Direttore Scientifico: Claudio Melillo - Direttore Responsabile: Serena Giglio - Coordinatore: Pierpaolo Grignani - Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
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Milano, non solo piattaforma internazionale della Moda ma anche laboratorio digitale.

Giunta alla seconda edizione, questa interessante iniziativa è stata promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici.

Numerosi gli eventi in programma in città da domani fino al 17 marzo 2019. Tra i tanti si segnalano:

  • la Conferenza del 13 marzo 2019 “Welcome to the Supply Chain Finance Collaboration” presso il Politecnico di Milano;
  • i due Round Table del 14 marzo 2019 intitolati rispettivamente L’innovazione è ovunque” all’Università di Milano e “Blockchain, creatività e proprietà intellettuale: sfide, minacce e strumenti di protezione” presso l’Agenzia Connexia.

Non si può certo dire che la nostra Rivista non sia adeguatamente rappresentata in ambito accademico. Oltre al prestigio derivante dal nostro Comitato Scientifico, costituito da docenti universitari italiani e stranieri, un ulteriore segnale di crescita in questa direzione è rappresentato dalla nomina del Dott. Claudio Melillo, Direttore Editoriale del nostro periodico, a docente del Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale (edizione 2016/2017) della LUISS Business School di Roma, sulle orme dell’Avv. Serena Giglio, attuale Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it.

Ciò premesso, di seguito, riportiamo alcune informazioni utili per chi intendesse iscriversi al prestigioso Master, tratte dal sito http://businessschool.luiss.it/diritto-tributario.

La Redazione


Il Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale della LUISS Business School forma i professionisti in ambito tributario che intendono inserirsi in un contesto aziendale o in studi professionali di primario livello, senza trascurare le possibilità di sbocco nell’Amministrazione Finanziaria.


Il Master è rivolto a giovani laureati (II Livello, ordinamento a ciclo unico) in discipline giuridiche ed economiche.

I profili in uscita dal Master possono trovare collocazione in studi di consulenza aziendale, studi legali, uffici fiscali di primarie aziende italiane e multinazionali, uffici studi di Istituzioni Private e Pubbliche, Amministrazioni Finanziarie.


Curriculum:

Il programma dura 12 mesi, distribuiti in 8 mesi d’aula e 4 mesi di esperienza sul campo (Field Project).

Precorso di Contabilità generale e bilancio (2 – 11 novembre 2015)

L’azienda, il sistema delle operazioni di gestione e le condizioni di equilibrio economico-finanziario. La rappresentazione contabile delle operazioni di gestione. Le operazioni di finanziamento. Le operazioni di acquisto: gli investimenti in fattori pluriennali e le spese correnti. Le operazioni di vendita. L’assestamento dei valori economici e la determinazione del reddito. L’analisi di un bilancio di esercizio. La redazione del bilancio d’esercizio nella prospettiva internazionale: principi contabili IAS-IFRS.

Mod. 1 – L’IRPEF: principi e disciplina della tassazione delle persone fisiche. Elementi di fiscalità locale (12 novembre – 9 dicembre)
Responsabile didattico: Prof. Fabio Marchetti

Determinazione dell’imponibile e dell’imposta. Redditi soggetti a tassazione separata. Redditi fondiari e fiscalità degli immobili di impresa. Redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e plusvalenze finanziarie). Il regime dei dividendi percepiti da persone fisiche. Imposizione sui capital gains. Redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e adempimenti del datore di lavoro. Redditi di lavoro autonomo e ritenute alla fonte. Redditi diversi di natura non finanziaria. La previdenza complementare: profili civilistici e fiscali. Casi operativi ed esempi di redazione dei Mod. 730, “Unico”, 770. La semplificazione fiscale e la dichiarazione precompilata. Addizionali IRPEF regionali e comunali. La fiscalità locale: profili generali ed elementi generali sul Federalismo fiscale. IMU, TASI e TARES: soggetti passivi, base imponibile e aliquote, esenzioni e riduzioni. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23: la cedolare secca sugli affitti. Tassazione patrimoniale delle persone. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23 – IMU.

Mod. 2 – Fiscalità d’impresa (10 dicembre 2015 – 4 marzo 2016)

Responsabile Didattico: Dott. Massimiliano Longo

  • IRES E DETERMINAZIONE DEL REDDITO D’IMPRESA

La qualificazione del reddito d’impresa. Principi generali sulla determinazione del reddito d’impresa e sulle valutazioni fiscali. Dal risultato civilistico all’imponibile fiscale, il principio di imputazione e di derivazione del risultato fiscale da quello civilistico. Il reddito di impresa per i soggetti che adottano gli IAS. Componenti positive e negative del reddito di impresa: approfondimenti su ammortamenti, accantonamenti, rimanenze, oneri pluriennali, dividendi e plusvalenze. Raccordo tra valutazioni civilistiche e fiscali, casi operativi di variazioni in aumento ed in diminuzione. La fiscalità differita attiva e passiva, le variazioni temporanee nella determinazione del reddito di impresa ed il loro riassorbimento nel tempo. Agevolazioni temporanee e/o strutturali per le imprese. Esercitazioni e casi operativi sui valori in bilancio e loro rilevanza fiscale; eventuali novità per il 2016.

  • IRES: SOGGETTI PASSIVI E SPECIFICITÀ NELLA TASSAZIONE DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

Il modello Ires di tassazione societaria. I soggetti passivi e la residenza fiscale. La base imponibile per società, enti commerciali ed enti non commerciali. Il regime tributario degli utili societari e delle plusvalenze. I vincoli alla deduzione degli interessi passivi. La trasparenza fiscale per le società di capitali. Il consolidato nazionale e mondiale

  • IRAP

Federalismo fiscale su base regionale: quadro generale e ultime novità normative. Presupposto e soggetti passivi: quadro evolutivo alla luce dei numerosi interventi giurisprudenziali. La base imponibile delle società di capitali: il principio di derivazione dal risultato civilistico. La base imponibile per società di persone ed imprese individuali. La base imponibile per i professionisti. La base imponibile per Banche, Assicurazioni, Enti non commerciali ed Amministrazioni Pubbliche. Le deduzioni dall’imponibile: quadro analitico e casi operativi. Le aliquote e la deduzione piena del costo del lavoro a tempo indeterminato: novità dal 2015. La gestione operativa del raccordo tra Irap e reddito di impresa. Esercitazione: la redazione del modello autonomo di dichiarazione IRAP per le diverse categorie di soggetti passivi

  • IVA

Presupposto soggettivo, oggettivo e territoriale: principi generali ed approfondimenti operativi. Le categorie di operazioni rilevanti ai fini Iva. L’esigibilità dell’imposta: regole generali, deroghe e regime di “cash accounting”. La territorialità per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi Base imponibile, rivalsa e detrazione. Approfondimenti su limiti e rettifiche alla detrazione.

Il tributo negli scambi con i Paesi terzi e nei rapporti interni all’Unione Europea . Le novità dal 2015 nelle transazioni internazionali on line. Adempimenti e obblighi dei contribuenti. La gestione Iva per gli enti non profit. Principali regimi speciali. Esempi di redazione di dichiarazione annuale

Mod. 3 – Pianificazione Fiscale Interna (7 marzo – 5 aprile 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Livia Salvini

La nozione di elusione fiscale. Aumenti e riduzioni di capitale: profili contabili, civilistici e tributari. Trasformazioni, fusioni, scorpori e scissioni: profili contabili, civilistici e tributari. Liquidazione di società, fallimento e altre procedure concorsuali: profili civilistici e tributari. La disciplina tributaria di titoli e partecipazioni. Aspetti operativi della participation exemption. Il regime fiscale dei dividendi. L’interpello generale e speciale: oggetto e procedimento

Mod. 4 – Accertamento, contenzioso tributario e diritto penale tributario (6 aprile – 6 maggio 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Massimo Basilavecchia

La dichiarazione dei redditi e gli obblighi contabili. Accessi, ispezioni e verifiche. Gli accertamenti bancari. Metodi e tipi di accertamento. Parametri e studi di settore. Partecipazione del contribuente al procedimento. Avviso di accertamento globale, parziale, integrativo ed esecutivo. Motivazione e prova. Strumenti deflattivi del contenzioso. Nuova normativa in materia di riscossione dei tributi erariali e locali. Versamenti delle imposte e compensazioni orizzontali e verticali. Le sanzioni amministrative tributarie. Competenza e composizione delle commissioni tributarie. Rappresentanza e difesa del contribuente. Procedimento di primo grado e la fase del reclamo. Procedimento di secondo grado. Ricorso per Cassazione. Il giudicato. Il giudizio di ottemperanza. Redazione di ricorsi. Il sistema penale tributario. Rapporti tra processo tributario e processo penale. Soggetti e struttura del reato tributario. Contravvenzioni in materia di IVA e di imposte sui redditi. Frode fiscale e falso in bilancio

Mod. 5 – Pianificazione fiscale internazionale (9 maggio – 8 giugno 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Giuseppe Melis

Nozione di residenza fiscale di persone fisiche, società ed enti nel diritto interno e convenzionale. Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione: struttura e funzionamento. La nozione di stabile organizzazione e gli effetti sulla determinazione del reddito di impresa. Investimenti all’estero sotto forma di branches o di subsidiaries. Tassazione di dividendi, interessi e royalties. Paradisi fiscali e norme antielusive: Controlled. Foreign Companies, regime di indeducibilità dei costi, transfer price. Voluntary disclosure. Il principio di non discriminazione nelle imposte dirette e indirette. L’armonizzazione delle imposte dirette e indirette e la cd. “concorrenza fiscale”. Fondi di investimento e partnerships. Operazioni societarie transnazionali. Consolidato fiscale mondiale. Il trust. Lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali: la cooperazione internazionale contro la frode e l’evasione. Ruling internazionale. Fiscalità doganale


Presidente

Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Direttore del Master

Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Advisory Board

  • Fabrizio Amatucci Ordinario di Diritto Tributario, Seconda Università degli Studi di NAPOLI;
  • Nicola Antoniozzi Socio Fondatore Studio Pirola Pennuto Zei & Associati;
  • Claudio Berliri Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani;
  • Eugenio Della Valle Ordinario di Diritto Tributario, SAPIENZA;
  • Valerio Ficari Ordinario di Diritto Tributario, Università di SASSARI;
  • Stefano Fiorentino Ordinario di Diritto Tributario, Università di SALERNO;
  • Massimiliano Longo Docente di Scienze delle Finanze LUISS;
  • Gerardo Longobardi Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma;
  • Fabio Marchetti Associato di Diritto Tributario LUISS;
  • Francesca Mariotti Direttore Area Politiche Fiscali CONFINDUSTRIA
  • Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Renzo Parisotto Consulente del gruppo Ubi Banca ;
  • Giovanni Puoti Rettore Università degli Studi Niccolò Cusano;
  • Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Rita Santarelli Presidente VISES Onlus – Federmanager
  • Andrea Silvestri Socio Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo

Docenti intervenuti nelle precedenti edizioni:

Giacomo Albano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Ernst & Young
Paola Albano – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Fabrizio Amatucci – Ordinario di Diritto Tributario della Seconda Università degli Studi di Napoli
Giuseppe Ascoli – Dottore Commercialista, Adonnino Ascoli e Cavasola Scamoni Studio Tributario
Massimo Basilavecchia – Ordinario di Diritto Tributario dell’ Università degli Studi di Teramo
Fabio Brunelli – Partner Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Bruno Ciappina – Ufficio Fiscale Autostrade per l’Italia
Alberto Comelli – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Parma
Giuseppe Corasaniti – Associato in Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Brescia
Giammarco Cottani – Assistente di Direzione – Direzione Centrale Accertamento – Agenzia delle Entrate
Angelo Cremonese – Dottore Commercialista, Studio Perno, Cremonese, Radice & Cereda
Roberto Cusimano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Davide De Girolamo – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Vincenzo De Sensi – Docente di Diritto Fallimentare luiss Guido Carli, Avvocato in Roma
Lorenzo Del Federico – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Chieti – Pescara
Gabriele Escalar – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Massimo Fabio – Avvocato, KStudio Associato
Stefano Fiorentino – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Serena Giglio – Avvocato, ACP Studio Consulenza Tributaria (Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it)
Claudio Giordano – Avvocato, Studio Legale Macchi di Cellere e Gangemi
Vittorio Giordano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Fabrizio Iacuitto – Partner, Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Antonio Laudati – Sostituto Procuratore Generale Corte di Appello di Roma
Maurizio Lauri – Dottore Commercialista, Studio L4C – Studio Lauri Lombardi Lonardo Carlizzi
Stefano Lizzani – Dottore Commercialista, LT Partners Studio Legale e Tributario
Massimiliano Longo – Docente di Scienza delle Finanze Università LUISS Guido Carli
Luca Longobardi – Dottore Commercialista, Maisto e Associati
Daniele Majorana – Dottore Commercialista e Consulente Fiscale
Fabio Marchetti – Associato di Diritto Tributario Luiss Guido Carli
Giuseppe Marino – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Milano
Mario Martinelli – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Giuseppe Melis – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Rossella Miceli – Ricercatrice di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Giuseppe Molinaro – Dottore Commercialista, Responsabile Fiscale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo
Roberta Moscaroli – Dottore Commercialista, Dla Piper
Alberto Mula – Ricercatore di Diritto Tributario, Università degli Studi Napoli Federico II
Giuseppe Napoli – Dottore Commercialista, Docente di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Giuseppe Nebbia – Avvocato in Campobasso
Annalisa Pace – Professore Aggregato di Diritto Tributario Università di Teramo
Roberto Padova – Avvocato, Studio Pirola, Pennuto Zei & Associati
Alessio Persiani – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Vania Petrella – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Franco Petrucci – Consulente Fiscale già Dirigente Assonime
Luca Peverini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Antonio Piciocchi – Dottore Commercialista, Studio Tributario e Societario Deloitte
Fabio Pirolozzi – Dottore Commercialista, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Pasquale Pistone – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Giovanni Puoti – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Paolo Puri – Associato di Diritto Tributario dell’Università del Sannio S.E.A.
Giulio Ranocchiari – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Federico Rasi – Avvocato, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario
Alberto Renda – Avvocato, KLegal Studio Associato
Domenico Riccio – Coordinatore dell’Area Governo e Riscossione presso Agenzia delle Entrate
Carlo Romano – Avvocato, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Fabiola Rossi – Dottore Commercialista, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Francesco Rossi Ragazzi – Docente di Diritto Tributario Comparato Università di Chieti – Pescara
Eugenio Ruggiero – Dottore Commercialista, Studio Visentini Marchetti e Associati
Massimiliano Russo – Avvocato, LL.M. in Diritto Tributario
Carlo Sallustio – Avvocato, Fantozzi e Associati – Studio Legale Tributario
Livia Salvini – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Alessandro Serena – Ten.Col. t.ST GDF, Direttore responsabile Rivista della Guardia di Finanza
Enrico Siciliano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Siciliano
Andrea Silvestri – Avvocato, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Gianni Tarozzi – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Riccardo Tiscini – Ordinario di Economia Aziendale dell’Universitas Mercatorum
Chiara Todini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Giuseppe Zizzo – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università LIUC di Castellanza


DATA DI INIZIO: 24 ottobre 2016
DURATA: 12 mesi
SELEZIONI: Aperte
LEZIONI: 9.30 – 13.30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ 13.000

PROSSIME SELEZIONI

6 ottobre alle 10:00 in sede o alle 14:30 su Skype

CONTATTI

LUISS Business School

Viale Pola, 12 – 00198 Roma
T 06 8522 2327
T 06 8522 2391
T 06 8522 5225
F 06 85 222 400
numero verde 800901194 – 800901195
smluissbs@luiss.it

MILANO BICOCCA

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

AI LABORATORI DEL CE.S.E.D. – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e dalla Guardia di Finanza di Milano

Per informazioni: formazione@economiaediritto.it

Telefono: 02/00681087 (Melillo & Partners)

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LABORATORIO N. 2 

I LABORATORI TRIBUTARI DI ECONOMIAeDIRITTO.it – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e dalla Guardia di Finanza

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DALLA VERIFICA FISCALE AL CONTENZIOSO:

Metodologie e Tecniche di Difesa Tributaria

Laboratorio di Tax Risk Management e Gestione delle Controversie Tributarie

Programma analitico

Obiettivi:

Il Corso intende formare una nuova figura professionale che sarà molto richiesta in futuro, quella del Tax Risk & Dispute Manager, che avrà la competenza di mappare e monitorare i rischi fiscali in azienda, implementando un apposito modello, e di gestire eventuali future controversie tributarie atte a difendere gli interessi aziendali, laddove il modello non sia stato in grado di dimostrare la Tax Compliance nei confronti degli Organi di controllo. La formazione della nuova figura avverrà attraverso la (ri)qualificazione e/o la specializzazione di professionisti tradizionali (es., avvocati, commercialisti, consulenti d’azienda, ecc.) e di dipendenti degli uffici fiscali delle imprese (es., CFO, responsabili fiscali, impiegati, ecc.); il Corso è rivolto anche ai funzionari dell’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che svolgono (o intendano svolgere) le verifiche fiscali nei confronti delle imprese nazionali e/o multinazionali. Il percorso formativo consente di conoscere le principali tecniche di Tax Governance finalizzate alla Tax Compliance e alla gestione dei rischi fiscali, con particolare attenzione ai rapporti con il Fisco (verifiche fiscali, accertamenti, monitoraggio, ruling, contraddittorio, ecc.). Questo tema è divenuto oggi cruciale (anche alla luce della Delega Fiscale approvata a marzo 2014 e del successivo decreto sulla certezza del diritto, approvato nel 2015) per chi si trova a gestire i rapporti con l’Amministrazione finanziaria e/o ad affrontare una verifica fiscale. In siffatto scenario, i migliori risultati (secondo l’esperienza empirica) giungono sempre da una corretta impostazione delle politiche di Tax Compliance e da una adeguata attività di prevenzione del rischio fiscale, prima ancora del contenzioso tributario. Lo scenario, dunque, è significativamente mutato rispetto a qualche anno fa in quanto oggi (e sempre più in futuro), soprattutto nelle imprese che operano con l’estero, occorre attuare politiche di prevenzione, prendendo in considerazione il contenzioso (incerto, oneroso e defatigante) solo come extrema ratio.

Questo non vuol dire rinunciare all’azione di difesa ma, al contrario, intraprendere la controversia nella maniera più efficace possibile e con i migliori presupposti in fatto e in diritto, certi di non aver lasciato nulla al caso.

Programma:

MODULO I – 23 OTTOBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Tax Planning & Tax Risk Management:
    • Il concetto di rischio fiscale ed i principi dettati dalla legge delega n. 23/2014
    • Il Tax Risk Assessment dell’Amministrazione finanziaria e l’attribuzione del Tax Risk Score
    • La Tax Compliance e i modelli di trasparenza fiscale
    • La nuova figura del Tax Risk Manager con competenze di contenzioso tributario (Tax Risk & Dispute Manager)
    • Casi e testimonianze
  • La verifica fiscale e i poteri dell’Amministrazione finanziaria:
    • La nozione di verifica
    • La classificazione delle verifiche
    • I periodi d’imposta verificabili
    • La durata della verifica
    • I poteri esercitabili nel corso della verifica
    • I diritti del Contribuente sottoposto a verifica fiscale
    • La prova legale in ambito tributario
    • Le dichiarazioni rese da terzi
    • Il contraddittorio in verifica
    • La partecipazione del Contribuente alle operazioni ispettive e il suo diritto di rilasciare osservazioni e memorie
    • La gestione delle operazioni di chiusura della verifica fiscale
    • Il processo verbale di constatazione
    • Le valutazione del PVC e le possibili azioni difensive successive
    • La verifica delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • Casi e testimonianze

MODULO II – 6 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte prima)
    • Le richieste da parte degli uffici finanziari e le sanzioni derivanti dall’inadempimento del Contribuente
    • Le metodologie di accertamento nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili
    • L’accertamento sintetico
    • L’accertamento basato sugli studi di settore
    • L’emissione dell’avviso di accertamento: modalità e presupposti

MODULO III – 13 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte seconda)
    • Gli istituti deflattivi del contenzioso
    • L’accertamento delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • La scelta: adesione o ricorso?
    • Casi e testimonianze

MODULO IV – 20 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Il Contenzioso:
    • Il ricorso tributario di I° e II° grado: strumenti di difesa del Contribuente sotto il profilo procedurale e nel merito
    • La mediazione-reclamo in ambito tributario
    • L’utilizzo della consulenza tecnica nel contenzioso tributario
    • La conciliazione giudiziale
    • Il ricorso per revoca
    • Il ricorso per Cassazione
    • Le ultime novità sul processo tributario telematico

MODULO V – 27 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Case History: simulazione in aula di un processo tributario basato su un caso reale.
    • Esame e commento del pvc (con eventuale coinvolgimento dei verificatori della Guardia di Finanza presenti in aula)
    • Esame e commento dell’avviso di accertamento (con eventuale coinvolgimento dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate presenti in aula)
    • Esame e commento degli atti del processo tributario (a cura del Prof. Avv. Paolo Brecciaroli, già Giudice Tributario presso le Commissioni della Lombardia; è stato Giudice nel famoso processo tributario a carico della multinazionale “Philip Morris“, accusata di avere stabili organizzazioni occulte in Italia)

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Comando Regionale Guardia di Finanza Lombardia: Corso accreditato per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano);

 

Date degli incontri:

  • 23/10/2015 (Tax Risk Management e Verifica fiscale)
  • 06/11/2015 (Accertamento – parte prima)
  • 13/11/2015 (Accertamento – parte seconda)
  • 20/11/2015 (Contenzioso – procedura)
  • 27/11/2015 (Simulazione di un processo tributario – a cura del Giudice tributario, Avv. Paolo Brecciaroli di Milano)

Sede del Corso: MILANO, Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Referente Accademico:

  • Claudio Sacchetto, Avvocato Tributarista, Professore Emerito di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Torino, Membro dei Comitati Scientifici delle principali Riviste scientifiche di Diritto Tributario nazionale, europeo e internazionale, Autore di numerose pubblicazioni in materia tributaria, Docente e relatore in convegni, seminari e corsi nelle principali università e istituzioni del mondo.

