Direttore Scientifico: Claudio Melillo - Direttore Responsabile: Serena Giglio - Coordinatore: Pierpaolo Grignani - Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
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Milano, non solo piattaforma internazionale della Moda ma anche laboratorio digitale.

Giunta alla seconda edizione, questa interessante iniziativa è stata promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici.

Numerosi gli eventi in programma in città da domani fino al 17 marzo 2019. Tra i tanti si segnalano:

  • la Conferenza del 13 marzo 2019 “Welcome to the Supply Chain Finance Collaboration” presso il Politecnico di Milano;
  • i due Round Table del 14 marzo 2019 intitolati rispettivamente L’innovazione è ovunque” all’Università di Milano e “Blockchain, creatività e proprietà intellettuale: sfide, minacce e strumenti di protezione” presso l’Agenzia Connexia.

Non si può certo dire che la nostra Rivista non sia adeguatamente rappresentata in ambito accademico. Oltre al prestigio derivante dal nostro Comitato Scientifico, costituito da docenti universitari italiani e stranieri, un ulteriore segnale di crescita in questa direzione è rappresentato dalla nomina del Dott. Claudio Melillo, Direttore Editoriale del nostro periodico, a docente del Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale (edizione 2016/2017) della LUISS Business School di Roma, sulle orme dell’Avv. Serena Giglio, attuale Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it.

Ciò premesso, di seguito, riportiamo alcune informazioni utili per chi intendesse iscriversi al prestigioso Master, tratte dal sito http://businessschool.luiss.it/diritto-tributario.

La Redazione


Il Master in Diritto Tributario, Contabilità e Pianificazione Fiscale della LUISS Business School forma i professionisti in ambito tributario che intendono inserirsi in un contesto aziendale o in studi professionali di primario livello, senza trascurare le possibilità di sbocco nell’Amministrazione Finanziaria.


Il Master è rivolto a giovani laureati (II Livello, ordinamento a ciclo unico) in discipline giuridiche ed economiche.

I profili in uscita dal Master possono trovare collocazione in studi di consulenza aziendale, studi legali, uffici fiscali di primarie aziende italiane e multinazionali, uffici studi di Istituzioni Private e Pubbliche, Amministrazioni Finanziarie.


Curriculum:

Il programma dura 12 mesi, distribuiti in 8 mesi d’aula e 4 mesi di esperienza sul campo (Field Project).

Precorso di Contabilità generale e bilancio (2 – 11 novembre 2015)

L’azienda, il sistema delle operazioni di gestione e le condizioni di equilibrio economico-finanziario. La rappresentazione contabile delle operazioni di gestione. Le operazioni di finanziamento. Le operazioni di acquisto: gli investimenti in fattori pluriennali e le spese correnti. Le operazioni di vendita. L’assestamento dei valori economici e la determinazione del reddito. L’analisi di un bilancio di esercizio. La redazione del bilancio d’esercizio nella prospettiva internazionale: principi contabili IAS-IFRS.

Mod. 1 – L’IRPEF: principi e disciplina della tassazione delle persone fisiche. Elementi di fiscalità locale (12 novembre – 9 dicembre)
Responsabile didattico: Prof. Fabio Marchetti

Determinazione dell’imponibile e dell’imposta. Redditi soggetti a tassazione separata. Redditi fondiari e fiscalità degli immobili di impresa. Redditi di natura finanziaria (redditi di capitale e plusvalenze finanziarie). Il regime dei dividendi percepiti da persone fisiche. Imposizione sui capital gains. Redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e adempimenti del datore di lavoro. Redditi di lavoro autonomo e ritenute alla fonte. Redditi diversi di natura non finanziaria. La previdenza complementare: profili civilistici e fiscali. Casi operativi ed esempi di redazione dei Mod. 730, “Unico”, 770. La semplificazione fiscale e la dichiarazione precompilata. Addizionali IRPEF regionali e comunali. La fiscalità locale: profili generali ed elementi generali sul Federalismo fiscale. IMU, TASI e TARES: soggetti passivi, base imponibile e aliquote, esenzioni e riduzioni. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23: la cedolare secca sugli affitti. Tassazione patrimoniale delle persone. La fiscalità locale: D. LGS 14 marzo 2011 n.23 – IMU.

Mod. 2 – Fiscalità d’impresa (10 dicembre 2015 – 4 marzo 2016)

Responsabile Didattico: Dott. Massimiliano Longo

  • IRES E DETERMINAZIONE DEL REDDITO D’IMPRESA

La qualificazione del reddito d’impresa. Principi generali sulla determinazione del reddito d’impresa e sulle valutazioni fiscali. Dal risultato civilistico all’imponibile fiscale, il principio di imputazione e di derivazione del risultato fiscale da quello civilistico. Il reddito di impresa per i soggetti che adottano gli IAS. Componenti positive e negative del reddito di impresa: approfondimenti su ammortamenti, accantonamenti, rimanenze, oneri pluriennali, dividendi e plusvalenze. Raccordo tra valutazioni civilistiche e fiscali, casi operativi di variazioni in aumento ed in diminuzione. La fiscalità differita attiva e passiva, le variazioni temporanee nella determinazione del reddito di impresa ed il loro riassorbimento nel tempo. Agevolazioni temporanee e/o strutturali per le imprese. Esercitazioni e casi operativi sui valori in bilancio e loro rilevanza fiscale; eventuali novità per il 2016.

  • IRES: SOGGETTI PASSIVI E SPECIFICITÀ NELLA TASSAZIONE DELLE SOCIETÀ DI CAPITALI

Il modello Ires di tassazione societaria. I soggetti passivi e la residenza fiscale. La base imponibile per società, enti commerciali ed enti non commerciali. Il regime tributario degli utili societari e delle plusvalenze. I vincoli alla deduzione degli interessi passivi. La trasparenza fiscale per le società di capitali. Il consolidato nazionale e mondiale

  • IRAP

Federalismo fiscale su base regionale: quadro generale e ultime novità normative. Presupposto e soggetti passivi: quadro evolutivo alla luce dei numerosi interventi giurisprudenziali. La base imponibile delle società di capitali: il principio di derivazione dal risultato civilistico. La base imponibile per società di persone ed imprese individuali. La base imponibile per i professionisti. La base imponibile per Banche, Assicurazioni, Enti non commerciali ed Amministrazioni Pubbliche. Le deduzioni dall’imponibile: quadro analitico e casi operativi. Le aliquote e la deduzione piena del costo del lavoro a tempo indeterminato: novità dal 2015. La gestione operativa del raccordo tra Irap e reddito di impresa. Esercitazione: la redazione del modello autonomo di dichiarazione IRAP per le diverse categorie di soggetti passivi

  • IVA

Presupposto soggettivo, oggettivo e territoriale: principi generali ed approfondimenti operativi. Le categorie di operazioni rilevanti ai fini Iva. L’esigibilità dell’imposta: regole generali, deroghe e regime di “cash accounting”. La territorialità per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi Base imponibile, rivalsa e detrazione. Approfondimenti su limiti e rettifiche alla detrazione.

Il tributo negli scambi con i Paesi terzi e nei rapporti interni all’Unione Europea . Le novità dal 2015 nelle transazioni internazionali on line. Adempimenti e obblighi dei contribuenti. La gestione Iva per gli enti non profit. Principali regimi speciali. Esempi di redazione di dichiarazione annuale

Mod. 3 – Pianificazione Fiscale Interna (7 marzo – 5 aprile 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Livia Salvini

La nozione di elusione fiscale. Aumenti e riduzioni di capitale: profili contabili, civilistici e tributari. Trasformazioni, fusioni, scorpori e scissioni: profili contabili, civilistici e tributari. Liquidazione di società, fallimento e altre procedure concorsuali: profili civilistici e tributari. La disciplina tributaria di titoli e partecipazioni. Aspetti operativi della participation exemption. Il regime fiscale dei dividendi. L’interpello generale e speciale: oggetto e procedimento

Mod. 4 – Accertamento, contenzioso tributario e diritto penale tributario (6 aprile – 6 maggio 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Massimo Basilavecchia

La dichiarazione dei redditi e gli obblighi contabili. Accessi, ispezioni e verifiche. Gli accertamenti bancari. Metodi e tipi di accertamento. Parametri e studi di settore. Partecipazione del contribuente al procedimento. Avviso di accertamento globale, parziale, integrativo ed esecutivo. Motivazione e prova. Strumenti deflattivi del contenzioso. Nuova normativa in materia di riscossione dei tributi erariali e locali. Versamenti delle imposte e compensazioni orizzontali e verticali. Le sanzioni amministrative tributarie. Competenza e composizione delle commissioni tributarie. Rappresentanza e difesa del contribuente. Procedimento di primo grado e la fase del reclamo. Procedimento di secondo grado. Ricorso per Cassazione. Il giudicato. Il giudizio di ottemperanza. Redazione di ricorsi. Il sistema penale tributario. Rapporti tra processo tributario e processo penale. Soggetti e struttura del reato tributario. Contravvenzioni in materia di IVA e di imposte sui redditi. Frode fiscale e falso in bilancio

Mod. 5 – Pianificazione fiscale internazionale (9 maggio – 8 giugno 2016)
Responsabile Didattico: Prof. Giuseppe Melis

Nozione di residenza fiscale di persone fisiche, società ed enti nel diritto interno e convenzionale. Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione: struttura e funzionamento. La nozione di stabile organizzazione e gli effetti sulla determinazione del reddito di impresa. Investimenti all’estero sotto forma di branches o di subsidiaries. Tassazione di dividendi, interessi e royalties. Paradisi fiscali e norme antielusive: Controlled. Foreign Companies, regime di indeducibilità dei costi, transfer price. Voluntary disclosure. Il principio di non discriminazione nelle imposte dirette e indirette. L’armonizzazione delle imposte dirette e indirette e la cd. “concorrenza fiscale”. Fondi di investimento e partnerships. Operazioni societarie transnazionali. Consolidato fiscale mondiale. Il trust. Lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali: la cooperazione internazionale contro la frode e l’evasione. Ruling internazionale. Fiscalità doganale


Presidente

Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Direttore del Master

Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS

Advisory Board

  • Fabrizio Amatucci Ordinario di Diritto Tributario, Seconda Università degli Studi di NAPOLI;
  • Nicola Antoniozzi Socio Fondatore Studio Pirola Pennuto Zei & Associati;
  • Claudio Berliri Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani;
  • Eugenio Della Valle Ordinario di Diritto Tributario, SAPIENZA;
  • Valerio Ficari Ordinario di Diritto Tributario, Università di SASSARI;
  • Stefano Fiorentino Ordinario di Diritto Tributario, Università di SALERNO;
  • Massimiliano Longo Docente di Scienze delle Finanze LUISS;
  • Gerardo Longobardi Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma;
  • Fabio Marchetti Associato di Diritto Tributario LUISS;
  • Francesca Mariotti Direttore Area Politiche Fiscali CONFINDUSTRIA
  • Giuseppe Melis Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Renzo Parisotto Consulente del gruppo Ubi Banca ;
  • Giovanni Puoti Rettore Università degli Studi Niccolò Cusano;
  • Livia Salvini Ordinario di Diritto Tributario LUISS;
  • Rita Santarelli Presidente VISES Onlus – Federmanager
  • Andrea Silvestri Socio Studio Legale Bonelli Erede Pappalardo

Docenti intervenuti nelle precedenti edizioni:

Giacomo Albano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Ernst & Young
Paola Albano – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Fabrizio Amatucci – Ordinario di Diritto Tributario della Seconda Università degli Studi di Napoli
Giuseppe Ascoli – Dottore Commercialista, Adonnino Ascoli e Cavasola Scamoni Studio Tributario
Massimo Basilavecchia – Ordinario di Diritto Tributario dell’ Università degli Studi di Teramo
Fabio Brunelli – Partner Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Bruno Ciappina – Ufficio Fiscale Autostrade per l’Italia
Alberto Comelli – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Parma
Giuseppe Corasaniti – Associato in Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Brescia
Giammarco Cottani – Assistente di Direzione – Direzione Centrale Accertamento – Agenzia delle Entrate
Angelo Cremonese – Dottore Commercialista, Studio Perno, Cremonese, Radice & Cereda
Roberto Cusimano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Davide De Girolamo – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Vincenzo De Sensi – Docente di Diritto Fallimentare luiss Guido Carli, Avvocato in Roma
Lorenzo Del Federico – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Chieti – Pescara
Gabriele Escalar – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Massimo Fabio – Avvocato, KStudio Associato
Stefano Fiorentino – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Serena Giglio – Avvocato, ACP Studio Consulenza Tributaria (Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it)
Claudio Giordano – Avvocato, Studio Legale Macchi di Cellere e Gangemi
Vittorio Giordano – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Fabrizio Iacuitto – Partner, Di Tanno e Associati Studio Legale e Tributario
Antonio Laudati – Sostituto Procuratore Generale Corte di Appello di Roma
Maurizio Lauri – Dottore Commercialista, Studio L4C – Studio Lauri Lombardi Lonardo Carlizzi
Stefano Lizzani – Dottore Commercialista, LT Partners Studio Legale e Tributario
Massimiliano Longo – Docente di Scienza delle Finanze Università LUISS Guido Carli
Luca Longobardi – Dottore Commercialista, Maisto e Associati
Daniele Majorana – Dottore Commercialista e Consulente Fiscale
Fabio Marchetti – Associato di Diritto Tributario Luiss Guido Carli
Giuseppe Marino – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Milano
Mario Martinelli – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Giuseppe Melis – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Rossella Miceli – Ricercatrice di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Giuseppe Molinaro – Dottore Commercialista, Responsabile Fiscale della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo
Roberta Moscaroli – Dottore Commercialista, Dla Piper
Alberto Mula – Ricercatore di Diritto Tributario, Università degli Studi Napoli Federico II
Giuseppe Napoli – Dottore Commercialista, Docente di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Giuseppe Nebbia – Avvocato in Campobasso
Annalisa Pace – Professore Aggregato di Diritto Tributario Università di Teramo
Roberto Padova – Avvocato, Studio Pirola, Pennuto Zei & Associati
Alessio Persiani – Avvocato, Studio McDermott Will & Emery
Vania Petrella – Avvocato, Studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP
Franco Petrucci – Consulente Fiscale già Dirigente Assonime
Luca Peverini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Antonio Piciocchi – Dottore Commercialista, Studio Tributario e Societario Deloitte
Fabio Pirolozzi – Dottore Commercialista, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Pasquale Pistone – Associato di Diritto Tributario dell’Università di Salerno
Giovanni Puoti – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università Sapienza di Roma
Paolo Puri – Associato di Diritto Tributario dell’Università del Sannio S.E.A.
Giulio Ranocchiari – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Federico Rasi – Avvocato, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario
Alberto Renda – Avvocato, KLegal Studio Associato
Domenico Riccio – Coordinatore dell’Area Governo e Riscossione presso Agenzia delle Entrate
Carlo Romano – Avvocato, TLS Associazione Professionale di Avvocati e Commercialisti
Fabiola Rossi – Dottore Commercialista, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Francesco Rossi Ragazzi – Docente di Diritto Tributario Comparato Università di Chieti – Pescara
Eugenio Ruggiero – Dottore Commercialista, Studio Visentini Marchetti e Associati
Massimiliano Russo – Avvocato, LL.M. in Diritto Tributario
Carlo Sallustio – Avvocato, Fantozzi e Associati – Studio Legale Tributario
Livia Salvini – Ordinario di Diritto Tributario LUISS Guido Carli
Alessandro Serena – Ten.Col. t.ST GDF, Direttore responsabile Rivista della Guardia di Finanza
Enrico Siciliano – Dottore Commercialista, Studio Legale e Tributario Siciliano
Andrea Silvestri – Avvocato, Bonelli Erede Pappalardo Studio Legale
Gianni Tarozzi – Dottore Commercialista, T&R Studio Associato
Riccardo Tiscini – Ordinario di Economia Aziendale dell’Universitas Mercatorum
Chiara Todini – Avvocato, Studio Associato Legale Tributario Fondato da F. Gallo
Giuseppe Zizzo – Ordinario di Diritto Tributario dell’Università LIUC di Castellanza


DATA DI INIZIO: 24 ottobre 2016
DURATA: 12 mesi
SELEZIONI: Aperte
LEZIONI: 9.30 – 13.30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ 13.000

PROSSIME SELEZIONI

6 ottobre alle 10:00 in sede o alle 14:30 su Skype

CONTATTI

LUISS Business School

Viale Pola, 12 – 00198 Roma
T 06 8522 2327
T 06 8522 2391
T 06 8522 5225
F 06 85 222 400
numero verde 800901194 – 800901195
smluissbs@luiss.it

MILANO BICOCCA

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

AI LABORATORI DEL CE.S.E.D. – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e dalla Guardia di Finanza di Milano

Per informazioni: formazione@economiaediritto.it

Telefono: 02/00681087 (Melillo & Partners)

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LABORATORIO N. 2 

I LABORATORI TRIBUTARI DI ECONOMIAeDIRITTO.it – ANNO 2015

accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano e dalla Guardia di Finanza

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DALLA VERIFICA FISCALE AL CONTENZIOSO:

Metodologie e Tecniche di Difesa Tributaria

Laboratorio di Tax Risk Management e Gestione delle Controversie Tributarie

Programma analitico

Obiettivi:

Il Corso intende formare una nuova figura professionale che sarà molto richiesta in futuro, quella del Tax Risk & Dispute Manager, che avrà la competenza di mappare e monitorare i rischi fiscali in azienda, implementando un apposito modello, e di gestire eventuali future controversie tributarie atte a difendere gli interessi aziendali, laddove il modello non sia stato in grado di dimostrare la Tax Compliance nei confronti degli Organi di controllo. La formazione della nuova figura avverrà attraverso la (ri)qualificazione e/o la specializzazione di professionisti tradizionali (es., avvocati, commercialisti, consulenti d’azienda, ecc.) e di dipendenti degli uffici fiscali delle imprese (es., CFO, responsabili fiscali, impiegati, ecc.); il Corso è rivolto anche ai funzionari dell’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che svolgono (o intendano svolgere) le verifiche fiscali nei confronti delle imprese nazionali e/o multinazionali. Il percorso formativo consente di conoscere le principali tecniche di Tax Governance finalizzate alla Tax Compliance e alla gestione dei rischi fiscali, con particolare attenzione ai rapporti con il Fisco (verifiche fiscali, accertamenti, monitoraggio, ruling, contraddittorio, ecc.). Questo tema è divenuto oggi cruciale (anche alla luce della Delega Fiscale approvata a marzo 2014 e del successivo decreto sulla certezza del diritto, approvato nel 2015) per chi si trova a gestire i rapporti con l’Amministrazione finanziaria e/o ad affrontare una verifica fiscale. In siffatto scenario, i migliori risultati (secondo l’esperienza empirica) giungono sempre da una corretta impostazione delle politiche di Tax Compliance e da una adeguata attività di prevenzione del rischio fiscale, prima ancora del contenzioso tributario. Lo scenario, dunque, è significativamente mutato rispetto a qualche anno fa in quanto oggi (e sempre più in futuro), soprattutto nelle imprese che operano con l’estero, occorre attuare politiche di prevenzione, prendendo in considerazione il contenzioso (incerto, oneroso e defatigante) solo come extrema ratio.

Questo non vuol dire rinunciare all’azione di difesa ma, al contrario, intraprendere la controversia nella maniera più efficace possibile e con i migliori presupposti in fatto e in diritto, certi di non aver lasciato nulla al caso.

