{"id":9440,"date":"2021-07-31T17:45:15","date_gmt":"2021-07-31T15:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9440"},"modified":"2021-07-31T17:45:15","modified_gmt":"2021-07-31T15:45:15","slug":"lindetraibilita-delliva-nelle-fatture-per-operazioni-inesistenti-in-reverse-charge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lindetraibilita-delliva-nelle-fatture-per-operazioni-inesistenti-in-reverse-charge\/","title":{"rendered":"L&#8217;indetraibilit\u00e0 dell&#8217;IVA nelle fatture per operazioni inesistenti in \u201creverse charge\u201d"},"content":{"rendered":"<p>La Suprema Corte di Cassazione a fine anno \u00e8 stata nuovamente chiamata ad esprimersi in relazione alla detraibilit\u00e0 dell\u2019IVA relativa a fatture per operazioni inesistenti, emesse in inversione contabile.<\/p>\n<p>Con ordinanza n. 21706 del 08 ottobre 2020, gli ermellini hanno ribadito che il diritto del contribuente alla relativa detrazione costituisce principio fondamentale del sistema comune europeo\u00a0 e non \u00e8 suscettibile, in linea di principio, di limitazioni. Conseguentemente l\u2019Amministrazione finanziaria, ove ritenga che il diritto debba essere negato attenendo la fatturazione ad operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, deve provare che le operazioni non sono state effettuate o, nella seconda ipotesi, che il contribuente, al momento in cui acquist\u00f2 il bene od il servizio, sapeva o avrebbe dovuto sapere dell\u2019inesistenza soggettiva.<\/p>\n<p>In relazione alle fatture ricevute in \u201creverse charge\u201d, il committente o cessionario riceve tale fattura senza indicazione dell\u2019Iva a debito e la integra con l\u2019indicazione dell\u2019aliquota e della relativa imposta, provvedendo ad annotarla sia nel registro delle fatture emesse, sia in quello degli acquisti. Pertanto, in condizioni normali, in cui il soggetto ha pieno diritto alla detrazione, l\u2019IVA si elide. Con l\u2019inversione contabile le due posizioni, debitorie e creditorie, nascono in capo al \u201cmedesimo soggetto\u201d (committente), elidendosi a vicenda, ed esonerando in tal modo il soggetto passivo dalla materiale anticipazione monetaria. Se, invece, vi \u00e8 una situazione di limitazione al diritto alla detrazione, al debito si accompagner\u00e0 un credito limitato o nullo, determinando un obbligo di versamento della differenza. In tal modo, al posto del cedente sar\u00e0 il cessionario, se soggetto passivo di imposta nel territorio dello Stato, ad essere obbligato all\u2019assolvimento dell\u2019imposta.<\/p>\n<p>I giudici sottolineano che: <em>\u201cNel caso di operazioni inesistenti in regime di inversione contabile, il cessionario \u00e8 l\u2019effettivo soggetto d\u2019imposta e l\u2019IVA integrata a debito sulle fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti \u00e8 dovuta, in base al principio comunitario di cui all\u2019articolo 28 octies, anche quando si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura. Ci\u00f2, dunque,\u00a0incide sul destinatario della fattura medesima che non pu\u00f2 esercitare il diritto alla detrazione dell\u2019imposta mancando il suo presupposto, ossia la corrispondenza anche soggettiva dell\u2019operazione fatturata con quella in concreto realizzata. Infatti, \u201cla presentazione di false fatture [\u2026] alla pari di qualsiasi altra alterazione di prove, \u00e8 [\u2026] atta a compromettere il funzionamento del sistema comune dell\u2019Iva\u201d e \u201cil diritto dell\u2019unione e non impedisce agli Stati membri di considerare l\u2019emissione di fatture irregolari alla stregua di una frode fiscale e di negare l\u2019esenzione in una siffatta ipotesi\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>Pertanto,\u00a0nel caso in cui l\u2019iva sia stata detratta