#8217;ipotesi osservando che l&#8217;alimento di ogni cosa \u00e8 umido, lo stesso calore deriva dall&#8217;umidit\u00e0 e di essa vive e ci\u00f2 da cui le cose derivano \u00e8 appunto il loro principio. \u00c8 dunque di qui che egli trasse la sua ipotesi e dal fatto che i semi di tutte le cose hanno una natura umida\u00bb. Questo passo, contenuto nel I libro della <em>Metafisica<\/em>, \u00e8 di capitale importanza. Testimonia il passaggio rivoluzionario da una visione del mondo \u201cmitica\u201d e \u201cpoetica\u201d ad una che, con una forzatura, potremmo definire \u201cscientifica\u201d. Aristotele, infatti, utilizza una parola-chiave, a proposito di Talete e del suo metodo: \u201cosservando\u201d, e poi: \u201cipotesi\u201d. Probabilmente, se oggi ci troviamo qui, in questo luogo eretto dalla tecnica umana, lo dobbiamo all\u2019intuizione folgorante di un greco dell\u2019emigrazione di circa 2600 anni fa. Di l\u00ec \u00e8 partito tutto. Dunque, dall\u2019acqua. In quel momento \u00e8 nato il conflitto, spesso amoroso, fra due forme di sapere: uno fondato sull\u2019osservazione, sulle ipotesi, sull\u2019esperimento, destinato a raffinarsi sempre di pi\u00f9, fino ad essere codificato nel XVII secolo da Galilei, Cartesio e Bacone, l\u2019altro, invece, intuitivo e simbolico.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"1984\">\n<li>Ivan Illich discute a Dallas del valore simbolico dell\u2019acqua in una conferenza (H2o e le acque dell\u2019oblio) poi confluita in Nello specchio del passato. Il metodo \u00e8 quello consueto del grande pensatore cosmopolita, ancora outsider nella ricostruzione scolastica e accademica della filosofia del XX secolo e, dunque, rigorosamente fuori dal canone: guardare il presente e le sue \u201cstrutture\u201d attraverso lo sguardo \u201cstraniante\u201d del passato (classico o medievale).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abVogliamo riflettere sul rapporto fra l&#8217;Acqua e i Sogni, in quanto tale legame \u00e8 una componente di ci\u00f2 che &#8216;fa funzionare una citt\u00e0&#8217;. Da sempre i sogni danno forma alle citt\u00e0; le citt\u00e0 hanno sempre ispirato sogni; e tradizionalmente l&#8217;acqua ha fecondato entrambi. Ma io nutro seri dubbi che disponiamo ancora dell&#8217;acqua capace di legare le due cose. La societ\u00e0 industriale ha trasformato H2O in una sostanza non miscibile con l&#8217;elemento archetipico dell&#8217;acqua\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 industriale ha trasformato H2O in una sostanza non miscibile con l&#8217;elemento archetipico dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua \u00e8 un elemento archetipico. \u00c8 consustanziale, potremmo dire, all\u2019essere umano, \u00e8 parte integrante del suo bagaglio fisico, sensoriale, simbolico, culturale sin da quando nasce, quasi prima di farne esperienza. Ma la societ\u00e0 industriale ha creato H20, una sostanza che pare non avere nulla a che fare con l\u2019elemento archetipico dell\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Illich si concentra sul potere \u201clustrale\u201d dell\u2019acqua. Noi italiani pensiamo immediatamente alla grandiosa scena finale de I promessi sposi, con la pioggia purificatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL&#8217;aspersione con acqua santa (&#8220;lustrale&#8221;) dissolve i miasmi, libera dalle maledizioni, elimina l&#8217;inquinamento di certi luoghi e, versata sulle mani, sulla testa o sui piedi, lava via impurit\u00e0, sangue e colpe. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra catarsi, che appartiene esclusivamente alle oscure acque del Lete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle acque separano coloro che le attraversano dai ricordi e permettono loro di dimenticare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso noi italiani siamo fortunati, perch\u00e9 il padre della nostra letteratura, Dante Alighieri, immagina che quell\u2019acqua consenta di cancellare, nel Purgatorio, il ricordo del peccato. Ne avevano parlato Platone e Virgilio, ne canteranno ancora Goethe e Baudelaire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Illich, come sempre, usa la lo specchio del passato per capirei il presente, e si chiede se \u00abi sogni di innocenza della citt\u00e0, i sogni di &#8216;abbandono e oblio&#8217;, possono essere innaffiati dal liquido che passa attraverso i rubinetti, le docce e i gabinetti. Acque di fogna depurate possono &#8216;circolare&#8217; in fontane o laghi capaci di rispecchiare i sogni?