Direttore Scientifico: Claudio Melillo - Direttore Responsabile: Serena Giglio - Coordinatore: Riccardo Ghio
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Milano, non solo piattaforma internazionale della Moda ma anche laboratorio digitale.

Giunta alla seconda edizione, questa interessante iniziativa è stata promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici.

Numerosi gli eventi in programma in città da domani fino al 17 marzo 2019. Tra i tanti si segnalano:

  • la Conferenza del 13 marzo 2019 “Welcome to the Supply Chain Finance Collaboration” presso il Politecnico di Milano;
  • i due Round Table del 14 marzo 2019 intitolati rispettivamente L’innovazione è ovunque” all’Università di Milano e “Blockchain, creatività e proprietà intellettuale: sfide, minacce e strumenti di protezione” presso l’Agenzia Connexia.

Non si può certo dire che la nostra Rivista non sia adeguatamente rappresentata in ambito accademico. Oltre al prestigio derivante dal nostro Comitato Scientifico, costituito da docenti universitari italiani e stranieri, un ulteriore segnale di crescita in questa direzione è rappresentato dalla nomina del Dott. Claudio Melillo, Direttore Editoriale del nostro periodico, a docente del Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale (edizione 2016/2017) della LUISS Business School di Roma, sulle orme dell’Avv. Serena Giglio, attuale Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it.

Ciò premesso, di seguito, riportiamo alcune informazioni utili per chi intendesse iscriversi al prestigioso Master, tratte dal sito http://businessschool.luiss.it/diritto-tributario.

La Redazione


Il Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale della LUISS Business School forma i professionisti in ambito tributario che intendono inserirsi in un contesto aziendale o in studi professionali di primario livello, senza trascurare le possibilità di sbocco nell’Amministrazione Finanziaria.


Il Master è rivolto a giovani laureati (II Livello, ordinamento a ciclo unico) in discipline giuridiche ed economiche.

I profili in uscita dal Master possono trovare collocazione in studi di consulenza aziendale, studi legali, uffici fiscali di primarie aziende italiane e multinazionali, uffici studi di Istituzioni Private e Pubbliche, Amministrazioni Finanziarie.


Curriculum:

Il programma dura 12 mesi, distribuiti in 8 mesi d’aula e 4 mesi di esperienza sul campo (Field Project).

Precorso di Contabilità generale e bilancio (2 – 11 novembre 2015)

L’azienda, il sistema delle operazioni di gestione e le condizioni di equilibrio economico-finanziario. La rappresentazione contabile delle operazioni di gestione. Le operazioni di finanziamento. Le operazioni di acquisto: gli investimenti in fattori pluriennali e le spese correnti. Le operazioni di vendita. L’assestamento dei valori economici e la determinazione del reddito. L’analisi di un bilancio di esercizio. La redazione del bilancio d’esercizio nella prospettiva internazionale: principi contabili IAS-IFRS.

Mod. 1 – L’IRPEF: principi e disciplina della tassazione delle persone fisiche. Elementi di fiscalità locale (12 novembre – 9 dicembre)
Responsabile didattico: Prof. Fabio Marchetti

Determinazione dell’imponibile e dell’imposta. Redditi soggetti a tassazione separata. Redditi fondiari e fiscalità degli immobili di impresa. Redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e plusvalenze finanziarie). Il regime dei dividendi percepiti da persone fisiche. Imposizione sui capital gains. Redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e adempimenti del datore di lavoro. Redditi di lavoro autonomo e ritenute alla fonte. Redditi diversi di natura non finanziaria. La previdenza complementare: profili civilistici e fiscali. Casi operativi ed esempi di redazione dei Mod. 730, “Unico”, 770. La semplificazione fiscale e la dichiarazione precompilata. Addizionali IRPEF regionali e comunali. La fiscalità locale: profili generali ed elementi generali sul Federalismo fiscale. IMU, TASI e TARES: soggetti passivi, base imponibile e aliquote, esenzioni e riduzioni. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23: la cedolare secca sugli affitti. Tassazione patrimoniale delle persone. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23 – IMU.

Mod. 2 – Fiscalità d’impresa (10 dicembre 2015 – 4 marzo 2016)

Responsabile Didattico: Dott. Massimiliano Longo

  • IRES E DETERMINAZIONE DEL REDDITO D’IMPRESA

La qualificazione del reddito d’impresa. Principi generali sulla determinazione del reddito d’impresa e sulle valutazioni fiscali. Dal risultato civilistico all’imponibile fiscale, il principio di imputazione e di derivazione del risultato fiscale da quello civilistico. Il reddito di impresa per i soggetti che adottano gli IAS. Componenti positive e negative del reddito di impresa: approfondimenti su ammortamenti, accantonamenti, rimanenze, oneri pluriennali, dividendi e plusvalenze. Raccordo tra valutazioni civilistiche e fiscali, casi operativi di variazioni in aumento ed in diminuzione. La fiscalità differita attiva e passiva, le variazioni temporanee nella determinazione del reddito di impresa ed il loro riassorbimento nel tempo. Agevolazioni temporanee e/o strutturali per le imprese. Esercitazioni e casi operativi sui valori in bilancio e loro rilevanza fiscale; eventuali novità per il 2016.

  • IRES: SOGGETTI PASSIVI E SPECIFICITÀ NELLA TASSAZIONE DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

Il modello Ires di tassazione societaria. I soggetti passivi e la residenza fiscale. La base imponibile per società, enti commerciali ed enti non commerciali. Il regime tributario degli utili societari e delle plusvalenze. I vincoli alla deduzione degli interessi passivi. La trasparenza fiscale per le società di capitali. Il consolidato nazionale e mondiale

  • IRAP

Federalismo fiscale su base regionale: quadro generale e ultime novità normative. Presupposto e soggetti passivi: quadro evolutivo alla luce dei numerosi interventi giurisprudenziali. La base imponibile delle società di capitali: il principio di derivazione dal risultato civilistico. La base imponibile per società di persone ed imprese individuali. La base imponibile per i professionisti. La base imponibile per Banche, Assicurazioni, Enti non commerciali ed Amministrazioni Pubbliche. Le deduzioni dall’imponibile: quadro analitico e casi operativi. Le aliquote e la deduzione piena del costo del lavoro a tempo indeterminato: novità dal 2015. La gestione operativa del raccordo tra Irap e reddito di impresa. Esercitazione: la redazione del modello autonomo di dichiarazione IRAP per le diverse categorie di soggetti passivi

  • IVA

Presupposto soggettivo, oggettivo e territoriale: principi generali ed approfondimenti operativi. Le categorie di operazioni rilevanti ai fini Iva. L’esigibilità dell’imposta: regole generali, deroghe e regime di “cash accounting”. La territorialità per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi Base imponibile, rivalsa e detrazione. Approfondimenti su limiti e rettifiche alla detrazione.

Il tributo negli scambi con i Paesi terzi e nei rapporti interni all’Unione Europea . Le novità dal 2015 nelle transazioni internazionali on line. Adempimenti e obblighi dei contribuenti. La gestione Iva per gli enti non profit. Principali regimi speciali. Esempi di redazione di dichiarazione annuale

Mod. 3 – Pianificazione Fiscale Interna (7 marzo – 5 aprile 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Livia Salvini

La nozione di elusione fiscale. Aumenti e riduzioni di capitale: profili contabili, civilistici e tributari. Trasformazioni, fusioni, scorpori e scissioni: profili contabili, civilistici e tributari. Liquidazione di società, fallimento e altre procedure concorsuali: profili civilistici e tributari. La disciplina tributaria di titoli e partecipazioni. Aspetti operativi della participation exemption. Il regime fiscale dei dividendi. L’interpello generale e speciale: oggetto e procedimento

Mod. 4 – Accertamento, contenzioso tributario e diritto penale tributario (6 aprile – 6 maggio 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Massimo Basilavecchia

La dichiarazione dei redditi e gli obblighi contabili. Accessi, ispezioni e verifiche. Gli accertamenti bancari. Metodi e tipi di accertamento. Parametri e studi di settore. Partecipazione del contribuente al procedimento. Avviso di accertamento globale, parziale, integrativo ed esecutivo. Motivazione e prova. Strumenti deflattivi del contenzioso. Nuova normativa in materia di riscossione dei tributi erariali e locali. Versamenti delle imposte e compensazioni orizzontali e verticali. Le sanzioni amministrative tributarie. Competenza e composizione delle commissioni tributarie. Rappresentanza e difesa del contribuente. Procedimento di primo grado e la fase del reclamo. Procedimento di secondo grado. Ricorso per Cassazione. Il giudicato. Il giudizio di ottemperanza. Redazione di ricorsi. Il sistema penale tributario. Rapporti tra processo tributario e processo penale. Soggetti e struttura del reato tributario. Contravvenzioni in materia di IVA e di imposte sui redditi. Frode fiscale e falso in bilancio

Mod. 5 – Pianificazione fiscale internazionale (9 maggio – 8 giugno 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Giuseppe Melis

Nozione di residenza fiscale di persone fisiche, società ed enti nel diritto interno e convenzionale. Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione: struttura e funzionamento. La nozione di stabile organizzazione e gli effetti sulla determinazione del reddito di impresa. Investimenti all’estero sotto forma di branches o di subsidiaries. Tassazione di dividendi, interessi e royalties. Paradisi fiscali e norme antielusive: Controlled. Foreign Companies, regime di indeducibilità dei costi, transfer price. Voluntary disclosure. Il principio di non discriminazione nelle imposte dirette e indirette. L’armonizzazione delle imposte dirette e indirette e la cd. “concorrenza fiscale”. Fondi di investimento e partnerships. Operazioni societarie transnazionali. Consolidato fiscale mondiale. Il trust. Lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali: la cooperazione internazionale contro la frode e l’evasione. Ruling internazionale. Fiscalità doganale


Presidente

Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Direttore del Master

Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Advisory Board

  • Fabrizio Amatucci Ordinario di Diritto Tributario, Seconda Università degli Studi di NAPOLI;
  • Nicola Antoniozzi Socio Fondatore Studio Pirola Pennuto Zei & Associati;
  • Claudio Berliri Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani;
  • Eugenio Della Valle Ordinario di Diritto Tributario, SAPIENZA;
  • Valerio Ficari Ordinario di Diritto Tributario, Università di SASSARI;
  • Stefano Fiorentino Ordinario di Diritto Tributario, Università di SALERNO;
  • Massimiliano Longo Docente di Scienze delle Finanze LUISS;
  • Gerardo Longobardi Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma;
  • Fabio Marchetti Associato di Diritto Tributario LUISS;
  • Francesca Mariotti Direttore Area Politiche Fiscali CONFINDUSTRIA
  • Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Renzo Parisotto Consulente del gruppo Ubi Banca ;
  • Giovanni Puoti Rettore Università degli Studi Niccolò Cusano;
  • Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Rita Santarelli Presidente VISES Onlus – Federmanager
  • Andrea Silvestri Socio Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo

Docenti intervenuti nelle precedenti edizioni:

Giacomo Albano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Ernst & Young
Paola Albano – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Fabrizio Amatucci – Ordinario di Diritto Tributario della Seconda Università degli Studi di Napoli
Giuseppe Ascoli – Dottore Commercialista, Adonnino Ascoli e Cavasola Scamoni Studio Tributario
Massimo Basilavecchia – Ordinario di Diritto Tributario dell’ Università degli Studi di Teramo
Fabio Brunelli – Partner Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Bruno Ciappina – Ufficio Fiscale Autostrade per l’Italia
Alberto Comelli – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Parma
Giuseppe Corasaniti – Associato in Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Brescia
Giammarco Cottani – Assistente di Direzione – Direzione Centrale Accertamento – Agenzia delle Entrate
Angelo Cremonese – Dottore Commercialista, Studio Perno, Cremonese, Radice & Cereda
Roberto Cusimano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Davide De Girolamo – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Vincenzo De Sensi – Docente di Diritto Fallimentare luiss Guido Carli, Avvocato in Roma
Lorenzo Del Federico – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Chieti – Pescara
Gabriele Escalar – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Massimo Fabio – Avvocato, KStudio Associato
Stefano Fiorentino – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Serena Giglio – Avvocato, ACP Studio Consulenza Tributaria (Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it)
Claudio Giordano – Avvocato, Studio Legale Macchi di Cellere e Gangemi
Vittorio Giordano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Fabrizio Iacuitto – Partner, Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Antonio Laudati – Sostituto Procuratore Generale Corte di Appello di Roma
Maurizio Lauri – Dottore Commercialista, Studio L4C – Studio Lauri Lombardi Lonardo Carlizzi
Stefano Lizzani – Dottore Commercialista, LT Partners Studio Legale e Tributario
Massimiliano Longo – Docente di Scienza delle Finanze Università LUISS Guido Carli
Luca Longobardi – Dottore Commercialista, Maisto e Associati
Daniele Majorana – Dottore Commercialista e Consulente Fiscale
Fabio Marchetti – Associato di Diritto Tributario Luiss Guido Carli
Giuseppe Marino – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Milano
Mario Martinelli – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Giuseppe Melis – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Rossella Miceli – Ricercatrice di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Giuseppe Molinaro – Dottore Commercialista, Responsabile Fiscale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo
Roberta Moscaroli – Dottore Commercialista, Dla Piper
Alberto Mula – Ricercatore di Diritto Tributario, Università degli Studi Napoli Federico II
Giuseppe Napoli – Dottore Commercialista, Docente di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Giuseppe Nebbia – Avvocato in Campobasso
Annalisa Pace – Professore Aggregato di Diritto Tributario Università di Teramo
Roberto Padova – Avvocato, Studio Pirola, Pennuto Zei & Associati
Alessio Persiani – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Vania Petrella – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Franco Petrucci – Consulente Fiscale già Dirigente Assonime
Luca Peverini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Antonio Piciocchi – Dottore Commercialista, Studio Tributario e Societario Deloitte
Fabio Pirolozzi – Dottore Commercialista, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Pasquale Pistone – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Giovanni Puoti – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Paolo Puri – Associato di Diritto Tributario dell’Università del Sannio S.E.A.
Giulio Ranocchiari – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Federico Rasi – Avvocato, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario
Alberto Renda – Avvocato, KLegal Studio Associato
Domenico Riccio – Coordinatore dell’Area Governo e Riscossione presso Agenzia delle Entrate
Carlo Romano – Avvocato, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Fabiola Rossi – Dottore Commercialista, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Francesco Rossi Ragazzi – Docente di Diritto Tributario Comparato Università di Chieti – Pescara
Eugenio Ruggiero – Dottore Commercialista, Studio Visentini Marchetti e Associati
Massimiliano Russo – Avvocato, LL.M. in Diritto Tributario
Carlo Sallustio – Avvocato, Fantozzi e Associati – Studio Legale Tributario
Livia Salvini – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Alessandro Serena – Ten.Col. t.ST GDF, Direttore responsabile Rivista della Guardia di Finanza
Enrico Siciliano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Siciliano
Andrea Silvestri – Avvocato, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Gianni Tarozzi – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Riccardo Tiscini – Ordinario di Economia Aziendale dell’Universitas Mercatorum
Chiara Todini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Giuseppe Zizzo – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università LIUC di Castellanza


DATA DI INIZIO: 24 ottobre 2016
DURATA: 12 mesi
SELEZIONI: Aperte
LEZIONI: 9.30 – 13.30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ 13.000

PROSSIME SELEZIONI

6 ottobre alle 10:00 in sede o alle 14:30 su Skype

CONTATTI

LUISS Business School

Viale Pola, 12 – 00198 Roma
T 06 8522 2327
T 06 8522 2391
T 06 8522 5225
F 06 85 222 400
numero verde 800901194 – 800901195
smluissbs@luiss.it

MILANO BICOCCA

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

AI LABORATORI DEL CE.S.E.D. – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e dalla Guardia di Finanza di Milano

Per informazioni: formazione@economiaediritto.it

Telefono: 02/00681087 (Melillo & Partners)

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LABORATORIO N. 2 

I LABORATORI TRIBUTARI DI ECONOMIAeDIRITTO.it – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e dalla Guardia di Finanza

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DALLA VERIFICA FISCALE AL CONTENZIOSO:

Metodologie e Tecniche di Difesa Tributaria

Laboratorio di Tax Risk Management e Gestione delle Controversie Tributarie

Programma analitico

Obiettivi:

Il Corso intende formare una nuova figura professionale che sarà molto richiesta in futuro, quella del Tax Risk & Dispute Manager, che avrà la competenza di mappare e monitorare i rischi fiscali in azienda, implementando un apposito modello, e di gestire eventuali future controversie tributarie atte a difendere gli interessi aziendali, laddove il modello non sia stato in grado di dimostrare la Tax Compliance nei confronti degli Organi di controllo. La formazione della nuova figura avverrà attraverso la (ri)qualificazione e/o la specializzazione di professionisti tradizionali (es., avvocati, commercialisti, consulenti d’azienda, ecc.) e di dipendenti degli uffici fiscali delle imprese (es., CFO, responsabili fiscali, impiegati, ecc.); il Corso è rivolto anche ai funzionari dell’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che svolgono (o intendano svolgere) le verifiche fiscali nei confronti delle imprese nazionali e/o multinazionali. Il percorso formativo consente di conoscere le principali tecniche di Tax Governance finalizzate alla Tax Compliance e alla gestione dei rischi fiscali, con particolare attenzione ai rapporti con il Fisco (verifiche fiscali, accertamenti, monitoraggio, ruling, contraddittorio, ecc.). Questo tema è divenuto oggi cruciale (anche alla luce della Delega Fiscale approvata a marzo 2014 e del successivo decreto sulla certezza del diritto, approvato nel 2015) per chi si trova a gestire i rapporti con l’Amministrazione finanziaria e/o ad affrontare una verifica fiscale. In siffatto scenario, i migliori risultati (secondo l’esperienza empirica) giungono sempre da una corretta impostazione delle politiche di Tax Compliance e da una adeguata attività di prevenzione del rischio fiscale, prima ancora del contenzioso tributario. Lo scenario, dunque, è significativamente mutato rispetto a qualche anno fa in quanto oggi (e sempre più in futuro), soprattutto nelle imprese che operano con l’estero, occorre attuare politiche di prevenzione, prendendo in considerazione il contenzioso (incerto, oneroso e defatigante) solo come extrema ratio.

