{"id":9455,"date":"2021-09-18T11:15:02","date_gmt":"2021-09-18T09:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9455"},"modified":"2021-09-18T12:50:25","modified_gmt":"2021-09-18T10:50:25","slug":"covid-e-diseguaglianze-nella-societa-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/covid-e-diseguaglianze-nella-societa-contemporanea\/","title":{"rendered":"Covid e diseguaglianze nella societ\u00e0 contemporanea"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Abstract<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sono molteplici gli aspetti del rapporto tra pandemia e diseguaglianze. E ad essere colpite maggiormente sono le donne<\/p>\n<p><strong>La diseguaglianza sociale<\/strong><\/p>\n<p>Il termine disuguaglianza identifica le differenze dei livelli di benessere derivanti principalmente dalle disparit\u00e0 nel livello dei redditi, dei consumi, nell\u2019accesso all\u2019assistenza sanitaria, nell\u2019istruzione e nella speranza di vita. La pandemia \u00e8 al medesimo tempo un rivelatore ed un fattore di diseguaglianza, destinato ad amplificarla a livello globale, nazionale e locale<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.\u00a0 La pandemia sta mostrando con grande evidenza come la divisione in classi esista e si esplichi in varie forme e gradi, a partire dalla possibilit\u00e0 o meno di lavorare dal proprio salotto senza incorrere nel rischio di perdere lavoro, reddito, o di contrarre malattie.<\/p>\n<p><strong><em>Il virus della diseguaglianza: ricchi e poveri<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le mille persone pi\u00f9\u00a0ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite che avevano accumulato per l&#8217;emergenza Covid-19, mentre i pi\u00f9\u00a0poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze economiche della pandemia potrebbero impiegare pi\u00f9\u00a0di 10 anni.<\/p>\n<p><strong>Nel mondo i 10 uomini pi\u00f9\u00a0ricchi hanno visto la loro ricchezza aumentare di 540 miliardi di dollari dall&#8217;inizio della pandemia<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/strong>: si tratta di una somma che sarebbe pi\u00f9\u00a0che sufficiente a pagare il vaccino per tutti gli abitanti del pianeta e ad assicurare che nessuno cada in povert\u00e0\u00a0a causa del virus. <strong>\u00a0Basti pensare che il valore netto del patrimonio di Jeff Bezos<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, imprenditore statunitense e fondatore di Amazon,\u00a0\u00e8\u00a0aumentato di 78,2 miliardi di dollari<\/strong>. . Gi\u00e0 prima che il virus colpisse, la met\u00e0 dei lavoratori nei Paesi pi\u00f9 vulnerabili versava in condizione di povert\u00e0 e i tre quarti della forza lavoro non godeva di alcuna forma di protezione sociale, come l\u2019indennit\u00e0 di malattia e i sussidi di disoccupazione. Per questi soggetti deboli la ripresa sar\u00e0 ancora pi\u00f9 dura e lenta<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. La pandemia ha colpito molto pi\u00f9 duramente le persone in stato di povert\u00e0 rispetto ai ricchi ed ha avuto effetti particolarmente devastanti sulle donne, la popolazione di colore, gli afro-discendenti, i popoli indigeni e le comunit\u00e0 storicamente emarginate e oppresse in tutto il mondo. Le donne, e in misura maggiore le donne razzializzate, sono pi\u00f9 esposte degli uomini al rischio di perdere il lavoro a causa del coronavirus.<\/p>\n<p>Se i Governi saranno in grado di mettere in campo azioni che riducano la diseguaglianza di due punti percentuali all\u2019anno, potremmo tornare ai livelli pre-crisi entro tre anni e nel 2030 ci saranno 860 milioni di poveri in meno rispetto alla situazione peggiore.<\/p>\n<p><strong>Le donne pi\u00f9 colpite<\/strong><\/p>\n<p>Le donne, ancora una volta, le pi\u00f9\u00a0colpite, scrive Oxfam nel rapporto. &#8220;A livello globale, le donne sono maggiormente impiegate proprio nei settori professionali pi\u00f9\u00a0duramente colpiti dalla pandemia. Se il livello di occupazione tra uomini e donne fosse uguale in questi settori, 112 milioni<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> di donne non correrebbero pi\u00f9\u00a0il rischio di perdere il proprio lavoro e quindi il proprio reddito. Ci\u00f2\u00a0\u00e8\u00a0evidente in Medioriente e Africa del nord, dove le donne rappresentano solo il 20% della forza lavoro ma le perdite di posti di lavoro dovute al Covid-19, secondo le stime, incideranno sull&#8217;occupazione femminile per il 40%&#8221;.