{"id":9384,"date":"2021-06-12T14:32:53","date_gmt":"2021-06-12T12:32:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9384"},"modified":"2021-06-12T14:32:53","modified_gmt":"2021-06-12T12:32:53","slug":"leconomia-circolare-il-modello-di-sviluppo-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/leconomia-circolare-il-modello-di-sviluppo-del-futuro\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia circolare: il modello di sviluppo del futuro?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Le ripercussioni economiche e sociali della pandemia hanno messo in luce alcune criticit\u00e0 del modello di sviluppo prevalente, fondato sulla cosiddetta \u201ceconomia lineare\u201d. In tale contesto, suscitano interesse esperienze di economia circolare e logiche di sviluppo alternativo, che hanno mostrato un\u2019interessante attitudine alla resilienza, gi\u00e0 durante i primi tempi della diffusione del virus.<\/p>\n<p>L\u2019articolo ne delinea le principali caratteristiche e differenze con il modello lineare o classico e riporta alcuni dati relativi alla sua diffusione, offrendo degli spunti di riflessione sulle potenzialit\u00e0 di questo modello economico.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 l\u2019economia circolare?<\/strong><\/p>\n<p>La circolarit\u00e0 applicata all\u2019economia \u00e8 fondata sul principio di scarsit\u00e0 e non ripetibilit\u00e0 delle risorse primarie, per cui \u00e8 necessario preservare il valore aggiunto della produzione \u2013 identificabile con l\u2019output \u2013 minimizzando gli sprechi nelle fasi di progettazione e produzione.<\/p>\n<p>Il concetto di circolarit\u00e0 si avvicina a quello di ciclicit\u00e0, poich\u00e9 si massimizza il ciclo vitale del prodotto, cercando di mantenerlo in vita nel sistema economico, quale risorsa futuribile per la creazione di ulteriori valori aggiunti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che spesso ricorre il parallelo tra economia circolare e funzionamento dei biosistemi naturali, in cui ciclicit\u00e0 e circolarit\u00e0 spesso coincidono.<\/p>\n<p>In pratica, un modello di sviluppo fondato sull\u2019economia circolare mira a ridurre gli sprechi di prodotto e la produzione di scarti e\/o rifiuti durante il ciclo produttivo, sperimentandone comunque il riutilizzo: si coniugano, pertanto, produzione e consumo in modo sequenziale e quale effetto di riciclo e riuso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si deduce \u00e8, quindi, la chiara antitesi tra il modello circolare e il tradizionale modello di sviluppo economico lineare, in cui lo schema \u00e8 rigido e definito come successione di <em>produzione \u2013 consumo \u2013 rifiuto<\/em>.<\/p>\n<p>Il postulato della riduzione degli sprechi ha effetto dal punto di vista ambientale, oltre che economico: difatti, implica un minore impatto in termini di inquinamento e, applicato su larga scala, potrebbe essere anche una risposta strategica alla crisi climatica ed ambientale\u00a0[1].<\/p>\n<p>La <em>Ellen Mac Arthur Foundation<\/em> \u00e8 uno dei punti di riferimento nell\u2019ambito della letteratura sull\u2019economia circolare. Essa la definisce quale \u201c<em>economia progettata per auto-rigenerarsi in cui i materiali di origine biologica sono destinati ad essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici devono essere progettati per essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera<\/em>\u201d\u00a0[2], intendendola di fatto come un vero e proprio <em>framework<\/em>, fondato su molteplici e diversi approcci ma che hanno come comune denominatore una serie di principi e valori condivisi.<\/p>\n<p>L\u2019eterogeneit\u00e0 dei modelli economici circolari, pi\u00f9 specificamente, \u00e8 data dai differenti approcci rispetto alle modalit\u00e0 di smaltimento e riciclo dei rifiuti, che sono azzerati quando le componenti\u00a0biologiche &#8211; o\u00a0nutrienti\u00a0&#8211; di un prodotto sono tali da poter essere immessi in un ciclo biologico e tecnico di materiali.