{"id":8786,"date":"2020-01-01T17:49:15","date_gmt":"2020-01-01T16:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8786"},"modified":"2020-10-26T10:05:01","modified_gmt":"2020-10-26T09:05:01","slug":"i-nuovi-reati-tributari-previsti-dal-decreto-fiscale-124-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/i-nuovi-reati-tributari-previsti-dal-decreto-fiscale-124-2019\/","title":{"rendered":"I nuovi reati tributari previsti dal Decreto Fiscale 124\/2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>I nuovi reati tributari previsti dal Decreto Fiscale 124\/2019<\/strong><\/p>\n<p><em>(Dott.ssa Astrid Durand)<\/em><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Premessa<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presente lavoro si propone di analizzare uno dei temi fiscali attualmente di maggior interesse ossia la rilevanza che i reati tributari, oggetto di una importante e recente riforma legislativa, potrebbero assumere nell\u2019ambito della responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Precisamente, la nuova disciplina promossa dal D.L. n. 124 del 26 ottobre 2019 (cd. Decreto Fiscale) introduce alcuni dei reati tributari previsti dal D.Lgs. 74\/2000 tra i reati presupposto in grado di far sorgere la responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine, \u00e8 necessario un breve <em>excursus <\/em>storico prima di addentrarsi in questa materia e poter meglio capire la portata di suddetta riforma.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong>L\u2019impulso del Legislatore europeo: la Direttiva PIF<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito europeo, l\u2019emanazione della Direttiva (UE) 2017\/1371 (cd. Direttiva PIF), approvata dal Parlamento europeo il 5 luglio 2017, ha posto l\u2019obiettivo di rafforzare il sistema di protezione delle risorse finanziarie europee attraverso l\u2019armonizzazione dei differenti ordinamenti dei Paesi membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, d\u2019interesse ai fini del presente elaborato, risulta essere l\u2019art. 6 della Direttiva <em>de qua,<\/em> rubricato \u201c<em>Responsabilit\u00e0 delle persone giuridiche<\/em>\u201d, dal cui contenuto consegue un vincolo rivolto agli Stati Membri che sono tenuti, pertanto, ad adottare le misure necessarie affinch\u00e8 gli enti possano essere ritenuti responsabili dei reati penal-tributari in materia di IVA, elencati agli articoli 3, 4 e 5 della stessa Direttiva.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>I reati coinvolti hanno ad oggetto fattispecie lesive degli \u201c<em>interessi finanziari <\/em>dell\u2019Unione\u201d che, a titolo esemplificativo, riguardano le seguenti condotte:presentazione e uso di dichiarazioni o documenti non esatti, non completi ovvero falsi relativamente alla componente IVA;<\/li>\n<li>mancata comunicazione di informazioni relative all\u2019IVA in violazione di uno specifico obbligo;<\/li>\n<li>presentazione di dichiarazioni IVA volte a dissimulare in maniera fraudolenta il mancato pagamento o la costituzione illecita di diritti a rimborsi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sfugge, tuttavia, che la maggior parte di queste condotte risultano gi\u00e0 punite nel nostro ordinamento da diversi provvedimenti, tra cui figurano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti fattispecie di reato:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, <em>ex<\/em> 2 D.Lgs. 74\/2000;<\/li>\n<li>dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, <em>ex<\/em> 3 D.Lgs. 74\/2000;<\/li>\n<li>dichiarazione infedele, <em>ex<\/em> 4 D.Lgs. 74\/2000;<\/li>\n<li>omessa dichiarazione, <em>ex<\/em> 5 D.Lgs. 74\/2000;<\/li>\n<li>omesso versamento di IVA, <em>ex<\/em> 10-<em>ter<\/em> D.Lgs. 74\/2000;<\/li>\n<li>malversazione a danno dello Stato, <em>ex<\/em> 316-<em>bis<\/em> c.p.;<\/li>\n<li>indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, <em>ex<\/em> 316-<em>ter<\/em> c.p.;<\/li>\n<li>truffa ai danni dello Stato, <em>ex<\/em> 640, comma 2, n. 1 c.p.;<\/li>\n<li>truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, <em>ex<\/em> 640-bis c.p.;<\/li>\n<li>falsit\u00e0 commessa da privato in atto pubblico, <em>ex<\/em> 483 c.p.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, l\u2019art. 6 della Direttiva PIF dispone che i singoli ordinamenti dei Paesi UE prevedano norme volte a limitare il verificarsi di fattispecie lesive degli interessi finanziari dell\u2019Unione, in particolare, anche nei casi in cui le condotte illecite, poste in essere da soggetti definiti come \u201c<em>apicali<\/em>\u201d o dai loro sottoposti, siano commesse a vantaggio dell\u2019ente di cui fan parte, con conseguente irrogazione di sanzioni \u201c<em>effettive, proporzionate e dissuasive<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, si impone a ciascun Paese di introdurre una responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti qualora sussistano i reati penal-tributari sopraelencati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vi \u00e8 di pi\u00f9. Oltre alle sanzioni amministrative, il Legislatore si \u00e8 impegnato ad introdurre nel Decreto 231 anche le sanzioni previste dall\u2019art. 9 della Direttiva PIF, che comprendono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019esclusione dal godimento di un beneficio o di un aiuto pubblico;<\/li>\n<li>l\u2019esclusione temporanea o permanente dalle procedure di gara pubblica;<\/li>\n<li>l\u2019interdizione temporanea o permanente di esercitare un\u2019attivit\u00e0 commerciale;<\/li>\n<li>l\u2019assoggettamento a sorveglianza giudiziaria;<\/li>\n<li>l\u2019applicazione di provvedimenti giudiziari di scioglimento e la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere il reato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguito della sua entrata in vigore, il Legislatore italiano ha assunto l\u2019onere di integrare le disposizioni del D.Lgs. 231 del 2001, recante la disciplina della responsabilit\u00e0 amministrativa delle persone giuridiche, delle societ\u00e0 e delle associazioni anche prive di personalit\u00e0 giuridica, prevedendo espressamente la responsabilit\u00e0 amministrativa da reato degli enti anche per le fattispecie lesive\u00a0 degli interessi finanziari dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong>Il recepimento della Direttiva PIF in Italia<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la recente entrata in vigore del Decreto Fiscale in Italia, precisamente con l\u2019art. 39, comma 2 (rubricato \u201c<em>Modiche della disciplina penale e della responsabilit\u00e0 amministrativa degli enti<\/em>\u201d), si prevede espressamente l\u2019inserimento dell\u2019art. 2 del D.Lgs. 74\/2000, che sanziona le dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture false o altri documenti per operazioni inesistenti, all\u2019interno del codice della responsabilit\u00e0 da reato degli enti; viene, infatti, introdotto il nuovo art. 25-<em>quinquiesdecies<\/em> (Reati tributari) che, proprio con riferimento alle condotte di cui all\u2019art. 2, prevede l\u2019applicazione di una sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote nei confronti della persona giuridica coinvolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intervento legislativo si presta cos\u00ec a colmare una lacuna dell\u2019ordinamento tra le pi\u00f9 evidenti e contraddittorie del sistema delineato dal D.Lgs. 231\/2001 e che da tempo era stata segnalata dalla dottrina nonch\u00e9 dalla giurisprudenza stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal riguardo si deve ricordare che l\u2019assenza dei reati tributari nel catalogo dei reati presupposto appariva quantomeno contraddittoria, laddove la giurisprudenza di legittimit\u00e0 ammetteva la confisca in via diretta dei beni di una persona giuridica, il cui legale rappresentante fosse autore di una violazione tributaria: l\u2019ente veniva colpito per effetto dell\u2019interpretazione giurisprudenziale, pur non essendogli addebitabile alcuna responsabilit\u00e0 per le violazioni fiscali commesse nel suo interesse o a suo vantaggio (cfr. sentenza n. 10561\/2014 \u201ccd. Gubert\u201d la quale ha statuito il principio secondo cui \u201c<em>\u00e8 consentito nei confronti di una persona giuridica il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di denaro o di altri beni fungibili o di beni direttamente riconducibili al profitto di reato tributario commesso dagli organi della persona giuridica stessa, quando tale profitto (o beni direttamente riconducibili al profitto) sia nella disponibilit\u00e0 di tale persona giuridica\u201d<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, sempre con riferimento al Decreto fiscale, si deve segnalare la mancata previsione nell&#8217;alveo del trattamento punitivo di sanzioni interdittive sopraccennate che, spaziando dall&#8217;interdizione dall&#8217;esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 alla sospensione o revoca di autorizzazioni o licenze, dal divieto di contrattare con la pubblica amministrazione all&#8217;esclusione da agevolazioni o finanziamenti, inciderebbero pesantemente sulla stessa gestione della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare chiaro, dunque, che l\u2019introduzione del citato reato tributario tra i reati presupposto sia solo l\u2019inizio di un futuro ulteriore ampliamento di questi ultimi, che dovranno quantomeno ricomprendere anche la dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, <em>ex<\/em> art. 3 D.Lgs. 74\/2000, la dichiarazione infedele, <em>ex<\/em> art. 4 D.Lgs. 74\/2000, l\u2019omessa dichiarazione, <em>ex<\/em> art. 5 D.Lgs. 74\/2000, l\u2019omesso versamento di IVA, <em>ex<\/em> art. 10 <em>ter<\/em> D. Lgs. 74\/2000.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong>Conclusioni <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa evoluzione, in termini pratici, condurr\u00e0 le societ\u00e0 a valutare la possibilit\u00e0 di adottare dei Modelli organizzativi per implementare un efficace sistema di gestione del rischio fiscale, ossia finalizzati alla prevenzione degli illeciti tributari con conseguente esclusione della responsabilit\u00e0 amministrativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, l\u2019implementazione di un Modello organizzativo dovr\u00e0 prevedere, per quanto possibile, specifici protocolli interni finalizzati, sempre nell\u2019ottica del rapporto costi\/benefici, alla prevenzione del rischio fiscale, anche alla luce della rilevanza dei reati tributari assunta di recente con l\u2019introduzione dell\u2019art. 25-<em>quinquiesdecies<\/em> del D.Lgs. 231\/2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rischi fiscali ai quali le imprese sono esposte potrebbero, infatti, essere correttamente mitigati, oltre che dal controllo delle funzioni interne, anche mediante specifiche procedure che siano finalizzate alla loro identificazione, analisi, approfondimento ed eliminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo si potr\u00e0 offrire all\u2019imprenditore, ai soci e alla <em>governance<\/em> aziendale un vero e proprio strumento capace di monitorare l\u2019attivit\u00e0 ed i rischi di impresa connessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nuovi reati tributari previsti dal Decreto Fiscale 124\/2019 (Dott.ssa Astrid Durand) Premessa Il presente lavoro si propone di analizzare uno dei temi fiscali attualmente di maggior interesse ossia la 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