<\/p>\n<p>In generale, le donne<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> rappresentano oltre il 70% della forza lavoro impiegata in professioni sanitarie o lavori sociali e di cura. Questo le espone a maggiori rischi in tempo di pandemia &#8211; sanitari ma anche collegati alla tutela del reddito. In Italia oggi un&#8217;infermiera dovrebbe lavorare 127 anni per guadagnare quanto un amministratore delegato di una grande azienda in un anno.<\/p>\n<p><strong>Covid e violenze di genere<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019insorgere dell\u2019emergenza epidemiologica da Covid 19 nei primi mesi del 2020, i media e i servizi specializzati hanno fin da subito iniziato a parlare di un probabile futuro aumento dei casi di violenza contro le donne tra le mura domestiche a causa del maggior rischio di violenza dovuto al confinamento forzato (<em>lockdown<\/em>) e alle difficolt\u00e0 per le vittime conviventi con il maltrattante a denunciare e rivolgersi ai servizi di supporto. In particolare, molte donne che svolgevano lavori informali che hanno perso durante la quarantena sono risultate maggiormente esposte, essendo costrette a lunghe permanenze in casa e diventando in misura maggiore economicamente dipendenti dai loro compagni con conseguenti maggiori difficolt\u00e0 a sottrarsi alla violenza.<\/p>\n<p>La violenza domestica gi\u00e0 presuppone la messa in atto ad opera dell\u2019abusante di una vera e propria strategia di controllo, che utilizza elementi strutturali a livello sociale oltre al controllo individuale\u00a0per isolare le donne dalle loro reti e fonti di sostegno esterno, principalmente la famiglia di origine e gli amici. Il\u00a0<em>lockdown<\/em>\u00a0e la quarantena, necessari entrambi per ridurre la diffusione della pandemia, hanno di fatto contribuito ad aumentare ulteriormente l\u2019isolamento delle donne e le loro difficolt\u00e0 ad attivare reti di supporto.<\/p>\n<p>L\u2019aumento dei casi di violenza di genere nel mondo come conseguenza della pandemia \u00e8 stato chiaramente indicato dall\u2019indagine pubblicata da CEPOL nel luglio 2020\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unwomen.org\/-\/media\/headquarters\/attachments\/sections\/library\/publications\/2020\/issue-brief-covid-19-and-ending-violence-against-women-and-girls-en.pdf?la=en&amp;vs=5006\">dalle stesse Nazioni<\/a>\u00a0Unite che hanno definito questo fenomeno \u201cpandemia ombra\u201d proprio per sottolinearne l\u2019impatto devastante. A livello internazionale ed Europeo, sono state fornite raccomandazioni e linee guida per fronteggiare in emergenza le situazioni di violenza, che hanno sottolineato l\u2019esigenza di rafforzare i servizi specializzati di supporto e ospitalit\u00e0 per le donne, sia con riferimento al numero di strutture che alle modalit\u00e0 di lavoro, in primis per quanto concerne la possibilit\u00e0 di operare da remoto, e di favorirne l\u2019accesso attraverso capillari azioni di comunicazione istituzionale e orientamento ai servizi per le vittime. L\u2019attenzione \u00e8 stata posta anche sull\u2019aspetto pi\u00f9 che mai cruciale del lavoro in rete da parte dei servizi specializzati e generali per fronteggiare le particolari criticit\u00e0 che i casi di violenza assumono in una situazione di emergenza sanitaria e sulla necessit\u00e0 di fornire adeguato sostegno economico ai servizi anche per poter operare in sicurezza.<\/p>\n<p>In questo contesto, anche in Italia, l\u2019esplosione dei casi di violenza \u00e8 stato sostanziale. Se si guarda ai dati delle chiamate al numero verde nazionale antiviolenza 1522\u00a0si pu\u00f2, infatti, notare come dal 1\u00b0 marzo al 16 Aprile 2020 ci sia stato un aumento del 73% rispetto allo stesso periodo del 2019 con un aumento delle vittime che hanno chiesto aiuto del 59% rispetto allo scorso anno (ISTAT, 202<\/p>\n<p><strong>Lo smart working<\/strong><\/p>\n<p>In Italia, la recentissima analisi Ministero del Lavoro e Banca d\u2019Italia (2021) relativa alle comunicazioni obbligatorie mostra significative differenze su base territoriale e settoriale, in ragione delle diversa esposizione alla diffusione del virus ed alle misure di lockdown. In questo quadro, la comparazione fra 2019 e 2020 delle attivazioni di rapporti di lavoro (Figura 6), mostra un ampliamento del divario di genere ed una forte penalizzazione della fascia di eta\u0300 15-34 anni, che ha contribuito per oltre la meta\u0300 al calo complessivo dei posti di lavoro creati. La transizione forzata, in periodo di lockdown, allo smart working<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> ha