{"id":8323,"date":"2019-01-01T16:05:46","date_gmt":"2019-01-01T15:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8323"},"modified":"2020-10-27T13:11:40","modified_gmt":"2020-10-27T12:11:40","slug":"osservatorio-di-diritto-tributario-della-corte-di-cassazione-parte-terza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/osservatorio-di-diritto-tributario-della-corte-di-cassazione-parte-terza\/","title":{"rendered":"Osservatorio di Diritto Tributario della Corte di Cassazione \u2013 Parte terza"},"content":{"rendered":"<p>(di Francesco D\u2019Alonzo (1))<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ACCERTAMENTO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accertamento tributario &#8211; Omessa esibizione dei documenti in sede amministrativa &#8211; Inutilizzabilit\u00e0 in giudizio &#8211; Presupposti &#8211; Onere della prova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di accertamento tributario, la mancata esibizione da parte del contribuente dei documenti in sede amministrativa determina l\u2019inutilizzabilit\u00e0 della successiva produzione in sede contenziosa a condizione che l\u2019amministrazione finanziaria provi sia che vi era stata una puntuale richiesta degli stessi, accompagnata dall\u2019avvertimento circa le conseguenze della mancata ottemperanza, e sia che il contribuente ne aveva rifiutato l\u2019esibizione, dichiarando di non possederli, o comunque sottraendoli al controllo, attraverso un comportamento doloso volto ad eludere la verifica; non integrano i presupposti applicativi di detta preclusione le dichiarazioni (il cui contenuto corrisponda al vero) dell\u2019indisponibilit\u00e0 del documento, non solo se l\u2019indisponibilit\u00e0 sia ascrivibile a forza maggiore od a caso fortuito (ad esempio, documentazione rubata, smarrita o temporaneamente dispersa per calamit\u00e0 naturali e poi rinvenuta, sequestrata e poi rimessa nella disponibilit\u00e0 del contribuente), ma anche se imputabile a colpa, quale, ad esempio, la negligenza e l\u2019imperizia nella custodia e conservazione (Cass. civ., sez. trib., ord. 21.3.2018 n. 7011).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ATTI IMPUGNABILI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contenzioso tributario &#8211; Atti impugnabili &#8211; Diniego circa la disapplicazione di norme antielusive &#8211; Impugnabilit\u00e0 &#8211; Sussiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di contenzioso tributario, \u00e8 autonomamente impugnabile il diniego direttoriale circa la disapplicazione di norme antielusive ex art. 37-bis, comma 8, del d.P.R. n. 600\/1973, trattandosi di provvedimento con cui l\u2019amministrazione finanziaria porta a conoscenza del contribuente, pur senza efficacia vincolante per questi, il proprio convincimento in ordine ad un determinato rapporto tributario (Cass. civ., sez. VI-T, ord. 15.2.2018 n. 3775).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AUTOTUTELA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autotutela in materia tributaria &#8211; Diniego &#8211; Impugnazione &#8211; Sindacato giurisdizionale &#8211; Limiti &#8211; Fondamento &#8211; Fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sindacato delle commissioni tributarie sull\u2019impugnato diniego, espresso o tacito, di procedere ad un annullamento in autotutela pu\u00f2 esercitarsi, nelle forme ammesse sugli atti discrezionali, esclusivamente su eventuali profili d\u2019illegittimit\u00e0 del rifiuto dell\u2019amministrazione finanziaria e non sulla fondatezza della pretesa tributaria, atteso che, altrimenti, si avrebbe una sostituzione, indebita, del giudice nell\u2019attivit\u00e0 amministrativa (Cass. civ., sez. V, ord. 28.3.2018 n. 7616).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autotutela in materia tributaria &#8211; Presupposti &#8211; Fattispecie.<br \/>\nIn tema di accertamento tributario, l\u2019amministrazione finanziaria ha la possibilit\u00e0 di emanare un nuovo avviso di accertamento, sostitutivo di quello gi\u00e0 precedentemente notificato al contribuente ed annullato in sede di autotutela perch\u00e9 privo di motivazione, in quanto il potere di autotutela, espressamente riconosciuto dall\u2019art. 2-quater, comma 1, del d.l. n. 564\/1994 ha carattere generale e, pertanto, pu\u00f2 essere legittimamente esercitato ove non si sia formato il giudicato sull\u2019atto oggetto dello stesso ovvero non sia decorso il termine di decadenza, fissato dalle singole leggi di imposta, per l\u2019emissione dell\u2019avviso di accertamento (Cass. civ., sez. trib., sent. 21.3.2018 n. 7033).