{"id":7748,"date":"2018-02-01T01:53:17","date_gmt":"2018-02-01T00:53:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=7748"},"modified":"2020-10-27T13:45:17","modified_gmt":"2020-10-27T12:45:17","slug":"tax-risk-management-uniti-nella-lotta-allevasione-sistemi-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/tax-risk-management-uniti-nella-lotta-allevasione-sistemi-a-confronto\/","title":{"rendered":"Tax Risk Management: Uniti nella lotta all\u2019evasione. Sistemi a confronto"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><u>Tax Risk Management<\/u><\/em><\/strong><strong><u>: Uniti nella lotta all\u2019evasione. Sistemi a confronto<\/u><\/strong><\/p>\n<p>di Claudio Melillo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tra Paesi che collaborano e che rafforzano, ciascuno a suo modo, i propri sistemi fiscali e le politiche di tax risk management, si prospetta un 2017 sostanzialmente positivo nella lotta all\u2019evasione fiscale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo spunto da un comunicato stampa dell\u2019Agenzia delle Entrate del mese di febbraio, siamo in grado di condividere alcune riflessioni sul fenomeno dell\u2019evasione fiscale nel nostro Paese, effettuando un confronto con altri sistemi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fenomeno dell\u2019evasione in Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ogni aspettativa, l\u2019Italia ha raggiunto un <em>record<\/em> che, nel 2016, si \u00e8 tradotto in un ammontare di ben 19 miliardi recuperati a tassazione e confluiti nelle casse dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di un risultato non di certo immune da polemiche. Sembrerebbe non rappresentare un dato pienamente affidabile dal momento che, in esso, sono inclusi anche i miliardi recuperati grazie alle <em>voluntary disclosure<\/em>, ossia procedure di collaborazione volontaria che, fino al prossimo 31 luglio, consentiranno di mettersi in regola. Sottraendo circa i 4,3 miliardi riconducibili a tali procedure, l\u2019esito sarebbe ugualmente buono ma in linea con il 2015. Ci\u00f2 nonostante, l\u2019Italia continua a posizionarsi tra i primi Paesi nella classifica di quelli maggiormente afflitti dall\u2019evasione, quantificata da un ammontare di circa 180 miliardi se rapportata alla media dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sistemi a confronto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta essere confortante la situazione della Danimarca. Si noti come, recentemente, questo Paese si sia prodigato per investire un\u2019ingente somma di denaro nell\u2019acquisizione di informazioni rilevanti contenute nei <em>Panama Papers<\/em>, con l\u2019obiettivo di consegnare gli evasori fiscali del Regno all\u2019amministrazione tributaria competente in materia. In realt\u00e0, ad una rigidit\u00e0 punitiva pi\u00f9 o meno apparente potrebbe contrapporsi la volont\u00e0 di recuperare e fare propri dei dati riservati, pronti ad essere alterati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Migliori dell\u2019Italia anche Germania, Spagna, Olanda, Francia, solo per citarne alcuni. Le differenze, a volte consistenti, tra i vari Paesi sono da ricercare nelle diverse impostazioni dei singoli sistemi fiscali, cosi come dei diversi scenari politico-economici ovvero di sistemi culturali differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, l\u2019evasione fiscale \u00e8 un male comune e, pertanto, pu\u00f2 esser meglio contrastato se affrontato con forza dai Paesi che maggiormente ne sentono il peso. Di fatto, sono attivi gi\u00e0 da un anno, alcuni accordi di carattere internazionale, volti a rendere pi\u00f9 agevole lo scambio di informazioni tra realt\u00e0 mondiali diverse. Prevedono alcuni strumenti utili a tal fine, quali il <em>Common Reporting Standard<\/em>, un sistema automatico di condivisione dei dati di ciascun contribuente che decida di effettuare operazioni finanziarie in un altro Paese aderente allo scambio, e le nuove norme antiriciclaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Osservazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello scenario innanzi illustrato uno spiraglio di luce \u00e8 senz\u2019altro visibile: tuttavia occorre considerare le difficolt\u00e0 di una simile impresa. Al di l\u00e0 delle riforme o della tassazione imposta, si pu\u00f2 pensare che solo un atteggiamento onesto e virtuoso, da parte di tutti, possa fare davvero la differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci si deve illudere del fatto che una riduzione delle tasse, peraltro mai concretamente messa in atto, curerebbe il male del Paese. \u00c8 una credenza piuttosto diffusa ritenere che ad una bassa pressione fiscale corrisponda necessariamente una minore evasione. In altri termini, da pi\u00f9 parti si ritiene che i contribuenti sarebbero pi\u00f9 incentivati a pagare se le tasse non fossero cos\u00ec alte come sono in Italia. Non \u00e8 propriamente cos\u00ec. L\u2019ammontare di tasse dipende dalla spesa pubblica da finanziare e non \u00e8 legata, nemmeno da evidenze empiriche, alla gravit\u00e0 dell\u2019evasione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tassazione inferiore, tuttavia, potrebbe facilitare l\u2019ardua impresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tax Risk Management: Uniti nella lotta all\u2019evasione. 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