Questo non vuol dire rinunciare all’azione di difesa ma, al contrario, intraprendere la controversia nella maniera più efficace possibile e con i migliori presupposti in fatto e in diritto, certi di non aver lasciato nulla al caso.

Programma:

MODULO I – 23 OTTOBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Tax Planning & Tax Risk Management:
    • Il concetto di rischio fiscale ed i principi dettati dalla legge delega n. 23/2014
    • Il Tax Risk Assessment dell’Amministrazione finanziaria e l’attribuzione del Tax Risk Score
    • La Tax Compliance e i modelli di trasparenza fiscale
    • La nuova figura del Tax Risk Manager con competenze di contenzioso tributario (Tax Risk & Dispute Manager)
    • Casi e testimonianze
  • La verifica fiscale e i poteri dell’Amministrazione finanziaria:
    • La nozione di verifica
    • La classificazione delle verifiche
    • I periodi d’imposta verificabili
    • La durata della verifica
    • I poteri esercitabili nel corso della verifica
    • I diritti del Contribuente sottoposto a verifica fiscale
    • La prova legale in ambito tributario
    • Le dichiarazioni rese da terzi
    • Il contraddittorio in verifica
    • La partecipazione del Contribuente alle operazioni ispettive e il suo diritto di rilasciare osservazioni e memorie
    • La gestione delle operazioni di chiusura della verifica fiscale
    • Il processo verbale di constatazione
    • Le valutazione del PVC e le possibili azioni difensive successive
    • La verifica delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • Casi e testimonianze

MODULO II – 6 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte prima)
    • Le richieste da parte degli uffici finanziari e le sanzioni derivanti dall’inadempimento del Contribuente
    • Le metodologie di accertamento nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili
    • L’accertamento sintetico
    • L’accertamento basato sugli studi di settore
    • L’emissione dell’avviso di accertamento: modalità e presupposti

MODULO III – 13 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte seconda)
    • Gli istituti deflattivi del contenzioso
    • L’accertamento delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • La scelta: adesione o ricorso?
    • Casi e testimonianze

MODULO IV – 20 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Il Contenzioso:
    • Il ricorso tributario di I° e II° grado: strumenti di difesa del Contribuente sotto il profilo procedurale e nel merito
    • La mediazione-reclamo in ambito tributario
    • L’utilizzo della consulenza tecnica nel contenzioso tributario
    • La conciliazione giudiziale
    • Il ricorso per revoca
    • Il ricorso per Cassazione
    • Le ultime novità sul processo tributario telematico

MODULO V – 27 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Case History: simulazione in aula di un processo tributario basato su un caso reale.
    • Esame e commento del pvc (con eventuale coinvolgimento dei verificatori della Guardia di Finanza presenti in aula)
    • Esame e commento dell’avviso di accertamento (con eventuale coinvolgimento dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate presenti in aula)
    • Esame e commento degli atti del processo tributario (a cura del Prof. Avv. Paolo Brecciaroli, già Giudice Tributario presso le Commissioni della Lombardia; è stato Giudice nel famoso processo tributario a carico della multinazionale “Philip Morris“, accusata di avere stabili organizzazioni occulte in Italia)

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Comando Regionale Guardia di Finanza Lombardia: Corso accreditato per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano);

 

Date degli incontri:

  • 23/10/2015 (Tax Risk Management e Verifica fiscale)
  • 06/11/2015 (Accertamento – parte prima)
  • 13/11/2015 (Accertamento – parte seconda)
  • 20/11/2015 (Contenzioso – procedura)
  • 27/11/2015 (Simulazione di un processo tributario – a cura del Giudice tributario, Avv. Paolo Brecciaroli di Milano)

Sede del Corso: MILANO, Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Referente Accademico:

  • Claudio Sacchetto, Avvocato Tributarista, Professore Emerito di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Torino, Membro dei Comitati Scientifici delle principali Riviste scientifiche di Diritto Tributario nazionale, europeo e internazionale, Autore di numerose pubblicazioni in materia tributaria, Docente e relatore in convegni, seminari e corsi nelle principali università e istituzioni del mondo.

Direzione Scientifica:

  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano, Autore di numerose pubblicazioni, Docente in seminari, convegni e corsi tenuti presso università italiane ed estere nonché presso le scuole di formazione dell’Amministrazione finanziaria, Direttore editoriale della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;

 

Docenti e relatori (in ordine alfabetico):

  • Paolo Brecciaroli, Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista, già Giudice Tributario presso le Commissioni Tributarie della Lombardia, Membro della Commissione Contenzioso dell’ODCEC di Milano, Pubblicista e Docente in corsi e convegni in materia tributaria in Italia e all’Estero;
  • Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino, Autore di alcune pubblicazioni in materia tributaria su ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Serena Giglio, Avvocato Tributarista in Roma, Direttore Responsabile della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Cesare Maragoni, Colonnello t. SFP, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista e Tributarista in Legnano e Milano, Esperto di Tax Risk Management, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano;
  • Ernestina Pollarolo, Avvocato Tributarista in Alessandria e Torino, già Giudice tributario per circa 23 anni presso le Commissioni Tributarie del Piemonte;
  • Camillo Sacchetto, Avvocato in Alessandria, Docente di diritto tributario telematico dell’Università degli Studi di Torino, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Altri relatori provenienti dall’Agenzia delle Entrate.

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio Laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, laureati, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione del rischio fiscale e delle controversie aventi natura tributaria: dalla tax governance alle verifiche fiscali (ed eventuali indagini penal-tributarie correlate) e dagli accertamenti tributari fino al contenzioso.

Il Laboratorio ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra professionalità simili ma aventi ruoli differenti e talvolta contrapposti (es. professionisti e funzionari del Fisco). L’approfondimento delle tematiche oggetto dei singoli Moduli, infatti, è divenuta cruciale per chi si trovi ad affrontare una verifica fiscale, sia dal punto di vista della Pubblica Amministrazione che dal punto di vista del Contribuente.

Naturalmente, l’obiettivo principale del Laboratorio rimane quello di approfondire le metodologie e le tecniche difensive adottabili dal Contribuente in sede di verifica, accertamento e contenzioso, tenendo conto che i migliori risultati (secondo l’esperienza) giungono da una corretta impostazione dell’attività di difesa tributaria preventiva (i.e., Tax Risk Management) e da un utilizzo razionale ed equilibrato del contenzioso tributario (che, oggi più che mai, deve essere considerato sempre come extrema ratio, nell’interesse del Contribuente).

Contributo di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

Per associarsi al Ce.S.E.D. e avere diritto alla riduzione del 50% è sufficiente seguire le indicazioni riportate nella seguente pagina web:

https://www.economiaediritto.it/centro-studi/aderisci-al-ce-s-e-d/

COME ISCRIVERSI AL CORSO O AD UN SINGOLO MODULO?

Scarica il Modulo di iscrizione entro il 26 novembre 2015 (data dell’ultimo modulo)!

Il pagamento del contributo d’iscrizione di 150,00 euro per la partecipazione al LABORATORIO TRIBUTARIO (RIF. TR&DM) o, in alternativa, ad un singolo modulo di proprio interesse e deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso TR&DM“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al LABORATORIO DI TR&DM, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.


LABORATORIO N. 1 (concluso in data 15 ottobre 2015)

STRUMENTI OPERATIVI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI

Programma analitico

SEMINARIO N. 1: Come affrontare i mercati esteri

Obiettivi:

Le opportunità offerte dalla internazionalizzazione sono una risorsa cruciale per il raggiungimento degli obiettivi di business e per l’incremento del fatturato aziendale. Il seminario fornisce una serie di strumenti operativi per affrontare i mercati esteri in maniera efficace, aiutando l’impresa ad individuare le corrette strategie di marketing e ad orientare al meglio le proprie risorse ed investimenti.

Programma:

  • Il sistema delle strategie aziendali;
  • Strategie di sviluppo e strategie competitive;
  • I percorsi d’internazionalizzazione delle imprese;
  • Le diverse forme di internazionalizzazione;
  • Gli elementi che influenzano le strategie di sviluppo internazionale;
  • Analisi competitiva e strategie di internazionalizzazione;
  • Selezione e analisi dei mercati esteri;
  • Modalità di entrata nei mercati esteri;
  • Business planning per l’internazionalizzazione;
  • Le leve di marketing.

SEMINARIO N. 2: Come gestire l’assetto organizzativo

Obiettivi:

Nessuna impresa può fare a meno di organizzare le proprie risorse se intende raggiungere i propri obiettivi. Avviare un progetto di internazionalizzazione richiede un’attenta analisi delle funzioni e dei processi aziendali coinvolti nonché, spesso, una riorganizzazione del modello di business e una modifica della mentalità. Il seminario fornisce gli strumenti operativi indispensabili per gestire il cambiamento organizzativo e adottare una corretta struttura finanziaria in vista dei nuovi traguardi.

Programma:

  • I motivi per l’internazionalizzazione;
  • Le strategie più adatte per operare sui mercati internazionali;
  • Global niche, networking e neoregionalismo;
  • Strategie organizzative e modelli di management;
  • Scenari e variabili per la definizione delle strategie di impresa;
  • Strategia di globalizzazione e strategia (multi) domestica;
  • L’Internazionalizzazione delle imprese: il modello a stadi;
  • L’integrazione informativa a supporto della strategia di internazionalizzazione;
  • Grado e forme di internazionalizzazione;
  • Modelli di strutture per l’internazionalizzazione;
  • La produzione delocalizzata;
  • Il global sourcing e la virtual enterprise;
  • Le soluzioni organizzative per lo sviluppo internazionale;
  • Modelli organizzativi di imprese internazionali;
  • Il nuovo ruolo della Tesoreria nella strategia aziendale;
  • Un uso strategico delle risorse finanziarie per l’internazionalizzazione;
  • Il cash pooling;
  • La Payment Factory;
  • L’House Banking;
  • Analisi dei modelli operativi bancari in un contesto internazionale;
  • Overview dei servizi offerti da SACE;
  • Overview dei servizi offerti da SIMEST;
  • Cenni su altre forme di finanziamento disponibili.

SEMINARIO N. 3: I programmi europei come percorso privilegiato

Obiettivi:

Prendendo spunto dai finanziamenti a sostegno dell’internazionalizzazione offerti a livello Nazionale e Regionale, il corso fornisce una panoramica completa degli strumenti finanziari e di finanziamento dedicati dall’Unione Europea alle PMI. Il corso offre ai partecipanti una mappa esaustiva di riferimenti e strumenti che consentirà agli stessi di orientarsi in modo autonomo nella ricerca delle soluzioni più adeguate alla proprie esigenze di internazionalizzazione e ricerca di nuove opportunità.

Programma:

  • Dati di contesto: il livello di internazionalizzazione delle PMI, fattori agevolanti e barrieranti, benefici per le PMI;
  • Accenni alle opportunità, ai soggetti erogatori e alle modalità di accesso ai finanziamenti per l’internazionalizzazione a livello Nazionale e Regionale (Regione Lombardia);
  • Presentazione del Portale della Comunità Europea dedicato alle PMI;
  • Panoramica delle principali opportunità di finanziamento per le PMI europee:
    • Programmi tematici e modalità di accesso (es: COSME o HORIZON 2020);
    • Sostegni indiretti all’internazionalizzazione;
  • Servizi di supporto: agenzie europee e nazionali;
  • Case study: dall’idea allo sviluppo di progetto – comprendere l’articolazione di un bando, i formulari e i criteri di valutazione; utilizzare le banche date dei progetti e dei partner; il proprio ruolo nel progetto; strutturare il progetto in wp e deliverables; il budget; l’invio e il sistema di finanziamento e rendicontazione.

SEMINARIO N. 4: Come gestire gli aspetti legali e contrattuali

Obiettivi:

Per affrontare i mercati esteri e interagire con soggetti ubicati al di là dei confini nazionali occorre conoscere in dettaglio gli aspetti legali e contrattuali delle singole operazioni. Il seminario fornisce una serie di spunti operativi per approfondire tali aspetti e per attuare una politica di internazionalizzazione consapevole ed efficace.

Programma:

  • Mercati globali e sistemi giuridici;
  • I contratti internazionali e la legge applicabile;
  • La forma del contratto;
  • La lingua del contratto;
  • La conclusione del contratto: tempi e formalità;
  • I modi di soluzione delle controversie:
    1. l’arbitrato;
    2. la giurisdizione ordinaria;
  • Il riconoscimento delle decisioni straniere;
  • I contratti tra investitori e Stati e le problematiche connesse;

SEMINARIO N. 5: Come gestire la variabile fiscale

Obiettivi:

Nelle operazioni di internazionalizzazione la variabile fiscale rappresenta un elemento critico e, come tale, meritevole di particolare attenzione. Alla luce del quadro normativo assai complesso e mutevole, infatti, le imprese devono attuare un’attenta politica di Tax Governance e Tax Risk Management finalizzata al raggiungimento della Tax Compliance. Il seminario fornisce una serie di suggerimenti operativi per ridurre i rischi fiscali e far fronte in maniera efficace a tutte le problematiche fiscali delle operazioni aventi rilevanza internazionale.

Programma:

  • Gli indirizzi operativi dell’Amministrazione finanziaria in materia di contrasto dell’evasione ed elusione fiscale internazionale;
  • I rischi fiscali derivanti dall’internazionalizzazione;
  • La residenza fiscale (delle persone fisiche e giuridiche) e l’esterovestizione;
  • La stabile organizzazione (personale e materiale);
  • Il transfer pricing ed il concetto di “arm’s length price”;
  • I paradisi fiscali e la disciplina delle controlled foreign companies (CFC);
  • Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (Modello OCSE);
  • Le verifiche fiscali dell’Amministrazione finanziaria;
  • Base Erosion and Profit Shifting (BEPS);
  • Tax Governance e modelli di International Tax Compliance;
  • La risoluzione delle controversie internazionali (MAP, ecc.);
  • Gli aspetti penal-tributari delle operazioni internazionali.

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Guardia di Finanza: Corso accreditato dal Comando Regionale Lombardia per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano).

 

Date degli incontri:

  • 18/09/2015, orario 14:00-18:00 (Aspetti strategici e commerciali) – Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale, Dott. Valerio Vicenzetto e Dott.ssa Anna Barbieri, MAP SpA.
  • 25/09/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti organizzativi) – Ing. Giancarlo Poggi, consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA.
  • 02/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti finanziari) – Prof. Giorgio Beltrami, docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
  • 09/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti contrattuali) – Avv. Anna Pozzato, civilista esperta di contrattualistica internazionale.
  • 15/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti fiscali) – Dott. Claudio Melillo, dottore commercialista, tributarista e dottore di ricerca in diritto tributario.

Ospiti: Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale; Avv. Raffaele Caso, fiscalista internazionale; Avv. Sergio Sottocasa Biani (in attesa di conferma).

Sede del Corso: Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Docenti e relatori:

  1. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario;
  2. Giorgio Beltrami, Docente a contratto presso l’Università di Milano Bicocca;
  3. Giancarlo Poggi, Consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA;
  4. Roberto Bottiroli, Consulente aziendale;
  5. Anna Pozzato, Avvocato civilista esperta di contratti internazionali e infragruppo;
  6. Valerio Vicenzetto, Presidente del CdA della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  7. Anna Barbieri Venturi, Responsabile commerciale della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  8. Lidia Komjanc, Esperta in operazioni di internazionalizzazione nei Paesi balcanici (in attesa di conferma);
  9. Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano;
  10. Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  11. Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino (in attesa di conferma);
  12. Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano (in attesa di conferma).

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione delle operazioni di internazionalizzazione delle PMI.

Il corso ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra i docenti e i discenti, destinato a proseguire anche dopo il Corso, grazie all’attività di networking sviluppata dal Centro Studi.

Contributo (simbolico) di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

PER ISCRIVERSI AL CORSO:

Scaricare il Modulo di iscrizione.

Il pagamento del contributo d’iscrizione al Corso n. 1 deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso n. 1“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al Corso n. 1, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.

TAX LAB 2015

CORSI ACCREDITATI DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI MILANO – ANNO 2015:

Il Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., in collaborazione con Melillo & Partners Studio Legale Tributario, avvia i “Laboratori di Economia & Diritto”, una serie di workshop formativi, a numero chiuso, pensati per stimolare l’interesse dei discenti (professionisti, imprenditori, manager, funzionari pubblici, laureati, ecc.) a partecipare a sessioni di studio fondate sull’esperienza, oltre che sulla teoria.

Durante i “Laboratori di Economia & Diritto” qualificati docenti metteranno la loro pluriennale esperienza al servizio dei partecipanti, affinché questi possano accrescere con facilità il loro bagaglio di competenze teorico-pratiche.

Nell’ambito dei “Laboratori di Economia & Diritto” rientra il Tax L@b 2015: Laboratorio di Fiscalità Internazionale, corso di alta formazione accreditato dall’ODCEC di Milano con il riconoscimento di 20 CFP, unitamente al quale, su richiesta, è possibile attivare ulteriori incontri di approfondimento in aula, orientati a rispondere a specifiche esigenze di problem solving (anche su proposta di ciascun partecipante).

