{"id":8907,"date":"2020-05-01T20:00:13","date_gmt":"2020-05-01T18:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8907"},"modified":"2020-05-27T12:36:26","modified_gmt":"2020-05-27T10:36:26","slug":"riflessioni-virali-covid-19-come-cambia-leconomia-e-la-societa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/riflessioni-virali-covid-19-come-cambia-leconomia-e-la-societa\/","title":{"rendered":"Riflessioni virali: Covid-19, (come) cambia l&#8217;economia e la societ\u00e0?"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Introduzione<\/strong><\/h3>\n<p>La pandemia da Covid-19 sta segnando profondamente l\u2019economia e la societ\u00e0 di tutto il mondo, in modo drammatico e rapido.<\/p>\n<p>Non ha colpito solo con gli effetti e i disagi propri della malattia, ma ha centrato le pi\u00f9 importanti fragilit\u00e0 dei sistemi socioeconomici, in tutto il mondo: l\u2019altra faccia del virus, quella non \u201cscientifica\u201d, \u00e8 cinica, si comporta da cartina tornasole per i lati oscuri delle moderne economie e fa come il bambino che diceva nella favola, puntando il dito sull\u2019ovvio (che non va bene o che non piace, ma non si pu\u00f2 dire): \u201c<em>il re \u00e8 nudo<\/em>!\u201d.<\/p>\n<p>Nessun aspetto dell\u2019economia e della societ\u00e0 uscir\u00e0 indenne da questa crisi o perlomeno non sar\u00e0 lo stesso <em>ante<\/em> pandemia: esse cambieranno, ma il quesito su cui riflettere \u00e8 se questo <em>shock<\/em> comporter\u00e0 variazioni permanenti o meno e di che tipo saranno.<\/p>\n<p>Gli ambiti pi\u00f9 in evidenza su cui gi\u00e0 ci sono stati degli effetti e su cui si possono fare delle riflessioni, sono almeno cinque: sanit\u00e0, ambiente, consumi, societ\u00e0 e lavoro.<\/p>\n<h3><em>Sanit\u00e0<\/em><\/h3>\n<p>\u00c8 il settore messo a pi\u00f9 dura prova in questo periodo, dal punto di vista umano e professionale. Sono sorte numerose questioni, anche nel dibattito corrente, rispetto alla gestione dell\u2019emergenza, come tempistiche e modalit\u00e0. In questa sede, un aspetto che si vuole sottolineare \u00e8 quello dell\u2019assetto istituzionale decentralizzato del sistema sanitario.<\/p>\n<p>Indubbiamente, la corrente emergenza riapre un sopito dibattitto sulla differenziazione del servizio sanitario a livello regionale. Questione ancor pi\u00f9 pregnante \u00e8 la tipologia di gestione di un servizio cos\u00ec delicato ed essenziale per la tenuta di una societ\u00e0: il modello pubblico italiano forse ha fatto la differenza rispetto ad altri paesi che non hanno la garanzia del servizio sanitario pubblico, almeno paragonabile a quello italiano.<\/p>\n<p>In aggiunta, vale la pena ripensare alla sanit\u00e0 quale dimensione che, probabilmente, poco si presta alla logica del profitto quando essa \u00e8 intesa come servizio e diritto a garanzia universale.<\/p>\n<p>\u00c8 in tale emergenza che si \u00e8 altres\u00ec sperimentata un\u2019importante criticit\u00e0 in termini quantitativi del personale sanitario. Che sia, probabilmente, occasione di rivedere le modalit\u00e0 (e ai numeri) di contingentamento degli accessi alle facolt\u00e0 delle professioni sanitarie, al fine di adeguarle agli effettivi fabbisogni.<\/p>\n<h3><em>Ambiente<\/em><\/h3>\n<p>La diffusione del virus ha fatto s\u00ec che fossero adottati provvedimenti restrittivi rispetto alla mobilit\u00e0 e alle attivit\u00e0 produttive che hanno avuto l\u2019effetto indiretto di una riduzione dell\u2019inquinamento.<\/p>\n<p>Dalle mappe dell\u2019inquinamento atmosferico in Europa e Cina prese dal satellite <em>Copernicus Sentinel-5P<\/em>, \u00e8 stato, infatti, rilevato un forte calo dello stesso nelle principali citt\u00e0 europee, soprattutto Milano, Parigi e Madrid\u00a0[1].