{"id":8932,"date":"2020-05-27T13:03:47","date_gmt":"2020-05-27T11:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8932"},"modified":"2020-05-27T13:03:47","modified_gmt":"2020-05-27T11:03:47","slug":"battute-di-pausa-da-pandemia-effetti-del-covid-19-sulleconomia-della-musica-il-caso-delle-bande-musicali-professionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/battute-di-pausa-da-pandemia-effetti-del-covid-19-sulleconomia-della-musica-il-caso-delle-bande-musicali-professionali\/","title":{"rendered":"Battute di pausa da pandemia: effetti del Covid-19 sull\u2019economia della musica. Il caso delle bande musicali professionali"},"content":{"rendered":"<p><em>Tra i tanti settori pi\u00f9 sofferenti, spiccano quello della cultura e, in particolare, della musica, i cui operatori si stanno adoperando per cercare soluzioni per sopravvivere e uscire dalla crisi. L\u2019articolo propone un excursus sui primi effetti del fermo delle attivit\u00e0 a causa della pandemia e quali sono state le proposte dal settore e le misure implementate.<\/em><\/p>\n<p><em>Il tracollo della banda musicale \u201cda giro\u201d o professionale, tipica di alcune regioni del Sud, che oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 la \u201ccenerentola\u201d dello spettacolo e della tradizione musicale italiana, \u00e8 emblematica dello stremo a cui \u00e8 ridotto il settore.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019auspicio \u00e8 che dalla crisi possa cogliersi l\u2019occasione per elaborare una legge quadro volta a riconoscere il giusto valore sociale ed economico al mercato della musica ed ai tanti professionisti che vi operano. <\/em><\/p>\n<h1>Covid \u2013 19: una brutta musica<\/h1>\n<p>La pandemia da Coronavirus \u00e8 la bassa marea che ha fatto emergere fragilit\u00e0 croniche dell\u2019economia e della societ\u00e0. Fra le tante attivit\u00e0 colpite, sono pi\u00f9 in difficolt\u00e0 \u2013 ovviamente \u2013 quelle svolte per definizione in assembramento o che inducono a formarli.<\/p>\n<p>Gran parte del settore culturale e dello spettacolo possiede questa caratteristica: chi opera in teatri, fa concerti, appartiene ad orchestre, complessi e prende parte a tutte le altre rappresentazioni dal vivo.<\/p>\n<p>Concentrando l\u2019analisi sul settore musica, le prospettive sembrano piuttosto buie.<\/p>\n<p>Secondo le principali associazioni che rappresentano l\u2019intera filiera imprenditoriale della musica, il danno complessivo a fine anno per le imprese di settore potrebbe superare quota 600 milioni\u00a0[1], mentre per gli effetti immediati, Assomusica ha stimato solo fino al 3 aprile scorso perdite per 40 milioni di euro, con oltre tremila concerti cancellati o rinviati\u00a0[2]; per il settore delle <em>live<\/em>, le stime fino al termine della stagione estiva sono pari a circa 350 milioni di euro.<\/p>\n<p><em>Soundreef<\/em>, gestore indipendente dei diritti d\u2019autore, ha invece quantificato i mancati incassi per la pandemia sul fronte della riscossione dei diritti d\u2019autore, stimando le perdite pari al 30-35% della quota annuale di entrate medie per una societ\u00e0 che gestisce i diritti d\u2019autore [3]. Il danno non \u00e8 solo dovuto al divieto delle <em>live<\/em> ma anche alla chiusura di discoteche, palestre, altre attivit\u00e0 di aggregazione.<\/p>\n<p>Per le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) si \u00e8 registrato un calo di oltre il 70% tra marzo ed aprile, non compensato dal digitale soprattutto per il fermo dei lanci di nuovi brani e per le sale di registrazione chiuse\u00a0[4].