  • TAX LAB 2015 (EVENTO ACCREDITATO DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI MILANO PER 20 CFP) – PROGRAMMA – BROCHURE E MODULO DI ISCRIZIONE:
    • Rappresentante del Comitato Scientifico di E&D:
      • Prof. Avv. Claudio Sacchetto (Professore emerito di Diritto Tributario dell’Università di Torino).
    • Direttore Scientifico e Coordinatore del Corso:
      • Dott. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Milano (www.melilloandpartners.it) e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario presso la Seconda Università di Napoli (www.claudiomelillo.it).
    • Relatori e Ospiti:
      • Dott. Luigi Busoni, Tax Manager Gruppo IKEA Italia;
      • Dott. Gianluca D’Aula, Tax Manager Gruppo ILLY Caffè (in attesa di conferma);
      • Avv. Sergio Sottocasa Biani, Tributarista in Milano;
      • Dott. Alessio Rombolotti, Analista di transfer pricing, Melillo & Partners Studio Legale Tributario;
      • Avv. Massimiliano Sammarco, Tributarista in Roma;
      • Dott. Marco Cardillo, Funzionario tributario presso l’Agenzia delle Entrate (in attesa di conferma);
      • Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
      • Avv. Serena Giglio, Tributarista in Roma, Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it;
      • Avv. Claudia Marinozzi, Tributarista in Milano, (in attesa di conferma).

gli eventi sono organizzati in collaborazione con:

La sede dei corsi per i Professionisti è Milano, Via Santa Maria Valle 3. I posti disponibili sono 65.

Tutti gli eventi sono stati accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. Ai partecipanti verrà rilasciato apposito attestato ai fini del riconoscimento dei CFP.

La sede dei Corsi è Milano, Via Santa Maria Valle, 3.

Informazioni e prenotazioni:

Melillo & Partners Studio Legale Tributario

Via Santa Maria Valle, 3 – 20123 MILANO

Telefono: (+39) 02 00681087

E-mail: formazionecontinua@economiaediritto.it

ALTRI EVENTI SVOLTI NEL 2015:

  1. Arriva il Tax Risk Manager in azienda_Worskshop del 7 maggio 2015
  2. Digital innovation Social Communication_Workshop del 3 giugno 2015

*****

Sei interessato a sponsorizzare i nostri eventi formativi?

A fronte di un contributo a copertura parziale degli oneri organizzativi, Ti offriamo la possibilità di partecipare come relatore ad uno o più eventi nonché di effettuare uno speech di presentazione della Tua organizzazione e di esporre materiale promozionale durante gli eventi.

Per i dettagli contattaci all’indirizzo partnership@economiaediritto.it.

Finanziamenti

FONDI EUROPEI GESTITI DIRETTAMENTE DALL’EUROPA

> Ambiente, Azione per il Clima, Green economy (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Progettazione, pianificazione e conduzione di una valutazione delle esercitazioni per i moduli della protezione civile, le équipe di assistenza tecnica e di sostegno e le équipe della protezione civile dell’Unione europa (ECHO/B1/SER/2014/09).

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW.

Call for application – Presentazione candidature: Premio europeo Natura 2000

  • Scadenza 21 gennaio 2015

> Audiovisivi, Cinema, Media (9)

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di pacchetti di progetti (slate funding) (EACEA 18/2014)

  • Scadenza 5 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di singoli progetti (EACEA 17/2014)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenze 13 gennaio 2015; 28 maggio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Invito a presentare le proposte. Sostegno all’accesso ai mercati (EAC/S29/2014)

  • Scadenza 22 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Agenti di vendita (EAC/S21/2013)

  • Scadenza 1 marzo 2016 (Reinvestimenti)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Cinema Automatic (EAC/S28/2013)

  • Scadenza 31 luglio 2015 (Reinvestimenti)

Eurimages: Fondo del Consiglio d’Europa a sostegno della coproduzione, distribuzione, sfruttamento e digitalizzazione di opere cinematografiche europee

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla distribuzione transnazionale dei film europei – Sistema di sostegno «agente di vendita» 2013 (EACEA/07/13)

  • Scadenza 2 marzo 2015 (reinvestimento fondo potenziale)

> Cooperazione con Paesi terzi (9)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Assistenza tecnica per l’integrazione della sostenibilità ambientale, compresi la biodiversità, il cambiamento climatico e la riduzione del rischio di catastrofi (EuropeAid/136473/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 19 febbraio 2015 NEW

Call for proposals – Sovvenzione: Verso un futuro libero dalla violenza domestica nei Paesi dei Caraibi orientali e Barbados (EuropeAid/136243/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di assistenza tecnica internazionale per il progetto ADESEP (EuropeAid/136417/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di un Meccanismo europeo per i difensori dei diritti umani (EuropeAid/136316/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 12 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno agli attori regionali impegnati nella tutela dei diritti umani negli Stati africani (EuropeAid/136394/DD/OPR/OUA)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Switch Asia II – Promozione di modelli e abitudini di consumo e di produzione sostenibili (EuropeAid/136362/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 9 febbraio 2015

Call for proposals – Sovvenzione: Rinforzare il ruolo della società civile nella promozione dei diritti dell’uomo e delle riforme democratiche – Algeria (EuropeAid/136240/DD/ACT/DZ)

  • Scadenza 25 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Supporto tecnico all’attuazione e alla gestione di programmi di cooperazione transfrontaliera dello strumento europeo di vicinato (EuropeAid/136274/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Bando Twinning in Internet. “Rafforzare le capacità dei servizi dell’Infrastruttura Nazionale di Qualità (INQ) e la Valutazione di Qualità (VQ) nella Repubblica di Serbia (EuropeAid/136447/IH/ACT/RS)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

> Cultura, Turismo, Cittadinanza (7)

Call for Application – Presentazione candidature: Designazione della Capitale europea della cultura per il 2021 (EAC/A03/2014)

  • Scadenza 23 ottobre 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

Call for Application – Presentazione candidature: Premio europeo Carlo Magno della gioventù 2015

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Supporto alle piattaforme europee (EACEA 47/2014)

  • Scadenza 25 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Progetti di traduzione letteraria (EACEA 46/2014)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Premio Internazionale sull’Innovazione Culturale

  • Scadenza 5 febbraio 2015

> Energia, Efficienza energetica, Energie rinnovabili, Reti Trans-europee TEN-E (1)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno alle attività principali della piattaforma tecnologica europea sul riscaldamento e il raffreddamento rinnovabili (PP-2041/2014)

  • Scadenza 2 marzo 2015 NEW

> Giustizia, Sicurezza, Lotta alla violenza, Lotta alla droga, Diritti, Immigrazione (15)

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno a progetti che promuovono l’indipendenza economica paritaria tra donne e uomini (JUST/2014/RGEN/AG/GEND)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Contratto quadro per servizi tecnici e di supporto nel settore della sicurezza legata agli eventi chimici, biologici, radiologici/nucleari ed esplosivi (CBRNE) (HOME/2014/ISFP/PR/CBRN/0025)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Crimini finanziari ed economici, corruzione e crimini ambientali (HOME/2014/ISFP/AG/EFCE)

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Prevenzione della radicalizzazione, del terrorismo e dell’estremismo violento (HOME/2014/ISFP/AG/RADX)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Azioni di finanziamento volte a sostenere progetti transnazionali nell’ambito delle politiche comunitarie sulle droghe (JUST/2014/JDRU/AG/DRUG)

  • Scadenza 20 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sviluppo di una piattaforma digitale per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) (JUST/2014/RPPI/AG/FGMU)

  • Scadenza 8 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Daphne – Progetti nazionali o transnazionali per il sostegno alle vittime di violenza e di reato (JUST/2014/SPOB/AG/VICT)

  • Scadenza 10 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Daphne – Progetti transnazionali legati ai bambini vittime del bullismo (JUST/2014/RDAP/AG/BULL)

  • Scadenza 10 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Lotta contro la criminalità informatica e gli abusi sessuali su minori (HOME/2014/ISFP/AG/CYBR)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Scambio di informazioni ai fini dell’applicazione della legge (HOME/2014/ISFP/AG/LAWX)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Azioni di sostegno ai progetti nazionali e internazionali volti a promuovere la cittadinanza dell’Unione Europea (JUST/2014/RCIT/AG/CITI)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti internazionali per rafforzare la capacità dei professionisti che operano nella tutela dei diritti minorili (JUST/2014/RCHI/AG/PROF)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Imprese, PMI, Industria, Competitività, Start-up, Reti e cluster (20)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Promozione delle competenze di «e-leadership» in Europa (EASME/COSME/2014/013)

  • Scadenza 18 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo all’eventuale duplice uso delle tecnologie abilitanti fondamentali (EASME/COSME/2014/019)

  • Scadenza 16 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sviluppo e attuazione di un quadro europeo per la professione nel settore delle TIC (EASME/COSME/2014/012)

  • Scadenza 11 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’adeguatezza della regolamentazione del quadro legislativo che disciplina la gestione dei rischi delle sostanze chimiche (escluse procedure REACH), in particolare il regolamento CLP e la legislazione pertinente (375/PP/ENT/IMA/14/11917)

  • Scadenza 6 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo alla fattibilità di alternative ai rating del credito e allo stato del mercato dei rating del credito (MARKT/2014/257/F)

  • Scadenza 25 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno della cooperazione internazionale tra le reti di imprese e di cluster attraverso l’ulteriore sviluppo della piattaforma europea di collaborazione tra cluster (EASME/COSME/2014/023)

  • Scadenza 13 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di Servizi: Organizzazione di eventi tra paesi terzi e Unione europea durante l’esposizione universale di Milano 2015 (424/PP/ENT/SME/14/F/S608)

  • Scadenza 19 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Settore europeo delle calzature: oltre la moda – Campagna di sensibilizzazione (EASME/COSME/2014/021)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call fo Proposals – Sovvenzione: Enterprise Europe Network – secondo bando (COS-EEN-2014-2-04)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Quadro di valutazione relativo all’attrattività degli investimenti esteri diretti (IED) — studio in particolare sugli investimenti internazionali e sulla competitività per migliorare le catene di approvvigionamento transfrontaliere/intrafrontaliere nell’UE (EASME/EASME/COSME/2014/016)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prove interlaboratorio di fibre tessili, compresi test e servizi connessi per l’analisi tecnica della fibra «poliacrilato» (423/PP/ENT/IMA/14/1131)

  • Scadenza 12 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio per l’assistenza tecnica concernente la progettazione ecocompatibile per il gruppo di prodotti DG ENTR lotto 9 (419/PP/ENT/IMA/14/11931A)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle miscele di detergenti pericolose contenute in imballaggi solubili monouso (406/PP/ENT/IMA/14/119429)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Programma COSME. Analisi dei fattori guida, degli ostacoli e dei fattori di disponibilità delle imprese dell’Unione europea per l’adozione di prodotti e tecnologie di fabbricazione avanzata (EASME/COSME/2014/014)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Facilitare l’accesso al regolamento per Sistemi Aerei leggeri Pilotati Remotamente (COS-RPAS-2014-2-03)

  • Scadenza 18 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prestazione di servizi di valutazione alla Commissione europea nel settore del commercio (TRADE/2014/01/01)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di sostegno per il controllo dell’adeguatezza nel settore dell’edilizia (408/PP/ENT/SME/14/A/N307C)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020, Strumento PMI (SME Instrument)

  • Fase I, Scadenze: 18 marzo 2015; 17 giugno 2015; 17 settembre 2015; 16 dicembre 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Istruzione, Formazione, Giovani, Sport (5)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+, Azione chiave 3: Supporto per la riforma delle politiche — Iniziative per l’innovazione delle politiche. Sperimentazione delle politiche nel settore dell’educazione scolastica (EACEA/30/2014)

  • Scadenza 20 marzo 2015 Pre-proposte (eForm) NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Erasmus+. Azione chiave 3: Sostegno alle riforme delle politiche — Iniziative emergenti. Progetti europei di cooperazione lungimiranti nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù (EACEA/33/2014)

  • Scadenza 24 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulla comparabilità delle prove linguistiche in Europa (EAC/45/2014)

  • Scadenza 21 gennaio 2015

Premio per la scuola 2014/2015: Inventiamo una banconota. Per le scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado

  • Scadenza 2 marzo 2015: termine per la presentazione dei progetti

 

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+. Invito a presentare proposte 2015 (EAC/A04/2014)

  • Azione chiave 1, Scadenze: 4 febbraio 2015; 4 marzo 2015; 30 aprile 2015; 1 ottobre 2015; 4 marzo 2015; 3 aprile 2015

> Pesca, Ricerca marina e marittima (6)

Call for Proposals – Sovvenzione: Migliorare l’interoperabilità negli Stati membri per rafforzare la condivisione di informazioni nell’ambito della sorveglianza marittima (MARE/2014/26)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle migliori pratiche internazionali per la pianificazione dello spazio marittimo transfrontaliero (MARE/2014/40)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Networking a sostegno della rete delle zone di pesca europee 2014–2020 — Unità di sostegno FARNET (MARE/2014/29)

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Rafforzare la cooperazione regionale nella raccolta di dati nel settore della pesca (MARE/2014/19)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Appalto per la prestazione di servizi a sostegno del monitoraggio e della valutazione della pesca e dell’acquacoltura nell’ambito di EMFF 2014–2020 — FAME (MARE/2014/02)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Guardiani del mare (MARE/2014/24)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

> Politica regionale e urbana (1)

Call for application – Presentazione candidature: Regiostars 2015 – Premio per i progetti europei più interessanti e innovativi nel contesto dello sviluppo regionale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Protezione sociale, Lavoro e Mobilità, Integrazione, Cittadinanza (3)

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di una rete sulla qualità e sui costi/benefici nell’assistenza a lungo termine e nella prevenzione della dipendenza (VP/2014/010)

  • Scadenza 31 marzo 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno a favore dell’istituzione di una «piattaforma a livello UE per agevolare la costituzione di un partenariato transnazionale, scambio di esperienze, sviluppo delle capacità e networking, e capitalizzazione e diffusione dei risultati pertinenti» (VT/2014/011)

  • Scadenza 5 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

> Reti di comunicazione, Internet, Information Technology (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di gestione di media online e social media (4 lotti) (COMM/DG/AWD/2014/389)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: FIWARE Accelerator Programme – Settore Smart cities.Inviti a presentare proposte SOUL-FI (Startups Optimizing Urban Life with Future Internet)

  • Scadenza 26 giugno 2015

> Ricerca e Innovazione (20)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Eurostars a supporto dei progetti di ricerca delle PMI che sviluppano prodotti, processi e servizi innovativi per guadagnare vantaggio competitivo a livello internazionale

  • Scadenza 5 marzo 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: EraNetMed – Invito a presentare proposte di ricerca sulle Energie Rinnovabili, le Risorse idriche e le connessioni tra loro per la Regione del Mediterraneo. Energie rinnovabili ed efficienza energetica (JC-ENERGY-2014); gestione delle risorse idriche (JC-WATER-2014); nesso energia-acqua (JC-NEXUS-2014)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: CHIST-ERA. Invito a presentare proposte per progetti di ricerca 2014

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Azioni trasversali. Programma Scienza con e per la società

  • Scadenza 16 settembre 2015: H2020-GARRI-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Tecnologie emergenti e future (FET)

  • Scadenza 25 novembre 2014: H2020-FETHPC-2014

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali)

  • Scadenza 14 gennaio 2015: H2020-EINFRA-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Azioni Marie Sklodowska Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera (MSCA)

  • Scadenza 13 gennaio 2015: H2020-MSCA-ITN-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Consiglio Europeo per la Ricerca (CER)

  • Scadenza 5 febbraio 2015: ERC-2015-PoC

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Innovazione nelle PMI

  • Scadenza 16 dicembre 2015: H2020-SMEINST-2-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Accesso alla Finanza di Rischio

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 Pilastro Leadership Industriale. Programma Tecnologia Spaziale

  • 17 novembre 2014: H2020-PROTEC-2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie e manifattura e processi avanzati

  • Scadenza 09 dicembre 2014: H2020-EeB-2015
  • 09 dicembre 2014: H2020-FoF-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società sicure

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-DS-2015-1 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società inclusive, innovative e riflessive

  • Scadenza 28 maggio 2015: H2020-INT-INCO-2015
  • 28 maggio 2015: H2020-INT-SOCIETY-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-SC5-2015-one-stage

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Trasporti intelligenti, verdi e integrati

  • Scadenza 15 ottobre 2015: H2020-GV-2015

Call for Proposals – Sovvezione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Energia sicura, pulita ed efficiente

  • Scadenze
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-1
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-2
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-3
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-4

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia

  • Scadenze varie

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la società. Programma Salute, cambiamento demografico e benessere

  • Scadenze varie

> Trasporti e Mobilità, Reti trans-europee TEN-T (3)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Gestione dell’Osservatorio europeo per i carburanti alternativi (MOVE/C1/2014-797/2015-67)

  • Scadenza 12 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di valutazione sull’applicazione della direttiva 2011/82/UE intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’autorizzazione e sulla promozione della preparazione dei progetti principali della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), in particolare dei progetti riguardanti le vie d’acqua e dei progetti transfrontalieri (MOVE/B3/2014-751)

  • Scadenza 11 febbraio 2015

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FONDI EUROPEI GESTITI DALLE REGIONI ITALIANE

E FONDI NAZIONALI/REGIONALI

 

> Fondazione Unipolis – Progetti d’innovazione culturale e sociale (1)

Bando della Fondazione Unipolis: Culturability – spazi d’innovazione sociale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) (3)

Bando Smart&Start Italia: Sostegno alla nascita e alla crescita delle start-up innovative in tutto il territorio nazionale

  • Domande a partire dal 16 febbraio 2015

Bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli

  • Scadenza fino ad esaurimento delle risorse

MISE: Strumento agevolativo beni strumentali (“Nuova Sabatini”)

  • Aperto

> Regione Campania (1)

Avviso pubblico – Bando ‘Sportello per l’innovazione’. Interventi a favore delle PMI e degli organismi di ricerca.

