{"id":7012,"date":"2016-08-01T00:01:31","date_gmt":"2016-07-31T22:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=7012"},"modified":"2016-07-31T23:15:59","modified_gmt":"2016-07-31T21:15:59","slug":"lerrore-psicologico-in-ambito-forense","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lerrore-psicologico-in-ambito-forense\/","title":{"rendered":"L&#8217;errore psicologico in ambito forense"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(di Emilia Martino, Nicola Malizia, Andrea Carta)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019errore psicologico in ambito forense<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Errare humanum est. Nonostante la significativit\u00e0 di tale locuzione latina rifacente a un\u2019espressione di Sant&#8217;Agostino, nell&#8217;analisi dell&#8217;errore tanto umano quanto tecnico-scientifico, ad opera delle scienze forensi e denunciati da un ampio corpus di testi letterari e pubblicazioni scientifiche, \u00e8 possibile evidenziare modalit\u00e0 tipiche con cui si pu\u00f2 errare in ambito giuridico.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;errore pu\u00f2 avere, infatti, diversa origine. Esso pu\u00f2 radicarsi e invalidare anche la prova scientifica, nonostante l&#8217;indispensabilit\u00e0 della stessa in sede processuale e probatoria. Diversi sono i casi in cui si parla di fallibilit\u00e0 del test del DNA o svariate sono le situazioni in cui la ricostruzione della dinamica del delitto diventa problematica a seguito di una sommaria \u201cispezione dei luoghi e dei fatti\u201d, ovvero di un&#8217;indagine di sopralluogo incompleta. Omettere o tralasciare evidenze, anche latenti, pu\u00f2 inficiare la valutazione e persino il giudizio finale del P.M..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invalidare le indagini non \u00e8 impossibile. Aldil\u00e0 dei tipici errori tecnico- scientifici, legati alla prassi degli esperti, alla loro competenza e agli strumenti utilizzati, \u00a0non sono da tralasciare aspetti legati alla natura dell\u2019uomo in quanto tale: le indagini sono condotte da professionisti, scrupolosi, preparati, ma pur sempre esseri umani. L\u2019errore pu\u00f2 nascere allora per incuranza, dimenticanza, distrazione o semplicemente per coerenza con quella locuzione latina con cui siamo partiti: &#8220;Errare humanum est\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio ripartendo nuovamente dalla consapevolezza che \u201cerrare \u00e8 umano\u201d, che possiamo ampliare lo spettro delle possibili cause dell\u2019errore giudiziario, identificando ad esempio nelle fallace logiche caratterizzanti il ragionamento, il terreno fertile per erronei giudizi e invalidate indagini. Spesso i protagonisti della giustizia (investigatori, pubblici ministeri, giudici, avvocati, periti) selezionano, filtrano, vagliano prove attraverso la cosiddetta \u201cvisione a tunnel\u201d. Interpretare gli eventi sulla base di credenze e aspettative, o farsi guidare da un investimento emotivo e cognitivo personale nella valutazione delle ipotesi, diviene la tendenza da cui originano i cosiddetti bias cognitivi. Essi conducono anche il pi\u00f9 accurato esperto forense a percepire e sopravvalutare tutte quelle informazioni che avvalorano l\u2019ipotesi in cui si crede, disconfermando quelle che non convalidano le attese di partenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tendenza al verificazionismo ne \u00e8 un esempio e pu\u00f2 dare origine ad errori inferenziali tipici, argomentati ampiamente dalla psicologia investigativa. Tra i diversi errori possibili, molti di essi possono essere interpretati come la manifestazione del cosiddetto \u201cconfirmation bias\u201d, definibile preconcetto confermativo caratterizzante il pensiero umano. Questo spiegherebbe la tendenza a ricercare e interpretare le prove di un evento sulla base di ipotesi preesistenti, di aspettative e di credenze, come precedentemente gi\u00e0 sostenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono poi diversi elementi che possono incidere su questa tendenza: status sociale e investimento emotivo sono esempi che rendono conto di come, in alcune circostanze, si possa veicolare e accentuare il preconcetto. Di fronte agli eventi si tender\u00e0 allora a restringere l\u2019attenzione a una singola ipotesi, tralasciando tesi alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fallace indotte dal sistema cognitivo sono davvero consistenti e svariate. La psicologia investigativa e le scienze che si occupano della cognizione umana e del ragionamento sottolineano\u00a0 peculiari tendenze nel giudizio sugli eventi. Ad esempio, in riferimento al tema delle aspettative, sembrerebbe che queste ultime abbiano un ruolo fondamentale nella valutazione della correlazione tra eventi ed \u00e8, infatti, tendenza dell\u2019individuo percepirne connessione laddove non esiste. Tale fenomeno