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza radicale fra le acque del Lete e H2o \u00e8 che le prime \u201cscorrono\u201d, le seconde \u201ccircolano\u201d, come il sangue, come il denaro, come le macchine. Insomma, la modernit\u00e0 crea una cesura anche simbolica difficilmente sanabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel XVIII si afferm\u00f2 la teoria di Harvey sulla circolazione del sangue, coerente con il modello mercantilista di ricchezza come circolazione dei beni quasi coevo. Gli urbanisti iniziarono a descrivere le citt\u00e0 con lo stesso paradigma. Essi concepirono la citt\u00e0 come un corpo sociale attraverso cui l&#8217;acqua deve incessantemente circolare, asportandone continuamente la sporcizia. Se l&#8217;acqua cessa di fluire e di essere portata via dalle fogne, la nuova citt\u00e0 creata dall&#8217;immaginazione non pu\u00f2 che stagnare e marcire. \u00abFu inventata la citt\u00e0 come luogo che ha bisogno di essere costantemente liberato dai propri rifiuti\u00bb. Come il corpo umano e l&#8217;economia, anche la citt\u00e0 potr\u00e0 d&#8217;ora innanzi essere visualizzata come un sistema di tubature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua entra nelle nostre citt\u00e0 come merce e ne esce come rifiuto. Nei miti originari della civilt\u00e0 occidentale, invece, essa era un \u201cconfine\u201d: separava questo mondo dall\u2019altro mondo (funzione che conserva, di fatto, in Dante). \u00abNel loro pellegrinaggio verso l&#8217;aldil\u00e0, i defunti greci, indiani, nordici e celti attraversano tutti lo stesso paesaggio funebre, caratterizzato dalla stessa idrologia mitica. Le lente acque che il viaggiatore varca sono quelle del fiume dell&#8217;oblio\u00bb. Il fiume dell\u2019oblio libera il defunto dal carico dei ricordo, ma restituisce ai vivi le sue gesta memorabili: per il cantore, per il sognatore, per il veggente, per il saggio. \u00abCi\u00f2 che il fiume Lete lava via dai piedi dei morti viene restituito alla vita dalla pulsante sorgente di Mnemosine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa straordinaria simbologia gi\u00e0 si smarrisce nella Grecia pi\u00f9 recente e a Roma, dove le citt\u00e0 sono costruite intorno ad acquedotti che versano l&#8217;acqua in fontane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDalla sorgente al getto d&#8217;acqua, dalla fonte della memoria alla fontana scolpita, dal canto epico al ricordo fondato su riferimenti letterari, l&#8217;acqua come metafora sociale subisce una prima profonda trasformazione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la modernit\u00e0 si \u00e8 affermata l\u2019idea che l&#8217;acqua convogliata all&#8217;interno della citt\u00e0 dovesse uscirne tramite un sistema di fognature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concezione della citt\u00e0 come luogo che dev&#8217;essere costantemente lavato e deodorato ha origine in un momento storico ben definito: essa fa la sua comparsa agli inizi dell&#8217;Illuminismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante tutta la prima met\u00e0 del XX secolo la priorit\u00e0 \u00e8 stata data alla sterilizzazione dell&#8217;acqua potabile. I cittadini esigevano soprattutto che dai rubinetti scendesse acqua potabile &#8216;batteriologicamente pura&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella civilt\u00e0 industriale il tentativo di lavar via i cattivi odori della citt\u00e0 \u00e8 palesemente fallito. Le nostre citt\u00e0 sono divenute luoghi di un fetore industriale senza precedenti. E noi siamo diventati tanto insensibili a questo inquinamento quanto gli abitanti di Parigi all&#8217;inizio del diciottesimo secolo lo erano all&#8217;odore dei loro cadaveri e dei loro escrementi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di queste densissime pagine, si comprende come i sistemi idrici delle citt\u00e0, nella storia della cultura occidentale, hanno un inizio e potrebbero perci\u00f2 avere una fine. Essi nascono con l&#8217;addomesticamento artistico delle fonti di Roma, rispetto alla portata simbolica delle fonti delle popolazioni indoeuropee, per le quali l\u2019acqua \u201capriva\u201d, letteralmente, il mondo dei morti; e culminano nelle grandi pompe aspiranti che trasformano l&#8217;acqua in un fluido detergente e refrigerante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiusa, apparentemente ellittica della riflessione di Illich, \u00e8 che solo l\u2019acqua come \u201ccommon\u201d, come bene comune, pu\u00f2 ritessere l\u2019aspetto archetipico e quello storico dei sogni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abH2O non \u00e8 acqua in questo senso. H2O \u00e8 un liquido privato sia del suo senso cosmico sia del suo &#8220;genius loci&#8221;. Esso \u00e8 opaco ai sogni. Gli acquedotti delle citt\u00e0 hanno pervertito i &#8220;commons&#8221; dei sogni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia per l\u2019acqua come bene comune \u00e8 uno dei grandi compiti che abbiamo alle spalle ma anche dinnanzi. Nello stesso tempo \u00e8 necessario riannodare quel filo che forse Talete stesso, da cui siamo partiti, inizi\u00f2 a lacerare, il filo che unisce poesia e pensiero, <em>mhytos <\/em>e <em>logos<\/em>, auspicando una nuova alleanza fra la tecnica e l\u2019arte, in cui sia possibile sperimentare l\u2019acqua nella sua duplice natura di H2O e di viatico al mondo dei morti e del sogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Nicola Sguera) Il pensiero occidentale si origina dall\u2019acqua. 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