Programma:

MODULO I – 23 OTTOBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Tax Planning & Tax Risk Management:
    • Il concetto di rischio fiscale ed i principi dettati dalla legge delega n. 23/2014
    • Il Tax Risk Assessment dell’Amministrazione finanziaria e l’attribuzione del Tax Risk Score
    • La Tax Compliance e i modelli di trasparenza fiscale
    • La nuova figura del Tax Risk Manager con competenze di contenzioso tributario (Tax Risk & Dispute Manager)
    • Casi e testimonianze
  • La verifica fiscale e i poteri dell’Amministrazione finanziaria:
    • La nozione di verifica
    • La classificazione delle verifiche
    • I periodi d’imposta verificabili
    • La durata della verifica
    • I poteri esercitabili nel corso della verifica
    • I diritti del Contribuente sottoposto a verifica fiscale
    • La prova legale in ambito tributario
    • Le dichiarazioni rese da terzi
    • Il contraddittorio in verifica
    • La partecipazione del Contribuente alle operazioni ispettive e il suo diritto di rilasciare osservazioni e memorie
    • La gestione delle operazioni di chiusura della verifica fiscale
    • Il processo verbale di constatazione
    • Le valutazione del PVC e le possibili azioni difensive successive
    • La verifica delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • Casi e testimonianze

MODULO II – 6 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte prima)
    • Le richieste da parte degli uffici finanziari e le sanzioni derivanti dall’inadempimento del Contribuente
    • Le metodologie di accertamento nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili
    • L’accertamento sintetico
    • L’accertamento basato sugli studi di settore
    • L’emissione dell’avviso di accertamento: modalità e presupposti

MODULO III – 13 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • L’accertamento (parte seconda)
    • Gli istituti deflattivi del contenzioso
    • L’accertamento delle operazioni aventi rilevanza internazionale (cenni e casi pratici)
    • La scelta: adesione o ricorso?
    • Casi e testimonianze

MODULO IV – 20 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Il Contenzioso:
    • Il ricorso tributario di I° e II° grado: strumenti di difesa del Contribuente sotto il profilo procedurale e nel merito
    • La mediazione-reclamo in ambito tributario
    • L’utilizzo della consulenza tecnica nel contenzioso tributario
    • La conciliazione giudiziale
    • Il ricorso per revoca
    • Il ricorso per Cassazione
    • Le ultime novità sul processo tributario telematico

MODULO V – 27 NOVEMBRE 2015 (14:00 – 18:00)

  • Case History: simulazione in aula di un processo tributario basato su un caso reale.
    • Esame e commento del pvc (con eventuale coinvolgimento dei verificatori della Guardia di Finanza presenti in aula)
    • Esame e commento dell’avviso di accertamento (con eventuale coinvolgimento dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate presenti in aula)
    • Esame e commento degli atti del processo tributario (a cura del Prof. Avv. Paolo Brecciaroli, già Giudice Tributario presso le Commissioni della Lombardia; è stato Giudice nel famoso processo tributario a carico della multinazionale “Philip Morris“, accusata di avere stabili organizzazioni occulte in Italia)

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Comando Regionale Guardia di Finanza Lombardia: Corso accreditato per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano);

 

Date degli incontri:

  • 23/10/2015 (Tax Risk Management e Verifica fiscale)
  • 06/11/2015 (Accertamento – parte prima)
  • 13/11/2015 (Accertamento – parte seconda)
  • 20/11/2015 (Contenzioso – procedura)
  • 27/11/2015 (Simulazione di un processo tributario – a cura del Giudice tributario, Avv. Paolo Brecciaroli di Milano)

Sede del Corso: MILANO, Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Referente Accademico:

  • Claudio Sacchetto, Avvocato Tributarista, Professore Emerito di Diritto Tributario dell’Università degli Studi di Torino, Membro dei Comitati Scientifici delle principali Riviste scientifiche di Diritto Tributario nazionale, europeo e internazionale, Autore di numerose pubblicazioni in materia tributaria, Docente e relatore in convegni, seminari e corsi nelle principali università e istituzioni del mondo.

Direzione Scientifica:

  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano, Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano, Autore di numerose pubblicazioni, Docente in seminari, convegni e corsi tenuti presso università italiane ed estere nonché presso le scuole di formazione dell’Amministrazione finanziaria, Direttore editoriale della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;

 

Docenti e relatori (in ordine alfabetico):

  • Paolo Brecciaroli, Avvocato Tributarista e Dottore Commercialista, già Giudice Tributario presso le Commissioni Tributarie della Lombardia, Membro della Commissione Contenzioso dell’ODCEC di Milano, Pubblicista e Docente in corsi e convegni in materia tributaria in Italia e all’Estero;
  • Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino, Autore di alcune pubblicazioni in materia tributaria su ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Serena Giglio, Avvocato Tributarista in Roma, Direttore Responsabile della Rivista online ECONOMIAeDIRITTO.it;
  • Cesare Maragoni, Colonnello t. SFP, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  • Claudio Melillo, Dottore Commercialista e Tributarista in Legnano e Milano, Esperto di Tax Risk Management, Melillo & Partners Studio Legale Tributario, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., Dottore di Ricerca in Diritto Tributario, membro della Commissione Fiscalità Internazionale dell’ODCEC di Milano;
  • Ernestina Pollarolo, Avvocato Tributarista in Alessandria e Torino, già Giudice tributario per circa 23 anni presso le Commissioni Tributarie del Piemonte;
  • Camillo Sacchetto, Avvocato in Alessandria, Docente di diritto tributario telematico dell’Università degli Studi di Torino, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano, Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D.;
  • Altri relatori provenienti dall’Agenzia delle Entrate.

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio Laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, laureati, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione del rischio fiscale e delle controversie aventi natura tributaria: dalla tax governance alle verifiche fiscali (ed eventuali indagini penal-tributarie correlate) e dagli accertamenti tributari fino al contenzioso.

Il Laboratorio ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra professionalità simili ma aventi ruoli differenti e talvolta contrapposti (es. professionisti e funzionari del Fisco). L’approfondimento delle tematiche oggetto dei singoli Moduli, infatti, è divenuta cruciale per chi si trovi ad affrontare una verifica fiscale, sia dal punto di vista della Pubblica Amministrazione che dal punto di vista del Contribuente.

Naturalmente, l’obiettivo principale del Laboratorio rimane quello di approfondire le metodologie e le tecniche difensive adottabili dal Contribuente in sede di verifica, accertamento e contenzioso, tenendo conto che i migliori risultati (secondo l’esperienza) giungono da una corretta impostazione dell’attività di difesa tributaria preventiva (i.e., Tax Risk Management) e da un utilizzo razionale ed equilibrato del contenzioso tributario (che, oggi più che mai, deve essere considerato sempre come extrema ratio, nell’interesse del Contribuente).

Contributo di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

Per associarsi al Ce.S.E.D. e avere diritto alla riduzione del 50% è sufficiente seguire le indicazioni riportate nella seguente pagina web:

https://www.economiaediritto.it/centro-studi/aderisci-al-ce-s-e-d/

COME ISCRIVERSI AL CORSO O AD UN SINGOLO MODULO?

Scarica il Modulo di iscrizione entro il 26 novembre 2015 (data dell’ultimo modulo)!

Il pagamento del contributo d’iscrizione di 150,00 euro per la partecipazione al LABORATORIO TRIBUTARIO (RIF. TR&DM) o, in alternativa, ad un singolo modulo di proprio interesse e deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso TR&DM“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al LABORATORIO DI TR&DM, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.


LABORATORIO N. 1 (concluso in data 15 ottobre 2015)

STRUMENTI OPERATIVI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI

Programma analitico

SEMINARIO N. 1: Come affrontare i mercati esteri

Obiettivi:

Le opportunità offerte dalla internazionalizzazione sono una risorsa cruciale per il raggiungimento degli obiettivi di business e per l’incremento del fatturato aziendale. Il seminario fornisce una serie di strumenti operativi per affrontare i mercati esteri in maniera efficace, aiutando l’impresa ad individuare le corrette strategie di marketing e ad orientare al meglio le proprie risorse ed investimenti.

Programma:

  • Il sistema delle strategie aziendali;
  • Strategie di sviluppo e strategie competitive;
  • I percorsi d’internazionalizzazione delle imprese;
  • Le diverse forme di internazionalizzazione;
  • Gli elementi che influenzano le strategie di sviluppo internazionale;
  • Analisi competitiva e strategie di internazionalizzazione;
  • Selezione e analisi dei mercati esteri;
  • Modalità di entrata nei mercati esteri;
  • Business planning per l’internazionalizzazione;
  • Le leve di marketing.

SEMINARIO N. 2: Come gestire l’assetto organizzativo

Obiettivi:

Nessuna impresa può fare a meno di organizzare le proprie risorse se intende raggiungere i propri obiettivi. Avviare un progetto di internazionalizzazione richiede un’attenta analisi delle funzioni e dei processi aziendali coinvolti nonché, spesso, una riorganizzazione del modello di business e una modifica della mentalità. Il seminario fornisce gli strumenti operativi indispensabili per gestire il cambiamento organizzativo e adottare una corretta struttura finanziaria in vista dei nuovi traguardi.

Programma:

  • I motivi per l’internazionalizzazione;
  • Le strategie più adatte per operare sui mercati internazionali;
  • Global niche, networking e neoregionalismo;
  • Strategie organizzative e modelli di management;
  • Scenari e variabili per la definizione delle strategie di impresa;
  • Strategia di globalizzazione e strategia (multi) domestica;
  • L’Internazionalizzazione delle imprese: il modello a stadi;
  • L’integrazione informativa a supporto della strategia di internazionalizzazione;
  • Grado e forme di internazionalizzazione;
  • Modelli di strutture per l’internazionalizzazione;
  • La produzione delocalizzata;
  • Il global sourcing e la virtual enterprise;
  • Le soluzioni organizzative per lo sviluppo internazionale;
  • Modelli organizzativi di imprese internazionali;
  • Il nuovo ruolo della Tesoreria nella strategia aziendale;
  • Un uso strategico delle risorse finanziarie per l’internazionalizzazione;
  • Il cash pooling;
  • La Payment Factory;
  • L’House Banking;
  • Analisi dei modelli operativi bancari in un contesto internazionale;
  • Overview dei servizi offerti da SACE;
  • Overview dei servizi offerti da SIMEST;
  • Cenni su altre forme di finanziamento disponibili.

SEMINARIO N. 3: I programmi europei come percorso privilegiato

Obiettivi:

Prendendo spunto dai finanziamenti a sostegno dell’internazionalizzazione offerti a livello Nazionale e Regionale, il corso fornisce una panoramica completa degli strumenti finanziari e di finanziamento dedicati dall’Unione Europea alle PMI. Il corso offre ai partecipanti una mappa esaustiva di riferimenti e strumenti che consentirà agli stessi di orientarsi in modo autonomo nella ricerca delle soluzioni più adeguate alla proprie esigenze di internazionalizzazione e ricerca di nuove opportunità.

Programma:

  • Dati di contesto: il livello di internazionalizzazione delle PMI, fattori agevolanti e barrieranti, benefici per le PMI;
  • Accenni alle opportunità, ai soggetti erogatori e alle modalità di accesso ai finanziamenti per l’internazionalizzazione a livello Nazionale e Regionale (Regione Lombardia);
  • Presentazione del Portale della Comunità Europea dedicato alle PMI;
  • Panoramica delle principali opportunità di finanziamento per le PMI europee:
    • Programmi tematici e modalità di accesso (es: COSME o HORIZON 2020);
    • Sostegni indiretti all’internazionalizzazione;
  • Servizi di supporto: agenzie europee e nazionali;
  • Case study: dall’idea allo sviluppo di progetto – comprendere l’articolazione di un bando, i formulari e i criteri di valutazione; utilizzare le banche date dei progetti e dei partner; il proprio ruolo nel progetto; strutturare il progetto in wp e deliverables; il budget; l’invio e il sistema di finanziamento e rendicontazione.

SEMINARIO N. 4: Come gestire gli aspetti legali e contrattuali

Obiettivi:

Per affrontare i mercati esteri e interagire con soggetti ubicati al di là dei confini nazionali occorre conoscere in dettaglio gli aspetti legali e contrattuali delle singole operazioni. Il seminario fornisce una serie di spunti operativi per approfondire tali aspetti e per attuare una politica di internazionalizzazione consapevole ed efficace.

Programma:

  • Mercati globali e sistemi giuridici;
  • I contratti internazionali e la legge applicabile;
  • La forma del contratto;
  • La lingua del contratto;
  • La conclusione del contratto: tempi e formalità;
  • I modi di soluzione delle controversie:
    1. l’arbitrato;
    2. la giurisdizione ordinaria;
  • Il riconoscimento delle decisioni straniere;
  • I contratti tra investitori e Stati e le problematiche connesse;

SEMINARIO N. 5: Come gestire la variabile fiscale

Obiettivi:

Nelle operazioni di internazionalizzazione la variabile fiscale rappresenta un elemento critico e, come tale, meritevole di particolare attenzione. Alla luce del quadro normativo assai complesso e mutevole, infatti, le imprese devono attuare un’attenta politica di Tax Governance e Tax Risk Management finalizzata al raggiungimento della Tax Compliance. Il seminario fornisce una serie di suggerimenti operativi per ridurre i rischi fiscali e far fronte in maniera efficace a tutte le problematiche fiscali delle operazioni aventi rilevanza internazionale.

Programma:

  • Gli indirizzi operativi dell’Amministrazione finanziaria in materia di contrasto dell’evasione ed elusione fiscale internazionale;
  • I rischi fiscali derivanti dall’internazionalizzazione;
  • La residenza fiscale (delle persone fisiche e giuridiche) e l’esterovestizione;
  • La stabile organizzazione (personale e materiale);
  • Il transfer pricing ed il concetto di “arm’s length price”;
  • I paradisi fiscali e la disciplina delle controlled foreign companies (CFC);
  • Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (Modello OCSE);
  • Le verifiche fiscali dell’Amministrazione finanziaria;
  • Base Erosion and Profit Shifting (BEPS);
  • Tax Governance e modelli di International Tax Compliance;
  • La risoluzione delle controversie internazionali (MAP, ecc.);
  • Gli aspetti penal-tributari delle operazioni internazionali.

Il programma potrebbe subire modifiche e/o integrazioni in ragione di eventuali esigenze didattiche o organizzative.

Accreditamenti ottenuti:

  • Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano: 20 Crediti Formativi Professionali (CFP) riconosciuti agli iscritti (4 CFP per ciascun modulo);
  • Guardia di Finanza: Corso accreditato dal Comando Regionale Lombardia per l’aggiornamento professionale di 10 Funzionari dei Reparti operativi (es. Nucleo di Polizia Tributaria di Milano).

 

Date degli incontri:

  • 18/09/2015, orario 14:00-18:00 (Aspetti strategici e commerciali) – Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale, Dott. Valerio Vicenzetto e Dott.ssa Anna Barbieri, MAP SpA.
  • 25/09/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti organizzativi) – Ing. Giancarlo Poggi, consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA.
  • 02/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti finanziari) – Prof. Giorgio Beltrami, docente dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
  • 09/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti contrattuali) – Avv. Anna Pozzato, civilista esperta di contrattualistica internazionale.
  • 15/10/2015 orario 14:00-18:00 (Aspetti fiscali) – Dott. Claudio Melillo, dottore commercialista, tributarista e dottore di ricerca in diritto tributario.

Ospiti: Dott. Roberto Bottiroli, consulente aziendale; Avv. Raffaele Caso, fiscalista internazionale; Avv. Sergio Sottocasa Biani (in attesa di conferma).

Sede del Corso: Via Santa Maria Valle, 3 – c/o Regus Center.

Docenti e relatori:

  1. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Legnano e Milano e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario;
  2. Giorgio Beltrami, Docente a contratto presso l’Università di Milano Bicocca;
  3. Giancarlo Poggi, Consulente aziendale, già Partner di Accenture SpA;
  4. Roberto Bottiroli, Consulente aziendale;
  5. Anna Pozzato, Avvocato civilista esperta di contratti internazionali e infragruppo;
  6. Valerio Vicenzetto, Presidente del CdA della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  7. Anna Barbieri Venturi, Responsabile commerciale della Società MAP S.p.A. (in attesa di conferma);
  8. Lidia Komjanc, Esperta in operazioni di internazionalizzazione nei Paesi balcanici (in attesa di conferma);
  9. Raffaele Caso, Avvocato Tributarista in Milano;
  10. Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
  11. Marco Cardillo, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Torino (in attesa di conferma);
  12. Sergio Sottocasa Biani, Avvocato Tributarista in Milano (in attesa di conferma).

Ulteriori informazioni:

Il presente intervento formativo, articolato in 5 incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, per un totale di 20 ore, è strutturato come un vero e proprio laboratorio (analogamente agli altri eventi formativi del Ce.S.E.D.) e mira al trasferimento di know-how da parte dei docenti e relatori nei confronti di discenti (professionisti, managers, funzionari del Fisco, imprenditori, praticanti, ecc.) interessati a conoscere strumenti e modalità operative di gestione delle operazioni di internazionalizzazione delle PMI.

Il corso ha contenuto prevalentemente pratico e costituisce un momento di crescita e di confronto costruttivo tra i docenti e i discenti, destinato a proseguire anche dopo il Corso, grazie all’attività di networking sviluppata dal Centro Studi.

Contributo (simbolico) di iscrizione: 150,00 Euro (75,00 Euro Soci Ce.S.E.D.).

PER ISCRIVERSI AL CORSO:

Scaricare il Modulo di iscrizione.

Il pagamento del contributo d’iscrizione al Corso n. 1 deve essere eseguito tramite bonifico bancario sul conto corrente intestato a “Centro Studi di Economia e Diritto” (IBAN: IT32 X031 5801 600C C102 2001 078) inserendo come causale: “Iscrizione al Corso n. 1“.

Dopo aver effettuato il bonifico è sufficiente inviare una e-mail all’indirizzo formazione@economiaediritto.it con la richiesta di partecipazione al Corso n. 1, allegando la ricevuta del bonifico bancario.

Coloro che intendono avere la riduzione del 50% sul contributo di iscrizione devono aderire al Ce.S.E.D. in qualità di Soci, seguendo le indicazioni riportate al seguente link:

DIVENTA SOCIO CESED

Gli appartenenti all’Amministrazione finanziaria (Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate) che si iscriveranno al Ce.S.E.D. come Soci Ordinari Persone Fisiche, versando la quota minima di euro 100,00, avranno diritto a partecipare gratuitamente a tutte le iniziative di Alta Formazione, sia in presenza che on line (senza alcuna limitazione).

Dal 2015 il Ce.S.E.D., in collaborazione con il Comando Regionale della Guardia di Finanza della Lombardia, offre fino a 10 posti GRATUITI per la formazione professionale di altrettanti funzionari e/o dirigenti in servizio presso i principali Reparti della Lombardia.

TAX LAB 2015

CORSI ACCREDITATI DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI DI MILANO – ANNO 2015:

Il Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D., in collaborazione con Melillo & Partners Studio Legale Tributario, avvia i “Laboratori di Economia & Diritto”, una serie di workshop formativi, a numero chiuso, pensati per stimolare l’interesse dei discenti (professionisti, imprenditori, manager, funzionari pubblici, laureati, ecc.) a partecipare a sessioni di studio fondate sull’esperienza, oltre che sulla teoria.

Durante i “Laboratori di Economia & Diritto” qualificati docenti metteranno la loro pluriennale esperienza al servizio dei partecipanti, affinché questi possano accrescere con facilità il loro bagaglio di competenze teorico-pratiche.

Nell’ambito dei “Laboratori di Economia & Diritto” rientra il Tax L@b 2015: Laboratorio di Fiscalità Internazionale, corso di alta formazione accreditato dall’ODCEC di Milano con il riconoscimento di 20 CFP, unitamente al quale, su richiesta, è possibile attivare ulteriori incontri di approfondimento in aula, orientati a rispondere a specifiche esigenze di problem solving (anche su proposta di ciascun partecipante).

  • TAX LAB 2015 (EVENTO ACCREDITATO DALL’ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI MILANO PER 20 CFP) – PROGRAMMA – BROCHURE E MODULO DI ISCRIZIONE:
    • Rappresentante del Comitato Scientifico di E&D:
      • Prof. Avv. Claudio Sacchetto (Professore emerito di Diritto Tributario dell’Università di Torino).
    • Direttore Scientifico e Coordinatore del Corso:
      • Dott. Claudio Melillo, Dottore Commercialista in Milano (www.melilloandpartners.it) e Dottore di Ricerca in Diritto Tributario presso la Seconda Università di Napoli (www.claudiomelillo.it).
    • Relatori e Ospiti:
      • Dott. Luigi Busoni, Tax Manager Gruppo IKEA Italia;
      • Dott. Gianluca D’Aula, Tax Manager Gruppo ILLY Caffè (in attesa di conferma);
      • Avv. Sergio Sottocasa Biani, Tributarista in Milano;
      • Dott. Alessio Rombolotti, Analista di transfer pricing, Melillo & Partners Studio Legale Tributario;
      • Avv. Massimiliano Sammarco, Tributarista in Roma;
      • Dott. Marco Cardillo, Funzionario tributario presso l’Agenzia delle Entrate (in attesa di conferma);
      • Col. t. SFP Cesare Maragoni, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia;
      • Avv. Serena Giglio, Tributarista in Roma, Direttore Responsabile di ECONOMIAeDIRITTO.it;
      • Avv. Claudia Marinozzi, Tributarista in Milano, (in attesa di conferma).

gli eventi sono organizzati in collaborazione con:

La sede dei corsi per i Professionisti è Milano, Via Santa Maria Valle 3. I posti disponibili sono 65.

Tutti gli eventi sono stati accreditati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. Ai partecipanti verrà rilasciato apposito attestato ai fini del riconoscimento dei CFP.

La sede dei Corsi è Milano, Via Santa Maria Valle, 3.

Informazioni e prenotazioni:

Melillo & Partners Studio Legale Tributario

Via Santa Maria Valle, 3 – 20123 MILANO

Telefono: (+39) 02 00681087

E-mail: formazionecontinua@economiaediritto.it

ALTRI EVENTI SVOLTI NEL 2015:

  1. Arriva il Tax Risk Manager in azienda_Worskshop del 7 maggio 2015
  2. Digital innovation Social Communication_Workshop del 3 giugno 2015

*****

Sei interessato a sponsorizzare i nostri eventi formativi?