  • Procedura a sportello

> Regione Emilia Romagna (4)

Bando Start up innovative 2014, per piccole imprese costituite dopo l’1 gennaio 2011

  • Scadenza 31 marzo 2015

Ingenium Emilia-Romagna II – Il fondo di investimento per le imprese innovative. Por Fesr 2007-2013, Asse 2, Attività II.1.3 – Fondo di capitale di rischio per le piccole e medie imprese innovative

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Fondo rotativo di finanza agevolata per la green economy: Programma Por Fesr 2007-2013, Asse 3 Qualificazione energetico ambientale e sviluppo sostenibile – Agevolazioni per piccole e medie imprese

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Avviso pubblico: Riconoscimento danni e concessione contributi in relazione a eventi alluvionali e trombe d’aria. Concessione di contributi alle imprese interessate

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Regione Lazio (11)

Fondo per il Microcredito (L.R. 10/06)

  • aperto

Fondo di Garanzia CCIAA di Roma

  • aperto

FONDO POR I.3 Lazio – Interventi nel capitale di rischio delle imprese. Bando per PMI industriali o di servizi che vogliono avviare programmi di sviluppo tecnologico e innovativo

  • Scadenza 15 maggio 2015 (per le PMI)

Fondo di Garanzia a favore delle PMI interessate dai Programmi Locali di Sviluppo Urbano (P.L.U.S.)

  • aperto

Fondo di Garanzia Spettacolo, Cultura, Editoria e Sport

  • aperto

Fondo per la nascita e lo sviluppo di Start-up innovative sul territorio del Lazio (art. 6 L.R. 13/2013)

  • dal 20 novembre 2014 fino ad esaurimento delle risorse disponibili

Avviso pubblico per la presentazione di progetti coerenti con il tema di EXPO MILANO 2015 ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’

  • a partire dalle ore 9.00 del 10 novembre 2014 e per i successivi 30 giorni

Bando POR FESR Lazio 2007- 2013: Horizon2020 Misure per favorire l’accesso ai Programmi dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca, dell’innovazione e della competitività

  • Scadenza 31 gennaio 2015

Bando Accesso al credito Lazio – Far crescere il patrimonio delle piccole e medie imprese

  • bando di prossima apertura

Bando Innovazione e Reti d’impresa Lazio – Fondo ‘Capitale di rischio’. Una partnership pubblico-privato per le imprese innovative

  • 15 maggio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

Bando Start up Lazio. Fondo per prestiti partecipativi alle start up

  • 31 gennaio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

> Regione Lombardia (6)

Avviso Pubblico per la selezione di progetti pilota finalizzati alla prevenzione e alla lotta contro la dispersione scolastica

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando ricerca e innovazione e contributi per i processi di brevettazione. Edizione 2014

  • Scadenza 25 marzo 2015

Bando per individuare le migliori start up lombarde nei settori collegati al tema EXPO ‘Feeding the planet, Energy for life’ (Start up per Expo)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando Lombardia Concreta – Contributi al credito per le imprese del turismo e dell’accoglienza

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Bando voucher per l’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde 2014

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Avviso pubblico: Azioni di rete per il lavoro, rivolte a gruppi di lavoratori coinvolti in processi di crisi o in cerca di occupazione

  • Scadenza 31 dicembre 2015

> Regione Marche (2)

Avviso pubblico: Sostegno a progetti integrati di sviluppo delle PMI in fase di ricambio generazionale

  • Bando a sportello

Bando Regione Marche: Fondo di Ingegneria Finanziaria della Regione Marche – “Concessione di un Finanziamento agevolato per le Imprese del Comparto Culturale della Regione Marche”

  • Fino ad esaurimento delle risorse finanziarie

> Regione Piemonte (9)

Contributi per l’acquisto, installazione ed attivazione di parabole e modem per la connessione ad internet via satellite, in zone rurali

  • Bando a sportello

Agevolazioni agli investimenti innovativi delle Piccole e Medie Imprese per impianti di proiezione cinematografica digitale: impianti digitali, reti, audio e risparmio energetico

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le PMI a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione,la sostenibilità ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro – Edizione 2014 (Bando Pmi 2014)

  • Bando a sportello

Strumenti finanziari a sostegno delle nuove imprese nate dai servizi forniti dagli sportelli provinciali per la creazione d’impresa (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le micro e le piccole imprese a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione dei processi produttivi – Edizione 2014 (Bando Micro 2014)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo del “lavoro autonomo” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo di “creazione d’impresa” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Bando regionale per la realizzazione di interventi volti a promuovere l’occupabilità di cittadini di paesi terzi in condizione di disagio occupazionale

  • Bando a sportello

Accesso alle agevolazioni per studi di fattibilità tecnica preliminari ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale riservate ai soggetti aggregati ai Poli di Innovazione – Bando Studi di fattibilità 2014

  • Scadenza 27 febbraio 2015

> Regione Puglia (1)

Avviso per la presentazione delle istanze di finanziamento per la realizzazione di progetti di promozione internazionale, volti alla penetrazione commerciale ed alla collaborazione industriale, a favore delle reti per ’internazionalizzazione, costituite da P.M.I. pugliesi

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Sardegna (5)

Avviso pubblico: Servizi per l’innovazione. Sostegno alla realizzazione di idee e progetti di innovazione delle imprese

  • Scadenza 30 novembre 2015

IV Avviso per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del “fondo microcredito FSE”. POR FSE 2007-2013 Asse II occupabilità. Asse III inclusione sociale

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Borse “Generazione Faber” – Secondo bando per l’assegnazione di borse di sperimentazione da spendere presso il FabLab di Sardegna Ricerche

  • fino ad esaurimento della dotazione finanziaria

Avviso Pubblico: Servizi ICT per il turismo. Bando per la presentazione delle domande di aiuti

  • Scadenza 31 marzo 2015

Bando Pubblico “Microincentivi per l’innovazione e la fabbricazione digitale”. Incentivi per la competitività delle piccole e medie imprese

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Toscana (7)

Fondo di Garanzia per i giovani professionisti e le professioni

  • aperto (data inizio presentazione: 15 novembre 2014)

Bando FAS SALUTE 2014 – Sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca in materia di qualità della vita, la salute dell’uomo, biomedicale, l’inustria dei farmaci innovativi

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Bando FAR-FAS 2014 per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati congiuntamente da imprese e organismi di ricerca in materia di nuove tecnologie del settore energetico, fotonica, ICT, robotica e altre tecnologie abilitanti connesse

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Fondo di Garanzia, Sezione 3 – Sostegno all’imprenditoria giovanile, femminile e dei lavoratori già destinatari di ammortizzatori sociali” (L.R. 21/2008)

  • aperto

Bando FAR-FAS 2014: Nuove tecnologie del settore energetico, con particolare riferimento al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Bando contenente le disposizioni tecniche e procedurali per l’attuazione della Misura C.2.2. “Sostegno alle attività di valorizzazione dell’ambiente e della fauna di interesse regionale” Azione a) “iniziative e attività di monitoraggio faunistico di interesse regionale in materia faunistico venatoria”

  • ventesimo giorno dalla pubblicazione sul B.U.R.T. n.41 parte III del 15 ottobre

Avviso pubblico per la concessione di incentivi a favore delle imprese di informazione (sostegno alle assunzioni)

  • Fino ad esaurimento delle risorse

> Regione Umbria (1)

Bando per il finanziamento di interventi volti all’innalzamento degli standard di qualità, nella ricettività alberghiera, extralberghiera e all’aria aperta

  • Scadenza 11 febbraio 2015

> Regione Veneto (3)

Bando Mettiti in moto! Neet vs Yeet – Le opportunità per i giovani in Veneto

  • Scadenza 30 giugno 2015

Bando per la concessione di contributi alle PMI per l’accesso ai servizi digitali in modalità cloud computing. POR 2007-2013 Parte FESR, Asse 4 – Linea di intervento 4.1. – Azione 4.1.3.

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Avviso pubblico: Programma Operativo Regionale 2007-2013, Parte FESR. Asse 2. Energia – Linea di intervento 2.1. “Produzione di energia da08/01/2015 fondi rinnovabili ed efficienza energetica”. Azione 2.1.3 – Fondo di rotazione e contributi in conto capitale per investimenti realizzati da PMI e finalizzati al contenimento dei consumi energetici

  • Scadenza 30 giugno 2015

Il giorno 20 dicembre 2019 è stata depositata l’ennesima sentenza – in questo caso della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia – riguardante lo spinoso tema del rimborso della c.d. “Euroritenuta”. Trattasi del rimborso che dovrebbe spettare ai soggetti che, aderendo al regime della “Voluntary Disclosure”, come nel caso in esame, subiscono una vera e propria doppia imposizione del reddito di capitale considerato. Il giudice del gravame rimane fermo nelle convinzioni che, progressivamente, si stanno diffondendo in ambito giurisprudenziale, accordando la tutela al Contribuente, leso nei suoi diritti da un’ipotesi di doppia imposizione.

 

Premessa

Nel caso di specie, il Contribuente aveva impugnato, dinanzi al giudice di prime cure, il diniego tacito dall’Agenzia delle Entrate “avente ad oggetto il rimborso delle somme versate quali euroritenute in Svizzera”.

Nello specifico, il Contribuente, aderente al regime della “Voluntary Disclosureex D.Lgs. 15 dicembre 2014, n. 186, sosteneva di aver subito congiuntamente e sulla base della medesima base imponibile il prelievo erariale svizzero (i.e., Euroritenuta alla fonte) ed italiano (i.e., imposte dovute sulla base della disclosure citata).

Tale doppia imposizione sarebbe vietata sia dall’art. 14 della Direttiva 2003/48/CE, istitutiva dell’Euroritenuta, sia dalla Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e la Confederazione Elvetica.

L’Agenzia delle Entrate, di contro, asseriva che, nel caso di specie, non sarebbe stato possibile attribuire il credito d’imposta per le ritenuta subita all’estero, poiché l’art. 165 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), fonte di riferimento, prevede espressamente che per il riconoscimento del credito di imposta estero, deve essere presentata dichiarazione dei redditi in Italia.

 

Le conclusioni della CTR Lombardia

La Commissione, riprendendo quanto stabilito dal giudice di prime cure, ha dichiarato che, seppure non sia applicabile al caso di specie a causa delle sue peculiarità, il meccanismo di compensazione e/o rimborso ex art. 165 TUIR (previsto per le componenti che concorrono a formare direttamente il reddito non assoggettate a regimi impositivi) e il mancato riconoscimento del medesimo da parte dell’Agenzia delle Entrate rappresenta una vera e propria doppia imposizione che viola quanto previsto dall’art. 14 della Direttiva istitutiva dell’Euroritenuta, di cui si riporta letteralmente il testo: “Lo Stato membro di residenza fiscale del beneficiario effettivo assicura, a norma dei seguenti paragrafi 2 e 3, l’eliminazione di tutte le doppie imposizioni che potrebbero derivare dall’applicazione della ritenuta alla fonte di cui all’articolo 11”. Pertanto, il meccanismo del credito d’imposta, quale strumento risolutore delle doppie imposizioni che l’Italia ha deciso di adottare, deve essere sostituito da un rimborso completo del valore delle ritenute alla fonte subite all’estero, in forza del principio di preminenza del diritto UE rispetto a quello interno.

Il fatto che il reddito non sia stato indicato in dichiarazione dal Contribuente, quale presupposto per l’attribuzione del credito d’imposta ex art. 165 TUIR, non può fungere da giustificativo per la mancata eliminazione della doppia imposizione; inoltre, il meccanismo stesso dell’Euroritenuta, che trasforma in sostituti d’imposta gli Stati nei quali sono detenute le consistenze finanziarie, è stato introdotto in determinati contesti proprio per evitare la doppia imposizione sul medesimo imponibile.

Nel ribadire ciò, si fa stretto riferimento anche alla circolare 20 luglio 2017, n. 21/E dell’Agenzia delle Entrate, nella quale si evidenzia che “il credito di imposta pagata all’estero benché non menzionato in dichiarazione, può, secondo la stessa circolare dell’Amministrazione finanziaria, essere riconosciuto anche in caso di “ravvedimento operoso lungo” e pure in presenza di contestazioni da parte del Fisco”.

Sembra, dunque, che la stessa Agenzia delle Entrate, in un precedente documento di prassi, abbia condiviso la tesi avanzata ora in giudizio dalla controparte, in forza di un più generale principio di cooperazione che sempre più permea i rapporti tra l’Amministrazione finanziaria e il Contribuente.

In conclusione, l’accoglimento dell’istanza del Contribuente sancisce l’ennesima “sconfitta” per l’Agenzia delle Entrate, forse fin troppo affezionata al tenore letterale di una norma di rango nazionale che, secondo il diritto europeo ed internazionale, perde di efficacia nei confronti di fonti aventi portata superiore.

(A cura di Rocco Pietro Di Vizio)


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Quest‘anno, il 20 maggio, lo statuto dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) ha compiuto 50 anni, con tutto il peso storico e giuridico che ne caratterizza il contenuto, in tema di libertà sindacali e disciplina della contrattazione collettiva, dal periodo corporativo fino a quello attuale. Vorrei esporre alcune considerazioni su questo ultimo aspetto, nella sua evoluzione dalle previsioni costituzionali ad oggi.

L‘art. 39 della Costituzione dispone quanto segue [sottolineature: n.d.r.]:

“L’organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”.

A questa norma, per la parte riguardante i sindacati e la loro registrazione, non è stata data mai attuazione.

Con la nascita della Repubblica Italiana, nell’art. 39 della Costituzione fu introdotto il principio che la disciplina dei rapporti di lavoro potesse essere regolata da contratti collettivi stipulati a livello nazionale; la loro vincolatività erga omnes (cioè anche per i non iscritti alle organizzazioni sindacali), però, è stata subordinata ad una forma di riconoscimento giuridico  – che doveva passare attraverso la registrazione – che non è mai stata attivata

La funzione del CCNL di dettare dei minimi economici e normativi validi per tutti i lavoratori di un certo settore è garantita, in quasi tutti gli ordinamenti giuridici, da specifiche disposizioni, incentrate su procedure volte a estendere l‘efficacia del CCNL a tutti i soggetti (datori di lavoro e lavoratori) operanti in un dato settore.

Invero, la norma costituzionale dell‘articolo 39, con tutto il suo corredo di previsioni mirate ad avviare un percorso di estensione generale della portata ed efficacia dei contratti collettivi, è rimasta priva di seguito ed  attuazione per la resistenza delle stesse organizzazioni sindacali, le quali temevano, nel clima politico ed economico del secondo dopoguerra, che la procedura di registrazione prevista dall’art. 39 consentisse allo Stato un eccessivo controllo sulla loro attività. In particolare, l’obbligo di registrazione avrebbe comportato l’accettazione di un organo amministrativo che verificasse nel tempo che tanto gli statuti quanto la loro concreta attuazione rispettassero l’obbligo di avere un ordinamento interno democratico. La motivazione, all‘evidenza, non regge ad una analisi critica, storica e, soprattutto, legale, per l‘evidente ragione che l‘unica conseguenza importante della mancata registrazione era la negazione dell‘efficacia generalizzata dei contratti collettivi.

La Costituzione ha posto un limite minimo, quello della base democratica, che ha come primo presupposto l’elettività, a fronte di una norma che conferisce agli accordi contrattuali un notevole potere, quello dell’efficacia di legge ordinaria a due parti sociali. Ciò che in realtà le associazioni non tolleravano – e non tollerano tutt‘ora – è la possibilità, anche minima, di una ingerenza dello Stato, sulla base di controlli dei principi e degli assetti organizzativi, nonché sulla connessa pubblicità delle generalità dei soggetti iscritti.

Di conseguenza, l’unico CCNL che le parti collettive possono oggi elaborare è un contratto atipico (art. 1322 c.c.) disciplinato dalle norme sui contratti in generale (art. 1321 c.c.). Le norme collettive trovano pertanto applicazione, quantomeno in linea di stretto diritto, nei confronti dei soli iscritti alle associazioni sindacali (dei lavoratori e datori di lavoro) che hanno stipulato il contratto. In questo senso si parla spesso di contratto collettivo “di diritto comune”. L’assenza di una disciplina specifica ha causato non pochi inconvenienti, della cui soluzione si è fatta storicamente carico in massima parte la giurisprudenza, che ha creato una prassi applicativa/interpretativa, incentrata sul disposto integrato dell‘art. 36 Cost. e dell‘art. 2099 c.c., mirata ad ottenere, in via giudiziale, l‘estensione dell‘efficacia dei contratti collettivi sulla base della enucleazione di un diritto del lavoratore ad una retribuzione sufficiente e proporzionata, costituita dai minimi sindacali retributivi della sola paga base.

Per la restante parte, con tutte le previsioni contenute di carattere normativo economico, il contratto collettivo ha efficacia soltanto per aziende e lavoratori che siano iscritti alle associazioni stipulanti, o, alternativamente, in caso di riferimento e/o richiamo ad esso nel contratto di assunzione o, ancora, sulla base dell‘applicazione di fatto a tutti i dipendenti da parte dell‘azienda. La conseguenza, tra le tante, è una proliferazione di contratti collettivi per singoli settori economici/produttivi, alla continua ricerca di adattamenti e corse al ribasso dei salari, che porta ad un panorama di più di 900 contratti, generando un vera e propria giungla  in una situazione che può definirsi grottesca, se non fosse lo specchio di una ricerca infinita di taglio dei salari.

(A cura di Pasquale Dui)


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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Abstract

Il 17 febbraio 2020 si è conclusa la consultazione pubblica, indetta dall’Agenzia delle Entrate, volta ad “acquisire le osservazioni di operatori economici, ordini professionali ed esperti sullo schema di circolare contenente chiarimenti e soluzioni interpretative sulle nuove modalità di fruizione dell’agevolazione prevista dal regime Patent box a seguito delle novità contenute nell’art. 4 del D.L. n. 34/2019 (c.d. Decreto Crescita)”. Il comunicato riportato si riferisce alle modifiche attuate dal c.d. “Decreto Crescita” in materia di determinazione del beneficio Patent Box. Tale schema di circolare riporta interessanti esplicazioni per quanto concerne, in particolare, il set documentale richiesto ai fini della “penalty protection”.