dalla cessionaria con il regime domestico di inversione contabile, a fronte di frode con fatture emesse da cartiere per operazioni soggettivamente inesistenti, non pu\u00f2 trovare applicazione il pi\u00f9 generale principio secondo cui il diritto alla detrazione non pu\u00f2 essere negato nei casi in cui l\u2019operatore nazionale non ha applicato \u2013 o non ha applicato correttamente \u2013 la procedura dell\u2019inversione contabile senza violazione dei requisiti sostanziali<strong>\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La Cassazione, con l\u2019ordinanza n. 19652 del 21 settembre 2020, ha ribadito che il destinatario\u00a0 di una fattura in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, relativa ad operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, \u201c<em>non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 esercitare\u00a0 il\u00a0\u00a0 diritto\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 detrazione dell&#8217;imposta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019ordinanza si legge: <em>\u201cquanto al rilievo sull\u2019applicazione del regime dell\u2019inversione contabile, poi, la questione investe un profilo in diritto, ossia il regime di detraibilit\u00e0 in caso di autofatturazione di operazioni inesistenti, che integra un posterius logico e giuridico rispetto alla valutazione della loro natura, la cui contestazione ha, dunque, carattere pregiudiziale ed impedisce il formarsi del giudicato. Giova osservare, infatti, che nel caso di operazioni inesistenti in regime d\u2019inversione contabile, il cessionario \u00e8 l\u2019effettivo soggetto d\u2019imposta e l\u2019Iva integrata a debito sulle fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti \u00e8 dovuta, in base al principio comunitario di cui alla Dir. n. 1977\/388\/CE, art. 28-octies, par. 1, lett. d), (ora Dir. n. 2006\/112\/CE, art. 203), anche quando si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura. Ci\u00f2 incide \u2013 per il combinato disposto del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 21, comma 7, art. 19, comma 1, e art. 26, comma 3, \u2013 sul destinatario della fattura medesima che non pu\u00f2 esercitare il diritto alla detrazione dell\u2019imposta mancando il suo presupposto, ovverosia la corrispondenza, anche solo soggettiva (e, a maggior ragione, se oggettiva) dell\u2019operazione fatturata con quella in concreto realizzata\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Risulta opportuno ricordare che gi\u00e0 in precedenza la Cassazione si era espressa, ad esempio con l\u2019ordinanza n. 2862 del 31 gennaio 2019, nella quale aveva confermato che il destinatario\u00a0 di una fattura in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, relativa ad operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, \u201c<em>non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 esercitare\u00a0 il\u00a0 \u00a0diritto\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 detrazione dell&#8217;imposta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Infatti, nel caso\u00a0 di\u00a0 operazioni\u00a0 inesistenti\u00a0 in\u00a0 regime\u00a0 d&#8217;inversione contabile, il committente \u00e8 l&#8217;effettivo soggetto d&#8217;imposta e l&#8217;IVA integrata a debito sulle fatture emesse a fronte di operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti\u00a0 \u00e8\u00a0 dovuta, in base al principio comunitario di cui all&#8217;art. 28-octies, anche quando\u00a0 si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura. Conseguentemente, il cessionario non pu\u00f2 esercitare\u00a0 il\u00a0 diritto\u00a0 alla\u00a0 detrazione\u00a0 dell&#8217;imposta\u00a0 mancando\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 suo presupposto, ovverosia la corrispondenza\u00a0 anche\u00a0 soggettiva dell&#8217;operazione fatturata con quella in concreto realizzata, per il combinato disposto dall&#8217;art. 21, comma 7, art. 19, comma 1 e art. 26, comma 3 del DPR 633\/1972.