<\/p>\n<p>Il settore della musica si regge sull\u2019impegno di numerose professionalit\u00e0: sempre per Assomusica, solo per gli eventi di musica popolare contemporanea lavorano circa\u00a060 mila persone, a cui vanno aggiunti musicisti, tecnici, cantanti, gruppi operanti per vari generi musicali e diversi contesti (teatri, festival, auditorium, cori, bande, ecc.).<\/p>\n<p>Insomma, un quadro sconfortante per un settore gi\u00e0 cronicamente in difficolt\u00e0 che ha suscitato varie mobilitazioni affinch\u00e9 si intervenisse per salvarlo dal tracollo.<\/p>\n<h1>Proposte di interventi e misure adottate<\/h1>\n<p>Gli interventi pi\u00f9 urgenti richiesti dai rappresentati delle categorie operanti nel settore hanno avanzato la necessit\u00e0 di garanzia di liquidit\u00e0, soprattutto per supportare piccole e medie imprese.<\/p>\n<p>Fra gli appelli mossi all\u2019esecutivo dalle varie voci dell\u2019economia della musica, \u00e8 interessante il decalogo firmato da varie associazioni di settore, Afi, Anem, Assomusica, Fem, Fimi e Pmi, recante: \u201c<em>COVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE &#8211; LA NECESSIT\u00c0 DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA &#8211; 10 Proposte per salvare la musica in Italia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Le proposte sono, in sintesi:<\/p>\n<ol>\n<li>aumento del fondo emergenze, <em>ex<\/em> 89 del DL Cura Italia sino a 200 milioni e definizione di criteri oggettivi per la sua ripartizione (percentuali effettive di calo del fatturato, a favore di soggetti non beneficiari di contributi pubblici, senza distinzione di genere di attivit\u00e0);<\/li>\n<li>contributo a fondo perduto per i mesi di <em>lockdown<\/em> alle imprese musicali;<\/li>\n<li>sospensione di tasse e contributi per le industrie del settore per l\u2019esercizio 2020, ricorrendo alla rateizzazione per il pagamento;<\/li>\n<li>estensione dei <em>voucher<\/em> da 12 a 18 mesi per i concerti annullati;<\/li>\n<li>estensione del <em>bonus<\/em> cultura al nucleo familiare e non solo ai diciottenni e del <em>tax credit<\/em> per le produzioni musicali per tutte le opere<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>;<\/li>\n<li>riduzione dell\u2019IVA per la musica e lo spettacolo al 4% (analogamente ai libri);<\/li>\n<li>estensione del reddito di emergenza a figure atipiche (contratti a chiamata, precari, intermittenti) non ricomprese nell\u2019art. 38 del D.L. Cura Italia;<\/li>\n<li>revisione delle pendenze erariali per gli organizzatori di spettacoli dal vivo riguardo l\u2019applicazione dell\u2019IVA sugli stessi spettacoli<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>;<\/li>\n<li>avvio di un tavolo tra Comitato tecnico-scientifico e la <em>Task Force<\/em> presieduta da Colao con una rappresentanza delle Associazioni, per definire indicazioni e strumenti di controllo e prevenzione per il riavvio delle attivit\u00e0, ivi compresa la formazione del personale;<\/li>\n<li>certezza sui tempi per la ripresa delle attivit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il documento \u00e8 incentrato sulla gestione della emergenza corrente ma invita a una riflessione su cambiamenti strutturali per la gestione delle attivit\u00e0 musicali, in particolare per i punti 5, 6 e 8, che potrebbero essere incisivi su un ampliamento della domanda di musica: il <em>bonus<\/em> al nucleo familiare estenderebbe la fascia d\u2019et\u00e0 della domanda e, di conseguenza, potrebbe aumentare la diversificazione per genere musicale della stessa, come desunto dall\u2019Indagine multiscopo &#8220;<em>Aspetti della vita quotidiana<\/em>&#8221; dell\u2019ISTAT, rispetto al consumo di musica per et\u00e0 e genere. L\u2019abbattimento dell\u2019IVA, inoltre, ridurrebbe il prezzo finale, rendendo il consumo di musica pi\u00f9 accessibile.