{"id":6818,"date":"2016-01-01T00:47:20","date_gmt":"2015-12-31T23:47:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6818"},"modified":"2016-01-01T00:56:33","modified_gmt":"2015-12-31T23:56:33","slug":"la-verita-forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-verita-forse\/","title":{"rendered":"La verit\u00e0, forse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Nicola Sguera)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella voce Wiki dedicata al suo paese d\u2019origine, Sant\u2019Agata de\u2019 Goti, un magnifico borgo capace di preservare le sue antiche bellezze, Giancristiano Desiderio viene definito \u00abgiornalista [scrive per \u00abIl Corriere del Mezzogiorno\u00bb e \u00abIl Giornale\u00bb], saggista e filosofo. Nel 2014 vincitore del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Premio_Acqui_Storia\">Premio Acqui Storia<\/a>\u00a0con il libro <em>Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce<\/em>\u00bb. La voce risulta incompleta perch\u00e9 Desiderio \u00e8 anche uno storico che proprio al suo paese d\u2019origine ha dedicato un\u2019opera. Ci troviamo, \u00e8 abbastanza evidente, di fronte ad un\u2019anomalia, in un paese come l\u2019Italia in cui, con sparute eccezioni, la filosofia si identifica (purtroppo!) con la vita accademica, producendo libri spesso di grande pregio erudito ma completamente slegati dalla vita e dal proprio tempo. L\u2019anomalia dell\u2019autore \u00e8 anche stilistica, prediligendo una scrittura saggistica tanto raffinata quanto aliena da tecnicismi e specialismi e i suoi libri presentandosi per lo pi\u00f9 privi di apparati di note che ne appesantiscano la lettura. Desiderio \u00e8 anche uno tra i maggiori conoscitori in Italia del pensiero di Benedetto Croce, che \u2013 accanto a Berlin \u2013 pu\u00f2 essere considerato l\u2019<em>auctor<\/em> di riferimento (anche nella poliedricit\u00e0 della sua produzione). Per completare la descrizione dell\u2019anomalia aggiungo che viene annoverato tra gli esponenti della cosiddetta pop-sofia, soprattutto in virt\u00f9 di una trilogia di libri (poi raccolti ne <em>Il divino pallone<\/em>, Vallecchi) dedicati ad una rilettura filosofica del calcio. Infine, ossimoricamente, pur essendo critico feroce della scuola \u201cstatale\u201d dispensatrice di diplomi e teorico dell\u2019abolizione del valore legale del titolo di studio, \u00e8 docente di storia e filosofia nei Licei statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale complessit\u00e0 \u00e8 facile per\u00f2 riconoscere proprio nella filosofia l\u2019elemento unificante della solo apparentemente babelica produzione di scritti di Giancristiano. In ogni suo pezzo, anche quelli apparentemente pi\u00f9 cronachistici, batte una visione complessiva della realt\u00e0 che non si pu\u00f2 non definire filosofica, e che in una attualizzazione del crocianesimo trova la sua cifra pi\u00f9 peculiare. Un Croce, come emerge dalla fortunata biografia intellettuale, liberato dai cascami hegeliani, un Croce maestro di libert\u00e0 e di realismo nello stesso tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dovessi, dopo anni di confronto con Giancristiano, scegliere la parola-chiave della sua opera non avrei esitazione: libert\u00e0. Desiderio \u00e8, nella sua essenza, un pensatore politico. Ci\u00f2 che pi\u00f9 gli sta a cuore, anche quando parla di calcio, \u00e8 veicolare una visione della politica che, leggendo la realt\u00e0 \u201cfattuale\u201d, sia strumento di trasformazione, non \u201cvisione\u201d, \u201cprofezia\u201d, \u201cutopia\u201d. E per questo che era necessario scrivere un libro dedicato al problema della verit\u00e0. In realt\u00e0, se andiamo ai primordi della filosofia occidentale vedremo come Platone muova dalla stesso bisogno: rifondare la politica rifondando la gnoseologia e l\u2019ontologia, contro il relativismo e il nichilismo sofistico. Desiderio vuole dare un fondamento gnoseologico e ontologico al suo liberalismo: per questo ha scritto <em>La verit\u00e0, forse. Piccola enciclopedia del sapere filosofico dai Greci allo storicismo<\/em> (liberlibri, 2015), scandito in dieci capitoli che, attraverso questioni teoriche e autori fondamentali (come Cartesio, Vico ed Hegel) analizzano uno dei temi pi\u00f9 spinosi del pensiero. L\u2019epigrafe dell\u2019Introduzione (\u00abLa verit\u00e0 \u00e8 la pratica della libert\u00e0\u00bb) \u00e8 la sintesi mirabile