{"id":9643,"date":"2022-04-01T15:10:49","date_gmt":"2022-04-01T13:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9643"},"modified":"2022-04-01T15:10:49","modified_gmt":"2022-04-01T13:10:49","slug":"la-rassegna-stampa-giuridica-di-economia-diritto-marzo-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-rassegna-stampa-giuridica-di-economia-diritto-marzo-2022\/","title":{"rendered":"La rassegna stampa giuridica di Economia &#038; Diritto &#8211; Marzo 2022"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ordinanza del 02\/03\/2022 n. 6837 &#8211; Corte di Cassazione<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Premesso che:<\/p>\n<ol>\n<li>T. C. ricorre per la cassazione della sentenza in epigrafe lamentando che la CTR della Sicilia abbia violato gli\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546_art3\">artt. 3<\/a>e\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546_art19\">19<\/a>del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546\">d.lgs.546\/92<\/a>\u00a0con il ritenere inammissibile l&#8217;originario ricorso in quanto diretto contro un estratto di ruolo invece che contro la successiva cartella di pagamento senz&#8217;altro nel caso di specie non notificata in modo rituale;<\/li>\n<li>l&#8217;Agenzia delle Entrate ha depositato controricorso;<\/li>\n<\/ol>\n<p>considerato che:<\/p>\n<ol>\n<li>il ricorso \u00e8 fondato e va accolto.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La contribuente premette di avere avuto casuale notizia della cartella e del ruolo a seguito di sua richiesta all&#8217;agente della riscossione. Premette altres\u00ec di avere in realt\u00e0 impugnato non l&#8217;estratto del ruolo ma la cartella n. 25520100016xxxxxx e il ruolo sotteso n. 2010\/30xxxx.<\/p>\n<p>Indipendentemente da tale seconda premessa, \u00e8 stato da questa Corte affermato che: &#8220;il contribuente pu\u00f2 impugnare la cartella di pagamento della quale &#8211; a causa dell&#8217;invalidit\u00e0 della relativa notifica- sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione; a ci\u00f2 non osta l&#8217;ultima parte del\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546_art19-com3\">comma 3 dell&#8217;art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992<\/a>, in quanto una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che l&#8217;impugnabilit\u00e0 dell&#8217;atto precedente non notificato unitamente all&#8217;atto successivo notificato &#8211; impugnabilit\u00e0 prevista da tale norma &#8211; non costituisca l&#8217;unica possibilit\u00e0 di far valere l&#8217;invalidit\u00e0 della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza e quindi non escluda la possibilit\u00e0 di far valere l&#8217;invalidit\u00e0 stessa anche prima, giacch\u00e9 l&#8217;esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non pu\u00f2 essere compresso, ritardato, reso pi\u00f9 difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessit\u00e0 di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione.\u00bb (Cass., Sez.U., Sentenza n. 19704 del 02\/10\/2015)&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; stato ancora affermato che \u00ab L&#8217;estratto di ruolo \u00e8 atto interno all&#8217;Amministrazione da impugnare unitamente all&#8217;atto impositivo, notificato di regola con la cartella di pagamento, perch\u00e9 solo da quel momento sorge l&#8217;interesse ad instaurare la lite ex\u00a0<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::CPC:;_art100\">art. 100 c.p.c.<\/a>, salvo il caso in cui il ruolo e la cartella non siano stati notificati: ipotesi in cui, non potendo essere compresso o ritardato l&#8217;esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale, \u00e8 invece ammissibile, nel rispetto del termine generale previsto dall&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546_art21\">art. 21 del d.lgs. n. 546 del 1992<\/a>, l&#8217;autonoma impugnativa dell&#8217;estratto, non ostandovi il disposto dell&#8217;<a href=\"https:\/\/def.finanze.it\/DocTribFrontend\/decodeurn?urn=urn:doctrib::DLG:1992;546_art19-com3\">art. 19, comma 3, del d.Lgs. n. 546 cit.<\/a>\u00a0che, secondo una lettura costituzionalmente orientata, impone di ritenere che l&#8217;impugnabilit\u00e0 dell&#8217;atto precedente non notificato unitamente all&#8217;atto successivo notificato non costituisce l&#8217;unica possibilit\u00e0 di far valere la mancanza di una valida notifica dell&#8217;atto precedente del quale il contribuente sia comunque venuto a conoscenza.\u00bb (Cass. Sez. 6 -5, Ordinanza n. 22507 del 09\/09\/2019);<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>la decisione di inammissibilit\u00e0 dell&#8217;originario ricorso \u00e8 quindi errata. La sentenza deve essere cassata e la causa va rinviata alla CTR della Sicilia in diversa composizione per esame delle questioni rimaste assorbite nonch\u00e9 per la liquidazione delle spese dell&#8217;intero giudizio&#8221;.