<\/p>\n<p>La natura ha dato ulteriori segnali di \u201cripresa\u201d dei propri spazi non appena l\u2019uomo ha ridotto la sua circolazione: tante sono state le testimonianze sulla fauna che ha ripopolato indisturbata spazi urbani e acque &#8211; qualche mese fa di \u201cmonopolio\u201d dell\u2019uomo\u00a0[2] &#8211; e di ambienti notoriamente deturpati dall\u2019inquinamento, oggi sembrano riacquistare un inusitato respiro (i canali di Venezia, le acque del golfo di Napoli, solo per citarne alcuni).<\/p>\n<p>Non che se ne avesse bisogno di ulteriore conferma, ma questa \u00e8 la dimostrazione concreta di quanto \u00e8 rilevante l\u2019impatto della circolazione umana e dell\u2019industria sull\u2019ecosistema e ricorda alle agende politiche l\u2019impellente necessit\u00e0 di adottare visioni di lungo periodo per le politiche di sviluppo e per affrontare l\u2019emergenza climatica, non per ambientalismo ma semplicemente per necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Non salvaguardando il pianeta e non tarando su standard sostenibili le produzioni e gli stili di vita, l\u2019uomo si sta precludendo la continuit\u00e0, scaricando le conseguenze di un\u2019industrializzazione e di consumi irresponsabili sulle generazioni future.<\/p>\n<h3><em>Consumi<\/em><\/h3>\n<p>Sanit\u00e0 e ambiente non sono gli unici fattori che hanno sub\u00ecto effetti.<\/p>\n<p>Le forniture limitate di alcuni beni e lo stop forzato alla maggior parte delle produzioni non di prima necessit\u00e0 hanno modificato temporaneamente anche le modalit\u00e0 dei consumi e di acquisto (con boom degli acquisti online e degli esercizi pi\u00f9 piccoli e locali\u00a0[3]).<\/p>\n<p>Certo, non si \u00e8 in guerra come molti <em>media<\/em> definiscono questa <em>impasse<\/em>, giacch\u00e9 la guerra \u00e8 un altro tipo di dramma, ove la sussistenza \u00e8 raramente garantita. Per fortuna, vi \u00e8 possibilit\u00e0 di fornirsi di beni necessari e non solo, anche oltre la soglia di sussistenza, ma \u00e8 chiaro che possono esserci dei razionamenti nei rifornimenti, nelle occasioni e nelle modalit\u00e0 di acquisto. Ci\u00f2 ha avuto persino effetto sui consumi alimentari: tanti si sono cimentati o hanno ripreso l\u2019autoproduzione di alcuni beni di consumo quotidiani.<\/p>\n<p>Una sorta di ritorno parziale al passato, una revisione forzata della nostra quotidianit\u00e0, che capita in un periodo dell\u2019anno in cui, in tempi normali, si sarebbe aperta la stagione turistica in gran parte del paese. Fra l\u2018altro, quest\u2019anno il calendario sembrava propizio per favorire afflussi turistici importanti, viste le imminenti vacanze pasquali e i ponti in prossimit\u00e0 delle feste.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 quanto profondo sar\u00e0 il segno che lascer\u00e0 questo periodo: se veramente incider\u00e0 sui modelli di consumo ed orienter\u00e0 verso comportamenti pi\u00f9 sostenibili, affinando le scelte di consumo e le preferenze verso panieri pi\u00f9 selettivi, responsabili, sostenibili, eliminando quei tipi di beni o servizi superflui.<\/p>\n<h3><em>Societ\u00e0<\/em><\/h3>\n<p>L\u2019emergenza Coronavirus ha messo in luce l\u2019importanza delle reti di assistenza verso i soggetti pi\u00f9 vulnerabili, sia nella forma del volontariato, sia attraverso le istituzioni.<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale e necessario un efficiente sistema di <em>welfare<\/em>, in particolare per le fasce pi\u00f9 deboli e specialmente nei periodi di crisi, non (solo) per spirito solidaristico ma proprio per arginare il rischio di innesco di un potenziale e pericoloso effetto domino di \u201cemergenza nell\u2019emergenza\u201d.<\/p>\n<p>Un primo campanello di allarme rispetto a ci\u00f2 \u00e8 scattato con la chiusura delle scuole quando ancora non erano previste forme diffuse di restrizione a lavoro e si era fatto invito a limitare i contatti con gli anziani (soprattutto perch\u00e9 si valutava l\u2019ipotesi dei pi\u00f9 piccoli come portatori asintomatici del virus). Venuta meno la possibilit\u00e0 di far affidamento sul <em>welfare<\/em> familistico e informale, di fatto, ci si \u00e8 posto un problema quasi collettivo sulla gestione dei tempi di conciliazione famiglia lavoro, per due generazioni: gli anziani e i bambini. A ci\u00f2 il governo ha dato risposta immediata con l\u2019estensione dei congedi parentali e in parte si \u00e8 trattata di un\u2019emergenza rientrata quando \u00e8 stato emanato il DPCM di fermo totale dell\u20198 marzo 2020.