IL LEGAME TRA METROPOLI E CRIMINALITA’
L’articolo ha come obiettivo analizzare se esiste un legame tra la struttura della città metropolitana, con annesse province e comuni, e il tasso criminale di essa. Si apre con una spiegazione della legge Delrio, n.56 del 7 aprile 2014, la quale divide le città dalle province e comuni. Ci si domanda se essa ha avuto ripercussioni sul tasso di criminalità, se sì come. Successivamente illustra le teorie di Burgess e di Shaw e McKay sulle zone delle città e, infine, delle soluzioni su come diminuire il numero di comportamenti devianti o criminali all’interno delle zone più soggette ad esso.
Introduzione
La legge numero 56 del 7 aprile 2014, chiamata anche “Legge Delrio”, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri del tempo Graziano Delrio, introdusse una riforma legata agli enti locali in Italia. Nello specifico si concentrò sul prevedere l’istituzione dei centri metropolitani ridefinendo il ruolo e la funzione delle province, modificandone la struttura. Questa legge ha suddiviso nove città metropolitane più quella di Roma Capitale, le quali hanno la funzione strategica della promozione dello sviluppo territoriale. Le province vengono definite come enti di area vasta, con un numero ridotto di funzioni fondamentali, incentrate su un ruolo di coordinamento e supporto ai comuni. Ma questa suddivisione della città in città metropolitana, province e comuni, ha un’influenza sulla presenza di criminalità in essa? In quale di queste zone è maggiore?
Seppure l’intento della legge non fosse diretto verso i tassi di criminalità, ci sono state delle conseguenze indirette. Alcuni studi hanno evidenziato come essa abbia creato degli effetti collaterali significativi, a partire dal caso di Terni, in cui le forze dell’ordine non erano pronte numericamente a contrastare la criminalità e, dunque, al monitoraggio delle aree periferiche, dato che ha sottolineato la carenza di risorse e la scarsa rappresentanza democratica delle province. Questo ha accentuato la vulnerabilità delle aree periferiche, lasciate quasi a sé stesse dopo la legge.
Struttura e criminalità
Dunque, si può affermare che la struttura e la suddivisione della città può influire sul tasso di criminalità? Secondo il modello delle zone concentriche di Ernest Burgess le città crescono e si sviluppano in cerchi concentrici attorno al centro della città. Il distretto centrale ospitava le attività commerciali e terziarie, il secondo cerchio la corona industriale, chiamata “zona di transizione”, il terzo la zona residenziale operaia, la quarta destinata alle classi socialmente più elevate e infine la zona dei lavoratori pendolari, che rappresentava il passaggio dalla città alla campagna. A partire da questo modello, i due sociologi Shaw e McKay sviluppano una teoria secondo la quale i problemi sociali, dunque anche la criminalità, cresce sempre di più spostandosi verso le zone più interne, a causa dell’instabilità sociale e della povertà di quelle aree. Il modello però non si applica alle città europee, è solo applicabile a quelle americane. Questo perché le metropoli europee hanno centri storici ben conservati e dunque più costosi rispetto alle zone periferiche. Un esempio può essere Milano, città in cui il centro è prevalentemente abitato da una classe sociale medio alta, mentre le periferie, come Baggio o Quarto Oggiaro, hanno maggiori problematiche sociali, di conseguenza anche criminali.
Possiamo affermare che nel caso europeo, in particolare italiano, le zone periferiche presentano un tasso di criminalità maggiore rispetto a quelle centrali, dovuto a una combinazione di fattori socioeconomici, urbanistici e strutturali della città. Molte di queste aree sono caratterizzate da grandi complessi di edilizia residenziale pubblica, che nel tempo hanno subito un maggiore degrado. La criminalità in questi casi, soprattutto nei giovani, viene vista come una via di fuga da questa situazione, peggiorando la condizione dell’area.
Come risolvere il problema
Per risolvere il problema di alto tasso di criminalità all’interno delle città è stato sviluppato il CPTED, che sta per “Prevenzione della Criminalità Attraverso il Design Ambientale”. Esso rappresenta un approccio metodologico che ha come obiettivo quello di introdurre principi nel design e nell’utilizzo degli spazi pubblici per incrementare la sicurezza nelle città. Migliora la qualità della vita in esse e svolge un ruolo fondamentale per migliorare la percezione di sicurezza nei cittadini. Attraverso studi è stato dimostrato che le caratteristiche fisiche ambientali possono essere utilizzate per influenzare il comportamento dei cittadini, evitando la criminalità, come attraverso l’installazione di un maggior numero di lampioni. Questo progetto mira a scoraggiare i comportamenti inappropriati o socialmente censurati, e aumentare la sensazione di sicurezza dei residenti. Il metodo CPTED sfrutta le caratteristiche fisiche dell’ambiente per ridurre le opportunità criminali e promuovere così un senso di sicurezza e benessere tra i cittadini.
Conclusioni
In conclusione, in base a quanto affermato, esiste una connessione tra il tasso di criminalità di una città e la sua struttura, sia per quanto riguarda la suddivisione in città urbana, province e comuni che, per quanto riguarda la sua architettura. La legge Delio non ha avuto conseguenze dirette una volta erogata, ma delle ripercussioni indirette che hanno causato l’aumento della criminalità, in particolare nelle zone periferiche. Ciò ha fatto sì che si sviluppasse un serio problema che influenza le società negativamente, in particolare le generazioni più giovani che imparano la devianza a partire da un’età preadolescenziale. La sociologia urbana, insieme all’architettura urbanistica, si occupa di sviluppare soluzioni a livello strutturale per evitare il più possibile la diffusione di comportamenti devianti e socialmente non accetti.
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
– E. Burgess, R. Park, La città, 1925
– S. Cozzolino, Per la sicurezza dello spazio pubblico outdoor. La CPTED come strategia di intervento, Tesi di laurea magistrale, Politecnico di Milano, anno 2022/2023
– https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1104880.pdf
– https://lacnews24.it