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Corte Costituzionale nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lavorofisco.it\/docs\/Corte-Costituzionale-sentenza-73-2022-processo-tributario-legittimo-il-modello-di-trattazione-camerale-flessibile.pdf\">sentenza n. 73 del 18 marzo 2022<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La trattazione camerale soddisfa primarie esigenze di celerit\u00e0 e di economia processuale, particolarmente avvertite in un processo, come quello tributario, che \u00abattiene alla fondamentale ed imprescindibile esigenza dello Stato di reperire i mezzi per l\u2019esercizio delle sue funzioni attraverso l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Amministrazione finanziaria\u00bb.<\/p>\n<p>Le disposizioni censurate, definendo un modello di trattazione flessibile e capace di assicurare, anche nella versione camerale, un confronto tra le parti effettivo e paritario, e conciliandosi con le caratteristiche strutturali e funzionali del contenzioso tributario, costituiscono espressione non irragionevole della discrezionalit\u00e0 riservata al legislatore nella conformazione degli istituti processuali.<\/p>\n<p>Pertanto, le questioni di legittimit\u00e0 costituzionale degli artt. 30, comma 1, lettera g), numero 1), della legge n. 413 del 1991, 32, comma 3, e 33 del d.lgs. n. 546 del 1992, devono essere dichiarate non fondate&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Corte di Cassazione con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lavorofisco.it\/docs\/Cassazione-sentenza-9186-2022-illegittima-la-notifica-della-cartella-di-pagamento-agli-eredi-pretermessi-dal-testamento.pdf\">sentenza n. 9186 del 22 marzo 2022<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Il secondo motivo \u00e8 fondato. Ai sensi dell&#8217;art. 752 cod. civ. i coeredi contribuiscono al pagamento dei debiti del de cuius in proporzione alle rispettive quote ereditarie. L&#8217;art. 754 cod. civ. dispone che gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione alla propria quota.\u00a0Tali disposizioni devono ritenersi applicabili, in mancanza di norme speciali che vi deroghino, anche in relazione ai debiti ereditari di natura tributaria (Cass., Sez. 5, n. 18451 del 21\/09\/2016, Rv. 641118- 01; sez. 5, n. 22426 del 22\/10\/2014, Rv. 632743 &#8211; 01). Ai fini della assunzione della qualit\u00e0 di erede, tuttavia, non \u00e8 sufficiente mera chiamata all&#8217;eredit\u00e0, n\u00e9 la denuncia di successione trattandosi di un atto di natura meramente fiscale (Cass. Sez. 2, n. 10729 del 2009). Essa, piuttosto, consegue solo all&#8217;accettazione dell&#8217;eredit\u00e0, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius (Cass. n. 6479 del 2002, Cass. n. 2849 del 1992). Anche di recente questa Corte ha ribadito tale principio affermando che \u00abai fini dell&#8217;acquisto della qualit\u00e0 di erede non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente, neanche nella successione legittima, la delazione dell&#8217;eredit\u00e0 che segue l&#8217;apertura della successione, essendo necessaria l&#8217;accettazione del chiamato mediante una dichiarazione di volont\u00e0 oppure un comportamento obiettivo di acquiescenza\u00bb (Cass., Sez. 6- 2, n. 5247 del 06\/03\/2018, Rv. 647986-01). Della avvenuta accettazione della eredit\u00e0 deve dare la prova ei qui dicit, secondo i generali principi in tema di onere della prova dettati dall&#8217;art. 2697 cod. civ. (cfr. Cass., Sez. L, n. 21436 del 30\/08\/2018, Rv. 650214 &#8211; 01) e non costituisce accettazione della eredit\u00e0 la mera presentazione della dichiarazione di successione (Cass., Sez. 5, n. 8053 del 29\/03\/2017, Rv. 643603 &#8211; O l). Nella specie, la CTR non ha tenuto alcun conto di tali principi, affermando da un lato l&#8217;irrilevanza delle vicende testamentarie in quanto non inerenti al giudizio, e dall&#8217;altro sostenendo che le ricorrenti, \u00abnella loro qualit\u00e0 di presunte eredi\u00bb erano \u00abcome tali legittimate passive per il debito tributario &#8220;de quo&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, come risulta dal ricorso, le contribuenti avevano dedotto, tanto nel ricorso di primo grado, quanto in appello di essere state del\u00a0tutto pretermesse dal testamento il quale era stato prodotto in giudizio. In ogni caso, in mancanza di prova dell&#8217;avvenuta accettazione dell&#8217;eredit\u00e0 esse non potevano considerarsi soggetti passivi d&#8217;imposta&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Corte di Cassazione ordinanza n. 10187 del 30 marzo 2022<\/strong><\/p>\n<p>\u00abla presunzione legale (relativa) della disponibilit\u00e0 di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari a norma dell\u2019art. 32 comma 1 n. 2 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, non \u00e8 riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o di reddito di lavoro autonomo, ma si estende alla generalit\u00e0 dei contribuenti\u00bb<\/p>\n<p><em>(Rassegna a cura di Michele Vanadia)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. 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