<\/p>\n<p>Il distanziamento sociale, inoltre, per alcuni \u00e8 totale solitudine (si pensi agli anziani o alle famiglie indigenti) e per coloro che sono \u201cinvisibili\u201d potrebbe implicare il totale abbandono: basti pensare ai senzatetto, agli immigrati irregolari, alle prostitute e a tutti coloro che, in condizioni di povert\u00e0 o precariet\u00e0, si poggiavano su <em>network<\/em> sociali di assistenza e\/o di volontariato, inevitabilmente e parzialmente paralizzati anch\u2019essi a causa della pandemia.<\/p>\n<p>La questione di fondo \u00e8 che non avendo la contezza della parte di comunit\u00e0 pi\u00f9 ai margini, c\u2019\u00e8 un sostanziale rischio di non controllo sanitario, oltre che di aggravio dell\u2019emarginazione.<\/p>\n<p>Va, infine, ricordato, che in questo periodo \u00e8 stato dilagante l\u2019uso della telematica per ridurre la distanza e la lontananza dai contatti, affettivi, per lavoro o altri motivi, soprattutto attraverso l\u2019uso dei <em>social network<\/em> e delle videochiamate\u00a0[4].<\/p>\n<p>In realt\u00e0, su ci\u00f2 si innesta anche un altro fenomeno coevo, tanto pi\u00f9 stridente in questo periodo per gli effetti deleteri che sta avendo: la diffusione delle <em>fake news<\/em>, quasi sempre veicolata attraverso gli stessi <em>social network<\/em>, crea bolle informative in cui \u00e8 facile rimanere intrappolati se non si ha adeguato spirito critico per cercare fonti di informazione pi\u00f9 serie. Tanti sono stati gli episodi in passato di notizie false; certo \u00e8 che l\u2019impatto \u00e8 differente quando l\u2019oggetto della notizia \u00e8 la salute e la disinformazione sulla tutela della stessa ed \u00e8 pericolosa la confusione generata.<\/p>\n<p>In tal caso non trattandosi di argomenti affini ai <em>gossip<\/em>, le <em>fake news <\/em>possono riguardare anche provvedimenti economici e decisioni politiche, con effetti dannosi tra gli operatori e i cittadini, perch\u00e9 minano il clima di fiducia e perch\u00e9 il risultato \u00e8 un pesante disorientamento.<\/p>\n<h3><em>Lavoro<\/em><\/h3>\n<p>Con un comunicato stampa del 7 aprile 2020, l\u2019ILO, l\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro, ha definito catastrofici gli effetti della pandemia sul mondo del lavoro. \u00c8 stata stimata una riduzione di ore lavorate nel mondo pari al 6,7% nel secondo trimestre del 2020, pari a circa 195 milioni di lavoratori a tempo pieno e l\u2019impatto complessivo sembra peggiore della crisi finanziaria del 2008-2009, specialmente nei paesi a reddito medio \u2013 alto.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019incremento della disoccupazione, l\u2019ILO ha inizialmente previsto un incremento di 25 milioni di disoccupati, ma molto dipender\u00e0 dagli interventi dei governi al riguardo. L\u201981% della forza lavoro globale \u00e8 occupata attualmente in attivit\u00e0 che hanno fermato la produzione, totalmente o parzialmente\u00a0[5].<\/p>\n<p>Da queste previsioni preoccupanti, \u00e8 inevitabile pensare al caro prezzo che si pagher\u00e0 dopo l\u2019emergenza, che probabilmente sar\u00e0 di durata variabile a seconda del settore economico considerato e delle misure adottate dai governi, n\u00e9 si potr\u00e0 escludere da queste ultime chi lavora in nero (come gi\u00e0 dichiarato da alcuni ministri dell\u2019esecutivo).