<\/p>\n<p><strong>Sostenibilit\u00e0, circolarit\u00e0 e pratiche connesse<\/strong><\/p>\n<p>Analizzando la definizione di economia circolare, si comprende che si tratta di un modello imprescindibile dalla caratteristica di sostenibilit\u00e0, ovvero garantisce un\u2019operativit\u00e0 con pregiudizio minimo o nullo per le generazioni future e l\u2019ecosistema.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di durabilit\u00e0 in termini di sostenibilit\u00e0, si concretizza anche nella propriet\u00e0 di resilienza dei prodotti, che devono avere modularit\u00e0, versatilit\u00e0 e adattabilit\u00e0: con esse si intende la possibilit\u00e0 di adattare l\u2019uso del prodotto alle eventuali variazioni delle condizioni ambientali esterne.<\/p>\n<p>Un siffatto prodotto deve essere progettato secondo una logica di ecosostenibilit\u00e0, ossia &#8211; a partire dalla sua genesi &#8211; si imposta la sua riutilizzabilit\u00e0 nel tempo.<\/p>\n<p>Sostenibilit\u00e0 implica considerare le generazioni future, poich\u00e9 preservare l\u2019ambiente e garantire la rigenerazione delle risorse significa dare loro eque opportunit\u00e0 rispetto a chi vive nel presente pur provvedendo al soddisfacimento dei propri bisogni.<\/p>\n<p>Tutti questi elementi implicano che un modello economico sostenibile non possa fare a meno di aspetti collaterali ma non meno importanti, quali l\u2019inclusione sociale e la tutela dell\u2019ambiente, poich\u00e9 tra loro complementari.<\/p>\n<p>La sostenibilit\u00e0 ha pure un impatto negativo sulla domanda e sull\u2019estrazione di materie prime, giacch\u00e9 decresce in conseguenza del riutilizzo e della ciclicit\u00e0 dei beni.<\/p>\n<p>Le risorse, cos\u00ec, vengono sfruttate in modo pi\u00f9 oculato e rispettoso dell\u2019ambiente, a differenza che nel modello lineare, in cui lo sviluppo \u00e8 improntato sull\u2019ipotesi di risorse abbondanti e non esauribili.<\/p>\n<p>Il modello di economia circolare, fra l\u2019altro, come quello lineare, interessa sia le attivit\u00e0 economiche di produzione, di tutte le tipologie di imprese, sia quelle di consumo dei singoli agenti economici (consumatore e\/o impresa, rispetto ai fattori produttivi impiegati).<\/p>\n<p>In particolare, rispetto alla quotidianit\u00e0 dei consumatori, vanno segnalate alcune tipiche pratiche di circolarit\u00e0, come lo <em>sharing<\/em> o condivisione, il vuoto a rendere, la raccolta differenziata, circolarit\u00e0 dei consumi, riutilizzo e riparazione, uso delle materie prime seconde, mercati e\/o scambi o baratto dell\u2019usato, il <em>pay per use<\/em> o i servizi al posto di prodotti (<em>product as service<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Quanto si applica la circolarit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Le applicazioni del modello circolare sono ravvisabili in vari settori economici.<\/p>\n<p>Un settore d\u2019interesse \u00e8 quello della produzione di acciaio, tra le pi\u00f9 grandi fonti di emissione di gas serra, soprattutto per il massiccio ricorso all\u2019uso di carbone.<\/p>\n<p>La produzione di plastica vergine \u00e8 pure estremamente impattante in termini di emissione e di scarti.<\/p>\n<p>Il riciclaggio delle plastiche consente una riduzione fino al 90% delle emissioni di CO2 rispetto a quelle dovute alla produzione di nuova plastica.<\/p>\n<p>Secondo il Rapporto sull\u2019economia circolare in Italia\u00a0[3], l\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente propone per lo sviluppo della circolarit\u00e0 nel settore delle plastiche tre azioni: uso pi\u00f9 intelligente per ridurre l\u2019utilizzo di plastiche non necessarie ed eventualmente sostituirle con altri materiali; maggiore circolarit\u00e0, ad esempio promuovendo il riutilizzo, incrementando il riciclaggio, imponendo il reimpiego di plastica riciclata; riduzione della dipendenza da fonti fossili, promuovendo target crescenti di rinnovabilit\u00e0 per i prodotti in bioplastica e aumentando l\u2019informazione al consumatore.