Premessa

Lo schema di circolare dell’Agenzia delle Entrate, sottoposto a consultazione pubblica nel periodo compreso tra il 10 e il 17 febbraio 2020, fornisce chiarimenti in merito alle modifiche contenute nell’art. 4 del D.L. 30 aprile 2019, n. 34 (c.d. “Decreto Crescita”). Tale norma introduce la possibilità di “autoliquidare” il beneficio previsto dalla disciplina del Patent Box e, nello specifico, di “determinare in maniera autonoma e indicare direttamente in dichiarazione l’agevolazione spettante previo possesso di una documentazione specifica che attesti e dia forza probante a quanto calcolato liberamente.

Risultano essere di particolare interesse, ai fini del seguente resoconto, i chiarimenti in materia di “idonea documentazione”, le cui regole di articolazione sono state sinteticamente fornite, in origine, dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 luglio 2019, n. 658445.

I chiarimenti dell’Agenzia sulla “Patent Box Documentation”

La c.d. “Patent Box documentation” (da ora in poi PB Doc) è suddivisa in due sezioni: A e B.

La sezione A contiene, come mostrato dalla circolare in esame, “elementi conoscitivi necessari per comprendere il contesto organizzativo, funzionale e di rischio del Contribuente, con un focus particolare sui fattori generatori di valore e, quindi, sulle funzioni aziendali coinvolte nella gestione e nell’utilizzo dei beni immateriali oggetto di richiesta agevolativa”.

Tali informazioni risultano di notevole importanza per i verificatori nell’attuazione dell’attività istruttoria, permettendo ad essi di comprenderne l’“apparato” antistante la produzione del bene immateriale.

Appare doveroso specificare che l’onere documentale non riguarda l’intero contesto organizzativo, funzionale e di rischio del Contribuente, ma solo quanto strettamente legato alla produzione dei beni immateriali, così come ribadito dalla predetta circolare con focus sulle operazioni infragruppo: “l’onere informativo relativo alle operazioni con le imprese associate è limitato alle sole operazioni che coinvolgono, anche indirettamente, i beni agevolabili e come tali in grado di avere un effetto sulla determinazione del contributo economico”.

Ulteriore chiarimento attinente la sezione A riguarda l’apposizione della marca temporale, la quale, in relazione alla “[…] documentazione attestante la sussistenza dei requisiti di agevolabilità richiesti dalla disciplina […]” è obbligatoria, mentre, al contrario, in relazione alla “documentazione attestante lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo” non lo è, non costituendo, quest’ultima, parte integrante della documentazione idonea.

La sezione B, da ultimo, contiene “informazioni di tipo contabile e fiscale necessarie per consentire il riscontro della corretta quantificazione del beneficio espresso come variazione in diminuzione nei modelli dichiarativi”.

In questa sezione è forte il riferimento ad alcuni dei metodi utilizzati per la determinazione dei prezzi di trasferimento, estesi anche alla disciplina del Patent Box, ossia: Comparable Uncontrolled Price Method (c.d. CUP) e Residual profit split method (c.d. RPSM).

In tale frangente viene posta enfasi sulla distinzione tra utilizzo diretto e indiretto del bene immateriale oggetto di agevolazione; pertanto, a seconda dell’utilizzo e del metodo considerato, dovranno essere sfruttati differenti dati e modalità di calcolo.

Fatta questa doverosa premessa, la circolare si limita a fare stretto riferimento al succitato Provvedimento n. 658445/2019 (in cui sono specificamente descritte le parti in cui ciascuna sezione si deve articolare) e alla circolare dell’Agenzia delle Entrate del 7 aprile 2016, n. 11/E (in cui sono forniti i primi chiarimenti in materia di Patent Box).

In sintesi:

  • nel caso di utilizzo diretto del bene immateriale, nell’ambito del metodo CUP, il Contribuente deve “determinare la c.d. ‘royalty implicita’ sul bene immateriale, incorporata nel prezzo di vendita del bene materiale ceduto e del servizio prestato”;
  • nel caso di utilizzo indiretto, sempre nell’ambito del metodo CUP, il Contribuente deve indicare analiticamente i canoni derivanti dalla concessione del bene immateriale;
  • nell’ambito del metodo RPSM, invece, non viene evidenziata la distinzione tra utilizzo diretto e indiretto, ma si specifica che il Contribuente deve “porre particolare attenzione nel delineare correttamente il perimetro del Patent box, all’interno del complessivo reddito di impresa, descrivendo opportunamente i criteri adottati nel processo”.

Per ciascuna delle descrizioni sinteticamente rese viene fatto stretto riferimento a quanto indicato specificamente nel Provvedimento anzidetto che deve essere utilizzato come “bussola” di riferimento da tutti i professionisti che sono chiamati a predisporre la PB Doc.

(A cura di Rocco Pietro Di Vizio)


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(A cura di Vito de Sandi)

Premessa, estratto

Molte volte vi sarà capitato di provare ristoranti, generalmente giapponesi, che offrono menù “all you can eat” (cioè ristoranti che offrono la possibilità di ordinare senza limiti ad un prezzo fisso, spesso 15,99 o 20,99) e in altrettante occasioni, almeno se siete come il sottoscritto, vi sarà capitato di uscirne satolli, almeno più che in un normale ristorante. Questo breve elaborato si preoccupa di comprendere le ragioni economiche del perché generalmente il nostro consumo nei ristoranti con formula all you can eat è maggiore rispetto ai ristoranti á la carte o detto altrimenti, perché all’ all you can eat spesso mangiamo oltre il nostro livello di sazietà. Il lavoro ci permette di calcolare, inoltre, il nostro consumo ottimale. L’analisi risulta valida limitatamente alle scelte nel brevissimo periodo, il tempo di una cena fuori.

Á la carte

Ipotizziamo di trovarci in un ristorante giapponese che non offre la formula all you can eat (quindi paghiamo per ciò che ordiniamo), lo stesso offre un grande varietà di prodotti ad un prezzo pressoché identico. Quanto ordiniamo? Osserviamo la situazione graficamente. Cominciamo osservando la figura 1.

È pacifico affermare che il consumo di prodotti ci procura piacere che possiamo chiamare utilità. Nel nostro caso ingerire sushi genera per noi benessere , soddisfazione, utilità. Possiamo immaginare che più sushi mangiamo più utilità ci procura. Quindi l’utilità (U) è funzione crescente rispetto alla quantità di sushi (Q). Però se ci pensiamo bene il beneficio che ci procura il primo nigiri (una particolare tipologia di sushi) è sicuramente maggiore rispetto al 20° pezzo. Matematicamente questo significa che la nostra funzione U(Q) è concava, ovvero che l’U aumenta all’aumentare di Q ma in misura sempre inferiore. Evidentemente la curva parte dall’origine in corrispondenza di un consumo pari a 0 e un’ utilità 0. Inoltre, la funzione raggiunge sicuramente un livello per cui un aumento ulteriore di consumo non incrementa più l’utilità, cioè arriva un punto in cui non possiamo mangiare più se non vogliamo sopportare ripercussioni negative sulla salute, chiamiamo questo punto S, di massima sazietà . Oltre S un nigiri in più riduce la nostra utilità. Passiamo al secondo grafico.

Acquistare prodotti ha un costo, così come ordinare altri pezzi di sushi. Chiamiamo C il costo che dobbiamo sopportare per acquistare del sushi. Maggiore è la quantità che acquistiamo maggiore il costo. Infatti, la funzione che lega il costo alla quantità acquistata è crescente e lineare anche dopo il punto di sazietà massima S. In corrispondenza di una quantità acquistata pari a 0 il costo sarà nullo (se non mangiamo niente non paghiamo).

 

Quanto dovremmo mangiare?

Nella nostra situazione la risposta è semplice. Dobbiamo ordinare pezzi di sushi finché il beneficio o utilità derivate da un nigiri in più eguaglia il costo dello stesso, economicamente finché l’utilità marginale derivante dall’ultima unità consumata eguaglia il costo marginale di quell’ultima unità. Possiamo rappresentare la situazione.

Il grafico mostra sull’asse delle ordinate il costo marginale (C’) per un’ unità in più di consumo e anche l’utilità marginale (U’). Sull’asse delle ascisse la quantità (Q) del bene consumato, il sushi.

Vediamo che la funzione di utilità marginale (U’(Q)) risulta decrescente perché come sappiamo l’utilità di una unità in più è positiva ma via via decrescente. Raggiunge l’asse delle ascisse in L (massima sazietà), punto in cui un’ unità in più di sushi riduce l’utilità.

La funzione di costo marginale (C’(Q)) è lineare e parallela all’asse delle ascisse perché intuitivamente il costo di un pezzo di sushi in più è sempre il medesimo, cioè il prezzo di quel pezzo.

L’equilibrio, come abbiamo detto, viene raggiunto quando il C’ = U’, ovvero in corrispondenza del punto di intersezione tra le due curve. Come vediamo il punto di equilibrio corrisponde ad un consumo pari a Q* inferiore alla sazietà massima L, quindi non rischiamo di stare male una volta finita la cena.

All you can eat

In questa seconda situazione, ipotizziamo di trovarci in un ristorante con formula all you can eat. Il ristorante permette di consumare tutto ciò che desideriamo ad un prezzo fisso (P). Come nel paragrafo precedente analizziamo economicamente la nostra situazione.

                                             

Esattamente come in un ristorante á la carte, la nostra funzione di utilità, che lega il benessere derivante dal sushi alla quantità consumata (U(Q)), parte da 0 per un consumo pari a 0, cresce all’aumentare di Q fino a raggiungere il massimo in S (punto di massima sazietà). A destra di S il consumo aggiuntivo riduce la nostra utilità. L’analisi quindi risulta pressoché la medesima della situazione descritta precedentemente. Diversa è invece la funzione di costo, in questo caso sempre pari a P, perché  all’ all you can eat paghiamo sempre un prezzo fisso. Ciò significa che la funzione di costo è una retta parallela all’asse delle ascisse.

Quanto dovremmo mangiare?

Anche in questo caso dobbiamo mangiare finché il beneficio derivante da un pezzo in più di sushi ne eguaglia il costo. Ovvero finché il beneficio marginale uguaglia il costo marginale. Ma i risultati ora cambiano. Osserviamo il grafico.

La curva dell’utilità marginale U’(Q) è la medesima dell’esempio precedente: decrescente fino L, sintomo dell’inclinazione della funzione di utilità U(Q) del grafico su osservato. Più interessante è la funzione del costo marginale C’(Q) che è pari a 0 per ogni livello di consumo (Q). Se ci pensiamo il costo di ordinare un pezzo di sushi in più è sempre pari a zero, perché già abbiamo pagato un prezzo iniziale invariabile. Quindi la nostra funzione C’(Q) coincide con l’asse delle ascisse. Tutto questo implica un equilibrio in L, il punto di massima sazietà.

Conclusione

Possiamo in conclusione verificare che generalmente il consumo ottimo con la formula all you can eat, pari a L, risulta maggiore rispetto ad un ristorante á la carte in cui è pari a Q*< L. Abbiamo inoltre scoperto che questo punto ottimo L rappresenta la massima sazietà, quindi lo raggiungiamo quando siamo completamente pieni. Per cui non dobbiamo più sorprenderci del nostro maggior consumo in ristoranti con formula all you can eat, ne dobbiamo sentirci in colpa se mangiamo di più, dal momento che è la teoria economica che lo prescrive. L’importante è fare attenzione a non superare il punto L, il che porterebbe ad una pessima conclusione della cena.


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Con il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, datato 14 maggio 2020, ed il bando in materia di “concessione di agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’unione europea e internazionali – marchi+3”, realizzato dal medesimo Ministero, si prevedono misure agevolative rivolte a tutte quelle imprese dallo spiccato carattere innovativo. Tali misure hanno il medesimo obiettivo, ossia, la valorizzazione del patrimonio tecnologico e intangibile italiano, frutto dell’attività di ricerca e sviluppo condotta dalle imprese e dalle start-up innovative italiane.

 

  1. Premessa

Nel presente contributo s’intende brevemente descrivere due misure agevolative introdotte di recente nel sistema nazionale delle agevolazioni, vale a dire:

  • il c.d. “Voucher 3I” a sostegno dei brevetti, previsto dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (da ora in avanti, “MiSE”), datato 14 maggio 2020, in attuazione di quanto previsto dal c.d. “L. Crescita”, e
  • il programma di agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea e internazionali (c.d. “Bando Marchi+3”) rifinanziato dal MiSE – Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, con l’avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 3 dicembre 2018, n. 281.

 

  1. Il “Voucher 3I

Il “Voucher 3I” si rivolge alle sole “start-up innovative[1] ed è finalizzato a finanziare i costi sostenuti da queste ultime per “l’acquisizione di servizi di consulenza, esclusivamente erogati dai fornitori dei servizi, necessari a valorizzare e tutelare in Italia e all’estero i propri processi di innovazione tramite un brevetto per invenzione industriale”.

Nel concreto, l’incentivo consiste nel rilascio di un voucher a copertura delle seguenti spese legate all’attività di brevettazione:

  • verifica della brevettabilità dell’invenzione ed effettuazione delle ricerche di anteriorità preventive al deposito della domanda di brevetto (Euro 2.000, oltre IVA e oneri di legge);
  • stesura della domanda di brevetto e deposito della stessa presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi (Euro 4.000, oltre IVA e oneri di legge);
  • deposito all’estero di una domanda che rivendica la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto (Euro 6.000, oltre IVA e oneri di legge).

I servizi possono essere forniti esclusivamente dai consulenti in proprietà industriale e avvocati, iscritti negli appositi elenchi predisposti e gestiti dall’Ordine dei consulenti in proprietà industriale e dal Consiglio nazionale forense.

Per quanto riguarda la presentazione della domanda, essa deve avvenire on-line, nel rispetto del seguente iter:

  • registrazione al sito di Invitalia[2] mediante una e-mail ordinaria e;
  • accesso alla sezione riservata per la compilazione della domanda on-line e l’ottenimento dei moduli da allegare.

Da ultimo, è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (“PEC”).

 

  1. Il “Bando Marchi+3

Il “Bando Marchi+3” si sostanzia in un programma volto a favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea ed internazionali.

L’obiettivo è quello di favorire “le imprese di micro, piccola e media dimensione” mediante due misure agevolative differenti:

  • Misura A: agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (“EUIPO”), attraverso l’acquisto di servizi specialistici e;
  • Misura B: agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (“OMPI”), attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

In entrambi i casi (distinguendo tra marchi UE e internazionali), richiamando il testo del Bando, l’impresa può richiedere un’agevolazione per le spese sostenute in sede di:

  • progettazione del marchio;
  • assistenza per il deposito;
  • ricerche di anteriorità;
  • assistenza legale per azioni di tutela del marchio; e
  • tasse di deposito presso EUIPO.

L’agevolazione è concessa nel limite dell’80% (90% per USA o CINA) delle “spese ammissibili sostenute e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di servizio”. In altre parole, a seconda della tipologia di attività considerata, è indicato all’interno del Bando (in una tabella apposita) l’importo massimo erogabile.

Per accedere all’agevolazione è necessario, a pena di inammissibilità:

  • compilare il modello fornito on-line[3], e
  • inviare la domanda[4].
  1. Riferimenti utili

Nel corso del contributo informativo sono stati indicati i “punti salienti” della disciplina, al fine di trasmettere l’importanza di alcune agevolazioni che sarebbe inopportuno trascurare.

Al fine di integrare quanto sinteticamente esposto, si riportano di seguito i riferimenti sitografici alle fonti in cui sono descritti tutti i particolari:

  • Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (“MiSE”) del 14 maggio 2020 avente ad oggetto il Voucher 3I, [file doctype: pdf]:

file:///C:/Users/Rocco/Downloads/Decreto_Voucher_3I_maggio_2020.pdf e;

  • Programma di agevolazioni alle imprese per favorire la registrazione di marchi dell’Unione Europea e internazionali (cd Bando Marchi+3), [file doctype: pdf]:

In conclusione, al fine di agevolare i soggetti interessati alle predette misure, si segnala che lo Studio Legale Melillo & Partners, con il supporto del network ad Esso correlato, di cui lo scrivente fa parte in qualità di consulente, è specializzato nella gestione delle differenti pratiche ed adempimenti scaturenti dalla disciplina sopra analizzata.

Per maggiori informazioni si riportano i contatti utili:

[1] Per approfondimenti sul punto si rimanda al seguente link: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/voucher-3i/a-chi-si-rivolge

[2] https://www.invitalia.it/come-funzionano-gli-incentivi/registrazione

[3] La compilazione del form on-line consentirà l’attribuzione del numero di protocollo, che dovrà essere riportato nella domanda di agevolazione. Il form on-line è disponibile sul sito www.marchipiu3.it fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

[4] Le imprese devono presentare la domanda per l’agevolazione entro cinque giorni dalla data del protocollo assegnato mediante compilazione del form on-line, esclusivamente attraverso Posta Elettronica certificata (“PEC”), al seguente indirizzo: marchipiu3@legalmail.it. Si assume, quale data di presentazione, la data di ricezione, a mezzo PEC, della domanda di agevolazione.

(A cura di Claudio Melillo in collaborazione con Rocco Pietro Di Vizio e Manuel Quattrocchi)


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ABSTRACT

Il mercato del lavoro, in particolare nei settori economico-giuridici, ha subito un’evoluzione parallela a quella caratterizzante l’essere umano; invero, il sorgere di nuove esigenze sociali, frutto di nuove e maggiori interazioni regolate da normative specifiche, sta richiedendo forme sempre più specializzate di intervento.

Possedere una preparazione generale su molti fronti sta non corrisponde più alle esigenze del sistema economico e la specializzazione verticale sta assumendo grande rilevanza. La “sopravvivenza” nel mondo del lavoro sembra ancorarsi a questo nuovo canone e riguarderà coloro che sapranno adattarsi ad un “ambiente” in continuo sviluppo.