Direzione Scientifica:

  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano, Autore di numerose pubblicazioni, Docente in seminari, convegni e corsi tenuti presso università italiane ed estere nonché presso le scuole di formazione dell’Amministrazione finanziaria, Direttore editoriale della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;

 

Docenti e relatori (in ordine alfabetico):

  • Paolo Brecciaroli, Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista, già Giudice Tributario presso le Commissioni Tributarie della Lombardia, Membro della Commissione Contenzioso dell’ODCEC di Milano, Pubblicista e Docente in corsi e convegni in materia tributaria in Italia e all’Estero;
  • Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino, Autore di alcune pubblicazioni in materia tributaria su ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Serena Giglio, Avvocato Tributarista in Roma, Direttore Responsabile della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Cesare Maragoni, Colonnello t. SFP, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista e Tributarista in Legnano e Milano, Esperto di Tax Risk Management, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano;
  • Ernestina Pollarolo, Avvocato Tributarista in Alessandria e Torino, già Giudice tributario per circa 23 anni presso le Commissioni Tributarie del Piemonte;
  • Camillo Sacchetto, Avvocato in Alessandria, Docente di diritto tributario telematico dell’Università degli Studi di Torino, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Altri relatori provenienti dall’Agenzia delle Entrate.

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio Laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, laureati, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione del rischio fiscale e delle controversie aventi natura tributaria: dalla tax governance alle verifiche fiscali (ed eventuali indagini penal-tributarie correlate) e dagli accertamenti tributari fino al contenzioso.

Il Laboratorio ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra professionalità simili ma aventi ruoli differenti e talvolta contrapposti (es. professionisti e funzionari del Fisco). L’approfondimento delle tematiche oggetto dei singoli Moduli, infatti, è divenuta cruciale per chi si trovi ad affrontare una verifica fiscale, sia dal punto di vista della Pubblica Amministrazione che dal punto di vista del Contribuente.

Naturalmente, l’obiettivo principale del Laboratorio rimane quello di approfondire le metodologie e le tecniche difensive adottabili dal Contribuente in sede di verifica, accertamento e contenzioso, tenendo conto che i migliori risultati (secondo l’esperienza) giungono da una corretta impostazione dell’attività di difesa tributaria preventiva (i.e., Tax Risk Management) e da un utilizzo razionale ed equilibrato del contenzioso tributario (che, oggi più che mai, deve essere considerato sempre come extrema ratio, nell’interesse del Contribuente).

Contributo di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

Per associarsi al Ce.S.E.D. e avere diritto alla riduzione del 50% è sufficiente seguire le indicazioni riportate nella seguente pagina web:

https://www.economiaediritto.it/centro-studi/aderisci-al-ce-s-e-d/

COME ISCRIVERSI AL CORSO O AD UN SINGOLO MODULO?

Scarica il Modulo di iscrizione entro il 26 novembre 2015 (data dell’ultimo modulo)!

Il pagamento del contributo d’iscrizione di 150,00 euro per la partecipazione al LABORATORIO TRIBUTARIO (RIF. TR&DM) o, in alternativa, ad un singolo modulo di proprio interesse e deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso TR&DM“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al LABORATORIO DI TR&DM, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.


LABORATORIO N. 1 (concluso in data 15 ottobre 2015)

STRUMENTI OPERATIVI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI

Programma analitico

SEMINARIO N. 1: Come affrontare i mercati esteri

Obiettivi:

Le opportunità offerte dalla internazionalizzazione sono una risorsa cruciale per il raggiungimento degli obiettivi di business e per l’incremento del fatturato aziendale. Il seminario fornisce una serie di strumenti operativi per affrontare i mercati esteri in maniera efficace, aiutando l’impresa ad individuare le corrette strategie di marketing e ad orientare al meglio le proprie risorse ed investimenti.

Programma:

  • Il sistema delle strategie aziendali;
  • Strategie di sviluppo e strategie competitive;
  • I percorsi d’internazionalizzazione delle imprese;
  • Le diverse forme di internazionalizzazione;
  • Gli elementi che influenzano le strategie di sviluppo internazionale;
  • Analisi competitiva e strategie di internazionalizzazione;
  • Selezione e analisi dei mercati esteri;
  • Modalità di entrata nei mercati esteri;
  • Business planning per l’internazionalizzazione;
  • Le leve di marketing.

SEMINARIO N. 2: Come gestire l’assetto organizzativo

Obiettivi:

Nessuna impresa può fare a meno di organizzare le proprie risorse se intende raggiungere i propri obiettivi. Avviare un progetto di internazionalizzazione richiede un’attenta analisi delle funzioni e dei processi aziendali coinvolti nonché, spesso, una riorganizzazione del modello di business e una modifica della mentalità. Il seminario fornisce gli strumenti operativi indispensabili per gestire il cambiamento organizzativo e adottare una corretta struttura finanziaria in vista dei nuovi traguardi.

Programma:

  • I motivi per l’internazionalizzazione;
  • Le strategie più adatte per operare sui mercati internazionali;
  • Global niche, networking e neoregionalismo;
  • Strategie organizzative e modelli di management;
  • Scenari e variabili per la definizione delle strategie di impresa;
  • Strategia di globalizzazione e strategia (multi) domestica;
  • L’Internazionalizzazione delle imprese: il modello a stadi;
  • L’integrazione informativa a supporto della strategia di internazionalizzazione;
  • Grado e forme di internazionalizzazione;
  • Modelli di strutture per l’internazionalizzazione;
  • La produzione delocalizzata;
  • Il global sourcing e la virtual enterprise;
  • Le soluzioni organizzative per lo sviluppo internazionale;
  • Modelli organizzativi di imprese internazionali;
  • Il nuovo ruolo della Tesoreria nella strategia aziendale;
  • Un uso strategico delle risorse finanziarie per l’internazionalizzazione;
  • Il cash pooling;
  • La Payment Factory;
  • L’House Banking;
  • Analisi dei modelli operativi bancari in un contesto internazionale;
  • Overview dei servizi offerti da SACE;
  • Overview dei servizi offerti da SIMEST;
  • Cenni su altre forme di finanziamento disponibili.

SEMINARIO N. 3: I programmi europei come percorso privilegiato

Obiettivi:

Prendendo spunto dai finanziamenti a sostegno dell’internazionalizzazione offerti a livello Nazionale e Regionale, il corso fornisce una panoramica completa degli strumenti finanziari e di finanziamento dedicati dall’Unione Europea alle PMI. Il corso offre ai partecipanti una mappa esaustiva di riferimenti e strumenti che consentirà agli stessi di orientarsi in modo autonomo nella ricerca delle soluzioni più adeguate alla proprie esigenze di internazionalizzazione e ricerca di nuove opportunità.

Programma:

  • Dati di contesto: il livello di internazionalizzazione delle PMI, fattori agevolanti e barrieranti, benefici per le PMI;
  • Accenni alle opportunità, ai soggetti erogatori e alle modalità di accesso ai finanziamenti per l’internazionalizzazione a livello Nazionale e Regionale (Regione Lombardia);
  • Presentazione del Portale della Comunità Europea dedicato alle PMI;
  • Panoramica delle principali opportunità di finanziamento per le PMI europee:
    • Programmi tematici e modalità di accesso (es: COSME o HORIZON 2020);
    • Sostegni indiretti all’internazionalizzazione;
  • Servizi di supporto: agenzie europee e nazionali;
  • Case study: dall’idea allo sviluppo di progetto – comprendere l’articolazione di un bando, i formulari e i criteri di valutazione; utilizzare le banche date dei progetti e dei partner; il proprio ruolo nel progetto; strutturare il progetto in wp e deliverables; il budget; l’invio e il sistema di finanziamento e rendicontazione.

SEMINARIO N. 4: Come gestire gli aspetti legali e contrattuali

Obiettivi:

Per affrontare i mercati esteri e interagire con soggetti ubicati al di là dei confini nazionali occorre conoscere in dettaglio gli aspetti legali e contrattuali delle singole operazioni. Il seminario fornisce una serie di spunti operativi per approfondire tali aspetti e per attuare una politica di internazionalizzazione consapevole ed efficace.

Programma:

  • Mercati globali e sistemi giuridici;
  • I contratti internazionali e la legge applicabile;
  • La forma del contratto;
  • La lingua del contratto;
  • La conclusione del contratto: tempi e formalità;
  • I modi di soluzione delle controversie:
    1. l’arbitrato;
    2. la giurisdizione ordinaria;
  • Il riconoscimento delle decisioni straniere;
  • I contratti tra investitori e Stati e le problematiche connesse;

SEMINARIO N. 5: Come gestire la variabile fiscale

Obiettivi:

Nelle operazioni di internazionalizzazione la variabile fiscale rappresenta un elemento critico e, come tale, meritevole di particolare attenzione. Alla luce del quadro normativo assai complesso e mutevole, infatti, le imprese devono attuare un’attenta politica di Tax Governance e Tax Risk Management finalizzata al raggiungimento della Tax Compliance. Il seminario fornisce una serie di suggerimenti operativi per ridurre i rischi fiscali e far fronte in maniera efficace a tutte le problematiche fiscali delle operazioni aventi rilevanza internazionale.

Programma:

  • Gli indirizzi operativi dell’Amministrazione finanziaria in materia di contrasto dell’evasione ed elusione fiscale internazionale;
  • I rischi fiscali derivanti dall’internazionalizzazione;
  • La residenza fiscale (delle persone fisiche e giuridiche) e l’esterovestizione;
  • La stabile organizzazione (personale e materiale);
  • Il transfer pricing ed il concetto di “arm’s length price”;
  • I paradisi fiscali e la disciplina delle controlled foreign companies (CFC);
  • Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (Modello OCSE);
  • Le verifiche fiscali dell’Amministrazione finanziaria;
  • Base Erosion and Profit Shifting (BEPS);
  • Tax Governance e modelli di International Tax Compliance;
  • La risoluzione delle controversie internazionali (MAP, ecc.);
  • Gli aspetti penal-tributari delle operazioni internazionali.

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Guardia di Finanza: Corso accreditato dal Comando Regionale Lombardia per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano).

 

Date degli incontri:

  • 18/09/2015, orario 14:00-18:00 (Aspetti strategici e commerciali) – Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale, Dott. Valerio Vicenzetto e Dott.ssa Anna Barbieri, MAP SpA.
  • 25/09/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti organizzativi) – Ing. Giancarlo Poggi, consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA.
  • 02/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti finanziari) – Prof. Giorgio Beltrami, docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
  • 09/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti contrattuali) – Avv. Anna Pozzato, civilista esperta di contrattualistica internazionale.
  • 15/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti fiscali) – Dott. Claudio Melillo, dottore commercialista, tributarista e dottore di ricerca in diritto tributario.

Ospiti: Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale; Avv. Raffaele Caso, fiscalista internazionale; Avv. Sergio Sottocasa Biani (in attesa di conferma).

Sede del Corso: Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Docenti e relatori:

  1. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario;
  2. Giorgio Beltrami, Docente a contratto presso l’Università di Milano Bicocca;
  3. Giancarlo Poggi, Consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA;
  4. Roberto Bottiroli, Consulente aziendale;
  5. Anna Pozzato, Avvocato civilista esperta di contratti internazionali e infragruppo;
  6. Valerio Vicenzetto, Presidente del CdA della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  7. Anna Barbieri Venturi, Responsabile commerciale della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  8. Lidia Komjanc, Esperta in operazioni di internazionalizzazione nei Paesi balcanici (in attesa di conferma);
  9. Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano;
  10. Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  11. Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino (in attesa di conferma);
  12. Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano (in attesa di conferma).

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione delle operazioni di internazionalizzazione delle PMI.

Il corso ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra i docenti e i discenti, destinato a proseguire anche dopo il Corso, grazie all’attività di networking sviluppata dal Centro Studi.

Contributo (simbolico) di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

PER ISCRIVERSI AL CORSO:

Scaricare il Modulo di iscrizione.

Il pagamento del contributo d’iscrizione al Corso n. 1 deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso n. 1“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al Corso n. 1, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.

TAX LAB 2015

CORSI ACCREDITATI DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI MILANO – ANNO 2015:

Il Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., in collaborazione con Melillo & Partners Studio Legale Tributario, avvia i “Laboratori di Economia & Diritto”, una serie di workshop formativi, a numero chiuso, pensati per stimolare l’interesse dei discenti (professionisti, imprenditori, manager, funzionari pubblici, laureati, ecc.) a partecipare a sessioni di studio fondate sull’esperienza, oltre che sulla teoria.

Durante i “Laboratori di Economia & Diritto” qualificati docenti metteranno la loro pluriennale esperienza al servizio dei partecipanti, affinché questi possano accrescere con facilità il loro bagaglio di competenze teorico-pratiche.

Nell’ambito dei “Laboratori di Economia & Diritto” rientra il Tax L@b 2015: Laboratorio di Fiscalità Internazionale, corso di alta formazione accreditato dall’ODCEC di Milano con il riconoscimento di 20 CFP, unitamente al quale, su richiesta, è possibile attivare ulteriori incontri di approfondimento in aula, orientati a rispondere a specifiche esigenze di problem solving (anche su proposta di ciascun partecipante).

  • TAX LAB 2015 (EVENTO ACCREDITATO DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI MILANO PER 20 CFP) – PROGRAMMA – BROCHURE E MODULO DI ISCRIZIONE:
    • Rappresentante del Comitato Scientifico di E&D:
      • Prof. Avv. Claudio Sacchetto (Professore emerito di Diritto Tributario dell’Università di Torino).
    • Direttore Scientifico e Coordinatore del Corso:
      • Dott. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Milano (www.melilloandpartners.it) e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario presso la Seconda Università di Napoli (www.claudiomelillo.it).
    • Relatori e Ospiti:
      • Dott. Luigi Busoni, Tax Manager Gruppo IKEA Italia;
      • Dott. Gianluca D’Aula, Tax Manager Gruppo ILLY Caffè (in attesa di conferma);
      • Avv. Sergio Sottocasa Biani, Tributarista in Milano;
      • Dott. Alessio Rombolotti, Analista di transfer pricing, Melillo & Partners Studio Legale Tributario;
      • Avv. Massimiliano Sammarco, Tributarista in Roma;
      • Dott. Marco Cardillo, Funzionario tributario presso l’Agenzia delle Entrate (in attesa di conferma);
      • Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
      • Avv. Serena Giglio, Tributarista in Roma, Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it;
      • Avv. Claudia Marinozzi, Tributarista in Milano, (in attesa di conferma).

gli eventi sono organizzati in collaborazione con:

La sede dei corsi per i Professionisti è Milano, Via Santa Maria Valle 3. I posti disponibili sono 65.

Tutti gli eventi sono stati accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. Ai partecipanti verrà rilasciato apposito attestato ai fini del riconoscimento dei CFP.

La sede dei Corsi è Milano, Via Santa Maria Valle, 3.

Informazioni e prenotazioni:

Melillo & Partners Studio Legale Tributario

Via Santa Maria Valle, 3 – 20123 MILANO

Telefono: (+39) 02 00681087

E-mail: formazionecontinua@economiaediritto.it

ALTRI EVENTI SVOLTI NEL 2015:

  1. Arriva il Tax Risk Manager in azienda_Worskshop del 7 maggio 2015
  2. Digital innovation Social Communication_Workshop del 3 giugno 2015

*****

Sei interessato a sponsorizzare i nostri eventi formativi?

A fronte di un contributo a copertura parziale degli oneri organizzativi, Ti offriamo la possibilità di partecipare come relatore ad uno o più eventi nonché di effettuare uno speech di presentazione della Tua organizzazione e di esporre materiale promozionale durante gli eventi.

Per i dettagli contattaci all’indirizzo partnership@economiaediritto.it.

Finanziamenti

FONDI EUROPEI GESTITI DIRETTAMENTE DALL’EUROPA

> Ambiente, Azione per il Clima, Green economy (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Progettazione, pianificazione e conduzione di una valutazione delle esercitazioni per i moduli della protezione civile, le équipe di assistenza tecnica e di sostegno e le équipe della protezione civile dell’Unione europa (ECHO/B1/SER/2014/09).

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW.

Call for application – Presentazione candidature: Premio europeo Natura 2000

  • Scadenza 21 gennaio 2015

> Audiovisivi, Cinema, Media (9)

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di pacchetti di progetti (slate funding) (EACEA 18/2014)

  • Scadenza 5 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di singoli progetti (EACEA 17/2014)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenze 13 gennaio 2015; 28 maggio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Invito a presentare le proposte. Sostegno all’accesso ai mercati (EAC/S29/2014)

  • Scadenza 22 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Agenti di vendita (EAC/S21/2013)

  • Scadenza 1 marzo 2016 (Reinvestimenti)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Cinema Automatic (EAC/S28/2013)

  • Scadenza 31 luglio 2015 (Reinvestimenti)

Eurimages: Fondo del Consiglio d’Europa a sostegno della coproduzione, distribuzione, sfruttamento e digitalizzazione di opere cinematografiche europee

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla distribuzione transnazionale dei film europei – Sistema di sostegno «agente di vendita» 2013 (EACEA/07/13)

  • Scadenza 2 marzo 2015 (reinvestimento fondo potenziale)

> Cooperazione con Paesi terzi (9)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Assistenza tecnica per l’integrazione della sostenibilità ambientale, compresi la biodiversità, il cambiamento climatico e la riduzione del rischio di catastrofi (EuropeAid/136473/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 19 febbraio 2015 NEW

Call for proposals – Sovvenzione: Verso un futuro libero dalla violenza domestica nei Paesi dei Caraibi orientali e Barbados (EuropeAid/136243/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di assistenza tecnica internazionale per il progetto ADESEP (EuropeAid/136417/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di un Meccanismo europeo per i difensori dei diritti umani (EuropeAid/136316/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 12 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno agli attori regionali impegnati nella tutela dei diritti umani negli Stati africani (EuropeAid/136394/DD/OPR/OUA)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Switch Asia II – Promozione di modelli e abitudini di consumo e di produzione sostenibili (EuropeAid/136362/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 9 febbraio 2015

Call for proposals – Sovvenzione: Rinforzare il ruolo della società civile nella promozione dei diritti dell’uomo e delle riforme democratiche – Algeria (EuropeAid/136240/DD/ACT/DZ)

  • Scadenza 25 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Supporto tecnico all’attuazione e alla gestione di programmi di cooperazione transfrontaliera dello strumento europeo di vicinato (EuropeAid/136274/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Bando Twinning in Internet. “Rafforzare le capacità dei servizi dell’Infrastruttura Nazionale di Qualità (INQ) e la Valutazione di Qualità (VQ) nella Repubblica di Serbia (EuropeAid/136447/IH/ACT/RS)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

> Cultura, Turismo, Cittadinanza (7)

Call for Application – Presentazione candidature: Designazione della Capitale europea della cultura per il 2021 (EAC/A03/2014)

  • Scadenza 23 ottobre 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

Call for Application – Presentazione candidature: Premio europeo Carlo Magno della gioventù 2015

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Supporto alle piattaforme europee (EACEA 47/2014)

  • Scadenza 25 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Progetti di traduzione letteraria (EACEA 46/2014)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Premio Internazionale sull’Innovazione Culturale

  • Scadenza 5 febbraio 2015

> Energia, Efficienza energetica, Energie rinnovabili, Reti Trans-europee TEN-E (1)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno alle attività principali della piattaforma tecnologica europea sul riscaldamento e il raffreddamento rinnovabili (PP-2041/2014)

  • Scadenza 2 marzo 2015 NEW

> Giustizia, Sicurezza, Lotta alla violenza, Lotta alla droga, Diritti, Immigrazione (15)