<\/p>\n<p>Il settore della moda \u00e8 in modo crescente interessato da una graduale virata verso l\u2019adozione di fibre naturali e di procedure di produzione ispirate alla circolarit\u00e0 e alla riduzione degli sprechi, come pure i settori dell\u2019agricoltura e della zootecnia, quello delle costruzioni e quello della gestione dei rifiuti.<\/p>\n<p>Altri settori da menzionare in cui si sperimenta la circolarit\u00e0 \u00e8 quello vasto delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) (dagli elettrodomestici alle piccole apparecchiature, alle lampade, ai prodotti ICT, ecc.): per esse, va evidenziata la connessione tra digitalizzazione ed economia circolare, quale mezzo strategico di riduzione delle emissioni di CO2, come indicato anche dalla Commissione Europea, che ne stima un contributo alla riduzione di emissioni globali fino a circa il 15%.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro, in accordo con il <em>Circularity Gap Report 2021<\/em>\u00a0[4], ci sono ben 21 misure di circolarit\u00e0 che avrebbero la capacit\u00e0 di tagliare ben il 39% delle emissioni globali generate da categorie definite \u201cbisogni della societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Questi ultimi sono individuati come:<\/p>\n<ul>\n<li>bisogno sociale di abitazioni (adozione di soluzioni abitative naturali, bioedilizia, efficientamento energetico, materiale da costruzione circolari, ecc.)<\/li>\n<li>bisogno sociale di nutrizione (produzione sostenibile di cibo, riduzione degli eccessi di cibo, dieta salutare, cucine alimentate da fonti energetiche pulite);<\/li>\n<li>bisogno di trasporti (riduzione dei viaggi complessivi, condivisione viaggi, <em>smartworking, hub<\/em> regionali, ecc.)<\/li>\n<li>bisogno dei beni di consumo (beni senza prodotti chimici e circolari, progettazione e utilizzo efficienti dei prodotti di consumo)<\/li>\n<li>bisogno sociale di salute e comunicazione (sistema sanitario circolare, investimenti su attrezzature di lunga durata con manutenzioni preventive e programmate).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In ambito aziendale, molte organizzazioni stanno rivendendo la loro struttura alla luce della <em>Corporate Social Responsibility<\/em> (CSR) o Responsabilit\u00e0 Sociale d\u2019Impresa (RSI), affine alla logica della circolarit\u00e0, giacch\u00e9 si tratta della &lt;&lt;<em>integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali e ambientali delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate<\/em>&gt;&gt; [5].<\/p>\n<p><strong>Misurare la circolarit\u00e0. Alcuni dati<\/strong><\/p>\n<p>La misurazione della circolarit\u00e0 pu\u00f2 essere utile come reporting interno alle aziende, specialmente se diretta a quantificare la capacit\u00e0 di riciclo dei materiali in uso, sia per analisi complessive dei settori economici.<\/p>\n<p>Nel primo caso si ricorre ad indicatori specifici come quello di durabilit\u00e0, di sostenibilit\u00e0 energetica, di sostenibilit\u00e0 di approvvigionamento, di scomponibilit\u00e0, di riciclaggio, di gestione dei rifiuti.<\/p>\n<p>I macroindicatori, invece, possono riguardare tanto singoli settori economici, quanto intere economie.<\/p>\n<p>Si riporta all\u2019attenzione l\u2019indicatore di performance sull\u2019economia circolare, costruito in base alla somma dei punteggi attribuiti a vari set di indici, associati a diverse dimensioni dell\u2019economia circolare (produzione, consumo, gestione circolare dei rifiuti, investimenti e occupazione nel riciclo, riparazione e riutilizzo).<\/p>\n<p>I set di indicatori cos\u00ec costruiti sono stati oggetto di comparazione tra cinque economie dell\u2019Unione Europea\u00a0[6], ossia Germania, Francia, Italia, Spagna e la Polonia.