A fronte di un contributo a copertura parziale degli oneri organizzativi, Ti offriamo la possibilità di partecipare come relatore ad uno o più eventi nonché di effettuare uno speech di presentazione della Tua organizzazione e di esporre materiale promozionale durante gli eventi.

Per i dettagli contattaci all’indirizzo partnership@economiaediritto.it.

Finanziamenti

FONDI EUROPEI GESTITI DIRETTAMENTE DALL’EUROPA

> Ambiente, Azione per il Clima, Green economy (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Progettazione, pianificazione e conduzione di una valutazione delle esercitazioni per i moduli della protezione civile, le équipe di assistenza tecnica e di sostegno e le équipe della protezione civile dell’Unione europa (ECHO/B1/SER/2014/09).

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW.

Call for application – Presentazione candidature: Premio europeo Natura 2000

  • Scadenza 21 gennaio 2015

> Audiovisivi, Cinema, Media (9)

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di pacchetti di progetti (slate funding) (EACEA 18/2014)

  • Scadenza 5 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sostegno allo sviluppo di singoli progetti (EACEA 17/2014)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla programmazione televisiva di opere audiovisive europee (EACEA 24/2014)

  • Scadenze 13 gennaio 2015; 28 maggio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Invito a presentare le proposte. Sostegno all’accesso ai mercati (EAC/S29/2014)

  • Scadenza 22 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Agenti di vendita (EAC/S21/2013)

  • Scadenza 1 marzo 2016 (Reinvestimenti)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Sostegno alla distribuzione di film europei non nazionali – Sistema Cinema Automatic (EAC/S28/2013)

  • Scadenza 31 luglio 2015 (Reinvestimenti)

Eurimages: Fondo del Consiglio d’Europa a sostegno della coproduzione, distribuzione, sfruttamento e digitalizzazione di opere cinematografiche europee

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno alla distribuzione transnazionale dei film europei – Sistema di sostegno «agente di vendita» 2013 (EACEA/07/13)

  • Scadenza 2 marzo 2015 (reinvestimento fondo potenziale)

> Cooperazione con Paesi terzi (9)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Assistenza tecnica per l’integrazione della sostenibilità ambientale, compresi la biodiversità, il cambiamento climatico e la riduzione del rischio di catastrofi (EuropeAid/136473/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 19 febbraio 2015 NEW

Call for proposals – Sovvenzione: Verso un futuro libero dalla violenza domestica nei Paesi dei Caraibi orientali e Barbados (EuropeAid/136243/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di assistenza tecnica internazionale per il progetto ADESEP (EuropeAid/136417/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di un Meccanismo europeo per i difensori dei diritti umani (EuropeAid/136316/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 12 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno agli attori regionali impegnati nella tutela dei diritti umani negli Stati africani (EuropeAid/136394/DD/OPR/OUA)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Switch Asia II – Promozione di modelli e abitudini di consumo e di produzione sostenibili (EuropeAid/136362/DH/ACT/Multi)

  • Scadenza 9 febbraio 2015

Call for proposals – Sovvenzione: Rinforzare il ruolo della società civile nella promozione dei diritti dell’uomo e delle riforme democratiche – Algeria (EuropeAid/136240/DD/ACT/DZ)

  • Scadenza 25 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Supporto tecnico all’attuazione e alla gestione di programmi di cooperazione transfrontaliera dello strumento europeo di vicinato (EuropeAid/136274/DH/SER/Multi)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Bando Twinning in Internet. “Rafforzare le capacità dei servizi dell’Infrastruttura Nazionale di Qualità (INQ) e la Valutazione di Qualità (VQ) nella Repubblica di Serbia (EuropeAid/136447/IH/ACT/RS)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

> Cultura, Turismo, Cittadinanza (7)

Call for Application – Presentazione candidature: Designazione della Capitale europea della cultura per il 2021 (EAC/A03/2014)

  • Scadenza 23 ottobre 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

Call for Application – Presentazione candidature: Premio europeo Carlo Magno della gioventù 2015

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Supporto alle piattaforme europee (EACEA 47/2014)

  • Scadenza 25 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Cultura. Progetti di traduzione letteraria (EACEA 46/2014)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Premio Internazionale sull’Innovazione Culturale

  • Scadenza 5 febbraio 2015

> Energia, Efficienza energetica, Energie rinnovabili, Reti Trans-europee TEN-E (1)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno alle attività principali della piattaforma tecnologica europea sul riscaldamento e il raffreddamento rinnovabili (PP-2041/2014)

  • Scadenza 2 marzo 2015 NEW

> Giustizia, Sicurezza, Lotta alla violenza, Lotta alla droga, Diritti, Immigrazione (15)

Call for Proposals – Sovvenzione: Sostegno a progetti che promuovono l’indipendenza economica paritaria tra donne e uomini (JUST/2014/RGEN/AG/GEND)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Contratto quadro per servizi tecnici e di supporto nel settore della sicurezza legata agli eventi chimici, biologici, radiologici/nucleari ed esplosivi (CBRNE) (HOME/2014/ISFP/PR/CBRN/0025)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Crimini finanziari ed economici, corruzione e crimini ambientali (HOME/2014/ISFP/AG/EFCE)

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Prevenzione della radicalizzazione, del terrorismo e dell’estremismo violento (HOME/2014/ISFP/AG/RADX)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Azioni di finanziamento volte a sostenere progetti transnazionali nell’ambito delle politiche comunitarie sulle droghe (JUST/2014/JDRU/AG/DRUG)

  • Scadenza 20 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Sviluppo di una piattaforma digitale per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili (MGF) (JUST/2014/RPPI/AG/FGMU)

  • Scadenza 8 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Daphne – Progetti nazionali o transnazionali per il sostegno alle vittime di violenza e di reato (JUST/2014/SPOB/AG/VICT)

  • Scadenza 10 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Daphne – Progetti transnazionali legati ai bambini vittime del bullismo (JUST/2014/RDAP/AG/BULL)

  • Scadenza 10 marzo 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Lotta contro la criminalità informatica e gli abusi sessuali su minori (HOME/2014/ISFP/AG/CYBR)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Scambio di informazioni ai fini dell’applicazione della legge (HOME/2014/ISFP/AG/LAWX)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Azioni di sostegno ai progetti nazionali e internazionali volti a promuovere la cittadinanza dell’Unione Europea (JUST/2014/RCIT/AG/CITI)

  • Scadenza 4 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti internazionali per rafforzare la capacità dei professionisti che operano nella tutela dei diritti minorili (JUST/2014/RCHI/AG/PROF)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Imprese, PMI, Industria, Competitività, Start-up, Reti e cluster (20)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Promozione delle competenze di «e-leadership» in Europa (EASME/COSME/2014/013)

  • Scadenza 18 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo all’eventuale duplice uso delle tecnologie abilitanti fondamentali (EASME/COSME/2014/019)

  • Scadenza 16 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sviluppo e attuazione di un quadro europeo per la professione nel settore delle TIC (EASME/COSME/2014/012)

  • Scadenza 11 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’adeguatezza della regolamentazione del quadro legislativo che disciplina la gestione dei rischi delle sostanze chimiche (escluse procedure REACH), in particolare il regolamento CLP e la legislazione pertinente (375/PP/ENT/IMA/14/11917)

  • Scadenza 6 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio relativo alla fattibilità di alternative ai rating del credito e allo stato del mercato dei rating del credito (MARKT/2014/257/F)

  • Scadenza 25 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno della cooperazione internazionale tra le reti di imprese e di cluster attraverso l’ulteriore sviluppo della piattaforma europea di collaborazione tra cluster (EASME/COSME/2014/023)

  • Scadenza 13 febbraio 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di Servizi: Organizzazione di eventi tra paesi terzi e Unione europea durante l’esposizione universale di Milano 2015 (424/PP/ENT/SME/14/F/S608)

  • Scadenza 19 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Settore europeo delle calzature: oltre la moda – Campagna di sensibilizzazione (EASME/COSME/2014/021)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call fo Proposals – Sovvenzione: Enterprise Europe Network – secondo bando (COS-EEN-2014-2-04)

  • Scadenza 29 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Quadro di valutazione relativo all’attrattività degli investimenti esteri diretti (IED) — studio in particolare sugli investimenti internazionali e sulla competitività per migliorare le catene di approvvigionamento transfrontaliere/intrafrontaliere nell’UE (EASME/EASME/COSME/2014/016)

  • Scadenza 28 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prove interlaboratorio di fibre tessili, compresi test e servizi connessi per l’analisi tecnica della fibra «poliacrilato» (423/PP/ENT/IMA/14/1131)

  • Scadenza 12 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio per l’assistenza tecnica concernente la progettazione ecocompatibile per il gruppo di prodotti DG ENTR lotto 9 (419/PP/ENT/IMA/14/11931A)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle miscele di detergenti pericolose contenute in imballaggi solubili monouso (406/PP/ENT/IMA/14/119429)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Programma COSME. Analisi dei fattori guida, degli ostacoli e dei fattori di disponibilità delle imprese dell’Unione europea per l’adozione di prodotti e tecnologie di fabbricazione avanzata (EASME/COSME/2014/014)

  • Scadenza 14 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Facilitare l’accesso al regolamento per Sistemi Aerei leggeri Pilotati Remotamente (COS-RPAS-2014-2-03)

  • Scadenza 18 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Prestazione di servizi di valutazione alla Commissione europea nel settore del commercio (TRADE/2014/01/01)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di sostegno per il controllo dell’adeguatezza nel settore dell’edilizia (408/PP/ENT/SME/14/A/N307C)

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020, Strumento PMI (SME Instrument)

  • Fase I, Scadenze: 18 marzo 2015; 17 giugno 2015; 17 settembre 2015; 16 dicembre 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Facilitare i flussi turistici transnazionali per gli anziani e i giovani nella bassa e media stagione (COS-TFLOWS-2014-3-15)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

> Istruzione, Formazione, Giovani, Sport (5)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+, Azione chiave 3: Supporto per la riforma delle politiche — Iniziative per l’innovazione delle politiche. Sperimentazione delle politiche nel settore dell’educazione scolastica (EACEA/30/2014)

  • Scadenza 20 marzo 2015 Pre-proposte (eForm) NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Erasmus+. Azione chiave 3: Sostegno alle riforme delle politiche — Iniziative emergenti. Progetti europei di cooperazione lungimiranti nei settori dell’istruzione, della formazione e della gioventù (EACEA/33/2014)

  • Scadenza 24 febbraio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulla comparabilità delle prove linguistiche in Europa (EAC/45/2014)

  • Scadenza 21 gennaio 2015

Premio per la scuola 2014/2015: Inventiamo una banconota. Per le scuole primarie, secondarie di primo e di secondo grado

  • Scadenza 2 marzo 2015: termine per la presentazione dei progetti

 

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Erasmus+. Invito a presentare proposte 2015 (EAC/A04/2014)

  • Azione chiave 1, Scadenze: 4 febbraio 2015; 4 marzo 2015; 30 aprile 2015; 1 ottobre 2015; 4 marzo 2015; 3 aprile 2015

> Pesca, Ricerca marina e marittima (6)

Call for Proposals – Sovvenzione: Migliorare l’interoperabilità negli Stati membri per rafforzare la condivisione di informazioni nell’ambito della sorveglianza marittima (MARE/2014/26)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sulle migliori pratiche internazionali per la pianificazione dello spazio marittimo transfrontaliero (MARE/2014/40)

  • Scadenza 31 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Networking a sostegno della rete delle zone di pesca europee 2014–2020 — Unità di sostegno FARNET (MARE/2014/29)

  • Scadenza 9 febbraio 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Rafforzare la cooperazione regionale nella raccolta di dati nel settore della pesca (MARE/2014/19)

  • Scadenza 15 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Appalto per la prestazione di servizi a sostegno del monitoraggio e della valutazione della pesca e dell’acquacoltura nell’ambito di EMFF 2014–2020 — FAME (MARE/2014/02)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Guardiani del mare (MARE/2014/24)

  • Scadenza 9 gennaio 2015

> Politica regionale e urbana (1)

Call for application – Presentazione candidature: Regiostars 2015 – Premio per i progetti europei più interessanti e innovativi nel contesto dello sviluppo regionale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Protezione sociale, Lavoro e Mobilità, Integrazione, Cittadinanza (3)

Call for Proposals – Sovvenzione: Creazione di una rete sulla qualità e sui costi/benefici nell’assistenza a lungo termine e nella prevenzione della dipendenza (VP/2014/010)

  • Scadenza 31 marzo 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Sostegno a favore dell’istituzione di una «piattaforma a livello UE per agevolare la costituzione di un partenariato transnazionale, scambio di esperienze, sviluppo delle capacità e networking, e capitalizzazione e diffusione dei risultati pertinenti» (VT/2014/011)

  • Scadenza 5 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Programma Europa per i Cittadini. Asse 1 – Memoria Europea. Asse 2 – Impegno democratico e partecipazione civica (Gemellaggi di città, Reti di città, Progetti della società civile)

  • Scadenza 2 marzo 2015

> Reti di comunicazione, Internet, Information Technology (2)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Servizi di gestione di media online e social media (4 lotti) (COMM/DG/AWD/2014/389)

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: FIWARE Accelerator Programme – Settore Smart cities.Inviti a presentare proposte SOUL-FI (Startups Optimizing Urban Life with Future Internet)

  • Scadenza 26 giugno 2015

> Ricerca e Innovazione (20)

Call for Proposals – Sovvenzione: Programma Eurostars a supporto dei progetti di ricerca delle PMI che sviluppano prodotti, processi e servizi innovativi per guadagnare vantaggio competitivo a livello internazionale

  • Scadenza 5 marzo 2015 NEW

Call for Proposals – Sovvenzioni: EraNetMed – Invito a presentare proposte di ricerca sulle Energie Rinnovabili, le Risorse idriche e le connessioni tra loro per la Regione del Mediterraneo. Energie rinnovabili ed efficienza energetica (JC-ENERGY-2014); gestione delle risorse idriche (JC-WATER-2014); nesso energia-acqua (JC-NEXUS-2014)

  • Scadenza 2 febbraio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Progetti EuroTransBio per progetti di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale caratterizzati da eccellenza e innovatività

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: CHIST-ERA. Invito a presentare proposte per progetti di ricerca 2014

  • Scadenza 13 gennaio 2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Azioni trasversali. Programma Scienza con e per la società

  • Scadenza 16 settembre 2015: H2020-GARRI-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Tecnologie emergenti e future (FET)

  • Scadenza 25 novembre 2014: H2020-FETHPC-2014

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali)

  • Scadenza 14 gennaio 2015: H2020-EINFRA-2015-1

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Azioni Marie Sklodowska Curie per competenze, formazione e sviluppo della carriera (MSCA)

  • Scadenza 13 gennaio 2015: H2020-MSCA-ITN-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Eccellenza Scientifica. Programma Consiglio Europeo per la Ricerca (CER)

  • Scadenza 5 febbraio 2015: ERC-2015-PoC

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Innovazione nelle PMI

  • Scadenza 16 dicembre 2015: H2020-SMEINST-2-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Accesso alla Finanza di Rischio

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 Pilastro Leadership Industriale. Programma Tecnologia Spaziale

  • 17 novembre 2014: H2020-PROTEC-2015

Call for Proposals – Sovvenzioni: Horizon2020 – Pilastro Leadership Industriale. Programma Nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie e manifattura e processi avanzati

  • Scadenza 09 dicembre 2014: H2020-EeB-2015
  • 09 dicembre 2014: H2020-FoF-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società sicure

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-DS-2015-1 NEW

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Società inclusive, innovative e riflessive

  • Scadenza 28 maggio 2015: H2020-INT-INCO-2015
  • 28 maggio 2015: H2020-INT-SOCIETY-2015

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime

  • Scadenza 21 aprile 2015: H2020-SC5-2015-one-stage

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Trasporti intelligenti, verdi e integrati

  • Scadenza 15 ottobre 2015: H2020-GV-2015

Call for Proposals – Sovvezione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Energia sicura, pulita ed efficiente

  • Scadenze
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-1
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-2
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-3
    • 3 marzo 2015: H2020-LCE-2015-4

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon2020 – Pilastro Sfide per la Società. Programma Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia

  • Scadenze varie

Call for Proposals – Sovvenzione: Horizon 2020 – Pilastro Sfide per la società. Programma Salute, cambiamento demografico e benessere

  • Scadenze varie

> Trasporti e Mobilità, Reti trans-europee TEN-T (3)

Call for Tenders – Appalto di servizi: Gestione dell’Osservatorio europeo per i carburanti alternativi (MOVE/C1/2014-797/2015-67)

  • Scadenza 12 marzo 2015 NEW

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio di valutazione sull’applicazione della direttiva 2011/82/UE intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale

  • Scadenza 12 gennaio 2015

Call for Tenders – Appalto di servizi: Studio sull’autorizzazione e sulla promozione della preparazione dei progetti principali della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), in particolare dei progetti riguardanti le vie d’acqua e dei progetti transfrontalieri (MOVE/B3/2014-751)

  • Scadenza 11 febbraio 2015

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FONDI EUROPEI GESTITI DALLE REGIONI ITALIANE

E FONDI NAZIONALI/REGIONALI

 

> Fondazione Unipolis – Progetti d’innovazione culturale e sociale (1)

Bando della Fondazione Unipolis: Culturability – spazi d’innovazione sociale

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) (3)

Bando Smart&Start Italia: Sostegno alla nascita e alla crescita delle start-up innovative in tutto il territorio nazionale

  • Domande a partire dal 16 febbraio 2015

Bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli

  • Scadenza fino ad esaurimento delle risorse

MISE: Strumento agevolativo beni strumentali (“Nuova Sabatini”)

  • Aperto

> Regione Campania (1)

Avviso pubblico – Bando ‘Sportello per l’innovazione’. Interventi a favore delle PMI e degli organismi di ricerca.

  • Procedura a sportello

> Regione Emilia Romagna (4)

Bando Start up innovative 2014, per piccole imprese costituite dopo l’1 gennaio 2011

  • Scadenza 31 marzo 2015

Ingenium Emilia-Romagna II – Il fondo di investimento per le imprese innovative. Por Fesr 2007-2013, Asse 2, Attività II.1.3 – Fondo di capitale di rischio per le piccole e medie imprese innovative

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Fondo rotativo di finanza agevolata per la green economy: Programma Por Fesr 2007-2013, Asse 3 Qualificazione energetico ambientale e sviluppo sostenibile – Agevolazioni per piccole e medie imprese

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Avviso pubblico: Riconoscimento danni e concessione contributi in relazione a eventi alluvionali e trombe d’aria. Concessione di contributi alle imprese interessate

  • Scadenza 28 febbraio 2015

> Regione Lazio (11)

Fondo per il Microcredito (L.R. 10/06)

  • aperto

Fondo di Garanzia CCIAA di Roma

  • aperto

FONDO POR I.3 Lazio – Interventi nel capitale di rischio delle imprese. Bando per PMI industriali o di servizi che vogliono avviare programmi di sviluppo tecnologico e innovativo

  • Scadenza 15 maggio 2015 (per le PMI)

Fondo di Garanzia a favore delle PMI interessate dai Programmi Locali di Sviluppo Urbano (P.L.U.S.)

  • aperto

Fondo di Garanzia Spettacolo, Cultura, Editoria e Sport

  • aperto

Fondo per la nascita e lo sviluppo di Start-up innovative sul territorio del Lazio (art. 6 L.R. 13/2013)

  • dal 20 novembre 2014 fino ad esaurimento delle risorse disponibili

Avviso pubblico per la presentazione di progetti coerenti con il tema di EXPO MILANO 2015 ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’

  • a partire dalle ore 9.00 del 10 novembre 2014 e per i successivi 30 giorni

Bando POR FESR Lazio 2007- 2013: Horizon2020 Misure per favorire l’accesso ai Programmi dell’Unione Europea per il finanziamento della ricerca, dell’innovazione e della competitività

  • Scadenza 31 gennaio 2015

Bando Accesso al credito Lazio – Far crescere il patrimonio delle piccole e medie imprese

  • bando di prossima apertura

Bando Innovazione e Reti d’impresa Lazio – Fondo ‘Capitale di rischio’. Una partnership pubblico-privato per le imprese innovative

  • 15 maggio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

Bando Start up Lazio. Fondo per prestiti partecipativi alle start up

  • 31 gennaio 2015 o fino a esaurimento delle risorse

> Regione Lombardia (6)

Avviso Pubblico per la selezione di progetti pilota finalizzati alla prevenzione e alla lotta contro la dispersione scolastica

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando ricerca e innovazione e contributi per i processi di brevettazione. Edizione 2014

  • Scadenza 25 marzo 2015

Bando per individuare le migliori start up lombarde nei settori collegati al tema EXPO ‘Feeding the planet, Energy for life’ (Start up per Expo)

  • Scadenza 16 gennaio 2015

Bando Lombardia Concreta – Contributi al credito per le imprese del turismo e dell’accoglienza

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Bando voucher per l’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde 2014

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Avviso pubblico: Azioni di rete per il lavoro, rivolte a gruppi di lavoratori coinvolti in processi di crisi o in cerca di occupazione

  • Scadenza 31 dicembre 2015

> Regione Marche (2)

Avviso pubblico: Sostegno a progetti integrati di sviluppo delle PMI in fase di ricambio generazionale

  • Bando a sportello

Bando Regione Marche: Fondo di Ingegneria Finanziaria della Regione Marche – “Concessione di un Finanziamento agevolato per le Imprese del Comparto Culturale della Regione Marche”

  • Fino ad esaurimento delle risorse finanziarie

> Regione Piemonte (9)

Contributi per l’acquisto, installazione ed attivazione di parabole e modem per la connessione ad internet via satellite, in zone rurali

  • Bando a sportello

Agevolazioni agli investimenti innovativi delle Piccole e Medie Imprese per impianti di proiezione cinematografica digitale: impianti digitali, reti, audio e risparmio energetico

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le PMI a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione,la sostenibilità ambientale e la sicurezza nei luoghi di lavoro – Edizione 2014 (Bando Pmi 2014)

  • Bando a sportello

Strumenti finanziari a sostegno delle nuove imprese nate dai servizi forniti dagli sportelli provinciali per la creazione d’impresa (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Agevolazioni per le micro e le piccole imprese a sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione dei processi produttivi – Edizione 2014 (Bando Micro 2014)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo del “lavoro autonomo” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Interventi per la nascita e lo sviluppo di “creazione d’impresa” (art. 42. l.r. 34/2008 e s.m.i.)

