{"id":8285,"date":"2018-12-01T17:51:28","date_gmt":"2018-12-01T16:51:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8285"},"modified":"2020-10-27T13:17:48","modified_gmt":"2020-10-27T12:17:48","slug":"osservatorio-di-diritto-tributario-della-corte-di-cassazione-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/osservatorio-di-diritto-tributario-della-corte-di-cassazione-parte-seconda\/","title":{"rendered":"Osservatorio di Diritto Tributario della Corte di Cassazione &#8211; Parte seconda"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">(a cura dell\u2019avv. Francesco D\u2019Alonzo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ABUSO DEL DIRITTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Abuso del diritto &#8211; Principio generale antielusivo &#8211; Conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo e comporta che sono vietate ed inopponibili all\u2019erario le operazioni che, pur non contrastando con alcuna specifica disposizione, siano idonee a procurare un vantaggio fiscale e non possano spiegarsi altrimenti che con il mero intento di conseguire un \u201crisparmio di imposta\u201d, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili giustificatrici, la cui ricorrenza rientra nell\u2019onere probatorio del contribuente; tale regola giuridica, gi\u00e0 prima di trovare espresso e generale riconoscimento, definizione e disciplina di natura procedimentale nell\u2019art. 10-bis della l. n. 211\/2000 (statuto del contribuente), introdotto con d.l.vo n. 128\/2015, \u00e8 stata desunta dai superiori principi, posti dall\u2019art. 53 Cost., di capacit\u00e0 contributiva e di progressivit\u00e0 dell\u2019imposizione (Cass., sez. trib., sent. 14.2.2018 n. 3533).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ACCERTAMENTO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pretesa tributaria &#8211; Procedimento di formazione &#8211; Notificazione degli atti &#8211; Funzione &#8211; Omessa notifica dell\u2019atto presupposto &#8211; Impugnativa giudiziale \u201climitata\u201d al solo atto consequenziale notificato &#8211; Scelta del contribuente &#8211; Ammissibilit\u00e0 &#8211; Conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In materia di riscossione delle imposte, nell\u2019ipotesi di omessa notificazione di un atto presupposto, il contribuente ha la scelta, consentita dall\u2019art. 19, comma 3, del d.l.vo n. 546\/1992, di impugnare solo l\u2019atto consequenziale notificatogli, facendo valere il vizio derivante dalla citata omissione, ovvero di impugnare cumulativamente anche quello presupposto non notificato, facendo valere i vizi che inficiano quest\u2019ultimo, per contestare radicalmente la pretesa tributaria (Cass., sez. trib., ord. 18.1.2018 n. 1144).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">APPELLO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Appello tributario &#8211; Nuove eccezioni &#8211; Divieto &#8211; Contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel giudizio tributario, il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame, di cui all\u2019art. 57 del d.l.vo n. 546\/1992, concerne tutte le eccezioni in senso stretto, consistenti nei vizi d\u2019invalidit\u00e0 dell\u2019atto tributario o nei fatti modificativi, estintivi o impeditivi della pretesa fiscale, mentre non si estende alle c.d. eccezioni improprie o alle mere difese e, cio\u00e8, alla contestazione dei fatti costitutivi del credito tributario o delle censure del contribuente, che restano sempre deducibili (Cass., sez. trib., sent. 7.4.2017 n. 9080).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ATTI IMPUGNABILI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contenzioso tributario &#8211; Atti impugnabili &#8211; Elenco &#8211; Natura &#8211; Tassativa &#8211; Interpretazione estensiva &#8211; Condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tema di contenzioso tributario, l\u2019elencazione degli atti impugnabili contenuta nell\u2019art. 19 del d.l.vo n. 546\/1992, pur avendo natura tassativa, non preclude la facolt\u00e0 di impugnare anche altri atti, ove con gli stessi l\u2019amministrazione porti a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche, sicch\u00e9 \u00e8 possibile un\u2019interpretazione estensiva delle disposizioni, in materia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (artt. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento dell\u2019amministrazione (art. 97 Cost.), ed in considerazione dell\u2019allargamento della giurisdizione tributaria operato con la l. n. 448\/2001 (Cass., sez. VI-T, ord. 15.2.2018 n. 3775).