<\/p>\n<p>L\u2019evento della diffusione del virus ha condizionato da subito anche la quotidianit\u00e0 del lavoro laddove non \u00e8 stato sospeso: uno dei cambiamenti pi\u00f9 interessanti \u00e8 di certo quello riguardante l\u2019uso dello <em>smart working<\/em>, che, si auspica, induca le imprese ad adottarlo anche oltre l\u2019emergenza quale importante mezzo di sostegno alla conciliazione dei tempi di cura della famiglia \u2013 tempi di lavoro e a far s\u00ec che vi sia una regolamentazione e una normativa pi\u00f9 chiara al riguardo.<\/p>\n<p>Si tratta di una modalit\u00e0 di lavoro con molti profili discutibili che, nella maggior parte dei casi, non pu\u00f2 essere pensato come il modo abituale di svolgimento della prestazione; ma rappresenta una grande opportunit\u00e0, ove applicabile, per i lavoratori genitori, per chi ha conviventi da assistere, per lavoratori domiciliati lontano dalla sede di lavoro.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra considerazione da fare rispetto al lavoro riguarda la forza lavoro immigrata.<\/p>\n<p>Vladimiro Polchi in un libro del 2010\u00a0[6] raccontava di uno sciopero generale di tutti gli immigrati in Italia che aveva paralizzato il paese: un fatto inventato, ma realistico e corredato da statistiche e dati veri che accompagnano l\u2019intera narrazione. Alla fine della lettura, la conclusione pragmatica \u00e8 che il lavoro degli immigrati \u00e8 prezioso per l\u2019Italia e si tratta di un\u2019osservazione talmente concreta da non mettere neanche lontanamente in conto pretese autarchiche e isolazioniste talvolta avanzate da qualche parte politica del paese.<\/p>\n<p>Il Covid-19 ha ricordato di quanto l\u2019economia italiana abbia bisogno di loro, anche delle persone immigrate \u201cclandestine\u201d che una buona parte della politica e della societ\u00e0 italiana perde tempo a stigmatizzare, anzich\u00e9 trattare l\u2019argomento con concretezza e in modo scevro da pregiudizi o venature discriminatorie, spesso anche su base razziale. Il lavoro immigrato serve perch\u00e9 su di esso reggono settori economici interi: allevamento, agricoltura, servizi domestici solo per citarne alcuni. E ora tante imprese si trovano a far fronte, oltre che allo <em>shock<\/em> da pandemia, anche alla mancanza di manodopera.<\/p>\n<p>Tra loro tanti lavorano in nero: ecco infatti che questo virus toglie la coperta all\u2019economia sommersa e le istituzioni dichiarano di voler aiutare anche chi opera in nero.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che questa non sia occasione per tirare gi\u00f9 la coperta definitivamente.<\/p>\n<p>A tale aspetto, in molte aree del paese, pu\u00f2 viscidamente connettersi l\u2019operato della criminalit\u00e0 organizzata, che nel silenzio e approfittando dell\u2019impegno delle forze dell\u2019ordine nella gestione dell\u2019emergenza, pu\u00f2 attivarsi indisturbata e radicarsi ancor pi\u00f9 nel territorio, trovando linfa nelle nuove forme di povert\u00e0 e bisogno che la pandemia pu\u00f2 generare.<\/p>\n<h3><strong>Conclusioni<\/strong><\/h3>\n<p>Il Covid -19 non fa discriminazioni: colpisce tutti, a prescindere dal ceto, dalla professione, dal potere. \u00c8 vero che ci sono fattori di rischi differenti \u2013 si pensi alle tante vittime tra gli operatori sanitari \u2013 ma costituisce una di quelle vicende che fa risaltare tutta l\u2019umana debolezza, la sua impotenza e sostanziale incapacit\u00e0 di controllo su tutto. Per rialzarci, occorrer\u00e0 la scienza, nella speranza della buona notizia del vaccino, che tutti sperano imminente. Ma forse non basta.<\/p>\n<p>Domande ricorrenti di questi giorni sono <em>\u201cquesta pandemia ci cambier\u00e0?\u201d<\/em>, oppure <em>\u201cla quarantena far\u00e0 ritrovare noi stessi?\u201d<\/em> e altri interrogativi simili.