  • Bando a sportello

Bando regionale per la realizzazione di interventi volti a promuovere l’occupabilità di cittadini di paesi terzi in condizione di disagio occupazionale

  • Bando a sportello

Accesso alle agevolazioni per studi di fattibilità tecnica preliminari ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale riservate ai soggetti aggregati ai Poli di Innovazione – Bando Studi di fattibilità 2014

  • Scadenza 27 febbraio 2015

> Regione Puglia (1)

Avviso per la presentazione delle istanze di finanziamento per la realizzazione di progetti di promozione internazionale, volti alla penetrazione commerciale ed alla collaborazione industriale, a favore delle reti per ’internazionalizzazione, costituite da P.M.I. pugliesi

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Sardegna (5)

Avviso pubblico: Servizi per l’innovazione. Sostegno alla realizzazione di idee e progetti di innovazione delle imprese

  • Scadenza 30 novembre 2015

IV Avviso per la selezione di progetti da ammettere al finanziamento del “fondo microcredito FSE”. POR FSE 2007-2013 Asse II occupabilità. Asse III inclusione sociale

  • Fino ad esaurimento delle risorse

Borse “Generazione Faber” – Secondo bando per l’assegnazione di borse di sperimentazione da spendere presso il FabLab di Sardegna Ricerche

  • fino ad esaurimento della dotazione finanziaria

Avviso Pubblico: Servizi ICT per il turismo. Bando per la presentazione delle domande di aiuti

  • Scadenza 31 marzo 2015

Bando Pubblico “Microincentivi per l’innovazione e la fabbricazione digitale”. Incentivi per la competitività delle piccole e medie imprese

  • Scadenza 31 gennaio 2015

> Regione Toscana (7)

Fondo di Garanzia per i giovani professionisti e le professioni

  • aperto (data inizio presentazione: 15 novembre 2014)

Bando FAS SALUTE 2014 – Sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca in materia di qualità della vita, la salute dell’uomo, biomedicale, l’inustria dei farmaci innovativi

  • Scadenza 30 gennaio 2015

Bando FAR-FAS 2014 per il finanziamento di progetti di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati congiuntamente da imprese e organismi di ricerca in materia di nuove tecnologie del settore energetico, fotonica, ICT, robotica e altre tecnologie abilitanti connesse

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Fondo di Garanzia, Sezione 3 – Sostegno all’imprenditoria giovanile, femminile e dei lavoratori già destinatari di ammortizzatori sociali” (L.R. 21/2008)

  • aperto

Bando FAR-FAS 2014: Nuove tecnologie del settore energetico, con particolare riferimento al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili

  • Scadenza 23 gennaio 2015

Bando contenente le disposizioni tecniche e procedurali per l’attuazione della Misura C.2.2. “Sostegno alle attività di valorizzazione dell’ambiente e della fauna di interesse regionale” Azione a) “iniziative e attività di monitoraggio faunistico di interesse regionale in materia faunistico venatoria”

  • ventesimo giorno dalla pubblicazione sul B.U.R.T. n.41 parte III del 15 ottobre

Avviso pubblico per la concessione di incentivi a favore delle imprese di informazione (sostegno alle assunzioni)

  • Fino ad esaurimento delle risorse

> Regione Umbria (1)

Bando per il finanziamento di interventi volti all’innalzamento degli standard di qualità, nella ricettività alberghiera, extralberghiera e all’aria aperta

  • Scadenza 11 febbraio 2015

> Regione Veneto (3)

Bando Mettiti in moto! Neet vs Yeet – Le opportunità per i giovani in Veneto

  • Scadenza 30 giugno 2015

Bando per la concessione di contributi alle PMI per l’accesso ai servizi digitali in modalità cloud computing. POR 2007-2013 Parte FESR, Asse 4 – Linea di intervento 4.1. – Azione 4.1.3.

  • Scadenza 31 dicembre 2015

Avviso pubblico: Programma Operativo Regionale 2007-2013, Parte FESR. Asse 2. Energia – Linea di intervento 2.1. “Produzione di energia da08/01/2015 fondi rinnovabili ed efficienza energetica”. Azione 2.1.3 – Fondo di rotazione e contributi in conto capitale per investimenti realizzati da PMI e finalizzati al contenimento dei consumi energetici

  • Scadenza 30 giugno 2015

Con l’ordinanza interlocutoria n. 31960 del 5 novembre 2021 la Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione attinente l’obbligo di motivazione della cartella di pagamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), relativamente agli interessi richiesti per ritardato pagamento di tributi.

Commissione Tributaria Provinciale di Milano sentenza n. 4296 del 16 novembre 2021

 “La presente controversia riguarda la concessione di contributi e sovvenzioni pubbliche e, di conseguenza, non rientra nemmeno in senso lato nella materia fiscale. Del resto è pacifico che il ristoro Covid non abbia natura tributaria. Anzitutto va evidenziato che non si tratta di un contributo dovuto dal cittadino allo Stato bensì, al contrario, di un contributo dovuto dallo Stato al cittadino, ricorrendo certi presupposti. Tale considerazione basta e avanza per escludere la natura tributaria del contributo in questione. Peraltro una diversa lettura dell’istituto, in senso conforme ai principi costituzionali, non pare possibile neppure ricorrendo ai più sofisticati funambolici sofismi. Irrilevante, e non valorizzabile ai fini dell’individuazione della natura tributaria del rapporto, è dunque il fatto che a provvedere all’elargizione del contributo ovvero al suo recupero sia l’Agenzia delle Entrate la quale, nella specie, si limita a erogare il contributo, ovvero a negarlo, ovvero ancora a recuperare quello indebitamente percetto, non ad accertare materia imponibile, tanto più che il contributo in questione viene espressamente qualificato come escluso dalla base imponibile dei redditi soggetti ad imposizione diretta. L’Agenzia delle Entrate funziona pertanto quale mero ufficiale pagatore del contributo, come controllore dell’esatta e corretta istanza del cittadino avente diritto, e quale addetto al recupero dell’indebito. Il mero affidamento all’Agenzia delle Entrate di dette funzioni non può quindi snaturare le caratteristiche del contributo che ha natura di diritto soggettivo del cittadino, oggetto pertanto della giurisdizione ordinaria, men che meno di quella tributaria […]. La riproposizione della domanda davanti al giudice competente potrà avvenire nelle forme, nei modi e nei tempi indicati dall’art. 59 della Legge 18/06/2009, n. 69, ove ancora vigente. L’opinabilità e la novità della controversia, nonché motivi di equità impongono l’integrale compensazione delle spese di giudizio. La Commissione declina la propria giurisdizione, in favore dell’A.G.O. Spese compensate”.

Corte di Cassazione ordinanza n. 31626 del 4 novembre 2021

 “Il modulo RW è una parte della dichiarazione dei redditi ai fini Irpef, ed ivi deve essere indicata, tra l’altro, la somma dei trasferimenti di capitali effettuati all’estero nell’anno di imposta. Se la dichiarazione dei redditi della persona è stata presentata, peraltro completa nelle sue ulteriori parti, ma con omessa compilazione di un quadro o modulo, non ricorre l’ipotesi dell’omessa presentazione della dichiarazione, ed è consentito al contribuente proporre una dichiarazione integrativa.Inoltre, è stato già espresso dalla Suprema Corte, anche se in relazione a tributo diverso, l’estensibile principio secondo cui la dichiarazione dei redditi “avendo natura di mera esternazione di scienza e di giudizio, può essere emendata (o ritrattata) dal contribuente, se frutto di errore, con effetti, però, diversi, a seconda che la modifica abbia luogo prima della notificazione dell’avviso di liquidazione della maggiore imposta ovvero successivamente alla stessa: nel primo caso, infatti, l’Ufficio è tenuto a rispettare le risultanze della correzione, fermo restando l’esercizio dei suoi poteri in ordine ai valori emendati”, Cass. sez. V, 10.02.2010, n. 2926. Nel caso di specie la dichiarazione integrativa di rettifica era stata pacificamente comunicata dal contribuente prima della notificazione dell’atto impositivo. Completezza suggerisce peraltro di ricordare che quanto osservato, naturalmente, trova applicazione qualora non sussista una specifica disciplina normativa delle conseguenze della tardiva dichiarazione”.


CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 25 novembre 2021, n. C-334/20

“L’articolo 168, lettera a), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretato nel senso che un soggetto passivo può detrarre l’imposta sul valore aggiunto (IVA) assolta a monte per servizi pubblicitari ove una siffatta prestazione di servizi costituisca un’operazione soggetta all’IVA, ai sensi dell’articolo 2 della direttiva 2006/112, e ove essa presenti un nesso diretto e immediato con una o più operazioni imponibili a valle o con il complesso delle attività economiche del soggetto passivo, a titolo di sue spese generali, senza che sia necessario prendere in considerazione la circostanza che il prezzo fatturato per i suddetti servizi sia eccessivo rispetto a un valore di riferimento definito dall’amministrazione finanziaria nazionale o che tali servizi non abbiano dato luogo a un aumento del fatturato di detto soggetto passivo”.

(Rassegna a cura di Michele Vanadia)


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani – Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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I patti parasociali sono contratti che si caratterizzano per porsi a fianco del contratto di società e sono disciplinati dagli artt. 2341 bis e 2341 ter c.c.. Detti accordi sono disciplinati all’interno del Titolo quinto del Libro quinto del Codice Civile in materia di S.p.a. ma è pacifico che questi possano essere adottati da tutte le altre tipologie societarie.

L’art. 2341 bis, al primo comma lett. a) c.c., stabilisce che i patti devono avere per oggetto l’esercizio del diritto di voto, il quale pertanto perde la sua caratteristica di assoluta libertà. Lo scopo di tali patti è quello di regolare il comportamento dei soci all’interno della società: si tratta di contratti con cui due o più soci assumono impegni reciproci riguardo all’esercizio dei diritti connessi alla partecipazione societaria posseduta da ciascuno.

Art. 2341 bis
I patti, in qualunque forma stipulati, che al fine di stabilizzare gli assetti proprietari o il governo della società:

  1. a) hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle società per azioni o nelle società che le controllano [1]
  2. b) pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o delle partecipazioni in società che le controllano [2];
  3. c) hanno per oggetto o per effetto l’esercizio anche congiunto di un’influenza dominante su tali società [3], non possono avere durata superiore a cinque anni e si intendono stipulati per questa durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore; i patti sono rinnovabili alla scadenza.

Qualora il patto non preveda un termine di durata, ciascun contraente ha diritto di recedere con un preavviso di centottanta giorni.

Art. 2341 ter
Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio i patti parasociali devono essere comunicati alla società e dichiarati in apertura di ogni assemblea. La dichiarazione deve essere trascritta nel verbale e questo deve essere depositato presso l’ufficio del registro delle imprese.

In caso di mancanza della dichiarazione prevista dal comma precedente i possessori delle azioni cui si riferisce il patto parasociale non possono esercitare il diritto di voto e le deliberazioni assembleari adottate con il loro voto determinante sono impugnabili a norma dell’articolo 2377.

Stando al dato letterale delle disposizioni sopra riportate, i patti parasociali servono quindi a stabilire gli assetti proprietari o di governo della società e hanno per oggetto l’esercizio del diritto di voto da parte dei soci sottoscrittori, pongono un limite al trasferimento delle azioni o delle partecipazioni e stabiliscono chi decide nella società.

A titolo esemplificativo, se due soci detengono ognuno il 30% delle azioni societarie e decidono di stipulare un patto parasociale, di fatto controllano la società (dal momento che, nel complesso, detengono il 60% delle azioni, superando la percentuale discriminante del 50% +1). I patti parasociali non possono avere durata superiore ai cinque anni, ma è possibile rinnovarli; tuttavia, qualora non sia stato fissato un termine di durata, un contraente può recedere con preavviso di 180 giorni.
All’art. 2341 ter, invece, viene indicata la disciplina di tali patti all’interno delle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, e quindi quotate in Borsa. In questa casistica, i patti parasociali devono essere comunicati alla società e dichiarati in apertura di ogni assemblea.

A differenza delle clausole dell’atto costitutivo, i patti parasociali hanno efficacia meramente obbligatoria, vincolando solamente i soci che li sottoscrivono e non i futuri acquirenti o sottoscrittori di azioni di nuova emissione. Nelle società non quotate, i patti parasociali valgono solo per i contraenti e non per chi eventualmente subentra nella società.

 

Le tipologie di patti parasociali

Sempre in riferimento all’art. 2341 bis, occorre soffermarsi sulle tre tipologie tipiche di patti parasociali, cioè i sindacati (o convenzioni) di voto, di blocco e di controllo.

I sindacati di voto regolano l’esercizio del diritto di voto in assemblea, e possono derivare:

  • dall’accordo tra più azionisti, che si impegnano a votare nello stesso modo;
  • dall’accordo tra più azionisti, che danno mandato di rappresentanza a un soggetto terzo, il quale in assemblea esprimerà il suo voto secondo le direttive del sindacato di voto.

I sindacati di blocco si riferiscono, invece, agli accordi tra soci finalizzati a limitare l’alienazione delle partecipazioni, con l’obbligo, in caso contrario, di offrire le azioni in prelazione agli altri soci aderenti al sindacato di blocco in proporzione alle azioni detenute da ciascuno.

Infine, i sindacati di controllo sono quelle convenzioni aventi come fine l’esercizio congiunto di un’influenza dominante all’interno della società, andando ad influenzare la governance e gli assetti proprietari.

Per quanto riguarda la pubblicità dei patti parasociali, nelle società chiuse non è prevista alcuna forma pubblicitaria, mentre nelle società quotate e in quelle con azionariato diffuso i patti parasociali devono essere comunicati e dichiarati in apertura di ogni assemblea. L’art. 122, D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 [4], dispone che i patti parasociali, aventi per oggetto l’esercizio del diritto di voto nelle società per azioni quotate e delle società controllanti, entro cinque giorni dalla stipulazione devono essere:

  1. a) comunicati alla Consob;
  2. b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana;
  3. c) depositati nel Registro delle imprese del luogo ove la società ha la sua sede legale;
  4. d) comunicati alla società con azioni quotate.

 

Alcune clausole tipiche

All’interno dei contratti parasociali internazionali (shareholders’ agreements) troviamo alcune clausole spesso usate per sanare le situazioni di stallo che possono verificarsi a causa di disaccordi tra i soci, tra cui le clausole di covendita e la clausola della roulette russa.

Tra le clausole di covendita [5] ricordiamo:
1)  la clausola di drag along, o patto di trascinamento, che prevede il diritto del socio di maggioranza di trascinare il socio di minoranza nelle proprie negoziazioni con l’acquirente della propria partecipazione, forzando la vendita dei titoli detenuti dai soci minoritari. Il beneficiario di una clausola di drag along è generalmente il socio di maggioranza che, in caso di cessione della propria partecipazione sociale, potrà obbligare all’exit anche i soci di minoranza, tutelandosi in questo modo da un eventuale ostruzionismo da parte della minoranza;
2) la clausola di tag along, o patto di accordamento, che prevede, al contrario, la possibilità per i soci di minoranza di seguire il socio di maggioranza nella cessione delle proprie quote partecipative, approfittando delle condizioni economiche ottenute da quest’ultimo nella negoziazione con l’acquirente.

Un caso più limitato e meno frequente è quello della cosiddetta clausola della roulette russa. In particolare, in una società caratterizzata dalla presenza di due soci detentori di partecipazioni paritetiche, è possibile che si verifichi un’ipotesi di stallo decisionale (detto anche dead- lock), paralizzando di fatto l’attività della società. Questa circostanza, protraendosi nel tempo, potrebbe portare addirittura allo scioglimento della società [6]. Per porvi rimedio, è stata prevista la clausola della roulette russa, che concede a una delle parti di fissare il prezzo delle azioni e all’altra di scegliere se venderle o acquistarle, tramite una riallocazione delle partecipazioni sociali. La clausola della roulette russa rimane valida finché la medesima persegua interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico, risolvendo la situazione di stallo attraverso la decisione di acquisto o di vendita, salvaguardando quindi il progetto imprenditoriale ovvero facendo sì che si eviti l’ipotesi di liquidazione della società [7].

 

I patti parasociali nell’ordinamento cinese

In questa seconda parte, andremo ad affrontare brevemente la disciplina dei patti parasociali all’interno dell’ordinamento cinese, per evidenziare elementi di somiglianza e/o di diversità con la disciplina italiana.

In primo luogo, preme rilevare che, sebbene ampiamente utilizzati, i patti parasociali non sono espressamente regolamentati dalla Chinese Company Law (“CCL”) [8]; il loro utilizzo è previsto per colmare le eventuali lacune statutarie, ma non possono in alcun modo sostituire la volontà dei soci.

  • Distribuzione dei dividendi

Uno degli ambiti di maggior applicazione dei patti parasociali nel diritto societario cinese è quello della distribuzione dei dividendi. L’art. 35 della CCL stabilisce che “Shareholders shall draw dividends in proportion to the capital contributions they made; and when a company increases its capital, its shareholders shall have the right of first refusal to make their subscriptions in proportion to the capital contributions they made, except where all the shareholders have agreed to draw the dividends not in proportion to their capital contributions or to do without the right of first refusal in proportion to their capital contributions when making subscriptions”[9].

Pertanto le clausole di preferenza sui dividendi, presenti nei patti parasociali, anche se non espressamente previste, possono trovare una disposizione legittimante nel diritto societario cinese.

  • Accordi di voto

Un’altra fattispecie di patti parasociali sono gli accordi di voto, equiparabili ai nostri sindacati di voto di cui alla lett. a) dell’art. 2341 bis, primo comma, c.c.. Gli accordi di voto sono contratti stipulati tra gli azionisti, e regolano le modalità con cui essi possono esercitare il potere di voto in determinate circostanze.

L’art. 43 della CCL recita: “Shareholders shall exercise their voting rights at a meeting of the shareholders’ assembly in proportion to their respective capital contributions, except where otherwise provided for by the company’s articles of association” [10]. Pertanto, in base all’art. 43, il diritto societario cinese consente agli azionisti di discostarsi dalla regola predefinita. Gli accordi di voto rivestono particolare importanza per alcune delibere specificate all’art. 44, quali l’aumento o riduzione di capitale, la fusione e la scissione, lo scioglimento e la liquidazione della società [11].

Sebbene non siano quindi espressamente disciplinati, per poterne stabilire la validità, l’art. 52 della legge sui contratti offre un’utile interpretazione della questione, indicando le circostanze di invalidità di un accordo. In forza di detta disposizione, un contratto non è ritenuto valido qualora concorra una delle seguenti circostanze:

(i) una delle parti induce la conclusione del contratto con frode o coercizione, danneggiando così gli interessi dello Stato;

(ii) Le parti colludono in malafede, danneggiando così gli interessi dello Stato, della collettività o di terzi;

(iii) Le parti intendono nascondere uno scopo illegale con il pretesto di una transazione legittima;

(iv) Il contratto lede gli interessi pubblici;

(v) Il contratto viola una disposizione imperativa di qualsiasi legge o regolamento amministrativo. ”

Ne consegue che, se gli accordi di voto non violano le disposizioni del precedente articolo, l’accordo deve essere ritenuto valido, efficace ed applicabile, sulla base della liberà contrattuale delle parti.