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno a progetti che promuovono l’indipendenza economica paritaria tra donne e uomini (JUST/2014/RGEN/AG/GEND)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Contratto quadro per servizi tecnici e di supporto nel settore della sicurezza legata agli eventi chimici, biologici, radiologici/nucleari ed esplosivi (CBRNE) (HOME/2014/ISFP/PR/CBRN/0025)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Crimini finanziari ed economici, corruzione e crimini ambientali (HOME/2014/ISFP/AG/EFCE)

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Prevenzione della radicalizzazione, del terrorismo e dell’estremismo violento (HOME/2014/ISFP/AG/RADX)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Azioni di finanziamento volte a sostenere progetti transnazionali nell’ambito delle politiche comunitarie sulle droghe (JUST/2014/JDRU/AG/DRUG)

  • Scadenza 20 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sviluppo di una piattaforma digitale per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) (JUST/2014/RPPI/AG/FGMU)

  • Scadenza 8 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Daphne – Progetti nazionali o transnazionali per il sostegno alle vittime di violenza e di reato (JUST/2014/SPOB/AG/VICT)

  • Scadenza 10 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Daphne – Progetti transnazionali legati ai bambini vittime del bullismo (JUST/2014/RDAP/AG/BULL)

  • Scadenza 10 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Lotta contro la criminalità informatica e gli abusi sessuali su minori (HOME/2014/ISFP/AG/CYBR)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Scambio di informazioni ai fini dell’applicazione della legge (HOME/2014/ISFP/AG/LAWX)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Azioni di sostegno ai progetti nazionali e internazionali volti a promuovere la cittadinanza dell’Unione Europea (JUST/2014/RCIT/AG/CITI)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti internazionali per rafforzare la capacità dei professionisti che operano nella tutela dei diritti minorili (JUST/2014/RCHI/AG/PROF)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Imprese, PMI, Industria, Competitività, Start-up, Reti e cluster (20)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Promozione delle competenze di «e-leadership» in Europa (EASME/COSME/2014/013)

  • Scadenza 18 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo all’eventuale duplice uso delle tecnologie abilitanti fondamentali (EASME/COSME/2014/019)

  • Scadenza 16 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sviluppo e attuazione di un quadro europeo per la professione nel settore delle TIC (EASME/COSME/2014/012)

  • Scadenza 11 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’adeguatezza della regolamentazione del quadro legislativo che disciplina la gestione dei rischi delle sostanze chimiche (escluse procedure REACH), in particolare il regolamento CLP e la legislazione pertinente (375/PP/ENT/IMA/14/11917)

  • Scadenza 6 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo alla fattibilità di alternative ai rating del credito e allo stato del mercato dei rating del credito (MARKT/2014/257/F)

  • Scadenza 25 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno della cooperazione internazionale tra le reti di imprese e di cluster attraverso l’ulteriore sviluppo della piattaforma europea di collaborazione tra cluster (EASME/COSME/2014/023)

  • Scadenza 13 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di Servizi: Organizzazione di eventi tra paesi terzi e Unione europea durante l’esposizione universale di Milano 2015 (424/PP/ENT/SME/14/F/S608)

  • Scadenza 19 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Settore europeo delle calzature: oltre la moda – Campagna di sensibilizzazione (EASME/COSME/2014/021)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call fo Proposals – Sovvenzione: Enterprise Europe Network – secondo bando (COS-EEN-2014-2-04)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Quadro di valutazione relativo all’attrattività degli investimenti esteri diretti (IED) — studio in particolare sugli investimenti internazionali e sulla competitività per migliorare le catene di approvvigionamento transfrontaliere/intrafrontaliere nell’UE (EASME/EASME/COSME/2014/016)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prove interlaboratorio di fibre tessili, compresi test e servizi connessi per l’analisi tecnica della fibra «poliacrilato» (423/PP/ENT/IMA/14/1131)

  • Scadenza 12 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio per l’assistenza tecnica concernente la progettazione ecocompatibile per il gruppo di prodotti DG ENTR lotto 9 (419/PP/ENT/IMA/14/11931A)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle miscele di detergenti pericolose contenute in imballaggi solubili monouso (406/PP/ENT/IMA/14/119429)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Programma COSME. Analisi dei fattori guida, degli ostacoli e dei fattori di disponibilità delle imprese dell’Unione europea per l’adozione di prodotti e tecnologie di fabbricazione avanzata (EASME/COSME/2014/014)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Facilitare l’accesso al regolamento per Sistemi Aerei leggeri Pilotati Remotamente (COS-RPAS-2014-2-03)

  • Scadenza 18 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prestazione di servizi di valutazione alla Commissione europea nel settore del commercio (TRADE/2014/01/01)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di sostegno per il controllo dell’adeguatezza nel settore dell’edilizia (408/PP/ENT/SME/14/A/N307C)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020, Strumento PMI (SME Instrument)

  • Fase I, Scadenze: 18 marzo 2015; 17 giugno 2015; 17 settembre 2015; 16 dicembre 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Istruzione, Formazione, Giovani, Sport (5)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+, Azione chiave 3: Supporto per la riforma delle politiche — Iniziative per l’innovazione delle politiche. Sperimentazione delle politiche nel settore dell’educazione scolastica (EACEA/30/2014)

  • Scadenza 20 marzo 2015 Pre-proposte (eForm) NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Erasmus+. Azione chiave 3: Sostegno alle riforme delle politiche — Iniziative emergenti. Progetti europei di cooperazione lungimiranti nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù (EACEA/33/2014)

  • Scadenza 24 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulla comparabilità delle prove linguistiche in Europa (EAC/45/2014)

  • Scadenza 21 gennaio 2015

Premio per la scuola 2014/2015: Inventiamo una banconota. Per le scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado

  • Scadenza 2 marzo 2015: termine per la presentazione dei progetti

 

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+. Invito a presentare proposte 2015 (EAC/A04/2014)

  • Azione chiave 1, Scadenze: 4 febbraio 2015; 4 marzo 2015; 30 aprile 2015; 1 ottobre 2015; 4 marzo 2015; 3 aprile 2015

> Pesca, Ricerca marina e marittima (6)

Call for Proposals – Sovvenzione: Migliorare l’interoperabilità negli Stati membri per rafforzare la condivisione di informazioni nell’ambito della sorveglianza marittima (MARE/2014/26)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle migliori pratiche internazionali per la pianificazione dello spazio marittimo transfrontaliero (MARE/2014/40)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Networking a sostegno della rete delle zone di pesca europee 2014–2020 — Unità di sostegno FARNET (MARE/2014/29)

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Rafforzare la cooperazione regionale nella raccolta di dati nel settore della pesca (MARE/2014/19)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Appalto per la prestazione di servizi a sostegno del monitoraggio e della valutazione della pesca e dell’acquacoltura nell’ambito di EMFF 2014–2020 — FAME (MARE/2014/02)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Guardiani del mare (MARE/2014/24)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

> Politica regionale e urbana (1)

Call for application – Presentazione candidature: Regiostars 2015 – Premio per i progetti europei più interessanti e innovativi nel contesto dello sviluppo regionale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Protezione sociale, Lavoro e Mobilità, Integrazione, Cittadinanza (3)

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di una rete sulla qualità e sui costi/benefici nell’assistenza a lungo termine e nella prevenzione della dipendenza (VP/2014/010)

  • Scadenza 31 marzo 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno a favore dell’istituzione di una «piattaforma a livello UE per agevolare la costituzione di un partenariato transnazionale, scambio di esperienze, sviluppo delle capacità e networking, e capitalizzazione e diffusione dei risultati pertinenti» (VT/2014/011)

  • Scadenza 5 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

> Reti di comunicazione, Internet, Information Technology (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di gestione di media online e social media (4 lotti) (COMM/DG/AWD/2014/389)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: FIWARE Accelerator Programme – Settore Smart cities.Inviti a presentare proposte SOUL-FI (Startups Optimizing Urban Life with Future Internet)

  • Scadenza 26 giugno 2015

> Ricerca e Innovazione (20)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Eurostars a supporto dei progetti di ricerca delle PMI che sviluppano prodotti, processi e servizi innovativi per guadagnare vantaggio competitivo a livello internazionale

  • Scadenza 5 marzo 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: EraNetMed – Invito a presentare proposte di ricerca sulle Energie Rinnovabili, le Risorse idriche e le connessioni tra loro per la Regione del Mediterraneo. Energie rinnovabili ed efficienza energetica (JC-ENERGY-2014); gestione delle risorse idriche (JC-WATER-2014); nesso energia-acqua (JC-NEXUS-2014)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: CHIST-ERA. Invito a presentare proposte per progetti di ricerca 2014

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Azioni trasversali. Programma Scienza con e per la società

  • Scadenza 16 settembre 2015: H2020-GARRI-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Tecnologie emergenti e future (FET)

  • Scadenza 25 novembre 2014: H2020-FETHPC-2014

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali)

  • Scadenza 14 gennaio 2015: H2020-EINFRA-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Azioni Marie Sklodowska Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera (MSCA)

  • Scadenza 13 gennaio 2015: H2020-MSCA-ITN-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Consiglio Europeo per la Ricerca (CER)

  • Scadenza 5 febbraio 2015: ERC-2015-PoC

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Innovazione nelle PMI

  • Scadenza 16 dicembre 2015: H2020-SMEINST-2-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Accesso alla Finanza di Rischio

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 Pilastro Leadership Industriale. Programma Tecnologia Spaziale

  • 17 novembre 2014: H2020-PROTEC-2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie e manifattura e processi avanzati

  • Scadenza 09 dicembre 2014: H2020-EeB-2015
  • 09 dicembre 2014: H2020-FoF-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società sicure

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-DS-2015-1 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società inclusive, innovative e riflessive

  • Scadenza 28 maggio 2015: H2020-INT-INCO-2015
  • 28 maggio 2015: H2020-INT-SOCIETY-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-SC5-2015-one-stage

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Trasporti intelligenti, verdi e integrati

  • Scadenza 15 ottobre 2015: H2020-GV-2015

Call for Proposals – Sovvezione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Energia sicura, pulita ed efficiente

  • Scadenze
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-1
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-2
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-3
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-4

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia

  • Scadenze varie

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la società. Programma Salute, cambiamento demografico e benessere

  • Scadenze varie

> Trasporti e Mobilità, Reti trans-europee TEN-T (3)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Gestione dell’Osservatorio europeo per i carburanti alternativi (MOVE/C1/2014-797/2015-67)

  • Scadenza 12 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di valutazione sull’applicazione della direttiva 2011/82/UE intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’autorizzazione e sulla promozione della preparazione dei progetti principali della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), in particolare dei progetti riguardanti le vie d’acqua e dei progetti transfrontalieri (MOVE/B3/2014-751)

  • Scadenza 11 febbraio 2015

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FONDI EUROPEI GESTITI DALLE REGIONI ITALIANE

E FONDI NAZIONALI/REGIONALI

 

> Fondazione Unipolis – Progetti d’innovazione culturale e sociale (1)

Bando della Fondazione Unipolis: Culturability – spazi d’innovazione sociale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) (3)

Bando Smart&Start Italia: Sostegno alla nascita e alla crescita delle start-up innovative in tutto il territorio nazionale

  • Domande a partire dal 16 febbraio 2015

Bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli

  • Scadenza fino ad esaurimento delle risorse

MISE: Strumento agevolativo beni strumentali (“Nuova Sabatini”)

  • Aperto

> Regione Campania (1)

Avviso pubblico – Bando ‘Sportello per l’innovazione’. Interventi a favore delle PMI e degli organismi di ricerca.

  • Procedura a sportello

> Regione Emilia Romagna (4)

Bando Start up innovative 2014, per piccole imprese costituite dopo l’1 gennaio 2011

  • Scadenza 31 marzo 2015

Ingenium Emilia-Romagna II – Il fondo di investimento per le imprese innovative. Por Fesr 2007-2013, Asse 2, Attività II.1.3 – Fondo di capitale di rischio per le piccole e medie imprese innovative

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Fondo rotativo di finanza agevolata per la green economy: Programma Por Fesr 2007-2013, Asse 3 Qualificazione energetico ambientale e sviluppo sostenibile – Agevolazioni per piccole e medie imprese

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Avviso pubblico: Riconoscimento danni e concessione contributi in relazione a eventi alluvionali e trombe d’aria. Concessione di contributi alle imprese interessate

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Regione Lazio (11)

Fondo per il Microcredito (L.R. 10/06)

  • aperto

Fondo di Garanzia CCIAA di Roma

  • aperto

FONDO POR I.3 Lazio – Interventi nel capitale di rischio delle imprese. Bando per PMI industriali o di servizi che vogliono avviare programmi di sviluppo tecnologico e innovativo

  • Scadenza 15 maggio 2015 (per le PMI)

Fondo di Garanzia a favore delle PMI interessate dai Programmi Locali di Sviluppo Urbano (P.L.U.S.)

  • aperto

Fondo di Garanzia Spettacolo, Cultura, Editoria e Sport

  • aperto

Fondo per la nascita e lo sviluppo di Start-up innovative sul territorio del Lazio (art. 6 L.R. 13/2013)

  • dal 20 novembre 2014 fino ad esaurimento delle risorse disponibili

Avviso pubblico per la presentazione di progetti coerenti con il tema di EXPO MILANO 2015 ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’

  • a partire dalle ore 9.00 del 10 novembre 2014 e per i successivi 30 giorni

Bando POR FESR Lazio 2007- 2013: Horizon2020 Misure per favorire l’accesso ai Programmi dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca, dell’innovazione e della competitività

  • Scadenza 31 gennaio 2015

Bando Accesso al credito Lazio – Far crescere il patrimonio delle piccole e medie imprese

  • bando di prossima apertura

Bando Innovazione e Reti d’impresa Lazio – Fondo ‘Capitale di rischio’. Una partnership pubblico-privato per le imprese innovative

  • 15 maggio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

Bando Start up Lazio. Fondo per prestiti partecipativi alle start up

  • 31 gennaio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

> Regione Lombardia (6)

Avviso Pubblico per la selezione di progetti pilota finalizzati alla prevenzione e alla lotta contro la dispersione scolastica

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando ricerca e innovazione e contributi per i processi di brevettazione. Edizione 2014

  • Scadenza 25 marzo 2015

Bando per individuare le migliori start up lombarde nei settori collegati al tema EXPO ‘Feeding the planet, Energy for life’ (Start up per Expo)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando Lombardia Concreta – Contributi al credito per le imprese del turismo e dell’accoglienza

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Bando voucher per l’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde 2014

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Avviso pubblico: Azioni di rete per il lavoro, rivolte a gruppi di lavoratori coinvolti in processi di crisi o in cerca di occupazione

  • Scadenza 31 dicembre 2015

> Regione Marche (2)

Avviso pubblico: Sostegno a progetti integrati di sviluppo delle PMI in fase di ricambio generazionale

  • Bando a sportello

Bando Regione Marche: Fondo di Ingegneria Finanziaria della Regione Marche – “Concessione di un Finanziamento agevolato per le Imprese del Comparto Culturale della Regione Marche”

  • Fino ad esaurimento delle risorse finanziarie

> Regione Piemonte (9)

Contributi per l’acquisto, installazione ed attivazione di parabole e modem per la connessione ad internet via satellite, in zone rurali

  • Bando a sportello

Agevolazioni agli investimenti innovativi delle Piccole e Medie Imprese per impianti di proiezione cinematografica digitale: impianti digitali, reti, audio e risparmio energetico

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le PMI a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione,la sostenibilità ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro – Edizione 2014 (Bando Pmi 2014)

  • Bando a sportello

Strumenti finanziari a sostegno delle nuove imprese nate dai servizi forniti dagli sportelli provinciali per la creazione d’impresa (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le micro e le piccole imprese a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione dei processi produttivi – Edizione 2014 (Bando Micro 2014)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo del “lavoro autonomo” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo di “creazione d’impresa” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Bando regionale per la realizzazione di interventi volti a promuovere l’occupabilità di cittadini di paesi terzi in condizione di disagio occupazionale

  • Bando a sportello

Accesso alle agevolazioni per studi di fattibilità tecnica preliminari ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale riservate ai soggetti aggregati ai Poli di Innovazione – Bando Studi di fattibilità 2014

  • Scadenza 27 febbraio 2015

> Regione Puglia (1)

Avviso per la presentazione delle istanze di finanziamento per la realizzazione di progetti di promozione internazionale, volti alla penetrazione commerciale ed alla collaborazione industriale, a favore delle reti per ’internazionalizzazione, costituite da P.M.I. pugliesi

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Sardegna (5)

Avviso pubblico: Servizi per l’innovazione. Sostegno alla realizzazione di idee e progetti di innovazione delle imprese

  • Scadenza 30 novembre 2015

IV Avviso per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del “fondo microcredito FSE”. POR FSE 2007-2013 Asse II occupabilità. Asse III inclusione sociale

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Borse “Generazione Faber” – Secondo bando per l’assegnazione di borse di sperimentazione da spendere presso il FabLab di Sardegna Ricerche

  • fino ad esaurimento della dotazione finanziaria

Avviso Pubblico: Servizi ICT per il turismo. Bando per la presentazione delle domande di aiuti

  • Scadenza 31 marzo 2015

Bando Pubblico “Microincentivi per l’innovazione e la fabbricazione digitale”. Incentivi per la competitività delle piccole e medie imprese

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Toscana (7)

Fondo di Garanzia per i giovani professionisti e le professioni

  • aperto (data inizio presentazione: 15 novembre 2014)

Bando FAS SALUTE 2014 – Sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca in materia di qualità della vita, la salute dell’uomo, biomedicale, l’inustria dei farmaci innovativi

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Bando FAR-FAS 2014 per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati congiuntamente da imprese e organismi di ricerca in materia di nuove tecnologie del settore energetico, fotonica, ICT, robotica e altre tecnologie abilitanti connesse

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Fondo di Garanzia, Sezione 3 – Sostegno all’imprenditoria giovanile, femminile e dei lavoratori già destinatari di ammortizzatori sociali” (L.R. 21/2008)

  • aperto

Bando FAR-FAS 2014: Nuove tecnologie del settore energetico, con particolare riferimento al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Bando contenente le disposizioni tecniche e procedurali per l’attuazione della Misura C.2.2. “Sostegno alle attività di valorizzazione dell’ambiente e della fauna di interesse regionale” Azione a) “iniziative e attività di monitoraggio faunistico di interesse regionale in materia faunistico venatoria”

  • ventesimo giorno dalla pubblicazione sul B.U.R.T. n.41 parte III del 15 ottobre

Avviso pubblico per la concessione di incentivi a favore delle imprese di informazione (sostegno alle assunzioni)

  • Fino ad esaurimento delle risorse

> Regione Umbria (1)

Bando per il finanziamento di interventi volti all’innalzamento degli standard di qualità, nella ricettività alberghiera, extralberghiera e all’aria aperta

  • Scadenza 11 febbraio 2015

> Regione Veneto (3)

Bando Mettiti in moto! Neet vs Yeet – Le opportunità per i giovani in Veneto

  • Scadenza 30 giugno 2015

Bando per la concessione di contributi alle PMI per l’accesso ai servizi digitali in modalità cloud computing. POR 2007-2013 Parte FESR, Asse 4 – Linea di intervento 4.1. – Azione 4.1.3.

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Avviso pubblico: Programma Operativo Regionale 2007-2013, Parte FESR. Asse 2. Energia – Linea di intervento 2.1. “Produzione di energia da08/01/2015 fondi rinnovabili ed efficienza energetica”. Azione 2.1.3 – Fondo di rotazione e contributi in conto capitale per investimenti realizzati da PMI e finalizzati al contenimento dei consumi energetici

  • Scadenza 30 giugno 2015

Abstract

In early April 2022, when the lockdown in Shanghai extended indefinitely, most residents complied with the government’s earlier announcement and prepared food for less than one week. With limited resources to acquire essentials, well-connected residents began arranging group purchases. Meanwhile, participating in group purchases was jokingly likened to following civilian regimental commanders during the war. Conflicts also started once commander purchase appeared without an official platform and legal permission from the government. Although it protected many residents from starvation, others believe that we should not ignore issues such as quality, price control, or the possibility of virus transmission.

After introducing the reasons for the formation of the commander economy, this paper will discuss the advantages and limitations and government attitudes towards commander purchase.