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CARTELLA DI PAGAMENTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cartella di pagamento &#8211; Duplicazione dei ruoli &#8211; Illegittimit\u00e0 della cartella &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli effetti dell\u2019art. 49 del d.P.R. n. 602\/1973 la cartella di pagamento \u00e8 equiparata all\u2019atto di precetto rispetto al titolo esecutivo, rappresentato dal \u201cruolo\u201d: ne deriva che la stessa non \u00e8 di per s\u00e9 illegittima per la duplicazione dei ruoli, mancando una previsione normativa in tal senso per i titoli esecutivi; \u00e8 fatta salva la possibilit\u00e0 del debitore di opporsi, in sede esecutiva, all\u2019eventuale duplicazione della pretesa da parte del creditore (Cass. civ., sez. trib., ord. 16.3.2018 n. 6526).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CASSAZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorso per cassazione &#8211; Agenzia delle Entrate &#8211; Istituzione &#8211; Operativit\u00e0 &#8211; Legittimazione passiva del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze dopo il primo gennaio 2001 &#8211; Sussistenza &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di giudizio tributario di legittimit\u00e0, vanno dichiarati inammissibili il ricorso per cassazione proposto nei confronti del Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze ed il conseguente controricorso, atteso che a seguito dell\u2019istituzione dell\u2019Agenzia delle Entrate, divenuta operativa dal primo gennaio 2001, si \u00e8 verificata una successione a titolo particolare della stessa nei poteri e nei rapporti giuridici strumentali all\u2019adempimento dell\u2019obbligazione tributaria, per effetto della quale la legittimazione \u201cad causam\u201d e \u201cad processum\u201d nei procedimenti introdotti successivamente alla predetta data spetta esclusivamente all\u2019Agenzia (Cass. civ., sez. trib., ord. 18.1.2018 n. 1144).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricorso per cassazione &#8211; Motivi &#8211; Vizio di illogica motivazione &#8211; Presupposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 illogica la sentenza di appello che confonde l\u2019adeguatezza della motivazione dell\u2019atto impositivo con la prova dei fatti posti a fondamento dello stesso; non pu\u00f2, infatti, dubitarsi che l\u2019esistenza di un\u2019adeguata motivazione del primo non implica anche la prova dei fatti sui quali essa si regge: diverse ed entrambe essenziali essendo le funzioni che l\u2019una (motivazione dell\u2019atto) e l\u2019altra (prova dei fatti che ne sono posti a fondamento) sono dirette ad assolvere; mentre infatti la motivazione dell\u2019avviso di accertamento o di rettifica, presidiata dall\u2019art. 7 della l. n. 212\/2002, ha la funzione di delimitare l\u2019ambito delle contestazioni proponibili dall\u2019ufficio nel successivo giudizio di merito e di mettere il contribuente in grado di conoscere l\u2019\u201dan\u201d ed il \u201cquantum\u201d della pretesa tributaria al fine di approntare un\u2019idonea difesa, sicch\u00e9 il corrispondente obbligo deve ritenersi assolto con l\u2019enunciazione dei presupposti adottati e delle relative risultanze; la prova attiene al diverso piano del fondamento sostanziale della pretesa tributaria ed al suo accertamento in giudizio in presenza di specifiche contestazioni dello stesso, sicch\u00e9 in definitiva tra l\u2019una e l\u2019altra corre la stessa differenza concettuale che vi \u00e8 tra allegazione di un fatto costitutivo della pretesa fatta valere in giudizio e prova del fatto medesimo (Cass. civ., sez. V, sent. 20.1.2016 n. 955).