viene denominato correlazione illusoria e da essa dipenderebbero diversi stereotipi: un esempio \u00e8 il ritenere erroneamente che alcuni comportamenti siano tipici di un gruppo piuttosto che un altro e guardare cos\u00ec il mondo e gli eventi in base a tassonomie preesistenti: il cosiddetto fenomeno della reificazione. La memoria ci riporta esempi concreti di cronaca nera che dimostrano quanto assunto. Casi giuridici e mediatici di una certa risonanza mondiale, vicende largamente discusse che rivelano come personalit\u00e0 del calibro di O.J.Simpson, il campione O.J., colui che per anni aveva goduto di stima e fama incontestabile, divenga l\u2019esempio di come una tragedia cambi la vita, stravolga un\u2019identit\u00e0 apparentemente solida e riconosciuta, conduca ad una colpevolezza intrisa di dubbi acuiti non solo dagli errori investigativi evidenziati, ma anche dall\u2019impatto persuasivo dei media: la verit\u00e0 mediatica proposta far\u00e0 da sfondo a quella processuale e a quella reale e, di conseguenza, manterr\u00e0 nel tempo quell\u2019alone cos\u00ec sottile, ma presente, di dubbio; tale dubbio in fondo caratterizza la natura umana e il suo pensiero, anche di fronte ad una conclamata condanna. E non solo, si parla di un processo che, nel tempo, assumer\u00e0 un risvolto pesantemente politico. Visioni contrastanti che scindono l\u2019opinione pubblica in due ripartizioni: colpevolisti e innocentisti e, pi\u00f9 velatamente, colpevolisti bianchi e innocentisti neri. Il tutto fa perdere l\u2019importanza di un reale accertamento dei fatti e il processo diverr\u00e0 quasi la memoria di eventi politici e storici che hanno contraddistinto lotte e schieramenti passati. Si parla di storia, ma anche di anni non troppo lontani, ovvero del 1992, data in cui non si possono dimenticare\u00a0 i \u201criots\u201d, i disordini che proprio in quel 1992 scoppiarono nel ghetto nero di South Central dopo l\u2019assoluzione\u00a0 dei quattro poliziotti che sotto l\u2019occhio di una telecamera aggredivano selvaggiamente Rodney King, l\u2019uomo di colore che avevano appena fermato. Cinquantotto morti, centinaia di feriti e un miliardo di dollari di danni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso di Oriental Simpson ha animato perci\u00f2 lunghi dibattiti, seguitesi nel tempo. Tutto inizia nel Giugno 1994, in California; la tv riporta un evento memorabile: cento milioni circa di telespettatori sono davanti allo schermo di un televisore per assistere in diretta all\u2019inseguimento del campione di football Orenthal James Simpson, detto O.J., sulla Freedway 405 che attraversa il Sud della California. Parliamo di un caso di rilevanza mediatica inconfutabile, in quanto il protagonista \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi\u00a0 giocatori della storia del football americano, ma non \u00e8 solo questo. Negli anni O.J. Simpson si era dimostrato anche un valido attore. La sua vita in quel caldo giugno del 1994 viene stravolta da un evento di cronaca\u00a0 dalla risonanza mediatica senza precedenti. Il campione improvvisamente si ritrova \u00a0accusato del duplice omicidio in cui perdono inspiegabilmente la vita la sua ex moglie, Nicole Brown, e un suo amico, Ronald Goldman. I motivi per i quali improvvisamente la tv riporta in diretta la fuga forse pi\u00f9 eclatante degli ultimi decenni, tanto da rimanere impressa nelle menti come una sorta di \u201cflashbulb memories\u201d, risiedono nell\u2019aver intaccato l\u2019immagine di un personaggio fino ad allora indiscutibilmente amato dal pubblico, profilandone la possibilit\u00e0 che, dietro quell\u2019acclamata personalit\u00e0 cos\u00ec tanto carismatica, si nascondesse l\u2019autore di quel feroce delitto. Nel caso di O.J. Simpson gli errori evidenziati si sono tramutati in un alone di incertezza che ha resistito alla storia e al tempo, errori tecnico-scientifici in sede di sopralluogo, ma anche valutazioni, inferenze e ipotesi carenti e discordanti. Il profilo psicologico proposto dall\u2019accusa, che vedrebbe nel modus operandi dell\u2019assassino un agito aggressivo e d\u2019impeto, entrerebbe ad esempio in contraddizione\u00a0 con un videotape presentato nelle aule di giustizia in cui si riprende O.J. al saggio di sua figlia, visibilmente sereno e tranquillo. Ci si \u00e8 chiesto come avesse potuto sviluppare un\u2019azione d\u2019impeto a distanza di qualche ora, successivamente a quello stesso evento (saggio della figlia) in cui presenziava con gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso Simpson \u00e8 solo uno dei tanti esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli assunti di Kahaneman e Tvesky l\u2019individuo mostra un\u2019altra tipica tendenza caratterizzante, denominata illusione di validit\u00e0. Tale tendenza \u00e8 tipica delle categorie professionali quali avvocati, psicologi e tutti coloro che, in virt\u00f9 del proprio ruolo, si adoperano nella formulazione di previsioni di cui non possiamo avere immediato feedback. Una volta rafforzata l\u2019ipotesi e formatesi una certa credenza, quest\u2019ultima tender\u00e0 a persistere anche nel caso in cui sia contraddetta da eventi successivi. Tale fenomeno \u00e8 detto Primacy effect.