 

Il concetto di “specializzazione” nell’avvocatura

Il concetto di specializzazione viene posto in evidenza nell’ambito forense dal Decreto del Ministro della Giustizia del 2015, n. 144, modificato a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, Sez IV, n. 5575/2017 che lo ha ritenuto illegittimo per quanto riguarda alcune sue disposizioni.

Le modifiche al citato decreto sono state promosse dalla medesima Corte, la quale, nel parere n. 03185/2019, ha sostenuto che “[…] l’intervento regolamentare in esame si giustifica, dunque, in ragione di un evidente fallimento del mercato dei servizi legali dove l’asimmetria informativa tra professionisti e clienti si traduce spesso in fenomeni di selezione avversa. La specializzazione ed un’adeguata organizzazione del coordinamento tra le diverse specializzazioni tra studi legali dovrebbe contribuire ad aumentare la qualità dell’offerta, riducendo gli effetti negativi dell’asimmetria informativa anche attraverso l’uso di tecnologie dirette alla semplificazione […]”.

Sono state, quindi, previste una serie di categorie in cui è possibile essere riconosciuti come specialisti a seguito dell’esperienza e della formazione maturata nell’ambito di riferimento. Il concetto chiave, dunque, si fonda sull’espressione “competenze specialistiche”; queste devono caratterizzare ciascun professionista in un momento storico in cui le problematiche lamentate dalla clientela sono “multiformi”, ossia, riguardano sempre più spesso tematiche complesse e allo stesso tempo interconnesse tra loro.

 

L’integrazione delle competenze quale risposta ai bisogni del cliente

Una volta maturate le competenze specialistiche distintive in un determinato settore, risulta necessario integrarle in un sistema che permetta di utilizzarle per soddisfare le molteplici richieste della clientela, sempre più esigente. Oggi la clientela ricerca sempre più professionisti specializzati in determinate materie, in grado di risolvere con professionalità ogni tipo di problematica, ancorché complessa e multidisciplinare.

Le questioni sottoposte dal cliente, tuttavia, presentano spesso numerose sfaccettature e richiedono, per una loro attenta soluzione, il ricorso a differenti competenze e discipline che, in virtù di quanto sopra riportato, difficilmente (o se non altro raramente con estrema qualità) possono concentrarsi in capo ad uno stesso professionista.

La specializzazione, quindi, deve essere accostata all’integrazione delle competenze distintive di cui ciascun professionista è dotato; considerando, per esempio, il settore giuridico, è possibile riscontrare numerosi collegamenti tra materie che, a primo impatto, sembrano tra loro poco affini.

La “chiave di volta” sta proprio nel confronto interdisciplinare tra differenti professionisti specializzati che devono rispondere in maniera puntuale allo specifico quesito del cliente.

L’iter che conduce ad una risoluzione efficace del problema prospettato parte dalla scomposizione dello stesso in tutte le materie e competenze richieste per la sua soluzione.

Quest’ultima sarà frutto del coinvolgimento di diversi professionisti specializzati, pronti a collaborare per risolvere il problema senza lasciare nulla al caso.

In questo modo si garantisce al cliente una risposta specialistica e si evita il rischio che un professionista sia costretto a fornire soluzioni su cui ha scarsa o addirittura nessuna esperienza e competenza.

 

Il networking: strumento perfetto per la multidisciplinarietà

Si è compreso che la scomposizione di un problema complesso presentato dal cliente in problemi più semplici richiede il coinvolgimento di diverse competenze specialistiche e la conseguente individuazione di professionisti specializzati idonei ad affrontarli.

Si tratta di uno step necessario per lo sviluppo della “consulenza del nuovo millennio”.

Ultimo tassello da considerare ed analizzare riguarda le “modalità” con cui è possibile aggregare un cospicuo numero di professionisti specializzati in differenti segmenti di discipline, senza che vi siano problemi legati, per esempio, alla sovrapposizione degli stessi ed alla conseguente concorrenza tra specialisti.

Lo strumento che ben si sposa con questo fine è il networking”, ossia, la possibilità di generare, su scala nazionale e globale, una rete di professionisti in possesso di competenze specialistiche e complementari che, con l’ausilio delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione, possa rispondere celermente alle esigenze di qualunque tipo di cliente.

Recentemente, il concetto di “network” ha assunto grande rilevanza, in particolar modo per quanto riguarda l’evoluzione dei nuovi business 4.0.

Tale strumento può essere applicato molto efficacemente al mondo dei professionisti specializzati che vogliano impegnarsi a risolvere le problematiche “multiformipresentate dai clienti.

Dal punto di vista della clientela, invece, si presenta la possibilità di poter visionare in maniera rapida e completa, (grazie allo sfruttamento di siti internet ricchi di numerose funzionalità), il profilo di professionisti per poi, eventualmente, ingaggiarli.

In sintesi, il potenziale delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione, utili per lo svolgimento di numerose operazioni on-line, diviene fonte di ricchezza sia sul fronte dei professionisti che su quello della clientela.

 

Conclusioni

I concetti posti in evidenza, nel contributo, possono essere sintetizzati in tal modo:

  • la specializzazione in singoli settori quale fonte di maggior cura e attenzione per il cliente: ciò deriva dal generale assunto, ricavato dalla concreta esperienza umana, ben espresso dalla seguente citazione dell’illustre poeta e scrittore Jorge Luis Borges :“non c’è uomo che, al di fuori della sua specializzazione, non sia propenso alla credulità”;
  • il “networking” come frontiera dei rapporti lavorativi del nuovo millennio: mantenere una maggiore cura e attenzione per il cliente parte proprio da qui. Le competenze specialistiche maturate da ciascun professionista non devono rimanere isolate ma, al contrario, devono essere sfruttate in maniera integrata sulla base di appositi sistemi di “networking”;
  • il potenziale espansivo delle nuove tecnologie come motore propulsore: per ultimo, si vuole evidenziare che le nuove tecnologie digitali possono fungere da motore propulsore per un’espansione ad ampio spettro, che permetta di raggiungere numerosi clienti, senza la necessità di prodigarsi fisicamente con sforzi inutili.

La combinazione di questi tre aspetti non può che portare al superamento della “selezione naturale” che si sta gradualmente verificando in ambito lavorativo, a causa dell’evolversi della società attuale e delle modalità di interazione tra soggetti.

Se l’arcaica teoria darwinista sia ancora attuale e declinabile al mondo del lavoro potrà rivelarlo solo il futuro.

(A cura di Rocco Pietro Di Vizio)


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La “sospensione” dei licenziamenti collettivi e individuali nell’ambito della legislazione Covid-19

Nel decreto Cura Italia 18/2020, convertito con legge 27/2020, tra le altre misure previste a supporto dell’economia, delle imprese e dei lavoratori, è stata introdotta la sospensione dei licenziamenti per 60 giorni, dunque, dal 17 marzo 2020 al 17 maggio 2020. Il decreto Rilancio 34/2020, pubblicato nella GU del 19 maggio, nell’art. 83 contiene una “proroga” della sospensione per altri tre mesi dalla scadenza originaria e, quindi, fino al 17 agosto 2020.

La sospensione dei licenziamenti non è un provvedimento a carattere generale, o “universale”, come si potrebbe pensare, ma ha una serie di limitazioni, introdotte da selezioni, da un lato, per tipologia di licenziamento e, dall’altro lato, per la qualifica dei lavoratori.

Nel tentativo di offrire una esposizione che contempli i casi di applicazione e di esclusione, è quanto mai opportuno esporre il tutto in modalità riassuntiva e, soprattutto, schematica.

 

Licenziamenti collettivi e procedure di riduzione del personale

  • Non è possibile avviare e/o attivare procedure collettive di riduzione del personale, fino al 17 agosto 2020
  • La sospensione riguarda anche le procedure avviate dal 24 febbraio 2020 e non concluse al 17 marzo 2020; in questo caso, qualora l’azienda abbia intrapreso la procedura dopo il 23 febbraio:
    • dovrà provvedere al suo “congelamento” sino al 17 agosto 2020
    • dovrà avviare, contestualmente, la richiesta di Cassa integrazione COVID-19, al fine di porre i lavoratori sotto la protezione economica dello Stato

La ratio della norma è, appunto, quella di dare continuità ai rapporti di lavoro, anche solo formalmente, al fine di permettere, a questi lavoratori, di fruire degli ammortizzatori sociali COVID-19

  • Nessuna sospensione è stata prevista per le procedure collettive avviate prima del 24 febbraio 2020

 

Licenziamenti individuali

  • Sono sospesi anche i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (GMO), a prescindere dal numero dei dipendenti in forza e dal fatto che la motivazione sia diversa dalla crisi attuale
  • È sospesa, sempre sino al 17 agosto, la procedura conciliativa prevista in caso di licenziamento per GMO, nelle aziende con organico superiore ai 15 dipendenti (Si tratta di una procedura obbligatoria da effettuarsi prima del licenziamento, presso la Commissione di conciliazione dell’Ispettorato del lavoro e prevista dall’articolo 7 della legge n. 604/1966, così come modificato dalla legge Fornero 92/2012).

 

Licenziamenti individuali per i quali non opera la sospensione

  • Licenziamento per motivi disciplinari. Si tratta dei licenziamenti effettuati al termine della procedura prevista dall’articolo 7 statuto lavoratori, allorquando il lavoratore abbia commesso un inadempimento agli obblighi di legge e contrattuali, tale da meritare una sanzione espulsiva. Questi si dividono, a seconda della gravità, tra licenziamenti per giustificato motivo soggettivo e licenziamenti per giusta causa
  • Licenziamento per superamento del periodo di conservazione del posto in caso di malattia o infortunio (c.d. comporto), disciplinato dall’art. 2110 c.c. e costituente una fattispecie autonoma di licenziamento, disancorata dalla categoria generale dei licenziamenti per GMO
  • Licenziamento durante il periodo di prova (salvo il caso di abusi del datore di lavoro e di procrastinazione della “prova” oltre certi limiti, senza una ragione giustificatrice)
  • Licenziamento per raggiungimento del limite massimo di età per il possibile accesso alle prestazioni del pensionamento di vecchiaia (età pensionabile, ai sensi di legge)
  • Licenziamento per inidoneità sopravvenuta alle mansioni (accertata dagli organismi sanitari competenti)
  • Licenziamento del lavoratore domestico, della badante e delle figure assimilabili
  • Licenziamento del dirigente, sia di vertice, sia della media dirigenza, sia della bassa dirigenza (c.d. mini-dirigente)

Interruzione del rapporto con l’apprendista al termine del periodo di apprendistato

(A cura di Pasquale Dui)


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
Contattaci: info@economiaediritto.it

Il 29 dicembre 2016 venne introdotto, in un territorio molto vicino alle esigenze delle imprese del settore “High Tech”, un regime volto a incentivare l’allocazione, nel territorio nazionale, dei profitti e della proprietà dei cd. “intangibles”, ossia i beni immateriali ormai core business di numerosi colossi digitali del nuovo millennio.

Il territorio di riferimento è Israele ed il regime è stato denominato “Innovation Box”, sulla stregua dei “Patent Box regime” istituiti in differenti ordinamenti mondiali, in forza dell’“Actions 5” elaborata in seno all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (in sigla, OCSE).

L’obiettivo è quello, da una parte, di rendere il proprio territorio attrattivo per tutte le prospere imprese protagoniste dell’economia digitale e, dall’altra, di ridurre le pratiche abusive in materia di “Base Erosion and Profit Shifting” di cui le stesse sono autrici.

1.  Premessa

Israele può essere considerato a tutti gli effetti un’economia avanzata per quanto riguarda, in particolar modo, il settore dell’”High Tech” e della sottostante ricerca e sviluppo (d’ora in poi “R&D”).

Basti pensare che, dati alla mano[1], nel vicino 2018, gli investimenti destinati alla R&D ammontano al 4% del Prodotto Interno Lordo (PIL), statistica di rilevante entità che posiziona Israele al vertice nella classifica degli Stati maggiormente attivi sotto tale versante.

Conscio di ciò, il Legislatore estero, nel rispetto dell’”Action 5” del progetto BEPS (Base Erosion and profit Shifting”) e del c.d. “nexus approach” da essa derivante, ha deciso di introdurre un regime che generi un ambiente ideale per tutte quelle imprese aventi come core business uno o più Intangible.

La strategia adottata è finalizzata ad incentivare gli attori dell’economia digitale, già presenti nello Stato israeliano per la “solaR&S, ad allocare ivi anche la proprietà ed i profitti derivanti dagli IP le cui funzioni “propedeutiche” sono già svolte nel territorio interno.

2. Le agevolazioni previste

Il regime in analisi si presenta, agli occhi del target di riferimento (ossia i board delle grandi digital enterprises), di facile comprensione e forte incisività nelle sue caratteristiche; specificatamente è prevista:

  • l’applicazione di una imposta sul reddito delle società di entità ridotta e pari al 6% del reddito correlato al bene immateriale (Corporate Income Tax, CIT”);
  • l’applicazione di una ridotta ritenuta alla fonte sui redditi distribuiti a società site all’estero pari al 4% e;
  • l’applicazione di una ridotta imposta sulla vendita e/o concessione del bene immateriale pari al 6% (cd. “capital gain tax).

Aspetto di ulteriore rilevanza risiede nella possibilità, anche per le imprese che non rispettano i suddetti requisiti, di godere di un regime fiscale di favore che prevede un’aliquota d’imposta pari al 12% (non più 6%) in relazione ai punti 1) e 3) di cui sopra.

In aggiunta, per le imprese residenti in determinate zona del paese quale la cd. “A zone” (Galilea, Gerusalemme, deserto del Negev), è prevista l’applicazione di un’aliquota del 7.5%. Per non parlare dei regimi di beneficio a cui sono soggette le cd. “Preferred Enterprises”, di non interesse in questa sede.

In sintesi, alle imprese rispettanti determinati requisiti è offerto un ventaglio di possibilità che vanno ben oltre l’Innovation Box, seppur quest’ultimo poni una stringente attenzione al concetto di Intellectual Property ed al suo sfruttamento.

3. Le condizioni per godere dell’Innovation Box

Un’impresa diviene qualificata per il regime fiscale di vantaggio e, pertanto, può godere dei rispettivi benefici, al ricorrere delle seguenti condizioni:

  • investimento del 7% del fatturato degli ultimi tre anni rivolto alla ricerca e sviluppo, ovvero 20 milioni di dollari in ricerca e sviluppo;
  • rispetto di almeno una dei seguenti vincoli:
  1. il 20% dei dipendenti è impiegato in attività di R&D oppure sono presenti almeno 200 addetti nel medesimo settore;
  2. nei periodi di imposta precedenti, la società ha ricevuto investimenti in capitale di rischio per $ 2 milioni
  3. La crescita media annua in tre anni deve corrispondere al 25% sotto il profilo delle vendite o dei dipendenti assunti.

Da una attenta analisi delle suddette condizioni si comprende che non sia richiesto alle imprese di investire nuove risorse in Israele ma di aver investito in passato e continuare ad investire. L’intervento può definirsi strategico proprio per tale motivo; il Legislatore ha cercato di ampliare la presenza di imprese già site nel territorio, ricco di HUB di ricerca, al fine di ottenere un guadagno in gettito e sviluppo tecnologico.

Il rispetto dei limiti appena analizzati non è, tuttavia, stringente; infatti, si specifica che le “companies not meeting the above conditions may still qualify under the discretion of the Israeli Innovation Authority at the Ministry of Economy and Industry[2], lasciando, così, ampia discrezionalità in merito ai “partecipanti” ad un’Agenzia istituita presso il Ministero dell’Economia e dell’Industria.

4. Il nexus previsto per il calcolo del beneficio tra ordinamento italiano e israeliano: cenni

Anche all’interno dell’”Innovation Box”, come per il fratello “Patent Box” italiano, è prevista una formula (cd. “nexus ratio”) utilizzabile per ottenere il reddito imponibile ammissibile ai benefici fiscali.

La formula, in via del tutto semplificata, si presenta come segue:

A x 130%
______   x C = D

A + B

All’interno della quale:

  • A sta per spese ammissibili sostenute per lo sviluppo dell’asset IP;
  • B sta per spese non ammissibili sostenute per lo sviluppo dell’asset IP. Questa categoria di spese comprende i costi di acquisizione IP, i canoni pagati per i diritti di proprietà intellettuale e ricerca e sviluppo in outsourcing a parti correlate non israeliane;
  • C sta per reddito imponibile derivante dal IP, inclusa la plusvalenza e;
  • D sta per reddito imponibile ammissibile ai benefici fiscali.

Il confronto tra la succitata formula e quanto differentemente elaborato all’interno dell’ordinamento italiano permette di desumere interessanti incipit di studio e di comprendere due modus operandi disuguali adottati da Legislatori posti dinanzi al medesimo problema: la tassazione e l’incentivazione dell’economia digitale sotto il versante dell’IP.

In particolare, la normativa di riferimento italiana introduce il seguente nexus ratio ai fini del calcolo del coefficiente da applicare al reddito agevolabile, ossia:

A + B + C + F/A + B + C + D + E

All’interno della quale:

  • A sta per i costi dell’attività di R&D svolta direttamente dai soggetti beneficiari;
  • B sta per i costi dell’attività di R&D svolta da soggetti terzi quali università o enti di ricerca e organismi equiparati e da società, anche start up innovative, diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  • C sta per i costi dell’attività di ricerca e sviluppo addebitati da soggetti appartenenti al medesimo gruppo societario e/o costi afferenti alle attività di ricerca e sviluppo sostenuti dal soggetto beneficiario dell’agevolazione nell’ambito di accordi per la ripartizione dei costi (cd. “Cost Contribution Arrangements”, CCA);
  • D sta per i costiderivanti da operazioni intercorse con società che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  • E sta per il costo di acquisizione, anche mediante licenza di concessione in uso, del bene immateriale e;
  • F sta per il cd. “Up-lift”, ossia un valore di incremento del numeratore equivalente alla differenza tra il valore complessivo del denominatore e il valore del numeratore nei limiti del 30% di quest’ultimo.