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GIURISDIZIONE TRIBUTARIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giurisdizione &#8211; Decreti di determinazione delle aliquote delle tasse portuali da parte di un\u2019autorit\u00e0 portuale &#8211; Competenza delle commissioni tributarie &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La controversia concernente i decreti di determinazione delle aliquote delle tasse portuali da parte di un\u2019autorit\u00e0 portuale esula dalla giurisdizione delle commissioni tributarie, dal momento che il potere di annullamento di tali organi riguarda solamente gli atti elencati nell\u2019art. 19 del d.l.vo n. 546\/1992 od a questi assimilabili; tanto discende dalla lettura del comma 5 dell\u2019art. 7 del suddetto decreto legislativo, secondo cui le commissioni tributarie, se ritengono illegittimo un regolamento o un atto generale rilevante ai fini della decisione, non lo applicano, in relazione all\u2019oggetto dedotto in giudizio, salva l\u2019eventuale impugnazione nella diversa sede competente: con la citata norma, il legislatore ha, infatti, circoscritto il potere di cognizione del giudice tributario in ordine a tali atti nei confini della cognizione incidentale (Cass. civ., sez. Un., sent. 27.12.2017 n. 30991).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giurisdizione &#8211; Trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro &#8211; Competenza del giudice tributario &#8211; Esclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va esclusa la giurisdizione del giudice tributario nelle controversie concernenti la legittimit\u00e0 delle trattenute assicurativo-previdenziali operate dal datore di lavoro su somme corrisposte al lavoratore, dal momento che in tali vertenze manca completamente un atto qualificato, che rientri nelle tipologie di cui all\u2019art. 19 d.l.vo n. 546\/1992 o che sia ad esse assimilabili, ovverosia un atto che possa ricondursi all\u2019autorit\u00e0 fiscale ed all\u2019amministrazione finanziaria, nonch\u00e9, pi\u00f9 in generale, all\u2019esercizio del potere impositivo sussumibile in quello schema potest\u00e0-soggezione che \u00e8 proprio del rapporto tributario (Cass. civ., sez. Un., ord. 3.11.2017 n. 26149).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GRATUITO PATROCINIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Patrocinio a spese dello Stato &#8211; Parte ricorrente ammessa al gratuito patrocinio &#8211; Soccombenza nel giudizio di cassazione &#8211; Obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale &#8211; Insussistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di gratuito patrocinio, la parte ricorrente, ammessa al gratuito patrocinio e risultata soccombente in cassazione, va esente dall\u2019obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale (Cass. civ., sez. VI-3, ord. 19.6.2018 n. 16163).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPOSTA DI REGISTRO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imposta di registro &#8211; Atti registrati &#8211; Forma &#8211; Riqualificazione &#8211; Finalit\u00e0 &#8211; Differenze con la simulazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di imposta di registro, l\u2019art. 20 del d.P.R. n. 131\/1986, nella formulazione anteriore alle modificazioni di cui all\u2019art. 1, comma 87, lett. a), della l. n. 205\/2017, non ha finalit\u00e0 antielusive, n\u00e9 riguarda l\u2019istituto della simulazione, dal momento che la \u201criqualificazione\u201d dell\u2019atto o del collegamento di pi\u00f9 atti avviene anche se le parti hanno realmente voluto il \u201cnegozio\u201d o il \u201ccollegamento negoziale\u201d, poich\u00e9 ci\u00f2 che unicamente conta sono gli effetti oggettivamente prodottisi (Cass. civ., sez. trib., ord. 28.3.2018 n. 7637).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I.V.A. &#8211; Operazioni imponibili &#8211; Prestazioni di servizi &#8211; Presupposti &#8211; Fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai fini dell\u2019I.V.A. l\u2019imponibilit\u00e0 delle prestazioni di servizi presuppone che, da un lato, sia configurabile un rapporto giuridico da cui scaturiscano attribuzioni patrimoniali \u201creciproche\u201d e, dall\u2019altro, sussista un nesso diretto tra il servizio fornito al destinatario ed il compenso da costui ricevuto (Cass. civ., sez. trib., ord. 9.3.2018 n. 5721).