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli errori inferenziali possono originare, inoltre, da una predisposizione a credere che ci\u00f2 che si desidera rappresenti il vero, piuttosto che credere in qualcosa che risulti essere falso. Tale manifestazione \u00e8 definita Principio di Pollyanna e spiegherebbe cos\u00ec la via preferenziale verso pensieri e ricordi piacevoli, piuttosto che il contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019investigazione scientifica la scena del reato \u00e8 frutto di un sistema rappresentato dalla vittima, dal reo, dalle loro caratteristiche e dalla relazione che intercorre nel processo di aggressione-vittimizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interpretare una scena del reato cos\u00ec come ragionare scientificamente nell\u2019ambito dell\u2019investigazione comporta l\u2019uso di catene inferenziali e di euristiche, intese come congetture psicologiche che possono essere fuorvianti, come evidenziato precedentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo cos\u00ec soliti paragonare il nostro sistema cognitivo ad un meccanismo che sfiora la perfezione, quindi per tal ragione infallibile. Tuttavia evidenze scientifiche mostrano come si possa parlare di\u00a0 \u201climitatezza\u201d dei processi mentali, come nei processi mnemonici (soprattutto\u00a0 se si parla di memoria a breve termine) e come a causa di tale \u201climitatezza\u201d si ricorra a metodi semplificatori, \u201cscorciatoie\u201d di pensiero definite appunto euristiche, finendo per utilizzare in modo poco corretto i modelli di ragionamento (induttivo, deduttivo e abduttivo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019euristiche evidenziate dalla letteratura vigenti sono molteplici, ma alcune sono davvero tipiche, da meritarne evidenziazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019euristica della disponibilit\u00e0:si verifica quando gli eventi sono facilmente rievocabili\u00a0 in memoria e, di conseguenza, sovrastimati rispetto a quelli pi\u00f9 rari o difficilmente ricordabili. Sovrastimare gli eventi porta poi a pensare che possano accadere con probabilit\u00e0 maggiori anche se non sono rappresentativi della reale distribuzione del fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019euristica della rappresentativit\u00e0: definibile un\u2019erronea interpretazione della probabilit\u00e0 di un fatto basandosi su dati particolarmente pregnanti ma non rappresentativi, in relazione alla sua significativit\u00e0 o verosimiglianza rispetto ad un\u2019ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Euristica dell\u2019ancoraggio e accomodamento: \u00e8 un metodo di ragionare in modo semplificato per formulare giudizi sui fatti della vita quotidiana. Nella fattispecie, in situazioni di incertezza, formuliamo un giudizio in base alle esperienze pregresse, riducendo l\u2019incertezza prendendo come riferimento informazioni per noi sicure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Euristica della simulazione: consiste nel trarre inferenze dalla costruzione di ipotetici scenari che una persona pu\u00f2 prevedere. Maggiori sono gli scenari che si possono immaginare, maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 che, secondo questa modalit\u00e0 di ragionamento, avvengano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di quanto sostenuto, si evidenzia la necessit\u00e0 per cui la prova processuale debba essere allora confutabile e fondata sui fatti, facendo prevalere la formula ogni oltre ragionevole dubbio. Questo garantirebbe giudizi obiettivi e una notevole riduzione delle possibilit\u00e0 di errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sappiamo che \u00e8 difficile non incorrere in errori e fallacie di ragionamento, poich\u00e8 errare \u00e8 parte integrante della natura umana. Questa consapevolezza non pu\u00f2 costituirsi, ovviamente, come scusante per reiterare uno sbaglio, ma dovrebbe essere una ricchezza cognitiva: fare proprie le conoscenze riguardo alle fallacie in cui ci si pu\u00f2 imbattere nei ragionamenti logici, non esula dal commettere errore, ma rappresenterebbe un valido strumento di arricchimento professionale, che, unitamente\u00a0 ad un dialogo interattivo tra i diversi saperi\u00a0 (psicologico, giuridico, criminologico) e salvaguardando la cultura del dubbio, garantirebbe una giustizia \u201cgiusta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BIBLIOGRAFIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curt, R. B. &amp; Anne, M. B. (2004). 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