<\/p>\n<p>Probabilmente l\u2019esperienza della pandemia non cambier\u00e0 niente, gli schemi di individualismo potranno essere pi\u00f9 o meno accentuati, tuttavia il mantra \u201c<em>ci si salva insieme<\/em>\u201d, assume un significato apparentemente solidaristico, ma che invece \u00e8 di sopravvivenza, perch\u00e9 da questo periodo si pu\u00f2 solo imparare a rivedere i nostri singoli comportamenti per salvarci, a partire da una revisione dei modelli di scelta di produzione e di consumo sinora adottati. Accelerare il processo di adattamento di questi ultimi secondo una logica di sostenibilit\u00e0 \u00e8 una sorta di patto intergenerazionale, una strategia di salvezza per noi stessi e per le comunit\u00e0 di cui facciamo parte.<\/p>\n<p>Forse dire che il capitalismo \u00e8 fallito non diventa un\u2019affermazione azzardata o di ispirazione (solo) marxista. Raggiungere il profitto non \u00e8 la chiave essenziale per la crescita economica, o perlomeno oggi non sembra il modello adeguato: bisogna riflettere anche sul \u201ccome\u201d raggiungere il profitto e stante questi cambiamenti, la crescita economica non pu\u00f2 essere altro che un tassello per lo sviluppo economico basato su modelli nuovi o rinnovati dell\u2019economia, in cui ecosostenibilit\u00e0, societ\u00e0 e sostenibilit\u00e0 generazionale siano i pilastri.<\/p>\n<p>\u00c8 anacronistica una societ\u00e0 in cui ancora una volta non siano date eque possibilit\u00e0 a tutti, a prescindere dalle condizioni di partenza. Non \u00e8 una novit\u00e0: \u00e8 un dettato chiaro della nostra Costituzione. Non possono esserci ultimi e n\u00e9 si pu\u00f2 prescindere da una visione di preservazione e che non sia pi\u00f9 di sfruttamento. L\u2019ambiente ha bisogno di rigenerarsi per far s\u00ec che l\u2019uomo e gli altri esseri viventi continuino la loro storia.<\/p>\n<p>L\u2019economia non pu\u00f2 fare a meno di una visione sociale ed \u00e8 anche per questo che si rende necessaria una discussione sull\u2019opportunit\u00e0 di applicare la logica del profitto a settori come la Sanit\u00e0, che assieme a giustizia, istruzione e la possibilit\u00e0 di lavorare, sono le principali leve di indipendenza e di equit\u00e0 garantite al cittadino.<\/p>\n<p>Si rimarca il concetto che considerare gli ultimi e avere una idea inclusiva di economia e di societ\u00e0 non \u00e8 (solo) proprio di una visione solidaristica o addirittura di ispirazione evangelica: \u00e8 economica, e ce insegna questa vicenda.<\/p>\n<h3><strong>Riferimenti<\/strong><\/h3>\n<p>[1] C. Andriani, \u00abCoronavirus: le misure di contenimento hanno ridotto l\u2019inquinamento in Europa,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.nationalgeographic.it\/ambiente\/2020\/04\/coronavirus-le-misure-di-contenimento-hanno-ridotto-linquinamento-europa.<\/p>\n<p>[2] l. Repubblica, \u00abCoronavirus, dalle capre ai delfini o ai cervi: gli animali si avventurano per le citt\u00e0 deserte,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.repubblica.it\/esteri\/2020\/04\/01\/foto\/coronavirus_capre_delfini_cervi_scimmie_animali_avventurano_citta_deserte-252853687\/1\/?ref=RHPPLF-BH-I252935224-C8-P9-S1.4-T1#2.<\/p>\n<p>[3] \u00abCON IL CORONAVIRUS LA SPESA \u00c8 NEL QUARTIERE, VOLA LA CONSEGNA A DOMICILIO,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.ansa.it\/canale_lifestyle\/notizie\/food\/2020\/03\/17\/con-il-coronavirus-la-spesa-e-nel-quartiere-vola-la-consegna-a-domicilio_bba6f15b-8ff1-4e0e-b4ae-3a2030e70d13.html.<\/p>\n<p>[4] \u00abSnapchat, chiamate e videochiamate a +50%,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/tecnologia\/software_app\/2020\/04\/02\/snapchat-chiamate-e-videochiamate-a-50_ce63af08-485a-46a6-b357-7d2c3d42839f.html.<\/p>\n<p>[5] \u00abILO: COVID-19 causes devastating losses in working hours and employment,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.ilo.org\/global\/about-the-ilo\/newsroom\/news\/WCMS_740893\/lang&#8211;en\/index.htm.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: info@economiaediritto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione La pandemia da Covid-19 sta segnando profondamente l\u2019economia e la societ\u00e0 di tutto il mondo, in modo drammatico e rapido. 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