<\/p>\n<p>Il decalogo si connette all\u2019appello promosso da Assomusica per una nuova legge quadro sulla musica dal vivo e alla necessit\u00e0 impellente di una corretta approvazione della direttiva europea sul <em>copyright<\/em>.<\/p>\n<p>Altre due importanti voci vanno menzionate tra gli appelli. Quella del MEI \u2013 <em>Meeting <\/em>degli eventi indipendenti, che ha richiesto sostegni economici per il complesso di soggetti e attivit\u00e0 svolte (club, circoli, spazi sociali, <em>promoter<\/em>, produttori, <em>booking<\/em>, tecnici, <em>rider<\/em>, <em>videomaker<\/em>, uffici stampa), tra le pi\u00f9 precarie e innovative del settore, assieme al finanziamento dei progetti gi\u00e0 in essere per dare i primi anticipi sul 2020. Sgravi fiscali e posticipazioni dei pagamenti fiscali e contributivi e richieste analoghe ai punti 5 e 6 del menzionato decalogo pure sono state avanzate dal MEI, con una richiesta di attenzione da parte dei media per catalizzare l\u2019interesse su artisti grandi e piccoli con connessi diritti e l\u2019utilizzazione di una <em>web tax<\/em> per sostenere il settore [5].<\/p>\n<p>L\u2019altro appello viene dalla Fondazione Centro Studi Doc. Le proposte sono simili a quelle contenute nel decalogo ma l\u2019appello \u00e8 molto pi\u00f9 incentrato sulla tutela dei lavoratori, richiamando l\u2019attenzione sugli intermittenti dello spettacolo (stimati in circa 200.000 professionisti).<\/p>\n<p>La musica \u00e8 un settore in cui il precariato e il sommerso sono preponderanti: gli operatori hanno quasi sempre contratti discontinui, spesso irregolari, parzialmente o totalmente. L\u2019assenza di un sostegno al settore ora potrebbe indurre una maggiore prevalenza del sommerso a fine emergenza, nonch\u00e9 il rischio di abbandono del mestiere da parte di molti professionisti.<\/p>\n<p>Le richieste riguardo gli intermittenti sono comprensive anche dell\u2019estensione al diritto della malattia dal primo giorno, il riconoscimento della disoccupazione Naspi per i giorni di sospensione del rapporto di lavoro (intermittenza), per un periodo almeno pari a quello lavorato e considerando anche le giornate di lavoro per prove, l\u2019accesso al FIS o alla CIGS in costanza di rapporto di lavoro e la garanzia di contratti scritti e tempi certi di pagamento\u00a0[6].<\/p>\n<p>Tutti questi appelli sono occasione di riflessione sulle criticit\u00e0 preesistenti ed ora amplificate dalla pandemia: se accolti e discussi, costituiscono un passo importante per ripensare la normativa vigente o crearla laddove sia mancante o incerta, soprattutto rispetto al profilo contrattuale dei lavoratori dello spettacolo.<\/p>\n<p>Le misure adottate, in realt\u00e0, hanno dato in parte risposta alle istanze avanzate: ad oggi, esse hanno riguardato, tra l\u2019altro, il FUS (Fondo Unico Spettacolo), l\u2019aumento del Fondo emergenza spettacolo, l\u2019estensione del bonus INPS ai lavoratori del settore.<\/p>\n<p>\u00c8 previsto, infine, l\u2019istituzione di un fondo speciale creato dal Nuovo Imaie, destinato agli artisti di musica e audiovisivo.<\/p>\n<p>La musica \u00e8 un patrimonio s\u00ec culturale ma anche economico, visti i volumi di affari che genera e le molteplici possibilit\u00e0 di lavoro che offre, specialmente in un paese come l\u2019Italia, ricco di tantissime e varie tradizioni musicali, dal cantautorato al belcanto, dalla produzione di eccellenza di strumenti musicali a compositori, editori, scuole di formazione note in tutto il mondo e trasversali tra generi.