  • Tutela degli azionisti

L’ultima casistica che prenderemo in esame è quella dei patti parasociali legati alla tutela degli azionisti. L’art. 75 della CCL prevede che “Under one of the following circumstances, where a shareholder votes against the resolution adopted by the shareholders’ assembly, he may request the company to purchase his equity at a reasonable price:

(1) The company fails to distribute its profits to the shareholders for five consecutive years, when it has been making profits for five years running and meets the conditions for distributing profits as is provided for by this Law;

(2) The company is to be merged or divided, or the principal part of its property is to be transferred; or

(3) When the period of business stipulated by the company’s articles of association expires or other situations originating the dissolution stipulated by the said articles of association arise, a resolution is adopted by the shareholders’ assembly to revise the articles of association for continued existence of the company.

Where a shareholder fails to reach an agreement on the equity purchase with the company within 60 days from the date the resolution is adopted by the shareholders’ assembly, he may bring a suit before a people’s court within 90 days from the date the resolution is adopted by the shareholders’ assembly” [12].

Nel caso in cui l’azionista voti contro alcune delibere assunte in assemblea, l’azionista può chiedere alla società di acquistare la propria partecipazione ad un prezzo ragionevole. L’azionista può richiedere il riacquisto della propria quota di partecipazione se i dividendi non vengono pagati per 5 anni consecutivi in ​​cui la Società opera con profitto; la società si fonde, viene scissa o viene trasferita la parte principale della sua proprietà, o quando viene modificato lo statuto per prolungare la durata della società. Nel caso in cui non venga trovato un accordo per l’acquisto della quota di partecipazione, l’azionista può rivolgersi ad un tribunale competente entro 90 giorni dalla votazione.

Dal momento che queste tutele non risultano totalmente esaustive, i patti parasociali trovano la loro utilità affiancandosi alla legislazione e fornendo agli azionisti una maggior tutela e un maggior potere decisionale. A causa della mancanza di una legislazione specifica, la validità specifica e l’applicabilità del patto parasociale dovranno essere valutate caso per caso.

(A cura di Lorenzo Nobile)

RIFERIMENTI

[1] Sindacati di voto

[2] Sindacati di blocco

[3] Sindacati di controllo

[4] T.U.F.

[5] C. d’Alessandro, Patti di co-vendita (tag along e drag along)

[6] L’art. 2484 c.c. prevede tra le possibili cause di scioglimento delle società l’impossibilità di funzionamento e la prolungata inattività dell’assemblea

[7] Si veda la sentenza n. 19708/17 del Tribunale di Roma

[8] Company Law of the People’s Republic of China (court.gov.cn)

[9] Art. 35, Company Law of the People’s Republic of China, 2006

[10] Art. 43, Company Law of the People’s Republic of China, 2006

[11] Art. 44, Company Law of the People’s Republic of China, 2006

[12] Art. 75, Company Law of the People’s Republic of China, 2006


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani – Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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L’espressione “meno Stato, più mercato” rappresenta la ratio del mutamento di intervento pubblico nell’economia del nostro Paese. Le ideologie antistataliste, la comparsa del neoliberismo e del mercatismo degli anni Ottanta minano le fondamenta dello Stato interventista, a causa dell’enorme spesa pubblica cresciuta esponenzialmente nel corso del tempo, in particolar modo nei confronti delle grandi imprese in crisi.

Di conseguenza, lo Stato assume la veste di “regolatore”, e come tale, si limita a programmare ed enunciare le regole per il funzionamento dei vari processi economici, lasciamo ampie libertà di manovra agli operatori. Vi è la rinuncia all’azione diretta sul mercato; situazione che negli anni precedenti era divenuta prassi (basti pensare alla massima espressione dell’interventismo pubblico in Italia, la legge 3 Aprile 1979, n. 95, la cosiddetta Legge Prodi). L’influenza del diritto europeo, ed in particolare delle quattro libertà fondamentali dell’internal market, giocano un ruolo fondamentale. Se l’ordinamento italiano rappresenta il regolatore che giostra la cornice entro cui far muovere gli operatori economici, l’Unione Europea dimostra di essere il burattinaio del regolatore stesso.

Da qui, sulla via della liberalizzazione e della regolamentazione del mercato verso un utopico unicum di ispirazione europea, si deve analizzare l’importanza della nostra carta costituzionale nei riguardi del settore economico.

Il binomio che viene sancito dall’articolo 41 della Costituzione, libertà di iniziativa economica (con i relativi limiti imposti dalla legge) e correttivi pubblici per fini sociali, rappresenta la chiave di volta dello Stato regolatore. Uno Stato capitalistico moderno, riconducibile al modello di Welfare State, che programma, regola, sancisce ed osserva, intervenendo solo laddove si possano creare fallimenti di mercato irrecuperabili.

Pertanto, da queste osservazioni, si evince quanto sia ancora moderna la nostra carta fondamentale.

A voler parafrasare autorevole dottrina (S. CASSESE), il concetto di “costituzione economica” ha origine nella cultura giuspubblicistica tedesca dei primi anni Venti e può essere intesa in tre sensi.

Dapprima, essa può essere analizzata in, stricto sensu, come la formula riassuntiva delle norme costituzionali sui rapporti economici. Dunque, per quanto riguarda la nostra Costituzione, sarebbero “economici” gli artt. 41, 42, 43, 44, 45 e 47, e come tali riverserebbero la loro economicità sulle leggi ordinarie, come la legge 10 Ottobre 1990, n. 287 (la cosiddetta legge Antitrust) e il decreto legge 11 Luglio 1992, n. 333 (convertito con legge 8 Agosto 1992, n. 359), che ha disposto la privatizzazione delle maggiori imprese pubbliche.

In secondo luogo, l’espressione costituzione economica, continua Cassese, può essere interpretata secondo l’ottica del costituzionalista inglese, di epoca vittoriana, Albert Venn Dicey, come un insieme di istituti che, pur facendo parte del diritto, non appartengono necessariamente alla Costituzione scritta. Ci si riferisce all’analisi del mutamento dell’opinione pubblica.

Da ultimo, il terzo aspetto della costituzione economica è quello che analizza non solo le norme costituzionali e le leggi ordinarie, nonché i loro relativi rapporti, ma anche gli aspetti amministrativi, come le circolari. In tal senso, si afferma un ordinamento multilivello composto da norme costituzionali in primis, da leggi primarie in secundis e dagli interventi amministrativi dello Stato. Si evolve, quindi, tutto all’interno di un “diritto vivente” che abbraccia istituti, norme e prassi relativi ai rapporti economici.

Sembrerebbe, quindi, che la costituzione economica, così intesa, vada ad abbracciare la cosiddetta “teoria formale” della Costituzione, la quale viene considerata come un grande contenitore riempito di volta in volta di contenuti differenti, derivanti dai suoi rapporti con il settore economico.

Seguendo questo filo conduttore, diventa imprescindibile considerare la dottrina filosofica neo-costituzionalista, la quale risolve la sovranità dell’ordinamento attraverso la filosofia dei valori, ossia un processo di bilanciamento tra principi presenti nella Costituzione. L’operazione di bilanciamento, quindi di ponderazione dei molteplici interessi economici e sociali del mercato, è un’attività tipicamente amministrativa e politica. Infatti, essa spetta in primo luogo al legislatore e al governo e in secondo luogo all’amministrazione, la quale è vincolata sia dal principio di legittimità e di legalità sia dalla Corte Costituzionale.

La costituzione economica in senso stretto, ossia gli artt. 41, 42, 43, che riguardano rispettivamente la libertà di iniziativa economica, la proprietà e il monopolio legale per i servizi pubblici essenziali, per fonti di energia o per fini di utilità generale, rappresenta il pilastro fondamentale dello Stato regolatore.

Essa è riuscita a funzionalizzare la libertà di iniziatica economica privata, poiché la legge determina i programmi, intesi come linee guida di interesse economico, e i controlli, gli strumenti idonei ad indirizzare l’attività imprenditoriale verso una tutela dell’utilità sociale. Lo Stato riesce, pertanto, a controllare lo svolgimento della concorrenza, tramite la disciplina antitrust, e la salvaguardia del mercato nazionale.

(A cura di Nicolò Di Fausto)

RIFERIMENTI

  • D’AMBROSIO, Le nuove tendenze della disciplina sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese alla luce della l. 106/08, dottorato in Diritto dell’Economia, XXIV ciclo.
  • BONGIOVANNI G., Neocostituzionalismo, in Enc. dir., Annali, III, 2011.
  • CASSESE S., La nuova costituzione economica, Bari, Editori Laterza, 2012.
  • LEMME G., Diritto ed Economia del mercato, Milano, Wolters Kluwer, 2020.
  • MAGLIULO A., La costituzione economica dell’Italia nella nuova Europa. Un’interpretazione storica, in Studi e note di economia, 1999.
  • MICOSSI S. Grandi imprese in crisi, in Il nuovo Diritto delle Società, Torino, Giappichelli, 2018,
  • MORTATI C., La Costituzione in senso materiale, Milano, Giuffrè, 1940.
  • PICOZZA E., RICCIUTO V., Diritto dell’Economia, Torino, G. Giappichelli Editore, 2017.

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La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17746 del 2021, si è espressa in relazione all’applicazione della ritenuta convenzionale, prevista dall’art. 12 della Convenzione contro le doppie imposizioni, in sostituzione della ritenuta domestica, disciplinata dagli art.  25 e ss del DPR 600/1973.

Il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria verteva sul fatto che non fosse stato:

  1. dimostrato che il percettore dei canoni fosse il “beneficiario effettivo” , il cui onere probatorio grava sul sostituto di imposta;
  2. accertato che il percettore dei canoni potesse disporli, in concreto e con piena autonomia gestionale e operativa.

Il primo motivo di ricorso è stato accolto, sottolineando che non è sufficiente che il sostituto di imposta riceva, ed esibisca in caso di verifica fiscale, il “certificato di residenza fiscale rilasciato dalla autorità fiscale estera” e la dichiarazione nella quale il percettore estero dei canoni dichiari di essere il “beneficiario effettivo” al fine di poter applicare l’aliquota convenzionale del 5%, in sostituzione dell’aliquota nazionale più gravosa.

Si ritiene pienamente condivisibile quanto espresso dagli ermellini, in particolar modo la parte dell’ordinanza in cui si legge: “l’onere della  prova del fatto che giustifica il più favorevole regime convenzionale incombe sul contribuente (ndr. sostituto di imposta) mentre a carico dell’Agenzia delle Entrate, incombe l’onere di contestare espressamente i fatti affermati dal contribuente” sottolineando che il soggetto che paga i canoni/dividendi, ricoprendo il ruolo di sostituto di imposta, “è come se fosse il destinatario dei canoni stessi”.

In relazione al secondo motivo di ricorso, la corte non ha proceduto ad analizzarlo in quanto era stato proposto in subordine.

In conclusione, la Cassazione ha tracciato l’onere della prova individuando che è il sostituto di imposta che deve dimostrare il possesso di tutti i requisiti per l’applicazione della ritenuta convenzionale, mentre all’Amministrazione Finanziaria spetta l’onere di contestare i fatti affermati dal contribuente.

Nel caso in cui il sostituto di imposta ritenga di non avere gli elementi sufficienti per dimostrare l’applicabilità dell’aliquota convenzionale procederà ad applicare la ritenuta domestica e il soggetto non residente, inciso dell’imposta, provvederà a richiedere il rimborso all’Amministrazione Finanziaria, la quale a sua volta verificherà il possesso di tutti i requisiti.

(A cura di Marco Cardillo)

RIFERIMENTI

Ordinanza n. 17746 del 2021


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La macchina della giustizia italiana si sa non gode di ottima salute, e l’idea di una riforma dell’intero sistema giudiziario è sempre dietro l’angolo. La durata dei processi va ben oltre la ragionevole durata così come previsto dall’art. 111 Cost. e le ripercussioni sul piano economico sono davvero considerevoli. Ma la colpa è degli attuali codici procedurali o è figlia di una pianta organica ormai insufficiente ad affrontare l’intera mole dei procedimenti giudiziari?

Ogni volta che un nuovo governo si insedia, tra le questioni più roventi ritrova sicuramente la “questione giustizia”. È risaputo che siamo uno dei paesi peggiori a livello europeo per la durata dei processi. Infatti solo la Grecia ha tempi superiori ai nostri e l’ultimo rapporto redatto dalla Commissione Europea sull’efficienza giudiziaria ha mostrato numeri pesanti (1).

Con riferimento al processo civile la stima media relativa alla durata è di circa 8 anni. Quindi rapporti commerciali, risarcimenti del danno, e qualsiasi altra contesa civile resta in un certo senso sospesa per otto interminabili anni.

Una situazione leggermente migliore si ha nel processo amministrativo, con un computo totale di circa 5 anni e mezzo. In questo caso però i gradi di giudizio, rispetto al processo civile ordinario, sono soltanto due, ovvero il TAR e il Consiglio di Stato.

Il processo penale risulta essere il più “rapido” con una media di quasi quattro anni (siamo comunque i peggiori a livello europeo anche qui), anche se ai fini di una valutazione sulle ripercussioni economiche dovute alle lungaggini processuali è facile immaginare come tale tipologia processuale sia la meno influente.

Già all’inizio del nuovo millennio lo Stato ha provato a porre un rimedio per i processi di durata irragionevole durata introducendo la c.d. legge Pinto, ovvero di una specifica normativa che prevede il pagamento di un indennizzo in favore di quei cittadini che hanno affrontato processi (civili) di durata irragionevole. La previsione di legge è quella di un indennizzo che varia da € 400 ad € 800 per ogni anno di ritardo rispetto ai termini standard previsti dalla stessa legge. Per il primo grado è previsto un tetto temporale di tre anni, per l’appello due anni e, infine, per la Cassazione un anno.

Per ossequiare il dettato costituzionale dell’art. 111 l’indennizzo è un passaggio dovuto, ma se invece, si vuol pensare all’effetto prodotto sulla media della durata dei processi, questa legge è da considerarsi totalmente fallimentare in quanto non si sono registrati significativi cambi di durata ed in più lo Stato è gravato da una ulteriore spesa. Nel bilancio del governo la voce di spesa relativa agli indennizzi dovuti a titolo di ristoro per la durata irragionevole dei processi, ha raggiunto numeri davvero importanti (centinaia di milioni di euro).

In tutto ciò, il cittadino,  anche se ha ottenuto il ristoro, non può dirsi comunque soddisfatto di un sistema giudiziario così lento e, avrebbe comunque preferito un processo più celere rispetto ad un ristoro quasi irrisorio. Si pensi a quelle cause intorno alle quali gravitano interessi milionari (ma anche di qualche centinaia di migliaia di euro), e si parametri il tutto a qualche centinaio di euro l’anno riconosciuto dallo Stato per il ritardo.

Ma cosa ci perde, ad esempio, un’azienda a causa di un processo troppo lungo?

Una risposta univoca a questa domanda non può esserci  poiché la valutazione andrebbe fatta caso per caso. Quello che è indicabile è la forzata mancanza di opportunità; un congelamento di interessi economici dai quali potrebbero derivare nuovi investimenti, nuovi posti di lavoro, nuovo gettito fiscale per lo Stato che, moltiplicato per i contenziosi in essere, raggiugerebbe numeri da brividi se si pensa che nel 2019 i giudizi pendenti nella sola area civile hanno raggiunto il mezzo milione circa (2).

Ad ogni modo per la questione dell’irragionevole durata del processo il dito viene spesso puntato contro l’attuale codice di procedura civile ma, in realtà, se applicato alla lettera il processo assumerebbe comunque una durata ragionevole.

A un avvocato sarebbe facile prospettare l’esempio del classico rinvio ex art. 183 comma 6° c.p.c., che prevede un termine totale di 80 giorni per una ulteriore produzione di memorie volte a precisare l’atto introduttivo del giudizio o a produrre prove contrarie. A livello teorico quindi, dopo la prima udienza, la seconda potrebbe essere fissata già dopo circa 3 mesi ma, nella pratica, si arriva a rinvii che possono arrivare a due anni.

Il motivo non è certo l’assenza di voglia da parte del giudice di turno nel rispettare le previsioni del codice procedurale ma, più che altro, il problema è l’eccessivo carico di lavoro che pende sulle loro spalle.

A questo punto ci si chiede: perché con tutti i soldi spesi per gli indennizzi connessi alla c.d. legge Pinto non si amplia l’organico dei giudizi e dei relativi uffici in modo da rendere la giustizia più rapida e, per l’effetto, una economia nazionale più prospera? In questo modo vi sarebbe anche una inevitabile riduzione degli indennizzi dovuti. Insomma, togliere dalla voce “risarcimento del danno” e inserire nella voce “assunzioni”. Infatti non sarebbe nemmeno da sottovalutare che in questo modo si creerebbero anche nuovi posti di lavoro (e i laureati in giurisprudenza non mancano).

Purtroppo siamo lontani da una soluzione, perché ad oggi si discute ancora sull’opportunità o meno di riformare il processo civile ma, anche ad introdurre una legge che prevede termini ancora inferiori rispetto a quelli attualmente previsti, se poi ci sarà un organico insufficiente a sostenere il carico di lavoro generato dai contenziosi tali termini finiranno per non essere rispettati.

(A cura di Tommaso Gioia)

RIFERIMENTI

(1) Rapporto europeo qualità della giustizia https://rm.coe.int/rapport-avec-couv-18-09-2018-en/16808def9c

(2) Dati Ministero della Giustizia https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST1287132&previsiousPage=mg_2_9_13


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La Corte con Ordinanza n 29228 del 20/10/21 ritiene opportuno enunciare il seguente principio di diritto: “nel caso di interposizione ex art. 37 d.P.R. n. 600 del 1973, ove l’Ufficio ritenga, in sede di rettifica o di accertamento d’ufficio, di imputare al contribuente i redditi di cui appaiono titolari altri soggetti quando si dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, che egli ne è l’effettivo possessore per interposta persona, tal operazione di imputazione è soggetta – sul piano della ripartizione dell’onere probatorio – agli ordinari principi vigenti materia tributaria. Pertanto, ove l’Amministrazione Finanziaria intenda attribuire all’interposto, effettivo possessore del reddito e quindi effettivo debitore dei tributi, il reddito solo apparentemente conseguito dell’interponente, nella determinazione di tal reddito oggetto dell’imputazione dovrà attenersi al reddito determinato in capo all’interponente, se effettivo. Diversamente, ove intenda anche procedere alla rideterminazione in misura maggiore di tal reddito, sarà onere dell’Ufficio dar la prova dell’esistenza – oltre che della simulazione-azione di interposizione – anche dei maggiori ricavi; in tal caso, adempiuto adeguatamente detto onere, sorgerà lo speculare e rispettivo onere in capo al contribuente di fornire a sua volta prova della sussistenza di maggiori costi, il cui riconoscimento sarà in tal caso dovuto”.
Ordinanza Cassazione n 28257 del 15/10/2021- accertamento redditometro
“Con il quarto motivo, la contribuente lamenta che la CTR ha -errando- imputato solo a lei il reddito presunto dell’immobile, nel quale essa dimorava, almeno fino al momento della separazione, con tutta la famiglia. Con il quinto motivo, la ricorrente denuncia vizio di motivazione (apparente) laddove la sentenza ha ritenuto che ella non avesse fornito prove idonee a vincere il reddito presuntivamente attribuitole. Con il sesto motivo, la ricorrente lamenta che la CTR ha omesso l’esame delle prove da essa allegate, con particolare riferimento all’ordinanza resa dal tribunale di xxxxx nel giudizio di separazione personale recante, tra l’altro, l’obbligo del coniuge di fare fronte alle spese di gestione e manutenzione della casa. I tre motivi, tra di loro connessi, vanno trattati insieme. Essi sono fondati. Invero -e innanzi tutto- l’immobile in parola non era nella disponibilità della sola ricorrente, essendo destinato a dimora dell’intera famiglia: da qui la censurabile statuizione dell’attribuzione dell’intero reddito determinato sinteticamente alla sola xxxx. In secondo luogo, la CTR non ha spiegato le ragioni per cui ha ritenuto di non riconoscere rilievo alle prove dedotte dalla ricorrente, con specifico riguardo alla dichiarazione del coniuge della xxxx e all’ordinanza del tribunale di xxxxx resa nel giudizio di separazione personale dei coniugi. Per ultimo, proprio il provvedimento per ultimo citato ha palesato che, anteriormente alla separazione, le spese relative all’immobile erano sopportate dal marito della ricorrente e che alle stesse il medesimo sarebbe stato tenuto per il futuro, in forza proprio di detta ordinanza. Conclusivamente, vanno accolti i motivi quarto, quinto e sesto, rigettati il primo e il terzo, assorbito il secondo; la sentenza va cassata con rinvio, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, in diversa composizione”
Corte Costituzionale – ORDINANZE INDIVIDUATE – Ordinanza 150/2021
Commissione tributaria provinciale
Imposte e tasse – Accertamento delle imposte sui redditi – Prevista assunzione dei prelevamenti come ricavi, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili.
In via subordinata: Imposte e tasse – Accertamento delle imposte sui redditi – Assunzione dei prelevamenti come ricavi, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili – Prevista applicazione anche agli imprenditori individuali ammessi alla contabilità semplificata.
– Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), art. 32, primo comma, numero 2).
Corte di Cassazione ordinanza n. 27745 del 12 ottobre 2021
Nelle operazioni soggettivamente inesistenti, la contestazione dell’assenza di buona fede da parte dell’acquirente non può basarsi su semplici indizi altrimenti si rischia che gli imprenditori non svolgano i propri affari, per il timore di partecipare ad una possibile frode fiscale con danno per il commercio e l’economia. “D’altra parte, se si ritenesse che siano sufficienti pochi indizi, non gravi, non precisi e non concordanti perché possa integrarsi la presunzione semplice di conoscenza o conoscibilità della frode, gli imprenditori sarebbero eccessivamente timorosi e potrebbero essere indotti a non rischiare, decidendo di non concludere molti affari, con grave nocumento per i traffici commerciali e quindi per l’economia in generale. In effetti principi cardine del nostro ordinamento giuridico, come il possesso di buona fede vale titolo e la legge di circolazione dei titoli di credito sono volti a favorire gli scambi senza che l’acquirente debba approfondire in maniera troppo approfondita la provenienza di quello che acquista”.
(Rassegna a cura di Michele Vanadia)

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a cura del Centro Studi di Economia e Diritto – Ce.S.E.D. Via Padova, 5 – 20025 Legnano (MI) – C.F. 92044830153 – ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013
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Abstract: Any violation of human rights, whether psychological, emotional, economic or negligent, are violence. Violence within the family is one of the most cruel violations of freedom and human rights, as it is the family which, by virtue of its social function, should guarantee peace, security and care for each and every one of its members. Unfortunately, in closed walls of houses tragedies frequently occur, the perpetrators continue to abuse the silent victims with impunity.

