{"id":9084,"date":"2020-10-12T11:03:03","date_gmt":"2020-10-12T09:03:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9084"},"modified":"2020-10-12T11:03:03","modified_gmt":"2020-10-12T09:03:03","slug":"anche-nelle-operazioni-di-classamento-catastale-a-carattere-diffuso-e-dobbligo-motivare-adeguatamente-latto-impositivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/anche-nelle-operazioni-di-classamento-catastale-a-carattere-diffuso-e-dobbligo-motivare-adeguatamente-latto-impositivo\/","title":{"rendered":"Anche nelle operazioni di classamento catastale a carattere \u201cdiffuso\u201d \u00e8 d\u2019obbligo motivare adeguatamente l\u2019atto impositivo"},"content":{"rendered":"<p>Con la recentissima Ordinanza n. 4858 del 24 febbraio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, pronunciandosi sulla questione sottoposta alla sua attenzione, ha enunciato un innovativo principio di diritto: in tema di classamento, l\u2019Amministrazione Finanziaria \u2013 sebbene nell\u2019ambito di un\u2019operazione di classamento a carattere diffuso &#8211;\u00a0 \u00e8 tenuta a motivare l\u2019atto tributario di rideterminazione dei dati catastali, adottato ai sensi dell\u2019art.1, comma 335, della L. 311\/2004, specificando non solo i parametri di legge generali ma anche tutti le ragioni di fatto e di diritto (oltre agli eventuali provvedimenti amministrativi) su cui l\u2019atto si fonda, consentendo cos\u00ec al contribuente di evincere gli elementi che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento e ponendolo nella condizione di conoscere, <em>ex ante, <\/em>le ragioni che giustificano l\u2019atto di cui \u00e8 destinatario.<\/p>\n<p>La vicenda trae origine da un avviso di accertamento catastale, ricevuto da una Societ\u00e0 proprietaria di una struttura ricettiva nella Capitale, con il quale l\u2019Agenzia del Territorio rideterminava il classamento ed aumentava, di conseguenza, la rendita catastale dell\u2019unit\u00e0 immobiliare di propriet\u00e0 della Societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 contribuente impugnava l\u2019avviso di accertamento catastale, adducendo, in via preliminare, il difetto di motivazione dell\u2019atto tributario e, comunque sia, nel merito, l\u2019erroneit\u00e0 della revisione (i.e. aumento) della rendita catastale dell\u2019immobile, stante lo stato di degrado, noto a tutti, del quartiere Esquilino, in cui si trovava lo stesso.<\/p>\n<p>La Societ\u00e0 otteneva pronuncia sfavorevole sia dalla C.T.P che dalla C.T.R. Quest\u2019ultima, in particolare, motivava il rigetto adducendo l\u2019esaustivit\u00e0 della motivazione dell\u2019avviso di accertamento, seppure recante la sola indicazione delle disposizioni normative utilizzate dall\u2019Ufficio ai fini della revisione catastale.<\/p>\n<p>La Societ\u00e0 presentava, dunque, ricorso per Cassazione, lamentando (come aveva gi\u00e0 fatto nei gradi di merito) l\u2019erronea interpretazione, da parte dei Giudici di seconde cure, delle disposizioni normative in tema di motivazione dell\u2019atto tributario, evidenziando come, nel caso di specie, l\u2019atto di revisione dell\u2019Ufficio fosse privo degli elementi che, in concreto, avrebbero inciso sulla rideterminazione dei dati catastali dell\u2019immobile di propriet\u00e0 della ricorrente.<\/p>\n<p>La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso presentato dalla societ\u00e0 \u00a0contribuente, poich\u00e9 sussiste un generale obbligo di motivazione degli atti impositivi che assume, secondo il parere dei giudici di legittimit\u00e0, una connotazione ancora pi\u00f9 ampia nell\u2019ipotesi in cui l\u2019Ente impositore muti d\u2019ufficio il classamento ad un\u2019unit\u00e0 immobiliare che ne risulti gi\u00e0 munita.<\/p>\n<p>Tale obbligo di motivazione &#8211; viene rammentato &#8211; deve soddisfare il principio di cui all\u2019art.7 della L. 212\/2000 (Statuto del contribuente), che a sua volta richiama l\u2019art. 3 della L. 241\/1990, in forza del quale l\u2019Amministrazione finanziaria \u00e8 tenuta ad indicare nei suoi atti \u201c<em>i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell\u2019amministrazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>In materia catastale, in particolar modo, il massimo Guidicante ha ritenuto che la componente motivazionale debba addirittura subire una \u201cdilatazione\u201d, giustificata dal fatto che il nuovo classamento va ad incidere su valutazioni che si presumono gi\u00e0 verificate in termini di congruit\u00e0 ed \u00e8, quindi, opportuno mettere in evidenza gli elementi di discontinuit\u00e0 che ne legittimano la variazione.<\/p>\n<p>Una simile interpretazione non pu\u00f2 che essere condivisa.<\/p>\n<p>Il contribuente, infatti, ha sempre diritto di conoscere le ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda un atto dell\u2019Amministrazione Finanziaria di cui \u00e8 destinatario, non essendo sufficiente &#8211; contrariamente a quanto asserito dai Giudici della C.T.R \u2013 il mero riferimento alla normativa generale in base alla quale l\u2019atto \u00e8 stato emanato.<\/p>\n<p>Dunque, il Giudice delle Leggi, con la pronuncia oggetto del presente commento, ha ristabilito la corretta applicazione delle disposizioni normative in tema di classamento catastale, giungendo addirittura ad entrare nel merito della questione e a pronunciarsi (in via, com\u2019\u00e8 noto, d\u2019eccezione) quale giudice del fatto e risolvendo la vicenda totalmente a favore della societ\u00e0 \u00a0contribuente.<\/p>\n<p><em>( A cura degli avvocati Serena Giglio e Ilaria Giglio)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nSeguici su:<br \/>\nTelegram: <a href=\"https:\/\/t.me\/economiaedirittonews\">https:\/\/t.me\/economiaedirittonews<\/a><br \/>\nLinkedin: <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/economiaediritto-it\">https:\/\/www.linkedin.com\/company\/economiaediritto-it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la recentissima Ordinanza n. 4858 del 24 febbraio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, pronunciandosi sulla questione sottoposta alla sua attenzione, ha enunciato un innovativo principio di diritto: in <\/p>\n","protected":false},"author":1470,"featured_media":9087,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[21,2,38,22,715,11,1116,33,10,36,12,37,5,2492,1,2297,6],"tags":[],"class_list":["post-9084","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-avvocati","category-centro-studi-economia-e-diritto-ce-s-e-d","category-rassegna-di-giurisprudenza-civile","category-civilisti","category-commercialisti","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-del-commercio-internazionale","category-diritto-tributario","category-rubriche-economiche","category-fiscalisti","category-rubriche-interdisciplinari","category-rassegna-di-giurisprudenza","category-fascicoli","category-numero-di-ottobre-2020","category-news","category-notizie","category-network-ed"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/unnamed.jpg?fit=512%2C341&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2mw","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1470"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9084"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9084\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9088,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9084\/revisions\/9088"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}