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">DICHIARAZIONE DEI REDDITI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dichiarazione dei redditi &#8211; Compilazione &#8211; Errori &#8211; Comunicazione di irregolarit\u00e0 &#8211; Trasmissione al contribuente &#8211; Condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In materia di riscossione, ai sensi degli artt. 36-bis del d.P.R. n. 600\/1973 e 54-bis del d.P.R. n. 633\/1972, l\u2019invio al contribuente della \u201ccomunicazione di irregolarit\u00e0\u201d, ai fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, \u00e8 dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione dei redditi ovvero un\u2019imposta o una maggiore imposta e, comunque, la sua omissione determina una mera irregolarit\u00e0 e non preclude una volta ricevuta la notifica della cartella, di corrispondere quanto dovuto con riduzione della sanzione, mentre tale adempimento non \u00e8 prescritto in caso di omessi o tardivi versamenti, non spettando, in tali circostanze, alcuna riduzione delle sanzioni amministrative (Cass., sez. V, sent. 28.12.2017 n. 31037).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GIUDICATO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giudicato tributario &#8211; Sentenza &#8211; Accertamento definitivo relativo ad un determinato periodo d\u2019imposta &#8211; Effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La sentenza del giudice tributario che definitivamente accerti il contenuto e l\u2019entit\u00e0 degli obblighi del contribuente per un determinato periodo d\u2019imposta fa stato, quanto ai tributi dello stesso tipo da questi dovuti per gli anni successivi, solo per gli elementi che abbiano un valore \u201ccondizionante\u201d inderogabile rispetto alla disciplina della fattispecie esaminata, sicch\u00e9, laddove risolva una situazione fattuale riferita ad uno specifico periodo d\u2019imposta, essa non pu\u00f2 estendere i suoi effetti automaticamente ad un\u2019altra annualit\u00e0, ancorch\u00e9 siano coinvolti tratti storici comuni (Cass., sez. trib., sent. 7.4.2017 n. 9080).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sentenza tributaria &#8211; Giudicato &#8211; Accertamento sull\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 investigativa della Guardia di finanza &#8211; Conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In materia tributaria, il giudicato formatosi con riguardo all\u2019illegittimit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 investigativa della Guardia di finanza \u00e8 efficace nei giudizi concernenti periodi d\u2019imposta diversi, i cui avvisi di accertamento siano scaturiti dalle medesime indagini, in quanto la relativa illegittimit\u00e0 ne rende del tutto inutilizzabili i risultati, mentre tale estensione deve escludersi relativamente alla valutazione di mera erroneit\u00e0 ed infondatezza del verbale di constatazione, salvo sia riferita ad una situazione fattuale che sia tendenzialmente permanente e correlata ad un interesse protetto con carattere di durevolezza e che, pertanto, entri a far parte della fattispecie impositiva per una pluralit\u00e0 di periodi d\u2019imposta, come accade per i tributi periodici o le esenzioni o agevolazioni pluriennali (Cass., sez. trib., sent. 7.4.2017 n. 9080).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GIURISDIZIONE TRIBUTARIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giurisdizione &#8211; Trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro &#8211; Controversie &#8211; Attribuzione al giudice tributario &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In caso di controversia circa la legittimit\u00e0 di trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, l\u2019indagine sulla legittimit\u00e0 di tali trattenute comporta una causa di natura puramente previdenziale, la quale deve essere definita dinanzi al giudice ordinario, secondo le disposizioni processuali che regolano le controversie di lavoro e in materia di assistenza e previdenza obbligatorie, e non al giudice tributario (Cass., sezioni Unite, ord. 3.11.2017 n. 26149).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Giurisdizione &#8211; Giudice tributario &#8211; Limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019ambito del processo tributario non vi \u00e8 spazio per l\u2019impugnazione di atti che possono coinvolgere un numero indeterminato di soggetti con pronuncia avente efficacia nei confronti della generalit\u00e0 dei contribuenti (Cass., sezioni Unite, sent. 27.12.2017 n. 30991).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">GRATUITO PATROCINIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gratuito patrocinio &#8211; Compenso al difensore &#8211; Decreto di pagamento &#8211; Opposizione alla liquidazione &#8211; Legittimazione passiva &#8211; Ministero della giustizia &#8211; Sussistenza &#8211; Fondamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tema di patrocinio a spese dello Stato, il Ministero della giustizia \u00e8 l\u2019unico soggetto legittimato passivamente e parte necessaria dei procedimenti di opposizione a liquidazione di compensi ed onorari inerenti a giudizi civili e penali, giacch\u00e8 \u00e8 nel suo bilancio che viene a gravare l\u2019onere degli esborsi correlativi (Cass., sez. II, ord. 6.3.2018 n. 5314).