 

The formation of commander purchase

  1. Unannounced extension of lockdown. On March 15th, even earlier in particular communities in Pudong New District, the Shanghai government refuted the rumor of a coming city-wide lockdown but applied grid-styled closures to isolate communities separately. As a result, residents experienced 48-hour quarantine and 24-hour release repeatedly and endlessly. Nevertheless, food supplies remained plentiful until March 26th [1], when the Shanghai government promulgated a five-day half-city-wide lockdown. Divided by the Huangpu River, the Pudong area was supposed to be closed until April 1st, and for Puxi, April 5th. People compared Shanghai under the unusual lockdown method to a double-flavored hotpot, and after April 5th, there was no food in this boiling hotpot anymore.
  2. Unreliable Official Emergency supplies. Government-provided supplies vary in content and distribution dates among different communities. For example, districts like Xvhui, a district in Puxi, received materials 21 times in one month. However, some communities in districts like Baoshan [2] received nothing until April 17th. Till May 1st, they only received supplies four times with brands detected with quality problems like Shineway.
  3. Lack of transport capacity. The lack of couriers gradually caused the breakdown of the whole civil supply system. Platforms like Taobao, which more than 70 percent rely on outside express like Shentong[3], had to experience the paralysis ofthe delivery system. Applications like Meituan and Eleme with self-supporting transport departments struggled to function. However, with most cooperated stores and restaurants closed, residents had to hire couriers to run errands, a type of service automatically charged by the platform, usually higher than the standard delivery fee. To enable the flexibility of extra charging for taking chores, many delivery men would even accept orders from platforms without restrictions like TikTok. On April 29th, in Minhang District, the Public Security Traffic PoliceDetachment inspected 828 couriers. It punished 535 of them for illegal delivery like overpriced errands, lack of courier licenses, or holding a red health code [4]. (Immagine 1)
  4. Long-standing social issues. Social dense diseases like group-oriented leasing could inhibit the efforts of government and communities. For example, a group-oriented rental apartment in Shanghai can accommodate more than twenty tenants in one hundred square meters [5]. However, they would only receive one share of mat
    erials, while tenants living in the attic are not even on the list for material distribution.

 

                                                           1. Couriers being inspected, Guangming Net, May3rd 09:39

 

The advantages and limitations of Command Purchase

 Among the three main ways to get food materials in shanghai during the pandemic, besides the commander purchases, the government-provided supply and online purchasing platforms like Meituan, Dingdong, and Jingdong also played significant roles. Here we will compare the three resources and present the advantages and limitations of the commander purchase.

 

The advantages of commander purchase

  1. Commander purchase means a fixed schedule. Unlike the supplies from the government, which depended on communities and governments, and unlike platforms like Dingdong, which only provide limited positions and materials at 6:00 and 8:30 and irregularly throughout the day, commander purchase usually has a fixed arrival date. In addition, some commander purchases do not rely on public transport capacity, which means the goods would arrive by the door with the help of volunteers instead of couriers. Though many communities would like to complain about workforce shortage, many isolated residents accidentally found their names on the list of in-service volunteers. The district could solve this problem quickly if they decided to hire the actual amount of volunteers with a substantial allowance from the government. In contrast, online platforms relying on limited couriers can only reach the gate, and securities would pass the goods to residents, which caused further and unknown delays.
  2. Commander purchase supported varieties of supplies. Arguments about the definition of essentials never faded during the pandemic. While some residents argue for the importance of coffee, some would also like to deny it of fruits and milk. The resident’s unsatisfied basic needs and further personal leisure requirements stayed unfulfilled by the government, which caused conflicts between residents and communities. With their private resources, commanders could help find all kinds of materials, from coke to cigarettes. However, till now, there is no evidence showing commander purchase could play an essential role in medicine purchase.

 

  The Limitations of commander purchase

  1. Unreliable quality. Quality problems like spoilage and measure shortage remained an issue in commander purchase. For example, on April 19th, with advertisements in which products all showed fine quality, residents in Xinjing Town, Changning District eventually received ribs with dislodged skin. However, people would also like to argue about the disappointing quality of government supplies. For example, on April 15th, Meilong Town in Minhang District received supplies in the forty-day isolation from the government for the fourth time. However, the pork inside turned out to be pig papillae which would generally be available to produce industrial oil. The government explained the full issue as a mistake and laid the blame to the worker. (Immagine 2)
  2. Uncontrolled Price. Currently, commanders could decide everything individually. As a result, the prices would increase without restrictions or regulations. Meanwhile, prices on official platforms such as Dingdong or Jingdong are also increasing. In addition, some district councils ignored the financial stress that people were suffering from and even intended to gain profits. For example, in April, the district council in Baoshan sold supply-ensuring vegetables in blind boxes at an even higher price than those provided by commanders.
  3. Doubtful identities. During the pandemic, commander purchases would generally happen online with advance payment, and commanders could be neighbors or strangers, which offered readily exploitable loopholes for online scammers. For example, on April 25th in Jiading District, a fake commander who cheated over eighty buyers was arrested with 48 thousand RMB involved in the case. In Qingpu District, two fake commanders on April 27th turned out to be online scammers who were still in another province named Jiangxi.
  4. Unknown supply resources. The commander purchases are individual households, which means the suppliers would stay in mystery which caused further social impact aside from quality problems. For example, on April 7th, residents in Pudong purchased vegetable packages privately. However, they found greeting cards signed for Yuepu Town in Baoshan District inside the container. The supplier explained the whole case as a mistake on April 8th, and Yuepu town received government-provided supplies for the first time since the lockdown started. Alongside this case, the missing of many donated materials from other cities, especially the conflicts between Shanghai and Liaoning [6], and endless news showing how plentiful the food supply in Shanghai was has also strengthened residents’ assumptions. (Immagine 3 e 4)
  5. Virus transmission possibility. In the process of commander purchase, the potential for virus spreading could exist in supply maintenance, transmission, or even delivery. For example, on May 5th, in Putuo District, a commander was arrested while leaping out. She pretended to be a volunteer to enter different areas to maintain the supply that enabled virus transmission among diverse communities. At the same time, some commanders could not have volunteers to help deliver the goods without permission from the community, so buyers would have to gather.

2. Pig Papillaes received by residents in Meilong Town, private shot, April 15th

 

3. Food Packaged received by residents in Pudong with a card signed for Yuepu, private shot, April 7th

 

 4. People purchase food freely in news, CCTV news, April 16th, 21:17

 

Attitudes from the government:

 In Shanghai

 On April 8th, the Shanghai government denied the news that the government would ban the commander’s purchases. Headquarters of the Shanghai Covid Epidemic Prevention and Control Special Class on Living Materials Guarantee replied that the city urged the commercial outlets to implement the epidemic prevention and control measure and give full play to market forces to protect the needs of the people. However, whether commanders would be part of market forces remained unknown. More detailed restrictions like quality control, organized disinfection, and volunteer allocations remained at the community level instead of governmental except for price controls.

 In Beijing

 On April 24th, a pandemic burst out in Beijing. However, the central government distributed the food supply immediately on April 25th to guarantee people’s life. No indication of commander purchases has appeared, and Meituan even experienced a disastrous defeat in the Beijing market. The commander’s purchase is more like a desperate solution for Shanghai.

(A cura di Alice Chilla)

References and notes:

 [1] On March 26th, Wu Fan, an expert of the Shanghai Leading Group on Epidemic Prevention and Control, who also worked as Deputy Dean in the Medical School of Shanghai Fudan University, denied the city-wide lockdown.

[2] A suburban district located in northern Shanghai which was supposed to be closed from March 26th to April 1st but had already shut down since March 23th

[3] Chen.S & Wang.H.,(2022-04-18). Backlogs of orders began to ship Shanghai capacity and pre-warehouse partial recovery. China Business News, A04.

[4] Covid-19 patients, close contacts, or secondary close contacts would have red health code.

[5] According to the Decision of the Shanghai Municipal People’s Government on amending the Administrative Measures of Shanghai Municipality on Lease of Residential Houses, which came into force after May 1st, 2014. it is group-oriented leasing if there are less than 5 square meters per tenant, more than two tenants per room, or risks.

[6] On April 16th, regarding the news that the Shanghai government dumped the 2300 tons of food materials donated by Liaoning, Shanghai explained that the vegetables had all gone sour on the way. After that, however, Liaoning Government released the video records of the whole cold-chain transportation through Liaoning Daily to show that the Shanghai government was telling a lie.


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani – Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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Con il provvedimento 27 aprile 2022 n. 143438 l’Agenzia delle Entrate ha definito contenuto, modalità e termini di presentazione della dichiarazione sostitutiva di atto notorio che dovrà essere utilizzato dai contribuenti per il monitoraggio complessivo di tutti gli aiuti di Stato fruiti nel corso del periodo emergenziale.

La presentazione potrà essere effettuata in via telematica direttamente dal beneficiario o tramite un intermediario dal 28 aprile al 30 giugno 2022.

CHI DEVE PRESENTARE L’AUTODICHIARAZIONE

I soggetti tenuti alla compilazione del modello, secondo le istruzioni approvate unitamente al provvedimento direttoriale, sono gli operatori economici che hanno beneficiato di una delle misure di aiuto previste dal cosiddetto “regime ombrello” di cui all’art. 1, commi da 13 a 15 del D.L. 41/2021. La presentazione non è invece obbligatoria per i soggetti che hanno già reso una dichiarazione sostitutiva in sede di presentazione della comunicazione/istanza per l’accesso agli aiuti per i quali il relativo modello includeva l’autodichiarazione (come, ad esempio, l’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto perequativo), a condizione che il beneficiario non abbia successivamente fruito di ulteriori aiuti tra quelli riportati nel suddetto articolo 1. In tale ultimo caso, l’autodichiarazione deve essere presentata specificando i dati degli ulteriori aiuti successivamente fruiti nonché di quelli già indicati nella precedente dichiarazione sostitutiva già presentata.

La dichiarazione va comunque presentata quando il beneficiario: i) ha fruito degli aiuti riconosciuti ai fini IMU senza aver compilato nella precedente dichiarazione sostitutiva in quadro c; ii) ha superato i limiti massimali spettanti e deve riversare gli aiuti eccedenti i massimali previsti; iii) si è avvalso della possibilità di “allocare” la medesima misura in parte nella Sezione 3.12, sussistendone i requisiti previsti, e in parte nella Sezione 3.1, qualora residui il massimale stabiliti.

NOZIONE DI IMPRESA UNICA

Per la compilazione del modello dell’autodichiarazione è necessario tenere conto delle relazioni di controllo rilevanti ai fini della definizione di “impresa unica”. La ratio è, infatti, quella di evitare che un gruppo societario possa beneficiare di più aiuti Covid per effetto di richieste formulate da singole imprese appartenenti al medesimo gruppo. A tale proposito è bene ricordare che i regolamenti europei sugli aiuti di stato de minimis indicano i criteri in presenza dei quali due o più operatori economici, all’interno dello stesso Stato membro, vengono considerati singola impresa. In particolare, l’art. 2, paragrafo 2 del Regolamento de minimis 1407/2013 stabilisce che per impresa unica si intende l’insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle seguenti relazioni: a) un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti/soci di un’altra impresa; b) un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa; c) un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima o in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima; d) un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, per un accordo con altri azionisti o soci di un’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti/soci di quest’ultima. Inoltre, le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui sopra esposte, per il tramite di una o più imprese, sono anch’esse considerate impresa unica.

Dalla lettura delle istruzioni si comprende che il dichiarante che si trovi in una relazione di controllo con altre imprese dovrà darne atto compilando il quadro B del modello e procedendo ad indicare il codice fiscale di tutti gli altri soggetti appartenenti al gruppo. Tuttavia, il dichiarante non dovrà indicare gli aiuti che tali soggetti hanno ricevuto dovendosi limitare ad indicare esclusivamente gli aiuti di cui ha personalmente beneficiato.

COSA DEVE ESSERE INDICATO NELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ha ad oggetto il rispetto da parte del dichiarante dei requisiti previsti dalla Sezione 3.1 del Temporary Framework. Per gli aiuti per i quali il dichiarante manifesta l’intenzione di fruire dei massimali di cui alla Sezione 3.12 del Temporary Framework, la dichiarazione sostitutiva ha ad oggetto il rispetto delle condizioni previste dalla suddetta Sezione 3.12.

Ai fini della verifica del rispetto dei massimali previsti dalle predette Sezioni, occorre tenere conto delle misure fiscali elencate nel quadro A (avendo cura, per ogni misura, di barrare la casella corrispondente alla Sezione del Temporary Framework nel cui ambito l’aiuto deve considerarsi ricevuto), comprese tutte le altre misure agevolative riconosciute nell’ambito delle citate Sezioni 3.1 e 3.12, diverse da quelle espressamente elencate nella sezione I per le quali va compilata la sezione II “Altri aiuti”, del quadro A (come ad esempio, il credito d’imposta per le rimanenze di magazzino).

I massimali previsti dalle Sezioni 3.1 e 3.12 sono cumulabili. Pertanto, il massimale complessivo risulta essere pari a 11,8 milioni di euro, non per gli stessi costi ammissibili.

Risulta possibile “allocare” la medesima misura in parte nella Sezione 3.12, sussistendone i requisiti previsti, e in parte nella Sezione 3.1, qualora residui il massimale stabilito.

RESTITUZIONE DEGLI AIUTI COVID

Nella dichiarazione devono essere indicati anche gli eventuali importi eccedenti i massimali previsti che il beneficiario intende volontariamente restituire i sottrarre da aiuti successivamente ricevuti per i quali vi sia capienza nei relativi massimali. Gli importi sono comprensivi degli interessi da recupero.

In assenza di nuovi aiuti a favore del beneficiario o nel caso in cui l’ammontare dei nuovi aiuti non sia sufficiente a garantire il completo recupero, l’importo da recuperare deve essere effettivamente riversato.

Il riversamento volontario dell’eccedenza dovuta in restituzione, per superamento dei massimali, dovrà essere effettuato con modello F24. Gli appositi codici tributo saranno successivamente emanati con apposito provvedimento. Resta esclusa la possibilità di restituire gli aiuti tramite compensazione.

IL CNDCEC CHIEDE LA PROROGA

In vista della scadenza del 30 giugno, considerata troppo ravvicinata dai Commercialisti, il CNDCEC ha chiesto un differimento del termine di presentazione, evidenziando che l’adempimento necessita di particolare cautela e attenzione per la sua compilazione, considerate le responsabilità, anche penali, derivanti dal rilascio di dichiarazioni mendaci e considerato anche l’accavallarsi delle numerose scadenze fiscali nello stesso periodo.

(A cura di Laura Tescaro)


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Corte di Cassazione sentenza n. 12713 del 21 aprile 2022

9 Con il loro primo motivo di ricorso, i contribuenti criticano la violazione di legge in cui sarebbe incorsa l’impugnata CTR, per non aver rilevato la nullità dell’avviso di accertamento, notificato alla società senza rispettare il termine di sessanta giorni decorrente dalla redazione e comunicazione del Processo Verbale di Costatazione. Non risulta contestato che il PVC sia stato redatto il 4.12.2008, a seguito di conclusione delle operazioni di accertamento. Altrettanto incontestato è il dato che l’avviso di accertamento per cui è causa è stato notificato il 10.12.2008. Pertanto il termine di sessanta giorni di cui all’art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000, non è stato rispettato dall’Amministrazione finanziaria.

9.1. In proposito deve ricordarsi che, a seguito delle oscillazioni giurisprudenziali richiamate dalle parti nei loro scritti difensivi, questa Corte di legittimità ha raggiunto in materia un orientamento ormai consolidato, espresso anche pronunciando a Sezioni Unite. Si è infatti chiarito che “in tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento – termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni – determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus, poiché detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell’atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l’emissione anticipata, bensì nell’effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall’osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all’epoca di tale emissione, deve essere provata dall’ufficio”, Cass. S.U., 29.07.2013, n. 18184.

9.2. Nel caso di specie, pure nel suo ricorso per cassazione, anche a prescindere da quanto a suo tempo riportato negli avvisi di accertamento, l’Amministrazione finanziaria indica quali ragioni dell’urgenza: “l’ufficio si è immediatamente attivato ponendo in essere un’attività di controllo che ha assicurato al contribuente una attiva cooperazione al procedimento amministrativo (vedasi al riguardo i verbali giornalieri allegati al pvc); tenuto conto della rilevanza degli imponibili accertati dall’ufficio e dell’imminente decadenza dei termini di accertamento previsti dall’art. 43 del Dpr 600/73, si realizzano pienamente i requisiti di particolare e motivata urgenza prescritti dall’art. 12 della L. 212/2000” (controric., p. 12).

9.2.1. Questi argomenti non possono essere condivisi. Lo svolgimento del contraddittorio preventivo in sede amministrativa, infatti, è adempimento diverso e non sostitutivo rispetto all’obbligo di riconoscimento al contribuente di un termine minimo di sessanta giorni, a seguito della comunicazione degli esiti dell’accertamento mediante consegna del PVC, prima di provvedere all’emanazione dell’atto impositivo. Inoltre, “la rilevanza degli imponibili accertati” non ha evidentemente rilievo al fine di dimostrare l’urgenza del provvedere, anche limitando le garanzie predisposte a favore del contribuente dall’ordinamento tributario. Neppure la prossimità della scadenza del termine utile per procedere all’accertamento, evitando l’Amministrazione finanziaria di incorrere nella decadenza dal potere di esercizio della pretesa impositiva, integra una ragione di urgenza che possa consentire di limitare le tutele riconosciute al contribuente. A tale ultimo proposito questa Corte di legittimità ha condivisibilmente ribadito che “in materia di garanzie del contribuentesottoposto a verifiche fiscali, la scadenza del termine decadenziale dell’azione accertativa non rappresenta una ragione di urgenza tutelabile ai fini dell’inosservanza del termine dilatorio di cui all’art. 12, comma 7, della I. n. 212 del 2000″, Cass. sez. VI-V, 16.3.2016,n. 5149.

9.3. Il primo motivo di ricorso proposto dai contribuenti risulta quindi fondato, e deve essere pertanto accolto, conseguendone la cassazione della sentenza impugnata, perché l’avviso di accertamento notificato alla società risulta invalido sin dalla sua origine, a causa dell’intervenuta violazione del diritto di difesa dei contribuenti”.


Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13129 del 27 aprile 2022

5 E’ insegnamento di questa Corte quello secondo cui «l’esercizio di professioni in forma societaria costituisce “ex lege” presupposto dell’imposta regionale sulle attività produttive, senza che occorra accertare in concreto la sussistenza di un’autonoma organizzazione, questa essendo implicita nella forma di esercizio dell’attività» (Cass., Sez. U., n. 7371 del 2016; conf., tra le altre, Cass. n. 12763 del 2017, Cass. n. 30873 del 2019, nonché Cass. n. 3622 del 2019 pronunciata tra le stesse parti).

5.1. Nel motivare la menzionata pronuncia le Sezioni unite hanno chiarito che l’affermato principio di diritto è da applicarsi anche alle associazioni senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, salva la facoltà per la parte contribuente di fornire la prova contraria avente ad oggetto “non l’insussistenza dell’autonoma organizzazione nell’esercizio in forma associata dell’attività, ma piuttosto l’insussistenza dell’esercizio in forma associata dell’attività stessa” (in tal senso anche Cass. n. 18920 del 2016 e Cass. n. 30873 del 2019).

5.2. Sul punto è stato ribadito che «l’eventuale esclusione da IRAP delle società semplici (esercenti attività di lavoro autonomo), delle associazioni professionali e degli studi associati è subordinata unicamente alla dimostrazione che non viene esercitata nessuna attività produttiva in forma associata. In altre parole, va provato che il vincolo associativo non si è, in realtà, costituito» (Cass. 31/10/2018, n.27843, in motivazione)”.

Corte di Cassazione Ordinanza numero 12854 del 22 aprile 2022

3.1 Questa Corte ha affermato che l’accertamento parziale di cui all’artt. 41-bis del d.P.R. n. 600 del 1973 «non costituisce un metodo di accertamento autonomo rispetto alle previsioni di cui agli artt. 38 e 39 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 e 55 del d.P.R. n. 633 del 1972, bensì una modalità procedurale che ne segue le stesse regole» (cfr. Cass., 04/12/ 2020 n. 27788, Cass., 28/10/2015, n. 21984, Cass., 7/11/2019, n. 28681; Cass., 1/10/2018, n. 23685; Cass., 4/4/2018, n. 8406). Tale accertamento differisce da quello ordinario in ragione della disponibilità, in capo all’Amministrazione, di elementi (non necessariamente provenienti da segnalazione di soggetti ad essa estranei, ben potendo derivare anche da fonti interne) idonei a dare contezza della sussistenza, a qualsiasi titolo, di attendibili posizioni debitorie, senza richiedere, in ragione della loro oggettiva consistenza, l’esercizio di un ufficio valutativo ulteriore rispetto a quello che si risolve nel recepire e fare proprio il contenuto della segnalazione o lo svolgimento di ulteriori attività di approfondimento (appannaggio di accertamenti più complessi), valendosi di una «sorta di automatismo argomentativo» indotto da quelle fonti di conoscenza, per modo che il confezionamento dell’atto risulta possibile sulla base della sola segnalazione senza necessità di ulteriore approfondimento (cfr. Cass., 27788/2020 Cass., 23/12/2014, n. 27323; Cass., 10/2/2016, n. 2633).