<\/p>\n<p>Nel 2021 si conferma, come nel 2020, alla prima posizione l\u2019Italia con 79 punti, seguita dalla Francia a 68, da Germania e Spagna a 65 e dalla Polonia a 54.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del \u201cRapporto SDGs 2020. Informazioni statistiche per l\u2019Agenda 2030 in Italia\u201d\u00a0[7], l\u2019Istat diffonde alcune misure statistiche sulla circolarit\u00e0 basati sul cd. Goal 12 &#8211; garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Esse sono 19, connesse ad 8 indicatori UN-Inter-agency and Expert Group on SDG [8].<\/p>\n<p>Il quadro che si desume da tali indicatori nel 2018 \u00e8 abbastanza eterogeneo: l\u2019Italia, infatti, ha mostrato progressi rispetto al passato per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, ma ancora \u00e8 da migliorare il consumo interno, pro capite e per unit\u00e0 di PIL, come pure la sostenibilit\u00e0 del turismo (in allegato, la tabella n.12 del Rapporto<\/p>\n<p><strong>Circolarit\u00e0 ed economia equo solidale<\/strong><\/p>\n<p>Una tipologia di economia che rientra nella dimensione della circolarit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 \u00e8 quella del <em>fair trade<\/em> o <em>economia equo solidale<\/em>, per anni relegata a mercati di nicchia del consumo e della produzione \u201cconsapevole\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta, infatti, di modelli di consumo e di produzione responsabile, in cui l\u2019etica e la dimensione sociale assumono importanza quanto e pi\u00f9 della logica di profitto.<\/p>\n<p>In sostanza, l\u2019economia equo solidale impone la giusta remunerazione dei fattori produttivi e il riconoscimento dei diritti di tutte le parti contrattuali coinvolte negli scambi: tutti aspetti che in realt\u00e0 dovrebbero essere scontati, ma che non lo sono, specialmente in alcune parti del mondo e per specifici settori economici (come il tessile e l\u2019alimentare), ove la concorrenza di prezzo dirotta verso modelli di produzione e consumo che si reggono spesso su sfruttamento, condizioni di lavoro inappropriate, in casi estremi schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>E\u2019 stato individuato un marchio <em>Fairtrade<\/em>, dalla omonima organizzazione internazionale che ha lo scopo di migliorare le condizioni dei\u00a0produttori agricoli dei Paesi in via di sviluppo, attraverso l\u2019adozione e promozione di standard che possano stabilizzare il reddito di agricoltori e lavoratori.<\/p>\n<p>In particolare, si fa riferimento al cd. \u201c<em>prezzo minimo<\/em>\u201d, che\u00a0gli agricoltori ricevono per i loro prodotti e che non si ribassa mai al di sotto del prezzo di mercato, n\u00e9 dipende dalle speculazioni in borsa. E\u2019 computato da <em>Fairtrade<\/em> in collaborazione con i produttori agricoli, al fine di coprire i costi di produzione in modo sostenibile.<\/p>\n<p>I principi ispiratori del commercio equo solidale non possono prescindere da quelli propri del modello circolare, poich\u00e9 entrambi tarati sulla sostenibilit\u00e0 dei consumi e delle produzioni. Lo dimostra anche l\u2019iniziativa dell\u2019organizzazione mondiale del Commercio Equo e Solidale WFTO , promotrice dell\u2019iniziativa \u201c<em>People and Planet<\/em>\u201d, che ha scopo di dimostrare come il Commercio Equo e Solidale abbia gi\u00e0 intrapreso percorsi orientati all\u2019economia circolare in molte imprese e su diversi prodotti: difatti, molte imprese operanti nell\u2019equo solidale praticano <em>upcycling<\/em>, cio\u00e8 l\u2019utilizzo di materiali di scarto nella creazione di nuovi oggetti di valore maggiore del materiale originale\u00a0[9].<\/p>\n<p>Tale iniziativa \u00e8 coerente con il progetto del <em>WFTO \u2013 World Fair Trade Organisation<\/em>, l\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio Equo e Solidale, di corroborare la relazione tra circuiti di commercio equo solidale e modelli di economia circolare nel prossimo triennio.