<\/p>\n<p>La Suprema Corte ha evidenziato che non viene in rilievo la mera\u00a0 inosservanza\u00a0 di\u00a0 obblighi contabili,\u00a0 ma la totale assenza\u00a0 dei\u00a0 presupposti sostanziali suscettibili di dar fondamento al diritto alla detrazione, e ci\u00f2 a fronte dell&#8217;esistenza dell&#8217;obbligo di corrispondere l&#8217;imposta\u00a0 portata\u00a0 in fattura.<\/p>\n<p>La questione analizzata si riferiva alla cessione di rottami, constatata come operazione inesistente.\u00a0 La disciplina nazionale per il commercio dei rottami prevede che la\u00a0 fattura\u00a0 sia\u00a0 emessa\u00a0 dal\u00a0 cedente\u00a0 senza\u00a0 addebito d&#8217;imposta, con l&#8217;osservanza delle disposizioni di cui al D.P.R. n.\u00a0 633\u00a0 del 1972, <a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=003116\">art. 21<\/a> e s.s., e con l&#8217;indicazione di cui all&#8217;art. 74, comma\u00a0 8,\u00a0 che si tratta di operazione con Iva non addebitata in via di rivalsa; la fattura \u00e8 quindi integrata dal cessionario, che diviene soggetto passivo\u00a0 d&#8217;imposta, con l&#8217;indicazione dell&#8217;aliquota e della imposta\u00a0 stessa,\u00a0 per\u00a0 essere,\u00a0 poi, registrata nel registro delle vendite\u00a0 dal\u00a0 cessionario,\u00a0 che\u00a0 in\u00a0 tal\u00a0 modo assolve l&#8217;obbligo di\u00a0 pagamento\u00a0 del\u00a0 tributo,\u00a0 detratto\u00a0 con\u00a0 la\u00a0 parallela annotazione\u00a0 nel\u00a0 registro\u00a0 degli\u00a0 acquisti;\u00a0\u00a0 trattandosi\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 operazione imponibile, inoltre, il cedente conserva il diritto all&#8217;ordinaria detrazione dell&#8217;imposta relativa agli acquisti inerenti.<\/p>\n<p>Nella\u00a0 vicenda\u00a0 esaminata dai giudici ermellini,\u00a0 non\u00a0 \u00e8\u00a0 contestato\u00a0 che\u00a0 la\u00a0\u00a0 societ\u00e0 contribuente abbia regolarmente\u00a0 effettuato\u00a0 l&#8217;inversione\u00a0 contabile\u00a0 a\u00a0 suo carico e reso neutrali le operazioni; rileva, invece, che\u00a0 dette\u00a0 operazioni siano\u00a0 state\u00a0 ritenute\u00a0 soggettivamente inesistenti.<\/p>\n<p>La Corte di Giustizia su tale problematica\u00a0 ha\u00a0 precisato che &#8220;<em>la presentazione di false fatture o di false dichiarazioni,\u00a0 alla\u00a0 pari di qualsiasi altra alterazione di prove, \u00e8 idonea ad impedire la riscossione dell&#8217;importo esatto dell&#8217;imposta e, pertanto, \u00e8 atta a compromettere il buon funzionamento\u00a0 del\u00a0 sistema\u00a0 comune\u00a0 dell&#8217;IVA<\/em>&#8221;\u00a0 e\u00a0 &#8220;<em>pertanto,\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 diritto dell&#8217;Unione non impedisce agli Stati membri di\u00a0 considerare\u00a0 l&#8217;emissione\u00a0 di fatture irregolari alla stregua di una frode fiscale e di negare l&#8217;esenzione in una siffatta ipotesi<\/em>&#8221; (sentenza, 7 dicembre 2010, in C-285\/09, R.,\u00a0 punti 48 e 49);<\/p>\n<p>I giudici europei, con la sentenza 11 dicembre 2014, in C-590\/13, \u201c<em>Idexx Laboratoires Italia<\/em>\u201d,\u00a0 hanno statuito che gli artt. 18, paragrafo 1, lettera d),\u00a0 e\u00a0 22\u00a0 della\u00a0 direttiva 77\/388\/CEE, come modificati, devono essere interpretati nel senso\u00a0 che\u00a0 tali disposizioni dettano requisiti formali\u00a0 del\u00a0 diritto\u00a0 a\u00a0 detrazione\u00a0 la\u00a0 cui mancata osservanza, &#8220;<em>in circostanze come\u00a0 quelle\u00a0 oggetto\u00a0 del\u00a0 procedimento principale<\/em>&#8220;, non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 determinare\u00a0 la\u00a0 