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IPOTECA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ipoteca &#8211; Atti impugnabili &#8211; Preavviso di iscrizione ipotecaria &#8211; Obbligo di impugnativa &#8211; Non sussiste &#8211; Differenza con atto di iscrizione ipotecaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur essendo il \u201cpreavviso di iscrizione ipotecaria\u201d atto prodromico (procedimentalmente obbligatorio) autonomamente impugnabile, \u00e8 evidente che lo stesso non rientra nell\u2019elenco di cui all\u2019art. 19 d.l.vo 546\/1992; con la conseguenza che la sua impugnazione non pu\u00f2 che considerarsi meramente facoltativa e non preclusiva di quella del successivo atto di iscrizione ipotecaria, la cui natura di atto autonomamente ed obbligatoriamente impugnabile \u00e8, invece, sancita da tale disposizione legislativa processuale (Cass. civ., sez. VI-T, ord. 2.11.2017 n. 26129).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MEZZI DI PROVA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mezzi di prova &#8211; Appello &#8211; Nuove prove &#8211; Deposito di documenti &#8211; Legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel processo tributario, ai sensi dell\u2019art. 58, comma 2, del d.l.vo n. 546\/1992 le parti hanno facolt\u00e0 di depositare in appello nuovi documenti, anche ove preesistenti al giudizio di primo grado, ferma la possibilit\u00e0 di considerare tale condotta ai fini della regolamentazione delle spese di lite, nella quale sono ricomprese, ex art. 15 del detto decreto, quelle determinate dalla violazione del dovere processuale di lealt\u00e0 e probit\u00e0 (Cass. civ., sez. trib., ord. 11.4.2018 n. 8927).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PROCESSO TRIBUTARIO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processo tributario &#8211; Procura alle liti &#8211; Mancanza o invalidit\u00e0 &#8211; Invito alla regolarizzazione &#8211; Necessit\u00e0 &#8211; Fattispecie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di processo tributario, qualora la procura alle liti manchi o sia invalida, il giudice, prima di dichiarare inammissibile il ricorso a norma degli artt. 12, comma 5, e 18, commi 3 e 4, del d.l.vo n. 546\/1992, deve invitare la parte a regolarizzare la situazione, e, solo in caso di inottemperanza, pronunciare la relativa inammissibilit\u00e0 (Cass. civ., sez. V trib., ord. 7.3.2018 n. 5426).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">REVOCAZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Revocazione &#8211; Errore di fatto &#8211; Svista sull\u2019oggetto del contendere &#8211; Configurabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tema di revocazione, sussiste l\u2019errore di fatto ex art. 395, comma 1, n. 4, c.p.c., richiamato nel processo tributario dall\u2019art. 64 del d.l.vo n. 546\/1992, qualora la pronuncia si fondi su una svista percettiva di carattere decisivo circa l\u2019intero oggetto del contendere, con esclusione di qualsivoglia profilo di natura interpretativa (Cass. civ., sez. trib., ord. 28.3.2018 n. 7617).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TA.R.S.U.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tributi locali &#8211; Tassa raccolta dei rifiuti solidi urbani &#8211; Presupposto applicativo &#8211; Conseguenze &#8211; Garage interni &#8211; Sussistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi dell\u2019art. 62 del d.l.vo n. 507\/1993 il presupposto della Ta.R.S.U. \u00e8 l\u2019occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti ed \u00e8 onere del contribuente dimostrare eventuali condizioni di esclusione o di esenzione dalla tassazione; l\u2019art. 62 cit. pone, quindi, a carico dei possessori di immobili una presunzione legale relativa di produzione di rifiuti; ne deriva che il tributo trova applicazione anche per i garage siti all\u2019interno di locali, siano essi autonomamente accatastati come unit\u00e0 immobiliari o posti auto assegnati in via esclusiva ad un occupante dell\u2019immobile, in quanto producono rifiuti apprezzabili, e non costituiscono, a differenza delle autorimesse scoperte esterne, pertinenze dell\u2019abitazione, automaticamente escluse dalla tassa (Cass. civ., sez. trib., sent. 2.3.2018 n. 4961).<\/p>\n<p>(1) Avvocato \u2013 Camera Avvocati Tributaristi di Caserta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Francesco D\u2019Alonzo (1)) ACCERTAMENTO TRIBUTARIO Accertamento tributario &#8211; Omessa esibizione dei documenti in sede amministrativa &#8211; Inutilizzabilit\u00e0 in giudizio &#8211; Presupposti &#8211; Onere della prova. 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