3.2 E’ pacifico che l’art artt. 41-bis d.P.R. n. 600 del 1973, nella parte in cui fa salva l’ulteriore azione di accertamento nei termini di decadenza previsti, fa riferimento a pretese dell’Ufficio fondate su fonti diverse da quelle prese a base dall’accertamento parziale o comunque su dati la cui conoscenza, da parte dell’Ente impositore, sia sopravvenuta all’accertamento, tali essendo anche quelli noti ad un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l’atto al momento dell’adozione dello stesso, senza che rilevi in senso contrario l’art. 33 del medesimo decreto, che pone solo un dovere di reciproca collaborazione tra uffici finanziari e Guardia di finanza, proprio in considerazione della finalità propria dello strumento dell’accertamento parziale, ossia quella di favorire la sollecita emersione della materia imponibile, che non preclude, pertanto, l’esercizio dell’ulteriore azione accertatrice, anche ove definito con adesione (sul punto Cass. n. 27788/2020, Cass., 22/1/2018, n. 1542; Cass., 12/05/2006, n. 11057). Ciò, non in ragione dell’applicazione degli artt. 43, quarto comma, d.P.R. n. 600 del 1973, e 57, quarto comma, del d.P.R. n. 633 del 1972, in tema di accertamento integrativo, stante la non sovrapponibilità di tale istituto con quello dell’accertamento parziale, siccome dettati per diverse finalità e soggetti a differenti discipline (vedi Cass., 1/10/2018, n. 23685; Cass., 28/10/2015, n. 21992), bensì in applicazione del principio di tendenziale unicità che connota gli accertamenti, di cui i due strumenti previsti dagli artt. 41-bis e 43 d.P.R. n. 600 del 1973 e 54, quinto comma, e 57, quarto comma, d.P.R. n. 633 del 1972 costituiscono deroga. Ne consegue che l’accertamento integrativo, susseguente a quello parziale, non può basarsi su atti o fatti acquisiti e già conosciuti dall’ente impositore fin dall’origine ma non contestati, in quanto ciò pregiudicherebbe il diritto del contribuente ad una difesa unitaria e complessiva, a cui presidio si pone il predetto principio generale, ma deve necessariamente fondarsi su nuovi elementi atti.

(Rassegna a cura di Michele Vanadia)


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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è incluso all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla pandemia di COVID-19. La principale componente del programma NGEU è il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), che ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro (di cui 312,5 sovvenzioni, i restanti 360 miliardi prestiti a tassi agevolati).

Fonte: Commissione Europea

“Italia Domani” è il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia attraverso il Fondo complementare istituito con il D.L. n°59 del 6 maggio 2021 a valere sullo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei Ministri del 15 aprile dello stesso anno. Il totale dei fondi previsti è di 222,1 miliardi. A questi entro il 2032 si aggiungeranno ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche e per il rinnovo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Nel complesso si disporrà di 248 miliardi.

Il Piano seguendo i tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, ha lo scopo di riparare ai danni economici e sociali causati dalla crisi pandemica, risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale. In particolar modo, ha la funzione di ridurre in maniera sostanziale i divari territoriali, generazionali e di genere.

Per attuare tutto ciò, il Piano si sviluppa in sei missioni:

  1. “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”: stanzia oltre 49 miliardi. Con l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura.
  2. “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”: stanzia 68,6 miliardi. Con gli obiettivi principali di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.
  1. “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”: dall’importo complessivo di 31,5 miliardi. Il suo obiettivo primario è lo sviluppo di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del Paese
  1. “Istruzione e Ricerca”: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro. Con l’obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.
  2. “Inclusione e Coesione”: prevede uno stanziamento complessivo di 22,6 miliardi. Per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale.
  3. “Salute”: stanzia complessivamente 18,5 miliardi. Con l’intento di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure.

Ripartizione delle risorse per il Sud

*Calcolata come il rapporto tra i fondi per il Sud e le risorse territorializzabili, per ogni missione. Fonte: elaborazioni e dati del Ministero per il sud e la coesione territoriale

Il Mezzogiorno ha un forte ritardo nello sviluppo del digitale pertanto la missione 1 mira alla digitalizzazione della PA e del sistema produttivo. Il focus è posto sulle infrastrutture digitali con il 45% delle risorse per la connettività a banda ultra-larga destinate alle regioni del Sud-Italia.

Per quanto concerne la missione 2, relativa alla transizione verde, i campi su cui viene posto l’intervento sono:

  • colmare il divario territoriale nella gestione dei rifiuti, con circa il 60% dei progetti destinati a comuni localizzati nel Centro-Sud (che sono interessati da diverse procedure di infrazione comunitaria);
  • ridurre la dispersione delle risorse idriche, che al Sud è pari al 51% contro la media nazionale, già elevatissima, del 41%;
  • destinare progetti per la diffusione dell’energia rinnovabile e il trasporto sostenibile (ad esempio, i progetti di conversione verso l’idrogeno delle linee ferroviarie saranno maggiormente concentrati nelle regioni meridionali).

La missione 3 mira al rafforzamento delle reti ferroviarie regionali e al miglioramento dell’accessibilità delle linee e delle stazioni ferroviarie. Infatti, ad oggi, nelle regioni meridionali si trovano meno treni in circolazione e lenti, nonché il maggior numero di linee a binario unico e non elettrificate. L’obiettivo primario è quello di migliorare la mobilità dei cittadini e la connessione del Sud al resto del Paese, rendendolo più attrattivo per investimenti e turismo.

La missione 4 è incentrata sulle criticità nell’ambito dell’istruzione come:

  • la disponibilità molto bassa di posti negli asili nido e nelle scuole per l’infanzia;
  • il divario territoriale nelle competenze di base (il 42% degli studenti presentano competenze alfabetiche non adeguate, contro un media nazionale del 30%, e il 53% registra competenze numeriche inadeguate, a fronte di una media del 38%) che è dovuto anche al fenomeno dell’abbandono scolastico;
  • l’edilizia scolastica (la percentuale di scuole del Sud senza un certificato di agibilità o di collaudo statico è significativamente più ampio che al Nord, così come è inferiore la spesa per la manutenzione);

La riduzione dei suddetti divari nell’istruzione dovrebbe avere effetti positivi sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro e ridurre la quota (oggi del 33,9%) dei giovani che non studiano e non lavorano.

Le misure della missione 5 per la coesione sociale sono dirette a rafforzare i servizi essenziali, aumentare l’attrattività dei territori a maggior rischio di spopolamento, migliorare le opportunità di lavoro e i servizi socio-sanitari.

Infine, la missione 6 vuole eliminare la frammentazione tra i diversi sistemi sanitari regionali tramite la riorganizzazione delle politiche della salute con riforme e investimenti basati sui fabbisogni assistenziali.

Uno dei problemi che sorge è se effettivamente il PNRR basterà per attenuare il divario di crescita tra Centro-Nord e Sud. La SVIMEZ (associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) ha evidenziato nel suo rapporto annuale riferito al 2021, che la dinamica debole dei consumi risulta essere un elemento cardine che frenerà l’impatto propulsivo generato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La SVIMEZ stima che le amministrazioni regionali e locali del Sud dovranno gestire una quota significativa del PNRR, pari a 20,5 miliardi, per la metà concentrati nel biennio 2024-2025. In questi due anni, in particolare, il volume annuo di spesa per investimenti attivato dovrebbe essere pari a circa 4,7 miliardi che richiederanno uno sforzo aggiuntivo pari a circa il 51% rispetto alla spesa annua effettuata dalle stesse amministrazioni nel triennio 2017-19. Un elemento di forte criticità soprattutto in considerazione dei Comuni in crisi finanziaria (dove vive un cittadino meridionale su tre) che avranno maggiori vincoli su assunzioni di profili specializzati per la gestione dei bandi o nel ricorso all’assistenza tecnica.

Fonte: Sole 24 ore

Inoltre, come si evince dai grafici sovrariportati, nel 2020 la pandemia aveva reso sostanzialmente omogenei gli andamenti territoriali nel Centro-Nord e nel Sud, marcando una differenza rispetto ai disallineamenti del passato, ma nel 2021 si nota come tornino le distanze con il Centro-Nord che si attesta a +6,8% mentre il Sud cresce del 5%. È il 2022 tuttavia il primo anno in cui si dovrebbe riscontrare un effetto considerevole delle misure previste nel PNRR e la crescita risulterà sostanzialmente allineata (rispettivamente +4,2% e +4%) grazie al rilevante impatto che la dinamica di costruzioni ed export eserciteranno sul Mezzogiorno. La divaricazione a vantaggio del Centro- Nord, seppure contenuta, si rimostrerà nel 2023 e 2024 e il bilancio complessivo del quadriennio considerato farà segnare +12,4% al Sud e +15,6% al Centro-Nord.

L’impatto positivo si avrà sia grazie alle manovre di finanza pubblica, sia grazie al Piano nazionale di ripresa, maggiore proprio al Sud, ma questo effetto sarà attutito nel Mezzogiorno dalla debolezza dei consumi che dopo aver perso il 7,4% nel 2020 dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid solo nel 2024, con un anno di ritardo rispetto al Centro-Nord. La tesi della Svimez è che la fragilità dei consumi sia conseguente alla dinamica salariale piatta (15,3% di dipendenti con bassa paga nelle regioni meridionali rispetto a 8,4% in quelle centro settentrionali), al basso tasso di occupazione e all’eccessiva flessibilità con il ricorso al tempo determinato per quasi 920mila lavoratori meridionali (22,3% al Sud rispetto al 15,1% al Centro-Nord) e al part-time involontario (79,9% al Sud contro 59,3% al Centro-Nord).

(A cura di Matteo Bassetti)

Riferimenti:

  • https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR/
  • https://www.ministroperilsud.gov.it/it/approfondimenti/schede/quali-sono-i-fondi-destinati-al-sud-nei- prossimi-anni/
  • https://www.ilsole24ore.com/superdossier/pnrr_12012022-AEDNUY7/numeri-AE1ZfY7
  • http://lnx.svimez.info/svimez/rapporto-svimez-2021-tutti-i-materiali/
  • https://www.confcommercio.it/-/pnrr-piano-nazionale-ripresa-resilienza

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Da oltre 14 anni l’associazione Futuridea opera nel campo dell’innovazione sposata alla sostenibilità, servendosi della collaborazione con Istituti di ricerca nazionali ed internazionali, che raccoglie, organizza e seleziona le idee avvalendosi di un Comitato scientifico di alto profilo, tra cui figura il Dott. Claudio Melillo, commercialista, docente universitario, pubblicista e titolare dello Studio Legale Tributario Melillo & Partners, che partecipa all’iniziativa di innovazione anche come partner.

Il Polo della Innovazione nasce su iniziativa della Provincia di Benevento, che, tuttavia, coltiva preziosi contatti con tutte le Regioni meridionali e i comuni che vogliano aderire alla logica di sviluppo condiviso.

Riqualificare il territorio del Sannio è attualmente una delle sfide più importanti che interessa Futuridea.

Ricca di centri storici e di bellezze naturali e paesaggistiche, la Provincia di Benevento è in prima linea per poter usufruire dei fondi derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); Futuridea si pone, perciò, al fianco di tutte le amministrazioni, enti pubblici ed associazioni che si stanno attivando nella presentazione di progetti per la rigenerazione e lo sviluppo dei propri territori, attraverso un’intensa attività di ricerca, studio, formazione, accompagnamento ed assistenza per la corretta gestione dei fondi di investimento.

Sono già tante le collaborazioni poste in essere con Istituzioni, imprese ed importanti enti pubblici – come la prestigiosa Università degli Studi di Napoli Federico II – che hanno dato vita a partenariati di innovazione vincenti e a laboratori di innovazione territoriale che connettono i territori delle aree interne con altri enti su scala internazionale. L’Italia meridionale ha bisogno di essere globalmente orientata a perseguire innovazione, originalità, ricerca scientifica e tecnologica: queste, infatti, sono individuate come le leve dello sviluppo economico, sociale e culturale.

(A cura di Fernanda De Simio)

Ordinanza del 02/03/2022 n. 6837 – Corte di Cassazione

“Premesso che:

  1. T. C. ricorre per la cassazione della sentenza in epigrafe lamentando che la CTR della Sicilia abbia violato gli artt. 319del d.lgs.546/92 con il ritenere inammissibile l’originario ricorso in quanto diretto contro un estratto di ruolo invece che contro la successiva cartella di pagamento senz’altro nel caso di specie non notificata in modo rituale;
  2. l’Agenzia delle Entrate ha depositato controricorso;

considerato che:

  1. il ricorso è fondato e va accolto.

La contribuente premette di avere avuto casuale notizia della cartella e del ruolo a seguito di sua richiesta all’agente della riscossione. Premette altresì di avere in realtà impugnato non l’estratto del ruolo ma la cartella n. 25520100016xxxxxx e il ruolo sotteso n. 2010/30xxxx.

Indipendentemente da tale seconda premessa, è stato da questa Corte affermato che: “il contribuente può impugnare la cartella di pagamento della quale – a causa dell’invalidità della relativa notifica- sia venuto a conoscenza solo attraverso un estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dal concessionario della riscossione; a ciò non osta l’ultima parte del comma 3 dell’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, in quanto una lettura costituzionalmente orientata impone di ritenere che l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato – impugnabilità prevista da tale norma – non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque venuto legittimamente a conoscenza e quindi non escluda la possibilità di far valere l’invalidità stessa anche prima, giacché l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale non può essere compresso, ritardato, reso più difficile o gravoso, ove non ricorra la stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo, rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione.» (Cass., Sez.U., Sentenza n. 19704 del 02/10/2015)”.

E’ stato ancora affermato che « L’estratto di ruolo è atto interno all’Amministrazione da impugnare unitamente all’atto impositivo, notificato di regola con la cartella di pagamento, perché solo da quel momento sorge l’interesse ad instaurare la lite ex art. 100 c.p.c., salvo il caso in cui il ruolo e la cartella non siano stati notificati: ipotesi in cui, non potendo essere compresso o ritardato l’esercizio del diritto alla tutela giurisdizionale, è invece ammissibile, nel rispetto del termine generale previsto dall’art. 21 del d.lgs. n. 546 del 1992, l’autonoma impugnativa dell’estratto, non ostandovi il disposto dell’art. 19, comma 3, del d.Lgs. n. 546 cit. che, secondo una lettura costituzionalmente orientata, impone di ritenere che l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non costituisce l’unica possibilità di far valere la mancanza di una valida notifica dell’atto precedente del quale il contribuente sia comunque venuto a conoscenza.» (Cass. Sez. 6 -5, Ordinanza n. 22507 del 09/09/2019);

  1. la decisione di inammissibilità dell’originario ricorso è quindi errata. La sentenza deve essere cassata e la causa va rinviata alla CTR della Sicilia in diversa composizione per esame delle questioni rimaste assorbite nonché per la liquidazione delle spese dell’intero giudizio”.

Corte Costituzionale nella sentenza n. 73 del 18 marzo 2022.

“La trattazione camerale soddisfa primarie esigenze di celerità e di economia processuale, particolarmente avvertite in un processo, come quello tributario, che «attiene alla fondamentale ed imprescindibile esigenza dello Stato di reperire i mezzi per l’esercizio delle sue funzioni attraverso l’attività dell’Amministrazione finanziaria».

Le disposizioni censurate, definendo un modello di trattazione flessibile e capace di assicurare, anche nella versione camerale, un confronto tra le parti effettivo e paritario, e conciliandosi con le caratteristiche strutturali e funzionali del contenzioso tributario, costituiscono espressione non irragionevole della discrezionalità riservata al legislatore nella conformazione degli istituti processuali.

Pertanto, le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 30, comma 1, lettera g), numero 1), della legge n. 413 del 1991, 32, comma 3, e 33 del d.lgs. n. 546 del 1992, devono essere dichiarate non fondate”.

Corte di Cassazione con la sentenza n. 9186 del 22 marzo 2022

“Il secondo motivo è fondato. Ai sensi dell’art. 752 cod. civ. i coeredi contribuiscono al pagamento dei debiti del de cuius in proporzione alle rispettive quote ereditarie. L’art. 754 cod. civ. dispone che gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione alla propria quota. Tali disposizioni devono ritenersi applicabili, in mancanza di norme speciali che vi deroghino, anche in relazione ai debiti ereditari di natura tributaria (Cass., Sez. 5, n. 18451 del 21/09/2016, Rv. 641118- 01; sez. 5, n. 22426 del 22/10/2014, Rv. 632743 – 01). Ai fini della assunzione della qualità di erede, tuttavia, non è sufficiente mera chiamata all’eredità, né la denuncia di successione trattandosi di un atto di natura meramente fiscale (Cass. Sez. 2, n. 10729 del 2009). Essa, piuttosto, consegue solo all’accettazione dell’eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius (Cass. n. 6479 del 2002, Cass. n. 2849 del 1992). Anche di recente questa Corte ha ribadito tale principio affermando che «ai fini dell’acquisto della qualità di erede non è di per sé sufficiente, neanche nella successione legittima, la delazione dell’eredità che segue l’apertura della successione, essendo necessaria l’accettazione del chiamato mediante una dichiarazione di volontà oppure un comportamento obiettivo di acquiescenza» (Cass., Sez. 6- 2, n. 5247 del 06/03/2018, Rv. 647986-01). Della avvenuta accettazione della eredità deve dare la prova ei qui dicit, secondo i generali principi in tema di onere della prova dettati dall’art. 2697 cod. civ. (cfr. Cass., Sez. L, n. 21436 del 30/08/2018, Rv. 650214 – 01) e non costituisce accettazione della eredità la mera presentazione della dichiarazione di successione (Cass., Sez. 5, n. 8053 del 29/03/2017, Rv. 643603 – O l). Nella specie, la CTR non ha tenuto alcun conto di tali principi, affermando da un lato l’irrilevanza delle vicende testamentarie in quanto non inerenti al giudizio, e dall’altro sostenendo che le ricorrenti, «nella loro qualità di presunte eredi» erano «come tali legittimate passive per il debito tributario “de quo”».

In realtà, come risulta dal ricorso, le contribuenti avevano dedotto, tanto nel ricorso di primo grado, quanto in appello di essere state del tutto pretermesse dal testamento il quale era stato prodotto in giudizio. In ogni caso, in mancanza di prova dell’avvenuta accettazione dell’eredità esse non potevano considerarsi soggetti passivi d’imposta”.

Corte di Cassazione ordinanza n. 10187 del 30 marzo 2022

«la presunzione legale (relativa) della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari a norma dell’art. 32 comma 1 n. 2 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, non è riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o di reddito di lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti»

(Rassegna a cura di Michele Vanadia)


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ABSTRACT

The amendment of 27 October 2005, in the matter of Company Law [1], although it is the result of the previous reform in the corporate field of 1993, represented a decisive turning point with respect to the Sino-Foreign Equity Joint Venture Law of 1979, which determined the general principles for the first form of foreign investment of the People’s Republic of China, but which was still rooted in Maoist thought. The new law, drawn up in both Chinese and English so as to be understood not only in China but also in the rest of the world, entered into force on January 1, 2006 and contained an organic regulation of the Limited Liability Company (LLC), which can be assimilated to our SRL, and to the Joint stock liability company, similar to our SPA [2]. With 2020, a further step has been taken towards the ever more total opening of the Chinese market to foreign investment companies in China, with the implementation of the new law on foreign investment, or FIL (China’s Foreign Investment Law).

In this article, after briefly resuming the ways in which foreign investors can (or rather could) affirm their presence in China, we will present the innovations introduced precisely with the FIL of 1 January 2020 along which the law on Sino-Foreign Joint Ventures, Foreign-funded Enterprises and Sino-Foreign Cooperative Enterprises were all abolished.

  1. Equity Joint Ventures

The most classic way to make your way in a foreign market, taking advantage of local know-how, sales and distribution channels already present in the area, is certainly the Joint Venture, an associative contract whose object includes production, commercial or of services. The Equity Joint Venture, or EJV [3], takes the form of a limited liability company with mixed capital, subject to authorization and registration. To set up a company of this type, before the introduction of the new law on foreign investment, at least two contractual parties were required, one of which absolutely had to be a company or a different Chinese business entity, while the counterparty could be either a company or also an individual entrepreneur of different nationality. The characteristics of a pre-reform Equity Joint Venture can be listed as follows, referring to the Sino-Foreign Equity Joint Ventures Law:

  • The share capital: for the EJVs, the Equity Joint Venture Law (EJVL) does not establish a minimum capital, but by resorting to the consolidated practice it is indicatively believed that it should not be less than 1,000,000 CNY (approximately 100,000 euros) [4].
  • With regard to contributions, Article 4, Paragraph 2 of the EJVL establishes that the foreign partner cannot be the owner of less than 25% and more than 99% of the contributions, of which, in addition to money, machinery, technologies and real estate. The site, on the other hand, cannot constitute contributions, as it belongs to the State [5].
  • The deed of incorporation must be subjected, together with the statute, to the approval of the authority responsible for the control of the EJVL, which must rule within three months of submitting the application. The minimum content of the deed of incorporation perfectly follows the classic model (registry of the investors, name, registered office, corporate purpose, capital, contributions …).
  • The letter of intent and the feasibility study, or a preliminary contract between the counterparties and a company business plan, are the last two documents required by law in order to establish a Joint Venture. Once registered with the State Administration for Industry and Commerce (SAIC), the Business License is issued.
  • The state does not impose expropriation on the investment of foreign investors. Under special circumstances, the state may expropriate or requisition the investment of foreign investors in accordance with the law to meet the needs of the public interest. Expropriation and expropriation shall be carried out in accordance with legal procedures, and fair and reasonable compensation shall be provided in a timely manner.
  1. The new law on foreign investments

With the aim of providing greater clarity and transparency, and above all to promote equal treatment of Chinese and foreign companies, the new Foreign Investment Law (FIL) came into force on January 1, 2020. The new FIL, applicable to all forms of corporate investment, both direct and indirect, in the Chinese territory, applies to the following cases:

  1. Establishment of a foreign invested company in China by a foreign investor, with or without additional investors;
  2. Acquisition of stakes, shares, ownership interests or other similar rights of a Chinese company by a foreign investor;
  3. Investments to start a new business in China by a foreign investor, with or without additional investors;
  4. Other cases expressly provided by law.