<\/p>\n<p>La cd<em>. \u201cmusic economy\u201d<\/em> si stima valga mondialmente attorno ai 69 miliardi di dollari, considerando diritti d\u2019autore, discografia, concerti e strumenti musicali; per l\u2019Italia, invece,vale circa 1,4 miliardi di euro\u00a0[7].<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 parlare dunque di un vero e proprio mercato della musica, quale scambio tra chi offre musica, sotto forma di esibizione, riproduzione su supporto, produce strumenti musicali, compone, fa editoria musicale, ecc. e chi ne fa richiesta di consumo.<\/p>\n<p>I soggetti, i beni ed i servizi coinvolti in tale settore, infatti, sono tanti e di diversa professionalit\u00e0: oltre ai cantanti, ai direttori, ai concertisti, c\u2019\u00e8 una folta schiera di tecnici specializzati (fonici, microfonisti, maestranze teatrali, ecc.) ma anche docenti, compositori, editori, liutai, arrangiatori, discografici, ecc.<\/p>\n<p>Insomma tantissime e differenti figure professionali, talvolta tra loro complementari, che \u2013 tranne le poche eccezioni che godono di fama e possono chiedere <em>cachet<\/em> esosi \u2013 sono spesso sottopagati e lavorano in condizioni discutibili e precarie.<\/p>\n<h1>Un caso emblematico: le bande musicali<\/h1>\n<p>Se l\u2019economia della musica rischia il collasso, una parte di essa rischia di scomparire: le bande musicali. Tra i lavoratori della musica colpiti in pieno dalla crisi, infatti, vi sono i musicanti di bande professioniste o da giro<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, meno noti rispetto ad altri artisti, ma parimenti sofferenti come molti colleghi dello spettacolo.<\/p>\n<p>Le bande musicali professioniste sono un patrimonio unico della tradizione musicale italiana, soprattutto meridionale. Sebbene sia diffusa su tutto il territorio nazionale, la banda assume diverse forme, per organici e repertorio variabile a seconda dell\u2019area geografica. Nel Centro e nel Nord Italia prevale la banda locale composta perlopi\u00f9 da amatoriali, al Sud, al contrario, la banda tradizionale \u00e8 quella da giro o professionistica ancora diversa dalla banda militare, la cui disciplina a sua volta \u00e8 tutta differente.<\/p>\n<p>Operativa soprattutto nell\u2019ambito delle feste religiose e civili di piazza, la banda da giro classica vede coinvolte varie figure: da 40-50 esecutori, un maestro e un concertatore (che di solito coincidono), agenti per la promozione (in genere sono gli stessi della musica leggera), quartetto di cantanti lirici (nel caso di banda liriche, che quindi necessita anche di tecnico audio e microfonista), autista di pullman e di servizio (trasporto attrezzature), una struttura di sostegno che ne garantisca il finanziamento (in genere Comune, Associazione o Fondazione).<\/p>\n<p>\u00c8 facile immaginare che la banda musicale sia occasione di lavoro, per almeno met\u00e0 dell\u2019anno solare (il periodo di attivit\u00e0 inizia generalmente in marzo e termina ad ottobre), per circa una sessantina di persone in un territorio afflitto dalla disoccupazione quale il Sud, \u00a0oltre che di fare musica e quindi cultura e preservare una grande e sopita tradizione del paese.<\/p>\n<p>Assembramento per definizione, la banda, infatti, prevede anche altri momenti di aggregazione oltre all\u2019esecuzione: quando si condividono spazi comuni per l\u2019alloggio, ad esempio, o quando si viaggia in bus per gli spostamenti.