Introduction

Just a few years ago, the topic of domestic violence in Italy was ignored and not given any social importance, although the more frequent and cruel phenomena of abuse of family members contributed to highlighting this problem, to legislative modifications and to bringing to life new laws aimed at safety in the family, especially with regard to violence against women.

This phenomenon, which occurs on a large scale, contributes primarily to the very high mortality. According to statistics, every third day in Italian families a woman dies at the hand of the closest person, sometimes in the presence of her own children. Assisting any form of violence by children is called assisted violence by psychologists. It is often this type of violence against a child that causes deep problems and personality devastation, giving rise to the next wave of violence in their adult life.

The Italian authorities and various types of associations have for many years been taking a lot of preventive and intervention measures, and awareness-raising programs are being carried out. The groups of security services, especially carabinieri and the police, are obliged not only to intervene, but also to take preventive measures, by introducing new programs and tasks, which are constantly improved.

Family as a social group

In sociology, the family is understood as the basic and most important social unit on which the entire society is based[iii]. It is the first and most important social environment in which a person learns to relate to another person. “The family maintains the continuity of human biological existence, provides children with conditions for growing up, and guarantees existence and stability”[iv]. The family is the social group to which one is born and which contributes to the sustainability (and abundance) of other, more complex social structures[v].

Franciszek Adamski made a division into functions relating to the family as a social and personal institution. The first group includes the following functions: procreative (biological), economic, caring, socializing, stratificating and integrating; the second – marital, parental and fraternal. At the same time, the author indicated important functions that qualify the inalienable institutions of the family, to which he included: the procreative and socializing functions and the function of love[vi].

As a result of the dynamics taking place in the family and in the whole society, models of family functioning change with the progress of civilization development, depending on the geographical location, economic and cultural conditions. This is due to the nature of the ties between the family and society, as people living in the family also participate in social life, bringing models and values learned from the family home into their own environment. Likewise, “the family is undergoing a process of development. It is the result of the interaction of wider social systems and individual changes in family members and their relations”[vii].

Despite many global changes, the family continues to be the basic environment of human life in which deep and intense family interactions take place, which have a strong meaning for the development of its individual members.

Traditional family model and its transformation from a sociological perspective

“In the traditional model of the family, its institutional and legal character, in which both the marriage and giving birth to children were subordinated to universal laws, the overarching goal of which was the stability of the family”[viii] was emphasized.

Family models can be distinguished by their structure. The traditional division of family models relates to its generation character.

Multigenerational families, consisting of more than two generations living under one roof. Such a family model occurs primarily in underdeveloped or poor communities, where, due to insufficient economic resources, subsequent family members do not move out of the house. Often, this model also characterizes rural environments due to the need to combine labor forces in running a household[ix].

On the other hand, the two-generation family model, consisting of a man, a woman and their offspring, has been defined as a nuclear family. The creator of this definition is the American anthropologist Georg Peter Murdock[x]. According to his theory dating back to 1949, society is a structure made of basic, primal cells – the nuclear families, just as a molecule is made of atoms. The basic building block of society is to be the nuclear family, which G.P. Murdock understood as the marriage of a man and a woman together with their common offspring[xi] and distinguished its sexual, economic, reproductive and educational functions[xii].

A phenomenon that was present until recently in all family structures and relations between household members was the maintenance of male power and authority: patriarchal authority was a characteristic common to various family and home relationships.

Talcott Parsons referred to the model of the patriarchal family, deepening the structure of the nuclear family, distinguishing between its socialization functions and ensuring the stabilization of the personality of adult family members [xiii] and roles for individual family members. The role of the wife-mother is to take care of the house and children, while the father-husband is the “breadwinner” bringing home bread, that is, providing the means of life. By taking the role of breadwinner, the father-husband becomes the leading member of the family, having the decisive voice and dealing with the interaction between the family and society. The roles of both spouses are complementary and cannot exist without influencing each other. Children, on the other hand, develop personality that adopt their parents’ values and the differentiation of roles between both parents[xiv].

Parsons argued that industrial society was dependent on the nuclear family and the fulfillment of its functions. The family has become a specialized “agency”, fulfilling the socializing function in relation to children and stabilizing the personality of its adult members, while at the same time deriving income from hired labor, usually a man.[xv].

Parsons’ reference to the traditional family, in which the patriarchal family model functioned with the imposition of roles and responsibilities on parents and children, gave a sense of security and stability. The children took over material and moral goods, which guaranteed the preservation and continuity of the family. The designation of specific functions also resulted from the care for the image of the family in the local environment, which gave this basic social institution a superior value over its constituent units. “The duplication of individual goals in relation to the interests of the family community created a situation in which the family was regarded as the supreme value”[xvi].

Nowadays, Parsons’ nuclear family theory does not seem to find the right to existence, due to profound social changes that have transferred the value of the family to the individual. Particularly, the change in the family model was influenced by the process of women’s emancipation, as well as deeper interactions with other social groups that have a profound influence on the formation of society, permeating family dynamics.

Contemporary family

Rapid industrialization in the societies of the nineteenth and twentieth centuries resulted in the formation of new trends and shifting the importance of the family on the scale of social values. It is observed that family members become independent and liberate themselves from its influence, which translates into a reduction in the communal nature of experiencing things within the family. [xvii].

In Poland and in many European countries affected by the economic crisis, new categories of families have emerged, such as families of the unemployed, families with a temporary absence of one or both parents, and families affected by poverty.[xviii].

The dynamics of social change, political and economic crises, shifting values and new cultural phenomena are deeply reflected in European families. The number of marriages contracted decreases year by year, with the factors of divorce increasing and more and more people choosing to live as a single person or in non-legalized relationships[xix]. At the same time, the number of births is falling and the arguments in favor of childlessness are getting stronger and stronger. Among the benefits of a voluntarily made decision about childlessness there are, inter alia, the possibility of unlimited investment in yourself, self-realization, freeing yourself from the need to show family support[xx].

In today’s era, patterns of the traditional family are often looked for. “However, it should be noted that there is no one common traditional family as there is no one common tradition[xxi]”.

Legal and constitutional care for the family

The importance of the family is reflected in the different laws of each country. Despite the low formalization of the family and its personal character, this small social group has an institutional character, which is defined in various legal regulations resulting from the politics, economy, culture and ideology of a given society. Regardless of the geographic location, historical conditions and political system, obligations are imposed on the family resulting from the expectations that individual countries in the world place on this basic cell of the society.

Common obligations provided for by European legislation include: mutual loyalty of the spouses, taking into account the legitimate interests and feelings of the other party, respect. These duties are translated into the duty of mutual help, understood not only as material help, but also, and even especially, as moral help and support in overcoming difficulties (e.g. in the event of illness of one of the family members).

The above-mentioned obligations clearly show that the state cares for the mutual welfare of family members and their development. The concern of the Polish state for the Polish family results from the content of Article 18 of the Constitution of the Republic of Poland, adopted on April 2, 1997 by the National Assembly: ” Marriage, being a union of a man and a woman, as well as the family, motherhood and parenthood, shall be placed under the protection and care of the Republic of Poland.” It is noteworthy that this article was placed in Chapter I of the Constitution, entitled “The Republic”, which clearly indicates the importance of the family in the functioning and development of the Polish state.

It is important to note that the text of this article does not provide a definition of a family that finds its basis in a married relationship, which allows for the interpretation of this basic social group in a broad sense and to take into account other [xxii] and new family models developing in “liquid modernity”[xxiii].

The protection of the family is developed in Chapter II entitled “The Freedoms, Rights and Obligations of Persons and Citizens”, in Article 71, which declares that the state in its social policy takes into account the good of the family, offering special assistance, inter alia, to families with many children and single-parent families and takes into account the mother’s right to special assistance by public authorities before and after childbirth. [xxiv].

Concern for the family is expressed in various laws extending to the rights of individual family members, particularly in the Family and Guardianship Code.

As in Poland, also in Italy, the importance of the family in the state is emphasized, therefore the family becomes the target of state protection and obligations are imposed on it. The importance of the family in society is indicated by Chapter II of the Constitution of the Italian Republic, entitled “Ethical and Social Relations”, which clearly emphasizes the role of the family in society and the ethical foundations in family-society relations. Indeed, the importance of the family in Italian society is demonstrated by the fact that its rights and obligations are included in the first paragraphs of Chapter II, Articles 29-31.

Contrary to the Polish Constitution, Article 29 clearly defines the rights of the family as a natural institution based on marriage. Later in this article, the concept of marriage that “is based on the moral and legal equality of the spouses, subject to legal limitations that guarantee the unity of the family” is elaborated.

Therefore, the definition of the family as an institution based on a marriage union deserves special attention in the constitution of the Italian Republic, which refers to the traditional foundations of this important social group. An equally important noteworthy point is the development of this article, which, however, mentions the moral and legal equality of spouses, although they are limited by law, which is to guarantee the unity of the family[xxv].

It should be taken into account that the Constitution dates back to 1947, and its assumptions are based on the notions of the family and its values, common in society and developed over the centuries.

The concept of family and Italian law

In order to understand the concept of the Italian family in 1947, when the Italian constitution was established and in the years or even centuries preceding it, first of all it is necessary to delve into the history of women’s emancipation in Italy.

Historical literature shows that until recently a woman was completely subordinate to a man who exercised the status of the head of the family (father or husband) and exercised complete authority over it[xxvi]. According to the Family Code of 1865, women did not have the right to guardianship over their legitimate children. Married women could not manage the money obtained as a result of their own work, nor could they decide on the use of their own goods taken from the family home, the man decided about the allocation of the money earned by the woman or her goods[xxvii]. On the other hand, Article 486 of the Penal Code of the same period provided for a prison sentence for a woman who had occasionally cheated on her husband, while a man could only be punished for cohabitation with another woman in a common-law marriage[xxviii].

The new Penal Code of 1930 maintains the legal norms for women, adding Article 587, which provided for a reduction of the penalty by one third, for “anyone who murders a wife, daughter or sister in order to protect their own or family honor”[xxix] (the so-called “honor killing”). Article 587 functioned in Italian law until 1981, which means until quite recently[xxx].

In February 1945, women were granted the right to vote. The constitution guaranteed equality between men and women, but in fact all the legal discrimination in force in previous years still prevailed, especially those contained in the Family Code and the Penal Code, and no changes or amendments to article 29 in the Italian Constitution on moral and legal equality of spouses “with the limitations provided by law to guarantee family unity” is puzzling.

From the above-mentioned data, one can clearly observe the supremacy of family values ​​over its members, especially the weaker ones, prevailing until recently in Italian law and society, where the honor of the family exceeded the good, happiness and even life of its members.

Today’s law in Italy protects every family member equally. Nowadays, a woman and children within the family can benefit from the help of various institutions and programs against violence, and new articles of criminal law have been introduced in relation to people using domestic violence, taking into account the safety of individual members, extending to former family members. Despite this, many Italian families are not synonymous with love and security. Frequent cases of violence and even murder of weaker family members signaled by the media indicate the need for new preventive solutions.

Violence in the family

Domestic violence is the most common form of violation of human rights and has a profound impact on the health of the individuals and those around them. This phenomenon takes the form of the use of force to gain or maintain power and control over the relationship and the victim[xxxi].  Violence in the family can manifest itself in relation to all its members, so its victims can be children, women and men.

Long-term abuse of the family causes the victims to isolate themselves from other groups in the local community and causes a feeling of helplessness. If the victim is a mother or father, the feeling of helplessness negatively affects the perception of one’s own parental function and the ability to care for one’s own children. Hence, the abuse of a mother or father extends as violence to children who witness violence[xxxii].

Adults’ domestic violence against children causes biological, moral and legal harm to the child. The most common types of violence against minors are physical, psychological (emotional), sexual and resulting from neglecting. These types of violence are very often complex, as physical or sexual abuse of a child causes deep psychological wounds. Violation of a child in the family is an obstacle to their proper physical and mental development. Violence is understood not only as abuse of a child, but also as the lack of economic, emotional and affectional care for them[xxxiii].

Although the Board of the Italian Services against Bullying and Child Violation[xxxiv], based on the theories of J. Wolak and D. Finkelhor from 1997[xxxv], in 2005 extended the definition of child abuse to violence assisted by minors in the family circle as “a child’s experience on the part of any form of ill-treatment involving physical, verbal, psychological, sexual and economic violence against people who are points of reference or other adults or minors who play a role in the child’s life […]. The child may experience such acts directly (if they occur in his/her field of perception, or indirectly (if the minor knows about their existence), possibly participating in their effects”.

Violence against women in the Italian family

In recent years, the Italian media has devoted a lot of attention to the phenomena of domestic violence, although the attention of sociologists has focused in particular on violence against women and on violence assisted by children who witness violence against battered mothers. That is these forms of violence that seem to be the most common in Italian society, and they are most likely to affect the child’s psyche and personality.

Italian mass media report almost daily about the killings, rape and other types of physical and psychological violence against women in their home environments. With the overall number of homicides of women, the number of homicides in the family community or on emotional grounds is increasing: in 2011, 70.8% of these crimes were committed against women by their partners or close and immediate family members[xxxvi], while according to the report Eures-Ansa, 81 women were murdered in the first half of 2013, 75% of these crimes occurred in a family or emotional context [xxxvii]. The victims of these crimes are usually women between the age of 25 and 54, most often wives and partners, but sometimes also daughters. Mostly partners, who constitute 66.3% of the perpetrators of these crimes, are involved in the tragedy of family homicides. A large part of this group, i.e. 17.6% (257 homicides), is represented by former partners who cannot accept the fact of being left by their “own” woman.

Violence against women is not just about homicide. Scientific research and analysis of data collected by the media, NGOs and numerous associations show an increase in cases of discrimination and violence against women in Italy. Last year’s Euros-Ansa report shows other worrying figures on violence: general violence against women (physical, verbal and psychological) occurs daily in Italy. The data from 2010 reports 150,000 such crimes, with an average of 290 crimes per day[xxxviii].

The Minister of Justice, Anna Maria Cancellieri, commenting on the growing phenomenon of murder of women and general violence against them, expressed her concern: “If, on the one hand, we can state a kind of stabilization of homicide cases, on the other, unfortunately, it is sad to say that the number of homicides of women primarily in the family environment has increased”.

In a further speech, Minister Cancellieri stressed the need to evaluate and research specific ways to fight these forms of crime. […] In order to fight against this terrible phenomenon – research on social mechanisms and relational models underlying the family cell should be carried out. […] I am convinced – added the minister – that one of the most important answers should be provided by the institutions precisely on the cultural level and it is here that one should act with the greatest force in order to prevent and help victims. [xxxix].

Consclusions

Violence in the family today is not only a historical “legacy”, but rather should be read as a key to new reactions to changes in the position of women in society. As Amartya Sen defines it, maltreatment by men is the leading cause of death for women across Europe and the world, it is “hidden genocide”[xl]. Femicide is understood not only as  the murder of women, but as a constant attack on their dignity, on their personal freedom, on the freedom of their thoughts and desires. Femicide, understood in the concept of murder, is only the tip of the great submerged iceberg, which is comprised of any activity aimed at annihilating the essence of femininity.

Reading the above-mentioned data, one can clearly observe the supremacy of family values over family members, where the honor of the family exceeded their welfare, happiness and even life. Today’s law in Italy protects every family member equally. Each individual in the family can benefit from the help of various institutions and programs against violence, and new articles of the penal law have been introduced in relation to people using domestic violence, taking into account the safety of individuals.

Despite this, many Italian families are not synonymous with love and security. Frequent cases of domestic violence, and even homicide, indicate the need to undertake new legal, preventive and intervention solutions.

(Traduzione dalla lingua polacca a cura di Karolina Iwaszuk)

(Si ringraziano Jolanta Grębowiec Baffoni[i]– Center for Studies and Education for Security, University of Wroclaw e Sławomir Fiodorów[ii]– Faculty of Social Sciences, University of Wroclaw)

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Riferimenti

[i] Dott. Jolanta Grębowiec-Baffoni, Ph.D., Center for Studies and Education for Security, University of Wroclaw

[ii] Dott.Sławomir Fiodorów, Faculty of Social Sciences, University of Wroclaw

[iii] Z. Tyszka, Rodzina w świecie współczesnym: jej znaczenie dla jednostki i społeczeństwa/ [in:] Roczniki Socjologii Rodziny, Poznań, 1994. T. 6: 1994 p. 23.

[iv] J. Maciejewski, Grupy dyspozycyjne. Analiza socjologiczna, Wydawnictwo Uniwersytetu Wrocławskiego, Wrocław, 2014, p. 33

[v]  T. Szlendak, Socjologia rodziny. Ewolucja, historia, zróżnicowanie, PWN, Warszawa 2010, p. 116  after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie, Lex, Warszawa 2013, p. 35

[vi]  F. Adamski, Socjologia małżeństwa i rodziny, PWN, 1982, p. 49 after: M. Domański, op. cit., p. 34

[vii]  L. Bakiera, Rodzina z perspektywy socjologicznej i psychologicznej: ciągłość i zmiana [in:] Obrazy Życia Rodzinnego z perspektywy interdyscyplinarnej, Roczniki Socjologii Rodziny XVII UAM 2006 p. 102.

[viii] Ibidem.

[ix] M. Barbagli, Sotto lo stesso tetto (under the same title), il Mulino, Bologna 1984

[x] T. Szlendak, Socjologia rodziny… op. cit, p. 95 after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie…. op. cit, p.32.

[xi] G.P.Murdock, Social Structure, New York 1949, p. after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie… op. cit. p. 32.

[xii]  G.P.Murdock, Social Structure, op. cit., s. 3 after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie…. op. cit., p. 34

[xiii] T. Parsons, R.F.Bales, Family Socialisation and Interaction Process, London 1956, cytaty za przedrukiem opublikowanym [w:] M.Anderson (red.), Sociology of the Family. Selected Readings.  Harmondsworth 1971, p. 60, after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie, op. cit. P. 34

[xiv] A. Kłoskowska, 1969, Teoria socjologiczna Talcotta Parsonsa: [in:]  T. Parsons, Struktura społeczna a osobowość, PWE, Warszawa.

[xv] T. Parsons, R.F.Bales, Family Socialisation and Interaction Process, London 1956, citation after reprint published [in:] M.Anderson (ed.), Sociology of the Family. Selected Readings.  Harmondsworth 1971, p. 60, after: M. Domański, Względne zakazy małżeńskie, op. cit., p.32

[xvi] A. Żurek, Orientowanie się na rodzinę a orientacja indywidualistyczna we współczesnym społeczeństwie polskim [in:] Roczniki Socjologii Rodziny Vol. VIII, 1996, p. 127.

[xvii] Z. Tyszka,  Model rodziny współczesnej, [in:] Z. Tyszka, A. Wachowiak (ed.), Podstawowe pojęcia i zagadnienia socjologii rodziny. Wydawnictwo AR, Poznań 1997: after: L. Bakiera, Rodzina z perspektywy… op. cit., p. 104

[xviii] T. Kukolowicz, Sytuacja wychowawcza w nowych kategoriach rodzin w okresie transformacji ustrojowej, [in:] M. Ziemska (red.), Rodzina współczesna, Wydawnictwa Uniwersytetu Warszawskiego, Warszawa 1999, after: L. Bakiera, Rodzina z perspektywy… op. cit., p. 104

[xix] I. Janicka, Problem dezintegracji małżeństwa  [in:] Problemy Rodziny, 1991, no. 5; K. Siany, Związki konsensualne – nowa forma małżeństw?  [in:] Problemy Rodziny, 1990,  no. 3, after: L. Bakiera, p. 104

[xx] L. Bakiera, Rodzina z perspektywy… op. cit., p. 104

[xxi] Idem, p. 102.