Compared to the previous law, the new FIL aims to promote fair competition, fair application of policies in support of foreign-invested companies and greater protection of the rights of investors, also in reference to forced technology transfers. In particular, by equating foreign investment firms with national ones, we guarantee:

  • Equal access to the market in the initial constitution of the investment;
  • Equal rights in support of business development;
  • Autonomy in carrying out technological cooperation;
  • Equal participation in the definition of standards;
  • Fair competition when participating in public procurement projects.

Another new element concerns the limitation of the powers of the state, through the adoption of measures to protect intellectual property rights and prevent forced technology transfers and the sharing of trade secrets.

Access to foreign investments, and therefore the possibility of establishing a Sino-foreign Joint Venture, takes place according to the principle of pre-access national treatment and the Negative List. The Negative List refers to special administrative measures for accessing foreign investments in specific sectors as established by the state; it follows that it is not possible to have access to some strategic sectors such as telecommunications, mining, oil, gas, entertainment and agriculture, albeit with some exclusions [6]. The state grants national treatment to foreign investment outside of the negative list. Foreign investors and foreign-invested enterprises may enjoy preferential treatment in accordance with laws, administrative regulations or the provisions of the State Council based on the needs of national economy and social development in specific industries, fields, and regions.

  1. The new forms of joint ventures

Before the entry into force of the new China’s Foreign Investment Law, the two types of Joint Ventures were the Equity Joint Venture (EJV), described above, and the Cooperative Joint Venture (CJV). Compared to the first type, the CJV presented greater flexibility, being able to operate as a limited liability company or as a legal entity, and profits and risk did not depend directly on the percentage of shareholdings held by investors, but rather on contractual agreements.

With the entry into force of the new law of 2020, a distinction is no longer made between the two types of Joint Ventures. According to Article 42, in fact, the law on Sino-foreign JVs and the law on CJVs are repealed, leaving room for more uniform regulation. In addition, foreign-funded enterprises, which were formed in accordance with the Law of the People’s Republic of China on Sino-Foreign Joint Ventures prior to the implementation of the new law, have the option of retaining their original organizational forms for five years from implementation of the new FIL. After this five-year transition, they will be subject to the same laws as national companies, and will have to adapt their structure in accordance with the new law.

  1. Changes for Joint Ventures

The impacts on the JVs also include more purely structural and organizational aspects. In particular, the Shareholders’ Meeting assumes a greater weight than the Board of Directors, qualifying as the most important body within the company. Furthermore, the amendments to the Articles of Association, with particular regard to the extraordinary operations of increase and reduction of the share capital, merger, dissolution and liquidation, no longer require the unanimity of the votes of the Board of Directors, but the adoption of measures by a majority of the two. third parties.

  1. Impacts for WFOEs

The acronym WFOE (Wholly Foreign Owned Enterprise) refers to the limited liability company, under Chinese law, subject to the totalitarian control of one or more foreign shareholders. The company enjoys the perfect patrimonial autonomy regime, and limited liability. It represents the most appropriate choice in the event that a foreign entity intends to operate on the Chinese market, without using a local partner. Even for wholly foreign-owned companies, the new FIL provides for decisive changes, which affect various corporate aspects. Firstly, newly created WFOEs will no longer have to be limited liability companies, but can also take the typical form of joint stock companies. In addition, they will be required to allocate to funds specified by law at least 10%, and up to a maximum of 50%, of the amount of the profit after tax, and 10% of the same to the legal reserve. The last important change concerns the liquidation committee, which will no longer have to include the legal representative, but which will be established through the Shareholders’ Meeting.

(A cura di Lorenzo Nobile and Jiawen Liu)

References and notes

[1] Minkang G., Understanding Chinese Company Law, Hong Kong University Press, Hong Kong, 2006

[2] In general, LCCs are similar to limited liability companies in the Common Law areas, and joint stock companies are similarly comparable to joint stock companies.

[3] Beamish B., The Characteristics of Joint Ventures in the People’s Republic of China, in “Journal of International Marketing”, 1993, February, pp. 29-48.

[4] The registered capital of an equity joint venture must be adequate for the corporate purpose and operations.

[5] In fact, we cannot speak of land contributions but only of the right to use land.

[6] For further information on the topic of Negative List: cicc.court.gov.cn


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  1. Premesse

L’imperante progresso tecnologico registratosi nell’ultimo decennio ha costretto gli intermediari bancari e finanziari a dover fare i conti con i cambiamenti che tale innovazione ha apportato nell’esercizio delle proprie attività. Ed infatti, stiamo assistendo ad una radicale trasformazione del sistema finanziario mondiale, che vede operare nel settore nuovi attori e nuovi modelli operativi, così generando nuove esigenze. Ci si è dunque interrogati sull’effettiva tenuta dei modelli di business fin qui adoperati dagli intermediari tradizionali, constatando altresì l’esigenza di rinnovare il sistema di controllo operante nel settore, che più opportunamente individuando le autorità in tal senso competenti munisca il mercato di regole adeguate.

Per identificare la rivoluzione in atto suole utilizzarsi il termine Fintech, che sebbene ad oggi non goda di una uniforme definizione, possiamo  genericamente descrivere come “un’attività finanziaria alimentata dalle nuove tecnologie e che include l’intera gamma di servizi, prodotti e infrastrutture finanziari” (in tal senso, la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, nella Relazione sulla tecnologia finanziaria: l’influenza della tecnologia sul futuro del settore finanziario (2016/2243(INI)), 2017, spec. 18. Il documento sottolinea altresì che il termine suole riferirsi a “l’intero settore finanziario in tutte le sue componenti, dal settore bancario a quello assicurativo, i fondi pensione, la consulenza in materia di investimenti, i servizi di pagamento e le infrastrutture di mercato”).

L’origine del Fintech, convenzionalmente fissata nell’anno 2009, vede gli operatori tradizionali fare i conti con la crisi finanziari del periodo e la conseguente sfiducia dei clienti. Ed è proprio in questo rinnovato contesto che cominciano ad operare nuovi competitors, che coinvolgono tanto l’ambiente finanziario (c.d. start up Fintech) quanto quello industriale (con l’irruzione nel mercato dei giganti della tecnologia informatica, c.d. GAFA, quali Google, Amazon, Facebook, Apple).

Tali nuovi soggetti, facendo tesoro delle proprie competenze e del loro alto grado di digitalizzazione, sono riusciti nell’arco di breve tempo a fornire servizi di pagamento, investimento, consulenza e finanziamento a prezzi competitivi, così esercitando un’indubbia pressione competitiva sugli intermediari tradizionali. Ed invero, l’ingresso di nuovi operatori nel sistema finanziario ha obbligato quest’ultimi a reagire, investendo maggiormente nell’innovazione tecnologica e automatizzando i processi in modo da rimodulare i propri canali distributivi e fornire alla clientela servizi innovativi e di elevata qualità. In realtà, tale finalità è spesso perseguita in una combinazione dialettica, ove intermediari tradizionali e imprese fintech bandiscono partnership che consentono ai primi, di accedere a soluzioni tecnologicamente più avanzate e sviluppare prodotti e servizi innovativi a costi vantaggiosi e alle seconde, di estendere il proprio raggio di operatività alla vastissima platea di clienti degli istituti creditizi.

Voglia inoltre considerarsi, che la grave crisi sanitaria mondiale (COVID-19) e le misure di contenimento della pandemia (lockdown, distanziamento sociale, lavoro svolto nella modalità smart working), hanno funto da grande catalizzatore del processo in atto, accelerando ulteriormente l’evoluzione fin qui descritta e dando un deciso impulso all’utilizzo sempre più frequente di sistemi digitali per l’esercizio del credito da parte della clientela.

Le innovazioni che si registrano sono eterogenee (da qui la difficoltà ad inquadrarle all’interno di un unico parametro normativo), e comprendono sia servizi finanziari che bancari: dal credito (crowdfounding e peer-to-peer lending), ai servizi di pagamento (instant payment), ai servizi di consulenza (robo-advisor), alle valute virtuali (Bitcoin, Libra), nonché alle tecnologie di validazione decentrata delle transazioni e di supporto all’erogazione dei servizi (blockchain, DLT, Big data, cloud computing).

Lo sviluppo del Fintech porta con sé indubbi vantaggi, favorendo l’inclusione finanziaria sia di persone fisiche che di imprese, semplificando le attività necessarie e riducendo i relativi costi tramite una vera e propria opera di disintermediazione, così accelerando politiche di integrazione dei mercati finanziari dell’Unione Europea.

Non può sottacersi, però, che tale settore presenta altresì dei rischi, che nascono dall’applicazione di nuovissime tecnologie (ad es. intelligenza artificiale) ai processi creditizi, le quali presentano tutt’oggi numerose incognite legate alla comprensione degli algoritmi che vengono utilizzati, così ingenerando un’inevitabile crescita della vulnerabilità del sistema che presta il fianco a possibili attacchi ed incidenti di tipo informatico, altresì se si considera che la robustezza dei nuovi processi e dei nuovi operatori di credito fintech non è stata ancora testata nell’arco di un ciclo economico e di credito che sia completo.

Questo nuovo paradigma operativo (che prende il nome di open banking), si caratterizza dunque per l’evidente perdita del monopolio sul mercato creditizio da parte degli istituti bancari, e la forte tendenza alla disintermediazione nell’espletamento dei relativi servizi, tramite l’intervento di nuovi operatori nel settore (i c.d. Third-Party Providers, TPPs).

Autorità di regolazione e dottrina hanno messo adeguatamente in luce che nel nuovo mercato così delineato hanno un peso rilevante alcuni “nuovi” tipi di intermediari che, pur svolgendo un’attività del tutto simile a quella bancaria, non sono soggetti ai controlli pubblici a cui sono normalmente sottoposti gli intermediari tradizionali (c.d. fenomeno del shadow banking system), ritenendosi, per l’effetto, che fosse quanto mai opportuno intervenire sulla normativa in materia.

All’interno di tale processo ancora in fieri, la vera sfida di tutti gli stakeholders è quella di riuscire, tramite un dialogo ed una cooperazione sinergica, ad implementare un nuovo sistema in una prospettiva autenticamente riformista.

Dal dibattito internazionale in materia sono emersi essenzialmente tre modalità di integrazione del mercato, che vedono a vario titolo il coinvolgimento delle autorità nel sostegno dell’innovazione.

La prima riguarda la costituzione di innovation hubs, volti ad aiutare le imprese con prodotti ad alto contenuto tecnologico e a rispondere ai requisiti posti dalla regolamentazione. Al riguardo, la Banca d’Italia ha attivato il Canale FinTech, che si sostanzia in uno spazio sul proprio sito web ufficiale dedicato a tale tematica. La seconda modalità prevede l’istituzione di regulatory sandboxes, ovvero spazi giuridici circoscritti ove è possibile per un tempo determinato creare contesti favorevoli per gli operatori del settore al fine sperimentare nuovi prodotti e servizi prima di introdurli nel mercato finanziario ufficiale.

Tale spazio operativo, già sperimentato da altri Paesi (in Europa significativa è l’esperienza del Regno Unito e della Francia), è stato da ultimo introdotto anche in Italia con il d.lgs. n. 100/2021 (c.d. Decreto Stabilità), che ha previsto l’istituzione di una regulatory sandbox, con decorrenza dal 15 novembre 2021 al 15 gennaio 2022, quale prima finestra temporale per la presentazione delle richieste di ammissione alla sperimentazione. La terza, infine, consiste nella creazione dei c.d. incubators, ove le autorità sono coinvolte in via diretta allo sviluppo di progetti, anche attraverso forme di partnership e cofinanziamento.

 

  1. Stato dell’arte

In questo scenario, e allo scopo di ammodernare il quadro giuridico di riferimento, vari sono stati gli interventi normativi tanto a livello sovranazionale che nazionale.

All’interno dei confini nazionali deve darsi opportuno rilievo all’indagine conoscitiva della Camera dei Deputati del dicembre 2017, «sulle tematiche relative all’impatto della tecnologia finanziaria sul settore finanziario, creditizio e assicurativo», che seguiva al lavoro svolto dalla Banca d’Italia tramite l’indagine conoscitiva «sull’adozione delle innovazioni tecnologiche applicate ai servizi finanziari».

Ed infatti, negli ultimi anni, talune Autorità di Vigilanza nazionali, quali indubbiamente la Banca d’Italia ma altresì la Consob, hanno svolto un prezioso lavoro di supporto in materia, portando avanti oramai da anni progetti di sviluppo e producendo così materiale che si è rivelato fondamentale per gli organismi deputati alla regolamentazione (ricordiamo, fra i tanti, l’importante lavoro svolto dalla Consob tramite un progetto sul tema i cui risultati sono stati presentati al Fintech District di Milano nel dicembre 2017).

Tuttavia, deve dirsi che, il maggior contributo, data la ferma volontà degli Organismi preposti di ricercare una regolamentazione d’ampio respiro che coinvolga tutti i Paesi membri della comunità europea onde evitare arbitraggi normativi nazionali, è stato fornito dall’Unione Europea.

Volendo qui citare solo alcuni dei contributi di maggior rilievo, devono muoversi i primi passi partendo dalle evoluzioni registratesi in materia di consulenza finanziaria automatizzata (si rimanda alla negoziazione algoritmica con precipuo riferimento a quella svolta in alta frequenza, c.d. HFT), non potendosi non far cenno alla Direttiva 2004/39/CE (Market in Financial Instruments Directive, c.d. Mifid I), che mirava ad un livello di armonizzazione minimo in termini di regolamentazione dei mercati e delle imprese di investimento a livello europeo.

A quest’ultima, segue nel 2014, la Direttiva n. 65 dell’UE, nota anche come Mifid II, e il Regolamento n. 600 dell’UE, c.d. Mifir, i quali implementeranno la versione originaria. Alla normativa in materia così aggiornata (Mifid II), seguono poi le linee guida dell’ESMA (ESMA35-43-869/28 May 2018), tese ad aggiornare le precedenti linee guida in materia (ESMA/2012/387), ma soprattutto ad estendere il perimetro applicativo della disciplina in esame ad altre innovazioni tecnologiche legate alla consulenza automatizzata (il c.d. robo advice).

Anche il progressivo uso dell’intelligenza artificiale (AI) all’interno dei vari sistemi operativi ha posto, di recente, problemi circa una corretta e puntuale regolamentazione della materia, soprattutto per ciò che concerne i diritti e le responsabilità delle macchine e la corretta individuazione dei soggetti a vario titolo coinvolti. È per questo che, nel febbraio 2020, è stato pubblicato da parte della Commissione Europea un Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale, con l’evidente intenzione di meglio regolamentare al più presto anche tale innovazione.

Altro settore in poderoso sviluppo risulta essere quello del crowdfunding (nelle sue varie tipologie che spaziano dall’equity crowdfounding al lending crowdfounding), tanto da richiedere un’attenta opera di studio da parte delle Autorità di Vigilanza (per quel che riguarda l’Italia, grande apporto è stato fornito da parte della Consob), fino a giungere all’emanazione del Regolamento europeo 2020/1503, che prevede per i gestori un c.d. regime di passaporto, ovvero la possibilità di operare in tutto il territorio europeo a seguito di autorizzazione rilasciata direttamente dall’ESMA, onde evitare arbitraggi normativi, e la cui applicazione è prevista a decorrere dal prossimo 10 novembre 2021.

Merita, altresì, una menzione speciale il Regolamento europeo 2016/279, o General Data Protection Regulation (conosciuto come GDPR), che nasce con l’obiettivo di coordinare a livello europeo le norme relative alla protezione dei dati personali, superando così la frammentazione derivante dai diversi regimi nazionali. Tale normativa risulta essere il principale riferimento per gli operatori del settore in materia di gestione dei dati personali e di tutela della privacy degli utenti.

Grande importanza ha poi avuto la c.d. Direttiva NIS (Direttiva Europea 2016/1148 – Network and Information Security), recepita in Italia ad opera del d. Lgs. 18 maggio 2018, n. 65, intesa a definire le misure necessarie a conseguire un elevato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (c.d. cybersecurity). Il decreto sopracitato, si applica agli Operatori di Servizi Essenziali (OSE) e ai Fornitori di Servizi Digitali (FSD).

Gli OSE sono i soggetti, pubblici o privati, che forniscono servizi essenziali per la società e l’economia nei settori sanitario, dell’energia, dei trasporti, delle infrastrutture, della fornitura e distribuzione di acqua potabile e per ciò che qui rileva bancario e dei mercati finanziari oltreché delle infrastrutture digitali.

Gli FSD sono le persone giuridiche che forniscono servizi di e-commerce, cloud computing o motori di ricerca, con stabilimento principale, sede sociale o rappresentante designato sul territorio nazionale, chiamando in causa anche in questo caso soggetti che operano oggigiorno nel mercato finanziario.

Fermo restando la centralità delle normative fin qui richiamate, tornando ad una visione di insieme del fenomeno Fintech, si ricorda il lavoro svolto dal Comitato di Basilea nel 2018, il quale ha pubblicato un documento (Implications of fintech developments for banks and bank supervisors), dotato di 10 osservazioni, ove si è delineato il panorama fintech e gli auspicabili approcci di vigilanza legati ai suoi sviluppi, analizzando le implicazioni del fintech per le banche e le sfide che tale fenomeno comporta per l’attività di vigilanza, conducendo altresì indagini più dettagliate sul rapporto tra innovazione e prassi autorizzative. Il lavoro svolto dal Comitato ha dato opportuno rilievo alla necessità che l’azione di vigilanza sia orientata a preservare la sicurezza e la stabilità del sistema finanziario, senza però pregiudicare i benefici apportati dall’innovazione tecnologica nel settore.

Di preminente rilievo, poi, risulta essere la Direttiva 2007/64/CE (c.d. PSD, recepita nel nostro ordinamento mediante il d. lgs. n. 11/2010), nel settore dei servizi di pagamento, da ultimo sostituita ad opera della Direttiva 2015/2366/UE (c.d. PSD2), e recepita in Italia dal d.lgs. 15 dicembre 2017 n. 218, allo scopo di sviluppare un mercato interno della zona Euro (c.d. SEPA – Single Euro Payments Area), che garantisca l’efficienza e la sicurezza dei pagamenti e dei rapporti bancari.

In particolare, la PSD2, prendendo atto dell’imponenza del fenomeno dei pagamenti elettronici e delle differenti modalità con le quali essi si effettuano, ha inteso ampliare il novero dei prestatori di servizi di pagamento soggetti alla disciplina (anche i Third-Party Providers, sono assoggettati alla nuova disciplina PSD2), predisponendo, altresì, misure di sicurezza più rigide rispetto al passato (per rafforzare la sicurezza nei trasferimenti di denaro prevede la c.d. Strong Costumer Authentication, la quale deve permettere di poter chiaramente identificare sia l’utente che l’operazione che sta per compiere).

Le scelte normative della PSD2 si fondano sui principi della neutralità rispetto ai profili tecnologici (le definizioni contenute nella direttiva non sono infatti vincolate dal riferimento a specifiche soluzioni tecniche, in modo da poter ricomprendere anche eventuali nuove fattispecie) e della proporzionalità (l’azione regolamentare e di vigilanza è infatti commisurata alle specifiche attività poste in essere dai diversi operatori e ai relativi rischi).

All’interno della normativa vengono annoverati sia i prestatori di servizi di disposizione di ordini di pagamento (o Payment Initiation Service Providers, PISPs) che i prestatori di servizi di informazione sui conti (Account Information Service Providers, AISPs).