<\/p>\n<p>Ora il <em>Coronavirus<\/em> sembra voglia dirigere un mesto finale per la tradizione bandistica professionale. Il mercato delle feste patronali, come pure il suonare dal vivo, per questa stagione artistica \u00e8 quasi sicuramente inattivo, ma pure per questa professione musicale, il periodo di sospensione lavorativa non ha fatto altro che da cassa di risonanza a preesistenti criticit\u00e0.<\/p>\n<p>La banda \u00e8 stato un fenomeno culturale e musicale in progressivo declino per varie ragioni: si tratta di un\u2019attivit\u00e0 dura, discontinua, che ha sub\u00ecto un cambiamento decisivo in termini di mercato, soprattutto nel primo decennio degli anni 2000, quando la concorrenza di agenti e intermediari improvvisati hanno spiazzato i <em>competitors<\/em> storici, causando un abbassamento dei compensi a pregiudizio della qualit\u00e0. Il terremoto dell\u2019Abruzzo nel 2009, il graduale spopolamento dei paesi e il cambio generazionale nei comitati festa, difficolt\u00e0 organizzative e scarsit\u00e0 di esecutori per la bassa redditivit\u00e0, hanno contribuito alla riduzione della domanda (ovvero del numero di feste patronali e civili per cui \u00e8 richiesta la partecipazione della banda musicale).<\/p>\n<p>Questi fattori, associati al proliferare del sommerso, alla relegazione della banda come fenomeno locale e all\u2019assenza di una legislazione chiara, hanno causato un pesante indebolimento degli operatori e sempre maggiori difficolt\u00e0 operative.<\/p>\n<p>Le istituzioni, d\u2019altro canto, non hanno mai colto il fenomeno come valorizzazione di un patrimonio unico dell\u2019Italia e, pur ascoltando le istanze del settore, non lo hanno fatto in modo organico, lasciando spazio al classico gioco degli emendamenti contrastanti e dando prova di non conoscere affatto le varie realt\u00e0 bandistiche italiane (sostanzialmente distinguendo da quelle di natura dilettantistica e professionale).<\/p>\n<p>N\u00e9 \u00e8 stato vivo l\u2019interesse all\u2019aspetto economico dell\u2019attivit\u00e0 bandistica, in conseguenza alla scarsa rilevanza culturale che viene data alla stessa, soprattutto dopo che la sua storica funzione di unico canale di riproduzione dal vivo della musica \u00e8 venuta meno.<\/p>\n<p>Di certo, un censimento delle bande sarebbe un primo passo per riconoscere il fenomeno e favorire una genesi normativa al riguardo.<\/p>\n<h1>Quale finale?<\/h1>\n<p>Se crisi pu\u00f2 significare opportunit\u00e0, pu\u00f2 esserci speranza che il dibattito politico economico si indirizzi verso un rinnovamento generale, verso la sostenibilit\u00e0 dello sviluppo e la valorizzazione di settori considerati troppo spesso in modo marginale, musica e bande comprese.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha una tradizione che non deve avere uno scenario futuro senza prospettive e, pertanto, la crisi da Covid-19 che si somma alle ordinarie problematiche pu\u00f2 essere la leva per ragionare in modo rinnovato rispetto alle istanze di settore. Occorre, per\u00f2, sradicare un certo modo di pensare fuorviante: chi lavora attraverso l\u2019arte, lavora come qualsiasi altro lavoratore e il fatto che svolga un\u2019attivit\u00e0 o elabori un prodotto che la restante popolazione pu\u00f2 fruire come svago o diletto non implica che essi non stiano lavorando con specifiche professionalit\u00e0 e competenze.<\/p>\n<p>Durante la quarantena si \u00e8 riscoperto e confermato il ruolo della musica nella quotidianit\u00e0 e nei momenti emotivamente importanti, tanti artisti si sono esibiti in <em>streaming<\/em>, si sono organizzate forme alternative di concerti a distanza da parte di tutti gli operatori pubblici e privati produttori di musica: lo hanno fatto <em>gratis<\/em>, ma facendo il loro lavoro.