[xxii] e.g. one-parent families, orphaned families.

[xxiii] as a term referring to contemporary social dynamics, consisting in instability, changeability, ephemerality, taken from Z. Bauman, “Płynna nowoczesność”, Wydawnictwo Literackie, Kraków 2006;

[xxiv] The Constitution of the Republic of Poland of 1997, Article 71: 1. The State, in its social and economic policy, shall take into account the good of the family. Families, finding themselves in difficult material and social circumstances – particularly those with many children or a single parent – shall have the right to special assistance from public authorities; 2. A mother, before and after birth, shall have the right to special assistance from public authorities, to the extent specified by statute.

[xxv] In its further parts, the Constitution imposes the rights and obligations of parents towards their children, and so in Article 30 The Constitution provides for the obligation and right of parents to raise and educate children, also born out of marriage. The same point emphasizes legal and social care for children from outside marriage, equal to the rights of members of the legalized family. On the other hand, Article 31 guarantees economic assistance and other types of assistance to families, especially large ones, and protection of motherhood, childhood and adolescence, declaring support and assistance from appropriate institutions.

[xxvi] M. Barbagli, Sotto lo stesso tetto, il Mulino, Bologna 1984, p. 82

[xxvii] Codice civile del Regno d’Italia 1865, Libro I, tit. V, CAPO IX. Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio. (O prawach i obowiązkach rodzących się z małżeństwa) SEZIONE I. Dei diritti e dei doveri dei coniugi fra loro (O prawach i obowiązkach małżonków względem siebie)

[xxviii] B. Bertani, Donne e Risorgimento: una storia taciuta (Women and Revival: An Untold History) [in;] Minerva, Redazione Minerva, Roma 2010

[xxix] Penal Code of 1930  (so-called Codice di “Rocco”) –Book 2: Dei delitti in particolare (About crimes in general) –Title 12: Dei delitti contro la persona (About crimes against the other person) – Section 1: Dei delitti contro la vita e l’incolumità individuale (About crimes against life and individual safety). Article 587 – Omicidio e lesione personale a causa di onore (Homicide or personal injury for the sake of honor)

[xxx] G. Cardellini, Separacja i rozwód we Włoszech. Kwiestie w rozporządzeniu dziećmi małoletnimi [in:] Z. Kegel (ed.) Współczesna Kryminalistyka i nauki pokrewne w administracji, Wydawnictwo Uczelniane Państwowej Wyższej Szkoły Zawodowej im. A. Silesiusa, Wałbrzych 2013, p. 39 (from Italian translated by: Grębowiec-Baffoni)

[xxxi] A.Segantini, C. Cigalotti, Violenza domestica su donne e minori, Athena, Modena 2013.

[xxxii] Ibidem, p. 63

[xxxiii]E. Caffo, G.B. Camerini, G. Florit, Criteri di valutazione nell’abuso all’infanzia

[xxxiv] CISMAI / Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e Abuso dell’Infanzia

[xxxv]after A. Coluccia, L. Lorenzi, M. Strambi (ed.) Infanzia mal-trattata (Abused Childhood), Franco Angeli, Milano 2002, p. 71

[xxxvi] Femminicidio, cento vittime nel 2012: una donna uccisa ogni due giorni (Femicide, one hundred victims in 2012: one woman is murdered every other day) [in:] Il Fatto Quotidiano, 19 October 2012

[xxxvii] S. Nandini, Femminicidio, nuovi dati: 81 donne uccise in italia in sei mesi (Femicide, new data: 81 women killed in Italy in the last six months) [in:] Ferite a morte, 11 July 2013

[xxxviii] Grębowiec-Baffoni J, Społeczno-historyczne uwarunkowania przemocy wobec kobiet we Włoszech a odpowiedzialność państwa [in:] Prawa pokrzywdzonego (ed.) Kaczmarek T, Filipowska-Tuthill M., Żylińska J.,Wyższa Szkoła Prawa im. Heleny Chodkowskiej, Wrocław 2017, p. 650

[xxxix] Ibidem.

[xl] In 1990, economist Amartya Sen published an essay entitled “More Than 100 Million Women Are Missing”, discussing the numerical inequality between women and men in India, China and other developing countries. According to A.Sen, this inequality is due to the “neglect” of Third World women, in other words, a lack of medical care, food and education. In China, where the law of one child is in force, “there are cases of infanticide of girls. A. Sen, More Than 100 Million Women Are Missing [in:] The New York Review of Books, October 20, 1990; http://www.nybooks.com/articles/archives/1990/dec/20/more-than-100-million-women-are-missing/, online access: 02.02.2017


Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 – Direttore: Claudio Melillo – Direttore Responsabile: Serena Giglio – Coordinatore: Pierpaolo Grignani – Responsabile di Redazione: Marco Schiariti
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1. Introduzione

Il Covid 19, o Coronavirus come ormai siamo abituati a chiamarlo, ha cambiato profondamente le nostre abitudini, la società, le regole del gioco, ha obbligato città, nazioni intere a rallentare fino a fermarsi del tutto. Questa pandemia mondiale, è, se ci riflettiamo bene, un paradosso perché ha messo tutto il mondo nella stessa situazione di pericolo ma ha incentivato le differenze. Indubbiamente tutti i Paesi, compresi quelli con una economia ricca e stabile, hanno subito forti danni economici, hanno dovuto predisporre dei piani di sostentamento per le imprese, le famiglie, i liberi professionisti. Hanno dovuto affrontare una emergenza sanitaria per la quale nessuno Stato era realmente pronto. Ma non tutti gli Stati hanno avuto la medesima reazione, se la causa è la stessa per tutti, le conseguenze sono fortemente diversificate. Applichiamo questo ragionamento alla realtà italiana: le regioni sono state tutte sottoposte a forti pressioni, economiche e sanitarie. Tuttavia, la resilienza delle regioni del Nord, tradizionalmente più ricche, è stata ben diversa rispetto alle regioni del Sud. È necessario ricordare che secondo l’ISTAT nel 2019 il Nord-ovest aveva i livelli di Pil pro capite più alti in Italia, con un valore nominale di circa 37 mila euro, mentre il Mezzogiorno aveva un valore nominale di poco più di 19 mila euro annui (1). Ancora, le famiglie del Nord-ovest avevano un reddito disponibile per abitante di circa 22,6 mila euro, il 60% in più delle famiglie residenti nel Mezzogiorno.

Nel corso del 2020-2021 la differenza esistente tra il cosiddetto Nord e Sud si è aggravata, le regioni la cui economia era instabile prima del lockdown hanno dovuto a gestire un numero crescente di attività vicine al fallimento, di richieste di sostentamento statale e di nuovi poveri.

Secondo l’Istat il valore dell’incidenza di povertà assoluta è salita al +7,7% in termini di nuclei familiari.
Si deve dare atto però che in una realtà così complessa il tessuto economico italiano e mondiale si muove verso nuove frontiere, verso un sistema di valori differente.

Si parla a riguardo di Responsabilità sociale d’impresa, sebbene definirla come una nuova frontiera è pressoché esagerato, ciò che si può osservare è che la prospettiva con la quale la si declina è mutata.

2. Responsabilità sociale d’impresa, RSI o CSR

Dobbiamo preliminarmente capire cosa si intenda per Responsabilità Sociale d’impresa (RSI) o Corporate Social Responsibility (CSR). La Teoria della CSR ha acquisito varie sfumature nel corso del tempo ma possiamo definirla come quell’insieme di azioni con implicazioni di natura etica che vengono attuate dall’imprenditore; la volontà dell’impresa di soddisfare le aspettative degli innumerevoli stakeholders. Uno dei problemi interpretativi di tale teoria imprenditoriale è comprendere chi siano questi soggetti, cioè comprendere quali siano gli interessi da tutelare e quelli da perseguire.

Per comprendere quali siano gli obiettivi si deve partire dal presupposto che l’impresa è calata in quello che è il tessuto economico della realtà nella quale opera e da questa è influenzata. Conseguentemente anche la CSR e la sua applicazione non possono che mutare con la nuova realtà mondiale. L’impresa è vista come «un’istituzione stabile, radicata in un certo contesto sociale e territoriale» (2), che ha come finalità non più la sola ricerca del profitto ma vuole «agire in chiave cooperativa (3)»

Questo modello di responsabilità sociale ha origine dalla teoria “Social Responsability of Business is to Increase its Profits” che si è sviluppata negli anni Settanta nel campo degli studi aziendalistici che esaltano lo shareholder value.
Come sopra sottolineato si parla di CSR ormai da decenni a livello internazionale. Nel 2000 il Consiglio Europeo di Lisbona, nel Libro verde, definì l’impresa socialmente responsabile come «integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro

operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate (4)».
Si ritiene così che questa nuova forma di etica d’impresa possa essere uno strumento importante per lo sviluppo di una economia competitiva tra le imprese. Invero questo è stato ed è ancora uno dei motori della RSI, infatti molto spesso una buona pianificazione di azioni socialmente responsabili determina un incremento della competitività tra le imprese che vengono preferite ad altre non responsabilmente orientate, non solo dagli utenti ma anche da altre imprese.
Con il tempo la teoria è stata arricchita di una serie di sfumature etiche, per esempio la Commissione Europea del 25 ottobre 2011 stabilì che un’impresa è socialmente responsabile quando «si dota di approcci e strumenti per integrare nella propria gestione gli aspetti relativi a tematiche ambientali, etiche, del rispetto dei diritti umani e dei diritti dei consumatori con l’obiettivo di massimizzare la creazione del valore condiviso con gli stakeholders e di prevenire o mitigare gli impatti negativi della propria attività». Essere socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi giuridici, ma anche andare al di là, investendo di più sul capitale umano.
Indubbiamente questa mentalità appariva decenni fa molto lontana da quella che era la ratio delle imprese: il profitto. Tuttavia, nel corso degli anni si è assistito ad un mutamento di prospettiva. Oggi le imprese internazionali pongono al centro del proprio business i valori, quali per esempio la tutela dell’ambiente incentivando e promuovendo la produzione di materiali ecosostenibili o sottolineando l’utilizzo di tali prodotti nella propria attività. Pensiamo al caso Starbucks: il CEO ha affermato che l’obiettivo del brand di caffetterie è quello di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale, i consumi e l’inquinamento entro il 2030. L’obiettivo è stato programmato e organizzato in step, il brand utilizzerà solo bicchieri riciclabili, incentiverà una produzione del caffè orientata ad una maggiore attenzione nell’uso dell’acqua per impattare il meno possibile sulle risorse e i bacini idrici. Infine, si cercheranno metodi di trasporto che riducano l’impatto sull’ambiente.
La RSI viene usata in diverse realtà aziendali, indipendentemente dalla loro dimensione o dal loro fatturato, perché dare un valore sociale all’impresa consente di ampliare le capacità gestionali e rendere le attività più adattabile ai cambiamenti del mercato.

In Italia, dove le dimensioni delle imprese sono eterogenee, da piccole realtà locali a multinazionali affermate a livello internazionale, si osserva una differenziazione nell’applicazione della RSI. Le piccole-medie imprese orientano le proprie azioni verso la RSI perché questo consente loro di crearsi uno spazio nel mercato, il quale, come abbiamo sottolineato, è ormai sensibile a temi che rientrano nei value della CSR. Invero queste forme di RSI sono attuate nelle piccole imprese in forme limitate, a causa dei costi maggiori e difficilmente sopportabili da attività imprenditoriali con un fatturato ridotto. (5). Mentre le grandi imprese che operano in una realtà non solo nazionale ma internazionale, vivono e utilizzano la RSI spinti da fattori diversi come pressioni esterne, che sono indubbiamente più forti rispetto a quelle subite dalle piccole e medie imprese, e la necessità di rafforzare il brand e migliorare le opportunità di investimento. Sebbene possa apparire un controsenso il modello della Rsi diventa uno strumento di competitività delle imprese, numerose indagini statistiche hanno dimostrato infatti che il lavoratore tende ad accogliere i valori dell’impresa per la quale lavora e quindi a identificarsi con essa, valutando accanto agli incentivi materiali anche quelli morali e formativi; inoltre, anche il consumatore è più sensibilizzato alla dimensione etica del prodotto.

La pandemia ha amplificato la necessità di accogliere e attuare in maniera ben più ampia i valori della CSR, e ha permesso al tessuto imprenditoriale di accogliere un concetto fondamentale: le imprese non sono avulse dalla società ma calate nella realtà che le circonda e da essa fortemente dipendenti. Questa consapevolezza ha fatto sì che numerose aziende, durante il primo lockdown, abbiano bloccato la propria produzione e si siano convertite per fornire mascherine, materiale sanitario, per esempio la Ferrari ha prodotto valvole per i respiratori, mentre Armani ha convertito i propri stabilimenti per produrre camici monouso e ancora Calzedonia ha prodotto mascherine e camici.

L’augurio è che il cambiamento di prospettiva di questi Big del mercato, incentivi anche le realtà più piccole a cercare il proprio profitto mediato però con altri fattori: ambiente, lavoratori, sicurezza attuando una organizzazione sistematica di azioni socialmente orientate.

Concludendo, la speranza verso un nuovo insieme di azioni responsabilmente orientate arriva anche dall’Harward Business Review, con l’articolo “Coronavirus Is Putting Corporate Social Responsibility to the Test” (6) che invita le imprese a riconsiderare i propri obiettivi al fine di affrontare l’attuale condizione pandemica in un’ottica non solo di sopravvivenza e superamento della crisi ma di rinascita e cambiamento. A riguardo Peter Druker diceva che “la responsabilità sociale d’impresa serve per addomesticare il drago, ossia trasforma un problema sociale in un’opportunità e in un beneficio economico, nella capacità produttiva, nella competenza umana, in lavori ben retribuiti, in ricchezza (7)”.

(A cura di Francesca Manca)

RIFERIMENTI

1 Conti economici territoriali (istat.it).
2 C. Jaeger, Science-based stakeholder dialogues: Theories and tools, in Global Environmental change, 2006.
3 R. Pessi, La responsabilità sociale dell’impresa, in Rivista del diritto della sicurezza sociale, 2011, n. 1.
4 Commissione europea delle comunità europea, Libro verde, Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale dell’impresa.
5 L.Spence, J. Lozano, Communicating About Ethics With Small Firms: Experiences From The Uk And Spain, in Journal of Business Ethics.
6 Coronavirus Is Putting Corporate Social Responsibility to the Test (hbr.org).
7 P. Druker, The new meaning of Corporate Social Responsibility, California Management Review, 1984, n.26.


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  1. Introduzione: le principali novità del Provvedimento del 16 febbraio 2021

Il 21 marzo 2021 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.52 il Provvedimento Banca d’Italia 16 febbraio 2021 (di seguito definito come ‘Provvedimento’) recante il 2° aggiornamento contenete le modifiche al Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio (di seguito definito come ‘Regolamento’), di cui al Provvedimento del 19 gennaio 2015. Tramite tale Provvedimento, l’obiettivo è stato quello di uniformare la normativa Banca d’Italia in merito alla gestione collettiva del risparmio agli ‘Orientamenti dell’ESMA’[1] sulle prove di stress di liquidità per il contenimento dei rischi derivanti dalla gestione degli OICVM e dei FIA a livello europeo.

Con riguardo al Provvedimento in questione, si è riconosciuta la necessità di uniformare e integrare la normativa riguardo la gestione collettiva del risparmio tramite gli Orientamenti dell’ESMA sulle prove di stress di liquidità. Il Provvedimento, pubblicato il 21 marzo 2021, disciplina e definisce anche nuovi aspetti rilevanti riguardo la partecipazione ai fondi, la sottoscrizione e il rimborso delle quote, gli oneri a carico dei partecipanti e l’oggetto della politica di investimento per i FIA riservati.

Tali elementi, hanno infatti fatto emergere diverse considerazioni e problematiche anche per quanto riguarda la gestione del rischio di liquidità e dei disallineamenti di liquidità, i quali sono più acuti nei fondi che investono in attività meno liquide come i fondi immobiliari, o i fondi che hanno ad oggetto strumenti di debito societario high yield, o crediti con determinate classi di rating o debito dei mercati emergenti.

  1. Adeguatezza patrimoniale, oggetto dell’investimento e contenimento del rischio

Tra le novità introdotte dal seguente Provvedimento, vi è la soppressione della previsione relativa all’investimento in quote di FIA chiusi non riservati contenuta nel Titolo II, Capitolo V, Sezione IV, paragrafo 1. Viene infatti eliminato l’obbligo per le SGR che gestiscono FIA chiusi non riservati a investitori professionali di acquistare in proprio una quota almeno pari al 2% (ovvero l’1% sopra determinate soglie) del valore complessivo netto iniziale di ciascun FIA della specie e delle successive sottoscrizioni [2]. L’obiettivo è quindi quello di riuscire a snellire e semplificare ulteriormente le limitazioni degli investimenti e tutta la relativa disciplina applicabile ai FIA chiusi italiani.

  1. Le commissioni di sottoscrizione differite

Il Provvedimento infine aggiunge e disciplina, in merito agli oneri a carico dei singoli partecipanti, il pagamento delle commissioni di sottoscrizione [3], aggiungendo una nota al Titolo V, Capitolo I, Sezione II, paragrafo 3.3.2., primo capoverso, lettera a. Il Provvedimento specifica che il pagamento può avvenire contestualmente o successivamente alla sottoscrizione delle quote o azioni del fondo, e nel caso in cui le commissioni di sottoscrizione siano prelevate dalla società di gestione gradualmente, in un arco temporale predefinito (cd. ‘commissioni di sottoscrizione differite’) il regolamento deve specificare con chiarezza e precisione: l’ammontare della commissione (in termini assoluti o in percentuale alla somma investita), le modalità e i termini e il periodo di prelievo della stessa, nonché deve disciplinare anche il caso di richiesta di rimborso delle quote da parte del sottoscrittore prima del periodo di prelievo. In quest’ultimo caso, il gestore può prevedere il recupero del residuo della commissione di sottoscrizione differita detraendolo dall’ammontare dovuto all’investitore per il rimborso delle quote.

La normativa in questione specifica che non è vietato quindi il pagamento differito e graduale delle commissioni di sottoscrizione, e la modalità specifica del prelievo e del recupero delle commissioni è lasciata in mano al gestore, che ha comunque l’obbligo di specificarlo nel regolamento di gestione del fondo. Tuttavia, a tutela degli investitori, in caso di commissioni di sottoscrizione a pagamento differito, risulterebbe necessario richiamare all’attenzione degli intermediari il rispetto degli obblighi informativi previsti dalla normativa rilevante al fine di rappresentare chiaramente all’investitore l’importo che effettivamente dovrà sostenere nel tempo.

  1. Orientamenti ESMA sulle prove di stress di liquidità negli OICVM e nei FIA

L’ambito che presenta maggiori difficoltà e problematiche, all’interno del Provvedimento, riguarda le prove di stress e il rischio di liquidità. Il ‘rischio di liquidità’, nell’ambito dei regolamenti di gestione dei fondi, costituisce uno dei fattori di rischio principali tra quelli associati al Fondo (i quali solitamente vengono indicati e specificati all’interno della sezione del regolamento di gestione relativa ai fattori di rischio e all’orizzonte temporale dell’investimento). Il rischio di liquidità consiste nella possibilità che il Fondo non sia in grado di adempiere, alle scadenze determinate, agli impegni assunti nei confronti delle rispettive controparti a causa dell’insufficienza di disponibilità liquide/attività prontamente liquidabili e dei mezzi propri in relazione alle passività contratte durante la gestione del fondo [4].

Tale rischio è legato soprattutto alla tempistica per la messa a reddito, la valorizzazione e la liquidazione degli investimenti in portafoglio. Ad esempio, nel caso di FIA chiusi immobiliari che hanno ad oggetto investimenti in beni immobili, lo smobilizzo dei beni immobili presenta rischi intrinsecamente legati alla natura degli stessi e richiede, perciò, tempi medio-lunghi per il suo completamento (essendo comunque l’orizzonte temporale di investimento di questi fondi solitamente molto lungo). La cessione dei beni immobili detenuti dal fondo può subire ritardi o variazioni rispetto alle previsioni anche in funzione della destinazione d’uso e delle condizioni di mercato prevalenti. In condizioni critiche e di stress infatti, tali difficoltà possono riflettersi sul valore di smobilizzo e di conseguenza sul valore delle quote del fondo, nonché comportare ritardi nei tempi di liquidazione del Fondo e di rimborso delle quote dei partecipanti.

Per la gestione vera e propria di tali rischi, il Provvedimento del 16 febbraio 2021 infatti richiama direttamente gli Orientamenti dell’ESMA pubblicati il 16 luglio 2020, tramite gli Articoli 2 e 3 contenenti le Modifiche al Titolo IV, aggiungendo il paragrafo 17 come modifica e integrazione nel Capitolo3, Sezione II al Provvedimento Banca d’Italia in merito alla regolamentazione della gestione del risparmi, intitolato ‘Prove di stress di liquidità’ in merito alle prove di stress per la gestione del rischio di liquidità.