Più in dettaglio, i servizi del primo tipo consentono al prestatore (PISP) di disporre un pagamento, per conto dell’utente, a valere su un conto intrattenuto da quest’ultimo presso un altro intermediario, assicurando contestualmente al beneficiario del pagamento che lo stesso è stato disposto. In termini tecnici, essi consentono di effettuare bonifici on line attraverso un software che fa da ponte tra il sito web del commerciante e la piattaforma di online banking della banca del pagatore.

I secondi (AISPs), invece, nascono con l’obiettivo di fornire all’utente informazioni relative ai conti che lo stesso intrattiene presso altri intermediari, consentendogli di avere un quadro generale della propria situazione finanziaria.

Significativa appare, dunque, l’attrazione delle attività in esame nell’alveo dei servizi di pagamento (con conseguente estensione del relativo regime normativo), se solo si osserva come le stesse, diversamente dalle altre fattispecie incluse nella medesima categoria, non si traducono nella gestione di conti di pagamento, né nell’esecuzione di operazioni di prelievo/versamento su conti o di pagamento mediante moneta scritturale, ma si risolvono in attività di mero impulso ad operazioni di pagamento che verranno eseguite da soggetti diversi, ovvero si limitano ad avere una valenza prettamente informativa.

La ratio dell’inclusione di tali fenomeni nella normativa discussa da parte del legislatore europeo, dunque, trova spiegazione nella volontà di assicurare un’adeguata cornice normativa, comprensiva di efficaci forme di controllo ad attività che, sfruttando le potenzialità insite nelle nuove tecnologie, risultano fondamentali per lo sviluppo dei pagamenti elettronici ma necessitano, al contempo, di regole che garantiscano l’efficacia e la sicurezza delle transazioni, nonché la protezione dei fondi e dei dati personali dei soggetti coinvolti, evidentemente esposti, a maggiori rischi di attacchi esterni.

 

  1. Le questioni

Emerge, dalle ultime considerazioni che precedono, l’ampio ventaglio di problematiche giuridiche che interessano la materia in esame, con particolare riferimento a ciò che riguarda i servizi di pagamento e la normativa di settore (c.d. PSD2).

Che la regolazione dei servizi di pagamento si adatti alle peculiarità del sistema di riferimento è una questione di particolare importanza sia da un punto di vista squisitamente economico, in considerazione della rilevanza pubblica degli interessi in gioco, sia da un punto di vista giuridico, in considerazione del fatto che si tratta di operazioni caratterizzate da un lasso temporale intercorrente dal momento in cui una data obbligazione viene negoziata e il momento in cui avviene il suo regolamento finanziario, oltre al fatto che in tale catena temporale di sovente intervengono diversi operatori.

Più precisamente, la dottrina che sino a questo momento si è occupata del fenomeno dell’open banking pare avere concentrato l’attenzione su alcuni specifici filoni d’indagine, riferibili, in particolare, a tre distinte macro-tematiche, così sintetizzabili:

  1. a) l’apertura del mercato a nuovi competitors e i relativi profili in materia di diritto alla concorrenza;
  2. b) tutela della riservatezza dei dati dei titolari dei conti, alla luce delle nuove procedure e nel difficile equilibrio tra GDPR e PSD2;
  3. c) il problema della sicurezza nelle transazioni e la correlativa responsabilità civilistica.

È evidente che la continua evoluzione della materia nonché la sovrapposizione che spesso si registra fra normative e organismi di regolazione necessita di un approccio settoriale, che cerchi di mettere in luce i risvolti che si sono via via registrati nelle summenzionate tematiche ed i suoi possibili sviluppi.

 

  1. L’apertura del mercato a nuovi operatori e profili di diritto della concorrenza.

Specie con riferimento alla PSD2, ma il discorso si presta anche in relazione alle altre normative di settore, l’ingresso di nuovi operatori (TTPs) nel mercato finanziario ha certamente rinnovato il tono competitivo, ammodernando i processi distributivi e garantendo una maggiore diffusione e velocità nei servizi di pagamento.

Chiaramente, questo ha richiesto una rivisitazione delle regole in materia, strumentali al raggiungimento di tali obiettivi. Ed infatti, è stato introdotto un vero e proprio obbligo normativo in capo agli istituti bancari (la c.d. access to account rule), che impone loro di condividere i dati dei propri correntisti con altri soggetti (nello specifico i PISPs o gli AISPs che dovessero richiederli, previo consenso del cliente, nell’esercizio delle proprie attività), in nome dell’innovazione, dell’efficienza e dello sviluppo competitivo del mercato dei servizi di pagamento.

Sotto diverso profilo, invece, le regole sull’accesso ai conti consentono di esonerare da responsabilità i correntisti rispetto alla violazione dell’obbligo di non comunicare a terzi quei dati riservati richiesti per la fruizione dei servizi di internet banking e per il compimento delle operazioni di pagamento, posto che tale condotta è ritenuta, di regola, indicativa di una grave negligenza, e dunque atta a fondare la responsabilità dell’utente per eventuali transazioni non autorizzate. Le due regole appena richiamate permettono, in sostanza, l’esercizio di attività che troverebbero altrimenti un ostacolo nelle regole generalmente indicate in materia.

A tal proposito, questione di non agevole soluzione, è l’individuazione degli strumenti di intervento attivabili dalle autorità antitrust a fronte di possibili comportamenti anticoncorrenziali degli ASPSPs, volti a negare o ad ostacolare l’accesso ai conti dei clienti da parte di TTPs debitamente autorizzati dai titolari dei conti stessi.

Il mercato bancario, si trova difatti sottoposto a due tipi di regolamentazione: quella di settore, tipicamente preoccupata della corretta gestione delle imprese e della stabilità e solvibilità delle banche che deve al contempo fare necessariamente i conti con le nuove caratteristiche dell’odierno mercato, e quella della tutela della concorrenza (legislazione antitrust), ponendo delicati problemi di conciliabilità fra gli scopi dei due complessi di norme e delle autorità preposte all’osservanza dei relativi precetti.

La dottrina appare divisa sul punto, oscillando fra chi giunge ad affermare che «i conti di pagamento nel loro insieme finiscono con il rivestire il ruolo di un’essential facility, e dunque la previsione di un’obbligatoria accessibilità consente di garantire la piena concorrenza tra tutti i prestatori di servizi di pagamento, anche non bancari, che operano sulla rete dei conti nell’interesse dell’utente finale dei servizi», mentre altri si limitano ad osservare, come «il “sistema dei conti di pagamento” assurge al ruolo di “infrastruttura essenziale” sui generis, con rilevanti impatti sul sistema di relazioni tra gli operatori».

In senso opposto, tuttavia, v’è anche chi ritiene che il legislatore europeo abbia inteso individuare nei conti di pagamento delle facilities “necessarie” per la fornitura agli utenti di nuove tipologie di servizi, ma non per questo “essenziali” ai medesimi fini, quanto meno non nella (restrittiva) accezione del termine comunemente accolto dal diritto della concorrenza; ed ancora, chi sostiene che richiamare, nella specie, l’accesso ad una essential facility risulti sostanzialmente fuorviante, sussistendo, oltre ad alcune significative differenze con le classiche figure di riferimento, notevoli difficoltà nell’individuare gli esatti confini del mercato rilevante, ovvero di ravvisare in capo alle banche una posizione dominante e, quindi, il presupposto primo per poter configurare eventuali condotte abusive.

Ulteriore fattore di complicazione, poi, è riscontrabile nella natura eterogenea dei nuovi competitors degli istituti di credito, tra le cui fila non si osservano solo imprese del ramo Fintech ma, come già accennato, le c.d. Big Tech companies che, grazie alle loro dimensioni, alla loro potenza economica, nonché all’alto grado di digitalizzazione di cui sono strutturalmente fornite, sono in grado di alterare profondamente le dinamiche e l’assetto dell’attuale mercato finanziario e creditizio. È, d’altra parte, innegabile il vantaggio competitivo di cui quest’ultime godono, se solo si considerano non solo le loro dotazioni tecnologiche, ma altresì che lo sfruttamento della grande massa di dati raccolti all’interno del proprio bacino di utenti (c.d. Big data) è una pratica di cui sono stati indubbiamente pionieri e verso la quale detengono una vera e propria egemonia.

Appare lecito, dunque, interrogarsi sulla necessità di adottare strumenti che consentano di riequilibrare la relazione competitiva tra banche e Big Tech.

Su questi temi, ancora poco esplorati, ha iniziato a confrontarsi parte della dottrina, muovendo specificamente dal presupposto che le norme della PSD2 vietano sì, in linea di principio, lo sfruttamento dei dati dei conti da parte dei TPPs per scopi diversi dall’erogazione dei servizi di pagamento dagli stessi prestati, ma non sembrano impedire, tuttavia, che i dati e le informazioni acquisite nell’espletamento dei servizi in questione possano essere ulteriormente utilizzati e/o incrociati dal provider. Più specificatamente, non sembra sussistere alcun divieto perché gli operatori utilizzino tali informazioni di concerto con altri dati relativi all’utente, ai fini di una prestazione mirata, più efficiente e maggiormente personalizzata dei servizi medesimi, con benefiche ripercussioni anche per l’innovazione.

Proprio in virtù di tale possibile sviluppo, è stata prospettata la possibilità di prevedere una clausola di reciprocità nei confronti delle Big Tech companies che abbiano deciso di agire sul mercato come TTPs, ipotesi che, qualora confermata, farebbe sì da efficace contrappeso agli evidenti vantaggi che la normativa odierna riconosce ai colossi dell’industria tecnologica, ma aprirebbe al contempo la strada ad ulteriori quesiti interpretativi sul piano normativo ed applicativo (rispetto a quali imprese? E a che condizioni? E limitatamente a quale tipologia di dati?).

 

  1. b) Tutela della riservatezza dei dati dei titolari dei conti di pagamento ed accessibilità dei medesimi da parte di soggetti terzi.

Ulteriore profilo controverso attiene alla tutela dei dati personali dei clienti, atteso che il nuovo regime di open banking postula l’accesso ai conti e ai relativi dati da parte di soggetti esterni (TTPs o terzi), con la conseguente necessità di tutelare gli utenti da un uso illegittimo dei suddetti, oltre che dal rischio di frodi perpetrate abusando di informazioni personali e riservate.

A dispetto dell’indubbia rilevanza pratica del problema, la PSD2 detta, sul punto, regole piuttosto scarne, limitandosi sostanzialmente a vietare un uso dei dati dei correntisti diverso da quello direttamente correlato all’attività tipica dei TPPs. In estrema sintesi, infatti, il PISP non può chiedere al pagatore dati diversi da quelli strettamente necessari a prestare il servizio di disposizione di ordini di pagamento, non usa e non conserva dati e non vi accede per fini diversi dalla prestazione del servizio, né conserva dati sensibili relativi ai pagamenti eseguiti dal pagatore; l’AISP, per canto suo, accede alle sole informazioni sui conti di pagamento designati e sulle operazioni di pagamento eseguite su detti conti, senza richiedere dati sensibili relativi ai pagamenti, e senza usare né conservare detti dati, né potendovi accedere per fini diversi dalla prestazione del servizio di informazione sui conti.

La disposizione ha, oltretutto, carattere generale, riferendosi alla protezione dei dati personali nel contesto della prestazione di ogni tipo di servizio di pagamento (compresi, dunque, quelli erogati dai TPPs).

Relativamente ai punti trattati, dunque, l’impianto della PSD2 risulta alquanto asciutto, ma soprattutto sprovvisto, per altro verso, di regole idonee a garantire un efficace coordinamento con la normativa generale in materia di protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679, c.d. GDPR), della quale si assume l’applicazione contesto della prestazione dei servizi di pagamento.

Ed invero, la coesistenza delle due normative non appare affatto semplice, sollevando una serie di questioni interpretative che, in difetto di un adeguato raccordo, non sembrano trovare agevole risposta.

Nel merito, voglia innanzitutto considerarsi la diversa portata che rivestono, e dunque i differenti riflessi che ne conseguono, alcune nozioni rievocate da entrambe le normative in analisi, quali il concetto di «dati sensibili» o di «consenso esplicito» dell’utente. A ciò si aggiungano i dubbi circa il trattamento dei dati delle c.d. silent parties (ovvero i beneficiari dei pagamenti) da parte dei TPPs, o, per fornire un ulteriore esempio, dei criteri distribuzione di responsabilità tra prestatore di servizi di pagamento del conto e TPP, a fronte di un illecito utilizzo dei dati del cliente, specie in assenza di appositi accordi contrattuali tra tali soggetti.

È chiaro, quindi, che in materia di servizi di pagamento, le delicate questioni appena richiamate devono trovare una propria regolamentazione tramite una lettura congiunta di quanto disposto dal PSD2, che si pone quale specifica normativa di settore, ed il GDPR, che è al contempo la normativa di riferimento per la tutela della privacy degli utenti.

Pertanto, è auspicabile che venga chiarita la reale estensione dei limiti all’utilizzo dei dati medesimi, per come effettivamente imposti dall’ordinamento.

Basti ricordare, che il divieto di sfruttare ulteriormente a fini commerciali i dati acquisiti dai TPPs nello svolgimento dei nuovi servizi di pagamento non sembra precludere, alle imprese che ne abbiano la capacità e le competenze, la combinazione degli stessi con altre informazioni relative agli utenti, in funzione di una prestazione maggiormente personalizzata dei servizi medesimi. A ben considerare, infatti, in simili casi si rimarrebbe nell’ambito di un uso dei dati personali del cliente ai fini della (migliore) erogazione degli stessi servizi rispetto ai quali l’originario trattamento era stato autorizzato dall’interessato.

Il dubbio che può sorgere, tuttavia, è se sia concepibile l’uso dei dati dei conti anche per scopi diversi e ulteriori rispetto a quelli sopra descritti, e segnatamente in vista della prestazione di servizi (finanziari e non) distinti da quelli nel contesto dei quali tali dati siano stati già acquisiti e trattati.

Deve dirsi che, a tal proposito, giungono forti testimonianze da altri ordinamenti (quali, ad esempio, quello statunitense o del Regno Unito) ove i servizi di informazione sui conti, si traducono nell’aggregazione di un vasto set di informazioni di natura finanziaria riferite ai clienti, poi utilizzate anche ai fini della vendita ai medesimi di prodotti e servizi del ramo finanziario (creditizi, di investimento, assicurativi o previdenziali), individuati come adeguati alle loro specifiche caratteristiche ed esigenze personali.

Al riguardo, sebbene il tenore letterale delle disposizioni di riferimento (art. 66-7, PSD2) induca, a prima vista, ad intravedere l’esistenza di un divieto assoluto, a carico dei TPPs, di ulteriori trattamenti dei dati personali dei titolari dei conti), tale interpretazione si porrebbe palesemente in contrasto con le disposizioni del GDPR, che non sembrano affatto escludere, nella specie, la liceità di trattamenti ulteriori di dati già raccolti.

Nulla, invero, sul piano giuridico sembra impedire ad un utente di poter autorizzare (conferendo apposito e distinto mandato ai TTPs) il trattamento e l’utilizzo ulteriore dei propri dati personali registrati in uno o più conti di pagamento, nell’ottica della successiva fruizione, nel proprio interesse, di altri prodotti e servizi a valore aggiunto, che presuppongano l’uso di tali informazioni. finalità).

In simili ipotesi, pertanto, non si configurerebbe alcuna violazione del divieto espresso dagli artt. 66 e 67 PSD2, bensì l’esercizio di un diritto soggettivo all’uso dei propri dati, riconosciuto dalle disposizioni generali in materia di data protection (GDPR) in conformità alle quali deve essere letta e applicata la normativa di settore (PSD2). Atteso che, se questa lettura fosse confermata, ciò aprirebbe ad una nuova prospettiva ove potrebbero incoraggiarsi progetti che sconfinano dalla specifica area tematica dei servizi di pagamento per involgere alle ulteriori e innovative modalità di interazione, è evidente che l’ambigua disciplina odierna presta il fianco a non pochi dubbi interpretativi.

 

  1. c) Open banking e sicurezza delle transazioni. Responsabilità civilistica dei TPPs in relazione alla prestazione dei servizi di pagamento.

La frammentazione della catena procedimentale in materia di servizi di pagamento e l’inserimento entro quest’ultima di soggetti terzi (TTPs) in modalità digitale, ha aumentato i rischi di frodi informatiche a danno degli utenti.

È proprio il tema delle operazioni di pagamento non autorizzate e delle relative responsabilità uno dei più caldi della materia, che ha impegnato tanto la dottrina quanto la giurisprudenza nel tentativo di coordinare le normative interne con quanto previsto in materia dalla PSD2.

Deve subito sottolinearsi come la normativa in esame ponga una chiara scelta di favor nei confronti del cliente, rilevabile con riferimento al regime dell’onere probatorio. Ed infatti, è espressamente previsto che, in caso di contestazione di una specifica operazione di pagamento, per sottrarsi al rimborso del relativo importo il prestatore di servizi deve in primo luogo dimostrare che essa è stata autenticata, correttamente registrata e contabilizzata e che non ha subito le conseguenze di guasti tecnici o altri inconvenienti, per poi offrire l’ulteriore prova della frode o della grave negligenza da parte dell’utente.

Il prestatore dei servizi di pagamento, infatti, è tenuto a rispondere anche della sicurezza e dell’affidabilità del servizio nei confronti dell’utenza, in virtù sia di quanto stabilito dalla normativa di settore, sia, più in generale, degli obblighi di diligenza professionale qualificata gravanti ex lege sull’intermediario (art. 1176, comma 2, c.c.). In questa logica si spiega, dunque, l’obbligo per ogni prestatore di servizi di pagamento di adottare i presidi di sicurezza e gli accorgimenti tecnici più evoluti al fine di prevenire eventuali frodi.

D’altronde, il grande rilievo dato ad opportuni sistemi di sicurezza è testimoniato da quanto previsto all’art. 74.2 PSD2 (art. 12, comma 2-bis, d. lgs. n. 11/2010), il quale prevede la c.d. autenticazione forte, che consiste in una procedura che consente al PSP di verificare l’identità di un utente o la validità dell’uso di uno strumento di pagamento (compreso l’uso delle credenziali di sicurezza personalizzate), basata sull’impiego di due o più elementi tra loro indipendenti (classificabili nelle categorie del «qualcosa che solo l’utente conosce», «qualcosa che solo l’utente possiede», o «qualcosa che caratterizza l’utente») e concepita in modo da assicurare la riservatezza dei dati di identificazione.

Le decisioni della giurisprudenza in materia tendono, invero, a considerare lo squilibrio che informa il rapporto tra le due parti. Per tali motivi, è stato più volte ribadito il principio secondo il quale la mera dimostrazione documentale che l’autenticazione è stata effettuata con le credenziali dell’utente non libera, di per sé sola, l’intermediario dalle proprie responsabilità.

Al riguardo, il Collegio di Coordinamento (decisione n. 22745/2019), anche sulla scorta del costante orientamento dei Collegi territoriali, ha recentemente rilevato che «l’onere probatorio previsto nei commi 1 e 2 dell’art. 10 del decreto [d.lgs. n. 11/2010 di recepimento della PSD, come da ultimo modificato dalla PSD2] deve necessariamente essere assolto dal PSP con riguardo ad ambedue i profili (autenticazione ed esecuzione delle operazioni di pagamento, nonché colpa grave dell’utilizzatore), da ritenersi necessari e complementari».

Pertanto, ove non assolto l’onere probatorio richiesto, l’utente non potrebbe essere chiamato a sopportare il danno derivante dall’operazione di pagamento non autorizzata, neppure qualora si vertesse in un’ipotesi di colpa grave (in tal senso il Collegio di Napoli, decisione n. 22389/2019).

D’altronde, sempre in relazione all’analisi del comportamento delle parti, accade frequentemente che l’Arbitro Bancario Finanziario rilevi una responsabilità dell’intermediario per la mancata attivazione del servizio di sms alert. Al riguardo, va sottolineato che il Collegio di Coordinamento, uniformandosi al consolidato orientamento dei Collegi territoriali sul punto, ha ravvisato nella mancata attivazione del servizio «una carenza organizzativa imputabile all’intermediario resistente il quale, data la natura di misura di sicurezza del sistema di sms alert, non dovrebbe limitarsi a proporlo al cliente ma dovrebbe adottarlo in modo generalizzato».

Infatti, con la decisione n. 24366/2019 (richiamando Cass. n. 2950/17 e n. 9158/18), il Coll. Coord. ha stabilito che «fra i doveri di protezione dell’utente gravanti sull’intermediario rientra l’onere di fornire il servizio di sms alert o assimilabili da cui l’intermediario può essere esonerato solo dimostrando l’esplicito rifiuto dell’utente ad avvalersene».

Ebbene, il quadro normativo sopra rappresentato è stato sostanzialmente esteso anche agli operativi attivi nel nuovo panorama dell’open banking, ove gli aspetti di maggiore novità concernono, tuttavia, la definizione dei rapporti tra i prestatori di servizi di pagamento di radicamento dei conti e i PISPs, con specifico riferimento alle ipotesi in cui le operazioni di pagamento siano state disposte tramite questi ultimi. L’intervento di un provider terzo, legittimato ad inserirsi nel rapporto tra ente detentore del conto di pagamento e soggetto pagatore, rende infatti necessario stabilire quale, tra i predetti prestatori di servizi di pagamento, sia responsabile di eventuali transazioni fraudolente (come anche inesatte, o ineseguite) in danno dell’utente.