<\/p>\n<p>Le realt\u00e0 del commercio equo solidale sfruttano molto le reti locali (si pensi ai G.A.S., gruppi di acquisto solidali), dando sostegno e forza ai piccoli produttori e accorciando la filiera e riducendo il trasporto dei prodotti.<\/p>\n<p>Il carattere solidaristico \u00e8 stato fondamentale durante il <em>lockdown<\/em>: molti operatori del settore, infatti, si sono organizzati per attivare \u201cspese solidali\u201d e \u201cspese sospese\u201d per persone sole e\/o indigenti e, per far fronte alla crisi da pandemia, questa fetta di mercato si \u00e8 adeguata sperimentando alternative per garantire ai cittadini anche in quarantena la scelta di prodotti da filiere pulite, dirette, ambientalmente e socialmente sostenibili, nel rispetto del carattere di bottega locale. Per quanto riguarda i fornitori provenienti da altri paesi, durante l\u2019esplosione della pandemia, si \u00e8 comunque cercato di supportarli rifornendo altri rivenditori oppure potenziando il proprio e-commerce.<\/p>\n<p><em>WFTO<\/em> ha attivato la campagna <a href=\"https:\/\/wfto.com\/article\/stayhomelivefair-campaign-goes-live\">#<em>StayHomeLiveFair<\/em><\/a>, a sostegno del movimento internazionale del <em>fair trade<\/em> composito da centinaia di cooperative e aziende che, anche in questa situazione di difficolt\u00e0, continuano a supportare i loro lavoratori, agricoltori, artigiani e comunit\u00e0 (si stima circa un milione di persone in 76 paesi)\u00a0[9].<\/p>\n<p>Il dossier di Altromercato ha evidenziato che durante la pandemia, il commercio equo solidale ha subito notevoli perdite di fatturato soprattutto per beni non di prima necessit\u00e0, per\u00f2 \u00e8 anche vero che nessuno dei fornitori, nonostante il periodo critico, ha annullato ordini: in pratica, \u00e8 emerso tutto il valore solidaristico di questo tipo di economia, nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di resilienza e il valore dell\u2019<em>asset <\/em>relazioni, che pu\u00f2 essere determinante nelle fasi di recessione\u00a0[10].<\/p>\n<p>La rete di relazioni ha permesso di sperimentare buone pratiche di resistenza alla pandemia e per riuscire ad affrontare insieme la difficolt\u00e0, poich\u00e9 tutte le organizzazioni hanno dato sostegno ai propri soci e lavoratori, implementando diverse misure per far fronte all\u2019emergenza, come attivit\u00e0 di prevenzione, formazione, <em>smart working<\/em>, sostegno alimentare e solo il 30% delle organizzazioni ha dichiarato di aver avuto aiuti da realt\u00e0 esterne, mentre l\u201980% ha prestato aiuto alle comunit\u00e0 vicine\u00a0[11].<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 si dovrebbe preferire il modello circolare? Prospettive e possibilit\u00e0 politica e agenda<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019adozione del modello circolare potrebbe essere una scelta pi\u00f9 che auspicabile non solo per i vantaggi che implica, ma pure per le criticit\u00e0 insite nel modello lineare.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo, infatti, induce allo spreco e alla produzione di rifiuti non riciclabili, giacch\u00e9 la sequenza delle fasi \u00e8 produzione\/consumo\/smaltimento rifiuti (di consumo e\/o di produzione), chiaramente incompatibile con la caratteristica di sostenibilit\u00e0 e propulsiva verso l\u2019esauribilit\u00e0 delle risorse.<\/p>\n<p>Nel modello lineare non pu\u00f2 realizzarsi il processo di <em>upcycling<\/em>, per cui la composizione dei materiali di consumo \u00e8 prevalentemente fatta da nutrienti tecnici a nutrienti biologici,\u00a0utilizzabili nei diversi processi produttivi, prima di passare ad estrarre o approvvigionarsi di altre materie prime, <em>ex novo<\/em>; n\u00e9 si ravvede possibilit\u00e0 di realizzare un ciclo vitale del prodotto perpetuo o quasi perpetuo (cio\u00e8, al primo utilizzo, un prodotto esaurisce la sua utilit\u00e0).