perdita\u00a0 del\u00a0 diritto\u00a0 medesimo\u00a0 ove sussistano i requisiti sostanziali del diritto a detrazione che sono\u00a0 quelli che stabiliscono il fondamento stesso e l&#8217;estensione\u00a0 del\u00a0 diritto,\u00a0 la\u00a0 sua insorgenza, (punto 41 sentenza \u201c<em>Idexx<\/em>\u201d), e consistono nelle\u00a0 circostanze che gli\u00a0 acquisti\u00a0 siano\u00a0 stati\u00a0 effettuati\u00a0 da\u00a0 un\u00a0 soggetto\u00a0 passivo,\u00a0 che quest&#8217;ultimo sia parimenti debitore dell&#8217;Iva attinente a tali acquisti e che i beni di cui trattasi\u00a0 siano\u00a0 utilizzati\u00a0 ai\u00a0 fini\u00a0 di\u00a0 proprie\u00a0 operazioni imponibili (punto 43).<\/p>\n<p>La Cassazione ha ritenuto che le fatture oggettivamente o soggettivamente inesistenti, non sono carenti dei presupposti formali ma risultano prive dei presupposti sostanziali.<\/p>\n<p>Risulta opportuno ricordare che tale conclusione \u00e8 frutto di un orientamento\u00a0 giurisprudenziale\u00a0 sia domestico sia unionale, vedasi sentenza n. 958 del 17 gennaio 2018\u00a0 della Cassazione Civile, Sez. V.\u00a0 In quest\u2019ultima sentenza i giudici hanno altres\u00ec precisato che non possono trovare applicazione<em> \u201c<\/em><em>i pi\u00f9 favorevoli trattamenti fiscali\u00a0 e\u00a0 sanzionatori\u00a0 previsti dal D.Lgs. n. 471 del 1997, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=020482\"><em>art. 6<\/em><\/a><em>, comma 9, 9-bis.1, \u00a09-bis.2,\u00a0 e\u00a0 9-bis.3, introdotti dal D.Lgs. n. 158 del 2015, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=496763\"><em>art. 15<\/em><\/a><em>\u00a0 posto\u00a0 che\u00a0 alle\u00a0 operazioni imponibili soggettivamente inesistenti fa\u00a0 riferimento\u00a0 soltanto\u00a0 il\u00a0 citato comma 9-bis.3 che prevede che siano espunti in sede di accertamento\u00a0 sia\u00a0 il debito che la\u00a0 detrazione\u00a0 computate\u00a0 nelle\u00a0 liquidazioni\u00a0 dell&#8217;imposta\u00a0 dal cessionario o committente che applica l&#8217;inversione contabile\u00a0 ma\u00a0 solo\u00a0 \u2018per operazioni esenti, non\u00a0 imponibili\u00a0 o\u00a0 comunque\u00a0 non\u00a0 soggette\u00a0 a\u00a0 imposta\u2019. Quindi, tali favorevoli trattamenti \u2018non trovano applicazione\u00a0 nel\u00a0 caso\u00a0 di operazioni\u00a0 imponibili\u00a0 soggettivamente\u00a0 inesistenti\u00a0 ancorch\u00e9\u00a0 regolate\u00a0 in regime domestico d&#8217;inversione contabile\u2019\u201d . <\/em>Stessa interpretazione \u00e8 stata espressa con sentenza n. 16679 del 9 agosto 2016\u00a0 della Cassazione Civile, Sez. V. Risulta opportuno sottolineare che in quest\u2019ultima sentenza i supremi giudici hanno precisato che<em>: \u201c<\/em><em>[\u2026] il D.Lgs. n. 471 del 1997, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=020482\"><em>art. 6<\/em><\/a><em>, comma 9 bis, n. 3,\u00a0 introdotto\u00a0 dal decreto di riforma del sistema sanzionatorio tributario (D.Lgs. n.\u00a0 158\u00a0 del 2015, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=496763\"><em>art. 15<\/em><\/a><em>), prima stabilisce: \u2018Se il cessionario o\u00a0 committente\u00a0 applica l&#8217;inversione contabile per operazioni esenti, non imponibili o comunque\u00a0 non soggette a imposta, in sede di accertamento devono\u00a0 essere\u00a0 espunti\u00a0 sia\u00a0 il debito computato da tale soggetto nelle\u00a0 liquidazioni\u00a0 dell&#8217;imposta\u00a0 che\u00a0 la detrazione operata nelle liquidazioni anzidette, fermo restando\u00a0 il\u00a0 diritto del medesimo soggetto a recuperare l&#8217;imposta eventualmente non\u00a0 detratta\u00a0 ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=003121\"><em>art. 26<\/em><\/a><em>, comma 3, e del D.Lgs.