In tali ipotesi di intervento del PISP, vale la regola generale secondo la quale chi assume di essere stato danneggiato da un pagamento non autorizzato o fraudolento ha diritto ad ottenere il rimborso della relativa somma, che dovrà essere eseguito (non dal PISP, ma) dall’ASPSP entro la giornata operativa successiva alla richiesta, salvo che non sussista un ragionevole sospetto di frode. Il PISP, tuttavia, dovrà immediatamente rimborsare all’intermediario presso il quale è radicato il conto l’importo dell’operazione contestata, nonché risarcire quest’ultimo anche per le perdite subite (Art. 74.2 PSD2, art. 11, comma 2-bis, d. lgs. n. 11/2010).

Nonostante la scelta operata dal legislatore europeo e trasfusa all’interno del nostro ordinamento debba essere apprezzata, per il mantenimento di un trattamento di favor verso l’utente (che risulterà ad ogni modo, e celermente, rimborsato), non può negarsi che la normativa in esame non chiarisce opportunamente la dinamica dei rapporti intercorrenti fra i vari operatori intervenuti durante la catena di pagamento.

La questione è ancor più controversa se si considera che, all’interno della normativa italiana, la disciplina non è stata ricalcata pedissequamente, e i rapporti tra PISP e ASPSP sembrerebbero articolati, secondo una sequenza procedimentale che contempla una prima fase a carattere sommario (legata all’urgenza, stabilita per legge, di provvedere al massimo entro una giornata lavorativa), durante la quale il primo è tenuto a corrispondere al secondo, dietro semplice richiesta, l’importo dell’operazione contestata dal cliente, cui farebbe seguito una seconda (ed eventuale) fase di merito, nel contesto della quale potrebbe trovare più adeguato spazio l’esercizio delle azioni per il risarcimento delle (possibili) maggiori perdite subite dal prestatore di servizi di pagamento di radicamento del conto, o delle azioni di regresso tra intermediari.

Invero, tale sequenza logico temporale non trova alcun conforto nella normativa europea (PSD2), che pare semmai orientata verso una soluzione maggiormente unitaria, prevedendo che il PISP, se responsabile dell’operazione non autorizzata, debba immediatamente risarcire l’ASPSP, su richiesta di quest’ultimo, per le «perdite subite o gli importi pagati in conseguenza del rimborso al pagatore, compreso l’importo dell’operazione di pagamento non autorizzata» (art. 74.2 PSD2). È auspicabile, pertanto, che quanto prima si riesca a dotare la disciplina di un’interpretazione più coerente, ancor più se si considera che la PSD2 è intervenuta al fine di armonizzare le soluzioni adottate dai singoli Stati membri, ed evitare discrasie di qualsiasi sorta.

 

  1. Le prospettive

Quello del credito digitale è, con tutta evidenza, un fenomeno multiforme ove plurimi sono gli strumenti da esaminare, i soggetti da tenere in considerazione e le implicazioni che discendono dall’interazione degli uni con gli altri. Come si è visto, tale caratteristica del fenomeno si è tradotta in una difficoltà anche sul piano normativo, ove l’auspicio è quello di assistere, in tempi brevi, alla dotazione di una regolamentazione aperta e flessibile, capace di adattarsi in un approccio funzionale ad una materia che è in continuo divenire. D’altra parte, il dibattito attuale europeo è volto a comprendere verso quale paradigma regolatorio stiamo andando.

Sarebbe auspicabile, dunque, tenuto ben conto di quanto precede, individuare una interpretazione della normativa nei suoi vari spazi applicativi che contemperi adeguatamente gli interessi in gioco, con uno sguardo che per quanto mosso dal fine primario di tutelare gli utenti, consideri correttamente che l’innovazione tecnologica, oltre ad essere un processo oramai irreversibile, deve essere intesa quale occasione per ampliare il benessere delle persone, e dunque il più possibile accolta e favorita.

Impedire l’evoluzione in esame andrebbe a pregiudicare lo stesso interesse degli intermediari tradizionali, che si troverebbero nell’arco di poco tempo al di fuori delle richieste del mercato, in un sistema che con tutta evidenza non si presenta più come bancocentrico. Ma ancor più, ed in generale, non risulterebbe funzionale a favorire la libera concorrenza del settore, finalizzata alla massimizzazione dei servizi e la conseguente evoluzione degli strumenti adoperati.

Sembrerebbe, dunque, opportuno promuovere l’elaborazione di un linguaggio intersettoriale realmente unitario e condiviso, volto a garantire l’uniforme e coerente interpretazione ed applicazione dei testi normativi, a definire con maggiore precisione gli ambiti di applicazione delle disposizioni rilevanti, a coordinare e rendere più efficienti i controlli e a razionalizzare gli adempimenti a carico degli operatori.

(A cura di Martina Motta)


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ABF – Coll. Torino decisione n. 8365/2021

ABF – Coll. Torino decisione n. 8372/2021

ABF – Coll. Napoli decisione n. 7013/2021

ABF – Coll. Bari decisione n. 6017/2021

ABF – Coll. Napoli decisione n. 6958/2021

ABF – Coll. Torino decisione n. 23054/2020

ABF – Coll. Napoli decisione n. 17207/2020

ABF – Coll. Roma decisione n. 21844/2020

ABF – Coll. Bari decisione n. 3686/2019

ABF – Coll. Coord. decisione n. 24366/2019

ABF – Coll. Coord. decisione n. 16237/2018

ABF – Coll. Napoli decisione n. 9080/2017

ABF – Coll. Roma decisione n. 1179/2017

ABF – Coll. Coord. decisione n. 7716/2017

ABF – Coll. Roma decisione n. 8569/2016

ABF – Coll. Coord. decisione n. 10929/2016

ABF – Coll. Coord. decisione n. 3947/2014

ABF – Coll. Coord. decisione n. 991/2014

ABF – Coll. Coord. decisione n. 6168/2013

ABF – Coll. Coord. decisione n. 3498/2012

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Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani – Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
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INQUADRAMENTO DELL’ISTITUTO

L’istituto della remissione del debito di cui all’art. 1236 del codice civile rientra nel novero dei modi di estinzione del rapporto obbligatorio diversi da quello che normalmente dovrebbe determinarne la cessazione degli effetti, ossia l’adempimento.

Insieme all’impossibilità sopravvenuta, esso assume una svolta unidirezionale in ordine alla duplice prospettiva teleologica che caratterizza la dinamica conflittuale della relazione obbligatoria, in quanto alla liberazione del soggetto passivo del rapporto non fa da contraltare la speculare soddisfazione dell’interesse (non necessariamente patrimoniale) creditorio.

1.2 IL DIBATTITO RELATIVO ALLA SUA NATURA GIURIDICA: LA TESI CONTRATTUALE

Già da tempo risalente la dottrina civilistica si interroga circa la natura giuridica dell’istituto in esame: il problema, nasce, più segnatamente, a causa della (forse solo apparente) ambiguità del legislatore del codice civile del 1942.

L’art. 1236 c.c. statuisce, infatti ,che la dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l’obbligazione quando è comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un termine congruo di non volerne profittare.

Parte della dottrina, ad oggi minoritaria, muovendo dall’ultima proposizione della disposizione, considera la dichiarazione debitoria di non opposizione alla remissione sintomatica di un tacito consenso a quello che si configura pertanto, quale vero e proprio accordo remissivo.

Detta dichiarazione, alla stregua di tale impostazione, assurge così ad elemento di perfezionamento del contratto, rimettendosi dunque l’effetto estintivo dell’obbligazione alla tacita adesione del debitore.

Taluni degli autori che abbracciano la tesi della matrice consensuale dell’istituto ritengono che questa possa essere avvalorata attraverso il richiamo a quel principio generale del diritto dei contratti secondo cui ciascun soggetto, in forza dell’autonomia che gli è riconosciuta dall’ordinamento, può disporre liberamente della propria sfera giuridica patrimoniale senza altrui interferenze. Laddove, infatti, si negasse natura di accordo alla remissione, la sfera giuridica del debitore sarebbe incisa dalla mera manifestazione di volontà del creditore, la quale, sebbene possa produrre l’indubbio vantaggio in seno al debitore dell’estinzione del vincolo obbligatorio, d’altra parte sarebbe lesiva di tale principio fondamentale in quanto non consentirebbe così a quest’ultimo di operare a monte una valutazione dei propri interessi

L’inosservanza del principio di non interferenza non sarebbe smentita, invero, neanche dalla facoltà riconosciuta al debitore di manifestare la propria opposizione alla remissione, in quanto si tratterebbe di una sanatoria operante in ordine ad un principio fondamentalissimo la cui violazione è stata però – adoperando enfaticamente la terminologia propria del diritto penale- già consumata al momento dell’unilaterale manifestazione di volontà del creditore.

In termini più semplici, l’ordinamento considera prevalente l’interesse generale del soggetto a non vedersi incisa in via del tutto eteronoma la propria sfera giuridica rispetto ad una modificazione oggettivamente favorevole ma intervenuta senza il proprio consenso.

La salvaguardia di questo principio impone pertanto la netta prevalenza del mezzo rispetto al risultato perseguito.

1.3  LA REMISSIONE QUALE NEGOZIO GIURIDICO UNILATERALE RECETTIZIO

L’impostazione poc’anzi prospettata può dirsi minoritaria in quanto la dottrina prevalente nega natura di rinuncia su base contrattuale alla remissione del debito, riconducendola piuttosto al genus dei negozi giuridici unilaterali recettizi.

In via generale, il negozio giuridico unilaterale (si pensi, ad esempio, al testamento od all’atto costitutivo di una fondazione), differentemente dal contratto, si perfeziona attraverso la dichiarazione di volontà di una sola parte.

La dichiarazione negoziale si dice recettizia, laddove, per produrre effetto, deve pervenire a conoscenza del destinatario della medesima, alla quale va quindi comunicata ovvero notificata ( un esempio, a titolo esemplificativo, può cogliersi nella disdetta del contratto).

Quanto all’istituto di cui trattasi, la tesi della riconducibilità a tale categoria giuridica poggia sull’interpretatio litterae, su quella sistematica e sulle risultanze della tradizione romanistica.

Muovendo proprio da quest’ultima,  le fonti del diritto romano, ed in particolare quelle di età post-classica, definiscono espressamente l’acceptilatio (equivalente romanistica dell’attuale remissione) quale negozio unilaterale tramite il quale il creditore manifestava al debitore la propria soddisfazione, con conseguente scioglimento del vincolo senza avere ottenuto l’adempimento dell’obbligazione.

L’autorevolezza della tesi rappresentata deve tanto a quella parte della dottrina, invero dominante, che ha fortissimamente valorizzato il dato letterale.

Dalla norma in parola può cogliersi univocamente la precisa volontà del legislatore di far assurgere ad elemento di perfezionamento non già la dichiarazione del soggetto passivo di non volere profittare della remissione, quanto piuttosto la comunicazione della dichiarazione remissioria del creditore.

Del resto, risulta parimenti chiara l’indicazione derivante dalla Relazione al codice civile, sulla base della quale “La remissione del debito è un atto unilaterale che si perfeziona con la sua comunicazione al soggetto cui è diretta”.

Fatta salva questa configurazione, rimane il problema di inquadrare correttamente l’eventuale dichiarazione di rifiuto (e simmetricamente, di mancato rifiuto) resa dal debitore rimesso.

Anche in questo caso la Relazione al codice fornisce delle precise indicazioni laddove specifica che “Tuttavia, la volontà del debitore non è senza effetto perché, pur non essendo elemento costitutivo del negozio, può impedire che questo produca le sue conseguenze giuridiche se egli dichiara di non volerne profittare”.

Emerge così che la rilevanza dell’opposizione si dispiega nella sua attitudine ad impedire il consolidamento di un negozio già perfetto, risultando ostativo alla permanenza degli effetti del medesimo.

Alcuni autori (Caringella) ritengono, in particolare, che il rifiuto sia condizione risolutiva di un negozio previamente costituitosi.

Quanto alle argomentazioni che rilevano su un piano sistematico, il superamento della teoria contrattuale si struttura proprio sulla critica al principio di non interferenza  di cui al PP 1.2.

Questa dottrina ha infatti felicemente aderito al principio di elaborazione giurisprudenziale (con la doverosa precisazione che si tratta di giurisprudenza ad oggi consolidata) dell’unilaterale modificabilità favorevole della sfera giuridica altrui.

Per quanto formalizzatosi presso le aule di tribunale, tale principio trova avallo ed applicazione in ben precisi dati normativi.

Se infatti da un lato è reale che non sia possibile mutare in pejus la sfera giuridica altrui senza il consenso del soggetto inciso, d’altra parte è e anche vero che ciò non sia sempre così laddove la modifica sia a questi favorevole.

L’istituto che pair excellence dà comprova di ciò è quello di cui all’art. 1411 del codice civile, ossia il contratto a favore del terzo.

Questa figura consente al terzo di ottenere il vantaggio di pretendere l’adempimento dell’obbligazione dedotta in contratto a suo favore, ancorchè questo non sia stato da lui stipulato. Basti pensare, a titolo esemplificativo, all’accollo esterno, il quale è un contratto a favore del terzo in quanto le parti contraenti (ossia l’accollante ed il debitore accollato) conferiscono al creditore il diritto di pretendere direttamente dall’accollante stesso il soddisfacimento del proprio diritto.

Al pari di quanto accade nel negozio remissorio, anche al terzo estraneo all’accordo pattuito in suo favore è devoluta la facoltà, con una dichiarazione di volontà posteriore al perfezionamento del contratto , di caducare l’efficacia giuridica di un negozio già concluso e giuridicamente costituito.

La portata di tali considerazioni consente, quindi, di comprendere quali siano le ragioni in ordine alle quali si è indotti ad escludere la natura contrattuale dell’istituto, il cui perfezionamento è esclusivamente legato alla dichiarazione ( e dalla relativa comunicazione al debitore) di volontà del creditore remittente.

1.4 REMISSIONE ED ISTITUTI (SOLO APPARENTEMENTE) AFFINI.

L’accoglimento della natura negoziale, ma non contrattuale, della remissione non deve indurre in errore circa la fattibilità giuridica di un accordo mediante il quale il creditore subordini la remissione al consenso prestato dal debitore.

E’ chiaro, che a fronte della medesimezza delle conseguenze giuridiche incidenti direttamente sul rapporto obbligatorio, ossia il suo venir meno, ci si trovi tuttavia dinnanzi ad una fattispecie giuridica ontologicamente diversa.

Un’ intesa di tale tipologia dà indubbiamente luogo ad un contratto innominato, frutto della libera esplicazione dell’autonomia privata patrimoniale, con conseguente assoggettabilità al giudizio di meritevolezza degli interessi che le parti hanno inteso perseguire mediante tale atipico schema consensuale.

Natura diversa rispetto alla remissione presenta anche il c.d. pactum de non petendo, non delineandosi tale istituto in un modo di estinzione del vincolo giuridico obbligatorio, bensì in un accordo con cui il creditore si obbliga a non pretendere il soddisfacimento del proprio diritto prima di un dato tempo.

(A cura di Massimiliano Marletta)


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Corte di Cassazione a Sezioni Unite sentenza n. 3182 del 2 febbraio 2022

In tema di accertamento delle imposte, l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica all’apertura di pieghi sigillati, borse, casseforti e mobili in genere, prescritta in materia di IVA dall’art. 52, comma 3, del d.P.R. n. 633/1972 (e necessaria anche in tema di imposte dirette, in virtù del richiamo contenuto nell’art. 33 del d.P.R. n. 600/1973), è richiesta soltanto nel caso di “apertura coattiva”, e non anche ove l’attività di ricerca si svolga con il libero consenso del contribuente, senza che ai fini della valida espressione di tale consenso sia necessario che il contribuente sia stato informato della sussistenza di una previsione di legge che, in caso di sua opposizione, consente l’apertura coattiva solo previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica, non rinvenendosi un obbligo in tal senso nell’art. 52 cit. e neanche nell’art. 12, comma 2, della legge n. 212/2000.

Estratto ruolo: questione rimessa alle Sezioni Unite Cassazione Civile ordinanza interlocutoria n. 4526 del 11.02.2022

La questione risolta dalle Sezioni Unite con la pronuncia n. 19704/2015 deve essere affrontata alla luce dell’art. 3-bis DL 146/2021, convertito in Legge n. 215/2021, avente ad oggetto la non impugnabilità dell’estratto di ruolo e limiti all’impugnabilità del ruolo. In particolare, deve verificarsi se lo jus superveniens abbia o meno valore retroattivo, con eventuale applicabilità anche ai giudizi tributari in corso. Il Collegio tenuto conto della particolare rilevanza dei principi, anche costituzionali, sottesi alla soluzione, con possibili ricadute pure al di fuori del processo tributario, cioè nei processi civili e previdenziali, ritiene opportuno rimettere gli atti al Primo Presidente per le sue determinazioni in ordine alla eventuale assegnazione alle Sezioni Unite per questione di massima di particolare importanza.

Cassazione Ordinanza N 5059 del 16 febbraio 2022

“1.2 Nella specie, in conformità al principio enunciato, il giudice di appello ha accertato l’estraneità della contribuente ad ogni coinvolgimento nelle operazioni soggettivamente inesistenti, valutando l’irrilevanza presuntiva delle circostanze dedotte dall’amministrazione finanziaria in sede di accertamento, in particolare la mancanza di una sede operativa adeguata allo svolgimento dell’attività commerciale e la omissione della tenuta della contabilità. Secondo la sentenza impugnata, infatti, «nella fattispecie in esame, l’unica circostanza valorizzata in sede di accertamento dai verificatori è quella secondo cui la società cedente non aveva “mai avuto una sede operativa adeguata allo svolgimento dell’attività asseritamente svolta, né tenuto conto della contabilità”; tale circostanza, a giudizio di questa Commissione, è da sé sola inidonea a costituire prova presuntiva dello stato soggettivo del contraente, di “consapevolezza che l’operazione si inseriva in un’evasione dell’imposta”». Difatti, le circostanze poste a base dell’accertamento della polizia tributaria (peraltro, non riprodotte in ricorso ai fini dell’autosufficienza) non sono idonee a presumere la conoscibilità per il contribuente della natura fittizia delle cessioni di bestiame”.

Cassazione ordinanza n. 4814 del 15 febbraio 2022

4.2. A conferma della legittimità dell’avviso di accertamento, la CTR ha evidenziato che il contribuente non aveva fornito alcuna prova del fatto che il cavallo, inscritto all’anagrafe equina, venisse utilizzato in proprio, per fini meramente affettivi, ulteriormente giustificando l’inclusione del cavallo nell’ambito dei beni-indice osservando che il possesso di un cavallo da equitazione, anche per il solo utilizzo nel tempo libero, è un hobby costoso, considerati i costi di gestione dell’animale.

4.3. Come condivisibilmente già osservato da questa Corte (Cass. n. 21335 del 2015), costituisce indice di capacità contributiva non già il generico possesso di cavalli, ma solo di quelli da equitazione o da corsa; nella prima categoria dovendosi intendere ricompresi, per come
specificato dallo stesso documento di prassi invocato dalla ricorrente (circolare n. 27 del 1981), sia i cavalli da concorso ippico che quelli da maneggio.

4.4. Solo in relazione a tale categoria, infatti, è possibile apprezzare la ratio delle norme, che è quella di assegnare solo ai cavalli adibiti a specifiche attività, la qualità di indici di particolare capacità contributiva, in ragione del loro costo di acquisto e delle spese necessarie per la cura
e l’addestramento.

4.5. Conseguentemente, nel precedente indicato, la Corte ha escluso la possibilità di ricondurre alla categoria in oggetto il cavallo adibito esclusivamente a passeggiate, osservando come tale attività non possa <4.6. Affermando che «è fatto notorio come il possesso di un cavallo da equitazione, anche per il solo utilizzo nel tempo libero, sia un hobby costoso considerati i costi di gestione dell’animale» e che il possesso del cavallo «non può essere assimilato al possesso di animali di affezione come cani e gatti, la cui gestione non comporta sicuramente le ingenti spese invece necessarie per un cavallo», la CTR, assegnando valenza significativa al semplice possesso del cavallo, ha omesso di
applicare correttamente i principi sopra enunciati, trascurando di accertare se l’animale posseduto dal contribuente debba essere iscritto nell’unica categoria rilevante ai fini del riscontro dell’esistenza di un bene-indice di capacità contributiva.

5 Per le ragioni enunciate, il ricorso va accolto, in relazione al quarto motivo, con rinvio alla CTR della Sicilia, sezione staccata di Catania, che provvederà, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

(Rassegna a cura di Michele Vanadia)


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