<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 pi\u00f9 limitata la ciclicit\u00e0 vitale di un prodotto, tanto pi\u00f9 \u00e8 meno sostenibile e soggetta ad obsolescenza, n\u00e9 va trascurato il possibile impatto dell\u2019alta riciclabilit\u00e0 dei prodotti rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti.<\/p>\n<p>Il prodotto \u00e8 cos\u00ec fonte della creazione del valore e i margini di profitto sono basati sulla differenza fra prezzo di mercato e il costo di produzione, mentre in un modello circolare, esso \u00e8 parte integrata ed integrante di un <em>business<\/em> il cui target \u00e8 la fornitura di un servizio e la competizione \u00e8 basata sulla creazione di un valore aggiunto dello stesso servizio o di un prodotto e, dunque, non solo sul valore della sua vendita.<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che un\u2019economia circolare resta ancora poco diffusa su larga scala, anche in ambito pubblico e che la ciclicit\u00e0 del prodotto su lunghi tempi non \u00e8 sempre fattibile, sebbene favorisca la riduzione degli sprechi, il controllo delle risorse e l\u2019attivazione di processi a circuito chiuso, per cui l\u2019economia si mostra meno vulnerabile rispetto a fluttuazioni dei prezzi dei materiali e la curva dei costi tende ad appiattirsi.<\/p>\n<p>Occorrerebbe quindi sensibilizzare sulle possibilit\u00e0 offerte dalla circolarit\u00e0, sia tra l\u2019opinione pubblica sia tra gli operatori economici, pubblici e privati.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione e l\u2019interesse verso il modello circolare dal mondo delle istituzioni \u00e8 crescente e concreto, come testimonia l\u2019iniziativa del <em>Green Deal<\/em> promossa nel 2019 dalla Commissione europea, che propone il ricorso a un nuovo modello di sviluppo imperniato sulla transizione ecologica e sulle sfide climatiche, con l\u2019obiettivo di diventare il primo continente <em>climate-neutral<\/em> entro il 2050 (assenza di generazione di emissioni nette di gas a effetto serra), con una crescita economica dissociata dall&#8217;uso delle risorse e in cui nessuna persona e nessun luogo sia trascurato, col supporto di uno specifico Piano di investimenti (almeno 1.000 miliardi di investimenti, tra risorse pubbliche e private, nell\u2019arco di un decennio)\u00a0[7].<\/p>\n<p>Il\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/files\/communication-european-green-deal_en\"><em>Green Deal<\/em> europeo<\/a>\u00a0si fonda sull\u2019idea di trasformare la crisi generata da emergenze globali in opportunit\u00e0, partendo dal ricorso alla mobilitazione dell&#8217;industria per un&#8217;economia pulita e circolare, anche a beneficio dell\u2019occupazione, giacch\u00e9 l&#8217;economia circolare \u00e8 indicata come grande potenziale per la creazione di nuove attivit\u00e0 e posti di lavoro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che nel piano d&#8217;azione previsto per l&#8217;economia circolare si fa riferimento ad una\u00a0politica per i &#8220;prodotti sostenibili&#8221;, in particolare su settori ad alta intensit\u00e0 di risorse quale tessile, edilizia, elettronica, materie plastiche; alla responsabilizzazione del consumo; al contrasto alle pratiche di <em>green washing<\/em>.<\/p>\n<p>Il rafforzamento della digitalizzazione sar\u00e0 propulsiva e funzionale alla diffusione dell\u2019economia circolare.<\/p>\n<p>La circolarit\u00e0 \u00e8 coerente con il principio del \u201c<em>doing more and better with less<\/em>\u201d e con il <em>Goal<\/em> 12 dell\u2019Agenda 2030, che promuove modelli di Produzione e Consumo Sostenibile (PCS), da realizzarsi attraverso il contributo delle imprese (incoraggiate all\u2019adozione di pratiche sostenibili e alla loro tracciabilit\u00e0), dei cittadini (la cui consapevolezza deve essere incrementata facendo leva sull\u2019informazione in materia di sostenibilit\u00e0 degli stili di vita e di consumo), delle amministrazioni pubbliche (indirizzate a far crescere il <em>Green Public Procurement, GPP<\/em>, e a dare impulso alla fiscalit\u00e0 ambientale).