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Jolanta U. Grębowiec Baffoni (a cura di G. Annacontini), Senza carro armato, nè fucile, Progedit, 2011

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CopertinaLa rivoluzione di Solidarność nel 2011 compie trent’anni. Di quel drammatico dicembre 1981 narra il lucido racconto di una diciannovenne. Jolanta rispolvera nel suo diario di guerra le speranze, i progetti, i sogni, che non sono più gli stessi quando essa incombe, ma ai quali non significa che si rinunci.
A Stettino (Polonia), quando lo stato di guerra, quella intestina, quella civile, viene dichiarato, niente resta come prima. Si può scegliere di arrendersi o di lottare, si possono scegliere le armi o la nonviolenza, si può scegliere di chiudersi in sé o di aprirsi agli altri, si può scegliere, si può decidere. Sempre.
La testimonianza del diario, i ricordi che rivivono in un’intervista al leader indiscusso di Solidarność e le riflessioni che si snodano per cinque saggi di giovani ricercatori di materie pedagogiche sono gli ingredienti che si intrecciano e danno vita a questo volume. L’obiettivo pedagogico e civile è quello di offrire materiale perché ciascun lettore elabori, in sé, il senso che può avere la guerra, senza dimenticare la forza della nonviolenza, di aver fiducia nella pace, di credere nella resistenza che, quando civile, critica, consapevole, non è un diritto, ma un dovere verso se stessi, verso gli altri.

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