amplificato le diseguaglianze originarie relative alla dotazione di risorse informatiche e relative competenze d\u2019uso. A livello globale, nel 2019, solo il 54% della popolazione mondiale era connessa, con le regioni piu\u0300 povere che presentavano scarsi livelli di penetrazione dei servizi digitali. L\u2019Italia registra, in rapporto ai valori medi europei, una maggiore concentrazione di occupati nella parte bassa delle abilita\u0300 digitali (ISTAT, cit.): nel 2019 il 39% dei lavoratori non ha nessuna o scarsa dimestichezza con le tecnologie digitali, rispetto alla media UE del 31%<\/p>\n<p><strong>Accesso all\u2019 istruzione e diseguaglianze<\/strong><\/p>\n<p>La pandemia ha causato a livello globale la piu\u0300 grande interruzione nella storia dei processi educativi, con un impatto sostanzialmente universale su studenti ed insegnanti di tutti gli ordini e gradi dei sistemi di istruzione e formazione. A meta\u0300 aprile 2020 si stima siano stati interessati dagli effetti della pandemia il 94% degli studenti, pari a 1,58 miliardi di persone (UN, 2020). La capacita\u0300 di dare risposta alla sospensione della didattica a scuola ha una evidente relazione con la diseguaglianza: nel secondo trimestre del 2020 l\u201986% dei bambini in educazione primaria dei Paesi con basso livello di sviluppo risultava privo di risposta educativa, contro il 20% dei Paesi con alto livello<\/p>\n<p><strong>Gli impatti sulla condizione familiare e le nascite<\/strong><\/p>\n<p>Da ultimo, guardando in specifico all\u2019Italia, e\u0300 interessante rileggere quanto visto sul piano della condizione familiare. La chiusura della scuola ha rappresentato un motivo di forte difficolta\u0300 per le famiglie<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[8]<\/a>. Si stima (Dipartimento Politiche per la Famiglia, cit.) che lo shock organizzativo familiare provocato dal lockdown abbia potenzialmente coinvolto almeno 2milioni e 900mila nuclei. 853 mila nuclei con figli in eta\u0300 inferiore a 15 anni vedono l\u2019unico genitore, o entrambi, svolgere professioni che richiedono la presenza sul luogo di lavoro, con elevato disagio da conciliazione. Da valutare saranno inoltre gli impatti sulle nascite. Secondo ISTAT , i 420mila nati in Italia nel 2019 potrebbero scendere a 393 mila nel 2021. La crisi provocata dalla pandemia produrra\u0300 i suoi effetti anche sulle dinamiche di riproduzione sociale delle diseguaglianze collegate alle classi, sia per una diversa esposizione ai rischi, sia per una differente vulnerabilita\u0300 in termini di malattie croniche e di capacita\u0300 di avvantaggiarsi delle cure disponibili<\/p>\n<p><strong>Come reagire per combattere le diseguaglianze?<\/strong><\/p>\n<p>La crisi generata dal Covid-19 offre ai governi di tutto il mondo l\u2019occasione di adottare politiche in grado di promuovere sistemi economici pi\u00f9 equi e inclusivi. Affrontare le cause strutturali della disuguaglianza per Oxfam vuol dire in primo luogo investire nella copertura sanitaria universale e gratuita, nell&#8217;istruzione e in altri servizi pubblici che possono ridurre le disparit\u00e0; promuovere il lavoro dignitoso<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[9]<\/a>, libero dallo sfruttamento anche incentivando modelli di impresa che distribuiscono il valore in modo pi\u00f9 equo tra tutti gli stakeholder e non incentrati sulla mera massimizzazione degli utili per gli azionisti; attuare politiche orientate alla giustizia fiscale; riorientare i nostri modelli di produzione e consumo in modo da porre un freno alla grave crisi climatica. Oggi pi\u00f9 che mai<strong>\u00a0abbiamo bisogno di fronteggiare l\u2019emergenza ma contemporaneamente iniziare ad adottare politiche strutturali in grado di promuovere un nuovo sistema economico che non sia pi\u00f9 a vantaggio solo di pochi, ma di tutti<\/strong>\u00bb. Per affrontare le vulnerabilit\u00e0 crescenti a seguito dell\u2019impatto della pandemia \u00e8 necessario adottare politiche che possano incidere sulle cause strutturali, che alimentano i divari economici e sociali. Gli ambiti di azione sono molteplici.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ammodernamento dei sistemi di protezione dei redditi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[10]<\/a><\/strong>. La crisi che stiamo attraversando rafforza la necessit\u00e0 di un sistema di welfare che distingua fra i rischi di disoccupazione associati all\u2019ordinario andamento del mercato del lavoro, e rischi di disoccupazione straordinari dovuti a gravi crisi sistemiche e che contempli misure di protezione da rischi di disoccupazione ordinaria per i lavoratori autonomi e non standard.