<\/p>\n<p>Con il governo Draghi, il Ministero della Transizione Ecologica si canalizza sulla scia del <em>Green Deal<\/em> europeo, quale risposta alle esigenze di cambiamento dell\u2019economia e della societ\u00e0 rispetto alle crisi ambientali e climatiche, almeno nelle intenzioni: \u00e8 auspicabile che l\u2019operato di tale ministero sia concretamente determinante in un cambio di rotta e non solo in una variazione della denominazione del Ministero dell\u2019Ambiente.<\/p>\n<p>La sua operativit\u00e0, infatti, non pu\u00f2 prescindere dai principi dell\u2019economia circolare, come si desume gi\u00e0 da alcuni degli obiettivi propri dello stesso (sviluppo sostenibile, efficienza energetica ed economia circolare, gestione integrata del ciclo dei rifiuti)\u00a0[12].<\/p>\n<p>Sulla convenienza della transizione al modello circolare \u00e8 opportuno riportare altre due riflessioni.<\/p>\n<p>La progettazione ecocompatibile, la prevenzione e il riutilizzo dei materiali, secondo la Commissione Europea, pu\u00f2 comportare risparmi per le imprese pari a 604 miliardi di euro, oltre che una riduzione delle emissioni totali annue di gas a effetto serra del 2 \u2013 4 % e un effetto positivo sul PIL di quasi l\u20191%\u00a0[8].<\/p>\n<p>Altro dato fondamentale: l\u2019Earth Overshoot Day segna la data per cui, in un anno solare, la domanda da parte della popolazione umana per le risorse e i servizi naturali deve essere rigenerata in quell\u2019anno (indica di fatto quando l\u2019uomo esaurisce le risorse a disposizione in un anno); il deficit segnalato da questa data \u00e8 costituito dal consumo risorse naturali, dallo spreco, dall\u2019accumulo di rifiuti e scarichi, principalmente anidride carbonica.<\/p>\n<p>Il calcolo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> \u00e8 elaborato dal <a href=\"http:\/\/www.footprintnetwork.org\/?__hstc=207509324.32a02b95e75af87f9b8ac70984a22ab8.1601398164767.1601398164767.1601398164767.1&amp;__hssc=207509324.2.1601398164768&amp;__hsfp=1883160227\"><em>Global Footprint Network<\/em><\/a>, organizzazione di ricerca internazionale con scopo di fornire ai decisori pubblici un insieme di strumenti per supportare l\u2019economia ad operare secondo il rispetto dei limiti ecologici della Terra.<\/p>\n<p>Nel 2020 tale data \u00e8 stata individuata nel 22 agosto (ma \u00e8 stata ritardata rispetto agli anni passati per il fermo dovuto alla pandemia Covid-19)\u00a0[13].<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che la pandemia ha svelato tutte le fragilit\u00e0 della societ\u00e0 e dell\u2019economia improntate al modello di sviluppo classico, facendo addivenire ad un giudizio sulla sua incapacit\u00e0 ad essere reattivo e resiliente rispetto a shock inattesi\u00a0[14].<\/p>\n<p>Come evidenzia bene la <em>Fondazione Ellen MacArthur<\/em>, cinque sono i settori chiave su cui investire: edilizia e costruzioni; imballaggi in plastica; mobilit\u00e0; tessile e moda; agricoltura e produzione di cibo poich\u00e9 si mostrano gi\u00e0 pronti per sperimentare la sfida della transizione all\u2019economia circolare, investendo su ottimizzazione dell\u2019uso di risorse, materiali e nutrienti e sulla garanzia che i materiali e le sostanze nutritive possano essere rimesse in circolare per mantenere il loro valore\u00a0[2].<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 forse il momento che il modello socio economico prevalente abbia il coraggio di cambiare e di rendere celere ed effettiva la transizione ad un rinnovato modello di sviluppo, tenendo ben presente che le ragioni del cambiamento sono una necessit\u00e0 pi\u00f9 che un\u2019esigenza solo etica.