<\/p>\n<p>Ezio Bosso, durante le sue ultime interviste, ha sintetizzato in modo efficace il potenziale della musica per una societ\u00e0. Essa \u00e8 un servizio socio culturale oltre che un comparto economico, produttivo di benessere e coadiuvante sociale, che vale come terapia per la societ\u00e0, accompagnamento per un mondo migliore: <em>&#8220;I diritti a volte possono essere sospesi ma la musica \u00e8 una necessit\u00e0, come l&#8217;acqua e l&#8217;aria. Questa \u00e8 una delle cose a cui pensare tutti insieme e la necessit\u00e0 di darla a tutti \u00e8 la necessit\u00e0 di un musicista, di distribuirla e far stare bene\u201d<\/em> [8]\u00a0[9]. Che sia un pensiero da cui partire per dare un rinnovato ruolo socioeconomico alla musica.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>Ad oggi \u00e8 prevista solo per l\u2019opera prima, seconda e terza. Il modello richiamato \u00e8 quello della cinematografia, per cui Il credito di imposta pu\u00f2 essere chiesto dalle imprese di produzione cinematografica ed \u00e8 pari al 15% del costo eleggibile di produzione, fino all\u00b4ammontare massimo di euro 3.500.000 per periodo d\u00b4imposta. Nel caso di produzioni associate, il credito di imposta spetta a ciascun produttore associato, in relazione alle spese di produzione direttamente sostenute e in proporzione alla quota di partecipazione alla produzione associata. Nel caso di produzioni con contratti di appalto, il credito di imposta spetta sia al produttore esecutivo sia al produttore appaltante, in relazione alle spese di produzione da ciascuno sostenute (per approfondimenti: <a href=\"http:\/\/www.cinema.beniculturali.it\/direzionegenerale\/57\/tax-credit-produzione-e-distribuzione\/\">http:\/\/www.cinema.beniculturali.it\/direzionegenerale\/57\/tax-credit-produzione-e-distribuzione\/<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> La proposta si basa sulla riflessione che l\u2019IVA sulle prestazioni di spettacolo deve essere agevolata al 10% anche sulle operazioni funzionali e che sono connesse alla realizzazione dello spettacolo e alla connotazione artistica del medesimo (ad esempio, l\u2019IVA deve essere agevolata anche per il <em>service<\/em> fonico e di luci o per i facchini che devono essere parte delle <em>troupes<\/em>). \u00c8 fatta altres\u00ec richiesta di una compensazione dell\u2019IVA per <em>promoter<\/em> e per il settore della musica popolare contemporanea, per far fronte alla mancanza di liquidit\u00e0 dovuta ai pagamenti posticipati dei piccoli comuni.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>La banda da giro \u00e8 una formazione musicale di fiati e percussioni, vera impresa di servizi del tutto simile all\u2019orchestra classica, che nel periodo di fine marzo \u2013 inizio di novembre svolge un\u2019attivit\u00e0 quasi continua, con un mercato interregionale, interessando le localit\u00e0 di Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia Orientale, con un <em>tour<\/em> dai 100 ai 130 concerti e con un incasso medio giornaliero intorno ai 3500,00 euro. In passato, il numero delle giornate era pi\u00f9 elevato insieme ai compensi.<\/p>\n<p>Un disciplinare tecnico ha una formazione di non meno di 40 esecutori, a cui vanno aggiunti personale di servizio ed autisti (spesso coincidenti con gli stessi esecutori), per totale circa 45 elementi.<\/p>\n<p>Nella banda da giro, di norma, gli esecutori sono professionisti (che spesso fanno parte di formazioni orchestrali stabili \u2013 teatri, bande militari, altre formazioni musicali \u2013 o sono professori presso licei musicali o scuole secondarie inferiori) mentre nella banda locale c\u2019\u00e8 una presenza prevalente di esecutori amatoriali e\/o dilettanti. Pu\u00f2 essere lirica (il complesso bandistico \u00e8 integrato dal quartetto di cantanti lirici) o sinfonica.