\u00a0 31 dicembre 1992, n. 546, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=013275\"><em>art. 21<\/em><\/a><em>, comma 2\u2019. Poi aggiunge: \u2018La disposizione\u00a0 si applica anche nei casi di operazioni\u00a0 inesistenti,\u00a0 ma\u00a0 trova\u00a0 in\u00a0 tal\u00a0 caso applicazione la sanzione amministrativa compresa tra il cinque\u00a0 e\u00a0 il\u00a0 dieci per cento dell&#8217;imponibile, con un minimo di 1.000 Euro\u2019.\u00a0 Il\u00a0 che\u00a0 significa che devono essere espunti sia il debito computato che la detrazione\u00a0 operata nelle liquidazioni dell&#8217;imposta anche nei casi di operazioni inesistenti che siano astrattamente \u2018esenti,\u00a0 non\u00a0 imponibili\u00a0 o\u00a0 comunque\u00a0 non\u00a0 soggette\u00a0 a imposta e che\u00a0 siano\u00a0 regolate\u00a0 dal\u00a0 cessionario\u00a0 coll&#8217;inversione\u00a0 contabile interna\u2019.\u00a0 Per\u00a0 l&#8217;insidiosit\u00e0\u00a0 che\u00a0 verosimilmente\u00a0 si\u00a0 ritiene\u00a0\u00a0 che\u00a0\u00a0 tale fattispecie rivesta, trova solo in tale ultimo caso applicazione la sanzione amministrativa tra il cinque e il dieci per cento\u00a0 dell&#8217;imponibile\u00a0 (con\u00a0 un minimo di mille Euro).\u00a0 Dunque,\u00a0 i\u00a0 pi\u00f9\u00a0 favorevoli\u00a0 trattamenti\u00a0 fiscali\u00a0 e sanzionatori introdotti dal comma 9 bis, n. 3, non trovano applicazione\u00a0 nel caso di operazioni imponibili soggettivamente inesistenti ancorch\u00e9\u00a0 regolate in regime domestico d&#8217;inversione\u00a0 contabile.\u00a0 La\u00a0 diversa\u00a0 conclusione,\u00a0 che potrebbe essere desunta dal non chiaro tenore della\u00a0 relazione\u00a0 illustrativa laddove si parla di &#8220;procedura&#8221;, non rileva poich\u00e9 ogni testo normativo deve essere interpretato secondo il\u00a0 suo\u00a0 contenuto\u00a0 obiettivo\u00a0 mentre\u00a0 i\u00a0 lavori preparatori non costituiscono elemento decisivo per la\u00a0 sua\u00a0 interpretazione (Cass. 1654\/1962). Non rileva neppure la recentissima modifica\u00a0 dell&#8217;art.\u00a0 21,\u00a0 comma\u00a0 7, D.Iva:\u00a0 \u2018Se\u00a0 il\u00a0 cedente\u00a0 o\u00a0 prestatore\u00a0 emette\u00a0\u00a0 fattura\u00a0\u00a0 per\u00a0\u00a0 operazioni inesistenti, ovvero se indica nella fattura i corrispettivi delle operazioni o le imposte relative in misura superiore a quella reale, l&#8217;imposta \u00e8 dovuta per l&#8217;intero ammontare indicato\u00a0 o\u00a0 corrispondente\u00a0 alle\u00a0 indicazioni\u00a0 della fattura\u2019. Si tratta di disposizione che, introdotta dal D.Lgs.\u00a0 n.\u00a0 158\u00a0 del 2015, <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=496781\"><em>art. 31<\/em><\/a><em>,\u00a0 \u00e8\u00a0 applicabile\u00a0 dal\u00a0 primo \u00a0gennaio 2016 sempre\u00a0 ai\u00a0 sensi dell&#8217;art. 32, comma 1 (mod. L. n. 208 del\u00a0 2015,\u00a0 <\/em><a href=\"http:\/\/home.ilfisco.it\/perl\/fol-new.pl?log-ssckey=b4b4f08032f0f569bea30bf8b8abcfc4-065;log-ckey=%40agentra;cmd-doc=505632\"><em>art.\u00a0 1<\/em><\/a><em>,\u00a0 comma\u00a0 133).\u00a0 La relazione illustrativa afferma che la modifica opera\u00a0 \u2018al\u00a0 fine\u00a0 di\u00a0 rendere chiaro che la relativa prescrizione non riguarda le\u00a0 ipotesi\u00a0 di\u00a0 operazioni soggette a reverse charge\u2019. Ci\u00f2 tocca, per\u00f2,\u00a0 unicamente\u00a0 la\u00a0 posizione\u00a0 del cedente verso il fisco\u00a0 e\u00a0 non\u00a0 quella\u00a0 del\u00a0 cessionario\u00a0 il\u00a0 quale\u00a0 per\u00a0 le operazioni\u00a0 inesistenti,\u00a0 anche\u00a0 se\u00a0 solo\u00a0 soggettivamente,\u00a0 ma\u00a0 pur\u00a0 sempre imponibili perde comunque il diritto di detrazione per effetto del combinato disposto dell&#8217;art. 19, comma 1, e dell&#8217;art. 26, comma 3 D.Iva<\/em>.