di tutto l\u2019ambizioso progetto. Scrive Desiderio: \u00abLa verit\u00e0 alla quale qui si fa esplicito riferimento \u00e8 un tipo di comprensione storica della condizione umana che, prima di tutto, salvaguarda la libert\u00e0 civile e la libert\u00e0 morale degli uomini da ogni tipo di totalitarismo, sia esso di natura politica, filosofica, religiosa, scientifica\u00bb. Insomma: mettere in discussione l\u2019idea vulgata di verit\u00e0 (come possesso stabile di un gruppo di presunti \u201cesperti\u201d: politici, filosofi, sacerdoti, scienziati) significa creare le premesse per un mondo strutturalmente antitotalitario. Perch\u00e9 in nome della Verit\u00e0 si \u00e8 legittimati a creare il Paradiso in terra (che pu\u00f2 assumere anche le forme di un\u2019utopia tecnocratica). Solo concependo la verit\u00e0 come comprensione del \u201cfactum\u201d (qui l\u2019attualizzazione del Croce lettore di Vico) \u00e8 possibile immunizzarsi da questo rischio. Se tutta la cultura occidentale, da Platone in poi, \u00e8 mossa dalla pericolosa illusione di raggiungere \u201cla\u201d Verit\u00e0, e detenerla come possesso stabile, la verit\u00e0 \u201cstoricista\u201d che Desiderio teorizza \u00e8 volutamente \u201cdebole\u201d e critica nei confronti di ogni potere. In sintesi, l\u2019idea vulgata di verit\u00e0 inevitabilmente finisce, nella sua assolutezza, con il diventare strumento di un poter iniquo; la verit\u00e0 storicista \u00e8 invece sempre al servizio della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro argomenta in maniera esaustiva questa tesi, trovando inattese convergenze con filoni poco amati dall\u2019autore (penso in particolare ad Heidegger, che egli tende ad interpretare \u2013 ma su questo spesso entriamo in conflitto \u2013 come una variante dello storicismo, ma anche con Wittgenstein). Sarebbe interessante sperimentarne l\u2019uso all\u2019interno della scuola, potendo ben funzionare come sintesi di una parte corposa del pensiero occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, Desiderio ribadisce come lo scopo principale di quello che, ad ora, \u00e8 il suo pi\u00f9 importante libro speculativo, sia quello di rendere compatibile l\u2019idea di verit\u00e0 con quella di libert\u00e0, partendo dall\u2019assunto che esse spesso siano entrate in conflitto. D\u2019altronde, un\u2019altra maestra dell\u2019autore, la Arendt (seppur letta a mio avviso in maniera riduttiva come pensatrice della libert\u00e0), ci ha insegnato come il primo filosofo politico dell\u2019Occidente, Platone, voglia mettere in sicurezza la filosofia dal rischio della polis, e per questo fonda un sistema di pensiero incardinato sull\u2019idea di una verit\u00e0 assoluta coincidente con la conoscenza del mondo stabile ed eterno delle Idee. Ed \u00e8, quindi, naturale che, senza tornare al relativismo ontologico e gnoseologico, ma facendo coincidere la filosofia con la storia pensata, Giancristiano Desiderio chiuda il libro con l\u2019espressione che gli d\u00e0 il titolo: \u00abQuesta \u00e8 la verit\u00e0, forse\u00bb, dove il compito dell\u2019avverbio \u00e8 rimettere continuamente in moto quello spirito critico e problematico che, ogni volta, deve liberarci dalla tracotanza del sapere assoluto e tenere sempre aperto lo spazio della libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Nicola Sguera) Nella voce Wiki dedicata al suo paese d\u2019origine, Sant\u2019Agata de\u2019 Goti, un magnifico borgo capace di preservare le sue antiche bellezze, Giancristiano Desiderio viene definito \u00abgiornalista [scrive <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5551,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,1269,5,1659,1],"tags":[315,1652,1653,1651],"class_list":["post-6818","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-la-nottola-di-minerva","category-fascicoli","category-numero-di-gennaio-2016","category-news","tag-filosofia","tag-giancristiano-desiderio","tag-liberta","tag-verita"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1397150_31731168.jpg?fit=4288%2C2848&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1LY","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6818"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6818\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6819,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6818\/revisions\/6819"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}