<\/li>\n<li><strong>Ridare potere al lavoro<\/strong>: al netto delle misure compensative a carico del welfare state, sono necessari interventi predistributivi, che limitino la svalutazione del fattore lavoro e escludano il ricorso a forme contrattuali atipiche e poco remunerate, anche attraverso l\u2019innalzamento dei salari minimi.<\/li>\n<li><strong>Rafforzare la portata redistributiva del sistema nazionale di imposte e trasferimenti<\/strong>. Sul fronte delle politiche impositive, il carico fiscale va spostato dal lavoro e dai consumi su ricchezza e redditi da capitale.<\/li>\n<li><strong>Investire in un\u2019istruzione pubblica di qualit\u00e0 e nel contrasto alla povert\u00e0 educativa<\/strong>. Va incrementata la spesa pubblica per l\u2019istruzione. Proposte strutturali per contrastare la povert\u00e0 educativa dovrebbero inoltre contemplare: il miglioramento delle strutture scolastiche e una migliore gestione del tempo scuola, un incentivo all\u2019innovazione didattica e pedagogica, il rafforzamento dell\u2019istruzione professionale, la creazione di zone di educazione prioritaria tra le aree a maggior incidenza di abbandono precoce, il potenziamento delle comunit\u00e0 educanti.<\/li>\n<li><strong>Favorire la mobilit\u00e0 intergenerazionale.\u00a0<\/strong>Il grado di istruzione, le condizioni economiche, lo status sociale e occupazionale mostrano in Italia una forte persistenza nel passaggio generazionale. Per favorire maggiore uguaglianza di opportunit\u00e0, va considerata, oltre al miglioramento delle condizioni di accesso all\u2019istruzione di qualit\u00e0, l\u2019opportunit\u00e0 di una dote universale per i giovani e il rafforzamento del grado di concorrenza nei settori meno competitivi in cui il premio di background sociale a parit\u00e0 di istruzione \u00e8 pi\u00f9 persistente.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>(A cura di Valerio Carlesimo)<\/em><\/p>\n<p><strong>RIFERIMENTI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il sole 24 ore, \u201cCinque cose che ci ha insegnato il Covid sulle diseguaglianze\u201d, 10\/09\/2020, Luca Tremolada<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.oxfamitalia.org\"><strong>www.oxfamitalia.org<\/strong><\/a>, \u201cIl virus della diseguaglianza\u201d, 25 gennaio 2021.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.vita.it\"><strong>www.vita.it<\/strong><\/a>, \u201cIl virus della diseguaglianza colpisce con la pandemia\u201d, 25 gennaio 2021, Redazione<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Sna.gov.it, \u201cDiseguaglianza e pandemia\u201d, Scuola Nazionale dell\u2019Amministrazione, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 01\/01\/2021<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Il sole 24 ore, \u201c Covid: per raggiungere la parit\u00e0 di genere ci vorranno 51 anni in pi\u00f9\u201d, 08\/03\/2021, di Letizia Giangulano.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.eni.com\"><strong>www.eni.com<\/strong><\/a>, \u201cDonne e lavoro: la pandemia inasprisce le diseguaglianze\u201d, Eni datalab<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.huffingtompost.it\"><strong>www.huffingtompost.it<\/strong><\/a>, \u201cLo smart-working non sia strumento di diseguaglianze\u201d, 06\/08\/2020, Michele Fina<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[8]<\/a> Banca d\u2019Italia, \u201cPrincipali risultati dell\u2019indagine straordinarie sulle famiglie italiane nel 2020, 26\/06\/2020<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[9]<\/a> Il Sole 24 ore, \u201cCrescono le diseguaglianze: quali sono i fattori che le favoriscono\u201d, Giuliana Licini<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[10]<\/a> Welforum.it, \u201cL\u2019aumento delle diseguaglianze in tempo di pandemia\u201d, 09\/02\/2021, Daniela Mesini<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. In tal caso provvederemo prontamente alla rimozione.<br \/>\nSeguici anche su <strong><a href=\"https:\/\/t.me\/economiaedirittonews\">Telegram<\/a><\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/economiaediritto-it\"><strong>LinkedIn<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/economiaediritto\/\">Facebook<\/a><\/strong>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abstract Sono molteplici gli aspetti del rapporto tra pandemia e diseguaglianze. 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