<em>\u201d<\/em><\/p>\n<p>Al riguardo, risulta opportuno sottolineare che la rivista online dell\u2019Agenzia delle Entrate, il 30 settembre 2020, ha pubblicato l\u2019 \u201c<em>avviso ai litiganti<\/em>\u201d dal titolo \u201c<em>Niente operazione niente detrazione per il destinatario del reverse charge<\/em>\u201d.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>In conclusione, considerando che:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019orientamento giurisprudenziale consolidato della Suprema Corte di Cassazione, in riferimento a fatture in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, per operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, evidenzia che tali fatture non sono carenti dei presupposti formali ma risultano prive dei presupposti sostanziali;<\/li>\n<li>nell\u2019 \u201c<em>avviso ai litiganti<\/em>\u201d della rivista online dell\u2019Agenzia delle Entrate, si legge che in relazione a fatture per operazioni inesistenti in inversione contabile \u201c<em>l\u2019imposta \u00e8 dovuta e mancandone il presupposto non pu\u00f2 essere esercitato il diritto al recupero dell\u2019imposta<\/em>\u201d;<\/li>\n<\/ul>\n<p>sembrerebbe che il destinatario\u00a0 di una fattura in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, relativa ad operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, \u201c<em>non\u00a0 possa\u00a0 esercitare\u00a0 il\u00a0\u00a0 diritto\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 detrazione dell&#8217;imposta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>(A cura di Marco Cardillo)<\/em><\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.fiscooggi.it\/rubrica\/avviso-ai-litiganti\/articolo\/niente-operazione-niente-detrazione-destinatario-del-reverse\">FiscoOggi.it &#8211; Niente operazione niente detrazione per il destinatario del reverse charge<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. In tal caso provvederemo prontamente alla rimozione.<br \/>\nSeguici anche su <strong><a href=\"https:\/\/t.me\/economiaedirittonews\">Telegram<\/a><\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/economiaediritto-it\"><strong>LinkedIn<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/economiaediritto\/\">Facebook<\/a><\/strong>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Suprema Corte di Cassazione a fine anno \u00e8 stata nuovamente chiamata ad esprimersi in relazione alla detraibilit\u00e0 dell\u2019IVA relativa a fatture per operazioni inesistenti, emesse in inversione contabile. Con <\/p>\n","protected":false},"author":343,"featured_media":9441,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[793,19,1742,21,2475,2,38,22,33,36,12,37,5,2529,1,2297,50,732,781,6,719],"tags":[],"class_list":["post-9440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alta-formazione-2","category-altri-esperti","category-autori","category-avvocati","category-case-studies","category-centro-studi-economia-e-diritto-ce-s-e-d","category-rassegna-di-giurisprudenza-civile","category-civilisti","category-diritto-tributario","category-fiscalisti","category-rubriche-interdisciplinari","category-rassegna-di-giurisprudenza","category-fascicoli","category-n-099-07-2021","category-news","category-notizie","category-rassegna-di-prassi","category-prassi-tributaria","category-professionisti","category-network-ed","category-rassegna-di-giurisprudenza-tributaria"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/20190626101750.iva_.png.jpeg?fit=1920%2C1004&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2sg","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/343"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9440"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9443,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9440\/revisions\/9443"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9441"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}