Da una prima osservazione “ad impatto” dei due nexus, emerge la maggior complessità della formula italiana seppur, in termini ampi e generali, la ratio sottesa sia la medesima: la ricerca di un valore matematico specifico di collegamento tra l’”attività economica sostanziale[3] svolta dall’impresa digitale e il beneficio ad essa spettante.

Al di la dei dissimili termini utilizzati, ulteriore elemento di contatto è rinvenibile nella strutturazione (oltre che nella ratio) della formula, la quale vede al numeratore i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale ed al denominatore i costi complessivi sostenuti per produrre lo stesso.

5. Conclusioni

Pratiche consistenti in continui spostamenti dei profitti verso giurisdizioni “eccessivamente favorevoli” fiscalmente per mezzo degli intangibles, con la conseguente erosione della base imponibile dello Stato in cui il valore è generato, sono ormai, al giorno d’oggi, inevitabili.

D’esempio risulta essere il Legislatore israeliano che, nel rispetto delle direttive sviluppate in sede OCSE, ha elaborato un regime che possiede un valore maggiormente pregnante rispetto, ad esempio, al Patent Box domestico, avendo, il primo, la funzione di convincere prospere imprese digitali, già site sul territorio, ad insediarvisi in via ancor più profonda, allocando in esso non solo la funzione relativa alla R&D ma anche la proprietà ed il conseguente valore dei quei beni immateriali, core business della loro stessa attività.

Non si tratta, pertanto, di evitare soltanto che il valore derivante da quegli beni immateriali sfugga all’Erario ma di attirare sempre più imprese innovative per rendere il Paese un polo tecnologico di riferimento in continuo sviluppo.

(A cura di Rocco di Vizio)

Riferimenti

[1] OECD (2020), Gross domestic spending on R&D (indicator). doi: 10.1787/d8b068b4-en (Accessed on 20 May 2020); link: https://data.oecd.org/rd/gross-domestic-spending-on-r-d.htm

[2] Si rimanda alla presentazione elaborata dal Governo israeliano al fine di esplicare il regime in analisi: https://investinisrael.gov.il/HowWeHelp/downloads/BEPS.pdf

[3] La stessa Agenzia delle Entrate, nella Circolare esplicativa del regime Patent Box del 7 aprile 2016 n. 11/E, specifica che “deve comunque sussistere un collegamento diretto tra i costi per attività di ricerca e sviluppo relativi al bene immateriale ed il reddito agevolabile ritraibile dall’utilizzo dello stesso.”. Il concetto di “attività economica sostanziale” viene elaborato in sede OCSE, all’interno dell’Action 5, per quanto riguarda l’annosa questione delle pratiche abusive concernenti i beni immateriali. Per maggiori approfondimenti: http://www.oecd.org/tax/beps/beps-actions/action5/


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Tra i tanti settori più sofferenti, spiccano quello della cultura e, in particolare, della musica, i cui operatori si stanno adoperando per cercare soluzioni per sopravvivere e uscire dalla crisi. L’articolo propone un excursus sui primi effetti del fermo delle attività a causa della pandemia e quali sono state le proposte dal settore e le misure implementate.

Il tracollo della banda musicale “da giro” o professionale, tipica di alcune regioni del Sud, che oggi è ancor più la “cenerentola” dello spettacolo e della tradizione musicale italiana, è emblematica dello stremo a cui è ridotto il settore.

L’auspicio è che dalla crisi possa cogliersi l’occasione per elaborare una legge quadro volta a riconoscere il giusto valore sociale ed economico al mercato della musica ed ai tanti professionisti che vi operano.

Covid – 19: una brutta musica

La pandemia da Coronavirus è la bassa marea che ha fatto emergere fragilità croniche dell’economia e della società. Fra le tante attività colpite, sono più in difficoltà – ovviamente – quelle svolte per definizione in assembramento o che inducono a formarli.

Gran parte del settore culturale e dello spettacolo possiede questa caratteristica: chi opera in teatri, fa concerti, appartiene ad orchestre, complessi e prende parte a tutte le altre rappresentazioni dal vivo.

Concentrando l’analisi sul settore musica, le prospettive sembrano piuttosto buie.

Secondo le principali associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica, il danno complessivo a fine anno per le imprese di settore potrebbe superare quota 600 milioni [1], mentre per gli effetti immediati, Assomusica ha stimato solo fino al 3 aprile scorso perdite per 40 milioni di euro, con oltre tremila concerti cancellati o rinviati [2]; per il settore delle live, le stime fino al termine della stagione estiva sono pari a circa 350 milioni di euro.

Soundreef, gestore indipendente dei diritti d’autore, ha invece quantificato i mancati incassi per la pandemia sul fronte della riscossione dei diritti d’autore, stimando le perdite pari al 30-35% della quota annuale di entrate medie per una società che gestisce i diritti d’autore [3]. Il danno non è solo dovuto al divieto delle live ma anche alla chiusura di discoteche, palestre, altre attività di aggregazione.

Per le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) si è registrato un calo di oltre il 70% tra marzo ed aprile, non compensato dal digitale soprattutto per il fermo dei lanci di nuovi brani e per le sale di registrazione chiuse [4].

Il settore della musica si regge sull’impegno di numerose professionalità: sempre per Assomusica, solo per gli eventi di musica popolare contemporanea lavorano circa 60 mila persone, a cui vanno aggiunti musicisti, tecnici, cantanti, gruppi operanti per vari generi musicali e diversi contesti (teatri, festival, auditorium, cori, bande, ecc.).

Insomma, un quadro sconfortante per un settore già cronicamente in difficoltà che ha suscitato varie mobilitazioni affinché si intervenisse per salvarlo dal tracollo.

Proposte di interventi e misure adottate

Gli interventi più urgenti richiesti dai rappresentati delle categorie operanti nel settore hanno avanzato la necessità di garanzia di liquidità, soprattutto per supportare piccole e medie imprese.

Fra gli appelli mossi all’esecutivo dalle varie voci dell’economia della musica, è interessante il decalogo firmato da varie associazioni di settore, Afi, Anem, Assomusica, Fem, Fimi e Pmi, recante: “COVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE – LA NECESSITÀ DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA – 10 Proposte per salvare la musica in Italia”.

Le proposte sono, in sintesi:

  1. aumento del fondo emergenze, ex 89 del DL Cura Italia sino a 200 milioni e definizione di criteri oggettivi per la sua ripartizione (percentuali effettive di calo del fatturato, a favore di soggetti non beneficiari di contributi pubblici, senza distinzione di genere di attività);
  2. contributo a fondo perduto per i mesi di lockdown alle imprese musicali;
  3. sospensione di tasse e contributi per le industrie del settore per l’esercizio 2020, ricorrendo alla rateizzazione per il pagamento;
  4. estensione dei voucher da 12 a 18 mesi per i concerti annullati;
  5. estensione del bonus cultura al nucleo familiare e non solo ai diciottenni e del tax credit per le produzioni musicali per tutte le opere[1];
  6. riduzione dell’IVA per la musica e lo spettacolo al 4% (analogamente ai libri);
  7. estensione del reddito di emergenza a figure atipiche (contratti a chiamata, precari, intermittenti) non ricomprese nell’art. 38 del D.L. Cura Italia;
  8. revisione delle pendenze erariali per gli organizzatori di spettacoli dal vivo riguardo l’applicazione dell’IVA sugli stessi spettacoli[2];
  9. avvio di un tavolo tra Comitato tecnico-scientifico e la Task Force presieduta da Colao con una rappresentanza delle Associazioni, per definire indicazioni e strumenti di controllo e prevenzione per il riavvio delle attività, ivi compresa la formazione del personale;
  10. certezza sui tempi per la ripresa delle attività.

Il documento è incentrato sulla gestione della emergenza corrente ma invita a una riflessione su cambiamenti strutturali per la gestione delle attività musicali, in particolare per i punti 5, 6 e 8, che potrebbero essere incisivi su un ampliamento della domanda di musica: il bonus al nucleo familiare estenderebbe la fascia d’età della domanda e, di conseguenza, potrebbe aumentare la diversificazione per genere musicale della stessa, come desunto dall’Indagine multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” dell’ISTAT, rispetto al consumo di musica per età e genere. L’abbattimento dell’IVA, inoltre, ridurrebbe il prezzo finale, rendendo il consumo di musica più accessibile.

Il decalogo si connette all’appello promosso da Assomusica per una nuova legge quadro sulla musica dal vivo e alla necessità impellente di una corretta approvazione della direttiva europea sul copyright.

Altre due importanti voci vanno menzionate tra gli appelli. Quella del MEI – Meeting degli eventi indipendenti, che ha richiesto sostegni economici per il complesso di soggetti e attività svolte (club, circoli, spazi sociali, promoter, produttori, booking, tecnici, rider, videomaker, uffici stampa), tra le più precarie e innovative del settore, assieme al finanziamento dei progetti già in essere per dare i primi anticipi sul 2020. Sgravi fiscali e posticipazioni dei pagamenti fiscali e contributivi e richieste analoghe ai punti 5 e 6 del menzionato decalogo pure sono state avanzate dal MEI, con una richiesta di attenzione da parte dei media per catalizzare l’interesse su artisti grandi e piccoli con connessi diritti e l’utilizzazione di una web tax per sostenere il settore [5].

L’altro appello viene dalla Fondazione Centro Studi Doc. Le proposte sono simili a quelle contenute nel decalogo ma l’appello è molto più incentrato sulla tutela dei lavoratori, richiamando l’attenzione sugli intermittenti dello spettacolo (stimati in circa 200.000 professionisti).

La musica è un settore in cui il precariato e il sommerso sono preponderanti: gli operatori hanno quasi sempre contratti discontinui, spesso irregolari, parzialmente o totalmente. L’assenza di un sostegno al settore ora potrebbe indurre una maggiore prevalenza del sommerso a fine emergenza, nonché il rischio di abbandono del mestiere da parte di molti professionisti.

Le richieste riguardo gli intermittenti sono comprensive anche dell’estensione al diritto della malattia dal primo giorno, il riconoscimento della disoccupazione Naspi per i giorni di sospensione del rapporto di lavoro (intermittenza), per un periodo almeno pari a quello lavorato e considerando anche le giornate di lavoro per prove, l’accesso al FIS o alla CIGS in costanza di rapporto di lavoro e la garanzia di contratti scritti e tempi certi di pagamento [6].

Tutti questi appelli sono occasione di riflessione sulle criticità preesistenti ed ora amplificate dalla pandemia: se accolti e discussi, costituiscono un passo importante per ripensare la normativa vigente o crearla laddove sia mancante o incerta, soprattutto rispetto al profilo contrattuale dei lavoratori dello spettacolo.

Le misure adottate, in realtà, hanno dato in parte risposta alle istanze avanzate: ad oggi, esse hanno riguardato, tra l’altro, il FUS (Fondo Unico Spettacolo), l’aumento del Fondo emergenza spettacolo, l’estensione del bonus INPS ai lavoratori del settore.

È previsto, infine, l’istituzione di un fondo speciale creato dal Nuovo Imaie, destinato agli artisti di musica e audiovisivo.

La musica è un patrimonio sì culturale ma anche economico, visti i volumi di affari che genera e le molteplici possibilità di lavoro che offre, specialmente in un paese come l’Italia, ricco di tantissime e varie tradizioni musicali, dal cantautorato al belcanto, dalla produzione di eccellenza di strumenti musicali a compositori, editori, scuole di formazione note in tutto il mondo e trasversali tra generi.

La cd. “music economy” si stima valga mondialmente attorno ai 69 miliardi di dollari, considerando diritti d’autore, discografia, concerti e strumenti musicali; per l’Italia, invece,vale circa 1,4 miliardi di euro [7].

Si può parlare dunque di un vero e proprio mercato della musica, quale scambio tra chi offre musica, sotto forma di esibizione, riproduzione su supporto, produce strumenti musicali, compone, fa editoria musicale, ecc. e chi ne fa richiesta di consumo.

I soggetti, i beni ed i servizi coinvolti in tale settore, infatti, sono tanti e di diversa professionalità: oltre ai cantanti, ai direttori, ai concertisti, c’è una folta schiera di tecnici specializzati (fonici, microfonisti, maestranze teatrali, ecc.) ma anche docenti, compositori, editori, liutai, arrangiatori, discografici, ecc.

Insomma tantissime e differenti figure professionali, talvolta tra loro complementari, che – tranne le poche eccezioni che godono di fama e possono chiedere cachet esosi – sono spesso sottopagati e lavorano in condizioni discutibili e precarie.

Un caso emblematico: le bande musicali

Se l’economia della musica rischia il collasso, una parte di essa rischia di scomparire: le bande musicali. Tra i lavoratori della musica colpiti in pieno dalla crisi, infatti, vi sono i musicanti di bande professioniste o da giro[3], meno noti rispetto ad altri artisti, ma parimenti sofferenti come molti colleghi dello spettacolo.

Le bande musicali professioniste sono un patrimonio unico della tradizione musicale italiana, soprattutto meridionale. Sebbene sia diffusa su tutto il territorio nazionale, la banda assume diverse forme, per organici e repertorio variabile a seconda dell’area geografica. Nel Centro e nel Nord Italia prevale la banda locale composta perlopiù da amatoriali, al Sud, al contrario, la banda tradizionale è quella da giro o professionistica ancora diversa dalla banda militare, la cui disciplina a sua volta è tutta differente.

Operativa soprattutto nell’ambito delle feste religiose e civili di piazza, la banda da giro classica vede coinvolte varie figure: da 40-50 esecutori, un maestro e un concertatore (che di solito coincidono), agenti per la promozione (in genere sono gli stessi della musica leggera), quartetto di cantanti lirici (nel caso di banda liriche, che quindi necessita anche di tecnico audio e microfonista), autista di pullman e di servizio (trasporto attrezzature), una struttura di sostegno che ne garantisca il finanziamento (in genere Comune, Associazione o Fondazione).

È facile immaginare che la banda musicale sia occasione di lavoro, per almeno metà dell’anno solare (il periodo di attività inizia generalmente in marzo e termina ad ottobre), per circa una sessantina di persone in un territorio afflitto dalla disoccupazione quale il Sud,  oltre che di fare musica e quindi cultura e preservare una grande e sopita tradizione del paese.

Assembramento per definizione, la banda, infatti, prevede anche altri momenti di aggregazione oltre all’esecuzione: quando si condividono spazi comuni per l’alloggio, ad esempio, o quando si viaggia in bus per gli spostamenti.

Ora il Coronavirus sembra voglia dirigere un mesto finale per la tradizione bandistica professionale. Il mercato delle feste patronali, come pure il suonare dal vivo, per questa stagione artistica è quasi sicuramente inattivo, ma pure per questa professione musicale, il periodo di sospensione lavorativa non ha fatto altro che da cassa di risonanza a preesistenti criticità.

La banda è stato un fenomeno culturale e musicale in progressivo declino per varie ragioni: si tratta di un’attività dura, discontinua, che ha subìto un cambiamento decisivo in termini di mercato, soprattutto nel primo decennio degli anni 2000, quando la concorrenza di agenti e intermediari improvvisati hanno spiazzato i competitors storici, causando un abbassamento dei compensi a pregiudizio della qualità. Il terremoto dell’Abruzzo nel 2009, il graduale spopolamento dei paesi e il cambio generazionale nei comitati festa, difficoltà organizzative e scarsità di esecutori per la bassa redditività, hanno contribuito alla riduzione della domanda (ovvero del numero di feste patronali e civili per cui è richiesta la partecipazione della banda musicale).

Questi fattori, associati al proliferare del sommerso, alla relegazione della banda come fenomeno locale e all’assenza di una legislazione chiara, hanno causato un pesante indebolimento degli operatori e sempre maggiori difficoltà operative.

Le istituzioni, d’altro canto, non hanno mai colto il fenomeno come valorizzazione di un patrimonio unico dell’Italia e, pur ascoltando le istanze del settore, non lo hanno fatto in modo organico, lasciando spazio al classico gioco degli emendamenti contrastanti e dando prova di non conoscere affatto le varie realtà bandistiche italiane (sostanzialmente distinguendo da quelle di natura dilettantistica e professionale).

Né è stato vivo l’interesse all’aspetto economico dell’attività bandistica, in conseguenza alla scarsa rilevanza culturale che viene data alla stessa, soprattutto dopo che la sua storica funzione di unico canale di riproduzione dal vivo della musica è venuta meno.

Di certo, un censimento delle bande sarebbe un primo passo per riconoscere il fenomeno e favorire una genesi normativa al riguardo.

Quale finale?

Se crisi può significare opportunità, può esserci speranza che il dibattito politico economico si indirizzi verso un rinnovamento generale, verso la sostenibilità dello sviluppo e la valorizzazione di settori considerati troppo spesso in modo marginale, musica e bande comprese.

L’Italia ha una tradizione che non deve avere uno scenario futuro senza prospettive e, pertanto, la crisi da Covid-19 che si somma alle ordinarie problematiche può essere la leva per ragionare in modo rinnovato rispetto alle istanze di settore. Occorre, però, sradicare un certo modo di pensare fuorviante: chi lavora attraverso l’arte, lavora come qualsiasi altro lavoratore e il fatto che svolga un’attività o elabori un prodotto che la restante popolazione può fruire come svago o diletto non implica che essi non stiano lavorando con specifiche professionalità e competenze.

Durante la quarantena si è riscoperto e confermato il ruolo della musica nella quotidianità e nei momenti emotivamente importanti, tanti artisti si sono esibiti in streaming, si sono organizzate forme alternative di concerti a distanza da parte di tutti gli operatori pubblici e privati produttori di musica: lo hanno fatto gratis, ma facendo il loro lavoro.