Tali Orientamenti, come disciplinato nel documento relativo a tali linee guida, «sono emanati ai sensi dell’art.16, paragrafo 1, del regolamento ESMA, con finalità di istituire pratiche di vigilanza coerenti, efficienti ed efficaci nell’ambito del Sistema europeo di vigilanza finanziaria e garantire un’applicazione comune, uniforme e coerente del diritto dell’Unione. In particolare, hanno l’obiettivo di aumentare la coerenza delle norme e, in alcuni casi, la frequenza degli LST già avviati nonché di promuovere la vigilanza convergente delle prove di stress di liquidità da parte delle autorità nazionali competenti ».

I modelli LST costituiscono infatti dei modelli di valutazione del rischio di liquidità e attraverso i quali effettuare le prove di stress, per i quali, come disciplinato negli Orientamenti dell’ESMA del 16 luglio 2020, i gestori devono determinare e definire: i fattori di rischio che possono incidere sulla liquidità del fondo, i tipi di scenari da utilizzare e il loro livello di gravità, i differenti risultati e indicatori utilizzati nei modelli, la comunicazione alla dirigenza dei risultati e delle variazioni degli indicatori, nonché le modalità di frequenza con cui effettuare gli LST [5].

Ad integrazione del Capitolo 3, Sezione I, paragrafo 5 del Provvedimento Banca d’Italia, il nuovo Provvedimento del 16 febbraio stabilisce che «in linea generale, e in linea con il principio di proporzionalità, i gestori di OICR si dotano di adeguati sistemi di governo e gestione del rischio di liquidità ed effettuano prove di stress di liquidità per fronteggiare i rischi di potenziali cambiamenti delle condizioni di mercato che posso avere effetti negativi per il fondo. I gestori di OICVM, FIA aperti e FIA chiusi che fanno ricorso alla leva finanziaria su base sostanziale applicano le sezioni da V.1.1 a V.1.16 degli Orientamenti dell’ESMA sulle prove di stress di liquidità negli OICVM e nei FIA del 16.07.2020 (ESMA34-39-897)». L’obiettivo è sostanzialmente quello di far allineare la gestione di tali rischi a quanto dettato dall’ESMA tramite la disciplina contenuta nelle linee guida pubblicate il 16 luglio 2020, in merito ai modelli e ai metodi di gestione del rischio di liquidità e relative prove di stress.

Il Provvedimento del 16 febbraio 2021 aggiunge anche, con l’inserimento del paragrafo 17 alla Sezione II del Capitolo 3 del Provvedimento Banca d’Italia, che «la Banca d’Italia può richiedere a una SGR, SICAV o SICAF la trasmissione della documentazione relativa a una prova di stress di liquidità per contribuire a dimostrare la capacità del fondo di essere conforme alle disposizioni applicabili, anche per quanto riguarda la possibilità di soddisfare le richieste di rimborso in condizioni normali e di stress. Nel caso in cui dalle prove di stress emergano rischi di liquidità rilevanti, la SGR, SICAV o SICAF ne informa tempestivamente la Banca d’Italia». Il Provvedimento in questione chiarisce comunque il ruolo che la Banca d’Italia ha in merito a tali prove di stress e alla trasmissione di comunicazione e di documentazione della SGR, SICAV o SICAF in merito alle prove alla Banca d’Italia, nonché la comunicazione per quanto riguarda situazioni di particolari gravità in merito alla liquidità del fondo, specialmente in relazione alle richieste di rimborso dei partecipanti.

La normativa in questione quindi, per la gestione vera e propria di tali rischi, richiama e prevede l’applicazione dei criteri dettagliati illustrati dall’ESMA, specificando il ruolo che ha la Banca d’Italia in termini di obblighi di comunicazione e di trasmissione di prove di stress, nel caso di situazioni di particolare gravità, essendo comunque il gestore obbligato ad informare Banca d’Italia qualora emergano situazioni di rischio di liquidità rilevanti. Il Provvedimento richiama come indicazioni generali quelle dettate dall’ESMA, anche se comunque i gestori hanno discrezionalità in merito ai modelli utilizzati, ma soprattutto rispetto alla frequenza delle prove di stress, le quali dovrebbero essere più frequenti e intense specialmente per quanto riguarda i fondi che investono in attività illiquide, come i fondi chiusi immobiliari.

  1. I disallineamenti di liquidità

Problematiche riguardanti le tempistiche relative alla liquidazione degli investimenti, alla messa reddito e al loro smobilizzo, possono generare delle discrepanze temporali in merito alla mancanza e al non allineamento della liquidità del fondo rispetto agli impegni assunti nei confronti delle rispettive controparti, ovvero possono generare dei ‘disallineamenti di liquidità’ [6], e ciò si può riflettere sui partecipanti, sui quali può arrecarsi un grave pregiudizio se il fondo non adotta modelli di gestione e prove di stess di liquidità, specialmente in relazione a condizioni critiche di mercato, come quelle riscontrate durante la prima fase della pandemia durante i primi mesi del 2020. Ciò può comportare difficoltà anche in termini di ritardi nei tempi di liquidazione del fondo e di rimborsi delle quote ai partecipanti.

Una misura che può essere adottata dai gestori in situazioni di grave carenza di liquidità del fondo, è la ‘sospensione dei rimborsi’ delle quote dei fondi verso i partecipanti. Vi sono stati ad esempio alcune sospensioni di rimborsi di fondi, come nel caso degli otto fondi francesi gestiti da H20 Asset Management, sospensione avvenuta il 28 agosto 2020, su disposizione dell’Autorite des Marches Financiers (AMF)[7] al fine di tutelare gli interessi degli investitori in quanto si era verificata una circostanza di grave carenza di liquidità da parte del fondo.

Il Provvedimento del 16 febbraio 2021, al Titolo V, Capitolo I, Sezione II, paragrafo 4.2.1., interviene in merito a tale ambito e stabilisce in ottica di smobilizzo degli investimenti e della gestione del rischio di liquidità, disciplinando la sospensione del rimborso o dell’emissione di quote, stabilendo che «Il regolamento deve indicare i casi, di natura eccezionale, in cui il rimborso o l’emissione di quote può essere sospeso nell’interesse dei partecipanti. Nel caso dei rimborsi, tali eventi risultano riferiti in via generale a situazioni in cui le richieste di rimborso per la loro entità (ad esempio, richieste di rimborso superiori a una percentuale del valore complessivo del fondo) richiederebbero smobilizzi tali che, tenuto conto della situazione di mercato, potrebbero arrecare pregiudizio all’interesse dei partecipanti».

Il Provvedimento inoltre chiarisce che tale sospensione si riferisce prevalentemente a casi di natura eccezionale in cui le richieste di rimborso di elevata entità possono generare problemi di liquidità del fondo e di conseguenza gravi pregiudizi per tutti i partecipanti al fondo.

Il Provvedimento interviene indicando anche che la durata complessiva delle sospensioni del diritto al rimborso riconducibili al medesimo evento non può mai essere superiore ad un mese, intendendosi un periodo continuativo di 30 giorni solari, non contando in questo arco di tempo gli intervalli di tempo in cui i rimborsi sono ripristinati. Il gestore ha inoltre l’obbligo di comunicazione tempestiva della sospensione ai partecipanti e alla Banca d’Italia.

Approfondendo tale ambito, il Provvedimento interviene sulla sospensione del diritto di rimborso delle quote anche fornendo una formulazione alternativa, prospettando quindi due formulazioni per quanto riguarda i casi di sospensione:

  • Prima formulazione: la SGR può sospendere i rimborsi per un periodo che non può essere mai superiore ad un mese, intendendo sempre un periodo continuativo di 30 giorni solari, nel caso in cui vi siano richieste di rimborso tali il cui ammontare, in coincidenza con situazioni di mercato critiche, richiedano smobilizzi tali da arrecare grave pregiudizio ai partecipanti;
  • Seconda formulazione: la SGR ha facoltà di sospendere per un arco di giorni determinato (che comunque, nel Provvedimento, viene disciplinato e stabilito che non potrà in ogni caso essere superiore a quindici giorni ) il diritto al rimborso delle quote nel caso in cui , nello stesso giorno, vengano presentate richieste di rimborso o di switch di importo cumulato superiore al [indicare una percentuale non inferiore al 5%] del valore complessivo del fondo, che potrebbero sempre generare gravi pregiudizi per i partecipanti.

Nonostante comunque, tramite tale normativa, i gestori italiani dovrebbero adottare misure e precauzioni, nonché modelli e prove di stress per la gestione del rischio di liquidità completi e in grado di contenere tali rischi e soprattutto evitare un grave pregiudizio economico per i partecipanti, a seguito delle linee guida dettagliate istituite a livello europeo e  dettate dagli Orientamenti dell’ESMA, comunque in relazione all’anno 2020, si sono verificate criticità tali e condizioni di mercato che hanno portato molti gestori di fondi ad adottare la misura della sospensione del diritto di rimborso delle quote, in quanto hanno riscontrato seri problemi di liquidità nella gestione del fondo.

  1. Considerazioni finali

Seppur comunque l’adozione di tecniche di gestione del rischio di liquidità dei fondi sempre più sofisticate ha consentito comunque di mantenere un’ordinata operatività, vi è stato un elevato livello di sospensione dei rimborsi. Secondo il report di Fitch Ratings [8] in merito all’andamento del settore dell’asset management del 2020, le sospensioni hanno riguardato complessivamente 62 miliardi di dollari a fine maggio 2020, registrando il volume annuale più alto negli ultimi 10 anni. Secondo l’agenzia di rating i disallineamenti di liquidità sono più elevati e acuti nei fondi che investono in attività meno liquide, come immobili o strumenti di debito high yield, riferendo che «tali asset classes non godono del supporto della liquidità fornita dalle banche centrali e in futuro potrebbero tornare a soffrire di più i disallineamenti sui profili della liquidità».

Secondo Fitch Ratings solo il 4% nel 2020 dei fondi UCITS prevede rimborso non giornaliero, confermando comunque la prassi di tali strumenti a fornire finestre di riscatto su base giornaliera. Anche se comunque le sospensioni, sempre secondo il report dell’agenzia, riguardano solo lo 0,11% delle attività totali del settore dei fondi per il periodo 2020, la sospensione dei rimborsi per quanto riguarda particolari tipologie di fondi, come i fondi chiusi immobiliari e tutti quelli che investono in strumenti meno liquidi, può innalzare ulteriormente il livello di rischiosità di tali investimenti, i quali sono di per sé già più rischiosi, essendo l’investimento effettuato in asset classes meno liquide e su un orizzonte temporale molto lungo.

Infine, anche se i rimborsi più diradati consentono al fondo di avere più tempo per vendere le attività per aumentare la liquidità, si generano una serie di ostacoli significativi, a cominciare dagli adempimenti normativi in merito alla comunicazione e trasmissione così come evidenziato dal Provvedimento citato, o anche ostacoli legati all’infrastruttura di mercato e ostacoli opportunistici a livello commerciale, nonché un potenziale rischio reputazionale a danno dell’intero settore dell’asset management.

(A cura di Giorgio Napoli)

RIFERIMENTI 

[1] “Final Report: Guidelines on liquidity stress testing in UCITS and AIFs” pubblicato il 2 settembre 2019, ESMA34-39-882, European Securities Markets Authority

[2] Nel “Regolamento Banca d’Italia sulla gestione collettiva del risparmio”, al Titolo II, Capitolo V, Sezione IV, paragrafo 1, la percentuale era fissata al 2% del valore complessivo netto iniziale di ciascun FIA della specie e delle successive emissioni, soglia ridotta all’1% in caso in cui il valore complessivo netto di ciascun FIA (in fase iniziale di emissione quote o a seguito di emissioni successive) superi l’ammontare di 150 milioni di euro. Per approfondimenti, si veda il Regolamento disponibile qui: https://www.datocms-assets.com/45/1594214761-regolamentogestionecollettivarisparmio1aggiornamento.pdf?ixlib=rb-1.1.0

[3] In merito alla normativa e alle disposizioni generali riguardanti gli oneri a carico dei partecipanti, si veda sempre il Titolo V, Sezione II, Capitolo 1 del Regolamento Banca d’Italia del 19 gennaio 2015

[4] A. Del Pozzo, S. Loprevite, S. Mazzù, “Il rischio di liquidità come ‘driver’ del rischio finanziario – Un modello interpretativo basato sul tempo”, Francoangeli Editore, edizione 2014

[5] “Orientamenti ESMA sulle prove di stress di liquidità negli OICVM e nei FIA” del 16 luglio 2020, European Securities Markets Authority.

[6] V. Cantino, P. De Bernardi, A. Devalle, “Sistemi di rilevazione e misurazione delle performance aziendali. Dalla redazione del bilancio di esercizio al controllo di gestione”, Giappichelli, 4° edizione, 2018

[7] C. Reese, S.Fenton, “UPDATE 1- French bank Natixis: backs H20 amr’s suspension of some funds”, il 28 agosto 2020,  sono disponibili qui: https://www.reuters.com/article/natixis-funds-idINL8N2FU5QY

[8] “Global Mutual Fund Redemption Suspensions Highlight Liquidity Mismatches – Application Extraordinary Liquidity – Management Tools Becoming More Common”, Fintch Ratings, 21 giugno 2020, disponibile qui: https://www.fitchratings.com/research/fund-asset-managers/global-mutual-fund-redemption-suspensions-highlight-liquidity-mismatches-application-of-extraordinary-liquidity-management-tools-becoming-more-common-21-06-2020


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Cassazione Ordinanza n. 24060 del 06.09.2021

“Per questa Corte, in tema di società di comodo, in caso di mancato superamento del test di operatività, permane la possibilità per il contribuente di vincere la presunzione legale della finalità elusiva delle società non operative attraverso la prova contraria qualificata dalla ricorrenza di una situazione oggettiva a sé non imputabile che ha reso impossibile il conseguimento di ricavi e la produzione di reddito entro la soglia minima stabilita “ex lege”, non essendo a tal fine necessario esperire preventivamente il rimedio precontenzioso dell’interpello disapplicativo”.

Cassazione Ordinanza n. 24238 del 08.09.2021

“Secondo la consolidata giurisprudenza di legittimità, in presenza di accertamenti bancari svolti ai sensi dell’art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, è onere del contribuente imprenditore dimostrare che i proventi desumibili dalle movimentazioni bancarie non debbano essere recuperati a tassazione o per averne egli già tenuto conto nelle dichiarazioni o perché fiscalmente non rilevanti, siccome non riferibili ad operazioni imponibili; e, per volontà di legge, l’onere dell’amministrazione di provare la sua pretesa è soddisfatto attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti bancari, restando a carico del contribuente l’onere di provare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non siano riferibili ad operazioni imponibili, fornendo una prova non generica, ma analitica, riferita quindi ad ogni singolo versamento bancario”

Corte di Cassazione Ordinanza n. 24870 del 15 settembre 2021

– presunzione di distribuzione di utili extracontabili in società a ristretta base societaria –

“La prova contraria del contribuente è tradizionalmente ritenuta quella per cui gli utili non sono stati distribuiti, per esempio perché reinvestiti (sez. V, n. 32959 dei 2018; n. 27778 del 2017), prova che il contribuente può fornire anche nel suo ruolo dì titolare meramente formale delle quote, ma estraneo di fatto alla gestione societaria, perché comunque il ruolo formale permette, se del caso, di accedere ai libri sociali per acquisire elementi a tal fine. Tuttavia, come il contribuente sottolinea, anche in memoria, si è in effetti sviluppato negli ultimi anni un ulteriore orientamento sulla prova contraria, tale per cui la stessa può anche consistere nella dimostrazione del socio formale di essere stato, in realtà, estraneo alla gestione societaria. Sez. V, n. 34282 del 2019 e n. 15895 del 2020 sono tra le più recenti espressioni di questo orientamento, ed hanno ammesso come prova liberatoria della presunzione di distribuzione degli utili extrabilancio anche “la dimostrazione della propria estraneità alla gestione e conduzione societaria (Cass., n. 1932/2016; Cass., 17461/2017; Cass., 26873/2016; Cass., 9 luglio 2018, n. 18042; Cass., 27 settembre 2018, n. 23247)”. Nella specie questa prova si ricaverebbe in particolare, nella prospettazione del contribuente, dal fatto che il ricorrente non è stato coinvolto, né come indagato né come imputato, nell’indagine penale sulla società. Orbene, al di là del merito del caso specifico che, a questo punto, dovrà essere riesaminato, resta il fatto che il suddetto sviluppo della giurisprudenza di questa Corte sulla prova contraria, tale per cui la stessa può consistere non solo nel fatto che gli utili non sono stati distribuiti, ma anche nel fatto che il singolo socio dimostri che estraneo alla gestione, non è stato considerato dalla CTR che ha continuato a ritenere rilevante solo il “diverso impiego”

Corte di Cassazione ordinanza n. 25530 depositata il 21 settembre 2021

“Va quindi esclusa una responsabilità diretta dell’ex amministratore per le obbligazioni tributarie della società. Nel caso di specie, non viene eccepita dalla tale peculiare ipotesi di responsabilità dell’amministratore, né viene allegata la sussistenza dei relativi elementi costituivi. Questa Corte (v. dal ultimo n. 15378/2020) ha statuito che la responsabilità dei liquidatori, degli amministratori e dei soci di società in liquidazione, in presenza dell’integrazione delle distinte fattispecie previste dall’art. 36 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, per l’ipotesi di mancato pagamento delle imposte sul reddito delle persone giuridiche i cui presupposti si siano verificati, è responsabilità per obbligazione propria ex lege (per gli organi, in base agli artt. 1 176 e 1218 cod. civ., e per i soci di natura sussidiaria ), avente natura civilistica e non tributaria, non ponendo la norma alcuna successione o coobbligazione nei debiti tributari a carico di tali soggetti, nemmeno allorché la società sia cancellata dal Registro delle Imprese (cfr. Cass. n. 7327/2012; conf. Cass. nn. 29969/2019, 17020/2019); con  riguardo ai  crediti  per  imposta  sul reddito delle persone giuridiche i cui presupposti si siano verificati carico della società, è riconosciuta, infatti, all’amministrazione finanziaria dal D.P.R, n. 602 del 1973, art. 36 (applicabile ratione temporis alle sole imposte sui redditi di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, ex art. 19) azione di responsabilità nei confronti del liquidatore, nel caso in cui egli abbia esaurito le disponibilità della liquidazione senza provvedere al loro pagamento, con azione esercitabile alla duplice condizione che i ruoli in cui siano iscritti i tributi della società possano essere posti in riscossione e che sia acquisita legale certezza che i medesimi non siano stati soddisfatti con le attività della liquidazione medesima (cfr. SU 2820/1985; conf. Cass. nn. 2768/1989, 9688/1995,8685/2002), e tale azione è parimenti esercitabile, ai sensi dell’art. 36, 4 0 co., DPR n. 602/1973, nei confronti degli amministratori che hanno compiuto nel corso degli ultimi due periodi di imposta, precedenti alla messa in liquidazione operazioni di liquidazione ovvero hanno occultato attività sociali anche mediante omissioni nelle scritture contabili; quello verso il liquidatore e l’amministratore è, in conclusione, credito dell’amministrazione finanziaria non strettamente tributario, ma più che altro civilistico, il quale trova titolo autonomo rispetto all’obbligazione fiscale vera e propria, costituente mero presupposto della responsabilità stessa(S.U. 2767/1989), ancorché detta responsabilità debba essere accertata dall’Ufficio con atto motivato da notificare a i sensi del d.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, avverso il quale è ammesso ricorso secondo le disposizioni relative al contenzioso tributario ex art. 36 cit., penult. e ult. c.c. (cfr. Cass. nn, 7327/2012, 1196B/20 12); essa è, sempre, riconducibile alle norme degli artt. 1176 e 1218 c,c.(Cass. 12546/2001), con onere per l’Amministrazione di provare d’avere iscritto i relativi crediti quantomeno in ruoli provvisori, dei quali poter pretendere il pagamento in via sussidiaria nei confronti dell’liquidatore (Cass. 10508/2008); con riguardo al caso in esame manca quell’atto motivato che accerti la responsabilità dell’amministratore in relazione agli elementi obiettivi della sussistenza di attività nel patrimonio della società e della distrazione di tali attività a fini diversi dal pagamento delle imposte dovute, ed ogni eventuale integrazione avvenuta sul punto solo in corso di causa trascura che nel giudizio tributario, l’oggetto del dibattito processuale è delimitato da un lato dalle ragioni di fatto e di diritto  esposte dall’Ufficio nell’atto impositivo impugnato, e dall’altro dagli specifici e correlati motivi i d’impugnazione dedotti dal contribuente nel ricorso introduttivo (cfr. Cass. n, 10779/2007)”.

(Rassegna a cura di Michele Vanadia)


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