<\/p>\n<p><em>(A cura di Elvira Ciociano)<\/em><\/p>\n<h1>Riferimenti<\/h1>\n<p>[1] \u00abCoronavirus, le imprese della musica presentano un decalogo a Conte: \u00abPerdite da 600 milioni\u00bb,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/coronavirus-imprese-musica-presentano-decalogo-conte-perdite-600-milioni-ADtAEOL<\/p>\n<p>[2] \u00abL&#8217;impatto del coronavirus sull&#8217;industria della musica italiana,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.agi.it\/blog-italia\/musiche\/post\/2020-03-25\/coronavirus-musica-italia-7846452\/.<\/p>\n<p>[3] \u00abCoronavirus, l\u2019industria musicale \u00e8 in crisi con perdite del 35%,\u00bb [Online]. Available: http:\/\/www.askanews.it\/video\/2020\/04\/17\/coronavirus-lindustria-musicale-%c3%a8-in-crisi-con-perdite-del-35-20200415_video_19520923\/.<\/p>\n<p>[4] \u00abCOVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE: la necessit\u00e0 di un intervento mirato per salvare una filiera,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.fimi.it\/news\/covid-19-e-la-crisi-del-settore-musicale-la-necessita-di-un-intervento-mirato-per-salvare-una-filiera.kl.<\/p>\n<p>[5] \u00abhttps:\/\/www.siae.it\/it\/iniziative-e-news\/coronavirus-la-musica-live-%C3%A8-al-collasso-l%E2%80%99appello-del-mei,\u00bb [Online].<\/p>\n<p>[6] \u00abProposte per garantire una continuit\u00e0 di reddito ai lavoratori dello spettacolo,\u00bb [Online]. Available: http:\/\/www.centrostudidoc.org\/2020\/04\/17\/proposte-per-garantire-una-continuita-di-reddito-ai-lavoratori-dello-spettacolo\/.<\/p>\n<p>[7] I. Sole24ore, \u00abLa Music Economy,\u00bb <em>L&#8217;economia intorno a noi, <\/em>n. 7, giugno 2019.<\/p>\n<p>[8] \u00abL&#8217;intervista di Diego Bianchi a Ezio Bosso,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.la7.it\/propagandalive\/video\/lintervista-di-diego-bianchi-a-ezio-bosso-10042020-10-04-2020-318989.<\/p>\n<p>[9] \u00ab&#8221;La musica non si pu\u00f2 fermare&#8221;,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2020\/05\/RaiNews24&#8212;Ezio-Bosso-La-musica-non-si-puo-fermare-Siamo-nati-per-stare-insieme-17069a4e-7054-4588-8230-8c200ce64078.html.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: info@economiaediritto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i tanti settori pi\u00f9 sofferenti, spiccano quello della cultura e, in particolare, della musica, i cui operatori si stanno adoperando per cercare soluzioni per sopravvivere e uscire dalla crisi. <\/p>\n","protected":false},"author":1324,"featured_media":8933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[793,19,2475,2,2480,29,10,2479,1,2297,6],"tags":[],"class_list":["post-8932","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alta-formazione-2","category-altri-esperti","category-case-studies","category-centro-studi-economia-e-diritto-ce-s-e-d","category-diritto-dautore","category-diritto-del-lavoro","category-rubriche-economiche","category-numero-di-maggio-2020","category-news","category-notizie","category-network-ed"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/coronavirus.jpg?fit=600%2C340&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2k4","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8932","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1324"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8932"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8935,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8932\/revisions\/8935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}