Ezio Bosso, durante le sue ultime interviste, ha sintetizzato in modo efficace il potenziale della musica per una società. Essa è un servizio socio culturale oltre che un comparto economico, produttivo di benessere e coadiuvante sociale, che vale come terapia per la società, accompagnamento per un mondo migliore: “I diritti a volte possono essere sospesi ma la musica è una necessità, come l’acqua e l’aria. Questa è una delle cose a cui pensare tutti insieme e la necessità di darla a tutti è la necessità di un musicista, di distribuirla e far stare bene” [8] [9]. Che sia un pensiero da cui partire per dare un rinnovato ruolo socioeconomico alla musica.

[1]Ad oggi è prevista solo per l’opera prima, seconda e terza. Il modello richiamato è quello della cinematografia, per cui Il credito di imposta può essere chiesto dalle imprese di produzione cinematografica ed è pari al 15% del costo eleggibile di produzione, fino all´ammontare massimo di euro 3.500.000 per periodo d´imposta. Nel caso di produzioni associate, il credito di imposta spetta a ciascun produttore associato, in relazione alle spese di produzione direttamente sostenute e in proporzione alla quota di partecipazione alla produzione associata. Nel caso di produzioni con contratti di appalto, il credito di imposta spetta sia al produttore esecutivo sia al produttore appaltante, in relazione alle spese di produzione da ciascuno sostenute (per approfondimenti: http://www.cinema.beniculturali.it/direzionegenerale/57/tax-credit-produzione-e-distribuzione/)

[2] La proposta si basa sulla riflessione che l’IVA sulle prestazioni di spettacolo deve essere agevolata al 10% anche sulle operazioni funzionali e che sono connesse alla realizzazione dello spettacolo e alla connotazione artistica del medesimo (ad esempio, l’IVA deve essere agevolata anche per il service fonico e di luci o per i facchini che devono essere parte delle troupes). È fatta altresì richiesta di una compensazione dell’IVA per promoter e per il settore della musica popolare contemporanea, per far fronte alla mancanza di liquidità dovuta ai pagamenti posticipati dei piccoli comuni.

[3]La banda da giro è una formazione musicale di fiati e percussioni, vera impresa di servizi del tutto simile all’orchestra classica, che nel periodo di fine marzo – inizio di novembre svolge un’attività quasi continua, con un mercato interregionale, interessando le località di Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia Orientale, con un tour dai 100 ai 130 concerti e con un incasso medio giornaliero intorno ai 3500,00 euro. In passato, il numero delle giornate era più elevato insieme ai compensi.

Un disciplinare tecnico ha una formazione di non meno di 40 esecutori, a cui vanno aggiunti personale di servizio ed autisti (spesso coincidenti con gli stessi esecutori), per totale circa 45 elementi.

Nella banda da giro, di norma, gli esecutori sono professionisti (che spesso fanno parte di formazioni orchestrali stabili – teatri, bande militari, altre formazioni musicali – o sono professori presso licei musicali o scuole secondarie inferiori) mentre nella banda locale c’è una presenza prevalente di esecutori amatoriali e/o dilettanti. Può essere lirica (il complesso bandistico è integrato dal quartetto di cantanti lirici) o sinfonica.

(A cura di Elvira Ciociano)

Riferimenti

[1] «Coronavirus, le imprese della musica presentano un decalogo a Conte: «Perdite da 600 milioni»,» [Online]. Available: https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-imprese-musica-presentano-decalogo-conte-perdite-600-milioni-ADtAEOL

[2] «L’impatto del coronavirus sull’industria della musica italiana,» [Online]. Available: https://www.agi.it/blog-italia/musiche/post/2020-03-25/coronavirus-musica-italia-7846452/.

[3] «Coronavirus, l’industria musicale è in crisi con perdite del 35%,» [Online]. Available: http://www.askanews.it/video/2020/04/17/coronavirus-lindustria-musicale-%c3%a8-in-crisi-con-perdite-del-35-20200415_video_19520923/.

[4] «COVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE: la necessità di un intervento mirato per salvare una filiera,» [Online]. Available: https://www.fimi.it/news/covid-19-e-la-crisi-del-settore-musicale-la-necessita-di-un-intervento-mirato-per-salvare-una-filiera.kl.

[5] «https://www.siae.it/it/iniziative-e-news/coronavirus-la-musica-live-%C3%A8-al-collasso-l%E2%80%99appello-del-mei,» [Online].

[6] «Proposte per garantire una continuità di reddito ai lavoratori dello spettacolo,» [Online]. Available: http://www.centrostudidoc.org/2020/04/17/proposte-per-garantire-una-continuita-di-reddito-ai-lavoratori-dello-spettacolo/.

[7] I. Sole24ore, «La Music Economy,» L’economia intorno a noi, n. 7, giugno 2019.

[8] «L’intervista di Diego Bianchi a Ezio Bosso,» [Online]. Available: https://www.la7.it/propagandalive/video/lintervista-di-diego-bianchi-a-ezio-bosso-10042020-10-04-2020-318989.

[9] «”La musica non si può fermare”,» [Online]. Available: https://www.raiplay.it/video/2020/05/RaiNews24—Ezio-Bosso-La-musica-non-si-puo-fermare-Siamo-nati-per-stare-insieme-17069a4e-7054-4588-8230-8c200ce64078.html.


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
Contattaci: info@economiaediritto.it

TaxLabLaw.it - Consulenza Multidisciplinare Integrata

18 maggio 2020: oggi nasce il primo network globale per la consulenza multidisciplinare integrata (CMI)

(Intervista all’ideatore del progetto, Dott. Claudio Melillo, da parte della Redazione)

Domanda:

Dottor Melillo, dopo una lunga e brillante carriera maturata a partire dagli anni ’80, prima come dipendente di una prestigiosa istituzione pubblica militare e poi come Tax Advisor di importanti Clienti nazionali e internazionali, quali imprese e gruppi, nazionali e multinazionali, quotati e non quotati, come Le è venuto in mente di lanciare il progetto di un nuovo network a livello nazionale?

Risposta:

Nel 2013, dopo diverse esperienze estremamente avvincenti, mi sono reso conto che il mercato della consulenza economico-giuridica era cambiato. Nuove esigenze si erano palesate in maniera dirompente, sia per i Clienti che per i Consulenti, e questa consapevolezza mi ha fatto riflettere sulla necessità di adottare un nuovo modello organizzativo in ambito professionale, da affiancare a quelli tradizionali.

Successivamente, ho messo insieme alcuni dei miei colleghi più promettenti ed ho creato M&P Network.

Il nuovo modello a cui ho pensato oggi è una evoluzione di M&P Network, ispirato a principi di networking, lean management, economia collaborativa e integrazione di know-how specialistici ed è basato su una piattaforma avente due dimensioni distinte e complementari tra loro:

  • una dimensione reale (o fisica), rappresentata da un laboratorio in co-working dedicato esclusivamente alle professioni economico-giuridiche e tecniche, e
  • una dimensione virtuale (o digitale), rappresentata da un portale digitale volto all’aggregazione dei migliori specialisti in ambito nazionale e internazionale.

Si tratta di un progetto in linea con i parametri della quarta rivoluzione industriale e della società della conoscenza in quanto basato sui concetti di “digitalizzazione”, “interconnessione” tra competenze specialistiche complementari e “knowledge management”.

In altre parole, superata la fase di iper-specializzazione, che ha caratterizzato questi ultimi anni, si è finalmente aperta una nuova fase, che ci pone di fronte a nuove sfide e che consente ai professionisti più bravi e intraprendenti di mettersi in gioco e di valorizzare il proprio know-how.

Questa è una sfida che abbiamo deciso di cogliere e di vincere insieme a tutti i Colleghi illuminati dell’area economico-giuridica che aderiranno da oggi, 18 maggio 2020, al nostro ambizioso progetto e alla piattaforma digitale in fase di lancio (il cui indirizzo web sarà reso noto su questa testata nei prossimi giorni).

Domanda:

Quanto è importante il networking e la rete per Lei Dottor Melillo?

Risposta:

A causa (o in virtù) della globalizzazione e dei processi di internazionalizzazione, oggi le imprese (piccole, medie e grandi) si trovano ad affrontare problematiche, fino a qualche anno fa impensabili, che richiedono una flessibilità e un approccio di tipo specialistico, multidisciplinare e integrato che solo una struttura parzialmente orizzontale e sufficientemente verticalizzata può garantire. In altre parole, la Clientela è sempre più interessata ad avere un unico interlocutore capace di offrire un’assistenza specialistica di altro profilo in tempi rapidi e a costi ragionevoli.

La soluzione al problema in questo caso non è certo quella di creare strutture orizzontali enormi e poco gestibili né quella di ampliare in maniera permanente la “base” di una struttura “verticistica”, contribuendo inutilmente ad incrementare i costi fissi ma, al contrario, quella di individuare partners esterni seri ed affidabili, oltre che customer oriented, con cui collaborare per la risoluzione coordinata di questioni complesse. È per questo che oggi nasce il nuovo M&P Network.

Domanda:

Che ruolo assume la specializzazione in questo contesto Dottor Melillo?

Risposta:

In questo scenario lo specialista è fondamentale e non deve essere visto come un competitor, bensì come un valido supporto esterno – una risorse preziosa – per risolvere i problemi che le risorse interne dello studio non sono in grado di affrontare (quantomeno con la medesima efficacia ed efficienza di uno specialista). Problemi che, data la complessità del sistema economico attuale e la difficoltà crescente nell’interpretare le norme nazionali, influenzate dalle direttive comunitarie e internazionali, richiedono sempre più spesso l’intervento di figure altamente specializzate (o di team estremamente competenti ed esperti) nelle singole materie. Gli specialisti di M&P Network hanno tutti una visione comune, orientata a sostenere ed applicare i principi di multidisciplinarietà, networking ed economia collaborativa nell’ambito delle professioni economico-giuridiche e tecniche. E d’altra parte la mission che li contraddistingue li porta a lavorare ogni giorno per sviluppare e valorizzare le loro competenze specialistiche distintive in modo da offrire ai Clienti il miglior servizio, al miglior prezzo e in qualunque parte del mondo, utilizzando non solo le idee ma anche la tecnologia e l’innovazione digitale.

Domanda:

Dottor Melillo come vede il futuro delle professioni economico-giuridiche e come pensa di affrontare le nuove sfide?

Risposta:

Oggi le imprese e gli studi professionali tradizionali che intendano restare sul mercato non possono più permettersi inefficienze ed errori di valutazione: il passaparola non basta più. Di conseguenza, in un sistema professionale virtuoso e sostenibile i Professionisti devono adottare strumenti nuovi, soprattutto digitali, e nuovi modelli organizzativi, che consentano di rispondere in maniera rapida e adeguata anche ai Clienti più esigenti. Non temendo di essere smentito, posso affermare che avranno successo quelle realtà professionali che adotteranno modelli specialistici, multidisciplinari e integrati in grado di rispondere alle esigenze di ogni Cliente nel miglior modo possibile. In questo contesto, le parole d’ordine sono: “etica”, “trasparenza”, “networking”, “qualità”, “efficienza,condivisione”, “innovazione”, “sostenibilità”, team building”, “specializzazione” e “interconnessione”. Come può notare non ho citato il termine “profitto”. Lascio a Lei ogni considerazione sul punto.

Domanda:

Quanto è importante aggregare competenze complementari?

Risposta:

A mio modesto parere, in generale, il networking e la condivisione di competenze costituiscono requisiti essenziali per cooperare e confrontarsi con altri Professionisti in possesso di esperienze e conoscenze diversificate; tuttavia, se si vuole ottenere massimizzare il risultato non basta creare luoghi fisici di lavoro condiviso (i.e., uffici in co-working) in cui sono concentrare soggetti che fanno le stesse cose ma bisogna creare una struttura mista:

  • orizzontale, rispetto a poche macro-aree complementari, ma allo stesso tempo
  • verticalizzata, rispetto a tutte le possibili (micro)competenze specialistiche che contraddistinguono le singole macro-aree.

In questo modo si garantisce al Cliente efficacia, efficienza e qualità del servizio.

In definitiva, io credo che il miglior presupposto per creare una piattaforma condivisa in cui i Professionisti possano gestire e incrementare il proprio pacchetto Clienti pur mantenendo la propria indipendenza sia quello di evitare la concorrenza tra i Professionisti stessi. E per farlo esiste un unico modo: selezionare Esperti con competenze specialistiche complementari tra loro.

Domanda:

Quali sono i suoi progetti futuri Dott. Melillo?

Risposta:

Intanto, ci tengo a segnalare che oggi, 18 maggio 2020, lo Studio Melillo & Partners TLL (www.melilloandpartners.it) ha ricevuto per il secondo anno consecutivo un importante riconoscimento da parte del SOLE 24 ORE e della Società STATISTA, nell’ambito dell’indagine sugli Studi Legali dell’Anno pubblicata sul quotidiano.

Del resto Melillo & Partners, insieme al Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. e alla Rivista digitale ECONOMIAeDIRITTO.it (www.economiaediritto.it), rappresentano ormai un punto di riferimento in Italia per la consulenza, la formazione e la pubblicistica in materia economico-giuridica e tributaria.

Per questo abbiamo voluto cogliere l’occasione per lanciare oggi stesso il progetto M&P Network. Sono certo che M&P sarà molto apprezzato poiché non intende generare un nuovo competitor sul mercato della consulenza – di cui francamente non c’è alcun bisogno – ma, al contrario, mira ad ottimizzare l’offerta già esistente, valorizzando le competenze specialistiche dei singoli Professionisti (a prescindere dalla loro appartenenza a studi più o meno strutturati o società di consulenza), grazie alla piattaforma digitale di M&P Network, anch’essa attiva già da oggi per raccogliere le prime adesioni. Insomma, credo che M&P possa offrire interessanti opportunità a tutti coloro che intendono migliorare e valorizzare la loro immagine sul mercato della consulenza.

Domanda:

Dottor Melillo ci può dare qualche anticipazione sul nuovo progetto di network?

Risposta:

Sul Sole 24 Ore di oggi potrete leggere il nostro articolo in cui riportiamo una sintesi del progetto e presentiamo i primi Professionisti aderenti (c.d. TLL Members o TLL Specialists o M&P Specialists).

In aggiunta posso dire che si tratta di un’idea innovativa che rivoluzionerà il modo di lavorare dei professionisti dell’area economico-giuridica – quindi, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, consulenti aziendali, ingegneri gestionali, tecnici, ecc. – ma soprattutto cambierà il loro modo di relazionarsi con i colleghi. Non più un rapporto basato esclusivamente sulla competizione estrema e sull’individualismo, ma anche e soprattutto criteri di reciprocità, complementarietà e cooperazione selettiva. Tenuto conto della pandemia da Covid-19 da cui stiamo gradualmente e faticosamente uscendo, forse, c’è proprio bisogno di essere più solidali e collaborativi, lasciando da parte le ambizioni personali. D’altra parte la felicità dovrebbe provenire anche dal nostro modo di lavorare.

M&P sarà sviluppato e gestito un team di esperti, appositamente ingaggiati, e sarà articolato su due piani differenti ma complementari: quello fisico e quello digitale. Il progetto, come ho anticipato, nasce dall’evoluzione di M&P Network, un modello di business professionale che io stesso avevo elaborato nel 2013 a Milano, concentrando le principali attività presso gli uffici di Via Santa Maria Valle 3, ove, grazie ai nostri numerosi eventi formativi e alle attività scientifiche e professionali del biennio 2014-2015, abbiamo lasciato sicuramente un segno importante che ha contribuito ad attrarre in quella sede altri Professionisti.

M&P Network si fonda su un meccanismo virtuoso che integra consulenza, docenza e pubblicistica in ambito economico-giuridico. Da tale meccanismo deriva quella che io definisco attività di “Ricerca & Sviluppo” in ambito professionale, vale a dire quel valore aggiunto che garantisce al Cliente la massima soddisfazione e la concreta soluzione dei suoi problemi.

Domanda:

Che differenza c’è tra M&P Network LL ed altre reti professionali?

Risposta:

Non credo si possano fare paragoni di questo tipo in quanto non esistono, ad oggi, realtà come la nostra.

Domanda:

Ma quali sono le caratteristiche specifiche di M&P, se ce ne può dire alcune?

Risposta:

Si tratta di una selezione rigorosa di specialisti di primario livello che potranno operare singolarmente e/o in team, mantenendo sempre la propria autonomia e indipendenza intellettuale, pur impegnandosi a rispettare un codice deontologico che ne garantisce la correttezza, l’onestà e il rispetto dei principi fondamentali della libera professione. M&P non è, dunque, una entità associativa professionale, bensì una rete di specialisti indipendenti che decidono di presentarsi con un unico marchio (M&P Member), che garantisce elevata competenza, qualità e uniformità di comportamento. Insomma M&P è una entità innovativa, dinamica ed efficiente che è in grado di fornire adeguata assistenza rispetto alle esigenze dei Clienti.

Domanda:

Quali sono i vantaggi concreti per chi aderisce a M&P?

Risposta:

L’adesione a M&P prevede numerosi vantaggi ma non voglio sottrarvi il piacere di scoprirli gradualmente visitando il sito che sarà reso noto nei prossimi giorni.

Domanda:

Quali sono le modalità con cui un Professionista può aderire a M&P?

Risposta:

Il primo passo da compiere è inviare una email di pre-iscrizione all’indirizzo mpnetwork@economiaediritto.it.

Successivamente, il Professionista riceve una mail con cui è invitato a completare il suo profilo. Attenzione il profilo è importantissimo poiché il sistema prevede l’attribuzione di un Rating di valutazione del merito che inciderà sul posizionamento all’interno della banca dati, secondo distinte qualifiche riconducibili a diversi livelli di seniority e di specializzazione. Insomma, si tratta di un sito che valorizza il merito a vantaggio della Clientela che cerca competenze di altro profilo. Non solo, in futuro è prevista l’apertura di nuove sezioni del sito. Ma su questo preferisco non anticipare nulla.

(a cura della Redazione di Economia & Diritto)


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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