Economia Economia monetaria

Evoluzione dei commerci nella storia umana

Nei moderni sistemi economici le Banche Centrali rivestono un ruolo chiave, e centrale, per un corretto funzionamento del sistema. Compito primario di una Banca Centrale è quello di tutelare, e salvaguardare, la stabilità dei prezzi e della valuta nell’economia.

La Banca Centrale, infatti, ha il compito di coordinare, e gestire, la politica monetaria del Paese. E’ bene, però, rimarcare, e sottolineare, come il sistema monetario internazionale non sia stato sempre uguale ma, nel corso della storia, sia stato soggetto a numerosi cambiamenti e modifiche. Gli storici, infatti, sostengono come i soldi facciano parte della storia umana da almeno 5.000 anni. Essi, poi, sono un costrutto umano e sociale e non delle architetture tecnologiche.

In passato la modalità principale, su cui si basavano e fondavano, i commerci era il baratto. Nelle economie primitive, inoltre, le famiglie erano autosufficienti e producevano, al loro interno, la maggior parte dei beni di cui avevano bisogno. La lavorazione della terra e l’allevamento del bestiame, dunque, erano le attività principali attraverso cui essi ricavavano i prodotti per nutrirsi, il necessario per ottenere i tessuti e i capi di abbigliamento.

Successivamente nacque la divisione, e specializzazione, del lavoro. Ogni individuo si dedicò ad una certa attività: pesca, caccia, artigianato, agricoltura, allevamento del bestiame. Tutto ciò, poi, permise ed intensificò gli scambi commerciali. Il baratto, contestualmente, presentava molti difetti dal momento che:

  • I bisogni del venditore dovevano coincidere con quelli del compratore, cosi come le quantità.
  • La merce oggetto di scambio, poi, era deperibile

Per superare queste problematicità gli umani, progressivamente, adottarono, e implementarono, una moneta-merce, ovvero merce che assunse, gradualmente, le caratteristiche di moneta. Vennero assunti, dunque, beni come intermediari degli scambi economici: essi erano beni esistenti in natura, da tutti stimati e che vennero accettati come mezzo di pagamento.

Tra le principali monete merce è bene ricordare;

  • Capi bestiame, da cui derivò il termine pecunia, dal latino pecus ovvero gregge;
  • Sale in Abissinia, utensili in Grecia, conchiglie in Cina;
  • Grano, pelli, bronzo.
  • Pellicce, conchiglie, manufatti preziosi etc…

La moneta-merce, affinché potesse essere adottata come strumento di pagamento, doveva presentare alcune caratteristiche:

  • Conservabilità nel tempo, ovvero non poteva trattarsi di beni deteriorabili nel tempo;
  • Stabilità di valore;
  • Larga diffusione ed accettazione;
  • Divisibilità.

Dal momento che alcune monete merce, soprattutto gli schiavi, pellicce e conchiglie, comportavano un problema di divisibilità, deperibilità e difficoltà di trasporto si decise, per superare questi problemi, di introdurre l’uso di metalli preziosi come, ad esempio, l’oro e l’argento che, possono essere divisi, non sono deperibili e facilmente trasportabili.

Intorno al VII secolo a.C, con la fondazione delle colonie greche, gli scambi si intensificarono e la moneta merce lasciò il suo posto ai metalli nobili, oro e argento su tutti. La moneta, dunque, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Unità di conto;
  • Mezzo di scambio e pagamento comunemente riconosciuto;
  • Riserva di valore, legato alla fiducia che il denaro mantenga il suo valore nel tempo.

Verso il 620 a.C. In Lidia, odierna Turchia, fu emessa la prima moneta statale con il simbolo della Città e ciò contribuì alla diffusione della valuta in tutto il Mediterraneo. Le monete, grazie al conio dell’autorità, conferirono autorevolezza e fiducia nella valuta la quale veniva garantita dal sovrano.

La fiducia di una valuta, inoltre, è stabilita dalle istituzioni del Paese che, con fermezza, devono preservarne e tutelarne il valore. La carenza di oro e argento, soprattutto nell’antica Roma, nell’antica Grecia e nel Medioevo, ha comportato grandi problemi per la produzione metallica delle monete. I sovrani, per sopperire a ciò, decisero di unire oro ed argento con bronzo e rame, ovvero metalli di minore valore, dando origine al fenomeno economico definito “signoraggio”.

E’ bene, dunque, che la moneta, all’interno del sistema economico, sia scarsa e di buona qualità, affinché sia accettata e si evitino eccessivi aumenti nel livello dei prezzi. Contestualmente, però, la moneta deve essere abbondante per permettere il corretto funzionamento dei pagamenti, favorendo la crescita economica. L’umanità, progressivamente, si è liberata dalle monete coniate con metalli preziosi grazie a due, sorprendenti, invenzioni: le banche e le banconote. Le banche, infatti, nacquero in Europa attorno al XII secolo e contribuirono ad una notevole crescita economica. La moneta cartacea fu introdotta nel IX secolo d.C. dai Cinesi, mentre in Europa si diffuse solamente a partire dal XVII d.C. ciò facilitò notevolmente i commerci a livello internazionale.

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