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Patrocinio a spese dello Stato &#8211; Parte dichiaratasi ammessa al gratuito patrocinio &#8211; Condanna a pagare l\u2019ulteriore importo a titolo di contributo unificato \u201cove lo stesso inizialmente dovuto\u201d &#8211; Sentenza \u201ccondizionata\u201d &#8211; Fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tema di gratuito patrocinio, la statuizione di condanna, emessa a carico della parte asseritamente ammessa al gratuito patrocinio, al pagamento dell\u2019ulteriore importo a titolo di contributo unificato \u201cove lo stesso inizialmente dovuto\u201d &#8211; sul presupposto che non era risultata esistere \u201cn\u00e9 allegazione n\u00e9 prova di ammissione al patrocinio a spese dello Stato\u201d &#8211; va intesa come \u201ccondizionata\u201d alla circostanza (negativa) della non avvenuta ammissione al patrocinio pubblico, giacch\u00e9 in caso di ammissione al patrocinio l\u2019obbligazione di pagamento \u00e8 da considerarsi non sussistente (Cass., sez. VI-1, ord. 18.6.2018 n. 16079).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">IMPOSTA DI REGISTRO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imposta di registro &#8211; Societ\u00e0 di capitali &#8211; Conferimenti &#8211; Beni immobili &#8211; Passivit\u00e0 ed oneri deducibili &#8211; Esclusione &#8211; Fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tema d\u2019imposta di registro, l\u2019art. 50 del d.P.R. n. 131\/1986, interpretato alla luce della disciplina comunitaria (direttiva CEE n. 335\/1969) impone che, qualora siano conferiti in una societ\u00e0 di capitali beni immobili, diritti reali immobiliari o aziende, sono deducibili, ai fini della determinazione della base imponibile, le sole passivit\u00e0 ed oneri inerenti al bene o diritto trasferito, con esclusione di quelli che, anche se gravanti sul conferente ed accollati alla societ\u00e0, non sono collegati all\u2019oggetto del trasferimento (Cass., sez. trib., ord. 28.3.2018 n. 7637).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">IMPOSTA SUL REDDITO (PERSONE GIURIDICHE)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Imposte sui redditi &#8211; Persone giuridiche &#8211; I.R.Pe.G. &#8211; Istanza di rimborso &#8211; Termine decennale di prescrizione &#8211; Decorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tema di imposte sui redditi, il termine decennale di prescrizione (con l\u2019aggiunta di novanta giorni) del diritto al rimborso dell\u2019I.R.Pe.G. inizia a decorrere dal giorno di presentazione della dichiarazione dei redditi, posto che l\u2019indicazione nella predetta dichiarazione di un credito d\u2019imposta costituisce gi\u00e0 istanza di rimborso; ne discende che il corrispondente diritto alla restituzione pu\u00f2 essere esercitato a partire dall\u2019inutile decorso del termine di novanta giorni dalla presentazione dell\u2019istanza gi\u00e0 contenuta nella dichiarazione, su cui si forma il silenzio-rifiuto, impugnabile ex art. 19, comma 1, lett. g), del d.l.vo n. 546\/1992, senza che sia necessario attendere la scadenza dei termini entro cui l\u2019amministrazione finanziaria deve esercitare i propri poteri di liquidazione, controllo formale o accertamento vero e proprio (Cass., sez. V, ord. 4.5.2018 n. 10690).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">MEZZI DI PROVA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mezzi di prova &#8211; Prova testimoniale &#8211; Divieto &#8211; Contenuto &#8211; Dichiarazioni extraprocessuali &#8211; Inutilizzabilit\u00e0 &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel processo tributario, il divieto di prova testimoniale posto dall\u2019art. 7 del d.l.vo n. 546\/1992 si riferisce alla prova testimoniale quale prova da assumere con le garanzie del contraddittorio e non implica, pertanto, l\u2019impossibilit\u00e0 di utilizzare, ai fini della decisione, le dichiarazioni che gli organi dell\u2019amministrazione finanziaria sono autorizzati a richiedere anche ai privati nella fase amministrativa di accertamento e che, proprio perch\u00e9 assunte in sede extraprocessuale, rilevano quali elementi indiziari che possono concorrere a formare, unitamente ad altri elementi, il convincimento del giudice (Cass., sez. trib., sent. 7.4.2017 n. 9080).