{"id":6913,"date":"2016-04-01T00:10:22","date_gmt":"2016-03-31T22:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6913"},"modified":"2016-04-01T00:10:22","modified_gmt":"2016-03-31T22:10:22","slug":"le-conseguenze-del-terrorismo-sulleconomia-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/le-conseguenze-del-terrorismo-sulleconomia-internazionale\/","title":{"rendered":"Le conseguenze del terrorismo sull&#8217;economia internazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto riportato dal <strong><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Global Terrorism Database<\/span><\/em><\/strong>, la pi\u00f9 esaustiva ed affidabile banca dati in materia di terrorismo amministrata dalla University of Maryland, negli ultimi 20 anni si sono verificati nel mondo non meno di dieci attentati al giorno che hanno provocato la morte di oltre 165.000 persone ed il ferimento di circa 280.000 persone. Le aree pi\u00f9 colpite sono il Medio Oriente ed il Nord Africa, mentre in Europa si sono verificati circa il 6% degli attacchi terroristici su scala globale. Tra questi, si ricorda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Madrid:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 11 marzo 2004<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Londra:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7 luglio 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bruxelles:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 24 maggio 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parigi:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7 gennaio 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parigi:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 13 novembre 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bruxelles:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 22 marzo 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 della crudelt\u00e0 e delle numerose vittime inermi che questi vili attacchi hanno provocato, si vuole in questa sede sottolineare come tali tragici eventi abbiano avuto e continuino ad avere importanti conseguenze anche a livello economico, non solo per gli Stati colpiti direttamente dagli attacchi, ma per tutta l\u2019economia internazionale, al punto da dover parlare di una vera e propria \u201c<strong><em>Economia della Paura\u201d<\/em><\/strong>.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei principali obiettivi dei terroristi \u00e8 infatti quello di causare danni permanenti, o comunque molto gravi, nelle economie delle aree interessate dagli attacchi terroristici. Le maggiori conseguenze di un attacco, in termini economici, possono essere cos\u00ec riassunte:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Rafforzamento del comparto militare e delle misure di sicurezza<\/span>. Come istintiva e naturale risposta ad un assalto, lo Stato colpito si organizza con il potenziamento del proprio apparato militare, al fine di trasmettere ai propri cittadini un senso di protezione e di fiducia. Ovviamente, implementare maggiori e migliori misure di sicurezza significa, internamente, dover per forza di cose sottrarre risorse al welfare e ad altri settori pi\u00f9 produttivi, con conseguente peggioramento delle condizioni di vita generali.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Inasprimento dei controlli nella movimentazione di merci e persone<\/span>. Se internamente un attacco provoca danni all\u2019Economia di un Paese per i maggiori costi di sicurezza, esternamente gli effetti possono essere ancora pi\u00f9 gravi, in quanto un Paese attaccato \u00e8 notoriamente un Paese pi\u00f9 chiuso, sia a livello di flussi di persone, sia a livello di flussi di merci. Le minori importazioni colpiscono i Paesi partner commerciali da un lato, le minori esportazioni penalizzano la produzione interna dall\u2019altro.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Riduzione del flusso turistico e del traffico aereo<\/span>. Turismo e trasporti sono i due settori maggiormente colpiti nel periodo immediatamente successivo a quello di un attacco, dal momento che subiscono l\u2019effetto paura del turista che rinuncia a recarsi presso quella localit\u00e0, spostando le proprie preferenze di vacanza su una meta considerata pi\u00f9 tranquilla. L\u2019effetto sull\u2019Economia di un Paese, soprattutto se fortemente dipendente dal turismo e dal suo indotto, pu\u00f2 essere davvero devastante, con perdite di reddito e di occupazione.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Minori investimenti pubblici e minori consumi privati<\/span>. Lo Stato, dovendo investire molto nel settore della sicurezza, riduce notevolmente gli investimenti strutturali destinati al Paese (infrastrutture, strade, ospedali, immobili, etc..). Questo provoca un effetto \u201ca catena\u201d: meno investimenti, meno appalti, meno occupazione, meno consumi privati. I cittadini sono portati pi\u00f9 o meno inconsciamente dal clima di incertezza e paura innescato dall\u2019attacco terroristico a risparmiare di pi\u00f9 e, quindi, ad investire e consumare di meno in attesa di tempi migliori.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201cThe Fear Economy\u201d \u2013 definizione coniata nel 2013 da Paul Krugman &#8211; Premio Nobel per l\u2019Economia 2008 e columnist del New York Times.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) Secondo quanto riportato dal Global Terrorism Database, la pi\u00f9 esaustiva ed affidabile banca dati in materia di terrorismo amministrata dalla University of Maryland, negli ultimi 20 anni <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":6914,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,5,1680,1],"tags":[],"class_list":["post-6913","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-fascicoli","category-numero-di-aprile-2016","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/7-62-1310003-1279x819.jpg?fit=1279%2C820&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1Nv","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6913","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6913"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6918,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6913\/revisions\/6918"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}