<\/p>\n<p><em>(A cura di Elvira Ciociano)<\/em><\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[1]<\/td>\n<td>\u00abCircle-economy,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.circle-economy.com\/.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[2]<\/td>\n<td>\u00abELLEN MAC ARTHUR FOUNDATION,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.ellenmacarthurfoundation.org\/our-story\/mission.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[3]<\/td>\n<td>Circular Economy Network, \u00abRAPPORTO SULL\u2019ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA,\u00bb 2021. [Online]. Available: https:\/\/circulareconomynetwork.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/3%C2%B0-Rapporto-economia-circolare_CEN.pdf.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[4]<\/td>\n<td>Circle Economy, \u00abCircularity Gap Report 2021,\u00bb 2021. [Online]. Available: https:\/\/www.circularity-gap.world\/2021#downloads.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[5]<\/td>\n<td>Commissione Europea, \u00abLIBRO VERDE &#8211; Promuovere un quadro europeo per la responsabilit\u00e0 sociale delle imprese,\u00bb Bruxelles, 2001.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[6]<\/td>\n<td>C. E. Network, \u00abRAPPORTO SULL\u2019ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA,\u00bb 2021. [Online]. Available: https:\/\/circulareconomynetwork.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/3%C2%B0-Rapporto-economia-circolare_CEN.pdf.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[7]<\/td>\n<td>ISTAT, \u00abRAPPORTO SDGS 2020. INFORMAZIONI STATISTICHE PER L&#8217;AGENDA 2030 IN ITALIA,\u00bb 2020.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[8]<\/td>\n<td>Commissione Europea, \u00abGreen Deal Europeo,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/european-green-deal_it.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[9]<\/td>\n<td>\u00abEquogarantito,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.equogarantito.org\/fair-trade-ed-economia-circolare-insieme-per-il-pianeta-e-le-persone\/.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[10]<\/td>\n<td>M. Acanfora, \u00abL\u2019impatto della Covid-19 sui produttori del commercio \u201cequo e solidale\u201d,\u00bb <em>Micromega, <\/em>2021.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[11]<\/td>\n<td>\u00abCommercio equo, l&#8217;impatto del Covid: soffre l&#8217;artigianato, riparte chi produce alimenti,\u00bb <em>https:\/\/www.redattoresociale.it, <\/em>2020.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[12]<\/td>\n<td>\u00abSito del Ministero della Transizione Ecologica,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.minambiente.it\/.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[13]<\/td>\n<td>[Online]. Available: https:\/\/www.overshootday.org\/.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"1%\">[14]<\/td>\n<td>\u00abEconomia circolare e Covid 19,\u00bb [Online]. Available: https:\/\/www.snpambiente.it\/2021\/02\/04\/economia-circolare-e-covid-19\/.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il calcolo si basa sulla biocapacit\u00e0 del pianeta in un anno (ammontare delle risorse naturali che la Terra \u00e8 in grado di generare per quell\u2019anno) diviso l\u2019Impronta Ecologica dell\u2019uomo (<em>Humanity\u2019s Ecological Footprint<\/em>), moltiplicando tale rapporto per 365 giorni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Picture-1.png\">Elenco delle misure statistiche diffuse dall\u2019Istat, tassonomia rispetto agli indicatori SDG e variazioni rispetto a 10 anni prima e all\u2019anno precedente (fonte: Rapporto SDGs 2020. Informazioni statistiche per l\u2019Agenda 2030 in Italia).<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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