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mezzi di prova &#8211; Poteri del giudice &#8211; Acquisizione d\u2019ufficio &#8211; Limiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel processo tributario, l\u2019art. 7 del d.l.vo n. 546\/1992, laddove attribuisce al giudice il potere di disporre l\u2019acquisizione d\u2019ufficio di mezzi di prova &#8211; e dunque anche nell\u2019ora abrogato terzo comma (che attribuiva \u00aballe commissioni tributarie facolt\u00e0 di ordinare alle parti il deposito di documenti ritenuti necessari per la decisione della controversia\u00bb) -, deve essere interpretato alla luce del principio di terziet\u00e0 sancito dall\u2019art. 111 Cost., il quale non consente al giudice di sopperire alle carenze istruttorie delle parti, sovvertendo i rispettivi oneri probatori, ma gli attribuisce solamente un potere istruttorio in funzione integrativa, e non integralmente sostitutiva, degli elementi di giudizio; tale potere, pertanto, pu\u00f2 essere esercitato soltanto ove sussista un\u2019obiettiva situazione di incertezza, al fine di integrare gli elementi di prova gi\u00e0 forniti dalle parti e non anche nel caso in cui il materiale probatorio acquisito agli atti imponga una determinata soluzione della controversia e sempre che la parte su cui ricade l\u2019onere della prova non abbia essa stessa la possibilit\u00e0 di integrare la prova gi\u00e0 fornita ma questa risulti piuttosto ostacolata dall\u2019essere i documenti in possesso dell\u2019altra parte o di terzi (Cass., sez. V, sent. 20.1.2016 n. 955).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PROCESSO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Processo tributario &#8211; Natura &#8211; Impugnatoria &#8211; Conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il contenzioso tributario \u00e8 concepito come processo impugnatorio di provvedimenti autoritativi ed il provvedimento autoritativo impugnabile dinanzi al giudice tributario postula che con esso l\u2019amministrazione finanziaria comunichi al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ossia compiuta e non condizionata (Cass., sez. Un., sent. 27.12.2017 n. 30991).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">SOCIET\u00c0 DI CAPITALI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Societ\u00e0 di capitali &#8211; Estinzione &#8211; Effetti &#8211; Fenomeno di tipo \u201csuccessorio\u201d &#8211; Conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Agli effetti del novellato art. 2495 c.c. (nel testo risultante dopo la riforma del diritto societario attuata dal d.l.vo n. 6\/2003), a seguito dell\u2019estinzione della societ\u00e0 di capitali, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virt\u00f9 del quale l\u2019obbligazione della societ\u00e0 non si estingue ma si trasferisce ai soci, i quali ne rispondono, nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione o illimitatamente, a seconda che, pendente societate, fossero limitatamente o illimitatamente responsabili per i debiti sociali; l\u2019effettiva liquidazione e ripartizione dell\u2019attivo e, prima ancora, ovviamente, la sua sussistenza, se costituisce fondamento sostanziale e misura (nonch\u00e9 limite) della responsabilit\u00e0 di ciascuno dei successori, non pu\u00f2 per\u00f2 anche ritenersi presupposto dell\u2019assunzione, in capo al socio, della qualit\u00e0 stessa di \u201csuccessore\u201d e, correlativamente, della legittimatio ad causam ai fini della prosecuzione del processo ai sensi dell\u2019art. 110 c.p.c. (Cass., sez. V, sent. 16.6.2017 n. 15035).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">SOCIET\u00c0 DI PERSONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Societ\u00e0 di persone &#8211; Cancellazione &#8211; Estinzione &#8211; Effetti &#8211; Omesso versamento di tributi &#8211; Iscrizione a ruolo a nome della societ\u00e0 estinta &#8211; Validit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Successivamente al verificarsi dell\u2019estinzione di una societ\u00e0 di persone, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, \u00e8 sempre possibile l\u2019iscrizione a ruolo, a nome della societ\u00e0 medesima, di tributi da essa non versati, in quanto la formazione del ruolo, a norma dell\u2019art. 12, comma 3, del d.P.R. n. 602\/1973, va operata al nome del contribuente, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia oppure no, al momento di tale iscrizione, ancora esistente; ne discende che il debito tributario validamente iscritto a ruolo nei confronti della societ\u00e0 di persone estinta \u00e8 azionabile nei confronti dei soci, sia perch\u00e9 coobbligati solidali, sia perch\u00e9, comunque, successori ex lege della societ\u00e0 medesima (Cass., sez. V, sent. 28.12.2017 n. 31037).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(a cura dell\u2019avv. Francesco D\u2019Alonzo) ABUSO DEL DIRITTO Abuso del diritto &#8211; Principio generale antielusivo &#8211; Conseguenze. 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